Chi è convinto che la notte di San Lorenzo sia ancora troppo lontana per poter avere l’occasione di ammirare il cielo in attesa di una pioggia di stelle cadenti si dovrà ricredere. Se a molti lo spettacolo delle Quadrantidi della notte tra il 3 e il 4 gennaio è infatti sfuggito per problemi di visibilità (il picco dell’evento era troppo vicino all’alba per poter essere bene osservato) il 2012 riserva però altre occasioni per ammirare stelle e pianeti. Eccone alcuni di quelli proposti da Scientific American, che potremmo osservare anche in Italia (condizioni meteorologiche permettendo).
Si comincia alla fine di febbraio, con Mercurio, il più interno dei pianeti del sistema solare (e per questo in genere poco visibile, nascosto com’è dalla luce del Sole). A partire dal mese prossimo il pianeta comincerà ad allontanarsi dalla nostra stella, raggiungendo il punto più distante il 5 marzo. Durante questo periodo, e immediatamente dopo, Mercurio apparirà quindi insolitamente splendente e potremo ammirarlo dopo il tramonto in direzione ovest. Negli stessi giorni anche Marte sarà ben visibile, perché entrerà in opposizione (rispetto al Sole, con la Terra nel mezzo) il 3 marzo.
Specialistii spun ca ar fi posibil ca întregul exoschelet al scorpionilor sa fie un fotoreceptor gigantic, care detecteaza umbrele produse de lumina lunii si a stelelor. Desi, pentru moment, este doar o ipoteza, ea ar explica de ce scorpionii, indiferent de culoarea lor în timpul zilei, stralucesc sub lumina ultravioleta.
Nimeni nu stie exact la ce foloseste aceasta proprietate a scorionilor, însa specialistii au câteva teorii. Ei cred ca fluorescenta i-ar putea ajuta în ritualul de împerechere sau ar putea fi un rest al protectiei solare pe care o aveau înainte sa evolueze si sa devina nocturni. Oricare ar fi explicatia, se pare ca ei au aceasta proprietate de foarte multa vreme. Acest lucru este indicat de cercetarile facute pe o fosila ce dateaza de acum 430 de milioane de ani.
Cercetatorii spera ca aceasta reusita va conduce la crearea unor noi fibre, mult mai puternice, ce vor putea fi folosite în textile, ca bandaje pentru victimele arsurilor si pentru conceperea de veste anti-glont.
Viermii de matase modificati genetic produc fire dure, continând proteine din matasea de paianjen. Aceste fire sunt mai elastice decât cele obisnuite, fiind totodata extensibile, având numeroase aplicatii medicale.
Încercarile precedente de a introduce proteine din matasea de paianjen în firele produse de viermi de matase nu au dat rezultate. Acum, gratie unei noi tehnici concepute de Dr. Donald Jarvis, de la Universitatea din Wyoming, viermii de matase transgenici au produs fire cel putin la fel de dure ca matasea de paianjen.
The dye, a compound called orcein, and a related substance, called O4, bind preferentially to small amyloid aggregates that are considered to be toxic and cause neuronal dysfunction and memory impairment in Alzheimer's disease.O4 binding to small aggregates promotes their conversion into large, mature plaques which researchers assume to be largely non-toxic for neuronal cells. Further research with animal models is needed to determine whether this new approach by Dr. Jan Bieschke (Max Delbrück Center for Molecular Medicine, MDC, Berlin-Buch), Dr. Martin Herbst (Charité – Universitätsmedizin Berlin) and Professor Erich Wanker (MDC) in Berlin, Germany, will be useful for therapy development (Nature Chemical Biology.
Protein misfolding is considered to be the cause of Alzheimer's, Parkinson's and also Huntington's disease. In a multistep process, proteins misfold and accumulate into large extra- or intracellular plaques. Researchers assume that small misfolded protein aggregates that are precursors of mature plaques are toxic for nerve cells and are the reason why they are eventually destroyed.
Dye from the Canary Islands
The dye orcein is isolated from lichens that grow on the Canary Islands, among other places. Lichens have been used for centuries to color fabrics and food. Eight years ago Professor Wanker screened hundreds of natural compounds to find potential candidate drug molecules for the treatment of neurodegenerative diseases. Among those substances he found orcein, a compound made up of about 14 small molecules. As these molecules might have different biological effects, the researchers in Berlin began to search for pure chemicals with similar properties. They identified the substance O4, a blue dye, which is structurally very similar to one of the 14 molecules. Moreover, they showed that O4 stimulates the formation of large, non-toxic protein plaques from small toxic protein assemblies.
C'è chi non si arrende di fronte alle difficoltà che paiono insormontabili. E poi ci sono persone come Louis Braille, che lottano per tutta la vita contro i propri limiti. Nato nel 1809 a Coupvray – a circa 40 chilometri da Parigi – il giovane Braille aveva perso la vista all'età di 3 anni, ma questo non gli impedì di inventare il famoso alfabeto tattile che oggi permette a milioni di ciechi di leggere e scrivere in completa libertà.
La strada che portò il giovane Braille a vincere il proprio handicap non fu affatto facile. Soprattutto se si pensa che, all'inizio del XIX secolo, le condizioni di vita dei non vedenti erano piuttosto precarie. Si può dire che tutta la buona (e la cattiva) sorte di Braille ebbe origine dalla sua famiglia. Il padre, Simon-René, era un artigiano molto abile dedito alla lavorazione del cuoio, tanto che i proventi della bottega di famiglia erano più che sufficienti a garantire al giovane Braille un'educazione dignitosa alla pari di quella del fratello e delle due sorelle maggiori.
D'altra parte, il brutto incidente che rese cieco Braille avvenne proprio nel laboratorio artigianale del padre. Il bambino, che amava giocare con gli attrezzi del mestiere, stava cercando di forare una banda di cuoio con un punteruolo. Braille era molto curioso, e come tutti i bambini fissava da vicino l'oggetto che teneva tra le mani nel tentativo di vincere la resistenza del materiale e bucarlo. Purtroppo, quando l'utensile riuscì a passare la banda, si conficcò direttamente nell'occhio di Braille, causando una gravissima ferita.
La medicina dell'epoca non fu in grado di arrestare l'infezione scaturita in seguito all'incidente, e nel giro di poco tempo il piccolo Braille perse l'uso di entrambi gli occhi. Per fortuna, l'amore e i grandi sacrifici della famiglia aiutarono il bambino a convivere con il suo deficit e a frequentare le scuole del paese. E Braille dimostrava un'intraprendenza e un'intelligenza fuori dal comune, che arrivarono a sorprendere i pregiudizi di tutti i maestri di Coupvray.
Lansata în 1997, sonda Cassini este parte a unui proiect mai complex – misiunea Cassini-Huygens, realizata de NASA în colaborare cu Agentia Spatiala Europeana si Agentia Spatiala Italiana. Cassini a intrat, dupa o lunga calatorie interplanetara, pe orbita planetei Saturn, în 2004. De atunci, a transmis un mare volum de date si mii de imagini ale lui Saturn si ale numerosilor sai sateliti – peste 60 la numar.
În fotografie: Dione, cel de-al patrulea satelit, ca marime, al lui Saturn, alaturi de Titan, cea mai mare dintre lunile planetei. În fundal se vad inelele lui Saturn, constituite din particule de gheata, praf si resturi de roca.
"Pozele" au fost reconstituite din mai multe imagini, fotografiate de camera de luat vederi de la bordul lui Cassini, cu filtre rosii, albastre si verzi, de la distanta de cca. 2 milioane de kilometri departare de Titan si cca. 3 milioane km de Dione.
These hydrogels have potential as injectable materials for medical applications, e.g., liquid injection agents that become gelatinous in the human body to keep drugs around cancerous tumors. In this study, scientists from Kansas State University, University of Nebraska, and PNNL used two native functional sequences from spider flagelliform silk protein and a trans-membrane motif of human muscle L-type calcium channel to design a self-assembling peptide, h9e.
The h9e peptide formed two novel hydrogels in Ca2+ solution and acidic pH conditions—h9e Ca2+ hydrogel and h9e acidic hydrogel. The shear-thinning, rapid-strength-recovering h9e Ca2+ hydrogel proved to have potential for drug delivery and tissue-engineering applications and was tested on mice as an injectable adjuvant for H1N1 swine influenza virus killed vaccine. The study showed it was biologically safe, improved immune response on killed H1N1 virus antigen by approximately 70%, and induced a similar H1N1-specific IgG1 antibody response compared with an oil-based commercial adjuvant.
Per molti, questi giorni di vacanze singhiozzate sono stati l’occasione per allontanare lo sguardo dai giornali, dagli allarmi dell’economia, dal sangue che puntualmente imbratta le pagine di politica estera relative a nord Africa e Medio Oriente. Per questo, non tutti hanno seguito gli eventi che in pochi giorni hanno portato a livelli preoccupanti la tensione tra Iran e Stati Uniti.
Il 28 dicembre, mentre noi spazzolavamo gli avanzi del panettone, il vicepresidente iraniano Mohamed Reza Rahimi annunciava di essere pronto a chiudere lo stretto di Hormuz, da cui transita il 40% di tutto il petrolio venduto al mondo (“ più facile di bere un bicchier d’acqua”, sono state le sue esatte parole). Noi ci preparavamo a stappare lo spumante, e intanto Barack Obama ufficializzava nuove sanzioni contro le istituzioni finanziarie che intrattengono rapporti con la banca centrale iraniana. Infine, nelle ultime ore, la Marina iraniana ha portato a termine la fase finale dei dieci giorni di esercitazioni militari, culminate con il test di nuovi missili antiaereo e antinave, alcuni dei quali sarebbero in grado di sfuggire all’occhio dei radar statunitensi. Quest’ultima esercitazione, in cui veniva simulato il blocco dello stretto di Hormuz al traffico militare e civile, è stata intesa come una sorta di rappresaglia contro sanzioni statunitensi, che tra le altre cose hanno avuto il drammatico effetto di far crollare il valore del rial, moneta ufficiale iraniana.
La storia di Facebook arriva oggi a una svolta: la vita da private company si conclude qui, con il suo ingresso in borsa. Come si vocifera da tempo, Mark Zuckerberg dovrebbe presenterare oggi la documentazione per quotarsi sul mercato azionario e fare della sua creatura una società per azioni.
L'offerta iniziale?
5 miliardi di dollari, secondo le ultime indiscrezioni. Un bel cambiamento, proprio a 8 anni dalla sua creazione e dopo gli ultimi problemi con la privacy, come racconta il numero di febbraio di Wired Italia, in edicola.
O companie belgiana, Imec, promite ca în cursul acestui an va crea un dispozitiv care poate proiecta imagini 3D holografice. Spre deosebire de tehnologia actuala, aceste imagini 3D nu vor provoca dureri de cap sau afectiuni oftalmologice.
Proiectul cercetatorilor consta în crearea de holograme cu ajutorul laserelor si al sistemelor microelectromecanice (MEMS).
"Vizualizarea holografica poate oferi privitorilor o experimentare naturala a imaginilor de tip 3D, fara efectele secundare negative ale vizualizarilor tridimensionale clasice, concretizate de regula în dureri de cap, obosirea oculara si privire împaienjenita", declara purtatorii de cuvânt ai companiei Imec.
Sistemul la scala nano prezentat de acestia, functioneaza cu ajutorul unor cip-uri speciale. Când fluxul razei laser atinge cip-ul, se creaza o imagine tridimensionala. Pe baza principiilor sale inovatoare în acest domeniu de activitate, compania Imec lucreaza la crearea unui display holografic cu o difractie de 60 de grade a unghiului, alaturi de o experienta vizuala de tip high-definition.
Una pausa di 60 giorni. Per chiarire i possibili benefici derivanti dalla ricerca, illustrare le procedure di sicurezza adottate e per discutere dei comportamenti - scientifici e regolatori - da adottare in un caso come questo. Quello, cioè, del supervirus H5N1, la variante del patogeno dell’aviaria potenzialmente in grado di uccidere milioni di persone grazie a poche mutazioni che lo rendono superinfettivo, perché capace anche di trasmettersi per via aerea. Una scoperta scientifica tale da chiamare in causa, poco più di un mese fa, il National Science Advisory Board for Biosecurity statunitense, per decidere se tenere o meno nascosti i risultati del team di Ron Fouchier dell’ Erasmus Medical Center (Paesi Bassi) e di Yoshihiro Kawaoka dell’ University of Wisconsin.
Quando è arrivata la notizia del ceppo di H5N1 superinfettivo, la comunità scientifica (e non) ha cominciato a interpellarsi sulla convenienza e la necessità di pubblicare o meno i dati inerenti la ricerca (anche Wired.it lo aveva chiesto ai suoi lettori): da una parte i ricercatori sostengono che il traguardo raggiunto potrebbe aiutare lo sviluppo di vaccini e a prevenire possibili infezioni, d’altra parte è indubbio anche il rischio che una ricerca del genere porta con sè.
Infatti, senza considerare i pericoli derivanti da una possibile fuga dei virus dai laboratori, rendere disponibili i dati attraverso le pubblicazioni scientifiche universalmente accessibili significa renderli alla portata di tutti. Anche di potenziali terroristi che potrebbero utilizzarli per scopi tutt’altro che nobili. Così, come riporta Nature News, dopo la revisione dei paper scientifici (affinché questi contenessero i risultati ma non i dettagli della ricerca, così che i dati sensibili potessero essere in qualche modo al riparo) è arrivata la decisione di una pausa di 60 giorni.
Researchers from the UCLA School of Dentistry investigating how stem cells can be used to regenerate dental tissue have discovered a way to produce cells with stem cell-like characteristics from the most common type of human skin cell in the epidermis.These skin cells, called keratinocytes, form the outermost layer of skin and can be cultured from discarded skin tissues or biopsy specimens.
The findings, published in the Nov. 4 edition of the peer-reviewed Journal of Biological Chemistry, may be beneficial for individuals with limited sources of endogenous stem cells.
The gene known as ∆Np63α is highly synthesized in regenerating cells of various tissues. The UCLA researchers found that introducing ∆Np63α into skin keratinocytes makes them lose their skin-cell characteristics and de-differentiate to resemble mesenchymal stem cells (MSCs), undifferentiated cells that can self-renew and differentiate to yield specialized cells of various tissue types.
MSCs may serve as an internal repair system by replenishing cells needed for tissue regeneration and homeostasis and are currently being investigated for a number of regenerative therapeutics.
The conversion of keratinocytes into mesenchymal-like cells involves a process known as epithelial-mesenchymal transition. This is the first study to show that the gene ∆Np63α triggers this process in human skin keratinocytes and that the transformed cells acquire multipotent stem cell characteristics.
Siamo nel 2012, e tutti dicono che sarà un anno davvero intenso. Basta dare un'occhiata alla classifica stilata da New Scientist per rendersi conto che per i prossimi 366 giorni (anno bisestile, già) saremo letteralmente sommersi da un'ondata di novità. Scienza, società e politica affronteranno alcune delle più grandi sfide del secolo e – potete stare tranquilli – la fine del mondo non c'entra affatto.
1) La velocità dei neutrini Tunnel Gelmini a parte, il grande esperimento Opera ha insinuato un grande dubbio nella comunità scientifica. Dopo le prove di settembre 2011, i fisici di tutto il mondo si chiedono se i neutrini lanciati dal Cern di Ginevra ai laboratori del Gran Sasso abbiano veramente superato la velocità della luce, mettendo in crisi la teoria della relatività speciale di Einstein. Visto che gli scienziati non sono mai molto inclini a gridare al miracolo, nel 2012 verranno condotti due nuovi esperimenti mirati a valutare la veridicità dei dati raccolti da Opera. Si chiamano Minos (Usa) e T2k (Giappone).
2) Caccia aperta al bosone Le frontiere della fisica restano tra le sfide da affrontare per tutto il 2012. Lo scorso 13 dicembre gli scienziati del Cern di Ginevra (di nuovo) hanno annunciato che l'esperimento del Large Hadron Collider (Lhc) ha prodotto i primi risultati utili a individuare il fantomatico bosone di Higgs. Quest'anno, i supercomputer analizzeranno l'immensa molte di dati prodotti da Lhc alla ricerca di un segnale che identifichi in modo chiaro il profilo chiave del bosone, sempre che esista. In caso contrario, saremo certi che occorrerà pensare a una nuova fisica.
3) Il futuro del Pianeta Quest'anno a Rio de Janeiro si terrà l' Earth Summit 2012, una nuova occasione per fare il punto sul futuro dell'ecosistema Terra. Tra il 20 e il 22 giugno, centinaia di delegati dei governi e migliaia tra attivisti e rappresentanti di realtà locali si riuniranno in Brasile per il quarto grande meeting patrocinato dalle Nazioni Unite. A 20 anni di distanza dal primo meeting di Rio (1992), le delegazioni globali torneranno intorno al tavolo delle trattative per delineare le strategie verdi del nuovo millennio. In particolare, i due temi principali dell'Earth Summit verteranno su green economy e sviluppo sostenibile.
4) Quanto sono intelligenti i computer? Cento anni fa, nel 1912, nasceva Alan Turing, il matematico inglese padre dell'informatica e dell'intelligenza artificiale. Nell'arco di un secolo, i computer hanno fatto passi da gigante, ma nessuno scienziato è mai riuscito a sviluppare nuovi test per valutare la capacità intellettiva delle macchine. Tuttora, per mettere alla prova il QI dei computer viene utilizzato il famoso test di Turing: si tratta di uno scambio di chat al buio in cui un essere umano deve capire se l'interlocutore con cui comunica attraverso la tastiera è un computer o un suo simile. In futuro, gli scienziati potrebbero sviluppare dei test di gran lunga più affidabili, con lo scopo di valutare in modo universale quanto una macchina sia intelligente rispetto agli standard umani.
Written by Two-Time Congressional Medal of Honor Recipient
Major General Smedley D. Butler
USMC, Retired
CHAPTER ONE
WAR IS A RACKET
WAR is a racket. It always has been.
It is possibly the oldest, easily the most profitable, surely the most vicious. It is the only one international in scope. It is the only one in which the profits are reckoned in dollars and the losses in lives.
A racket is best described, I believe, as something that is not what it seems to the majority of the people. Only a small "inside" group knows what it is about. It is conducted for the benefit of the very few, at the expense of the very many. Out of war a few people make huge fortunes.
In the World War [I] a mere handful garnered the profits of the conflict. At least 21,000 new millionaires and billionaires were made in the United States during the World War. That many admitted their huge blood gains in their income tax returns. How many other war millionaires falsified their tax returns no one knows.
How many of these war millionaires shouldered a rifle? How many of them dug a trench? How many of them knew what it meant to go hungry in a rat-infested dug-out? How many of them spent sleepless, frightened nights, ducking shells and shrapnel and machine gun bullets? How many of them parried a bayonet thrust of an enemy? How many of them were wounded or killed in battle?
Out of war nations acquire additional territory, if they are victorious. They just take it. This newly acquired territory promptly is exploited by the few – the selfsame few who wrung dollars out of blood in the war. The general public shoulders the bill.