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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 21/04/2011 @ 08:00:45, in it - Osservatorio Globale, read 3358 times)

L'ambiente metropolitano lascia subito il posto a campi coltivati e cascine che si perdono a vista d'occhio. I maggiori centri abitati, tra cui la stessa città capoluogo, Lodi, si snodano lungo la Via Emilia, antica strada romana che attraversa il Lodigiano fino alle porte di Piacenza, e le direttrici dei fiumi che delimitano il territorio: a nord l'Addetta, a est l' Adda, a ovest il Lambro, a sud il Po.

I turisti trovano dunque innanzitutto un oasi verde, con habitat naturalistici incontaminati, riserve ambientali attrezzate per le escursioni e il divertimento, cascine storiche per l'agriturismo, percorsi ciclabili con il noleggio delle biciclette.
Tra i colori della campagna, assai mutevoli, a seconda delle stagioni, risaltano poi le "rosse presenze" di ciò che la storia, sotto profilo architettonico, ha portato fino a noi: i "mille campanili" di cui gode fama il Lodigiano, in particolare alcune antiche abbazie e basiliche con il loro pregevole corredo artistico , e i castelli e le rocche protagoniste nei secoli scorsi di invasioni e dominazioni.

Perché il Lodigiano, prima immensa palude con il nome di Lago Gerundo e poi terra fertile e produttiva, è sempre stato conteso e solo nel 1992 ha visto riconosciuta la sua peculiare identità con l'istituzione della Provincia.

Da oltre un decennio, migliaia di visitatori accorrono per gustare, nei ristoranti e nelle antiche osterie, i piatti tipici della cucina lodigiana esaltati in una rassegna gastronomica autunnale promossa dall'Apt; oppure per assistere alle manifestazioni fieristiche e spettacolari che si articolano nell'anno, dal Palio dei Rioni di Lodi alle mostre mercato artigianali e zootecniche. Tra le produzioni più rinomate quella della ceramica, che vanta secoli di storia con botteghe artistiche dove si può assistere alla creazione di manufatti.

Fonte: Sito Regione Lombardia

 

Quando l'acqua è protagonista la natura inventa nuovi scenari.

Borgo: Albavilla (Co)
Comune: Erba (Co)
Area geografica: Complesso carsico dell'Alpe Turati - Monte Bollettone
Caratteristiche ambientali: alta parete di calcare visibile tra i boschi di Albavilla ed Erba
Geomorfologia: scorre all'interno della grotta.
Di fatto è il torrente che vi penetra in forma di cascata spumeggiante alla sommità dell'antro.


 
Per raggiungerla basta il sentiero della scala di legno. Altro non è che un sentiero che costeggia il tracciato dell'acquedotto fino allo sbocco del torrente in cima alla valle, attraverso una scala verticale di circa 20-25 metri si raggiunge la cengia soprastante la cascata.

E' una delle più famose grotte della Lombardia e uno dei pochi esempi sul territorio di grotta carsica. Oltre che uno dei siti paleolitici più importanti della nostra Regione.
Probabilmente deve il suo nome al colore grigiastro della roccia, che in diversi punti appare ricoperta da una patina plumbea.

Le sue dimensioni sono impressionanti, specialmente quelle dell'ingresso che risulta quasi maestoso, colossale e scenografico, paragonabile per dimensioni al Duomo di Milano: 45m di altezza, 38 di larghezza, 40 di profondità.
L'interno si caratterizza per una grandissima quantità di cunicoli (diversi dei quali ancora inesplorati) che man mano si restringono sempre di più e che si estendono per oltre 400 metri e oltre. Infatti, l'intero sistema di gallerie non è ancora stato esplorato tutto.

Tali gallerie furono scavate nei millenni dal corso d'acqua che ancor oggi scorre nel suo interno, penetrandovi appunto come cascata. Dentro si possono trovare le consuete stalattiti e stalagmiti, oltre che flora (muschi e piccole piante poste in prossimità dell'ingresso della grotta) e fauna (per lo più insetti o piccoli crostacei) tipici di questi ambienti stabilmente scuri, umidi e con temperatura sempre costante durante tutto l'arco dell'anno.
Per raggiungere l'ingresso della grotta è necessario salire i circa 200 gradini che compongono la scala di accesso, scavata direttamente nella roccia e che un tempo ne rendevano difficoltoso e pericoloso l'accesso. Le mura che si ergono nell'androne sono d'interesse archeologico e pare risalgano al 500: infatti la grotta fortificata serviva da rifugio durante le invasioni e guerre. Insomma, si potrebbe identificarla come un imprendibile e imprevedibile castello sotterraneo, fornito per di più acqua.
La grotta fu meta di visite di studiosi e villeggianti sin dall'800; si ricorda in particolare la regina Margherita di Savoia come assidua frequentatrice.

Dopo anni di abbandono, durante i quali l'accesso alla grotta fu chiuso, a partire dal 1998 un accordo fra i proprietari del Buco del Piombo ed il Comune di Erba ha consentito di riaprire al pubblico questo interessante monumento di storia e natura.

Fonte: Sito Regione Lombardia

 
By Admin (from 14/04/2011 @ 11:00:15, in it - Osservatorio Globale, read 2473 times)

Nei dintorni di Berchtesgaden si trova la zona di Obersalzberg, famosa per la villeggiatura alpina, luogo ameno di cui si innamorò Hitler negli anni '20 e dove costituì con i gerarchi del partito - Göring, Hess, Bormann, Speer e Göbbels - una sorta di quartier generale-bunker per le vacanze.
 
Questo villaggio a circa 1.000 metri d'altezza, dove era ambitissimo essere invitati, è stato bombardato alla fine del '45 e raso al suolo nel 1952. Nell'area si trova oggi un centro di documentazione sul nazismo. Hitler soggiornò qui con Eva Braun in una villetta da lui battezzata "Berghof". Nel 1938 ebbe in dono dai gerarchi del partito per il suo 50.mo compleanno (che compirà il 20 aprile 1939) il celeberrimo "Nido dell'Aquila", uno chalet-fortezza costruito sul Kehlstein, un picco di 1.834 metri sovrastante il villaggio di Obersalzberg.

Percorrendo una strada tortuosa lunga 7 km (Kehlsteinstraße) scavata sui fianchi della montagna e attraversando un tunnel di 124 metri si giunge ad un avveniristico ascensore che porta all'interno dello chalet - il cui nome ufficiale è Kehlsteinhaus - dopo 124 metri di salita all'interno della montagna.
 
La costruzione fu completata in due anni di intenso lavoro, di enormi difficoltà tecniche e con un notevole dispendio di risorse umane (circa un migliaio le persone coinvolte nel progetto).
Questa residenza di montagna (oggi è un ristorante-belvedere), circondata da balconate che permettono una stupenda vista sul Königssee e sul Watzmann (che con 2713 metri di altezza è la seconda vetta più alta della Germania), fu arredata utilizzando marmi e legni pregiati. Nel grande atrio ottagonale fu installato un camino di marmo rosso cupo con venature bianche, dono di Mussolini al Führer.

 
Hitler visitò ufficialmente questa fortezza nel 1938 (16, 17, 19 settembre; 16, 17, 18, 21, 23, 24 ottobre) e nel 1939 (4 gennaio; 15 luglio; 11 e 12 agosto). Le cronache riportano anche tre visite non ufficiali, anche se è ignoto il loro numero totale. Pur colpito dall'edificio e dal panorama, Hitler non nutrì un sentimento speciale per il luogo, anche a causa dell'aria troppo rarefatta. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale il Führer non soggiornò più nella Kehlsteinhaus, mentre continuò a frequentare il sottostante Berghof.
 
Per raggiungere il Nido dell'Aquila, salvato dal bombardamento degli alleati nel 1945 e dalla distruzione del '52 ed aperto al pubblico da metà maggio a metà ottobre, si deve arrivare ad Obersalzberg (presso Berchtesgaden) dove con dei bus si può giungere sul piazzale antistante l'ingresso al tunnel che porta al sopraccitato ascensore - decorato con specchi, ottoni e sedili in pelle verde - che tuttora permette ai turisti di salire in 41 secondi là dove si rilassava con la sua Eva Braun l'uomo più odiato del XX secolo.

Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 11/04/2011 @ 08:00:48, in it - Osservatorio Globale, read 2681 times)

Dalle fragranze fiorite delle colline di Grasse, ai deliziosi effluvi dei profumi, c'è tutta una tradizione da scoprire nel cuore di Grasse, Città d'Arte e Storia.


In questa città dallo spirito provenzale, la distillazione e il procedimento antico dell'enfleurage (utilizzato per l'estrazione attraverso grasso di fiori fragili come il gelsomino o le tuberose) hanno acquisito nel corso dei secoli uno straordinario prestigio.
 
Il Museo Internazionale della Profumeria vi svelerà i segreti di questo meraviglioso mondo olfattivo dei profumi. Ricostruisce infatti quattromila anni di storia dei saponi e dei cosmetici, e svela tutte le tappe della creazione di un profumo.
 
La superficie del museo raggiunge i 3500 m2 con inoltre giardino e terrazza. Il museo è suddiviso in 5 parti, ciascuna delle quali rappresenta un continente e delle tematiche particolari: eleganza e classicismo, magia e dinamismo, vanità e igiene. Queste tematiche s'inseriscono in una presentazione cronologica.
Storia dei profumi, ma anche dei saponi, dei fard e cosmetici, senza dimenticare le eccezionali collezioni di oggetti e le rappresentazioni delle pratiche industriali, oggetti preziosi realizzati in materiali preziosi come l'alabastro, la maiolica smaltata, la ceramica...La collezione del museo conta oltre 50.000 oggetti. Inoltre, si può ammirare gli oggetti da viaggio di Maria Antonietta.

 Il Museo Internazionale della Profumeria vi svelerà i segreti di questo meraviglioso mondo olfattivo dei profumi. Ricostruisce infatti quattromila anni di storia dei saponi e dei cosmetici, e svela tutte le tappe della creazione di un profumo. La superficie del museo raggiunge i 3500 m2 con inoltre giardino e terrazza. Il museo è suddiviso in 5 parti, ciascuna delle quali rappresenta un continente e delle tematiche particolari: eleganza e classicismo, magia e dinamismo, vanità e igiene. Queste tematiche s'inseriscono in una presentazione cronologica.Storia dei profumi, ma anche dei saponi, dei fard e cosmetici, senza dimenticare le eccezionali collezioni di oggetti e le rappresentazioni delle pratiche industriali, oggetti preziosi realizzati in materiali preziosi come l'alabastro, la maiolica smaltata, la ceramica...La collezione del museo conta oltre 50.000 oggetti. Inoltre, si può ammirare gli oggetti da viaggio di Maria Antonietta.

 
Ma Grasse opera da sempre un'altra alchimia, quella della città vecchia in cui si mescolano arte e storia, grazie alle attrattive architettoniche degli edifici medievali, di palazzi privati del XVII secolo e di belle ville del XVIII raccolte attorno alla cattedrale. Un patrimonio che scoprirete deliziandovi gli occhi attraverso viuzze e piazzette, fra opere dipinte da pittori come Charles Nègre, Raoul Dufy, Yvon Peron ed Erwin Sutter. Da visitare anche la Villa Museo Jean-Honoré Fragonard, che presenta le opere del famoso pittore del XVIII secolo, nato qui. Jean-Honoré Fragonard (Grasse, 5 aprile 1732 – Parigi, 22 agosto 1806) è stato infatti, un importante pittore francese del rococò.
 
Informazioni Pratiche

Sito dell'Ufficio del Turismo di Grasse, Citta d'Arte e Storia: www.grasse.fr
Sito dei musei di Grasse: http://www.museesdegrasse.com

Fonte: it.franceguide.com

 
By Admin (from 10/04/2011 @ 08:00:08, in it - Osservatorio Globale, read 2619 times)

La Costa Azzurra, fonte d'ispirazione degli artisti.

Bastava un viaggio, un breve soggiorno, un invito amichevole perchè si stringessero forti legami fra la Costa Azzurra e i più grandi pittori.
 
Picasso ad Antibes, Vallauris e Mougins, Chagall a Saint-Paul, Cocteau a Villefranche-sur-Mer e Mentone, Bonnard a Le Cannet... tutti attinsero da questi luoghi autentici e vivi un'ispirazione feconda. Oggi, le loro opere « azzurre » testimoniano l'intensa creatività di cui queste città furono il crogiolo artistico.

Da Antibes a Vallauris e Mougins, Picasso nel pieno della creatività

A partire dal 1919, Picasso frequenta la Costa Azzurra nel corso di brevi soggiorni a Saint-Raphaël, Juan-les-Pins, Cannes... Parentesi estive durante le quali l'ambiente mediterraneo lo riavvicina ai miti originari. Dipinge Il Flauto di Pan e lavora sul tema del minotauro. Ma soltanto nel 1946 verrà totalmente “conquistato dall'antichità”. Picasso può stabilirsi ad Antibes, nel Castello Grimaldi dove, per un periodo di sei mesi, si tuffa in un'intensa attività creativa. Il suo talento ha modo di emergere in un grande atelier inondato di luce, a strapiombo sul mare. Fauni, centauri, satiri diventano i protagonisti delle sue opere, esprimendo la sua gioia di vivere su questo incantevole tratto di costa.

Fra il 1948 e il 1955, Picasso si stabilisce a Vallauris, città d'artigiani d'arte e di tradizioni ceramiche. E proprio la ceramica diventa la sua passione che lo porta a realizzare circa 4500 pezzi! Nello stesso tempo continua, inesauribile, il lavoro di pittore, scultore, litografo. Il pittore decide di lasciare una traccia duratura nella sua città preferita, decorando la cappella romanica del Castello di Vallauris. Dopo 250 disegni preparatori, Picasso realizza infatti due immensi quadri, La Guerra e la Pace, che vengono collocati nella cappella nel 1954. Un terzo quadro, Le quattro parti del mondo, viene a completare l'insieme nel 1957.
Quest'opera sarà l'ultima grande opera a sfondo politico del maestro, un'opera magistrale che testimonia il suo legame con questa località. A settant'anni, Picasso decide di celebrare il suo anniversario proprio nella cappella sconsacrata del Castello di Vallauris, dove gli abitanti hanno organizzato un banchetto in suo onore. Inoltre, consapevoli del suo valore, i cittadini di Vallauris otterranno che la cappella diventi Museo nazionale.

Infine, Picasso chiuderà il suo periplo sulla Costa Azzurra a Mougins. Costruita su una collina ricca di cipressi e ulivi, Mougins domina la baia di Cannes. E' in questo luogo privilegiato che Picasso sceglie di passare gli ultimi quindici anni della sua vita. Nel 1961, si stabisce in una grande casa, vicina alla Cappella Notre-Dame de Vie. Mosso da un'ispirazione creativa sempre molto viva, prosegue qui la sua opera, accanto alla moglie Jacqueline e circondato dagli amici. In particolare André Villers, le cui foto di Picasso sono esposte al Museo della Fotografia di Mougins.

A partire dal XIX secolo, Mougins ha richiamato anche molti altri artisti: Cocteau, Gottlob, Paul Eluard, Man Ray, Brel, Piaf, Christian Dior... hanno soggiornato qui. Picabia vi costruì il suo Château de Mai. Oggi, le stradine medievali sono sempre animate da artisti provenienti da tutto il mondo e presenti nelle numerose gallerie d'arte e negli atelier di pittura. Altri artisti lavorano... in cucina.
Nei ristoranti di Mougins, anche la gastronomia è un'arte e i grandi chef collezionano stelle.

Picasso in Provenza-Costa Azzurra

Si tratta di un nuovo itinerario turistico, che comprende musei e luoghi dove visse e lavorò uno dei più celebri pittori del XX secolo. Un percorso fra Avignone e Vallauris per conoscere meglio l'opera di un artista eccezionale. Ad arricchire l'itinerario ci sono le grandi mostre e gli eventi culturali organizzati nelle città o nei vari luoghi legati al pittore, oltre ad una selezione di hotel, di ristoranti, corsi e laboratori artistici.

Una tappa da non perdere, il Museo Picasso

Primo museo dedicato all'artista, il Museo Picasso di Antibes riunisce circa 245 delle sue opere. Presentata nel Castello Grimaldi, questa eccezionale collezione è il frutto dei legami privilegiati che hanno unito Pablo Picasso a questi luoghi. Nel 1946, l'artista viene invitato a installare qui il suo atelier. Sei mesi più tardi, dopo un periodo d'intensa creatività, lascia 23 dipinti e 44 disegni alla città di Antibes. Fra i più famosi: La Gioia di Vivere, Satiro, fauno e centauro col tridente, Il mangiatore di ricci di mare, La Capra, la Suite Antipolis, Le Teste di fauni, ecc. Un fondo artistico completato poi da altre opere di Picasso: dipinti, disegni, ceramiche, incisioni, e arazzi. Senza dimenticare le opere di altri maestri contemporanei come Picabia, Nicolas de Staël, Hartung, Balthus, Brassaï, Klein, ecc.

Informazioni Pratiche
www.mougins-coteazur.org
http://www.guideriviera.com
www.musees-nationaux-alpesmaritimes.fr

Museo Picasso, 4 rue des Cordiers, 06600 Antibes
Tel 33 (0)4 92 90 54 20 – Fax 33 (0)4 92 90 54 21
musee.picasso@ville-antibes.fr
Servizio pubblico del Museo Picasso
Tel 33 (0) 92 90 54 28 – Fax 33 (0)4 92 90 53 62
publics.musees@ville-antibes.fr
 
Fonte: it.franceguide.com

 

Spettabile Redazione,
 
con la presente vorrei portare la vostra attenzione su una storia molto particolare, e molto grave, attorno alla quale c'è ancora molto, troppo silenzio.

Č la storia di Bradley Manning. Si tratta di un soldato americano, in servizio in Iraq. Bradley non è una persona qualunque. Durante la permanenza in Iraq, è entrato in possesso di documenti riservati contenenti informazioni riguardo a gravi crimini commessi dall'esercito americano. Nello stesso periodo, si rivolse a Lamo, un famoso hacker, e gli chiese consiglio in merito a cosa avrebbe fatto lui se fosse stato in possesso di tali documenti. Bradley decise di non nascondersi dietro al silenzio, ma di denunciare questi crimini; e lo fece a modo suo. Da qui, una grandissima fuga di notizie avvenuta tramite Wikileaks, il sito di Julian Assange che ha destato non poco scalpore comportando problemi a diversi Stati. Peculiare è il caso del video "Collateral Murder" (ancora disponibile sul web, anche all'indirizzo http://martasvoice.wordpress.com/), nel quale si assiste all'attacco da parte di un elicottero americano, a Baghdad, durante il quale sono stati uccisi undici civili e feriti due bambini.

Nel maggio 2010, Bradley è stato consegnato alle autorità proprio da Lamo, e in seguito trasferito a Quantico (Virginia, USA), dove dal 29 luglio è tenuto prigioniero nel carcere militare. La sua situazione è la seguente: una cella di due metri per quattro, nella quale deve trascorrere ventitré ore su ventiquattro. Può dunque uscire per una sola ora al giorno, anche se "uscire" significa spostarsi in una cella poco più grande, dove può almeno camminare in tondo per un po'. Non ha diritto a possedere delle letture e svaghi di nessun tipo, non può scrivere (come fanno gli altri carcerati) e nemmeno fare un minimo di attività fisica. Inoltre, nonostante il parere contrario degli psicologi, Bradley è considerato un pericolo per se stesso, soggetto a tentativi di suicidio. Per questo motivo durante il giorno viene controllato ogni cinque minuti e non può nemmeno portare gli occhiali da vista, di cui ha estremamente bisogno, trovandosi così con pure la vista ridotta. Durante la notte, invece, è costretto a rimanere sempre visibile; non può rannicchiarsi contro il muro, non può raggomitolarsi sotto le lenzuola, non può fare niente di quello che ognuno di noi, nel sonno, fa, altrimenti viene svegliato dalle guardie e controllato di nuovo. Sempre a causa della sua classificazione come "pericoloso per se stesso", è pure costretto ad assumere diversi psicofarmaci che hanno ovviamente conseguenze pesanti. Tali pressioni, fisiche e psicologiche, causano un deterioramento di Bradley spaventoso, per cui anche Amnesty International si è definita preoccupata.
Il tre marzo è uscita sul Web la notizia di ventidue nuovi capi d'accusa, il cui più importante riguarda un eventuale "aiuto ai nemici", che in America prevede la pena di morte.

Purtroppo, non finisce qua. Come è ben comprensibile e immaginabile, nonostante la giovane età (ha compiuto ventitré anni in carcere), Bradley è un ragazzo molto coraggioso, che combatte per ciò in cui crede e non si lascia piegare facilmente. In un momento probabilmente di frustrazione, di rabbia o di slancio, è esordito con un commento ironico nel quale affermava che se realmente fosse un pericolo per se stesso allora si suiciderebbe anche con l'elastico delle mutande o con le infradito (flip flop). Da quel momento è costretto a dormire nudo. I vestiti gli vengono restituiti soltanto al mattino, dopo aver fatto l'appello mattutino, in piedi davanti alle sbarre della cella. Oltre a tutto il resto, quindi, subisce pure un'immensa umiliazione.
Questi sono i fatti. Al loro essere disarmanti si aggiunge il fatto che Bradley sta subendo questo trattamento punitivo in carcere senza aver prima subito un processo in tribunale. Solo recentemente, infatti, si è saputo che verso fine maggio - inizio giugno avrà luogo una sorta di udienza preliminare secondo il diritto americano ("pre-trial") e alla fine dell'anno il processo vero e proprio.

 
Ogni persona può crearsi la sua propria opinione. Tuttavia, ciò che io chiedo alla vostra redazione è di pubblicare questa storia, per aiutare a portare l'informazione anche nella nostra realtà ticinese. All'inizio vi era poco movimento, ora invece si stanno attivando diversi gruppi, non solo in America, ma anche in Europa, che si occupano di organizzare serate informative, proiezioni, conferenze e proteste.
Chi sarebbe il nemico aiutato da Bradley? La verità?! Sì, probabilmente sì. Denunciare i crimini di guerra non è un crimine, è un gesto di grande moralità e di grande coraggio, che merita rispetto. Bradley è un eroe per quello che ha fatto, è giusto che riceva protezione e che i suoi diritti siano rispettati. Quello che possiamo fare in una realtà piccola come la nostra è pubblicare la sua storia, continuare a parlarne, contribuire a spezzare questo silenzio.
 
Vi ringrazio di cuore, a nome mio e di Bradley Manning,

Autore: Marta Shadowsonme on Saturday, 09 April 2011 at 14:43

 
By Admin (from 08/04/2011 @ 14:00:18, in it - Osservatorio Globale, read 3068 times)

Con 160 località di sport invernali, 16 comprensori sciistici collegati, tra cui Les Trois Vallées, (il più grande del mondo con 600 km di piste fra Courchevel, Méribel, Les Menuires e Val Thorens); Paradiski, l'ultimo in ordine di tempo, e 5800 piste di tutti i livelli, Rodano-Alpi è leader del turismo in montagna con il 37% del mercato. La regione vanta il più grande comprensorio sciistico del mondo.
 
I primi Giochi Olimpici invernali sono stati organizzati nel 1924 ed è stata la città di Chamonix ad ospitarli. Nel 1968, è stata la volta di Grenoble a organizzare i Giochi e per la terza volta la regione Rodano-Alpi si è vista conferire l'organizzazione del Giochi Olimpici invernali di Albertville nel 1992.
 
Le località sciistiche sono divise in 7 grandi famiglie.
46 località « Grand Domaine » che permettono di accedere a un comprensorio interconnesso con un unico forfait.
48 villaggi di charme che aderiscono alla carta dei Villaggi di Montagna autentici, senza costruzioni moderne e con spazi naturali intatti .
36 località « nouvelles glisses » che dispongono di istruttori specializzati e di attrezzature messe in sicurezza (snowpark, boardercross..) per la pratica delle « nouvelles glisses », ovvero sci in tutte le varianti più innovative e avventurose.
18 località-Club che uniscono modernità, comodità per lo sci ma anche svaghi e animazioni notturne.
21 siti nordici con percorsi di skating e fondo alternato battuti tutti i giorni.
12 località “altiforme ” con strutture per la balneoterapia.
24 località “famille plus” impegnate a rispettare una carta di qualità per rispondere meglio alle aspettative di genitori e ragazzi in vacanza in montagna.
 
Le località-star : Megève e Courchevel

Località-star e località delle star, Megève e Courchevel accolgono un pubblico esclusivo da tutto il mondo. Tom Cruise in particolare ha soggiornato alle Fermes du Grand Champ a Megève. La località ha conosciuto il suo momento di gloria alla fine della guerra con la frequentazione da parte di tutte le star parigine di Saint Germain des Prés che invadevano letteralmente questo delizioso villaggio di montagna lanciato dalla famiglia Rothschild nel 1910.
Altro momento forte negli anni 90 con la costruzione delle Fermes de Marie, seguita da numerosi hotel di lusso: Megève si è creata una nuova notorietà internazionale mantenendo il suo fascino di villaggio. Il Megève Polo Masters e la Snow Golf Cup sono eventi da non perdere per il suo “beautiful people”. www.megeve.com
 
“Courch”, come la chiamano gli habitués, designa Courchevel 1850 e i suoi lussuosi palace . La vita mondana qui non si ferma mai e molti sono i negozi di lusso. Gioiello delle 3 Vallées, Courchevel è famosa in tutto il mondo grazie a un punto di forza unico : il suo comprensorio sciistico.
La maggior parte degli hotel sorgono sulle piste e permettono vacanze davvero « sci ai piedi ». Un'atmosfera di sport alla portata di tutti, ispirata da Emile Allais, ex campione del mondo di sci che è stato a lungo il direttore della stazione. www.courchevel.com
 
La stazione del sole: l'Alpe d'Huez
L'Alpe d'Huez, stazione sciistica del comprensorio del Massiccio delle Grandes Rousses è la più soleggiata delle Alpi del Nord. Ed è qui che si può discendere, per 16 km, sulla più lunga pista nera d'Europa che parte dal ghiacciaio di Sarenne a 3300 m fino alla località, situata a 1500m. Gli sciatori pazzi per le grandi discese sognano tutti di aver “fatto” Sarenne. www.alpedhuez.com
 
Chamonix, l'universale

Chamonix è il 3° sito più visitato del mondo. Oltre 40 nazionalità vivono qui stabilmente, tutto l'anno, affascinati dalla grandiosità del luogo e dagli spazi infiniti che offre il Massiccio del Monte Bianco. Ci si può dedicare a tutti gli sport di montagna, a Chamonix. L'alpinismo naturalmente, alla conquista delle vette che circondano una piccola città che passa dai 6.000 abitanti fuori stagione a 50 000 in estate e in inverno. Qui si pratica il grande sci nel comprensorio della Vallée Blanche, ma i meno temerari e i bambini si divertono nei comprensori di fondovalle dove si pratica altrettanto bene lo sci selvaggio e lo sci per principianti.
La storia d'amore fra gli inglesi e Chamonix dura dal 1741 con William Windham e Richard Pocock che celebravano le bellezze della valle. Il primo albergo costruito a Chamonix nel 1770, si chiamava, va da sè, Hotel d'Angleterre.
www.chamonix.com
 
Le grandi sportive : Tignes e Val d'Isère
Tignes non dorme mai. La clientela giovane, sportiva e sempre in movimento della località della Alta Tarentaise scia in estate (sul ghiacciaio della Grande Motte) come d'inverno e festeggia persino il Capodanno “outdoor” durante una notte bianca ultra-branchée con balli dance floor all'aperto e DJ lanciatissimi. Adrenalina sul boardercross super attrezzato e consigli di sicurezza sullo Spot, che permettono di imparare a godersi la montagna fino in fondo, riducendo i rischi. Non per niente...a Tignes, si scia prima e dopo tutti gli altri! www.tignes.net
 

Val d'Isère merita davvero di essere considerata come una delle capitali mondiali dello sci con il suo Espace Killy dal nome del suo campione, Jean Claude Killy, dalle performances ineguagliate nel corso dei Giochi Olimpici di Grenoble nel 1968 e la sua incetta di medaglie d'oro. Con 131 piste su 300 km di grande sci, il comprensorio collega Val d'Isère a Tignes. Il villaggio, sulla strada del Col dell'Iseran, ha approfittato dei Giochi Olimpici d'Albertville nel 1992 per rifarsi il look in bellezza. Con i tetti di lose e le case di pietra, è la località di lusso e di tradizione per eccellenza.
www.valdisere.com
 
Val Thorens, la località più alta d'Europa
Olandesi, Inglesi, Belgi e Scandinavi rappresentano il 70% della clientela di Val Thorens, la località più alta d'Europa a 2300 m d'altitudine nel comprensorio delle Trois Vallées. Una località semi-pedonale, ovvero a cui si può accedere in auto, ma non posteggiare nel villaggio (occorre utilizzare i parcheggi appositi). Oltre allo snow park di oltre 70 000m2 con boardercross permanente, vanta la più lunga pista di slittino di Francia che si declina su 6 km con un dislivello di 700 m fra 3.000 e 2.300 m d'altitudine. Grande sci per 5 mesi all'anno!
www.valthorens.com
 
Les Deux Alpes e il ghiacciaio

Creata appena dopo Chamonix, la località delle Deux Alpes, situata 75 km a sud-est di Grenoble è una delle più “storiche” di Francia. Grazie al ghiacciaio di Mont-de-Lans o di Mantel, che è uno dei più grandi ghiacciai su cui si può sciare d'Europa, è, con Tignes, una delle capitali dello sci estivo e, proprio per questo, è molto frequentata da una clientela giovane e sportiva . E non esita a lasciare da parte lo snow park allestito sul ghiacciaio a oltre 3000 m, per abbandonarsi, d'estate, a furiose discese in mountain-bike.
www.les2alpes.com
 
Le nuove generazioni che scommettono sull'ambiente
In continua evoluzione per meglio integrarsi con l'ambiente, Les Arcs e La Plagne si sono unite a formare nel 2003, il nuovo comprensorio Paradiski che si estende su 10 000 ettari fra i 1250 e i 3250 m. Il Vanoise Express è la teleferica più importante del mondo. www.lesarcs.com / www.laplagne.com.
Più a Nord, in Alta Savoia, Avoriaz ha adottato un piano ambientale per le sue nuove costruzioni , per ridurre le fonti di inquinamento (la società di gestione del comprensorio sciistico è certificata ISO 14001) e per abbellire la località, interamente pedonale fin dalla sua creazione, 40 anni fa, come la sua vicina Flaine. www.avoriaz.com
 
Lo charme delle stazioni-villaggio

Le Grand Bornand e il suo formaggio cremoso, il reblochon ; Samoëns, con i tagliapietra e la pista delle Cascades (14 km) ; Les Gets e il Museo della Musica Meccanica ; Morzine e le sue tradizioni: legno sulle facciate, balconi traforati come pizzi, tetti coperti d'ardesia prodotta localmente; Valloire che importa neve a tonnellate dal vicino col du Galibier per il suo Festival di Sculture di Neve e di Ghiaccio (a gennaio).
 
Fonte: it.franceguide.com - www.legrandbornand.com / www.lesgets.com / www.morzine.com / www.valloire.net

 

Da una delle piu belle valli alpine attraverso il suggestivo castello medievale dei conti di Celje fino alla misteriosa zona del Kozjansko si scoprono angoli di natura intatta, centri termali e climatici, abitati e citta dall’interessante passato e dal vivace presente, ospitali fattorie, molti capisaldi di sfide sportive, ...
 
La Logarska dolina, una delle piu belle valli glaciali d'Europa, sorprende il suo visitatore con le cime delle Alpi di Kamnik e della Savinja, con la Rinka e tante altre cascate, con il ricco patrimonio naturale e culturale che arricchiscono anche le valli vicine di Robanov kot e Matkov kot. La valle e il punto di partenza per varie gite e arrampicate, vi si puo praticare ciclismo, tiro con l'arco, equitazione, sci escursionismo, sci di fondo, slittino, arrampicata su cascate ghiacciate. Nella vicina Solèava, villaggio di alta montagna dalle varie curiosita, e stato attrezzato anche un poligono artificiale per l'arrampicata su ghiaccio. Da Luèe la strada porta fino alla Snežna jama (Grotta della neve) sul monte Raduha, che toglie il fiato con il suo abisso lungo 100 metri, fatto di concrezioni calcaree ghiacciate. A Ljubno ob Savinji, cittadina che ancor oggi cura la tradizione degli zatterieri, il fiume Savinja diventa adatto a molti sport acquatici. Non e lontana Radmirje con il prezioso tesoro della sua chiesa, e Gornji Grad con la grandiosa chiesa e le collezioni museali nella torre difensiva. Il castello Vrbovec di Nazarje ospita il museo della lavorazione del legno e della silvicoltura. Il centro della valle superiore della Savinja e Mozirje con l'attraente parco floreale, arricchito da strutture etnologiche, Mozirski gaj. Sopra la citta sorgono gli alpeggi Dobrovlje, Menina e la zona protetta dell'altopiano di Golte con un popolare centro di attivita sportive e turistiche con piste da sci e una ricca offerta di attivita estive. Dal monte Oljka, meta di pellegrinaggio, si ha un meraviglioso panorama del Golte, della valle della Savinja e delle Alpi di Kamnik e della Savinja; accesso da Šmartno ob Paki e da Polzela.
 
La valle inferiore della Savinja e famosa come la valle del luppolo, ma anche come patria dei famosi conti di Celje, dapprima signori del castello Žovnek vicino all'odierna Braslovèe, interessante con i suoi tre laghi. La natura e i resti del passato invitano inoltre a Šempeter v Savinjski dolini. La Parco archeologico Necropoli romana si ritiene uno dei piu bei monumenti archeologici in Slovenia, mentre la vicina grotta Pekel (Inferno) e un meraviglioso esempio di carso isolato. Tra le localita turistiche piu antiche della valle rientra Prebold, dove gia nel primo dopoguerra funzionava un albergo. Il centro della valle dell'oro verde (luppolo) e Žalec con il museo della coltivazione del luppolo, con piantagioni di erbe officinali, con il vicino stagno Vrbje, con la galleria d'arte di Oskar Kogoj e con altre curiosita sia nella cittadina che nei dintorni.

 


Il fiume Savinja gia dall'antichita sta creando una particolare immagine della conca con la citta principesca sotto il restaurato castello di Celje, Celje. Centro regionale di economia, commercio, cultura, educazione, un importante centro fieristico, ha un interessante nucleo medievale con musei, gallerie d'arte, vecchie chiese, ... Vicino alla citta si trova il lago Šmartinsko jezero, il maggiore lago artificiale in Slovenia. Celje non dista molto dai famosi centri termali – Dobrna, Topolšica, Laško, Rimske Toplice, Rogaška Slatina e Podèetrtek. E' degna di una visita anche la valle Šaleška dolina con la vivace città di Velenje che attrae i turisti con lo straordinario Museo sotterraneo dell'industria carbonifera della Slovenia, con l'ottimo centro turistico e ricreativo sul lago di Velenje e con il Museo di Velenje, allestito al castello, che ospita 11 collezioni museali.
 
Andando verso il confine meridionale, oltre alle terme con una lunga tradizione, invitano anche le cittadine di Šentjur, famosa su scala europea per il sito archeologico tardoantico Rifnik, nonché per i compositori Ipavec e il beato A.M. Slomšek, Šmarje pri Jelšah con la famosa Via Crucis sotto la chiesa di Sv. Rok, Olimje con il suo monastero con annessa la più antica farmacia della Slovenia, situata nel pittoresco castello, Kozje con il vicino parco del Kozjansko ed il poderoso castello di Podsreda che ospita una collezione di oggetti in vetro, Rogatec con il restaurato castello Strmol e il museo etnologico nella natura (skansen), e Bistrica ob Sotli con Svete gore (monti santi), uno dei piu grandi monumenti d'arte sacra in Slovenia.
 
Al punto di contatto di strade, ferrovie e nel passato anche strade sull’acqua lungo il più lungo fiume sloveno, sorge Radeèe, importante centro di industria della carta che sta cercando di attirare più visitatori. Qui hanno iniziato di organizzare anche il festival mondiale di patate abbrustolite. Nella città sotto il ripido Grajski hrib, il fiume Sava viene attraversato del pittoresco ponte ferroviario del 1893, oggi monumento del patrimonio tecnico. Tra le mete attraenti nei dintorni troviamo la valle protetta del fiumicello Sopota.

 

Fonte: slovenia.info

 

Č con immenso piacere che annuncio ufficialmente che il Movimento Zeitgeist ha stretto una collaborazione autoriale con il programma di prima serata su Canale 5 "Il senso della vita", presentato da Paolo Bonolis e co-autorato da Michele Afferrante.

Il tutto nasce all'inizio di gennaio. Roma, il Cinema Azzurro Scipioni del regista Silvano Agosti viene gentilmente messo a disposizione per l'anteprima mondiale della proiezione del film "Zeitgeist: Moving Forward". Tra il pubblico, gli attivisti romani (grazie Paolo, Daniele, Rino, Luciano, Florindo e tutti gli altri per lo splendido lavoro!) vedono Paolo Bonolis, il quale mostra grande interesse per il film, il Venus Project e il Movimento Zeitgeist.

Da lì a breve, grazie all'aiuto di Rino e del gruppo Zeitgeist di Roma, nasce una collaborazione tra il Movimento, Paolo Bonolis e il co-autore del programma Michele Afferrante, due persone bellissime, che hanno mostrato di essere perfettamente in linea con le idee del movimento. Dall'idea iniziale di avere una breve citazione del Movimento Zeitgeist nel programma, man mano che parlavamo e discutevamo si è passati a rendere il Movimento un leitmotiv di tutta la stagione, mostrando delle clip in tutte le puntate, come un percorso formativo, per porci delle domande, dare spazio alla nostra immaginazione e al nostro spirito critico.

Non posso rivelare i dettagli, ma vi assicuro che sarà un viaggio fantastico.

Sento di volere condividere ancora una cosa con voi: dovete avere fiducia nelle persone. Il mondo è pieno di individui eccezionali, di grande umanità. Per trovarli, basta tenere una mente e un cuore aperto.

Federico Pistono,
coordinatore del Movimento Zeitgeist Italia

Fonte: zeitgeistitalia.org

 
By Admin (from 17/03/2011 @ 11:00:02, in it - Osservatorio Globale, read 1734 times)

Il territorio mantovano è disseminato delle indelebili tracce lasciate dal suo passato denso di storia, popolato da personaggi emblematici.
 
Monumenti ed edifici ci raccontano la ricca biografia della città e ci narrano le vicende dei suoi protagonisti – dei patrioti come i Martiri di Belfiore, ad esempio: a ricordarli ci pensa un monumento, che sorge sul lago Superiore, con la frase: “Qui cadendo rovesciarono il carnefice”; il Ponte della Gloria di Goito, invece, omaggia la memoria dei bersaglieri.


Le diverse chiese romaniche, ancora, sono un lascito della succitata Matilde: grande donna ed attrice politica centrale, convinta sostenitrice del Papa e degna avversaria di Enrico IV, subito dopo morta venne custodita nel monastero cluniacense di San Benedetto – e non potrebbe essere altrimenti, in considerazione della sua passione per le zone rurali del mantovano: Santa Maria di Felonica e, appunto, San Benedetto Polirone.


 
Visitando queste terre, inoltre, ci imbatteremo anche nelle sinagoghe e nei cimiteri ebraici: documenti che testimoniano la nutrita presenza di ebrei a partire dal XIII secolo. Una presenza consistente: Mantova accolse, infatti, anche gli ebrei espulsi da altri Paesi e vide crescere, fino all’avvento dei napoleonici, le dimensioni del ghetto.
 
Infine, non si può parlare della storia della città lombarda senza parlare di loro: dei grandi Gonzaga. La loro fu una parabola incredibile, che li vide iniziare come affittuari terrieri ed arrivare a prendere pieno possesso del mantovano, intessendo una raffinata rete di alleanze strategiche con l’Imperatore e col Papa, con Venezia e con Ferrara. Sotto i Gonzaga Mantova divenne splendida, meta di artisti come Donatello, Rubens, Pisanello, Mantegna, Leon Battista Alberti.
 
La città

«Una città in forma di Palazzo»: questa felice sintesi di Baldassarre Castiglioni rende al meglio l'idea del fascino e delle suggestioni di cui Mantova è capace. Piccola e ben disegnata, Mantova è innanzi tutto un'originale miscellanea di storia e arte.
 
La città si impone al visitatore soprattutto come scrigno di tesori d' arte che nomi famosi nel mondo seppero riempire di opere preziosissime: basta citare Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, per evocare numerosissimi altri artisti, pittori, urbanisti che accrebbero la sua indiscussa dignità culturale. Ciascuno di essi ha lasciato una traccia indelebile che il visitatore potrà ammirare non senza stupore.
 
Città antichissima che affonda le sue origini nell'età etrusca, Mantova raggiunse il suo splendore in età comunale e soprattutto durante la lunga dominazione della signoria dei Gonzaga (1328-1707). Al periodo comunale e al breve periodo di signoria dei Bonacolsi risalgono alcune importanti opere quali il palazzo Bonacolsi, il Palazzo del Podestà, il Palazzo della Ragione e le chiese di San Lorenzo (la "Rotonda") e del Gradaro. Simbolo della signoria gonzaghesca è il Palazzo Ducale, una delle più estese ed elaborate regge d'Italia che racchiude in sè circa 500 tra sale e stanze con numerose piazze, cortili e giardini.
 
La provincia

Le colline Moreniche a Nord, a due passi dal Lago di Garda, una fitta rete di fiumi e canali e la fertile, immensa pianura a vocazione agricola. 70 comuni distribuiti su una superficie di 2238 Kmq, dei quali il 92% è pianeggiante. Questi sono gli elementi caratteristici della provincia di Mantova.
I piatti profili della Pianura Padana sono solcati in territorio mantovano da 7 fiumi: Po, Mincio, Chiese, Oglio, Secchia, Tiene e Tartaro. Mantova è una provincia a vocazione tipicamente agricola, ma già da alcuni decenni il panorama produttivo ha cominciato a trasformarsi con l’insediamento di forti poli industriali come quello della calza nelle Zone di Castiglione delle Siviere e Castelgoffredo o della siderurgia a Gazoldo degli Ippoliti.
Gli itinerari turistici che la provincia offre sono vari e possono abbinare all’elemento naturalistico quello artistico e, perché no, quello enogastronomico.

Fonte: Sito provincia di Mantova - mantova.com

 
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