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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 05/11/2010 @ 09:21:52, in it - Scienze e Societa, read 2409 times)

Vi siete mai chiesto qual’è il modo migliore per cancellare le carte di credito, al fine di non essere penalizzati sul vostro credit Score? Ho trovato alcune risorse su un certo numero di siti e qui ho riassunto come farlo passo-passo.

Un credit score(punteggio di una carta di credito) è un’espressione numerica che rappresenta il credito di una determinata persona. Per esempio quando si chiede un prestito per affittare un appartamento, acquistare una casa, un auto, pagare le bollette, etc, le banche o le società di carte di credito verificano la vostra carta di credito, al fine di valutare il potenziale rischio di perdite a causa dell’impossibilità di pagare da parte del cliente.

Image credit: Chelsea Dagger

Per esempio, se il vostro limite di credito è di 10.000$, e il vostro debito di 10.000$, può essere un problema per il vostro credit Score. Il modello FICO, puo’ dirvi come gestire il credito, se volete ulteriori informazioni sui componenti del vostro credit Score, verificate il sito myfico.com.

Una cosa che si potrebbe fare, è quella di distribuire i soldi su più carte di credito. Per esempio, se avete due carte con un limite di 10000$, con una piena, e l’altra vuota, andrebbe a vostro favore trasferire una parte del vostro saldo nella carta vuota in modo da non penalizzare il vostro credit score su una delle due carte di credito.

Perchè Chiudere Una carta Di credito?

La storia o vita di una carta di credito, stabilisce il peso della vostra carta di credito. Se avete più di una carta di credito, e si desidera chiuderne una, è meglio considerare quelle con una breve storia di credito.

Ci sono molti aspetti positivi nel chiudere una inutilizzata carta di credito:

  • Riduce il rischio di furto di identità.
  • Vi impedisce di abusare di entrambe(nel caso ne avete due e una la volete chiudere).
  • Vi permette un maggiore controllo delle vostre finanze.

Che Cosa E’ Necessario Controllare Prima Di Chiudere Una Carta Di Credito?

Se si decide di cancellare una carta di credito, è necessario prendere tempo e essere ben organizzati. Prima di iniziare la cancellazione di una carta, seguite questi semplici consigli:

  • Se avete aperto più di un conto, assicuratevi di chiuderli, una alla volta, e prima di tutto, annullate la carta che ha piu’ tasse da pagare.
  • Come ho detto prima, il cliente dipende dall’età del suo conto. Se si deve scegliere quale carta di credito annullare, annullate le nuove carte prima delle vecchie carte.
  • Tenete le carte di credito che offrono buone offerte.
  • Tenete aperto il conto fino a quando il saldo non è pari a zero.
  • Prima di cancellare un conto, pagate il vostro debito in pieno. Ho letto di creditori che hanno sollevato i tassi di interesse per questa dimenticanza.

Una volta verificati tutti questi semplici punti, si è pronti per iniziare.

Come Chiudere Una Carta Di credito, Passo Dopo Passo.

Per iniziare il processo di chiusura di un conto, è necessario:

1) contattare la vostra banca per annullare il conto. In questa fase è importante che confermiate che il saldo della vostra carta di credito è pari a zero.

2) Inviate una breve lettera di conferma per cancellare la vostra carta di credito alla banca. Essa dovrebbe includere il vostro nome, indirizzo, telefono, numero di carta di credito e numero di conto. Se si desidera un campione del modulo di cancellazione andate sul sito Dolans.com.

3) Siate pazienti. Dopo alcune settimane si dovrebbe ricevere la conferma che la carta è stata annullata.

Raccomandazione: Durante l’intero processo di cancellazione della vostra carta di credito, assicuratevi di mantenere alcune note, per esempio, cosa ha detto la banca e quando.

Per riassumere, credo che ci sia bisogno di cancellare la vostra carta di credito, solo nel caso in cui avete problemi nel pagare tasse eccessive. Mentre, se si pensa che sia importante per voi, allora mantenete aperto il vostro conto.

Fonte: the3dtechnologies.com

 
By Admin (from 04/11/2010 @ 11:00:24, in it - Scienze e Societa, read 4077 times)

Salendo verso nord, lungo lo stivale italiano, il clima e il paesaggio cambiano di continuo, ammaliando i visitatori con profumi e colori diversi. Quando si raggiunge l’ambiente alpino si riconoscono i tratti inconfondibili dell’atmosfera montanara: lo stesso accade entrando a Castelrotto, un comune di 6.430 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano, nel cuore del Trentino Alto Adige. Qui, benché il territorio sia ancora italiano, l’’80% della popolazione parla in tedesco, e lo scenario è degno di un villaggio di bambole, a metà strada la realtà e la fiaba.

Corredata di tre frazioni pittoresche, Bulla, Roncadizza e Oltretorrente, Castelrotto è collocata sul versante sinistro della Val Gardena, ed è compresa in parte nel Parco Naturale dello Sciliar. Ad abbracciarla ci sono prati fragranti, boschi profumati di resina, cime maestose e valli ampie, intrise di aria purissima. Benché le case dell’abitato e gli abitanti non siano numerosissimi, l’ampiezza del territorio comunale è sorprendente: si passa da un’altitudine di 499 metri ai 2958 metri del punto più elevato, per una superficie totale di 11.781 ettari, in gran parte occupati dalle splendide Alpi di Siusi.

Lo scorrere delle stagioni è un avvicendarsi incessante di sorprese: come una dama che cambi d’abito volentieri, questa splendida zona del Trentino Alto Adige mostra volti sempre nuovi, che vanno dai verdi lussureggianti della primavera al candore perfetto degli inverni. Proprio l’inverno è il momento preferito dagli sciatori, che possono godere delle numerose piste diCastelrotto e dintorni: i moderni impianti di risalita conducono gli sportivi sulle vette più belle, dinanzi a chilometri incontaminati di tracciati diversi. Si va dallo sci da discesa allo sci di fondo, sino alle attività più divertenti come il pattinaggio e lo slittino. Gli animi romantici apprezzeranno l’escursione sulla slitta trinata dai cavalli, da godere nell’abbraccio avvolgente di una coperta calda.

In estate le sorprese del paesaggio si moltiplicano: il ritiro delle nevi porta alla luce un reticolo infinito di sentieri appassionanti, dai più rilassanti a quelli adrenalinici, dove passeggiare e scattare fotografie spettacolari nei punti panoramici. Tra le gite più amate c’è l’escursione da Castelrotto alle Panche delle Streghe: attraverso prati e pascoli, affrontando un dislivello di circa 1100 metri, si va dal cuore del borgo alla località Bullaccia, dove si possono ammirare le cosiddette panche delle streghe, delle rocce dove le streghe della zona, si racconta, amavano sedere in contemplazione del paesaggio.

Se non vi accontentate di tante meraviglie naturali, e non potete rinunciare a un assaggio di arte e cultura, potete visitare alcuni gioielli disseminati per il centro di Castelrotto. Da vedere le cappelle del Monte Calvario e le rovine del castello Rovereto, oltre al bellissimo Castel Forte. Ma il simbolo indiscusso del borgo è il campanile della chiesa parrocchiale, una torre di ben 82 metri che occupa da tempo il primo posto nella classifica dei campanili più alti della zona. E non è tutto: si dice che le campane in esso contenute siano le più belle di tutta l’Alpe di Siusi. Per assaporare il connubio tra natura e tradizione vale la pena di visitare il maso “Pflegerhof”, dove si pratica l’agricoltura biologica e si coltivano circa 80 tipi diversi di erbe aromatiche e officinali, facilmente raggiungibile dalle rovine del castello Rovereto.

In tema di tradizione e vita contadina non si può dimenticare il tipico “matrimonio del contadino”, un evento storico che si ripete aCastelrotto ogni anno, verso la metà di gennaio. La festa rievoca fedelmente l’antico uso invernale del corteo nuziale, che sfilava sulla neve mediante le slitte trainate dai cavalli: oggi gli sposi, abbigliati con i costumi della tradizione, invitano i partecipanti a un grande banchetto, dove si gustano le delizie gastronomiche locali, in particolare il dolce festivo chiamato “gugelhupf”. Un altro evento da non perdere è il mercatino natalizio, che si svolge per tutto il mese di dicembre nei fine settimana. Ad allietare i partecipanti ci pensano le contadine di Castelrotto, che preparano biscotti prelibati e panpepato, dolcetti natalizi, panforte e krapfen.

Ingrediente indispensabile perché l’atmosfera natalizia sia davvero magica è il clima, che aCastelrotto è caratterizzato da inverni rigidi e nevosi e estati fresche, perfette per le passeggiate lungo i sentieri di montagna. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -9°C a una massima di 0°C, mentre in luglio, il mese più caldo, si passa dai 9°C ai 21°C. Le precipitazioni si concentrano tra luglio e agosto, quando cadono in media 102-109 mm di pioggia.

Per raggiungere Castelrotto ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto e viene da nord deve prendere l’autostrada A22 Chiusa-Altipiano dello Sciliar/Alpe di Siusi, poi la SS12 fino a Ponte Gardena e proseguire in direzione Castelrotto per circa 17 km. Chi viene da sud deve prendere la A22 Bolzano nord-Altipiano dello Sciliar/Alpe di Siusi, quindi la SS12 fino a Prato Isarco e continuare in direzione Alpe di Siusi fino alla meta. Ricordate però che la strada per l’Alpe di Siusi, durante la stagione turistica, è chiusa al traffico privato dalle ore 9.00 alle 17.00. Se decidete di viaggiare in treno potete scendere a Bolzano o Bressanone, e proseguire con gli autobus di linea, mentre gli aeroporti più vicini sono quello di Innsbruck, in Austria, a 109 km, e quello di Verona a 180 km.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 03/11/2010 @ 13:00:51, in it - Scienze e Societa, read 3760 times)

Il comprensorio di Folgarida e Marilleva si è completato di un nuovo punto d'accesso ai campi da sci. Lungo la val di Sole, a circa metà strada tra Dimaro e Marilleva è ora possibile salire alle piste del comprensorio Skirama e da oggi anche grazie ad un comodo collegamento integrato alla tradizionale linea ferroviaria Trento - Malè che ora arriva fino a Marilleva. Il Dolimiti Express, così il fortunato soprannome della linea ferroviaria, mette la val di Sole all'avanguardia nel panorama europea per un turismo eco sostenibile, rispettoso dell'integrità dell'ambiante.

Daolasa è l'unica località italiana con interscambio diretto tra ferrovia e impianti di risalita. La nuova stazione di Daolasa consente infatti di arrivare comodamente con il treno (il Dolomiti Express) e da qui accedere direttamente all'impianto che conduce alle piste dalla Val Mastellina, che trovandosi a metà strada tra il Monte Vigo e il monte Spolverino è di fatto posizionato al centro del comprensorio sciistico di Folgarida e Marilleva. Posto ideale quindi per le famiglie che si recano in Val di Sole per una settimana bianca.

Per arrivare agli impianti di Daolasa si può scegliere tra automobile e treno.In automobile si deve percorrere la val di Sole da Cles in direzione di Dimaro per poi proseguire verso il Tonale per altr i pochi chilometri fino a Commezzadura e Daolasa.

 

L'idea di arrivare sulle piste utilizzando il trasporto ferroviario è però decisamente più interessante. Evitare le code estenuanti della domenica e stare comodamente seduti ad ammirare il paesaggio della val di Non e della Val di Sole è sicuramente un valore aggiunto per il comprensorio sciistico di Folgarida - Marilleva.
Per questo motivo la stazione di Daolasa si candida a diventare un modello di progresso ecosostenibile, con vantaggi per l'ambiente oltre che per gli appassionati dello sci alpino.

Cosa fare a Daolasa?
Sembra quasi incredibile, ma dall'uscita della stazione ferroviaria in soli 12 minuti di cabinovia vi troverete a 2043 m sul livello del mare pronti a scendere su delle piste perfettamente innevate.
La nuova cabinovia ad ammorsamento automatico “Daolasa-Bassetta del Vigo”, è composta da cabine ciascuna con 8 posti a sedere, suddivisa in due tronchi:
- I° tronco: che parte da quota 814m e arriva a quota 1376m;
- II° tronco: che parte da da quota 1376m e termina a quota 2043m.
La portata oraria dell'impianto è pari a 2400 sciatori/ora
Gli impianti prevedono poi:
- la pista da discesa chiamata “Mastellina” che si snoda tra quota 1850 metri e quota 1376 metri;
- una seggiovia biposto ed un camposcuola al Malghetto di Mastellina, compreso da quota 1376 m a quota 1314 m.

Questa nuova porta di ingresso al comprensorio sciistico Folgarida - Marilleva, consente di poter provare alcune tra le più spettacolari piste del Trentino, in un carosello di piste che grazie allo skipass Skirama consente di aggiungere le discese mozzafiato della celebre Madonna di Campiglio. Da Daolasa il primo tronco di impianti sale al malghetto Mastellina e da qui una seggiovia conduce al rifugio Solander in bella posizione tra i monti Spolverino e Vigo.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 02/11/2010 @ 13:00:32, in it - Scienze e Societa, read 2236 times)

Il Comune di Aldino (Aldein) è noto per formare un piccolo ma interessante comprensorio sciistico assieme alla frazione di Redagno da cui si arriva agli impianti ubicati sul vicino Passo Oclini, non distante dal San Lugano, a circa metà strada tra Ora e Cavalese. E' nota per la presenza di un grande spaccatura rocciosa, il canyon di Bletterbach, una delle gole più belle d'Europa.

Aldino è però anche una cittadina che possiede una lunga storia, dato che la sua chiesa vine menzionata nelle cronache a partire dal '300. Posto in una zona al confine tra Tentino e Alto Adige, la località ha subito i “traumi” della Grande Guerra tanto che nel 1928 era stata ribattezzata con il nome di Valdagno di Trento, ma poi il suo nome è ritornato al primitivoAldino, probabilmente legato al nome germanico di Aldius.

Uno dei vantaggi di una vacanza ad Aldino è sicuramente la facilità con cui si arriva ai 1.225 m di quota del villaggio: come direttrice si impiega l'Autostrada del Brennero A22, con uscita a Egna-Ora, la classica porta di accesso alle Dolomiti. Da qui si imbocca la Statale 48 in direzione del Passo San Lugano. Circa a metà salita si devia sulla sinistra sulla SP 72 (in corrispondenza di Eich) e proseguendo in pochi minuti si arriva ad Aldino in poco più di un quarto d'ora di tempo dal casello autostradale.

Da Aldino si può salire al Passo Oclini (quota 2.000 m) in tedesco Jochgrimm, che si trova poco distante dal Passo di Lavazè. La salita è resa più lunga dalla presenza del canyon del Bletterbach che costringe di recarsi a Redagno, e quindi scendendo un poco per poi risalire verso il passo. Qui vi aspettano due seggiovie, una che sale al Corno Bianco, ed un altra che serve le piste della Cima Rocca. Dal Corno bianco scendono due piste rosse, mentre sulla Cima Rocca si può scegliere tra un trittico di piste, una rossa e due blu, queste ultime servite anche da due skilift. Per i principianti si possono trovare piste facili anche a Monte S. Pietro e Nova Ponente, con due skilift complessivi. Per chi ama lo sci di fondo ci sono qui alcuni analli, mentre maggiori possibilità si trovano sempre al Passo Oclini con percorsi che si congiungono agli anelli del Passo Lavazè.

Il villaggio non è molto esteso, conta una popolazione di poco meno di 1700 abitanti. E' però un paesino ordinato, piacevole da camminare e reso ancora più suggestivo per la presenza del Corno Bianco e del Corno Nero con i loro inconfondibili profili sullo sfondo. Il monumento più interessante di Aldino è la chiesa di St. Jackobus. Da visitare troviamo il Museo rurale con arte villica e sacrale, un museo geologico in cui viene spiegata la geologia del rio Bletterbach. In direzione di Nova Ponente troviamo il celebre Santuario di Pietralba (Weissenstein), posto a 1520 m di quota in splendida posizione: da qui e specialmente salendo all'adiacento eremo di San Leonardo, si gode di un notevole panorama sulle dolomiti, ed in particolare delle montagne del Catinaccio, la Marmolada e il massiccio del Latemar. Nella zona di Aldino si trovano alcuni antichi mulini, restaurati.

Nei dintorni sicuramente merita un visita Redagno. Non c'è un accesso diretto tra le due località, seppur si vedano e distino solamente un paio di km: in mezzo scorre il fiume Bletterbach, dall'alveo piuttosto ripido e profondo, che più a monte si trasforma in un orrido, con rocce verticali a formare uno dei canyon più aspri e suggestivi delle Alpi. Redagno è un grazioso villaggio, ed è famoso per avere ospitato le villeggiature del grande Fisico tedesco Max Planck, il padre della teoria quantistica. Da segnalare la chiesa gotica di S. Wolfgang ed il museo geologico di Redagno che vi darà tutte le informazioni sulla formazione del paesaggio dolomitico. 

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 01/11/2010 @ 13:00:59, in it - Scienze e Societa, read 2708 times)

Chissà come si sente il Lago di Como, mentre riflette l’immagine incantevole di Cernobbio con alle spalle il Monte Bisbino: impossibile non rendersi conto di quanto questo panorama sia perfetto, quasi surreale, degno di una tela a olio o di una scenografia teatrale. Cernobbio, in dialetto comasco Cernobi, è un villaggio di circa 7 mila abitanti nella provincia di Como, in Lombardia, affacciato al corso argentino del Lario e distribuito su un territorio irregolare, increspato di rilievi e montagne dal fascino sublime.

Insignito del titolo di città soltanto nel 2005, il paese è da tempo una delle località più amate della zona, tra le perle più belle che agghindano il lago. Oltre all’arte della filatura della seta, infatti, la cittadina può contare su un turismo fiorente, incrementato non solo dalle meraviglie paesaggistiche, ma anche da alcune testimonianze storico-artistiche interessanti. Il borgo vanta infatti origini molto antiche, e una storia ricca che ha disseminato qua e là tracce e indizi appassionanti. Divenuto libero comune soltanto nel XIII secolo, Cernobbio riscosse molto successo nel XVI secolo tra i nobili signori lombardi, che lo scelsero come meta vacanziera e vi fecero costruire le loro ville lussuose, rigorosamente affacciate sulle acque del lago e circondate da giardini fiabeschi.

Tra queste si distingue la Villa d’Este, attualmente utilizzata come hotel di grande prestigio. Realizzata nel XVI secolo da Pellegrino Tibaldi, la nobile dimora conserva un’eleganza impeccabile e un valore artistico notevole, nonostante l’uso turistico. Il fiore all’occhiello è il bellissimo giardino vicino all’acqua, dominato da una quercia anziana di oltre 500 anni, ma anche l’interno non delude le aspettative: una nutrita rassegna di opere d’arte fa bella mostra di sé nelle ampie sale, affrescate dalla mano fine di Andrea Appiani, pittore ufficiale al servizio di Napoleone in Italia. Subito dopo, in ordine di splendore, viene Villa Erba: l’edificio nacque nel XVI secolo come monastero femminile, ma nel corso dell’Ottocento raffinate opere di restauro lo modificarono secondo il gusto dell’epoca. Oggi è un importante centro congressi, dall’aria seria e raffinata, abbracciata dal parco lambito dal lago. Infine, merita una visita la bella Villa Bernasconi: utilizzata come centro espositivo e galleria, la villa è un grazioso esempio di architettura e decorazioni liberty.

Ma la ricchezza di Cernobbio non si conclude con le dimore eleganti dei signori lombardi: degna di nota è anche la Chiesa di San Vincenzo, realizzata nel XVIII secolo e modificata verso la fine dell’Ottocento, custode di un prezioso altare barocco. Per chi non vuole rinunciare a qualche escursione naturalistica, infine, vale la pena di avventurarsi lungo la strada panoramica che conduce alla vetta del Monte Bissino: l’esperienza è davvero spettacolare, e offre una veduta unica sul Lago di Como. Il percorso è di circa 17 km, e lungo la strada si incontrano il Buco della Volpe, grande grotta con laghetti e corsi d’acqua sotterranei, e la Zocca d’Ass sotto l’Alpe di Garzegallo. Conquistata la cima, poi, si viene accolti dalla grazia solenne del Santuario della Beata Vergine.

In un piccolo paradiso come Cernobbio, dove la natura ha dato il meglio di sé e la cultura e l’arte convivono a stretto contatto, non esiste una stagione o un periodo dell’anno in cui l’atmosfera non sia affascinante. Il borgo è sempre vivo e accogliente, in ogni momento: chi decide di fare una gita invernale, e arriva in paese nel mese di dicembre, troverà le luci, i profumi e i sapori delle bancarelle nel Mercatino di Natale tradizionale. A giugno, invece, sembrerà di fare un viaggio indietro nel tempo: in questo periodo si svolge infatti la cena a tema “Tra Medioevo e Rinascimento”, nella splendida piazza in riva al lago, col le ricette dei migliori chef del posto riadattate in chiave storica. Lo spettacolo degli sbandieratori, le letture poetiche e le conferenze sulla gastronomia medievale e rinascimentale completano l’aria suggestiva della festa.

Perché l’atmosfera del Natale sia davvero magica, e la bella stagione possa far risplendere la natura al meglio, a Cernobbio non poteva mancare un clima freddo d’inverno e fresco d’estate: le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima media di -2°C a una massima di 6°C, mentre in agosto si passa dai 15°C ai 27°C. Per quanto riguarda le piogge il periodo invernale è piuttosto secco, e predilige piuttosto le nevicate pittoresche; al contrario il mese più piovoso è maggio, con una media di 13 giorni di pioggia sul totale, ma si tratta spesso di fugaci temporali primaverili.

Per raggiungere Cernobbio si può scegliere tra diverse soluzioni. Per chi viaggia in auto, il paese si trova a 5 km dal centro di Como. Venendo da Milano si imbocca l’Autostrada A9 Como-Chiasso, si prende l’uscita Como Nord e si continua sulla Statale Regina: il primo borgo che si incontra è proprio Cernobbio. Chi usa il treno deve scendere alla stazione di Como San Giovanni e servirsi degli autobus della linea 6 per raggiungere Cernobbio, mentre chi preferisce l’aereo può atterrare a Milano Malpensa, Linate o Orio al Serio. Una volta atterrati conviene dirigersi verso il centro di Milano e prendere il treno per Como.

Fonte: ilturista.info

 

In Italia è depresso un adulto su 4, mentre in Europa il numero delle persone colpite da depressione sale a circa 60 milioni. A soffrirne di più, nel Bel Paese, sono le donne, il 12% della popolazione rispetto al 5,9% degli uomini, e sono tante (54%) coloro che ritengono che curare la depressione sia più difficile di curare un tumore al seno.

 

Forse la loro percezione è un po' esagerata, ma effettivamente una persona su 3 è ancora ammalata dopo 1 anno, 1 su 10 deve continuare la terapia per almeno 5 anni, più della metà sarà nuovamente depresso nell'arco della sua vita.

 

Secondo le ultime ricerche scientifiche, la depressione può essere determinata già quando si è nel grembo materno.

 

Se una donna incinta abusa di alcol e droghe, viene maltrattata o subisce pesanti stress, trasmette al feto comportamenti negativi ma anche un patrimonio genetico compromesso.

 

I geni che regolano lo sviluppo cerebrale non cambiano però nella struttura, ma nella funzione da input ambientali.

Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, la depressione, tanto difficile da debellare, diventerà, entro il 2020, la seconda causa di invalidità dopo le patologie cardiache. I farmaci usati fino ad ora non offrono un sollievo immediato dai sintomi depressivi, ma, anzi, causano una serie di effetti collaterali difficili da sopportare per i pazienti, che spesso interrompono le cure. Tuttavia, di recente alcuni ricercatori sono arrivati allo sviluppo di una nuova classe di farmaci basata sull'agomelatina, una sostanza che offrirebbe sollievo già dalla prima settimana di trattamento, senza avere gli effetti collaterali presentati dai farmaci attuali.

Fonte: milanoweb.com

 
By Admin (from 26/10/2010 @ 08:00:47, in it - Scienze e Societa, read 1394 times)

Scuola e tecnologia. Un binomio che può essere davvero vincente, a patto che sia insegnanti che studenti siano in grado di fare degli strumenti tecnologici un mezzo di apprendimento e conoscenza, e non un ulteriore modo per disperdere energie. Si tratta di una bella sfida, sulla quale si gioca -- in parte -- il futuro dell’insegnamento e dell’istruzione.

 

Perché da un lato le nuove tecnologie invadono sempre più la vita degli studenti e gli adulti non possono sottrarsi alla sfida educativa dell’insegnare il modo migliore per utilizzarle. D’altra parte le stesse nuove tecnologie possono essere strumenti davvero efficaci proprio nel processo d’apprendimento.

 

Ed è quello che credono fortemente all’University of Notre Dame, nello stato americano dell’Indiana. A tal punto che il professor Corey Angst, del corso di Project Management, ha imposto l’iPad come unico strumento per prendere appunti e studiare. L’obiettivo è di far lavorare gli studenti, anche in gruppo, imparando a sfruttare appieno le capacità di comunicazione del tablet di Cupertino.

 

Un’iniziativa non di certo isolata, specie se pensiamo al progetto del governo indiano di dotare tutti gli studenti delle superiori di un tablet low cost. O se pensiamo anche ad iTunes U, uno strumento scelto dalle università di tutto il mondo per condividere in rete i file audio e video dei propri corsi, ovviamente fruibili -- soprattutto -- tramite iPod o iPad.

Il futuro dell’istruzione passerà dunque per i tablet?

Ci sono certamente alcuni aspetti che giocano a favore dello strumento tecnologico, anche di ordine pratico: meno libri e più eBook, quindi meno peso e meno carta utilizzata, ma anche fin da subito un approccio ad un utilizzo consapevole dei device di domani. Se sarà una vera rivoluzione sarà il tempo a dirlo: la speranza è che possa rendere la conoscenza accessibile davvero a tutti, nessuno escluso. 

Fonte: smartercity.liquida.it

 
By Admin (from 25/10/2010 @ 08:00:04, in it - Scienze e Societa, read 1246 times)

La qualità dell'acqua che i bambini bevono influisce sulla loro intelligenza: è in sintesi il risultato di una ricerca condotta da alcuni studiosi dell'Università del Quebec, a Montreal, che hanno dimostrato che il manganese, un metallo presente nelle falde sotterranee, influisce sul quoziente intellettivo dei bambini.

 

Durante la loro ricerca, gli scienziati hanno preso in esame 363 bambini tra i 6 e i 13 anni e analizzato la composizione chimica dell'acqua da loro bevuta.

 

Hanno così scoperto che i bambini la cui acqua conteneva concentrazioni più alte di manganese mostravano un QI minore, inferiore di 6 punti rispetto a quello dei bimbi che bevevano acqua con bassi o nulli livelli del minerale, minori capacità motorie, intellettive e comportamentali.

 

Gli scienziati però raccomandano di non trarre facili conseguenze dalla loro scoperta, anche perché sul quoziente intellettivo influiscono tanti altri fattori, e la sua stessa validità non è riconosciuta a livello universale. Questo non vuol dire prenderla alla leggera, ma, nell'incertezza, sempre meglio prevenire, riducendo la concentrazione di manganese nell'acqua del rubinetto mediante dei filtri.

Inoltre, visti gli effetti neurotossici di tale metallo anche a basse concentrazioni, il team di scienziati ritiene che sia necessario rivedere le soglie di sicurezza nazionali e internazionali della sua concentrazione nell'acqua.

Fonte: milanoweb.com

 
By Admin (from 24/10/2010 @ 08:00:42, in it - Scienze e Societa, read 1951 times)

E’ risaputo che la libertà d’informazione passa attraverso una pluralità di vedute cui venga concessa una concreta possibilità di esprimersi. Ne abbiamo avuto un esempio con la tanto discussa ed esecrata "legge bavaglio" che ha scatenato il (meritato) vespaio mediatico.

 

Di recente tuttavia a picconare questa pluralità di vedute hanno contribuito altri due sassi lanciati in una piccionaia ahinoi rimasta pressoché inerte.

 

Ci riferiamo ai recenti danni subiti dalla piccola editoria indipendente, i cui prodotti spesso contribuiscono a immettere nel panorama culturale  – così solerte a promuovere letture “usa e getta” – buoni elementi di riflessione. Il primo di questi sassi lo ha lanciato quatto quatto la scorsa primavera il decreto interministeriale che sopprime le tariffe agevolate per l'editoria (eccezion fatta per le onlus, la cui sorte è tuttavia ancora incerta ).

 

Questo significa che i piccoli editori – i quali non possono avvalersi di un sistema di distribuzione capillare ed esclusivo – sono costretti a mettere in conto un aumento non proprio irrisorio delle spese di spedizione, a danno loro, del lettore e dell’offerta in generale.

Il secondo sasso è una pasticciata "legge sul prezzo del libro" (il cui primo firmatario è, guarda caso, colui che già nel precedente governo vagheggiava di bavagli ), che ufficialmente avrebbe lo scopo di contribuire allo sviluppo della lettura e della cultura libraria nel Paese, ma che di fatto allo stato attuale liberalizza le campagne promozionali del prodotto-libro a vantaggio dei grandi gruppi editoriali (con annesse catene) e a detrimento di piccoli editori e librai indipendenti (che non possono permettersi una perenne promozione), arrecando in ultima analisi un danno anche al lettore, che pur beneficiando di promozioni per undici mesi all’anno, correrà il rischio di veder minato l’accesso a una varietà culturale già sofferente.

 

Spiega infatti una libraia indipendente: “Il problema ovviamente non è solo quello degli sconti, gli sconti illudono il lettore di potersi avvicinare ai libri — e in parte è così – ma il dramma è che i lettori in questo modo si avvicinano in realtà solo ai libri che decidono gli editori“.

 

La proposta di legge verrà discussa in Senato il prossimo 21 settembre.

 

Fonte: minitrue.it

 

Al giorno d’oggi la somministrazione di farmaci psicoattivi (psicofarmaci) ai bambini (6-17), è troppo comune e cresce con una cadenza allarmante.

Questi farmaci spesso causano l’effetto opposto a quanto si era inteso, e condannano il bambino ad una vita infelice e alla malattia.

 

La loro prescrizione servirebbe a trattare gli “squilibri chimici” che, si dice, siano la causa di ADHD (Disturbo di Attenzione), depressione e disturbo bipolare, ma in realtà è proprio l'uso improprio di questi farmaci a causare diversi squilibri chimici, che a loro volta provocano disturbi mentali, molti dei quali sono sia permanenti che debilitanti.

 

In aggiunta è ormai evidente che stiamo di fatto diagnosticando come disturbi mentali il normale comportamento di bambini e adolescenti (ma i bambini non dovrebbero essere pieni di energia? e non è normale per un adolescente essere lunatico e distaccato?).

 

Questa diagnosi non si basa solo su questa concezione di "squilibri chimici", ma anche su un’idea generale e pervasiva che ogni comportamento non accettabile sia dovuto ad una malattia mentale. E per ultimo, ma certamente non meno importante, la prescrizione di questi farmaci da parte dei medici è basata su informazione fornita dalle autorità e dall’industria farmaceutica, informazione spesso sostenuta da studi fraudolenti, il cui fine è solo quello di fare soldi sulle teste dei nostri figli.

 

In una recente conferenza, il rispettabile giornalista, scrittore e candidato al Premio Nobel, Robert Whitaker (PBS, Boston, 15 giugno 2010) ha evidenziato non solo la non scientificità della metodologia utilizzata nello sviluppo, prescrizione e uso di psicofarmaci nei bambini in età scolare, ma anche come siano irrimediabilmente corrotti e fallimentari i sistemi che dovrebbero regolamentare la sicurezza dei medicinali in questo paese (USA).

 

Inevitabilmente, le aziende farmaceutiche esistono per creare profitto. Il loro successo non si basa dunque sull'utilità di un farmaco o la sicurezza dei suoi prodotti.

Il percorso per aumentare i profitti è semplice: trovare nuovi impieghi per i loro vecchi farmaci, inventarne di nuovi e trovare nuovi mercati per entrambi i farmaci - vecchi e nuovi. Purtroppo, i bambini sono il nuovo mercato di oggi.

Le autorità, per approvare un nuovo farmaco, richiedono uno studio che ne provi l’efficacia e la non pericolosità. "Studio" è spesso un termine improprio, dato che la parola implica una qualche imparzialità e un risultato a priori sconosciuto.

Questi "studi" spesso sono più simili ad un procedere a tentativi: in uno di questi, corruzione e disonestà sono stati la regola. I bambini che hanno risposto al placebo sono stati rimossi dai dati, considerandoli come se avessero risposto negativamente al farmaco vero e proprio.

Ciò significava che gli unici bambini che sono rimasti nel gruppo di studio sono stati i cosiddetti "positivi alla reazione." E, per di più, i ricercatori il cui “fondo di ricerca” era finanziato dal produttore del farmaco, decidevano quali fossero i soggetti che rispondevano ‘positivamente’ al trattamento.

Questo, naturalmente, è un enorme conflitto di interessi in quanto ricercatori e industria farmaceutica hanno come unico obiettivo l’approvazione del farmaco da parte dell’autorità.

In un articolo pubblicato nel 2004, forse la più prestigiosa rivista medica britannica, Lancet ha detto che gli studi utilizzati per fornire la prova dell’utilità di molti farmaci anti-depressivi nei bambini erano "niente altro che frodi." In seguito a tale valutazione, l'uso su bambini di questi anti-depressivi è stato vietato in Gran Bretagna.

 

Il danno reale causato dall'uso di farmaci anti-depressivi conosciuti come SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina - Prozac, Zoloft, Seroxat ecc.) su bambini in età scolare si trova solo in studi legittimi e più lunghi come quelli che continuano dai 17 mesi ai sei anni.

 

In uno di questi studi, il 25 per cento dei bambini “bi-polari” che erano stati trattati con SSRI per tre anni, sono stati riesaminati e diagnosticati con un disturbo ben più grave della malattia Bi-polare.

Questo numero è aumentato a 50 per cento dopo sei anni di uso del farmaco SSRI.

L'uso a lungo termine di nuovi anti-psicotici può portare a problemi molto più gravi rispetto alla malattia iniziale; diabete, obesità e morte prematura sono stati tutti legati all'uso di questi farmaci.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani consiglia di informarsi attentamente sugli effetti dei farmaci antidepressivi.

 

Avvertenze su questi ed altri psicofarmaci sia per adulti che per bambini è possibile trovarli anche consultando il sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Tel 0236510685

Email:info@ccdu.org

www.ccdu.org

 
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