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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Sono posti lontani e difficili da raggiungere ma non per questo il problema non sussiste.

C’è chi, comunque, cerca di far fronte a queste difficoltà con soluzioni tecnologiche azzeccate. Un esempio viene da due designer londinesi che hanno ideato un oggetto utile e intelligente, rivolto a chi non ha accesso alla corrente. Si tratta di una lampada che funziona sfruttando la gravità.

Costituita da un ‘sacco’ che funziona da contrappeso e da un nastro su cui scorre sia il sacco che la lampada a LED. GravityLight – questo il suo nome – funziona grazie al peso del sacco, riempito con terriccio, sassi o sabbia.  Grazie ad alcuni ingranaggi la lampada s’illumina e bastano soli 3 secondi di scorrimento del peso per ottenere 30 minuti di luce!

GravityLight: lighting for the developing countries from Therefore on Vimeo.

Per tante popolazioni di paesi in via di sviluppo potrebbe sostituire le diffuse ma pericolose lampade al kerosene, che bruciano quasi il 20% del budget famigliare, e costituiscono la primaria fonte luminosa, perché funziona senza l’aiuto di elettricità o batterie.

L’idea dei due inventori è di ideare oggetti rivolti alle popolazioni senza accesso alle rete elettrica, e anche se Gravity Light rimane per ora soltanto un prototipo, si stanno cercando maggiori finanziamenti sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo per poter produrne alemno 1000 e mandarle così a diversi villaggi africani e indiani per provarla.

E se i fondi supereranno i 399.000 dollari, la Gravity Light potrà essere venduta al costo, per noi quasi irrisorio, di 3 sterline, cioè poco più di 3,6 euro.

Un esempio in più di come la tecnologia possa incontrare le esigenze delle persone più svantaggiate senza perdere di vista l’ambiente.

Fonte: tuttogreen.it - Autore: Chiara Greco

 

Per la maggior parte del tempo viviamo rinnegando la nostra negatività intrinseca, spesso domandandoci come mai il mondo sia così mediocre e sconsiderato.

Forse è vero che a differenza dei cani non siamo nati come eterni ottimisti, ma la positività è qualcosa che può essere assorbita, anche se con un pò di sforzo, come ad esempio cercando di modificare il nostro senso dell'umorismo, il nostro modo di reagire ad una determinata situazione, cercando di essere più piacevoli e tenendo conto che anche gli altri ragionano con il loro cervello, e sorridendo ogni volta che qualcuno ti dice "grazie". Mentre la positività è uno stato mentale, la risposta sta nella nostra prospettiva. Qua trovate 18 cose che potete iniziare a fare ora per diventare una persona più amorevole e positiva.
Una cosa è provare piacere nella positività, un'altra è essere una persona positiva nel cuore. Nonostante crediamo di avere un atteggiamento positivo, diamo immancabilmente prima peso ai contro che ai pro. In più c'è il fatto che preferiamo l’inutile sarcasmo all'umorismo, facendo magari un sorrisetto ironico a una cosa che invece è genuinamente divertente, credendo che in fondo il bicchiere sia veramente mezzo vuoto.

18 cose che potete fare per cambiare la vostra prospettiva:

1. Desiderarlo

Per diventare una persona positiva devi avere un forte desiderio di esserlo, e questo lo si ottiene solo se si è convinti che diventare una persona positiva migliorerà la qualità della vostra vita. La positività è come un'aura, e sai di esserlo quando le persone iniziano a fidarsi di te, quando persone a caso diventano gentili con voi, i colleghi al lavoro rispettano la vostra visione positiva e iniziate a legare e creare rapporti con facilità.

2. Credi in tutte le possibilità

Su che cosa puoi o non puoi fare. Su quello che è possibile e quello che è impossibile. Non permettere alle tue convinzioni limitanti di tenerti bloccato nel posto sbagliato. Apri le tue ali e prendi il volo! Una volta che ti rendi conto che tutto è possibile, le porte dei limiti che sono state chiuse nella tua mente si apriranno collegandosi con tutti gli aspetti della coscienza.

3. Sii realista: Non cercare di diventare un santo

Diventare una persona positiva non vuol dire che non potrai mai avere qualche emozione negativa o imbatterti in una situazione negativa. È l'atteggiamento complessivo e la reazione ad ogni esperienza che conta. Non restare impantanato nel fallimento, e non deluderti se le tue aspettative non vengono soddisfatte. Devi rendervi conto che tutto è al tuo servizio. Tutte le esperienze sono neutrali ed è la tua percezione di esse che creano la tua visione positiva o negativa.

4. Prova a valorizzare, piuttosto che criticare

Abbandona il tuo costante bisogno di lamentarti e criticare le persone, le situazioni o gli eventi che ti rendono triste, infelice o depresso. Nessuno può farti infelice, nessuna situazione può renderti triste o miserabile a meno che non sei tu a permetterlo. Quando critichi qualcosa tu esprimi un giudizio personale su qualcosa che manca nella tua vita e che rifiuti di lasciar andare. Mai sottovalutare il potere del pensiero positivo. In ogni occasione in cui senti il bisogno di criticare, prova a pensare a come quella specifica situazione ti stia aiutando o stia beneficiando gli altri.

5. Sperimenta

Diventa un acuto osservatore. Usa gli episodi giornalieri per vedere in che modo in cui questi si possono gestire in maniera più positiva. Ti serviranno come casi perfetti per trasformare la tua visione in una più positiva. Per chi è agli inizi, iniziate a riflettere su come potete gestire meglio una situazione essendo meno ostili e più indulgenti. Trovate per esempio cinque modi che avrebbero potuto salvare la giornata e imparate a prendere le cose per quello che valgono. Ricordatevi poi che la vostra capacità di fidarvi delle persone riflette anche la vostra genuinità.

6. Accettare la responsabilità

Il senso di colpa è un trucco della mente. Accetta la responsabilità per te stesso, per la tua vita e per le tue azioni. Tu solo sei in grado di risponderne. Sei adulto. Essere responsabile significa che lo sei per tutte le decisioni che prendi. L’hai fatto per una ragione: per imparare. Se tu che scegli di farlo; devi accettarne le conseguenze e capire che lo fai per una ragione...per imparare. Se continui a sentirti in colpa, smetti di imparare.

7. Comunicazione e linguaggio del corpo

Cerca di rendere parole positive parte del tuo gergo quotidiano e lavora sul tuo linguaggio corporeo in modo che possa essere amichevole ed accessibile. Guarda divertito qualcosa di divertente, ridi quando qualcosa è divertente, complimentati quando serve e dai agli altri la possibilità di raccontare la loro versione dei fatti. Non pensare mai di essere l'unico interessante e saccente che c’è in giro.

8. Sii te stesso

Sei unico. Goditi la tua unicità. Nessuno, in tutto il mondo è esattamente come te. Smettila di cercare in tutti i modi di essere qualcuno che non sei solo per farti piacere dagli altri. Nel momento in cui ti toglierai tutte le maschere, nel momento in cui accetterai ed abbraccerai il tuo vero essere, allora si che la gente sarà attratta da te, senza sforzo.

9. Compagnia

Un modo di diventare positivi è quello di ricercare una compagnia positiva visto che sia la negatività e la positività sono infettive. Se per la maggior parte del tempo frequenti persone che sono scontrose o che hanno un punto di vista pessimistico vedrai che inavvertitamente rispecchierai le loro emozioni. Al fine di inculcare positività è importante che la gente che frequenti sia positiva, energica e felice. Vedrai che così porterai la stessa positività con te dovunque andrai.

10. Pensa al presente

Il passato ed il futuro spesso ci portano su un percorso di tumulto emotivo. Spesso pensiamo che il passato era molto meglio e che il futuro sarà spaventoso, bisogna però prendere in considerazione il fatto che il momento presente è tutto quello che si ha e tutto quello che si potrà mai avere. Sappi che il passato che stai cercando - il passato che ora magari stai sognando - lo ignoravi quando era “il presente”. Smettila di illuderti. Sii presente in tutto quello che fai e goditi la vita. Dopo tutto la vita è un viaggio e non una destinazione. Cerca di avere una chiara visione del futuro, preparati, ma sii sempre presente nel tuo presente.

11. Attività

Non essere poco attivo. Fai attività positive da solo o con altri. Condividi una battuta, racconta un episodio piacevole, partecipa ad attività sportive, vai a correre la sera dopo il lavoro, fai del sano sesso e ti ritroverai con una ribollente energia positiva.

12. Prendetela con calma

La vita quotidiana è fatta per darti delle scosse. Sii preparato nel minimizzarne l'impatto e a scrollartele di dosso. Potresti per esempio diventare troppo stressato guidando ogni giorno o cercando di parcheggiare l'auto. Nel momento che accetti che certi fatti non posso essere cambiati, sarai molto più a tuo agio con te stesso e con le persone che ti stanno attorno.

13. Getta le aspettative

Lasciati alle spalle eventuali previsioni che hai su te stesso e che ti limiteranno la crescita. Se tendi ad avere alte aspettative su come gli altri dovrebbero comportarsi sarai spesso deluso quando questo non accadrà. Sono solo le tue aspettative sulle persone che causano il fatto che tu le giudichi quando in definitiva dai un giudizio su te stesso. Veramente molte persone vivono una vita che non dovrebbe essere vissuta da loro. Vivono la loro vita secondo quello che gli altri pensano sia meglio, secondo quello che i genitori pensano sia meglio, i loro amici, i loro nemici e i loro insegnanti, il governo e i media pensano siano meglio per loro. Ignorano la loro voce interna, la loro chiamata interiore. Spesso si dimenticano di che cosa li fa felici, di che cosa vogliono, di che cosa hanno bisogno. Hai una vita sola - questa, di questo momento - che devi vivere, ed evitare che le opinioni di altre persone ti distraggano dal tuo percorso.

14. Tieni un diario 

Invece di raccontare tutto quello che ti accade, filtra solo gli avvenimenti positivi e prendine nota. Potrebbe essere una qualsiasi cosa, anche banale, da un’autobus che arriva in orario, alla deliziosa colazione cucinata da tua madre, o al fatto di esserti ricordato di pagare le bollette in tempo. È quando cerchiamo la positività nelle piccole cose che ci rendiamo conto che vale la pena vivere, dove non lasciamo spazio per negatività. Prova consapevolmente a fare questo per 10 giorni, alla fine del decimo giorno quando leggerai il tuo diario avrai solo i ricordi delle cose belle che ti sono accadute

15. Medita

Non solo meditare secerne ormoni della felicità ma ti crea anche un senso di consapevolezza interno. Imparererai a controllare il tuo respiro, e per mezzo di esso, controllare il vagare della tua mente. Ogni volta che si medita si sente un impulso di energia positiva che attraversa il corpo e calma i nervi, calma la mente, eleva l'umore, per non parlare poi del miglioramento del vostro livello di tolleranza.

16. Abbraccia il cambiamento

Il cambiamento è un bene. Cambiare ti aiuterà a passare da A a B. Cambiare ti aiuterà a migliorare la tua vita e quella di chi ti circonda. Segui la tua beatitudine, abbraccia il cambiamento e non resistergli.

17. Re-inventa il tuo bisogno di avere ragione

Molti di noi non sopportano l'idea di essere nel torto, vogliono sempre avere ragione, anche al rischio di troncare degli ottimi rapporti o di causare grandi quantità di stress e di dolore, sia a noi stessi che agli altri. Ci piace controbattere ad ogni costo anche quando siamo nel torto. Semplicemente non ne vale la pena perché l'essere nel giusto è del tutto soggettivo, con tanti strati di prospettive di verità. Ogni volta che sentite l' "urgente" bisogno di entrare nel merito di chi ha ragione o torto, fatevi questa domanda. "Preferisco avere ragione, o essere gentile?" Wayne Dyer.

18. Dite "grazie"

Ringraziate il cielo, i vostri genitori, i vostri amici e ringraziate voi stessi per tutti il duro lavoro che avete fatto, per tutto quello che avete raggiunto. Dire grazie spesso vi rende umili, e una persona umile raramente è cinica.

Fonte: networkedblogs.com via TrueActivist.com - Autore: Josh Richardson - Traduzione: Daniel Iversen

 

"Siamo quello che mangiamo e che beviamo, e tutto ciò resta registrato nei nostri capelli" dice Thure Cerling, geochimico dell'Università dello Utah, che ha condotto una ricerca in proposito insieme a Jim Ehleringer, riferendone i risultati sull'ultimo numero dei  Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

"Abbiamo trovato significative variazioni negli isotopi di idrogeno e ossigeno nei capelli e nell'acqua, tali da permettere di identificare una relazione con i posti dove uno ha vissuto negli Stati Uniti", spiega Ehleringer. "La polizia sta già usando queste metodologie per ricostruire le possibili origini delle vittime di omicidi non identificate."

Ehleringer in precedenza aveva già sviluppato un metodo per identificare i siti di produzione di partite di eroina e cocaina sulla base degli isotopi di carbonio, azoto, ossigeno e idrogeno assorbiti dalle piante dal terreno. La nuova tecnica analizza gli isotopi stabili dell'idrogeno (l'idrogeno-2, più raro, e l'idrogeno-1) e di ossigeno (il più raro ossigeno-18 e il più comune ossigeno-16) ricavati da ciò che si mangia, si beve e dall'aria che si respira.

Il rapporto fra ossigeno-18 e ossigeno-16 nell'aria è sostanzialmente identico in tutte le località degli Stati Uniti, e lo stesso vale in realtà sia per gli isotopi dell'ossigeno e dell'idrogeno assorbiti per via alimentare, e questo perché, osservano i ricercatori, la dieta degli americani appare standardizzata in misura notevolissima.Per contro, lo studio ha rivelato una notevole correlazione fra i diversi livelli dei quattro isotopi nei capelli e nell'acqua delle località in cui ha prevalentemente vissuto la persona. All'acqua sarebbe imputabile addirittura l'85 per cento delle variazioni nei livelli di quegli isotopi.

Un singolo capello può dunque rivelare dove ha soggiornato una persona in un periodo variabile fra alcune settimane e alcuni anni, a seconda della lunghezza del capello. Per arrivare a questa conclusione gli scienziati hanno approntato due mappe degli Stati Uniti collezionando un numero enorme di campioni di acqua e (con la collaborazione di associazioni di barbieri) di capelli provenienti delle diverse regioni del paese. Con queste mappa non è possibile definire la località esatta di soggiorno di una persona, ammettono i ricercatori, ma le differenze tra stati sono ben identificabili.

Fonte: lescienze.it

 

Quando si tratta di prendere decisioni con rapidità, il cervello passa a una modalità di funzionamento diversa rispetto a quella all'opera nel caso di decisioni ponderate e accurate. Lo hanno dimostrato Richard Heitz e Jeffrey Schall della Vanderbilt University con una ricerca pubblicata su "Neuron", che smentisce il modello di riferimento attuale dell'attività del cervello in questo tipo di processo decisionale.

Il compromesso tra velocità e accuratezza è un problema essenziale per la capacità di prendere decisioni ed è stato studiato sia nel campo del comportamento sia in termini di funzionamento cerebrale, fino all'elaborazione di un semplice modello, secondo il quale il cervello usa essenzialmente la stessa modalità per decidere in modo ponderato oppure in modo rapido. Secondo questo modello, per ridurre il tempo dedicato a un processo decisionale semplicemente il cervello riduce l'attività neuronale richiesta prima di prendere una decisione. Questo implica che nel caso di scelte istantanee il cervello si basi su una quantità di informazione minore rispetto a quella che entra in gioco nelle scelte più ponderate e accurate. Come conseguenza, quindi, aumenta la probabilità di commettere un errore.

 

Tuttavia, prima dello studio di Heitz e Schall, l'analisi del processo decisionale non è era mai arrivati a livello di singoli neuroni. Infatti, sebbene siano disponibili test con cui indurre in soggetti il passaggio da una modalità di funzionamento all'altra, i metodi di misurazione dell'attività cerebrale umana non hanno la velocità o la risoluzione necessaria. Nel caso delle scimmie, invece, sono disponibili adeguate tecniche di misurazione, ma non era noto un metodo con cui far cambiare agli animali la velocità di una decisione.

La svolta è arrivata con lo sviluppo, da parte di Heitz e Schall, di un metodo con cui addestrare le scimmie a passare da una decisione lenta e accurata a una rapida, scegliendo uno degli oggetti di un gruppo visualizzati al computer. In una condizione sperimentale, le scimmie hanno imparato che solo una decisione ponderata sarebbe stata ricompensata. In un'altra, hanno imparato che la decisione andava presa in fretta, anche commettendo qualche errore. In entrambi i casi, i ricercatori hanno monitorato l'attività di singoli neuroni nella corteccia prefrontale, l'area cerebrale deputata ai processi cognitivi di ordine superiore.

Dai dati è emerso che in tutte e due le condizioni sperimentali inizialmente l'attività della corteccia prefrontale aumentava mentre la scimmia decideva come rispondere, ovvero subito dopo la visualizzazione degli oggetti su uno schermo. Le differenze emergevano successivamente: quando l'animale era sottoposto a uno “stress di rapidità", l'attività neurale era amplificata; quando invece le condizioni erano di “stress di accuratezza”, la stessa attività era soppressa. Tutto questo ha permesso di concludere che “una stessa informazione è stata analizzata dal cervello in modi differenti nelle due situazioni di stress”, ha sottolineato Schall.

Si tratta di un risultato inatteso, che smentisce l'attuale modello dei processi decisionali, usato anche nella descrizione di disturbi psichiatrici e neurologici. Si apre quindi un conflitto tra differenti modelli di funzionamento cerebrale che potrà essere risolto solo con successive ricerche.

Fonte: lescienze.it

 

La luce è in grado d'influenzare direttamente le capacità di apprendimento e di disturbare l'umore agendo su specifiche cellule della retina, le cellule gangliari. Lo hanno dimostrato Tara A. LeGates del Dipartimento di Biologia della Johns Hopkins University a Baltimore, nel Maryland, e colleghi di un'ampia collaborazione internazionale, che firmano in proposito un articolo sulla rivista "Nature".

E' un fatto acquisito che le variazioni di luce possono alterare negativamente l'umore e sulle funzioni cognitive: per esempio, l'esigua durata del giorno durante l'inverno, particolarmente evidente nei paesi del Nord, può portare a sindromi depressivi. Si è verificato sperimentalmente, inoltre, che studiare in condizioni di luce diurna è più proficuo che studiare di notte alla luce di una lampada.

Tuttavia, finora non si conoscevano i circuiti neuronali attraverso i quali si esplica questa influenza delle condizioni di luce, né era chiara la funzione di tali circuiti. L'ipotesi prevalente era che le variazioni dell'esposizione al sole alterassero i ritmi circadiani (i processi che controllano il nostro “orologio biologico” con ciclo di 24 ore). Un altro fattore indiretto sulla funzionalità del cervello, finora ritenuto cruciale, era la deprivazione del sonno.

Per verificare queste ipotesi, LeGates e colleghi hanno sottoposto alcuni topi di laboratorio a un ciclo di luce/buio aberrante definito ultradiano (3,5 ore di luce seguite da 3,5 di oscurità, quindi evitando di far prevalere l'esposizione alla luce o viceversa all'oscurità) verificando che non avesse effetti né sul ritmo del sonno né sui ritmi circadiani. L'isolamento dei diversi fattori implicati ha consentito di dimostrare che la luce regola direttamente i comportamenti collegati all'umore e alle funzioni cognitive.

Gli animali hanno mostrato infatti un incremento dei comportamenti di tipo depressivo e chiari deficit di apprendimento. In particolare, i risultati della sperimentazione dimostrano che i problemi di umore precedono quelli di apprendimento, dal momento che la somministrazione dei farmaci antidepressivi fluoxetina e o desipramina ha consentito di ristabilire i corretti ritmi di apprendimento e di sonno nei topi esposti al ciclo di luce/buio aberrante.

Con un secondo test, i ricercatori hanno individuato anche la via neuronale che media questa processo: si tratta delle cellule gangliari retinali fotosensibili. I topi mancanti di queste specifiche cellule della retina, infatti, non hanno manifestato alcun deficit di apprendimento né alterazioni nell'umore.

Fonte: lescienze.it

 
By Admins (from 31/01/2013 @ 02:09:38, in it - Scienze e Societa, read 1226 times)

Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (in sanscrito significa Grande Anima, soprannome datogli dal poeta indiano R. Tagore), è il fondatore della nonviolenza e il padre dell'indipendenza indiana.

Il nome Gandhi in lingua indiana significa 'droghiere': la sua famiglia dovette esercitare per un breve periodo un piccolo commercio di spezie.

Nato il 2 ottobre 1869 a Portbandar in India, dopo aver studiato nelle università di Ahmrdabad e Londra ed essersi laureato in giurisprudenza, esercita brevemente l'avvocatura a Bombay.

Di origini benestanti, nelle ultime generazioni la sua famiglia ricoprì alcune cariche importanti nelle corti del Kathiawar, tanto che il padre Mohandas Kaba Gandhi era stato primo ministro del principe Rajkot. I Gandhi tradizionalmente erano di religione Vaishnava; appartenevano cioè ad una setta Hindù con particolare devozione per Vishnù.

Nel 1893 si reca in Sud Africa con l'incarico di consulente legale per una ditta indiana: vi rimarrà per ventuno anni. Qui si scontra con una realtà terribile, in cui migliaia di immigrati indiani sono vittime della segregazione razziale. L'indignazione per le discriminazioni razziali subite dai suoi connazionali (e da lui stesso) da parte delle autorità britanniche, lo spingono alla lotta politica.

Il Mahatma si batte per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza nonviolenta, denominato anche Satyagraha: una forma di non-collaborazione radicale con il governo britannico, concepita come mezzo di pressione di massa.

Gandhi giunge all'uguaglianza sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce.

Alla fine il governo sudafricano attua importanti riforme a favore dei lavoratori indiani: eliminazione di parte delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi.

Nel 1915 Gandhi torna in India dove circolano già da tempo fermenti di ribellione contro l'arroganza del dominio britannico, in particolare per la nuova legislazione agraria, che prevedeva il sequestro delle terre ai contadini in caso di scarso o mancato raccolto, e per la crisi dell'artigianato.

Diventa il leader del Partito del Congresso, partito che si batte per la liberazione dal colonialismo britannico.

Nel 1919 prende il via la prima grande campagna satyagraha di disobbedienza civile, che prevede il boicottaggio delle merci inglesi e il non-pagamento delle imposte. Il Mahatma subisce un processo ed è arrestato. Viene tenuto in carcere pochi mesi, ma una volta uscito riprende la sua battaglia con altri satyagraha. Nuovamente incarcerato e poi rilasciato, Gandhi partecipa alla Conferenza di Londra sul problema indiano, chiedendo l'indipendenza del suo paese.

Del 1930 è la terza campagna di resistenza. Organizza la marcia del sale: disobbedienza contro la tassa sul sale, la più iniqua perché colpiva soprattutto le classi povere. La campagna si allarga con il boicottaggio dei tessuti provenienti dall'estero. Gli inglesi arrestano Gandhi, sua moglie e altre 50.000 persone. Spesso incarcerato anche negli anni successivi, la "Grande Anima" risponde agli arresti con lunghissimi scioperi della fame (importante è quello che egli intraprende per richiamare l'attenzione sul problema della condizione degli intoccabili, la casta più bassa della società indiana).

All'inizio della Seconda Guerra Mondiale Gandhi decide di non sostenere l'Inghilterra se questa non garantirà all'India l'indipendenza. Il governo britannico reagisce con l'arresto di oltre 60.000 oppositori e dello stesso Mahatma, che è rilasciato dopo due anni.
Il 15 agosto 1947 l'India conquista l'indipendenza. Gandhi vive questo momento con dolore, pregando e digiunando. Il subcontinente indiano è diviso in due stati, India e Pakistan, la cui creazione sancisce la separazione fra indù e musulmani e culmina in una violenta guerra civile che costa, alla fine del 1947, quasi un milione di morti e sei milioni di profughi.

L'atteggiamento moderato di Gandhi sul problema della divisione del paese suscita l'odio di un fanatico indù che lo uccide il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera.

Fonte: biografieonline.it via cronachelodigiane.net

 

Durante un recente discorso in Polonia, l'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski ha avvertito i colleghi elitisti che un movimento mondiale di "resistenza" al "controllo esterno" guidata da "attivismo populista" sta minacciando di far deragliare la transizione verso un nuovo ordine mondiale.

Definendo l'idea che il 21 ° secolo è il secolo americano "una disillusione condivisa", Brzezinski ha dichiarato che il dominio americano non è più possibile a causa dell'accelerazione del cambiamento sociale guidato da "comunicazioni di massa istantanee come la radio, la televisione e Internet", che hanno stimolato un crescente "risveglio universale della coscienza politica di massa."

L'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha aggiunto che questo "aumento in tutto il mondo dell'attivismo populista sta dimostrando ostile alla dominazione esterna del tipo che ha prevalso nell'età del colonialismo e dell'imperialismo."

File:Carter Brezhnev sign SALT II.jpg

President Jimmy Carter and Soviet General Secretary Leonid Brezhnev sign the Strategic Arms Limitation Talks (SALT II) treaty, June 18, 1979, in Vienna (Austria) Zbigniew Brzezinski is directly behind President Carter.

Brzezinski ha concluso che "la resistenza populista persistente e fortemente motivata di coscienza politica e dei popoli risvegliati e storicamente avversi al controllo esterno ha dimostrato di essere sempre più difficile da eliminare."

Anche se Brzezinski ha commentato in tono neutro, il contesto in cui ha parlato, unitamente alle sue precedenti dichiarazioni, indicherebbe che questa non è una celebrazione della "resistenza populista", ma una perplessità per l'impatto che questo sta avendo sul tipo di "controllo esterno" che Brzezinski ha sostenuto più volte.

Queste considerazioni sono state effettuate a un evento per il Forum europeo per le nuove idee (EFNI), un'organizzazione che sosterrebbe la trasformazione dell'Unione europea in un anti-democratico federale superstato, il tipo stesso di "controllo esterno" a cui messa in pericolo è stata sottolineata da Brzezinski durante il suo speech.

In questo ambito, bisogna comprendere che l'argomentazione di Brzezinski sulla "resistenza populista" di notevole ostacolo per l'imposizione di un nuovo ordine mondiale è da interpretare più come un avvertimento che come riconoscimento/celebrazione.

Tieni anche in considerazione ciò che Brzezinski ha scritto nel suo libro Between Two Ages: il ruolo dell'America nell'era tecno-digitale, in cui ha sostenuto il controllo delle popolazioni da parte di una classe politica tramite la manipolazione digitale.

"L'era digitale comporta la comparsa graduale di una società più controllata. Una tale società sarebbe dominata da una élite, libera da valori tradizionali. Presto sarà possibile esercitare una sorveglianza quasi continua su tutti i cittadini e mantenere file completi ed aggiornati che contengono anche le informazioni più personali di ogni cittadino. Questi file potranno essere accessibili in realtime da parte delle autorità ", ha scritto Brzezinski.

"Nella società digitale la tendenza sembra essere verso l'aggregazione dei supporti individuali di milioni di cittadini non coordinati, facilmente alla portata di personalità magnetiche ed attraenti che sfruttano le più recenti tecniche di comunicazione per manipolare le emozioni e controllare le decisioni", ha scritto nello stesso libro.

La preoccupazione improvvisa di Brzezinski per l'impatto di una popolazione politicamente risvegliata globale non è figlia dell'idea che Brzezinski si identifichi con la stessa causa. Brzezinski è il fondatore della potente Commissione Trilaterale, un luminare del Council on Foreign Relations ed un partecipante regolare del Bilderberg. Una volta è stato descritto dal presidente Barack Obama come "uno dei nostri pensatori più importanti".

Questa non è affatto la prima volta che Brzezinski ha lamentato la crescita di una opposizione populista alla dominazione da parte di una piccola elite.

E' stato nel corso di un meeting del CFR del 2010 che Brzezinski aveva avvertito i colleghi globalisti colleghi che un "risveglio politico globale", in combinazione con lotte interne tra le élite, minacciava di far deragliare la transizione verso un governo mondiale.

Nota caprina: e noi, allora, ne avevamo parlato. Perchè quando Brzezinki parla, è sempre opportuno ascoltare con attenzione.

Saluti felici,

Autore: Felice Capretta - Fonte: clubcapretta.it

 

Non dovranno ringraziare un biglietto fortunato della lotteria, ma il russo Yuri Milner, che qualche mese fa ha istituito una serie di riconoscimenti nel campo della fisica fondamentale, curati da un'apposita fondazione, la Fundamental Physics Prize Foundation, investendo una montagna di soldi con l'intenzione nemmeno troppo velata di fare concorrenza al riconoscimento per eccellenza, il premio Nobel. Che proprio pochi mesi fa, invece, è stato tagliato del 20 per cento a causa della crisi economica.

Hawking ha ottenuto il riconoscimento intellettuale e i tre milioni di dollari per i suoi studi su buchi neri, gravità quantistica e prime fasi di vita dell'universo. In una email al quotidiano britannico "The Guardian", il cosmologo ha dichiarato che "premi come questo giocano un ruolo importante" nel dare un riconoscimento pubblico ai risultati che si ottengono nel campo della fisica, ma ha anche sottolineato che "nessuno inizia a fare ricerca in fisica con l'intenzione di vincere un premio".

Altri tre milioni se li divideranno, come recita il comunicato ufficiale della fondazione: "i leader del progetto LHC, degli esperimenti CMS e ATLAS, dal momento in cui LHC venne approvato dal Consiglio del CERN nel 1994, inclusi Peter Jenni, Fabiola Gianotti (ATLAS), Michel Della Negra, Tejinder Singh Virdee, Guido Tonelli, Joe Incandela (CMS) e Lyn Evans (LHC), per il loro ruolo di guida nell'impresa scientifica che ha portato alla scoperta" del bosone di Higgs.

"Considero il premio ricevuto come un premio per tutta la collaborazione ATLAS - ha dichiarato Fabiola Gianotti  - per il duro lavoro svolto negli anni da tutti coloro che hanno partecipato all'esperimento. L'intero ammontare della frazione di premio assegnatoci sarà quindi utilizzato per supportare e finanziare il lavoro, nel gruppo ATLAS di giovani fisici, provenienti da paesi economicamente disagiati".

"E' un riconoscimento straordinario al lavoro delle miglia di persone che in questi venti anni hanno contribuito ad LHC - ha commentato Guido Tonelli - e che ha condotto a una scoperta destinata a cambiare la nostra visione del mondo".

La cerimonia di premiazione del Fundamental Physics Prize si terrà al CERN il 20 marzo 2013. La prima edizione, nel luglio scorso, ha fatto scalpore, grazie all'assegnazione del congruo premio a ben nove fisici teorici diversi. E non poteva essere altrimenti, visto lo spirito imprenditoriale di Milner, miliardario cinquantenne, che ha un passato di fisico teorico, interrotto poco prima di ottenere il PhD, all'epoca dell'Unione Sovietica.

Source: lescienze.it

 

Da un lato esistono dati che indicano l'esistenza di una componente genetica, ma dall'altro gli eventuali geni responsabili avrebbero dovuto essere eliminati dalla selezione naturale, rendendo la preferenza sessuale per il proprio sesso un tratto molto più raro di quanto in effetti non sia.

All'origine di una preferenza sessuale per il proprio sesso potrebbero esserci fattori epigenetici, ossia fattori ereditabili che non riguardano i geni, ma le modalità della loro espressione. Questo potrebbe spiegare la persistenza nella nostra specie (e non solo) dell'omosessualità, un tratto che dal punto di vista evolutivo è alquanto problematico: se vi fossero geni responsabili dell'omosessualità, la selezione naturale darwiniana dovrebbe limitarne la diffusione, dato che un omosessuale più difficilmente avrà una prole numerosa a cui trasmetterli.

Il fatto che l'omosessualità, maschile e femminile, sia presente pressoché in tutte le culture e che si manifesti più frequentemente in alcune famiglie ha spinto a ipotizzare l'esistenza di una base genetica, anche se tutte le ricerche di geni le cui varianti potessero essere associate allo sviluppo dell'omosessualità hanno dato sistematicamente esito negativo.

Questo apparente conflitto potrebbe essere risolto dai risultati di uno studio condotto dal Working Group on Intragenomic Conflict del National Institute for Mathematical and Biological Synthesis (NIMBioS) – pubblicato sulla rivista “The Quarterly Review of Biology” – nel quale i ricercatori hanno focalizzato l'attenzione su alcuni marcatori epigenetici, temporaneamente presenti nel corso dello sviluppo dell'embrione e del feto.

Mentre i geni costituiscono sistemi di istruzione per la produzione di proteine, i fattori epigenetici dicono in quali tessuti e in quale momento vanno espressi i geni. I marcatori studiati da Sergey Gavrilets e colleghi sono quelli sesso-specifici prodotti nelle prime fasi di sviluppo dell'embrione e destinati a regolare la sensibilità delle cellule alle variazioni dei livelli degli ormoni sessuali nel corso del successivo sviluppo del feto. In pratica, la presenza di questi marcatori impedisce che un feto di sesso femminile subisca una mascolinizzazione se i livelli di testosterone sono troppo alti o una femminilizzazione del maschio nel caso opposto.

Questi fattori epigenetici vengono per lo più prodotti di nuovo a ogni generazione; in qualche caso, però, alcuni possono passare da una generazione all'altra, e interferire con l'azione di quelli prodotti dall'embrione. Nel caso dei fattori epigenetici sesso-specifici, se vengono ereditati quelli caratteristici del sesso opposto, saranno influenzati ora la preferenza sessuale, ora l'identità sessuale, ora lo sviluppo dei caratteri sessuali primari, a seconda di quanti e quali fattori siano stati ereditati.

Il modello matematico sviluppato dai Gavrilets e colleghi ha mostrato che i geni che codificano per questi marcatori epigenetici possono diffondersi facilmente nella popolazione, perché i fattori epigenetici che producono, di per sé favoriscono la fitness del genitore (ossia la mascolinità dell'uomo e la femminilità della donna), mentre in un numero relativamente ridotto di casi riescono a "intrufolarsi" nelle cellule germinali e passare alla prole.

Source: lescienze.it

 
By Admin (from 08/12/2012 @ 04:06:03, in it - Scienze e Societa, read 1130 times)

Il Financial Stability Board (Fsb), l’istituto internazionale di coordinamento dei governi, delle banche centrali e degli organi di controllo per la stabilità finanziaria a livello globale, ha appena pubblicato un importante studio sul sistema bancario ombra, lo “shadow banking” mondiale. I risultati ci sembrano decisamente sconvolgenti.

Lo studio fatto sull’eurozona e su altri 25 paesi evidenzia che a fine 2011 ben 67.000 miliardi di dollari erano gestiti da una “finanza parallela”, al di fuori, quindi, dei controlli e delle regole bancarie vigenti.

http://ts4.mm.bing.net/th?id=I.4872675558687735&pid=15.1

La cifra complessiva è pari al 111% del Pil mondiale. E’ la metà delle attività bancarie globali ed è  circa un quarto dell’intero sistema finanziario.

In dieci anni è cresciuta di ben 41mila miliardi di dollari. Oggi supera il picco di 62mila miliardi raggiunto nel 2007 prima della crisi.

E’ più che mai allarmante il fatto che sia aumentata di oltre 7mila miliardi solo nel 2011! In barba a tutti i summit internazionali dedicati alla riforma della finanza speculativa! Ciò ovviamente conferma il sostanziale fallimento dei vari G8 e G20.

Il sistema bancario ombra è composto da tutte le transazioni finanziarie fatte fuori dalle regolari operazioni bancarie che, come noto, operano attraverso i conto correnti e con i risparmi dei cittadini e delle imprese.  Esse sono operazioni fatte da differenti intermediari finanziari, come certi hedge fund, fondi monetari e obbligazionari, certi fondi equity, broker dealer e soprattutto operatori collocatori di derivati finanziari. Sono tutte attività rigorosamente “over the counter” (otc), cioè stipulate fuori dai mercati borsistici e spesso tenute anche fuori dai bilanci.

Ma al di la degli aspetti tecnici e dei differenti settori economici di applicazione, si tratta di strumenti finanziari che creano forme di credito a lungo termine sulla base però di fondi a breve e brevissimo termine, che operano con una leva finanziaria pazzesca, spesso di parecchie centinaia di volte superiore al sottostante iniziale.

Lo studio indica anche come il cosiddetto “maturity/liquidity transformation”, cioè il difficile rapporto tra le scadenze di lungo termine di certe operazioni finanziarie e la necessità di trovare la liquidità a breve in caso di necessità, sia sempre stato e sia la fonte principale dell’attuale crisi sistemica.

Dei 67.000 miliardi, gli Usa ne gestiscono 23.000 mentre la zona euro 22.000. Ma è la Gran Bretagna che, non in termini assoluti ma in rapporto al suo effettivo e limitato potere economico, gioca la parte del leone con ben 9.000 miliardi. Si ricordi che il suo Pil è quasi un settimo di quello americano, ma manovra un volume più di un terzo delle operazioni ombra americane. Dopo la crisi lo “shadow banking” di Londra è cresciuto annualmente del 10%.

Un caso particolare tutto da studiare è quello dei Paesi Bassi che hanno visto un tasso di crescita del 45%. In verità la storia ci ha fatto conoscere un sistema bancario e finanziario “anglo-dutch” che ha sempre determinato gli assetti geopolitici e coloniali. Quindi non è un caso se oggi mette i bastoni tra le ruote dell’Unione europea, dell’euro e dei lavori della grande riforma finanziaria contro la speculazione.

Oltre alle sue gigantesche e documentate dimensioni, l’altro aspetto di grande preoccupazione del sistema bancario ombra è il suo rapporto con il sistema bancario ufficiale.

Noi possiamo affermare che il “sistema ombra” spesso è un’emanazione delle grandi banche internazionali che hanno interesse ad aggirare le regole e i controlli cui sono sottoposte.

Secondo noi lo “shadow banking” non è fatto da pirati completamente fuorilegge e contro ogni autorità preposta. I banchieri ombra sono forse più simili ai bucanieri “indipendenti”, come il noto Francis Drake che imperversava nei mari terrorizzando navi e mercantili, ma era al servizio della corona britannica.

Davvero disarmante è poi la parte dello studio del Fsb dedicata alle misure di riforma da intraprendere. Si è ancora in alto mare. Si parla di raccolta dati, di catalogare i vari intermediatori finanziari e le varie operazioni secondo i settori di intervento, ecc.

Questa situazione di incertezza evidentemente rivela la forte influenza della lobby dello “shadow banking” e delle grandi banche finanziarie. Non è tollerabile che a 4 anni dal fallimento della Lehman Brothers e dall’inizio della crisi sistemica non si sia fatto nulla per riformare la grande finanza.

Naturalmente non è colpa del Fsb e dei suoi analisti. E’ tutta colpa dei governi e della loro subalternità ai veri poteri forti della finanza mondiale.

Fonte: Arianna Editrice via cronachelodigiane.net

 
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