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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Indipendentemente dall'obiettivo strategico che la nomenclatura vuole perseguire abbattendo questo paese ostile all'assetto globale auspicato dai Bilderberg e simili, è ormai imbarazzante rilevare l'assoluta inverosimiglianza delle notizie riferite.

Ieri si è saputo che l'Iran intende porre severe restrizioni all'uso della Rete partendo in particolare da Google e dai servizi connessi arrivando, si dice, a una sorta di intranet nazionale isolato dal resto della Rete mondiale. Sino ad oggi per la verità la Repubblica Islamica ha sempre stretto il pugno intorno al web, vuoi per l'oscurantismo attribuito agli Ayatollah, vuoi per la necessità di controllare uno strumento col quale l'Occidente ha già infiltrato e messo in crisi altri paesi.

Tuttavia non si capisce perché il salto di qualità nella censura dell'Iran sulla Rete debba scandalizzare l'opinione pubblica italiana, europea e nordamericana nel momento in cui la medesima censura vige anche da noi. Certo, la censura non riguarda lo strumento in sé, nel momento in cui il web è sostanzialmente accessibile a tutti, ma il flusso delle informazioni. Queste sono liberamente consultabili ma chi ce le fornisce sono sempre e comunque testate coartate dal Sistema e i nomi di direttori ed editori ne forniscono una prova esaustiva.

In proposito è bene anche ricordare quanto avvenuto in occasione dell'arrivo del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad all'assemblea generale dell'Onu. Sarebbe giusto e interessantissimo soffermarsi sul merito del suo discorso circa il disinteresse esplicito dei paesi occidentali verso l'arsenale atomico di Israele e la preoccupazione esasperata per un arsenale atomico iraniano che non esiste, che forse mai esisterà e che se dovesse esistere non può certo subire le condanne di chi le armi nucleari le ha usate.

Quello che preme sottolineare è che giornalisti del New York Post, ripeto, giornalisti e quindi addetti all'informazione, non si tratta ufficialmente di militanti sionisti, hanno inviato al presidente iraniano un cesto con tipici prodotto ebraici, un opuscolo sul museo dell'olocausto e un biglietto per uno spettacolo teatrale di tema ebraico.

Questo episodio ben evidenzia la malafede e la posizione aprioristica di quella stampa americana ed occidentale che dovrebbe fornire sull'Iran e le questioni che lo riguardano un'informazione oggettiva. Senza contare, mi preme dirlo, il voluto dirottamento dell'attenzione da parte dei pennivendoli del Post dalla questione del sionismo a quella ebraica, due cose fondamentalmente differenti.

Se è vero che Ahmadinejad ha sempre puntato il dito contro Israele e stigmatizzato la speculazione ideologica e mediatica che gli israeliani fanno dell'olocausto, è altrettanto vero che egli non ha mai negato l'olocausto stesso e nemmeno ha mai espresso sentimenti antisemiti, considerando pure la numerosa comunità ebraica in Iran.

Il fatto che i giornalisti abbiano invece impostato l'ironia del loro cesto di benvenuto sulla questione ebraica piuttosto che su quella sionista lascia ben intendere quanto ci si possa fidare quando leggiamo i giornali o ascoltiamo i tg.

Ma quello che sorprende di più ancora una volta, considerando la maldestra costruzione della montatura anti-Iran e la ripetizione dei soliti schemi mediatici nel tempo, è l'assoluta incapacità di un'opinione pubblica ipnotizzata di comprendere queste dinamiche.
 
Fonte: arcadianet.blogspot.co.uk - Autore: Simone

 

Ha lasciato l'incarico di presidente dell'Aler di Lecco Antonio Piazza, esponente del Pdl, travolto dalla bufera scoppiata dopo l'incidente che lo ha visto protagonista qualche giorno fa. Piazza lascio' la sua Jaguar in un parcheggio destinato ai disabili, suscitando le proteste di un automobilista che avrebbe avuto diritto a metterci la sua vettura, e che si era rivolto immediatamente ai vigili. Gli agenti avevano multato l'auto di Piazza, il quale per ripicca aveva tagliato le gomme del disabile, venendo pero' ripreso dalle telecamere dell'Aler e avvistato anche da alcuni dipendenti.

L'episodio gli era gia' costato l'allontanamento da posizioni di responsabilita' all'interno del Pdl, e sono arrivate anche le sue dimissioni da presidente dell'Aler (Azienda lombarda edilizia residenziale). "Aler Lecco comunica che in data odierna il signor Antonio Piazza ha dato le prossime dimissioni dalla presidenza dell'Aler di Lecco". Con queste pochissime parole e' stata confermata la decisione gia' annunciata da Piazza. Le dimissioni arrivano dopo un incontro con gli assessori regionali Boscagli e Zambetti.

"Alla luce di quanto accaduto, ritengo opportuno formulare le mie pubbliche scuse verso tutti coloro che hanno avuto fiducia verso il sottoscritto", scrive in una lettera pubblica Antonio Piazza. - "Mi scuso - aggiunge - innanzitutto con Aler di Lecco, i colleghi del Consiglio di amministrazione, la struttura e tutti gli assegnatari di nostri appartamenti. Allo stesso modo mi scuso con i vertici di Regione Lombardia, a cominciare dal Presidente Formigoni e dall'Assessore alla casa Zambetti.

Mi scuso con il disabile a cui ho procurato il danno, e insieme a lui con tutti i disabili per il mio gesto che non voleva essere assolutamente una mancanza di rispetto nei loro confronti. Anzi il sottoscritto si e' sempre distinto in iniziative a favore dei disabili, a cominciare dalla realizzazione proprio dei parcheggi presso la sede Aler.

Squarcio gomme a disabile: Piazza, mi scuso, lascio tutti i miei incarichi

A dimostrazione della sensibilita' che ho nei loro confronti, mi metto a disposizione per svolgere attivita' di volontariato presso una struttura a loro beneficio. Ancora mi scuso con i colleghi del Pdl e con tutti gli elettori per l'imbarazzo creato da questo mio gesto.

Le scuse piu' grandi vanno infine alla mia famiglia, a mia moglie e a mia figlia".

Fonte: agi.it

 

Tra le novità, l’introduzione della patente AM per ciclomotori e quadricicli leggeri, ma soprattutto cambiano le regole sulla scadenza della patente e per il relativo rinnovo, sebbene si attendano ancora gli ultimi chiarimenti da parte della Motorizzazione.

Anche per la patente, infatti, si applicherà il decreto semplificazioni (in vigore dal 10 febbraio 2012) che ha stabilito che la scadenza dei documenti di identità deve coincidere con il compleanno del possessore. Regola che avete già visto applicare se dal 10 febbraio 2012 ad oggi vi siete recati in Comune a rinnovare la carta di identità. Si tratta di un’agevolazione non da poco, visto che a questo punto dovremo tenere a mente solo l’anno in cui scade la patente, per il giorno e il mese non ci sarà bisogno di prendere appunti!

Questa però è l’interpretazione del Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi, che estende appunto alla patente la “regola del compleanno”, e questo comporta che chi a partire dal 10 febbraio scorso chi ha ottenuto o rinnovato la patente può considerare quale scadenza del documento il compleanno successivo alla data indicata sul documento.

Facciamo un esempio:
Il Sig. Rossi ha ottenuto la patente il 15 febbraio 2012, la scadenza indicata sul suo documento è dunque 15 febbraio 2022, mentre il suo compleanno è il 5 giugno.In questo caso il Sig. Rossi vedrà slittare la scadenza al 5 giugno 2022.

Sorgono dubbi per le patenti ottenute o rinnovate dal 10 febbraio ad oggi, poiché la Motorizzazione non ritiene di applicare la “regola del compleanno” alle licenze di guida. Si auspicano ulteriori chiarimenti in merito (vi terremo aggiornati).

Sin da oggi possiamo dire che le nuove regole riguardano esclusivamente le patenti A e B (auto e moto), gli adempimenti per il rinnovo restano identici a quelli che abbiamo sempre affrontato.

Infine, chi lascia scadere la patente e la rinnova solo in seguito vedrà allineare la scadenza del documento al compleanno che precede lo scadere del periodo, anziché quello successivo.

Fonte: 6sicuro.it - Autore: Michela Calculli

 

Gli impianti che vengono dismessi in Europa, poiché troppo inquinanti, vengono trasferiti altrove, dove le leggi in materia ambientale permettono qualsiasi livello di inquinamento, ma non vengono dismessi.

Il pianeta viene stuprato in tutti i modi possibili. Disboscando sempre di più in nome del profitto, trivellando il terreno ed inserendo nel sottosuolo acidi ed altre sostanze ignote (fracking) vengono avvelenate le acque dei fiumi, dei laghi, del mare. Vengono immesse nell’atmosfera tonnellate e tonnellate di inquinanti, polveri sottili, veleni. La geoingegneria, con l’uomo che pretende di mettere pericolosamente mano anche al clima: una macchina naturale praticamente perfetta.

LA CRESCITA, L’EVOLUZIONE della società si è fermata da tempo: nonostante le tecnologie che potrebbero assicurare benessere a tutta l’umanità, laddove c’è stata “crescita” (anche a livello culturale) si sta tornando indietro: le condizioni di vita dei cittadini peggiorano, e anziché aumentare la ‘sensibilità’, la ‘coscienza’ delle persone, è in corso un processo di imbarbarimento, il “forcaiolismo” è dilagante.

IL DENARO. Tutto si muove intorno ad esso: in nome del PROFITTO è consentito qualsiasi cosa, persino dichiarare guerre. Se per guadagnare è necessario inquinare, causare morte e sofferenza, non sembra essere un problema. Ovviamente in una società dove il denaro è la cosa più importante, non c’è da sorprendersi del fatto coloro che governano, controllano e giudicano la società siano in “vendita”. E la cosa peggiore, è che la maggioranza di coloro che si oppongono a questo sistema, se ci guadagnassero non si opporrebbero; se fossero loro nelle condizioni di “potersi vendere”, la maggioranza dei cittadini lo farebbe. I pochi che “non sono i vendita” invece, in una società dove quasi tutti lo sono, non raggiungono posizioni di potere: anche perché per farlo si sarebbero dovuti vendere.

Per cambiare una società come questa, non può bastare il votare un partito anziché un altro… il cambiamento deve avvenire a livello culturale, quello politico sarebbe una logica conseguenza del primo…

Fonte: nocensura.com via Informare per Resistere

 

Con le manifestazioni anti-austerity che si stanno diffondendo in tutta l'Europa meridionale, da Atene a Madrid passando per Lisbona, l'enclave nota per la sua neutralita' ha preso precauzioni estreme.

La Svizzera ha lanciato una serie di esercitazioni militari per rispondere all'instabilita' sociale e civile in Europa, provocata dalla crisi del debito della moneta unica.
 
L'operazione "Stabilo Due" e' stata annunciata in settembre e ha l'obiettivo di testare la rapidita' con cui l'esercito e' in grado di rispondere in caso di diramazione delle proteste e dei flussi migratori.

Lo stato non e' membro dell'Unione Europea e nemmeno del blocco a 17 dell'area euro.

Il quotidiano svizzero tedesco Der Sonntag ha scritto che le esercitazioni si sono svolte in settembre intorno alle zone di rischio individuate in una cartina dallo staff dell'esercito dove si teme che si possano tenere scontri tra 'fazioni rivali' e dove la Svizzera teme si rechino i rifugiati provenienti da Grecia, Italia, Spagna, Francia e Portogallo.
 
Il ministero della Difesa non esclude il dispiegamento di truppe militari nei prossimi anni per sedare eventuali proteste che potrebbero svolgersi nel piccolo ricco paese, circondato da stati indebitati in recessione.

"Non e' da escludere che le conseguenze della crisi finanziaria in Svizzera possano portare a protestare e scontri violenti anche qui", ha riferito all’emittente CNBC un portavoce del ministero della Difesa elvetico.

In una anticipazione in anteprima pubblicata in giugno Wall Street Italia sotto il titolo di "La Svizzera si prepara allo scenario peggiore", si avvertiva già dei preparativi presi dal paradiso fiscale in caso di disgregazione dell'Eurozona.

Sul piano economico Berna, che fa affari con gran parte dell'Europa, e' pronta a tutto pur di evitare che l'euro sprofondi sotto quota 1,20 franchi svizzeri.
 
Fonte: wallstreetitalia.com via finanzainchiaro.it

 

Ecco perché è bene prepararli qualche giorno prima anticipando un po' le attività della giornata: dal risveglio alla cena. A suggerirlo è il dottor Oliviero Bruni, direttore dell'unità di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Sant'Andrea di Roma.

L'esperto spiega che i problemi legati al cambio dell'ora interessano principalmente i bambini in età scolare, le cui giornate hanno ritmi ben definiti, mentre non riguardano l'equilibrio dei neonati, “che hanno delle loro abitudini molto diverse”.

'”Ogni bambino – spiega Bruni - ha delle caratteristiche individuali che lo rendono diverso dagli altri anche nel sonno, ma una regola da insegnarli è quella dell'autonomia al momento di addormentarsi”.

“È importante che il riposo del bambino non sia legato alla presenza della mamma e del papà o che il piccolo non dorma solo se ha il ciuccio: è importante insomma che sia in grado di autogestirsi, perché questo giova anche al sonno dei genitori”.

“Un'altra cosa fondamentale – aggiunge Bruni - è provare ad assecondare il più possibile i suoi ritmi di veglia e sonno, provando magari a modificarli a poco a poco”. “Una tecnica che può funzionare è quella della presenza del genitore nella stanza che però non interagisce col bambino, in ogni caso meglio non lasciare il piccolo piangere a lungo”.

Anche l'alimentazione può aiutare ad affrontare meglio il passaggio dall'ora legale a quella solare, e viceversa. Lo spiega la Coldiretti che ha stilato un vademecum degli alimenti utili per conciliare un buon sonno e di quelli da evitare per battere il jet lag da cuscino come cioccolato, cacao, the e caffè per la presenza della caffeina, oltre ai superalcolici che inducono un sonno di qualità cattiva con risveglio al mattino.

Innanzitutto - avverte la Coldiretti - a cena è fondamentale evitare cibi con sodio in eccesso per cui vanno banditi alimenti con curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, ma anche salatini e piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. Anche gli alimenti in scatola per l'eccesso di sodio e di conservanti sono da tenere lontani.

Esistono invece cibi che aiutano a rilassarsi: innanzitutto pasta, riso, orzo, pane e tutti quelli che contengono un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. Ok nella dieta serale anche a legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce di stagione. Tra le verdure - ricorda ancora la Coldiretti - al primo posto la lattuga, seguita da radicchio rosso e aglio, perché le loro spiccate proprietà sedative conciliano il sonno, ma anche zucca, rape e cavoli.

Un bicchiere di latte caldo, giusto prima di andare a letto, che oltre a diminuire l'acidità gastrica che può interrompere il sonno, fa entrare in circolo durante la digestione elementi che favoriscono una buona dormita per via di sostanze, presenti anche in formaggi freschi e yogurt, che sono in grado di attenuare insonnia e nervosismo. Infine - conclude la Coldiretti - un buon dolcetto ricco di carboidrati semplici ha un'azione antistress, così come infusi e tisane dolcificati con miele che creano un'atmosfera di relax e di piacere che distende la mente.

Fonte: informasalus.it

 

Pur non avendo mai fatto uso di droghe ed essendomi allontanato dai superalcolici da almeno una decina di anni, sempre più spesso mi accade di leggere i giornali o accendere la TV (ritornata mio malgrado ad occhieggiare nella sala) e trovarmi disorientato nel carpire le coordinate di quanto sta accadendo intorno a me. Le notizie inverosimili, i cortocircuiti logici, il non sense diventato regola, la mancanza di qualche briciola di buon senso e le sterili caricature di mestieranti impegnati ad urlarsi addosso disquisendo del nulla, si affastellamo gli uni sugli altri in una sorta di allucinazione, in tutto simile a quella dell’incubo in cui urli ed urli perchè vuoi svegliarti, ma non ti svegli mai.

Il premio Nobel per la pace é stato conferito all’Unione Europea, probabilmente la macchina da guerra che più di ogni altra (in collaborazione con il padrone americano) durante gli ultimi decenni ha dispensato morte e distruzioni in ogni parte del mondo e oggi sta rubando ogni prospettiva di futuro ai suoi stessi figli illegittimi che ha iniziato a nutrire con il cibo scaduto.

In un paese come l’Italia, da 70 anni colonia USA, deprivato di qualsiasi briciola di sovranità, re Giorgio Napolitano ha affermato di ritenere necessario che l’Italia ceda quote di sovranità alla UE, per tornare a crescere e vincere la crisi.

Il governo golpista di Mario Monti, dopo avere a lungo negato qualsiasi ipotesi di manovra finanziaria, ha aumentato l’IVA durante la notte, agendo con il favore delle tenebre, come fanno i ladri.

Un Berlusconi sempre più macchietta di sè stesso, ormai privo perfino del senso dell’umorismo é riuscito nel corso della stessa settimana a scendere in campo contro Monti, contro l’euro, contro la UE e contro tutte le leggi da lui stesso votate nel corso dell’ultimo anno, per poi tornare in un battito di ciglia là da dove era venuto, annunciando il sostegno ad un proseguimento del governo Monti anche nella prossima legislatura.

Le primarie farsa di un partito farsa come il PD, tengono banco sulle prime pagine dei giornali, quasi si trattasse di un evento serio dal quale potesse dipendere il futuro della nazione. I battibecchi da asilo con protagonisti camerieri prezzolati pessimi anche nella recitazione vengono caricati di un’importanza quale  mai potrebbero aspirare ad avere, mentre l’immagine di Renzi, Bersani, Vendola che si litigano paletta e secchiello é di quelle che dimostrano inequivocabilmente in quali miserie umane si sia ormai calata la politica italiana.

Nel frattempo i “premi nobel per la pace” continuano a far soffiare venti di guerra verso la Siria e l'Iran, il territorio italiano cade a pezzi ogni volta che piove, ma il denaro del contribuente viene destinato alla costruzione del TAV (790 milioni stanziati solamente qualche giorno fa per quello in Val di Susa) anzichè alla riduzione del dissesto idrogeologico, la polizia dopo avere picchiato a sangue i ragazzini del liceo inizia a fare esperimenti anche con i bimbi di 10 anni, “l’americano” Marchionne propone che Monti diventi premier a vita.

Qualcuno per favore mi dia un pizzicotto che a furia di gridare sta iniziando a bruciarmi la gola e se non mi sveglio al più presto potrei iniziare a convincermi che si tratti della realtà.

Autore: Marco Cedolin - Fonte: marcocedolin.blogspot.it - via: informarexresistere.fr - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

 

Anche se nel corso della campagna elettorale per la Casa Bianca il presidente Obama continua a ripetere che la strada della diplomazia e delle sanzioni contro l’Iran rimane quella preferita per cercare una soluzione alla crisi del nucleare di Teheran, i preparativi più o meno segreti per un possibile nuovo rovinoso e illegale conflitto in Medio Oriente nei prossimi mesi appaiono ben avviati. A confermarlo ulteriormente è stato un recente articolo del quotidiano britannico Guardian, il quale ha rivelato che gli Stati Uniti hanno chiesto al governo di David Cameron l’uso di basi militari di Londra situate in alcune isole strategiche in vista di un’aggressione contro l’Iran.

Nonostante gli USA e i loro alleati non manchino di sottolineare quasi ogni giorno la presunta minaccia che rappresenterebbe l’Iran per l’Occidente e per Israele, Washington sta portando a termine un vero e proprio accerchiamento del territorio della Repubblica Islamica con, tra l’altro, lo stazionamento di due portaerei nel Golfo Persico e l’invio di aerei da guerra, navi per la bonifica di mine in mare ed altri mezzi navali da impiegare nel momento in cui dovesse essere deciso il lancio di un’aggressione militare.

Oltre a tutto questo, reso possibile grazie alla disponibilità di regimi alleati nella regione come Emirati Arabi, Kuwait, Bahrain o Arabia Saudita, l’amministrazione Obama ha dunque chiesto alla Gran Bretagna l’accesso per le proprie forze armate alle basi che quest’ultimo paese conserva a Cipro e nelle isole di Ascensione, nell’Oceano Atlantico, e Diego Garcia, in quello Indiano. L’uso di queste strutture permetterebbe a Washington di avere un vantaggio logistico ancora maggiore in caso di guerra contro l’Iran.

Per il Guardian, in ogni caso, il governo di Londra avrebbe per il momento negato la concessione delle proprie basi all’alleato americano, sostenendo che un attacco non provocato contro Teheran sarebbe da considerarsi illegale secondo il diritto internazionale, dal momento che la Repubblica Islamica non rappresenta una chiara minaccia né per gli Stati Uniti né per altri paesi.

I funzionari del governo britannico citati dal Guardian hanno fatto riferimento al parere del Procuratore Generale, il quale sostiene che Londra sarebbe in violazione del diritto internazionale anche solo se dovesse facilitare un attacco contro l’Iran mettendo a disposizione le proprie basi. Il parere legale del Procuratore Generale è stato fornito all’ufficio del primo ministro, al Foreign Office e al Ministero della Difesa.

Sulla momentanea posizione di Londra ha pesato senza dubbio la vicenda dell’invasione dell’Iraq nel 2003, sostenuta dal governo laburista di Tony Blair a fronte della massiccia opposizione interna e della palese illegalità di un’operazione condotta per rovesciare il regime di Saddam Hussein sulla base di un’inesistente minaccia di armi di distruzione di massa. Ciononostante, la propaganda americana, israeliana e occidentale in genere contro l’Iran non conosce soste e il programma nucleare di Teheran, per il quale non c’è alcuna prova che sia indirizzato a scopi militari, continua ad essere utilizzato per giungere ad un cambio di regime a Teheran.

Londra, da parte sua, non esclude peraltro una nuova collaborazione militare per assecondare gli obiettivi dell’imperialismo statunitense. La posizione britannica è stata chiarita nei giorni scorsi da una portavoce del primo ministro Cameron, la quale, dopo avere ricordato come la Gran Bretagna nel recente passato ha già cooperato con gli USA per l’utilizzo delle proprie basi all’estero, ha affermato che “il governo crede che in questo momento un’azione militare contro l’Iran non sia la migliore opzione”, anche se “ogni ipotesi rimane sul tavolo”, compresa quella militare.

Infatti, a conferma di come Londra sia sostanzialmente allineata alle posizioni di Washington, anche la Gran Bretagna dispone di un forte contingente militare nel Golfo Persico, formato tra l’altro da dieci navi da guerra, compreso un sottomarino nucleare, ed ha partecipato ad una recente massiccia esercitazione organizzata dagli Stati Uniti.

Gli unici scrupoli del governo Cameron non dipendono tanto dall’illegalità di una simile operazione contro Teheran o, tanto  meno, dall’elevatissimo numero di vittime che una nuova guerra comporterebbe, bensì dalle ripercussioni negative che essa potrebbe avere sul fronte interno e dalla pericolosa destabilizzazione dell’intero Medio Oriente.

Con la regione già in subbuglio per la Primavera Araba e la crisi siriana, una nuova guerra potrebbe cioè finire per coinvolgere addirittura Russia o Cina e, in ultima analisi, produrre anche l’effetto contrario a quello desiderato, che rimane l’allargamento dell’influenza e del controllo americano su un’area del globo strategicamente fondamentale per gli interessi di Washington.

Fonte: altrenotizie.org - Autore: Michele Paris

 

Il Pacific Trash Vortex, il vortice di rifiuti del Pacifico, è un enorme mulinello scoperto nel 1997 da Charles Moore che vi si è trovato in mezzo mentre navigava a bordo del suo catamarano.

E’ la più grande discarica a cielo aperto esistente, ed è formata da milioni di tonnellate di rifiuti galleggianti provenienti da tutto il pianeta, per una superficie che, a seconda delle fonti, varia da 700.000 a oltre 10 milioni di Km quadrati: poco superiore alla Spagna e due volte gli Stati Uniti.

L’isola di rifiuti, composta per l’80% da plastica, secondo una ricerca svolta da Algalita Marine Research Foundation, ha un peso di circa 3 milioni e mezzo di tonnellate.

Questa enorme chiazza di immondizia ha iniziato a formarsi a partire dagli anni ’50 a causa dell’azione della north Pacific subtropical gyre (vortice subtropicale del nord Pacifico): una corrente situata tra l’equatore e 50° di latitudine nord, il cui movimento a spirale in senso orario porta i rifiuti galleggianti ad aggregarsi tra loro.

Questo cumulo di plastica è dovuto, oltre a situazioni eccezionali come il lancio volontario di oggetti fuori bordo in situazioni di emergenza (jetsam) o la perdita di materiale in caso di incidente (floatsam), soprattutto all’abbandono volontario di rifiuti in mare da parte di aziende e città costiere.

I danni a lungo termine che tutto questo provocherebbe sono enormi: con il trascorrere del tempo la plastica si scinde in pezzi sempre più piccoli, che conservano le caratteristiche polimeriche anche quando diventano delle dimensioni di una molecola, rendendo difficile la loro assimilazione. A farne le spese è soprattutto la fauna marina: l’UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) ha calcolato che ogni anno muoiono oltre un milione di uccelli e più di centomila tra delfini, foche e balene. Il pericolo maggiore è rappresentato dal rilascio del PCB (policrolobifenili): i molluschi li ingeriscono scambiandolo per zooplancton, che a loro volta vengono mangiati da quelli più grandi fino ad arrivare alla cima di questa catena alimentare dove ci siamo noi. Infatti queste sostanze, non essendo biodegradabili, restano all’interno degli animali che poi dal mare ritroviamo nelle nostre tavole.

Fonte: sifconference.com - Autore: Nicoletta Chiorri

 

Il nuovo governo ribalta la stretta del precedente esecutivo contro lo spinello libero: “Decideranno le città”. Il sindaco della capitale conferma:: “Da noi nulla cambierà”.
 
Cannabis libera anche per i turisti ad Amsterdam. I 220 coffee shop della città - i famosi caffè dove si può ordinare oltre alle bibite anche marijuana e hashish - resteranno aperti anche ai non residenti in Olanda. Lo ha assicurato il sindaco della città, Eberhard van der Laan in un’intervista al giornale Volkskrant, dopo che le autorità locali hanno deciso di lasciare ai singoli enti locali la decisione di applicare o meno il bando ai non residenti. In altre parole si è “ribaltato” di fatto il giro di vite sullo spinello libero, varato dal precedente governo e che sarebbe entrato in vigore in tutto il Paese a partire dal 2013.

 
Secondo il quotidiano, una delle motivazioni che ha spinto il primo cittadino è stato il fattore economico legato al turismo considerato il fatto che circa sette milioni di turisti si recano ogni anno ad Amsterdam, e quasi un milione e mezzo di visitatori fa capolino in uno di questi caffè per acquistare della cannabis.
 
Il cambiamento di rotta è stato deciso dal nuovo esecutivo formato da liberali e laburisti, eletto a settembre, che lunedì scorso ha presentato il suo programma di governo. Stando a quanto scrivono i media sarà di volta in volta ogni singola autorità locale a decidere in merito. Il quotidiano Volkskrant spiega infatti che il «criterio della residenza» resta tecnicamente in vigore, ma «la sua applicazione sarà decisa dalle singole municipalità caso per caso». Ed è in base a questa formulazione che il sindaco di Amsterdam ha annunciato che i turisti potranno continuare a visitare i noti paradisi dei coffee shop.

 
Addio dunque, almeno per ora ad Amsterdam, all’impopolare «carta cannabis», entrata in vigore il primo maggio nelle zone del sud del Paese e che sarebbe dovuta diventare effettiva in tutto il Paese dal 1 gennaio. La legge aveva suscitato non poche proteste tra i gestori di coffee-shop e alcuni gruppi di pressione avevano subito bollato come `discriminatorio´ il provvedimento, facendo ricorso al tribunale.
 
La Corte però aveva sentenziato che «la norma non violava i principi fondamentali della legge contro la discriminazione» e pertanto doveva applicata immediatamente. In barba alla legge il primo maggio un coffee shop di Maastricht aveva provocatoriamente venduto cannabis ai turisti, mentre gli altri della stessa città avevano effettuato una serrata in segno di protesta. In Olanda ci sono 670 coffee-shop, un terzo dei quali solo ad Amsterdam.
 
Fonte: lastampa.it via finanzainchiaro.it

 
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