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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 28/10/2010 @ 14:07:17, in it - Osservatorio Globale, read 6247 times)

Il miliardario e guru della finanza George Soros ha donato un milione di dollari alla Drug Policy Alliance, uno dei principali comitati in favore della legalizzazione della marijuana in California. Lo scrive l'edizione online del quotidiano San Francisco Chronicle, precisando che Soros è un sostenitore di lunga data della legalizzazione delle droghe leggere.

Il 2 novembre, in occasione delle elezioni di midterm negli Usa, gli elettori della California potranno pronunciarsi anche in un referendum per rendere legale l'uso della marijuana. Il presidente Barack Obama si è detto contrario alla legalizzazione della marijuana in California, uno degli stati più permissivi degli Usa.

Intanto il presidente Obama ha già votato per le elezioni di midterm. L'inquilino della Casa Bianca ha compilato la sua scheda a Washington. La scheda è destinata ad essere inviata per posta al suo luogo di residenza a Chicago. Obama ha votato per i candidati democratici per un seggio al Senato (Alexi Giannoulias) e per la carica di governatore dell' Illinois (Pat Quinn), ha precisato il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs. La first lady Michelle aveva già votato durante una sua recente visita a Chicago.

Fonte: affaritaliani.it

 

Dalle colline dell’Emilia al Viterbese, passando per il confine Puglia-Basilicata e alcune zone del Piacentino e del Monferrato: le aree per le scorie nucleari sono state individuate. Sono 52 in tutto, adatte per ospitare i rifiuti radioattivi.

A deciderle è stata la Sogin, società per la gestione degli impianti nucleari controllata dal ministero del Tesoro. Ogni sito è grande 300 ettari e, almeno potenzialmente per ora,  deve offrire anche una zona per i ricercatori, circa mille.

 

Per ora però il piano per le scorie resta congelato, ufficialmente perché in attesa della creazione dell’Agenzia per la sicurezza del nucleare. C’è chi invece la pensa diversamente, Antonio Filippi responsabile energia del Dipartimento Reti e Terziario della CGIL nazionale dice: « Forse il vero motivo è perché c’è il serio rischio di elezioni anticipate». E il ministro ad interim per lo Sviluppo economico è ancora Silvio Berlusconi.

 

In ogni caso le Regioni che in futuro accetteranno di accogliere i depositi radioattivi saranno lautamente ricompensate, ma per ora Sogin vuole muoversi con cautela per evitare il rischio di opposizione popolare.

Lo spiega direttore per lo sviluppo sostenibile del ministero dell’Ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera: «Dobbiamo evitare quello che è accaduto con il deposito unico di Scanzano Jonico non si può decidere che si va lì se prima non si sono verificate le condizioni di fattibilità».

Quindi per ora l’obiettivo 2013 sembra sempre più lontano.

Fonte: blitzquotidiano.it

 
By Admin (from 27/10/2010 @ 08:00:54, in it - Osservatorio Globale, read 1640 times)

Di sogni al Massachusetts Institute of Technology ne hanno tanti.

Centinaia di studenti e insegnanti, costantemente impegnati a studiare le scienze di domani, un autentico concentrato di tecnologia proiettato al futuro, per migliorare la nostra vita, quella delle nostre città e quella dell’intero pianeta.

  

Su Smarter City abbiamo già visto alcuni progetti interessanti, come le celle fotovoltaiche che hanno catturato l’attenzione dell’ENI o la Copenaghen Wheel, la ruota intelligente a servizio delle nostre bici e dell’ambiente.

 

Ora il sogno si sposta verso le nostre case, immaginandole come delle piccole e autonome centrali energetiche del tutto autosufficienti, capaci di produrre energia 24 ore al giorno, tutti i giorni, qualunque siano le condizioni termiche o atmosferiche. Il tutto semplicemente grazie all’energia di un pannello solare. E stop.

 

Il sistema – presentato recentemente all’American Chemical Society – prevede che una parte dell’energia erogata dal pannello solare venga sfruttata per scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno, poi recuperati e conservati in appositi contenitori. Una pratica diventata meno dispendiosa e conseguentemente più economica grazie a un nuovo catalizzatore a base di nichel e cobalto, sviluppato direttamente all’interno del MIT e che verrà reso disponibile alla grande produzione fra un paio di anni.

Questo è il processo che avviene nel corso del giorno. La notte, invece, la reazione inversa permette di continuare a produrre energia grazie ad una cella a combustibile, la quale avrà come sottoprodotto acqua dolce, mentre per il processo di partenza e “alla luce del sole” potrà essere utilizzata anche acqua salata.

Come spiega uno degli sviluppatori, Daniel Nocera:

”Ci sono ancora alcuni ostacoli da superare, soprattutto dal punto di vista dell’efficienza di celle a combustibile e pannelli, ma in non molto tempo questo sistema potrebbe essere usato ad esempio nei villaggi di India e Africa”

A questa innovazione, poi, se ne potranno aggiungere altre, come quella presentata dalla Boston University: un pannello solare che si spolvera da solo.

Uno dei problemi maggiori dei pannelli, infatti, è legato allo sporco e alla polvere che si deposita sulla superficie limitandone l’efficienza. In questo modo, invece, la questione viene brillantemente risolta, grazie a una sottile pellicola di materiale trasparente applicata sopra il pannello e sensibile all’elettricità. Una rapido passaggio di corrente elettrica e la polvere si deposita automaticamente ai margini.

Case totalmente autosufficienti grazie a pannelli solari intelligenti.

Potrebbero farci anche uno spot.

Fonte: smartercity.liquida.it

 

Wikileaks colpisce ancora: dopo i documenti sulla guerra in Afghanistan arriva una nuova ondata di report riguardanti il conflitto in Iraq, dettagliato su warlogs.wikileaks.org attraverso 391.832 diari di guerra riguardanti il periodo tra il 1 gennaio 2004 e il 31 dicembre 2009, a eccezione dei mesi di maggio 2004 e marzo 2009. I log riguardano lo svolgersi di eventi così come vissuti dalle truppe USA e rappresentano la prima vera documentazione ufficiale su un conflitto più che controverso.

Nei documenti vengono riportate 109.032 morti composte da 66.081 definiti civili, 23.984 nemici, 15.196 delle forze irachene, 3.771 della coalizione internazionale. Non siamo qui per analizzare i dati, ma come riporta la stessa pagina di WikiLeaks appare terrificante il numero di morti di persone civili, pari a oltre il 60% del totale e a 31 morti avvenute ogni giorno nel corso del periodo documentato. Niente a che vedere con le circa 20.000 morti totali dei documenti afghani, avvenute durante lo stesso lasso di tempo documentato da WikiLeaks.

La pubblicazione dei documenti ha scatenato un vero e proprio terremoto in giro per la rete e non, con Daniel Ellsberg del Pentagono che è intervenuto immediatamente per commentare la notizia nel video che vedete qui sopra, mentre altri siti come quello di Al Jazeera iniziano a riportare gravi fatti che sarebbero emersi proprio dall’analisi dei documenti. Nel frattempo tutte le principali autorità USA hanno chiesto l’immediata chiusura di WikiLeaks: ma questa appare proprio l’operazione più impossibile, in quanto bisognerebbe prima di tutto convincere l’hosting svedese della piattaforma a tirarlo giù, per poi combattere tutta la serie di mirror sparsi per il globo preparati da Julian Assange e il resto del suo staff.

Nel frattempo da una fonte anonima interna a WikiLeaks si è venuto a sapere di un attacco ai danni dell’infrastruttura, effettuato proprio pochi giorni prima della “bomba” sganciata coi documenti in Iraq. L’attacco sarebbe stato effettuato da “hacker con grandi capacità”, probabilmente interessati a fare in modo che il nuovo materiale non finisse online.

Via | News.cnet.com - Fonte: downloadblog.it


The whistleblowing group WikiLeaks is preparing to release up to 400,000 U.S. intelligence reports on the Iraq War. The disclosure would comprise the biggest leak in U.S. history, far more than the 91,000 Afghanistan war logs WikiLeaks released this summer. We speak to the nation's most famous whistleblower, Daniel Ellsberg, who leaked the secret history of the Vietnam War in 1971. For a complete transcript or the podcast, visit www.DemocracyNow.org

 

Fino all'1 novembre, una missione del Fondo monetario internazionale si trova a Bucarest per esaminare il livello degli impegni assunti negli accordi con le istituzioni finanziarie internazionali. Si contempla un deficit del 6,8% del pil per il 2010 e saranno delineate le linee del bilancio per il prossimo anno. Il Governo si è impegnato ad assicurare nel 2011 una crescita economica dell’1,5 % e un deficit del 4,4% del pil. Il capo missione Jeffrey Franks ha spiegato che le stime sull’economia romena potrebbero essere riviste, ma non in modo sostanzioso. Anche le nuove leggi della retribuzione unitaria e delle pensioni sono contemplate dal Fmi che sembra non gradire le misure sociali prese. Si tratta di proposte giunte da parte del premier Emil Boc, tra cui l’aumento del salario minimo e la riduzione della flat tax.

I responsabili del del Fondo affermano che simili proposte vanno esaminate attentamente per vedere se non fanno più male che bene, dal momento che le eventuali misure di previdenza sociale aumenterebbero il deficit. Si svolgono anche negoziati preliminari per la firma di nuove intese. Il nuovo accordo che la Romania intende firmare con il Fmi, avrà, il più probabilmente, un valore inferiore al presente prestito che tocca i 13 miliardi di dollari, ed è di tipo preventivo. La visita della delegazione Fmi a Bucarest si svolge in un contesto agitato dal punto di vista politico e sociale, segnato da proteste dei pubblici dipendenti, scontenti per i redditi ridotti in seguito alle dure misure di austerità adottate dal governo.

Misure sociali, molto attese dalla popolazione, sono state adottate questa settimana dal Parlamento di Bucarest: la riduzione dell’Iva per gli alimenti di base al 5% e la detassazione delle pensioni inferiori ai 2.000 lei (circa 470 euro). Accolte con gioia dalle persone con redditi bassi, ma anche dall’opposizione, le misure sono state adottate “per errore” dicono i rappresentanti della maggioranza, spiegando ora che l’applicazione delle misure non è possibile, in quanto costerebbero troppo il budget di crisi e hanno già avviato passi per rimediare la situazione. Parallelamente, l’opposizione tenta di rimuovere il governo presieduto da Emil Boc, che accusano della situazione in cui si trova il Paese. I socialdemocratici, i liberali e i conservatori hanno inoltrato una mozione di sfiducia e affermano che, se il governo sarà sfiduciato, negozieranno gli impegni convenuti dalla Romania nell’accordo di prestito con il Fmi, la Banca mondiale e l’Ue, rivedranno le politiche economiche e sociali che il governo Boc vuole applicare dal 1 gennaio 2011 e torneranno sulla misura di ridurre del 25% gli stipendi degli statali. I firmatari della sfiducia sostengono che provvederanno alla detassazione delle pensioni inferiori ai 1.000 lei, e si impegneranno per contrastare la corruzione. In più, i prestiti saranno orientati, in modo prioritario, verso gli investimenti, aumenterà il livello di impiego dei fondi strutturali, grazie alla semplificazione delle procedure di accesso. Il voto sulla sfiducia si terrà il 27 ottobre, giorno in cui i pubblici dipendenti si preparano a scendere in piazza per un grande comizio.

L’Ungheria, attualmente confine dello spazio Schengen e che assumerà dal 1 gennaio prossimo la presidenza di turno dell’Ue, può aiutare molto la Romania. Lo ha dichiarato a Bucarest il capo dello stato ungherese, Pal Schmitt, assicurando che il suo Paese sosterrà l'ingresso della aderire allo spazio Schengen a marzo 2011, come previsto, il che sarà una cosa positiva per i romeni e gli ungheresi della Transilvania. In riferimento all’autonomia, Pal Schmitt ha ricordato che il presidente romeno Traian Basescu e altri politici romeni sono d’accordo con l’applicazione del principio della sussidiarietà.

Anche la Spagna sostiene l’ingresso della Romania a Schengen e apprezza i progressi tecnici compiuti in tal senso dalle autorità di Bucarest. E' quanto è emerso durante la visita del capo della diplomazia romena Teodor Baconschi a Madrid, dove è stato firmato anche un accordo di collaborazione che regola il funzionamento dell’Istituto Culturale Romeno di Madrid e dell’Istituto Cervantes di Bucarest. Inoltre sono state gettate le basi di un partenariato strategico tra la Spagna e la Romania che sarà firmato all’inizio del prossimo anno.

Fonte: rri.ro

 

“Il Governo degli Stati Uniti sosterrà l'applicazione delle vigenti leggi contro il consumo della marijuana anche in caso di approvazione della Proposition 19”. Così Eric Holder,Ministro della Giustizia,si suppone con l'approvazione del Presidente.

In altre parole per l'Amministrazione Obama i risultati del referendum sono irrilevanti rispetto alle norme federali sull'uso della marijuana.

La proposition 19,che sarà votata il prossimo 2 novembre,se approvata consentirà in California ai maggiori di 21 anni di condividere e portare con se fino ad un massimo di un'oncia (28,35 gr.) di marijuana per uso personale,ed a coltivare fino ad un max di 25 piedi quadrati (circa 3 metri quadrati) su terreno di loro proprietà. Comuni e Contee (provincie) emetteranno le autorizzazioni e fisseranno la tassazione sulle vendite.

In pratica  la marijuana,purchè coltivata entro piccoli appezzamenti privati,può essere prodotta e venduta come le mele.

“Questa diverrebbe una nuova industria ,con un reddito tassabile,e con un incremento del turismo in California” sostiene un consumatore per motivi terapeutici (permesso) in coda davanti ad un dispensario di San Francisco.(QUI 1)

E' l'argomento che ha fatto in un certo qual modo pendere Schwarzenegger in favore della proposition 19, affermando che lui “avrebbe accettato il risultato del referendum” senza opposizioni. Pur di rimpinguare le disastrate casse della California con un buco di 42 miliardi di dollari il Governatore ha aperto alla possibilita’ di legalizzare la marijuana anche per uso ‘ricreativo’, oltre che per fini terapeutici.

Lui,repubblicano,non poteva dire che era d'accordo tout court,ma che lo faceva per amore della California,questo sì. Ma questo quando i sondaggi davano il sì quasi sicuro.

Invece secondo un ultimo sondaggio riportato dal LA Times il giorno 20 ottobre (QUI),si registra una inversione della tendenza rispetto a settembre col 49% di no ed il 44% di sì. Chissà,forse la posizione di Obama sta avendo il suo peso,almeno su questo punto.

Fonte: nytimes.com - fainotizia.it - Autore: Hérisson

 
By Admin (from 16/10/2010 @ 08:00:04, in it - Osservatorio Globale, read 1576 times)

«Trascurabile». È questo il giudizio che un rapporto stilato dalla Ong Actionaid dà all'Italia sulla quantità e sulla qualità degli aiuti messi in campo per il raggiungimento del primo Obiettivo del Millennio, lo sradicamento della povertà estrema e della fame nel mondo. Il nostro Paese si piazza solo al 18/o posto tra gli Stati donatori di tutto il mondo.

 

L'Italia, stando al rapporto, contribuisce in maniera «trascurabile» negli aiuti all'agricoltura, in quelli alla sicurezza sociale, per la parità di genere e per le politiche attuate per rallentare i cambiamenti climatici, dannosi soprattutto per i Paesi più poveri. Migliore 'la performance' nell'ambito dell'agricoltura sostenibile, anche se persiste «un'eccessiva importanza data ai biocarburanti».

 

Il Paese, così, si colloca oggi al diciottesimo posto tra gli Stati donatori presi in considerazione da Actionaid. In testa alla classifica dei Paesi che hanno onorato il loro impegno in favore dello sviluppo, si posiziona invece il Lussemburgo, che però, secondo la Ong ha investito molto in aiuti ma non ha «speso bene».

Al secondo posto c'è la Francia, seguita da Spagna e Svezia. Tra i Paesi in via di sviluppo, bene il Brasile che « ha ridotto il numero di persone che vivevano in condizioni di povertà estrema dai 21 milioni del 2003 ai 9 milioni del 2008». 

 

Maglia nerà invece alla Repubblica Democratica del Congo, ultima in classifica, ma seguita a stretto giro da Burundi e Sierra Leone.

Fonte: leggo.it

 
By Admin (from 15/10/2010 @ 08:00:36, in it - Osservatorio Globale, read 1894 times)

Sempre all’avanguardia nel campo delle proposte smart, la Finlandia ancora una volta batte tutti quanto a soluzioni sulla mobilità intelligente.

 

Tutto il mondo parla di biocarburanti e auto elettriche, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sui vantaggi dell’eco-trasporto. Ma che green è smart i finlandesi l’hanno già capito da un pezzo e sono già passati al livello successivo: il governo finlandese ha approvato uno stanziamento di 700 milioni di euro per la costruzione, a partire dal 2011, della prima autostrada verde al mondo.

 

Il primo tratto congiungerà la città di Turku, sulla costa occidentale della Finlandia, con Vaalimaa, al confine con la Russia. Oltre 130 km di autostrada a impatto zero, assolutamente carbon neutral.

Com’è possibile? Sarà la prima arteria di comunicazione completamente attrezzata per il rifornimento delle auto ecologiche: le stazioni di servizio permetteranno di fare il pieno di elettricità e biocombustibili.

 

Fateci un giretto se volete provare l’ebbrezza di viaggiare a chilometri zero: i biocarburanti saranno prodotti con risorse locali, addirittura saranno utilizzati i rifiuti grazie a pompe geotermiche. Perché non manchi proprio nulla, la nuova autostrada sarà anche intelligente: per i viaggiatori saranno disponibili informazioni sul livello delle loro emissioni e informazioni sul traffico, mentre speciali lampioni illumineranno il tratto regolando la luce a seconda dell’orario, delle condizioni climatiche e del traffico.

Il direttore del progetto Aki Marjasvaaravha dichiarato che l’obbiettivo è

creare un modello di autostrada ecologica che potrà essere d’esempio a livello internazionale. Non esiste alcun progetto di questo tipo e sarà un esempio per tutto il mondo.

 

L’autostrada, che includerà anche stazioni di servizio per il tradizionale rifornimento di benzina e diesel, sarà pronta nel 2016, ma si prevede già da ora di ampliare il tratto. L’ambizioso progetto è quello di trasformare l’intera rete finlandese in autostrade pulite.

Ci auguriamo che il piano abbia successo e che l’idea contagi tutta l’Europa!

Fonte: smartercity.liquida.it

 
By Admin (from 14/10/2010 @ 16:33:07, in it - Osservatorio Globale, read 2059 times)

Giornata nazionale dello sbattezzo 2010

Dopo il successo delle edizioni 2008 e 2009, a cui hanno complessivamente aderito quasi duemila cittadini, l’UAAR ha deciso di organizzare per il 25 ottobre 2010 la terza giornata nazionale dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.
Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto omosessuali, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità atea o agnostica. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.
L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: stima in quasi ventimila il numero dei cittadini che già lo hanno fatto, ma ritiene che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.
Ci sono due modi per partecipare alla giornata dello sbattezzo:
1.
Attraverso i circoli/referenti UAAR. Le modalità variano da provincia a provincia, per cui è indispensabile contattare direttamente i relativi responsabili o consultare i siti internet dei circoli.
2.
Chi risiede in un provincia diversa da quelle di cui sopra, o chi risiede in una di queste province ma vuole sbattezzarsi individualmente, può:
a) previa verifica che la parrocchia dispone di un indirizzo e-mail o di un numero di fax (non tutte le parrocchie sono informatizzate e l’UAAR non dispone di questi dati), contattare soslaicita@uaar.it per ricevere le istruzioni sullo sbattezzo via fax o via e-mail;
b) scaricarsi il modulo pubblicato sul nostro sito alla pagina www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf, compilarlo, fare una fotocopia della propria carta d’identità e inviare il tutto alla propria parrocchia di battesimo con raccomandata a.r. nei giorni immediatamente precedenti il 25 ottobre.
In entrambi i casi occorre poi inviare (entro il 25 ottobre) una e-mail a segretario@uaar.it comunicando l’adesione all’iniziativa, il proprio nome e cognome e il nome della parrocchia di battesimo: segretario@uaar.it risponderà confermando di aver conteggiato il richiedente nell’elenco (in modo assolutamente anonimo e confidenziale).
La stessa e-mail può essere contattata per i casi controversi.
Il dato pubblico degli sbattezzandi è e sarà formato, oltre che da chi si sbattezzerà tramite i circoli e i referenti, solo da chi ha ricevuto o riceverà l’e-mail con la conferma dell’inserimento nel conteggio. Non vogliamo presentare elaborazioni statistiche inverosimili come quelle della Chiesa cattolica.
Ricordiamo che la data dell’iniziativa è stata scelta in ricordo di quanto accadde il 25 ottobre 1958, giorno in cui la Corte d’appello di Firenze assolse il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani che vollero sposarsi civilmente. E lo assolse non perché non li aveva diffamati, ma perché i coniugi erano “suoi sudditi, perché battezzati”: e dunque liberamente denigrabili da parte dell’autorità ecclesiastica.

Altre informazioni:
Le istruzioni ’standard’ per lo sbattezzo
Il gruppo su Facebook
Il sito Sbattezzo counter

Fonte: UAAR.it

 
By Admin (from 14/10/2010 @ 08:00:55, in it - Osservatorio Globale, read 2532 times)

Un numero impressionante di piste ciclabili, una viabilità pulita e rispettosa dell’ambiente, cittadini entusiasti di potersi spostare in bicicletta: questa è Bolzano, città amica delle due ruote, che sta impiegando risorse ed energie per lo sviluppo di un moderno sistema di mobilità, dove l’attenzione al verde e all’aria pulita è la prima parola d’ordine.

 

Pensate che sono oltre 4.000 le biciclette elettriche presenti sul territorio del capoluogo altoatesino, pari al 4% dell’intera popolazione. Un dato che conferma l’amore che i cittadini nutrono per gli spostamenti su due ruote, a partire dalle mamme che portano con sé i figli, fino ad arrivare ai professionisti che devono viaggare per lavoro attraverso il tessuto cittadino.

 

Proprio un’azienda di Bolzano (la TC Mobility) ha realizzato due differenti modelli di bici elettrica, di cui una a pedalata assistita, adottata anche dalle Poste Italiane. Un bello strumento che non è solo un gadget, ma un’utile alternativa per una nuova mobilità urbana. 

Fonte: smartercity.liquida.it

 
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