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Per fortuna Wall Street ha alzato le spalle e si č detta che non sarŕ Cipro ad innescare panico sui mercati finanziari, ci penseranno gli stessi americani, ma al momento debito, non ora!
By Admins (from 19/03/2013 @ 01:01:36, in it - Osservatorio Globale, read 1160 times)

Al solito i titoli bancari pesano sull'indice milanese che risulta il peggiore del Vecchio Continente. Straordinaria performance di Parmalat.

Il mondo si è svegliato scoprendo che in mezzo al Mar Mediterraneo c'è un'isola, dimenticata da tutti, che, anche se economicamente vale meno di un'ameba, può far succedere una tempesta finanziaria globale in grado di mandare in fumo migliaia di miliardi di euro (o di dollari, fate voi), si chiama Cipro.

Cosa è accaduto a Cipro?

Nulla!!!

Nulla di particolare, voglio dire.

Nel bel mezzo di una crisi finanziaria, che ha mandato Cipro sull'orlo del dissesto finanziario, quei geni (perché non li si può definire diversamente) dell'Eurogruppo, nella notte tra venerdì e sabato, hanno deciso di condizionare un intervento da 10 miliardi al prelievo forzoso (una tassa una tantum si diceva una volta) dai conti correnti accesi nelle Banche dell'isola mediterranea pari al 6,75% per le giacenze inferiori ai 100.000 euro e del 9,9 % per quelle superiori.

Beh, dico io, perché tutto sto casino? In Italia è da più di vent'anni che ci depredano il conto corrente e non è mai successo tutto sto caos. Cominciò quel furbacchione di Amato nel '92 con l'indimenticabile (ed indimenticato) 6 per mille, ma restando ai nostri giorni, scusate un secondo, l'uno per mille pagato lo scorso anno e l'1,5 per mille che pagheremo quest'anno su tutti gli investimenti, che cos'è se non un prelievo forzoso dai nostri conti correnti?

Certo a Cipro ci hanno dato giù di brutto, ma è solo una questione di misura, ripeto, anche e soprattutto sotto questo punto di vista, cioè tasse e balzelli vari, l'Italia non ha nulla da imparare da nessuno, anzi, sembra proprio che possa insegnare, e quando il docente è uno come Amato i risultati non possono che essere questi.

Per fortuna Wall Street ha alzato le spalle e si è detta che non sarà Cipro ad innescare panico sui mercati finanziari, ci penseranno gli stessi americani, ma al momento debito, non ora!

E così anche l'Europa ha ripreso fiato e per Parigi, Londra e Francoforte il ribasso al fixing si è limitato a pochi decimi di punto, al solito, invece, Piazza Affari ha lasciato sul terreno più del doppio, colpa, come sempre, dei nostri titoli bancari.

Certo nulla in confronto alla partenza, dopo che nella nottata Tokyo aveva perso il 2,7% anche il nostro Ftse Mib (-0,85%) ha aperto con un ribasso che sfiorava i tre punti percentuali, poi, pian piano, sono tornati gli acquisti che si sono intensificati con l'apertura delle contrattazioni a New York.

Ed alla fine ecco il fondo della classifica odierna: Banca MPS (-5,03%), Unicredit (-3,61%), Bper (-2,83%), Ubi Banca (-2,64%), Intesa (-2,52%) e Banco Popolare (-2,51%).

Quindi non c'è alcun dubbio su quale sia stato il comparto che ha maggiormente perso ed affossato l'intero indice principale. Diamo uno sguardo, però, anche alla parte alta della classifica perché non sono mancate le sorprese.

Parmalat (+8,26%) il motivo di questo boom non è noto, ma lo scopriremo presto, il titolo è risalito oltre quota 2 euro, non accadeva dal luglio 2011.

Stmicroelectronics (+5,38%) è stato il solo che anche dai primi minuti di contrattazione viaggiava in controtendenza, dopo la notizia che Stm ed Ericsson hanno deciso di suddividere le attività di joint venture (che successone che è stato!!!).

Rialzo da pi greco per A2A (+3,14%) al sesto guadagno nelle ultime sette sedute, per l'utility meneghina è ormai chiaro il prossimo recupero di quota mezzo euro.


Più info: http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=15401#ixzz2NviX6VAC

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