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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 25/07/2010 @ 13:57:11, in it - Osservatorio Globale, read 1565 times)

Ultimamente diversi politici ed economisti romeni, al posto dei tagli salariali e pensionistici e dei licenziamenti, hanno avanzato l'idea che le spese dello Stato siano coperte dalla riserva della Banca centrale. L'istituzione richiama però l'attenzione che tale fatto non è possibile. Il governatore Mugur Isarescu ha spiegato che la Banca nazionale non può finanziare direttamente il deficit di bilancio, in quanto vietato dalle regole europee. Il governatore ha aggiunto che, fosse anche legale, un finanziamento dalle riserve internazionali del deficit ridurrebbe drasticamente la capacità dello Stato di prendere dei prestiti dai mercati esteri. “Quest'anno, la Romania deve prendere in prestito 8-9 miliardi di euro per il settore governativo, sia dal mercato interno, sia da quello esterno. Dietro ci deve essere una garanzia di poter restituirli ad un certo momento. Tutti questi prestiti non sarebbero stati possibili se il Paese non avesse avuto delle riserve”, ha precisato Mugur Isarescu.

Il governatore ha aggiunto che l'intera riserva d'oro della Romania sarebbe esaurita in un solo anno, se venisse destinata a coprire il deficit nel sistema pensionistico. Il governatore ha spiegato che le riserve internazionali in valuta e oro sono volte a rafforzare la credibilità di uno Stato e di offrirgli la possibilità di prendere dei prestiti in buone condizioni dai mercati esteri e di consolidare l'attendibilità della politica economica e monetaria e del tasso di cambio. “La riserva è un elemento di credibilità. Quindi, nella misura in cui un Paese ha una riserva internazionale, allora può attirare altri soldi”, ha aggiunto Mugur Isarescu. Il governatore ha spiegato che se la riserva venisse destinata al pagamento delle pensioni o di altre forme di assistenza, lo Stato non potrebbe contrarre altri prestiti per coprire il deficit di bilancio, utilizzato proprio a questa meta.

Comunque, l'80% del profitto ricavato dalla Banca centrale dalla gestione della riserva, precisamente gli interessi ottenuti dalle istituzioni dove viene depositata, va al budget dello Stato, ha sottolineato il governatore. L'anno scorso, il contributo ha toccato i 300 milioni di euro, cioè circa 25 milioni di euro al mese, che equivalgono 150.000 pensioni medie. La Banca centrale ha precisato che, alla fine dello scorso mese, le riserve della Romania di valuta e ore ammontavano a circa 35 miliardi di euro.

Fonte: rri.ro

 

Intervista integrale al “Venerabile” Gioele Magaldi, leader  di “Grande Oriente Democratico” di Francesco Esposito


1. Come valuta il nuovo scandalo P3? E’ solo un teatrino, come ha detto il Gran Maestro Raffi o sono 4 pensionati un po’ sfigati?

Né l’una né l’altra cosa. Parlare di P3 è vero e falso allo stesso tempo. E’ falso perché, in senso stretto, le  Logge Propaganda 1 e Propaganda 2 sono storicamente esistite in seno al G.O.I., mentre il nome “P3” è una creazione giornalistica. Ma solo il nome. La “realtà” cui allude il nome è vera, anzi sin troppo vera, se ci si riferisce ad una specifica vicenda della Massoneria italiana negli ultimi 28 anni, dal 1982 in avanti. Definire Marcello Dell’Utri, Denis Verdini, Flavio Carboni e altri nomi molto importanti (tanti ancora da scoprire…) come “pensionati un po’ sfigati” è troppo anche per un “barzellettiere” come il Fratello Silvio Berlusconi...

2. Il Grande Oriente d’Italia non aveva già fatto pulizia al tempo della P2 e poi con l’arrivo di Raffi? O esistono logge che sfuggono al suo controllo?

Raffi non ha fatto alcuna pulizia. Solo proclami retorici e mistificatori. E nessuna realtà massonica rilevante, in Italia, può sfuggire al “controllo” del Grande Oriente. Quanto “al tempo della P2”, non è mai finito. Ha solo assunto nuove maschere, senza alcuna effettiva soluzione di continuità rispetto all’opera di Licio Gelli, che era perfettamente organico ai vertici di Palazzo Giustiniani.

3. Lei ha detto che gli elenchi della P2 sono incompleti…

Ci sono alcune copie degli elenchi completi, con migliaia di nomi. Roba abbastanza “esplosiva”, anche a quasi trent’anni dalla scoperta degli elenchi incompleti di Castiglion Fibocchi. Ho avuto modo di visionarli di persona e so che, se fosse necessario e opportuno, chi li custodisce li renderebbe pubblici, con conseguenze piuttosto traumatiche per tanta gente. Anche perché non si tratta di meri elenchi di nomi, ma di una documentazione piuttosto corposa e articolata…

4. L’ingresso in una loggia è reversibile? I rapporti di Berlusconi con il mondo massonico si sono chiusi con la fine della P2?

L’iniziazione alla Massoneria ha carattere indelebile. Come l’ordinazione sacerdotale. Una volta affiliati, si rimane massoni per tutta la vita. A proposito dei rapporti di Berlusconi con il mondo massonico, giova sottolineare che il “pensionato” Flavio Carboni è stato il tramite dei costanti e reiterati rapporti del Fratello Berlusconi con il Fratello Armando Corona, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1982 al 1990. Flavio Carboni è sempre stato anche grande amico di Giuseppe Pisanu, già Ministro dell’Interno nel secondo e terzo governo Berlusconi (2002-2006). Giuseppe Pisanu e soprattutto il Gran Maestro Armando Corona ebbero anche il “merito” di facilitare incontri e rapporti del Fratello Berlusconi con l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga (1985-1992). Sui rapporti di Silvio Berlusconi e dell’entourage berlusconiano con il mondo massonico italiano e internazionale negli anni successivi al 1990 e fino ad oggi, è di prossima uscita-presso un’importante casa editrice italiana- un libro molto interessante, di cui sono co-autore.

5. Quali sono i rapporti tra il Grande Oriente guidato da Raffi e la politica italiana? Si è molto parlato dei 4000 iscritti del PD…

Come ho già avuto modo di spiegare altrove, l’allusione del Gran Maestro Raffi ai “4000 massoni nel PD” era un modo per suggerire, ammiccando, che, degli altri 21.000 aderenti ufficiali al G.O.I., la maggioranza sarebbe filo-Berlusconi o filo-PDL. Cosa non vera, ma che Raffi, evidentemente, aveva necessità di segnalare pubblicamente a qualcuno…In ogni caso, sia  per la gestione autoritaria dentro Palazzo Giustiniani- insofferente di qualsiasi dissenso, critica o libero dibattito di opinioni- sia per i “messaggi cifrati” rivolti alla politica italiana, è sempre più difficile non riconoscere la “deriva berlusconiana” che Raffi vorrebbe imprimere al Grande Oriente d’Italia da lui guidato.

6. Perché ha scelto lo scontro aperto col Gran Maestro?

Per approfondire la questione rimando i lettori di Vanity Fair  al Sito del mio Gruppo: www.grandeoriente-democratico.com , in continuo aggiornamento. In questa sede, mi limiterò a dire che non sopporto i tiranni, i despoti e soprattutto gli ipocriti: quelli che hanno sempre in bocca parole come libertà, popolo, democrazia, dialogo, ma in realtà disprezzano qualunque forma di pluralismo democratico e liberale. Gustavo Raffi assomiglia molto al Fratello Silvio Berlusconi: entrambi non tollerano il dissenso, amano solo i cortigiani obbedienti e sognano un potere elitario che manipoli la volontà popolare. Entrambi mostrano disprezzo per le Costituzioni e le leggi, qualora non siano funzionali ai propri interessi personali.

7. Il Grande Oriente diventerà mai davvero “democratico”?

Sarà dura, ma ce la faremo. Dalla prima democrazia massonica del Mondo, oltre-oceano, soffia un vento di rinnovamento e rigenerazione sia per la politica che per la massoneria internazionale. E l’Italia non potrà rimanerne indenne…

8. Chi sono oggi i massoni?

Ci sono i furbi, gli arrivisti, gli assetati di potere, come sempre accade anche in altre importanti istituzioni o associazioni. Ma ci sono soprattutto molti giovani e anziani appassionati e disinteressati. Gente che crede fermamente negli ideali costitutivi della Libera Muratoria: libertà, democrazia, tolleranza, dialogo multi-religioso e multi-culturale, laicità delle istituzioni, solidarietà e filantropia concreta verso le classi più disagiate e i popoli più diseredati. E ci sono coloro che si impegnano seriamente per il proprio e altrui perfezionamento spirituale e morale, secondo i principi specifici della via iniziatica massonica.

9. Ci sono anche uomini di Chiesa?

Si, anche alti e altissimi prelati. Si tratta per lo più di persone che furono iniziate alcuni decenni fa e che adesso sono molto riservate e defilate rispetto alla loro appartenenza. Però ci tengono moltissimo ad essere considerati convinti massoni. Sono uomini dalla spiritualità aperta e complessa, insofferenti di ogni dogmatismo e angustia fideistica. Perciò vivono con disagio lo spirito anti-conciliare, conservatore e reazionario propugnato dall’attuale Papa, Benedetto XVI.

10. Dove sono finiti i massoni che portano l’eredità dei grandi uomini che hanno fatto l’Italia?

Certo Gustavo Raffi non crederà che si possano onorare grandi massoni come Garibaldi, celebrandoli con qualche convegno e qualche busto di marmo. Se si vuole essere all’altezza dei nostri Padri, che dal ‘700 in avanti hanno rivoluzionato e modernizzato il mondo, bisogna voler combattere oggi battaglie di uguale asprezza e importanza contro tutti i nemici della laicità, della libertà e della democrazia. Che sono tanti, anche in pieno XXI secolo. Noi di “Grande Oriente Democratico” ce la metteremo tutta…

Fonte: grandeoriente-democratico.com

 
By Admin (from 23/07/2010 @ 10:47:39, in it - Osservatorio Globale, read 1134 times)

"Parliamo una lingua comune la maggior parte del tempo", ha detto Obama subito dopo il primo incontro con il Premier inglese Cameron alla Casa Bianca. Le sue parole lasciano intendere che non sempre c'é stata la stessa lunghezza d'onda nelle discussioni su temi come Lockerbie e Bp, ma anche sull'approccio alla crisi e alle misure di riduzione del deficit. D'altra parte, in conferenza stampa Cameron, oltre ad escludere un'inchiesta sul caso Lockerbie, ha ricordato all'opinione pubblica americana che il colosso del greggio è importante per l'economia di entrambi i paesi: "E' nell'interesse di tutti che resti forte".


NEW YORK.  Il 'tappo' del pozzo Macondo per lo meno ieri ha tenuto, arginando ulteriori veleni sul menù del primo 'lunch' ufficiale a Washington tra David Cameron e Barack Obama. Ed è stata una fortuna, perché c'era tanta carne al fuoco. "La marea nera è una catastrofe. Capisco la rabbia dell'America. Bp deve pagare per quel che ha fatto, però non c'entra con la decisione di liberare l'attentatore di Lockernie Abdelbaset al Megrahi. Quella fu presa dal governo scozzese ed era sbagliata", ha detto Cameron dopo il primo faccia a faccia alla Casa Bianca con il presidente americano. Il conservatore Cameron e il democratico Obama si stanno simpatici. L'americano ha portato l'inglese a visitare le stanze della East Wing ricevendone i complimenti per come "Sasha e Malia tengono ordinate la camera". Ma al di là delle battute e della 'chemistry', dei rapporti di pelle tra i due leader che - hanno notato i reporter - sono entrambi mancini, l'incontro di ieri non è caduto in un momento d'oro per la 'relazione speciale' tra Usa e Gb.


"Parliamo una lingua comune la maggior parte del tempo", ha detto Obama quasi a significare che nelle discussioni su temi come Lockerbie e Bp, ma anche sull'approccio alla crisi e alle misure di riduzione del deficit, non sempre c'é stata la stessa lunghezza d'onda. Cameron, arrivato su un volo civile a Washington in omaggio all'austerity chiesta ai suoi concittadini, vuole tagli del 25 per cento per ogni ministero, un approccio che lo ha messo fuori sintonia con le strategie di ripresa volute da Obama: "L'unica differenza con l'America sono i tempì, ha minimizzato il premier britannico alla Npr: "Non siamo gli Stati Uniti. Non possiamo prenderci il lusso di aspettare". Ma i temi economici e quelli piu tradizionalmente di politica estera (Afghanistan, Iran, Medio Oriente e, una novità, la cyber-sicurezza) sono stati oscurati dal nodo Bp-Megrahi: per proteggere la multinazionale dalla rabbia di Washington Cameron ha ricordato che la responsabilità finale nel rilascio dell'uomo di Lockerbie sta nel governo scozzese: "Non fu una decisione di Bp, la presero i ministri scozzesi".


Secondo Cameron "Megrahi avrebbe dovuto morire in prigione". Intanto però il premier britannico che ha ceduto alle pressioni di incontrare i quattro senatori del New Jersey, New York e California che gli chiedono di far luce sul caso Lockerbie.
Nella conferenza stampa congiunta con Obama, Cameron ha respinto l'idea di un'inchiesta formale ma ha ordinato al suo Cabinet Secretary (l'equivalente del capo di gabinetto) Gus O'Donnell di valutare l'eventuale pubblicazione delle telefonate intercorse tra l'allora ministro della Giustizia Jack Straw e Bp sull'accordo con la Libia per lo scambio dei prigionieri: accordo che che avrebbe aperto la strada nel 2009 alla liberazione di Megrahi. Quanto a Bp, per Cameron "ha sbagliato" nel Golfo del Messico e dovrà pagare. Ma il premier britannico ha ricordato all'opinione pubblica americana che il colosso del greggio è importante per l'economia di entrambi i paesi: "E' nell'interesse di tutti che resti forte". Per far fronte alle spese legate alla marea nera ieri il gruppo petrolifero ha messo in vendita asset in Vietnam e Pakistan pari a 1,7 miliardi di dollari. Finiranno nel fondo da 20 miliardi di dollari per ripulire mari e coste e risarcire i danni alle popolazioni colpite.

Fonte: AmericaOggi.info

 

Un nuovo meccanismo, semplice e social, potrebbe salvare le inchieste vecchio stile, da tempo relegate in cantina perché costosissime. A suggerirlo è il progetto di Spot.us: l'inziativa parte dal basso, gli utenti propongono argomenti e tematiche non trattate sufficientemente dai media. Ci si confronta con gli altri membri, si fa una stima dei costi per sviluppare il progetto e una volta preparato il piano d'azione nel dettaglio si procede grazie a micro finanziamenti, generalmente di 20 euro ciascuno e mai superiore al 20% totale del budget per evitare possibili condizionamenti.

Il caso più noto è in questi giorni sui giornali e sui siti di mezzo mondo: Linsday Hoshaw riesce a pubblicare sul New York Timesun reportage a proposito di un vortice di rifiuti grande due volte la Francia che nel bel mezzo del Pacifico, a causa delle correnti, raduna tonnellate di frammenti di plastica. Come? Grazie a Spot.us, i cui utenti si sono dimostrati interessati all'inchiesta dopo che il quotidiano newyorchese aveva posto come condizione per l'avvio del report che le spese di viaggio fossero a carico della cronista.

Punto cruciale per lo sviluppo di questo e di altri progetti simili è il contributo della comunità locale, interessata alle problematiche più vicine ad essa.

Repubblica ha intervistato David Cohn, ventiseienne fondatore di Spot.us. "E' una rivoluzione" ha detto Cohn. "Una nostra inchiesta pubblicata da un grande quotidiano è la conferma della bontà della nostra metodologia di lavoro considerata molto radicale rispetto al giornalismo tradizionale" . Sull'esportazione del modello il giovane californiano è cauto: "Penso che il modello di Spot.us possa funzionare in Italia, ma non ne sono sicuro. In Europa l'approccio al giornalismo è molto diverso da quello degli Stati Uniti".

Un concept vincente che punta per le prossime inchiesta, come ha scritto lo stesso Cohn sul suo blog, ad una diffusione più capillare tramite Facebook e Twitter. Così il cosiddetto crowdfunding, che già aveva toccato la politica Us (i finanziamenti alla campagna di Obama) e la passionaccia per il calcio degli italiani (si veda il progetto di Squadramia di acquistare una squadra di calcio grazie al contributo degli utenti) arriva al giornalismo che, questa è la mia opinione, ne avrà solo da guadagnare. C'è da dire che non tutte le potenziali inchieste dei reporter avranno sostenitori facoltosi come quelli della Horshaw, che trai vari aiuti ha potuto contare sul contributo di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia.

Fonte: Reporters.blogosfere.it

 

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BUCAREST - I corpi dell’ex dittatore romeno, Nicolae Ceausescu, e della moglie Elena, giustiziati oltre 20 anni fa e sepolti in un cimitero di Bucarest, sono stati esumati per prelevarne alcuni resti e permettere l’analisi del Dna. L’obiettivo è quello di verificare l’identità dei due cadaveri. Lo ha riferito un responsabile del cimitero. Nicola Ceausescu ha diretto la Romania con il pugno di ferro dal 1965 al 1989.

L'ESECUZIONE NEL 1989 - Dopo una serie di manifestazioni di strada, con centinaia di morti tra i dimostranti, nel dicembre del 1989 il dittatore e la moglie sono stati costretti alla fuga. Arrestati e sottoposti a un processo sommario, sono stati giustiziati il 15 dicembre 1989. Secondo le autorità romene, i loro corpi sono sepolti nel cimitero di Ghencea a Bucarest.

Fonte: corriere.it

Il riassunto del processo Ceausescu e l'esecuzione il 25 dicembre 1989.

 
By Admin (from 20/07/2010 @ 13:26:57, in it - Osservatorio Globale, read 1268 times)

 Sono iniziati i lavori per la costruzione della torre 3 del nuovo World Trade Center. Si tratta del primo grattacielo dei quattro che dovranno essere costruiti dalle Silverstein Properties all'interno del sito del World Trade Center.

"Questo è un momento emozionante", ha dichiarato Janno Lieber presidente del World Trade Center Properties, "ora abbiamo l'intero sito del World Trade Center in costruzione".

Il progetto dovrebbe essere completato in quattro anni. La prima cosa che si andrà a realizzare saranno le vie di fuga, un piano di evacuazione per rendere il complesso il più sicuro possibile, e una volta conclusa questa parte si potrà allora pensare alla realizzazione delle fondamenta dove sorgerà l'edificio.

Non si sa bene quanto tempo occorrerà per la realizzazione di questa sezione, ma nel corso della conferenza stampa Lieber ha sottolineato il fatto che il grattacielo sarà pronto entro dicembre 2014, mentre l'apertura della Torre 4 è prevista per il 2013.

La Torre 3, vincolata a destra da Greenwich Street, ad est da Church Street, a nord da Dey Street e a sud da Cortlandt Street, sorgerà proprio al centro del complesso del World Trade Center. Avrà 54 piani di uffici in una superficie di quasi 800.000 metri quadrati. Tra il piano terra e il terzo piano saranno realizzati spazi commerciali. La torre è dotata inoltre di una particolare struttura rinforzata con colonne di cememto armato e travi d'acciaio.

Il valore del complesso una volta terminato si aggirerà intorno al miliardo di dollari.

L'ingresso si troverà al 175 di Greenwich Street, con vista sull'intero memoriale del World Trade Center.

In seguito all'annuncio dei tempi di realizzazione sono parecchi i commenti negativi che paragonano i lavori della Torre 3 a quelli dell'Empire State Building. "Quattro anni per costruire un grattacielo di 50 piani sono troppi", commenta Anthony, "l'Empire State Building, il doppio dei piani, è stato realizzato in poco più di un anno ed erano gli anni '30". "Bisogna però considerare che adesso si stanno rispettando degli standard che nel 1930 non vennero neanche presi in considerazione", ribadisce Simon, "durante la costruzione dell'Empire State Building non c'erano sindacati, standard di sicurezza e non dimentichiamoci della morte di alcuni operai.

Commenti a parte, la cosa importante è comunque il progredire dei lavori che, magari anche se lentamente, stanno riportando alla vita Lower Manhattan.

Fonte: nyc-site.com; Autore: Giampietro Dedola

 

E' atterrato ieri per la prima volta in Italia, alle 17.15 all'aeroporto di Milano Malpensa, l'A380, il più grande aereo passeggeri del mondo: il velivolo di Lufthansa proveniente da Francoforte ha toccato terra ripreso e fotografato come una star. La compagnia tedesca ha deciso di fare una tappa del tour di prova del suo primo A380 a Malpensa, perché nello scalo lombardo dalla primavera 2009 ha la sua base italiana. Non è comunque ancora previsto che l'A380 operi voli da Malpensa: "Lufthansa crede nelle potenzialità di questo aeroporto, che è in una posizione ideale - ha sostenuto Heike Birlenbach, presidente di Lufthansa Italia - attualmente non stiamo però pianificando attività di lungo raggio da Malpensa, in quanto non abbiamo ancora capacità adeguata". Per Giuseppe Bonomi, presidente dei Sea Aeroporti di Milano, la cerimonia "dimostra che Malpensa dispone di tutte le infrastrutture necessarie ad accogliere tutti gli aeromobili di nuova generazione e di grandi dimensioni". Bonomi ha quindi snocciolato un po' di dati sullo scalo: "in Europa nei primi cinque mesi di quest' anno l'aumento del traffico aereo è stato dell'1,5%, tenuto conto anche degli effetti della nube vulcanica, mentre a Malpensa l'aumento è stato di oltre l'8%". Per di più nelle ultime tre settimane "la crescita dei passeggeri è stata dell'11% e il load factor medio del 2010 - ha concluso Bonomi - è stato del 70,3%".


La destagionalizzazione è un obiettivo per ciascun governo che intende puntare sul turismo dodici mesi l'anno. E la Spagna, con il programma pilota Europa Turismo Senior, è riuscita a raggiungere questo risultato (vedi news "Spagna conquista il turismo senior, soprattutto italiano" del 9 luglio). Ecco perché Daniel John Winteler, presidente di Federturismo, sollecita il governo italiano a prendere esempio dalla Spagna. "I positivi risultati delle politiche di destagionalizzazione adottate in Spagna - dice Winteler - si riflettono in modo considerevole sui flussi turistici dall'Italia. Il 12,3% del totale dei turisti che hanno aderito al programma pilota Europa Turismo Senior da ottobre 2009 a maggio 2010 era infatti di nazionalità italiana. Ci ritroviamo in una situazione paradossale dove altri paesi destagionalizzano il nostro turismo. Mentre la politica litiga e le uniche iniziative in materia di  turismo si risolvono in tasse di soggiorno, attività di comunicazione e spot pubblicitari, altri paesi ci mostrano cosa vuol dire fare vere politiche industriali per le imprese turistiche. Come Federturismo Confindustria - aggiunge - abbiamo più volte proposto piani operativi e testimonianze dirette per la destagionalizzazione, prendendo spunto anche dai tanti successi europei, in particolare quello della Spagna, che, anche con il programma Imserso, ottiene un saldo positivo netto per l'erario di 200 milioni di euro l'anno. Ci auguriamo che - conclude Winteler - davanti all'ennesimo buon esempio di un paese concorrente, anche il nostro Governo si impegni ad ascoltare la voce degli imprenditori del settore e a fornire strumenti concreti a sostegno dello sviluppo del turismo".
 


Adesso anche San Marino avrà la sua Notte Bianca. Dopo la partecipazione alla ‘Notte Rosa' della Riviera, la città-stato raddoppia e dà il via all'edizione 2010 di ‘Alba sul Monte', il 17 luglio, con una serie di eventi che si protrarranno per tutta la notte, fino all'alba. "Oltre 50 spettacoli, tutti realizzati da sammarinesi che potranno testimoniare la vivacità dell'arte e della cultura del nostro Paese e che avranno come cornice i suggestivi luoghi dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità", ha spiegato Romeo Morri, spiega il segretario di Stato alla Cultura. Oltre 500 gli artisti sammarinesi che prenderanno parte alla manifestazioni. Sarà un susseguirsi di spettacoli, animazioni, concerti, teatro, balli, mostre, esposizioni, sapori e tradizioni dell'antica terra. Fabio Berardi, segretario al Turismo ha ricordato le altre manifestazioni di luglio, dalle giornate del Jazz il 18-20 luglio, alle Giornate Medioevali, e si è detto certo che la programmazione sammarinese porterà in Repubblica un alto numero di visitatori.


Lo spot che esalta l'Italia quale meta turistica, a cui ha prestato la voce il premier Silvio Berlusconi, lascia fuori la montagna italiana. La denuncia arriva dall'assessore al turismo della Valle d'Aosta, Aurelio Marguerettaz, che in una lettera inviata al presidente del consiglio e al ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, esprime "rammarico e stupore in quanto nello spot si declamano cielo, sole, mare, storia, cultura, arte, omettendo qualsiasi riferimento alla montagna italiana". Per Marguerettaz non vi è "alcun accenno o richiamo alla grande capacità del turismo italiano di essere competitivo attraverso le destinazioni in quota, meta annuale sia in estate sia in inverno di milioni di turisti". L'assessore sottolinea ancora: "In Italia abbiamo le montagne più alte e più belle d'Europa e rischiamo di abdicare al nostro ruolo di leader lasciando il Monte Bianco ai francesi o il Cervino agli svizzeri".

Fonte: travelnostop.com

 
Sulle intercettazioni: “”La gente non vuole essere ascoltata questo è sicuro e noi abbiamo sempre marciato con la gente”"

 

Umberto Bossi

Affermazione doppiamente falsa e ritorno su Veritometro con la lancetta puntata sul rosso per il leader della Lega Umberto Bossi (date un’occhiata ai precedenti su Italia-Slovacchia, i milioni pronti a battersi per la Padania, gli immigrati italiani all’estero e le minoranze cristiane in Egitto).

A dimostrare perchè sia falso sostenere che gli italiani sostengono la cosiddetta “legge Bavaglio” ho già dedicato un precedente Veritometro su Berlusconi, e non mi ripeterò qui. Interessante è invece constatare l’uso ricorrente che Bossi e la Lega fanno di questo genere di affermazioni.

Ogni presa di posizione del Carroccio viene giustificata come espressione diretta dellavolontà della “gente”, di cui i dirigenti padani - dall’alto del loro 11% - sembrano ritenersi gli unici interpreti autorizzati. Peccato che questo accada anche quando gli italiani sono su posizioni diametralmente opposte alle loro: come sul voto agli immigrati o la legge bavaglio.

Fonte: Polisblog.it


Boss(ol)i vuole bloccare le intercettazioni senza se e senza ma. Lo vogliono "la gente" e la 'ndrangheta.

"Interviene anche Umberto Bossi sul ddl intercettazioni, che dovrebbe essere discusso alla Camera il prossimo 29 luglio. Ed è una sferzata, quella del Senatur, appena uscito da un incontro col Ministro delle Finanze Giulio Tremonti: bisogna approvare subito il provvedimento altrimenti ogni giorno si inventano una P2 o una P6. Sono cose che fanno ridere, ma la gente non vuole essere ascoltata, questo è sicuro. E noi abbiamo sempre marciato con la gente".

Decisione che potrebbe essere vista come una semplice riaffermazione della fedeltà del Carroccio al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ma c'è una strana coincidenza: le dichiarazioni avvengono due giorni dopo la maxiretata fatta contro la 'ndrangheta, che ha visto colpire anche gli aderenti della Lombardia. E tra le prove accumulate dai magistrati pare ci siano anche telefonate compromettenti intercorsi tra esponenti della 'ndrangheta ed amministratori locali della Lega Nord.

Ora, è chiaro che neanche un partito che si proclama fortemente radicato sul territorio può controllare tutti i propri esponenti, ed una mela marcia ci può sempre essere.

Ma è solamente questo? O c'è altro, in qualche intercettazione che può fare paura alla Lega Nord?"

Autore: Mario L., bari - Fonte: BeppeGrillo.it

 
By Admin (from 15/07/2010 @ 09:17:00, in it - Osservatorio Globale, read 1326 times)

Oggi il senato argentino vota la proposta di legge per legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il dibattito, che ha fatto salire la tensione tra governo e chiesa cattolica, sarà all’ultimo voto.

“Qualunque sarà il risultato, la società argentina è di fronte a un voto storico”, scrive La Nación. Anche perché l’Argentina diventerebbe il primo paese dell’America Latina ad approvare il matrimonio omosessuale.

Il paese sembra diviso in due, ma, come sottolineano i commenti di Joaquín Morales Solá eLuis Majul, il problema è che il dibattito è stato inquinato da interessi politici e religiosi.

Ieri migliaia di persone provenienti da ogni angolo del paese sono arrivate a Buenos Aires chiedendo di bocciare la legge e difendere la famiglia e i bambini, che “devono avere una mamma e un papà”. “Il matrimonio gay è una mancanza di rispetto per i cattolici”, ha dichiarato Eliana, una liceale di quindici anni, “Se vogliono stare insieme nessun problema, ma che non si facciano vedere”.

Secondo il Clarín, che ha intervistato gli autisti che hanno trasportato i manifestanti, la maggior parte delle persone ha ricevuto dei soldi per partecipare: cinquecento dollari per gli abitanti dalla periferia e tremila per chi arrivava da più lontano.

Anche il governo cerca di sfruttare la polemica a suo vantaggio. La proposta di legge era partita da una deputata di un piccolo gruppo di sinistra, Nuevo encuentro, e la presidente Cristina Fernández de Kirchner avrebbe scelto di appoggiarla per compiacere l’opinione pubblica, per lo più favorevole ai matrimoni omosessuali.

Secondo il New York Times è anche il tentativo dell’ex presidente Néstor Kirchner di riconquistare consensi in vista delle presidenziali del 2011.

Fonte: Internazionale.it

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Hi, it's Nathan!Pretty much everyone is using voice search with their Siri/Google/Alexa to ask for services and products now, and next year, it'll be EVERYONE of your customers. Imagine what you are ...
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