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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 27/04/2012

A team of Weizmann Institute scientists has turned the tables on an autoimmune disease. In such diseases, including Crohn's and rheumatoid arthritis, the immune system mistakenly attacks the body's tissues. But the scientists managed to trick the immune systems of mice into targeting one of the body's players in autoimmune processes, an enzyme known as MMP9. The results of their research appear today in Nature Medicine.

Prof. Irit Sagi of the Biological Regulation Department and her research group have spent years looking for ways to home in on and block members of the matrix metalloproteinase (MMP) enzyme family. These proteins cut through such support materials in our bodies as collagen, which makes them crucial for cellular mobilization, proliferation and wound healing, among other things. But when some members of the family, especially MMP9, get out of control, they can aid and abet autoimmune disease and cancer metastasis. Blocking these proteins might lead to effective treatments for a number of diseases.

Originally, Sagi and others had designed synthetic drug molecules to directly target MMPs. But these drugs proved to be fairly crude tools that had extremely severe side effects. The body normally produces its own MMP inhibitors, known as TIMPs, as part of the tight regulation program that keeps these enzymes in line. As opposed to the synthetic drugs, these work in a highly selective manner. An arm on each TIMP is precisely constructed to reach into a cleft in the enzyme that shelters the active bit – a metal zinc ion surrounded by three histidine peptides – closing it off like a snug cork. 'Unfortunately,' says Sagi, 'it is quite difficult to reproduce this precision synthetically.'

Dr. Netta Sela-Passwell began working on an alternative approach as an M.Sc. student in Sagi's lab, and continued on through her Ph.D. research. She and Sagi decided that, rather than attempting to design a synthetic molecule to directly attack MMPs, they would try trick the immune system to create natural antibodies that target MMP-9 through immunization. Just as immunization with a killed virus induces the immune system to create antibodies that then attack live viruses, an MMP immunization would trick the body into creating antibodies that block the enzyme at its active site.

Together with Prof. Abraham Shanzer of the Organic Chemistry Department, they created an artificial version of the metal zinc-histidine complex at the heart of the MMP9 active site. They then injected these small, synthetic molecules into mice and afterward checked the mice's blood for signs of immune activity against the MMPs. The antibodies they found, which they dubbed 'metallobodies,' were similar but not identical to TIMPS, and a detailed analysis of their atomic structure suggested they work in a similar way – reaching into the enzyme's cleft and blocking the active site. The metallobodies were selective for just two members of the MMP family – MMP2 and 9 – and they bound tightly to both the mouse versions of these enzymes and the human ones.

As they hoped, when they had induced an inflammatory condition that mimics Crohn's disease in mice, the symptoms were prevented when mice were treated with metallobodies. 'We are excited not only by the potential of this method to treat Crohn's,' says Sagi, but by the potential of using this approach to explore novel treatments for many other diseases.' Yeda, the technology transfer arm of the Weizmann Institute has applied for a patent for the synthetic immunization molecules as well as the generated metallobodies.

Source: Weizmann Institute of Science - via ZeitNews.org

 

Le chiamano “ Copyright Enforcement Companies” e sono i bounty killer dell’industria del copyright. Sono società private specializzate nella repressione della pirateria informatica. Diffondono file danneggiati o corrotti ( file decoy) e tentano di compromettere i network di condivisione. Setacciano i siti e le reti P2P registrando gli indirizzi Ip degli utenti che condividono materiale protetto da copyright, per poi rivenderli ai propri clienti. Per individuare fisicamente questi utenti però, serve la collaborazione dei provider dello Stato dove risiede il presunto pirata. Le industrie del copyright hanno spesso invocato l’imposizione di un obbligo di collaborazione a carico di questi gestori di rete. Con il nuovo trattato internazionale Acta potrebbero vedere esauriti i loro desideri anche là dove finora sono rimasti delusi.

Fino a oggi, in Italia la giurisprudenza ha dato ragione a provider e utenti. Per esempio nel 2010 la Federazione anti pirateria audiovisiva ( Fapav) aveva chiesto che Telecom si impegnasse a controllare l’attività dei propri clienti e, su richiesta, a dare i nominativi collegati agli Ip individuati a scaricare materiale protetto. I giudici hanno dato ragione a Telecom e alle associazioni di consumatori costituitesi in giudizio. Se la Fapav intende lamentare una violazione del copyright deve fare istanza al tribunale, come tutti, e sarà il giudice eventualmente a richiedere a Telecom i nominativi. Durante il processo erano emerse notizie inquietanti sull’impiego di compagnie di copyright enforcement da parte di Fapav. In particolare la Coo-peer-right Agency era sospettata, oltre di aver violato le norme sulla privacy, di aver usato anche dei malware-spia per conoscere i siti visitati dagli utenti.

Ma in altri Paesi la situazione è più favorevole ai detentori di copyright. In Germania, per esempio, i gestori di servizi passano ogni mese alle industrie dei contenuti dati riguardo a circa 300mila utenti. Le compagnie di copyright enforcement, attivate dai legali delle industrie, individuano chi mette in condivisione determinati file protetti dal diritto d’autore. A questo punto i proprietari dei diritti incrociano le informazioni e chiedono i danni ai singoli utenti. La cifra richiesta per evitare un processo va dai 300 ai 1200 euro di solito, e spesso viene pagata.


Per uniformare le diverse normative e, sospettano alcuni, per imporre una legislazione restrittiva sul copyright in tutti gli Stati, è stato scritto il trattato internazionale Acta. La sua esistenza è stata svelata, prima di qualsiasi dichiarazione ufficiale, dai cablo di Wikileaks nel 2008. L’Unione europea l’ha siglato il 26 gennaio 2012 e da allora sono cominciate imponenti manifestazioni e proteste in tutta Europa. Sul Web i cyberattivisti di Anonymous hanno lanciato la loro campagna contro Acta.

Singoli membri del Parlamento europeo, facendo proprie alcune delle preoccupazioni emerse nelle opinioni pubbliche nazionali, hanno espresso perplessità e critiche. Il relatore parlamentare di Acta, il francese Kader Arif, ha rinunciato al suo incarico per dare un forte segnale di protesta. In ogni caso dal 29 febbraio comincerà l’esame del trattato nelle commissioni competenti e, per tenere alta l’attenzione pubblica sul tema, si continuano a organizzare manifestazioni coordinate in tutto il mondo.

Perché il trattato entri in vigore, è necessario che il Parlamento europeo lo approvi e gli Stati membri lo ratifichino. Dopo le pressioni venute dalle piazza alcuni governi, come quello polacco, hanno messo in discussione la propria firma. E intanto la Commissione ha chiesto alla Corte di giustizia europea un parere sull'accordo. Per salvare il trattato dal rischio di naufragio, la Commissione europea ha diffuso un documento teso a rassicurare i cittadini sul fatto che con Acta non cambierà nulla o quasi nella loro vita quotidiana. Ma la comunità telematica non è convinta. Troppo generiche le promesse della Commissione e il testo del trattato è talmente vago, sottolineano alcuni blogger, da non offrire garanzie sui risultati a cui potrebbe portare.

Il rischio è che presto in tutta Europa, e non solo, si diffondano pratiche repressive scarsamente controllate, spesso intimidatorie e non sempre precise. Può capitare che le compagnie di copyright enforcement sbaglino il loro bersaglio e si creino situazioni paradossali. Questo è il caso, ad esempio, capitato a una signora tedesca raggiunta dall’accusa di aver scaricato illegalmente un film particolarmente violento sugli hooligans. Le hanno chiesto 650 euro per evitare di andare in tribunale. Peccato che, come ha fatto notare il suo avvocato Christian Solmecke, la signora non avesse nemmeno un computer. Per la serie, nessuno è al sicuro.

Autore: Tommaso Canetta - Con la collaborazione di Paolo Nicoli.

Fonte: Wired.it

 

Penisul masculilor din aceasta specie este detasabil si poate „pompa” în continuare, chiar dupa ce „proprietarul” sau a fugit sa se salveze din fata femelelor cu comportament canibal la adresa masculilor din propria specie.

Penisul detaşabil: salvarea păianjenilor masculi

Masculii din aceasta specie de paianjeni au cel mult doua sanse sa se împerecheze, dar doar una în care mai pot scapa cu viata în urma actului sexual. Organismul lor este prevazut cu o prereche de formatiuni peniene specializate, care transfera spermatozoizii. Formatiunile sunt detasabile în mod natural si se desprind de trupul paianjenului, dar continua sa ejaculeze spermatozoizii în organul genital al femelei de paianjen.

Aceasta adaptare extrema a aparut în urma comportamentului canibal al femelei, care, dupa încheierea actului sexual, ar trece imediat la capturarea si consumarea masculului.

Singura scapare a mascului consta în desprinderea sa din timp, urmata de fuga de la locul faptei, înainte ca femela sa-i observe lipsa. Cercetatorii din cadrul Universitatii din Singapore au efectuat un experiment în care au crescut în conditii de laborator 25 masculi si 25 femele din aceasta specie de paianjen.

Când arahnidele au atins maturitatea sexuala, au fost distribuite în perechi. În timpul actului sexual, cercetatorii au observat acest tip de comportament extrem în cazul tuturor cuplurilor de paianjeni.

Pe baza cercetarilor în domeniu, se pare ca masculii cu penis detasabil nu sunt caracteristici doar paianjenilor Nephilengys malabarensis, ci si unor specii de furnici, gândaci, scorpioni si cefalopode.

Sursa: Live Science - via Descopera.ro

 

Fotografie del 27/04/2012

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sir are you encouraging people participate in some kind of game? ...where people give up their power? It never worked before .... that’s why I suggest instead of give up your power, exercise it from y...
05/10/2014 @ 08:45:09
By James Smith
Asta e marihoana nu?ei cine te poate opri so faci ,eu nu prefer astfel de fistractie deoarece am vazut ca dupa nu mai faci altceva fecit ca dormi bine,nu am incercat nu incerc dar nu opresc pe nimeni ...
30/09/2014 @ 09:34:56
By Miulesvu Corina Lucia
tovaraseilor .. nu confundati un sifonar sau turnator cuun ofiter sub acoperire.. e o mare diferenta ...
29/09/2014 @ 13:07:51
By Alex Andu
... deci şi Toma e securist, logic!
27/09/2014 @ 15:49:04
By Bogdan Sith Huşanu
Mai voinicilor,voi nu stiati ca inainte de 89,securistii erau omul si copacul,,ei acum sint si mai multi,cred ca au dat si lastari,ce naiba..!..
27/09/2014 @ 15:45:01
By Toma Pasculea
E greu de crezut că mişcă ceva de calibru în massmedia din orice ţară care să nu aibă vre-o treabă cu 'serviciile'. Cred că massmedia, instituţiile me...
27/09/2014 @ 15:41:52
By Alterul EgoulMeu
Manipulare, marca Basescu.
27/09/2014 @ 15:38:18
By Stela Andreica


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