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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

antico alberoE’ al sicuro solo per poche settimane ancora la parte polacca della foresta di Bialowieza, l’ultimo lembo della foresta di pianura che un tempo rivestiva l’Europa centrale. Mai tagliata, mai sfruttata, mai rimodellata dall’uomo. Un luogo incantato che sembra uscito da una fiaba dei fratelli Grimm.

La foresta si estende su 140.000 ettari circa. La maggior parte si trova in Bielorussia. Sul lato polacco meno del 20% della foresta di Bialowieza è parco nazionale. Il resto è soggetto a disboscamento selettivo.

E proprio questo è il punto sul quale nei giorni scorsi Greenpeace ha battagliato col Governo polacco. Il risultato è che non cadranno alberi fino alla fine della stagione riproduttiva degli uccelli. E poi?

Se volete avere un’idea del fascino della foresta di Bialowieza, leggete la descrizione che ne ha fatto la biologa Lisa Signorile sul suo blog L’Orologiaio Miope. L’ha visitata, beata lei!, all’inizio dell’estate.

Niente sottobosco sotto la volta alta e compatta degli alberi. Penombra e tronchi a perdita d’occhio. Un’aria antica di bosco maturo, come è impossibile respirarne altrove.

La selva Ericina (nell’attuale Germania) descritta da Giulio Cesare nel De Bello Gallico doveva essere più o meno così. E anche gli animali: alce e bisonte europeo, innanzitutto. Poi lupi, castori, linci, cervi, gatti selvatici…

Alcune settimane fa, Greenpeace ha dato battaglia al Governo polacco per il disboscamento selettivo della foresta di Bialowieza. Versione ufficiale: si tagliano solo alberi vecchi e malati. Parere di Greenpeace: anche essi sono indispensabili per l’equilibrio della fpresta e per tutte le forme di vita che la popolano.

Dopo proteste anche spettacolari (attivisti si sono arrampicati sul tetto del ministero dell’Ambiente a Varsavia), è stato raggiunto un accordo che prevede la sospensionedel disboscamento selettivo fino al termine dell’attuale stagione riproduttiva degli uccelli.

Non manca molto tempo, appunto. E poi? Il Governo polacco dice di voler salvaguardare Bialowieza e di voler ampliare i confini del parco nazionale. L’Independent scrive che gli abitanti della zona (oltretutto poverissima) non sono d’accordo: vogliono sviluppo, infrastrutture, posti di lavoro legati allo sfruttamento del legname.

Però Bialowieza è l’ultimo lembo dell’Europa centrale rimasto come era ai tempi di Giulio Cesare. Credo che la sua salvaguardia sia una faccenda europea, e che la Polonia non debba essere lasciata sola a farsi carico della situazione. Bialowieza è come se fosse anche un po’ mia.

Sull’Independent la battaglia per salvare Bialowieza, l’ultima antica foresta europea

Su Associated Press Greenpeace Polonia si batte per la foresta di Bialowieza

Sul blog del Wall Street Journal Greenpeace protesta per il disboscamento di Bialowieza

Su The News la Polonia limiterà il disboscamento a Bialowieza

Su Salvaleforeste proteggere la foresta di Bialowieza

Su L’Orologiaio Miope Bialowieza, l’ultima foresta

Fonte: blogeko.it

 

MADRID - Un incendio ha distrutto una ventina di ettari di vegetazione sull'isola spagnola di Ibiza: evacuate almeno 700 persone da una spiaggia. ''I bagnanti rischiavano di essere bloccati dalle fiamme sulla spiaggia della cala di Benirras'' nel nord est dell'isola, ha riferito la tv pubblica Tve, citando il Centro regionale delle emergenze. L'incendio si e' avvicinato all'area dove erano parcheggiate le auto dei bagnanti, e una ventina di veicoli potrebbero essere stati danneggiati dalle fiamme.


MANILA - Diciannove persone, 16 turisti da Hong Kong e 3 filippini, sono stati presi in ostaggio su un bus turistico a Hong Kong da un uomo armato. L'autore del gesto sarebbe un ex-poliziotto radiato, armato di un fucile d'assalto M-16, che avrebbe richiesto il suo reintegro 'a pieno titolo' tra le forze dell'ordine filippine. In precedenza erano stati liberati sei ostaggi, tra cui tre bambini.

Fonte: ANSA

 

Una delle più gravi tragedie della storia del sistema sanitario romeno è avvenuta all’inizio di questa settimana in un ospedale di maternità di Bucarest. Undici neonati ricoverati nel reparto terapia intensiva dell’ospedale di maternità Giulesti sono state vittime di un incendio scoppiato, il più probabilmente, in seguito ad un lavoro improvvisato al condizionatore d’aria. Alcuni dei neonati, con ustioni sul 60-70% del corpo, sono morti. Gli altri sono stabili, ma in prognosi riservata. L’indagine dull’incidente continua. Nel frattempo la direzione dell’ospedale è stata sospesa. Ulteriormente, il ministro della Sanità, Cseke Attila, ha annunciato che si cerca lo sblocco dei posti di lavoro nel sistema sanitario, dove c’è un deficit di personale di migliaia di persone.

Il Governo romeno ha approvato, mercoledì, il primo aggiustamento del bilancio di quest’anno. Stando ai governanti, nella ridistribuzione dei fondi si è tenuto conto della priorità degli investimenti pubblici, si è mirato all’assicurazione del cofinanziamento dei progetti europei, al sostegno alle Piccole e Media Imprese e al pagamento degli arretrati dello stato verso il sistema sanitario, nonchè al pagamento delle pensioni. “Esistono dei ministeri che hanno ricevuto fondi supplementari, soprattutto il Ministero del Lavoro, in tutto 4,4 miliardi, il Ministero della Sanità- 2,9 miliardi destinati al pagamento degli arretrati, il Ministero dell’Ambiente, 241 milioni per il cofinanziamento dei progetti europei. Inoltre, i Ministeri della Cultura e quello delle Comunicazioni hanno ricevuto circa 50 milioni”, ha detto il ministro delle Finanze, Sebastian Vladescu.
I soldi sono stati presi dal budget dei Ministeri dell’Istruzione, dell’Amministrazione e degli Interni e del Ministero della Difesa. Stando al premier Emil Boc, con questo aggiustamento del bilancio dello stato si mira a contenere il deficit entro il 6,8% del Pil.

Lunedì, la Russia ha dichiarato persona non grata un diplomatico romeno, intimandolo a lasciare il Paese entro 48 ore. Si tratta di Gabriel Grecu, segretario presso l’Amabasciata della Romania a Mosca, trattenuto dal Servizio Federale di Sicurezza russo con l’accusa che avrebbe tentato di ottenere informazioni militari da un cittadino russo. In risposta, il Ministero degli Esteri romeno ha espulso, dal canto suo, un diplomatico dell’Ambasciata russa a Bucarest e ha protestato contro la violazione, da parte delle autorità russe, della Convenzione di Vienna sui rapporti diplomatici. “Stando ai provvedimenti dell’articolo 29 della Convenzione di Vienna, la persona di un diplomatico è inviolabile. Egli non può essere sottoposto a nessuna forma di arresto o detenzione”, ha dichiarato Doris Mircea, direttrice comunicazioni nel Ministero degli Esteri romeno.
Mosca ha definito l’espulsione del suo diplomatico da parte della Romania un gesto “non amichevole” e ha dichiarato che si riserva il diritto di prendere anche altre misure.

In riunione straordinaria, i deputati hanno adottato questa settimana la legge sull’Agenzia Nazionale per l’Integrità (ANI). Il voto è avvenuto in assenza dei rappresentanti del principale partito di opposizione, il Partito Socialdemocratico, che hanno lasciato l’aula, scontenti dei provvedimenti dell’atto normativo. Essi affermano che il progetto di legge è incompleto, incostituzionale, e può trasformare l’Agenzia Nazionale per l’Integrità in un’arma politica. La legge sul funzionamento dell’agenzia creata per verificare la legalità dei patrimoni dei dignitari è giunta un’altra volta nel Parlamento dopo essere stata dichiarata due volte incostituzionale. “Abbiamo bisogno di questa legge per far vedere ai romeni, in modo aperto e trasparente, che non c’è nessun tipo di riserva da parte della classe politica per quanto rigurda la verifica dei patrimoni dei dignitari”, ha detto il premier Emil Boc.
Ulteriormente, le Commissioni giuridiche e Diritti Umani del Senato hanno adottato il rapporto sulla Legge ANI nella forma votata dalla Camera. Il documento andrà al vaglio del plenum del Senato, la camera decisionale, per un voto finale.

Al via da giovedì il rimpatrio da parte delle autorità francesi di circa 400 cittadini romeni di etnia rom. Č la prima operazione di questo tipo dopo l’inasprimento della politica di Parigi nei confronti di questa minoranza. Di recente, il Governo francese ha annunciato di espellere i rom provenienti dalla Romania e Bulgaria che hanno commesso reati sul territorio della Francia e di smantellare i campi nomadi illegali. Parigi ha criticato Bucarest per l’inefficaccia dei programmi di reinclusione sociale dei rom e ha accennato che potrebbe bloccare l’adesione della Romania all’Area Schengen. Dal canto suo, Bucarest respinge il condizionamento della sua adesione allo spazio europeo di libera circolazione con la questione dei rom e sostiene che la minoranza rom è un problema europeo. Il presidente romeno, Traian Basescu, ha precisato che, sebbene capisca i problemi creati dai rom intorno alle città francesi, va rispettato il diritto di ciascun cittadino di circolare liberamente nell’Ue. Egli ha ricordato che la Romania ha chiesto sin dal 2008 l’elaborazione di un programma d’integrazione dei rom a livello europeo, ma ci sono stati Paesi che hanno ritenuto che questo progetto non fosse necessario.

Sursa: rri.ro

 

Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia.

Gli italiani sono sempre più indebitati. L’indebitamento medio delle famiglie ha toccato infatti, nel dicembre del 2009, i 15.930 euro. Lo rileva un’indagine di Cgia Mestre che ha preso in considerazione i debiti derivanti dall’accensione di mutui per l’acquisto della casa, dai prestiti per l’acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Rispetto al dicembre 2008, l’indebitamento medio nazionale delle famiglie consumatrici è cresciuto in termini assoluti di 863 euro.

Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia.

LA CLASSIFICA - A livello provinciale le «sofferenze» maggiori sono a carico delle famiglie di Roma (22.394 euro), seguite da quelle di Lodi (22.218 euro) e da quelle di Milano (22.083 euro). Al quarto posto troviamo Trento (21.644 euro), di seguito Prato (21.442 euro), Como (20.695 euro) e via via tutte le altre. «Le province più indebitate – spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. È chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente».

LA CRESCITA DELL’INDEBITAMENTO – «Altra cosa – prosegue Bortolussi – è quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2009. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realtà provinciali del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato all’aggravarsi della crisi economica che ha colpito soprattutto le famiglie monoreddito con più figli che sono concentrate in particolar modo nel Mezzogiorno». A vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari sono le famiglie sarde, in particolare quelle residenti nelle provincie di Carbonia-Iglesias (7.486 euro), Medio Campidano (7.431 euro) e, infine, Ogliastra (5.784 euro). Il record della crescita del debito delle famiglie avvenuta tra il primo gennaio 2002 (data dell’introduzione dell’euro) e il 31 dicembre 2009, invece, appartiene alla provincia di Caserta, che in questi 8 anni è stato del +137,4%. Seguono Chieti, con un aumento del 132,1%, Taranto, con +131,3 %, Napoli, con +129,7% e Piacenza, con +129,5%. Chiude la classifica la provincia di Verbano-Cusio-Ossola, con un +45,2%. Sempre in questo periodo la crescita dell’indebitamento medio delle famiglie italiane è quasi raddoppiata: l’incremento è stato del +91,7%. Nello stesso arco temporale, invece, l’inflazione a livello nazionale è cresciuta del 16,6%. Cgia infine rileva che, rispetto al 31 dicembre 2008, sono solo due le province che hanno visto diminuire il livello di indebitamento delle famiglie: Parma (-137 euro rispetto all’anno prima) e Verbano-Cusio-Ossola (-461 euro).

Fonte: solleviamoci.wordpress.com

 

Secondo quanto riporta la testata Irish Catholic, il papa ha respinto le dimissioni rassegnate a fine dicembre da Eamonn Walsh e Raymond Field, due vescovi ausiliari di Dublino coinvolti nello scandalo dei preti pedofili. Con una lettera – per ora non pubblicata – inviata da Diarmuid Martin, vescovo di Dublino, le dimissioni dei prelati in questione sono state respinte. Field e Walsh, come altri alti esponenti della Chiesa cattolica irlandese, sono stati accusati dal Rapporto Murphy di aver coperto gli abusi da parte di sacerdoti pedofili.

Critiche le associazioni di vittime dei preti pedofili. Barbara Blaine, esponente di Snap (Survivors Network of those Abused by Priest) parla di “altro sale versato nella già profonda e fresca ferita di migliaia di bambini vittime di abusi e di milioni di cattolici traditi”.

Fonte: uaar.it

 
By Admin (from 13/08/2010 @ 10:23:38, in it - Osservatorio Globale, read 1282 times)

STATI UNITI - L'ultimo "si" ai matrimoni gay in California potrebbe spettare alla Corte Suprema. Nel frattempo, se nessuna corte d'appello federale sarà invitata ad esprimersi sul caso, dal 18 agosto in teoria potranno tornare a giurarsi amore eterno le coppie omosessuali, due anni dopo un referendum che nello stato più popoloso degli Usa ha vietato loro di convolare a nozze. Un giudice, Vaughn Walker, ai primi di agosto ha dichiarato incostituzionale il divieto ai matrimoni omosessuali introdotto con la cosiddetta 'Proposition 8' nel 2008. Morale: divieto azzerato.

Gay e lesbiche potranno dunque dirsi 'si' ufficialmente subito dopo ferragosto. Sempre che non intervengano appelli e ricorsi da parte dei detrattori delle nozze omosessuali. Il giudice Walker ha dato tempo infatti due settimane per introdurre un eventuale ricorso in appello sul quale dovrebbero esprimersi prima la Corte d'Appello Federale, e quindi - in ultima istanza - la Corte Suprema. Una sentenza dunque, quella del giudice Walker, che non ha soddisfatto nessuno: ne gay, ne contrari alle nozze omosessuali convinti che debba essere una corte d'appello a pronunciarsi sul caso. Ma perché la Corte Suprema arrivi a pronunciarsi potrebbero trascorrere diversi anni lasciando quindi in sospeso una questione rilevante per la California.

Fonte: tio.ch

 
By Admin (from 12/08/2010 @ 11:18:41, in it - Osservatorio Globale, read 4882 times)

Un nuovo sito finanziario su Twitter… e non solo.Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere, per maturare una più completa comprensione delle dinamiche che muovono i processi economici ed i mercati finanziari.



Missile giornalistico del Corriere della Sera di oggi, che porta la firma di Felice Cavallaro. 100 milioni di lire regalati da Silvio Berlusconi a Bernardo Provenzano, boss di Cosa Nostra. Lo certificherebbe un pizzino appena consegnato da Massimo Ciancimino ai giudici di Palermo. Il documento - stando alle parole del figlio di Don VIto - risalirebbe all'anno di grazia 2001: quando il Cavaliere diventò Presidente del Consiglio per la seconda volta, ed in Sicilia ottenne una vittoria schiacciante, assoluta, 61 seggi su 61 al Centrodestra, per dire.

Scrive Marco Lillo sul sito del Fatto Quotidiano: "Ora, se autentico, il nuovo pizzino conferma che quell’abitudine non finì con la discesa in campo del Cavaliere. Tanto che altri regali in contanti sarebbero arrivati al successore di Riina (allo scopo di "mantenere buoni i rapporti" con la mafia). Un fatto che, se provato, spiega bene perché Berlusconi nel 2006 fu l’unica carica istituzionale italiana a non complimentarsi per la cattura di Provenzano".
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Update: Ghedini si arrabbia - Cavallaro risponde, audio.

 

 Fonte: nonleggerlo.blogspot.com; Autore: Wil

 

Un nuovo sito finanziario su Twitter… e non solo.Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere, per maturare una più completa comprensione delle dinamiche che muovono i processi economici ed i mercati finanziari.


 

Russia Incendi Centrali Nucleari


 Gli impianti nucleari sono sicuri. Estremamente sicuri.

 Allora sarà per un eccesso di zelo che i militari russi si stanno affannando da giorni a scavare chilometri di fossati intorno alle loro centrali, per difenderle dalle fiamme dell'incendio epocale che sta devastando la Russia, e a fare terra bruciata intorno ai reattori con enorme dispendio di forze (e di ansie). Le centrali insomma sono sicure: sono gli uomini ad essere a rischio.Come se non bastasse, il pericolo maggiore non è neppure l'estendersi degli incendi. Lo dice la stessa Open Joint Stock Company «Concern for Production of Electric and Thermal Energy at Nuclear Power Plants» («Rosenergoatom» Concern OJSC), la compagnia russa responsabile non solo della sicurezza dei reattori e dei livelli di radiazione, ma anche della produzione e della vendita dell'energia elettrica di 10 centrali nucleari , per una capacità totale di 23.242 MW. 
 In una nota del due agosto scorso, il gestore russo afferma che i pericoli arrivano dall'interruzione delle linee di approvvigionamento elettrico delle centrali. I danneggiamenti a cavi e tralicci inflitti dalle fiamme mettono infatti a rischio l'alimentazione dei sistemi delle centrali, che non possono sempre fare affidamento sul fatto che i generatori di emergenza si attivino in corrispondenza di ogni black-out.

 Andrei Ozharovsky - fisico nucleare laureatosi a Mosca, ecologista e scienziato rispettato e riconosciuto anche dalla stessa Rosenergoatom - rincara la dose.

« Le interruzioni nell'approvvigionamento elettrico e i guasti al trasformatore causano l'arresto di emergenza del reattore. Per un reattore, ogni regime di transizione è molto pericoloso, perché può portare a situazioni imprevedibili. E' esattamente ciò che successe a Chernobyl quando, dopo numerosi tentativi di accendere e spegnere il reattore, questo finì fuori controllo. »

 Fonti interne alla Rosenergoatom hanno confessato al sito web russo Bellona che, nonostante le rassicurazioni ufficiali, ulteriori arresti di emergenza potrebbero verificarsi nelle centrali nucleari di Kalinin, Balakovo, Novovoronezh e Rostov. Le riserve dalle quali viene prelevata l'acqua per i sistemi di raffreddamento delle quattro centrali si stanno riscaldando progressivamente, con temperature che raggiungono i 30 gradi Celsius, cosa che può causare problemi ai reattori. “Se la temperatura dell'acqua si innalza di altri due gradi, dovremo arrestare le centrali", è la fosca previsione del gestore russo.

 Non solo, riprende Ozharovsky, i reattori dipendono fortemente anche dal livello delle acque nei laghi e nei fiumi dai quali si approvvigionano, e periodi prolungati dicaldo torrido come questo, che da settimane soffoca la Russia Centrale con temperature al di sopra dei 40 gradi, abbassano l'asticella in maniera critica. Tra l'altro, la dominanza delle quote derivanti da fonti nucleari sul mix energetico russo rende estremamente pericoloso il fermo degli impianti, che oltretutto in situazioni di emergenza economica come questa, a causa del dilagare degli incendi, non potrebbero essere sostituiti da fonti energetiche di altra natura e lascerebbero così vaste aree dell'ex Unione Sovietica letteralmente al buio.

  Intanto, nuovi pericolosissimi incendi si sono sprigionati vicino all' All-Russian Research Institute of Experimental Physics, una struttura di ricerca nucleare che si erge a Sarov, nella regione di Nizhny Novgorod. Ed è proprio a Sarov che sono stati dispiegati molti mezzi militari, insieme a un centinaio di veicoli di varia natura, come treni e aerei anti-incendio, dopo che il 2 agosto violenti roghi hanno assediato il pianoterra del centro di ricerca che ospita alcuni reattori nucleari in un'area militare segreta adibita ad operazioni di ricerca e sviluppo. Inconvenienti talmente trascurabili da avere richiesto l'immediata presenza del numero uno di Rosatom, la corporation nucleare di stato russa, Sergei Kiriyenko, che è subito accorso sul luogo.


  Andrei Ozharovsky ricorda come il fattore di efficienza di una centrale nucleare non superi il 33%, ragion per cui i due terzi del calore prodotto dagli impianti deve giocoforza essere assorbito dall'ambiente circostante, il chè rappresenta un'impresa ardua in condizioni di calura estrema come quelle attuali. Già nel 2006, in condizioni climatiche simili, numerosi reattori europei e statunitensi erano stati spenti, mentre la produzione energetica di molti altri era stata notevolmente ridotta. La Francia, in quella stessa estate, dovette importare 2.000 megawatts al giorno per affrontare la crisi. Molti sono i paesi ad avere introdotto o adeguato norme chiare circa la temperatura massima consentita alla quale le acque di raffreddamento utilizzate dalle centrali nucleari possono essere scaricate, per evitare ultioriori rischi di tipo ambientale.

 Secondo Ecodefense!, gruppo ecologista russo, i piani di costruzione di nuovi impianti porteranno la Russia verso l'instabilità energetica e verso nuovi incidenti, i quali si intensificheranno, dato che le condizioni climatiche estreme sono attese con sempre maggiore frequenza. Appare ovvio, secondo Ecodefense!, che in epoca di importanti cambiamenti climatici, la produzione di energia deve fondarsi su fonti rinnovabili, che stanno diventando sempre più economiche e soprattutto sono sicure per le persone e per l'ambiente.

« Il governo russo si sta condannando con le sue stesse mani. E' solo questione di tempo prima che le correlazioni antropologiche con le mutazioni climatiche vengano provate definitivamente. Più il tempo passa senza che vengano prese le necessarie misure, più saranno ingenti le perdite economiche che dovrà affrontare », sostiene Vladimir Slivyak, co-responsabile di EcoDefense!

 Nel clima generale di garanzia verso la libertà di espressione che ormai accomuna sempre di più il nostro paese all'est europeo, meno di un anno fa Andrei Ozharovsky era stato arrestato ad Astraviec, in Bielorussia, mentre faceva ingresso nel cinema dove si teneva un dibattito sul rapporto preliminare delle valutazioni di impatto ambientale delle centrali nucleari bielorusse, nel corso del quale era stato invitato a parlare. Il suo speech era il terzo in scaletta. Andrei fu avvicinato nella hall da militari bielorussi in abiti civili che gli piegarono il braccio dietro la schiena e lo costrinsero a entrare in una macchina, e dovette scontare 7 giorni di galera, nonostante fosse atteso ad una conferenza a Stoccolma.

 I media russi lo definirono come un teppista, ma è difficile immaginare uno scienziato, ex esperto delle Nazioni Unite, con due figli, che si comporta male in uno stato confinante, nella hall di un teatro dove si tiene un evento pubblico nel quale è stato espressamente invitato in qualità di oratore.  Ma si sa: paese che vai, repressione del dissenso che trovi. 

 Se le centrali nucleari sono sicure per chi le costruisce, di sicuro non lo sono per chi le contesta.

Fonte: byoblu.com

 
By Admin (from 09/08/2010 @ 09:02:21, in it - Osservatorio Globale, read 1111 times)

Crolla del 20 per cento la produzione di grano in Russia per effetto de caldo e della siccità che hanno colpito anche le altre coltivazioni costringendo il centro dell'ex impero sovietico ad estendere il bando alle esportazioni in aggiunta al grano e alla farina anche al riso, l'orzo, avena e mais per garantirsi adeguate riserve interne, dal 15 di agosto alla fine dell'anno. La Coldiretti sottolinea che mentre nelle capitale russa si soffre per lo smog, nelle campagne si contano i danni provocati dal fuoco e dall'ondata eccezionale di caldo.

La maggioranza delle perdite - precisa la Coldiretti - sono dovute alla siccità ma gli incendi che si sono diffusi anche nelle campagne fanno temere ulteriori perdite di produzione. Per far fronte all'emergenza il premier Vladimir Putin - prosegue la Coldiretti - si e' impegnato a fornire aiuti per 10 miliardi di rubli (335 milioni di dollari) e prestiti per 25 miliardi al settore agricolo. Dopo il crollo dell'impero sovietico le imprese agricole pubbliche sono state privatizzate con un aumento della produttività che - precisa la Coldiretti - ha fatto del mercato del grano sovietico un punto di riferimento a livello internazionale anche per gli elevati volumi di esportazione che sono stati pari a 21,4 milioni di tonnellate nel 2009, pari a oltre cinque volte la produzione italiana di grano tenero. La situazione in Russia ha acceso le speculazioni sul mercato internazionale con l'aumento dei prezzi di mais, orzo, riso e soprattutto del grano che in quasi due mesi è aumentato del 60 per cento facendo registrare il piu' rapido incremento degli ultimi trenta anni. La chiusura settimanale di venerdì è stata però in calo dell'8 con le quotazioni del grano per consegne a dicembre 2010 che sono scese a 7,54 dollari a bushel (0,21 euro al chilo) al Chicago Board of Trade, dove - conclude la Coldiretti - sono ora puntati gli occhi per la ripesa settimanale delle contrattazioni di oggi.

Fonte: apcom.it

 
By Admin (from 08/08/2010 @ 13:05:58, in it - Osservatorio Globale, read 1005 times)

Questa estate 6 italiani su 10 non andranno in vacanza. Chi rinuncia e' il 58% dei nostri connazionali, contro il 42% che ha invece deciso di partire.

Secondo i dati di una recente indagine del Censis, a partire sono soprattutto i giovani (18-34 anni: 53,6%), meno gli anziani (65 anni e oltre: 37%), soprattutto i residenti del Nord-Ovest (54,8%) e del Nord-Est (42,6%), meno al Sud (30,8%). Il dato di chi prevede di partire si alza ancora tra le coppie con figli (48,6%) e tra i residenti delle grandi citta' (il 45,7% nei centri con oltre 150mila abitanti).

Anche il livello economico delle famiglie conta: se solo il 17,9% di quelle con redditi bassi si permettera' una vacanza, il dato sale al 46,1% tra il ceto medio e al 69,9% tra quanti dispongono di redditi elevati.

In base alle previsioni del Censis, l'11,5% degli italiani effettuera' una vacanza lunga in Italia, il 23,6% un soggiorno breve entro i confini nazionali, il 2,6% una vacanza lunga all'estero e il 4,7% una breve oltre confine.

Rispetto alla scorsa estate, c'e' la tendenza a ridurre la durata del soggiorno, sia per i viaggi in Italia che all'estero. Aumentano solo le vacanze brevi entro i confini nazionali (si passa dal 18,1% al 23,6% degli italiani), mentre le vacanze lunghe in Italia passano dal 16,7% all'11,5%.

Fonte: asca.it

 
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