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CANNABIS: in Calabria ed in Puglia si coltiva l'oro verde in centinaia di ettari di terreno perché è l'economia del futuro, se si esce dai pregiudizi
By Admins (from 06/07/2014 @ 04:02:02, in it - Osservatorio Globale, read 1987 times)

L'unico accorgimento, per evitare di incappare in una denuncia penale, è compilare un modulo e consegnarlo alle forze dell'ordine. Ad investire sulla cannabis è stato anche Antonino Chiamonte, un agricoltore di Mendicino in provincia di Cosenza, che ha sostituito le foglie di marijuana al grano, ormai "non più conveniente per i prezzi troppo alti". Dai mattoni della bioedilizia per costruire case ai vestiti, passando gli alimenti, gli olii e persino i cruscotti delle auto, la sua canapa viene destinata agli stabilimenti per la produzione di diversi oggetti.

Secondo i dati di 'Assocanapa', in Calabria gli agricoltori di cannabis sono già una decina ed in costante aumento in tutta Italia, con piantagioni in 400 ettari di terreni al nord e 450 al sud del Paese. "Lavoro anche come assistente sociale - spiega Antonino Chiamonte, 46 anni - ma dall'anno scorso ho deciso di coltivare cannabis nel mio ettaro di terreno e per ogni piantagione guadagno 1.300 euro". Chiamonte ha piantato i semi un anno fa e subito dopo ha comunicato ai carabinieri di avere la piantagione di cannabis a scopo industriale. Un'orto insolito che fa gola a più di una persona. "Ogni tanto qualcuno si intrufola tra le piante per portarne via una - aggiunge - tanto che sono stato costretto a mettere un cartello dalla scritta: 'Se volete una piantina non strappatela, ve la regaliamo'".

La canapa da fibra prodotta da Chiamonte viene lavorata in uno stabilimento a Taranto e servirà in un cantiere di Brindisi per costruire "la prima abitazione 'a base di cannabis' in Italia". Per ora, invece, l'unico stabilimento autorizzato a produrla a scopo farmaceutico è Rovigo. "La canapa è un ottimo investimento per tanti usi - spiega ancora l'agricoltore - rigenera i terreni, non necessita di diserbanti ed ha ottimi costi. Quella importata dall'Olanda costa anche di più. E allora perché non avviare una grande produzione in Italia? E' ingiusto criminalizzarla e finora la legislazione ne ha compromesso gli utilizzi associandola solo alla droga. In passato ho fumato qualche spinello, lo considero comunque molto meglio di devianze come alcol o droghe pesanti".

Ed ora grazie ai guadagni del "piccolo tesoro" nell'orto di casa sua, Chiamonte ha messo in piedi un'azienda agricola per farne una fattoria sociale dove ospitare i bambini autistici a fare ippoterapia con gli asinelli. Dalla cannabis alla solidarietà, per "sfatare un tabù".

Fonte: Nuovo Sud via Cannabis.info