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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 11/05/2011 @ 11:00:29, in it - Scienze e Societa, read 1337 times)

Č piccolo e gracile, ma vanta un apparato riproduttivo che farebbe schiattare di invidia qualunque altra specie vivente. Analizzando i suoi testicoli, i ricercatori hanno scoperto qualcosa che rivoluziona alcune precedenti teorie sull'accoppiamento. (Elisabetta Intini)

Chiamarlo "superdotato" è quasi riduttivo. Il grillastro affine (Platycleis affinis), un particolare tipo di grillo diffuso nella nostra penisola, è appena entrato nell'albo d'oro dei record animali per un primato molto particolare: i suoi testicoli raggiungono un peso pari al 14% della sua stazza totale (tanto per intendersi, sarebbe come se quelli di un uomo adulto pesassero 5 chili ciascuno). L'insetto si è quindi meritatamente conquistato il titolo di animale con le ghiandole genitali maschili più ingombranti - in relazione alle sue dimensioni - strappando la qualifica alla Drosophila bifurca, una mosca della frutta il cui rapporto testicoli-peso corporeo raggiunge "appena" il 10,6%.

Tanta scena, poca… "resa". Un'equipe di ricercatori dell'Università di Derby (Gran Bretagna) ha misurato le dimensioni dell'apparato riproduttivo di 21 specie di grilli, notando che la proporzione dei testicoli variava considerevolmente da specie a specie. Alle dimensioni record del Platycleis affinis tuttavia non corrisponde, come ci si potrebbe aspettare, una sovrapproduzione di liquido seminale. Gli esemplari con i testicoli più grossi infatti, producono una minore quantità di sperma, il che, hanno spiegato gli scienziati alla Bbc, lascia propendere per l'ipotesi che la grandezza dei testicoli «sia dovuta all'alto numero di partner diverse da fertilizzare, piuttosto che al tentativo di avere maggiore successo riproduttivo con una partner sola».

Regole sovvertite. La ricerca, quindi, sembrerebbe dimostrare che le dimensioni dei testicoli sono direttamente proporzionali alla promiscuità sessuale del loro "proprietario": maggiori sono gli attributi, più alto il numero di compagne con il quale potrà accoppiarsi (e più alta, pertanto, anche la possibilità di garantirsi una discendenza). Almeno per i grilli, tuttavia, non sembra valere la regola che testicoli più grandi producono anche una maggiore quantità di sperma, suffragata in precedenza da molti esperimenti sui vertebrati (tra questi, anche varie specie di primati). «Un'importante lezione da trarre è che non dobbiamo aspettarci che le stesse regole valgano allo stesso modo per tutte le specie animali, ma ci può essere un'alternativa», ha detto Karim Vahed, a capo dello studio.

Fonte: Focus.it

 

Una ricercatrice americana ha scoperto che i pipistrelli sono in grado di selezionare gli stimoli sonori in base alla loro importanza per la sopravvivenza e ipotizza che anche gli uomini utilizzano un meccanismo simile per orientarci nel complesso ambiente sensoriale che ci circonda. (Silvia Artana)

Come facciamo a sentire la sirena di un’ambulanza in mezzo alla confusione del traffico dell’ora di punta, tra i clacson che suonano e la radio accesa? Ce lo spiegano i pipistrelli. La statunitense Bridget Queenan, del Georgetown University Medical Center, ha scoperto che nel cervello dei chirotteri esistono neuroni che “zittiscono” gli altri quando rilevano suoni importanti e neuroni che “gridano più forte” per trasmettere questi suoni al di sopra del rumore di fondo. Un meccanismo che - secondo la ricercatrice - potrebbe essere presente anche negli uomini.

Suoni per orientarsi

La funzione uditiva del cervello dei pipistrelli è da sempre oggetto di studio per la capacità che hanno questi mammiferi di utilizzare i suoni in modo complesso. Infatti, oltre a emettere un’ampia gamma di segnali sonori per comunicare con i propri simili, essi utilizzano i suoni per orientarsi nello spazio e cacciare. Grazie alla ecolocalizzazione, una specie di sonar biologico, i pipistrelli lanciano segnali sonori a frequenze specifiche e ascoltano gli echi che questi producono rimbalzando sulle superfici circostanti per individuare gli oggetti e le prede.
   
E NEGLI UOMINI?

Un meccanismo simile a quello dei neuroni dei pipistrelli sarebbe attivo anche nel cervello degli uomini e spiegherebbe per esempio come fa una madre a sentire la voce di suo figlio in un parco giochi affollato di altri bambini.
Una teoria che, se dimostrata, potrebbe aiutarci a capire come riusciamo a individuare le informazioni che ci servono per vivere e relazionarci con i nostri simili tra tutti gli stimoli sensoriali che ci bombardano quotidianamente. 

Che rumore!

Ma immaginate una colonia di centinaia di pipistrelli che emettono segnali per "vedere" e nel frattempo cercano di comunicare? Come a ecolocalizzare e a sentire contemporaneamente i messaggi sociali nella confusione sonora? La ricercatrice statunitense ha sottoposto alcuni pipistrelli con i baffi (Pteronotus Parnellii) in stato di veglia a differenti combinazioni di segnali di ecolocalizzazione e di comunicazione e ha monitorato l’attività di un’area del loro cervello dove è massima l’acutezza del sistema uditivo.

Neuroni silenziatori

Le rilevazioni hanno evidenziato la presenza di neuroni che “silenziano” letteralmente l’attività di altre cellule neurali quando identificano suoni importanti e di neuroni che amplificano la percezione dei segnali sociali in presenza di rumore di fondo, interagendo in un network che permette ai pipistrelli di sentire le comunicazioni necessarie alla propria sopravvivenza in mezzo all’inquinamento acustico della colonia.

Fonte: Focus.it

 
By Admin (from 05/05/2011 @ 14:00:32, in it - Scienze e Societa, read 1329 times)

Secondo una ricerca condotta a Oxford, giocare a Tetris subito dopo un evento traumatico ridurrebbe brutti ricordi, flashback e sintomi da stress. Ma Pong, Pacman e tutti gli altri? Funzionano lo stesso?

L’immagine della vostra ex che se ne va con le valigie o un altro ricordo traumatico vi perseguitano e non riuscite a liberarvene? Provate a giocare a Tetris. Il suggerimento viene da un gruppo di ricercatori di Oxford secondo i quali cimentarsi con i tetramini (le figure del Tetris) dopo una brutta esperienza aiuterebbe a ridurre i flashback e i sintomi da disturbo post traumatico.
La notizia in realtà non è del tutto nuova: ciò che si è scoperto recentemente è che le proprietà "curative" sono proprie del Tetris, mentre altri videogiochi hanno l’effetto esattamente opposto.

(Video) giochi pericolosi

Gli scienziati hanno mostrato immagini traumatiche e violente a tre gruppi di volontari. Hanno poi invitato il primo gruppo a giocare a Tetris per 20 minuti, mentre il secondo si è cimentato con un quiz. Il terzo gruppo, utilizzato come gruppo di controllo, non ha fatto nulla. I risultati sono stati eclatanti: mentre i giocatori di Tetris hanno avuto molti meno flashback rispetto al gruppo di controllo, coloro che hanno giocato con il videoquiz ne hanno avuti molti di più. E l’effetto positivo del Tetris era ancora misurabile a ore di distanza dalla visione delle immagini. <> spiega Emily Holmes del dipartimento di Psichiatria dell’ Università di Oxford e responsabile dello studio. Ma come può un videogame avere effetti  paragonabili a quelli di uno piscofarmaco?

Le dimesioni contano

La mente umana ha due diverse dimensioni: una sensoriale, che raccoglie gli impulsi di vista, udito, tatto e gusto, l’altra concettuale, deputata a elaborare queste informazioni. Solitamente queste aree sono in equilibrio tra loro e lavorano insieme: per esempio quando ascoltiamo qualcuno che parla e comprendiamo ciò che dice.
Ma un trauma può sbilanciare questo meccanismo amplificando a dismisura percezioni e  sensazioni: allora l'incidente d’auto che abbiamo vissuto non ci appare più come una storia coerente, ma come un insieme di immagini sconnesse di lamiere contorte, airbag che esplodono e gomme che stridono. E queste scene possono tornarci ossessivamente davanti agli occhi anche per anni.

Neuroni occupati

Nelle sei ore immediatamente successive al trauma è però possibile intervenire sulla mente della vittima e interferire con la formazioni di questi ricordi .
Riconoscere le figure del Tetris e spostarle sulla griglia occupa il canale sensoriale del cervello: in questo modo le immagini e i suoni del gioco si sovrappongono a quelli dell'incdente e indeboliscono la formazione dei flashback. Ma secondo i ricercatori non basta distrarsi con un qualunque videogame: gli esperimenti hanno dimostrato che alcuni giochi possono avere effetto opposto anche se non è ancora chiaro come.
Ma quindi il Tetris farà parte della dotazione standard di ambulanze e squadre di soccorso? No, almeno non per adesso, visto che prima di una vera e propria sperimentazione clinica ci vorranno ancora diversi anni.

Fonte: Focus.it

 
By Admin (from 03/05/2011 @ 11:00:29, in it - Scienze e Societa, read 1698 times)

Avete mai prestato attenzione al modo in cui i gatti bevono il latte? Uno scienziato ci ha fatto caso e ne è rimasto tanto incuriosito da studiarlo scientificamente. Scoprendo che per bere i gatti sfruttano i principi di equilibrio della fisica. (Silvia Artana)

Che i gatti siano degli acrobati lo sanno tutti. Ma che il loro innato senso dell’equilibrio non li abbandona neanche quando “lappano” il latte è una novità. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori di MIT, Virginia Tech e Princeton University, tre delle principali e prestigiose università statunitensi che hanno unito i loro sforzi per scoprire che… gatti domestici e grandi felini per bere sfruttano il perfetto equilibrio tra due forze fisiche, l'inerzia e la gravità, che essi stessi creano nel liquido.

Lingua "a mestolo"

L’idea di studiare la meccanica della lappata è venuta a Roman Stocker, esperto di fluidodinamica, un giorno in cui stava osservando il suo gatto Cutta Cutta leccare il latte da una ciotola. Grazie a un filmato girato nel lontano 1940, Stocker già sapeva che per bere i gatti protendono verso il basso la lingua con la punta ripiegata all’indietro come una “J” maiuscola per formare una specie di mestolo. Il filmato mostrava che la punta era la prima parte della lingua a sfiorare il latte, ma non spiegava come il gatto facesse a ingerire il liquido.

Una cannuccia virtuale

Grazie a filmati ad alta velocità i ricercatori hanno scoperto che i gatti sfiorano la superficie del latte con la punta della lingua e poi la ritraggono velocemente, creando una colonna di liquido tra la superficie e la lingua in movimento. A quel punto “bevono” l’estremità superiore della colonna, che è il risultato di un perfetto equilibrio tra la gravità che spinge il liquido verso il basso e l’inerzia che tende a mantenerne invariato lo stato.

I gatti, e più in generale tutti i felini, sanno istintivamente la velocità con cui muovere la lingua per ottenere questo bilanciamento di forze, così come conoscono il momento giusto per inghiottire il liquido. Se sbagliassero anche solo di una frazione di secondo, la gravità supererebbe l’inerzia e la colonna si romperebbe, ricadendo nella ciotola e lasciandoli letteralmente a bocca asciutta.

I gatti masticano matematica quando bevono

Il perfetto equilibrio tra inerzia e gravità che genera la colonna di liquido è stato descritto scientificamente da Stocker sviluppando un modello matematico che utilizza il numero di Froude, un numero adimensionale che esprime il rapporto tra la forza di inerzia, uguale al prodotto della massa di un corpo per la sua accelerazione, e la forza di gravità, pari al prodotto della massa di un corpo per la gravità che su di esso agisce. Utilizzando i dati empirici relativi alla velocità di movimento e al peso della lingua, i ricercatori hanno scoperto che per tutti i felini, di qualsiasi dimensione, il numero di Froude è sempre quasi esattamente uguale a 1, a conferma di un equilibrio perfetto.

Fonte: Focus.it

 
By Admin (from 01/05/2011 @ 11:00:18, in it - Scienze e Societa, read 1317 times)

Vi avvisiamo: non provateci. O, se proprio volte farlo, affidatevi a un esperto. Di cosa stiamo parlando? Di far passare corrente elettrica nel cervello: un buon modo per diventare più bravi in matematica. Parola di ricercatore di Oxford.

Bastano 15 minuti di una leggera stimolazione elettrica del cervello per migliorare le proprie capacità matematiche per almeno 6 mesi: è la singolare conclusione di uno studio recentemente condotto  nei laboratori di Oxford su alcuni volontari.

Utilizzando un metodo non invasivo noto come stimolazione elettrica transcranica diretta gli scienziati britannici hanno fatto passare una leggera corrente nel cranio di alcuni volontari, stimolando in questo modo il lobo parietale, sede dell’elaborazione numerica.

La matematica? Elettrizzante...

Ai pazienti è stato chiesto di imparare dei nuovi simboli da sostituire ai comuni numeri, poi, durante la stimolazione elettrica, è stato chiesto loro di compiere delle operazioni con le nuove cifre. Le loro performance sono state nettamente migliori di quelle fatte registrare prima della elettrizzante esperienza. Non solo: il test è stato ripetuto dopo 6 mesi e le alte performance si sono mantenute. Secondo i ricercatori la corrente aiuta le terminazioni nervose coinvolte nel ragionamento matematico ad accendersi in tempi più rapidi, rendendo più semplice la memorizzazione delle informazioni.
Il prossimo passo dello studio coinvolgerà persone con capacità matematiche più basse della media. Gli scienziati di Oxford sperano di riuscire a mettere a punto un dispositivo che consenta una pratica somministrazione della stimolazione elettrica transcranica per aiutare quel 20% della popolazione che ha difficoltà più o meno gravi nel maneggiare i numeri. Ma prima di poter parlare di una terapia passeranno ancora diversi anni.

Fonte: Focus.it

 
By Admin (from 30/04/2011 @ 08:00:15, in it - Scienze e Societa, read 2235 times)

Baveno si trova ad un’altitudine di mt. 205 s.l.m. e conta poco meno di 5.000 abitanti. È una cittadina posta sulla sponda occidentale  del Lago Maggiore, di fronte al golfo Borromeo, in un territorio insieme rivierasco e montuoso. In agevole comunicazione con i maggiori centri del nord Italia e con la Svizzera, grazie all’importante linea ferroviaria internazionale del Sempione ed all’autostrada A26 Voltri-Gravellona Toce.

Rinomata stazione di villeggiatura già dal secolo scorso, come testimoniano le sontuose ville sparse sul suo territorio, tra cui: Villa Henfrey (oggi nota come Villa Branca) dove sono stati ospiti la Regina Vittoria d`Inghilterra e lord Byron e Villa Fedora , appartenuta al noto compositore Umberto Giordano, in cui onore ogni estate si tiene un festival di musica lirica e classica. Nel centro storico del paese interessante è la visita della parrocchiale dei SS. Gervaso e Protaso, risalente ai secc. X-XI, con attiguo Battistero ottagonale e campanile romanico. Particolarmente apprezzata dai turisti è la piccola frazione di Feriolo, antica stazione di transito delle truppe romane dirette ai valichi alpini, che mantiene ancora oggi il suo caratteristico aspetto di villaggio di pescatori e scalpellini.

L’economia di Baveno è di tipo turistico-industriale,  oltre alla buona struttura ricettiva degli alberghi e dei campeggi, vi sono piccole e medie industrie, è sviluppato l’artigianato e l’estrazione del famoso granito rosa, con il quale sono state realizzate la Galleria Vittorio Emanuele a Milano ed il celebre colonnato della Basilica di San Paolo a Roma.
 
Baveno è ricca di angoli suggestivi, di spiaggette, tra le quali quella di Villa Fedora e di giardini lussureggianti, impreziosita dal grazioso centro storico e dalla Chiesa Parrocchiale, un complesso monumentale che risale all’anno Mille, comprendente anche il Battistero con origini paleocristiane, il campanile, il sagrato e la Via Crucis. Esistono in Baveno centro, due nuclei abitati che hanno almeno in parte conservato le caratteristiche del borgo antico. Questi agglomerati sembrano riproporre un modo di abitare molto diverso dall’attuale. I due nuclei si chiamano “Domo” e “Baitone”. Il nucleo di “Baitone” a nord della chiesa, si articola in una serie di viuzze che scendono verso la strada del Sempione, dove vi è un edificio (ora restaurato) che fu nell’ottocento il più antico albergo del lago: “l’Albergo della Posta”, con la sosta dei cavalli. Qui soggiornavano quanti scendevano verso l’Italia dal Valico del Sempione. Si ricordano anche alcuni nomi celebri come Napoleone I, Schubert e Dumas, Churchill. Dal Sagrato della Chiesa (XII sec.), dedicata ai SS. Gervasio e Protasio, ci si addentra nel quartiere “Domo”, un agglomerato di case addossate l’una all’altra. I cortili interni, i piccoli portici, i lunghi ballatoi di legno, i vicoli stretti e tortuosi, le ripide scale, le piazzette, le cappelle e i dipinti votivi, sono tutte parti integranti dell’alloggio, non inteso come uno spazio chiuso al mondo esterno. Qui può essere più facile incontrarsi, partecipare ad una vita di comunità. Oltre il torrente Selvaspessa si trova la frazione di Oltrefiume; il borgo deve la sua origine agli insediamenti dei cavapietre e degli scalpellini addetti all’estrazione ed alla lavorazione del granito rosa. Nel nucleo più antico, recentemente restaurato,  restano a testimoniare questo passato operoso, molti manufatti in granito inseriti come elementi architettonici delle case.  Da non perdere, infine, la frazione di Feriolo che, pur mantendo ancora oggi il suo caratteristico aspetto di villaggio di pescatori e scalpellini, è divenuto uno dei poli del turismo all’aria aperta.

Fonte: Sito del Comune di Baveno

 
By Admin (from 29/04/2011 @ 08:00:24, in it - Scienze e Societa, read 1669 times)

Il lago di montagna Afritzer See si trova nel distretto di Villach, nella valle Gegendtal della catena montuosa di Nockberge. Come tanti laghi, anch'esso ha un'acqua potabile ed in estate le temparature salgono fino a raggiungere i 26°C.

I giri intorno al lago sono splendidi per il loro panorama che essi Vi offrono, essendo appunto in mezzo alle montagne. La pesca è un divertimento unico per professionisti e principianti, con le diverse specie di pesci ed una vista lunghissima nell'acqua chiara e limpida del lago. Il surf sul lago ed il tennis divertono tantissimo i turisti sportivi.

 
La pista da slittino estiva vicino al lago, così come un tracciato per go-cart offrono avventura e spasso per bambini ed anche per adulti. Un parco di animali nelle Alpi (quasi uno Zoo) ed il museo delle bambole sarà quello che ci vuole per coloro che preferiscono una gita rilassante ad un'avventura. Oltre agli hotel e agli alberghi troverete un campeggio vicino il lago. In inverno, il surfing sul giaccio sul Afritzersee, uno sport che di anno in anno è sempre più richiesto, affascina tantissimi turisti.

Fonte: austriavicina.it

 
By Admin (from 28/04/2011 @ 08:00:10, in it - Scienze e Societa, read 1775 times)

Nella punta nord-ovest della Baviera e a circa 80 km da Würzburg, si trova la deliziosa città di Aschaffenburg (68.000 abitanti), soprannominata da re Ludwig I di Baviera la "Nizza bavarese" per il suo clima mite e per una particolare atmosfera che gli ricordava la rinomata città della Costa Azzurra dove morì nel 1868.

Una delle testimonianze della millenaria storia della città è la Stiftskirche, costruita a partire dal 974 ed in seguito diventata chiesa ufficiale del principe-vescovo di Magonza, che stabilì la sua seconda residenza ad Aschaffenburg, donandole il castello Johannisburg, ancora oggi il monumento più importante e maestoso della città bavarese.
 
Realizzato tra il 1605 e il 1619 su commissione del principe-vescovo Johann Schweikard von Kronberg, questo gioiello del Rinascimento si affaccia sul Meno ed ospita nelle sale interne una pregevole serie di opere di Lucas Cranach ed una collezione di modellini dei monumenti dell'antica Roma. Tra gli ospiti illustri che hanno soggiornato nel castello si segnalano l'imperatrice Maria Teresa d'Austria e Napoleone Bonaparte.


 
Re Ludwig I di Baviera (1786-1868), innamorato di Aschaffenburg, fece costruire una residenza che si ispirava alla casa di Castore e Polluce di Pompei ed affidò il progetto all'architetto Friedrich von Gärtner. Nacque così l'elegante Pompejanum, concepito non come residenza privata del sovrano ma come luogo d'arte e di cultura, un cenacolo dove discutere, studiare ed approfondire quel mondo classico che ammaliava il re fin dalla giovinezza. Nel parco che circonda la villa si trovano i vigneti che ogni anno producono il prelibato vino bianco "Aschaffenburger Pompejaner".
 
A sud-ovest della città si trova il castello Schönbusch, realizzato nella seconda metà del Settecento come residenza estiva del principe-vescovo e circondato da un ampio parco all'inglese (200 ettari), uno dei primi realizzati in Germania e ancora oggi tra i più interessanti nel suo genere.

Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 27/04/2011 @ 14:00:18, in it - Scienze e Societa, read 2335 times)

L'Abbazia benedettina di Ettal, a pochi km dal castello di Linderhof, è stata fondata nel 1330 dall'imperatore Ludwig IV il Bavaro ma solo a partire dal 1700 visse una vera e propria fioritura, che procedette di pari passo con lo sviluppo del barocco in Baviera e in tutta la Germania meridionale.

Oltre ad una forte ripresa della vita religiosa, venne istituita una scuola, la cosiddetta “Ritterakademie” (accademia di cavalieri), che rappresentò una via di mezzo fra il liceo e l’università e formò una serie di importanti figure della politica bavarese e austriaca. La scuola oggi è un prestigioso liceo, sempre diretto dai Benedettini, che accoglie circa 450 alunni.
 
Il grande complesso venne ampliato e ristrutturato in forme barocche sotto la guida di Enrico Zuccalli, già attivo alla corte di Monaco nella realizzazione della Theatinerkirche e del castello di Nymphenburg, e in seguito di Joseph Schmutzer, in particolare su impulso dell'abate Placidus II, che resse il monastero dal 1709 al 1736. Nel 1803 Ettal viene secolarizzata, parte dell'edificio monastico demolito, molti arredi confiscati e l'abbazia trasformata in parrocchia. Solo un secolo dopo, il 6 agosto 1900, i Benedettini fanno ritorno ad Ettal.

 
La chiesa, a pianta centrale, è costituita da un edificio dodecagonale originariamente coperto da un alto tetto a spioventi e rappresenta una delle testimonianze più notevoli del barocco bavarese. Appena entrato, il visitatore rimane quasi abbagliato dalla grande ricchezza: stucchi dorati, statue di santi e putti, i dipinti degli altari e la straordinaria cupola affrescata dalla quale pende un lampadario di cristallo.
 
Nel negozio annesso al complesso abbaziale si possono acquistare la birra bionda e il liquore, entrambi prodotti con l'originale ricetta dei monaci.

Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 26/04/2011 @ 14:00:10, in it - Scienze e Societa, read 1594 times)

Il Chiemsee, il maggiore bacino lacustre della Baviera, ospita diverse isole ma le maggiori sono due: la Fraueninsel, l'Isola delle donne, un ambiente particolarmente suggestivo e romantico dove ha sede un antico monastero di Benedettine, noto perché custodisce le venerate spoglie della Beata Irmengarda, e la Herreninsel, l'Isola degli uomini.
 
In quest'ultima si trovano il celebre castello di Herrenchiemsee, costruito da Re Ludwig II come copia della reggia di Versailles, e l'ex convento dei Canonici Agostiniani, oggi trasformato in museo. Al suo interno è possibile vedere il piccolo appartamento dove risiedeva Ludwig durante la costruzione del nuovo castello, la sala dove si riunì nel 1948 la commissione incaricata della stesura della Costituzione della Repubblica Federale Tedesca e una pinacoteca che custodisce le opere dei cosiddetti "pittori del Chiemsee".

Entrambe sono raggiungibili dalla costa con un traghetto che parte da Prien (10.000 ab.), il caratteristico paese che si affaccia sul lago.
 
Il lago, 90 km a sud-est di Monaco, si raggiunge con l'autostrada A8 München-Salzburg (uscita Bernau) oppure in treno (scendere a Prien).
 
La stagione estiva è accompagnata al Chiemsee da un vivace programma culturale con rappresentazioni che vanno dalla musica classica, al pop, al reggae, alla musica tradizionale bavarese.
 
Spettacoli, concerti e musical si svolgono in luoghi di rara suggestione: in castelli, come a Herrenchiemsee e ad Aschau, oppure anche nel teatro all’aperto “Seebühne” in riva al lago o in aree appositamente attrezzate.

 
Inoltre è proprio il contatto diretto con una natura incontaminata che contribuisce a rendere indimenticabile ogni soggiorno in questa regione: escursioni, passeggiate intorno al lago, mountain-bike e ciclismo, bird-watching nella riserva naturale, vela, windsurf e trattamenti termali. Da non dimenticare, inoltre, il moderno centro acquatico “Prienavera” allestito in riva al lago.
 
Nel periodo dell'Avvento viene allestito un mercatino natalizio nella Fraueninsel che viene considerato uno dei più belli dell'Alta Baviera.

Fonte: tuttobaviera.it

 
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