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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 10/05/2012

Anatomia di un attacco di Anonymous. Cita così il report che Imperva, un’azienda californiana di sicurezza digitale, è pronta a diffondere questa settimana nel corso di una conferenza sul tema. Dentro infatti ci sono scritte alcune delle strategie utilizzate dagli hackers di Anoymous - tra le cui fila sono stati appena arrestati alcuni esponenti -  durante uno dei loro attacchi. Non uno qualsiasi, e neanche uno dei migliori riusciti: quello dello scorso agosto al Vaticano.

In realtà, a scorgere il documento il nome del Vaticano non compare da nessuna parte (si parla solo di un attacco avvenuto nel 2011 e durato 25 giorni), ma come racconta il New York Times, due persone coinvolte nell’analisi confermerebbero che quella fatta da Imperva riguardi proprio i siti dello Stato Pontificio. E sarebbero stati proprio gli addetti alla sicurezza del Vaticano a commissionare all’agenzia californiana un report sul fallito attacco, rinominato Operation Pharisee (Operazione Farisei).

I fatti risalirebbero all’agosto del 2011, nello stesso periodo in cui il papa Benedetto XVI si trovava in Spagna in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, uno dei momenti di massima visibilità per il Vaticano. Proprio per questo Anonymous pensò di colpire il sito organizzatore della giornata, e rivenditore di oggettistica a tema, nell’ottica mandare a monte l’evento stesso e richiamare l’attenzione sui problemi irrisolti degli abusi sessuali ai minori da parte di alcuni sacerdoti. Questo lo scopo, e adesso Imperva rende note anche le tattiche messe in moto da Anonymous per procedere.

In primo luogo c’è stata una vera e propria campagna mediatica: 18 giorni di messaggi, foto, video, link ad articoli postati dagli hacker sul proprio sito, su YouTube, Twitter Facebook e social network, per reclutare altri hacker, e convincerli ad agire contro i siti del Vaticano. Come spiega il report, questa è una delle fasi più delicate di un piano d’azione di hackeragggio, quella tesa a richiamare l’ attenzione su un problema.

Poi è cominciata la fase successiva: studiare il nemico, ovvero cercare i punti deboli del bersaglio (il sito organizzatore dell’evento), i buchi attraverso cui entrare sarebbe stato più facile insomma. Č  una fase – breve, appena tre giorni-  in qualche modo di preparazione, che serve a capire quali sono i punti da sfruttare per potenziale il vero e proprio attacco. In genere è portata avanti da pochi hacker esperti, come spiega ZDNet. In questo caso però i software automatici impiegati allo scopo non rilevarono nessuna falla lasciata aperta, così che gli hackers sono passati alla loro “ultima risorsa”, come la chiama il report di Imperva, negli ultimi due giorni: un attacco DDoS (Distribuited Denial of Service), con cui sovraccaricare il sito preso di mira fino a farlo crashare.

Una mossa a cui anche i meno esperti possono partecipare dai loro computer e smartphone.

Le conseguenze? Solo nel primo giorno il traffico internet del sito preso di mira era stato 28 volte quello medio, 34 il giorno successivo, tanto che il servizio, stando a quanto dichiararono a suo tempo da Anonymous, cominciava a essere disattivato in alcuni paesi. Ma il report di Imperva invece sostiene che il sito resse bene all’attacco, tenendo alla larga gran parte del traffico eccessivo, perché il Vaticano avrebbe fatto dei grossi investimenti in termini di sicurezza. Quelli che verrebbe da pensare sono mancati, addirittura, al dipartimento di giustizia americano e all’Fbi.  

Fonte: wired.it

 

Sistemul conceput de profesorul Ben Allen de la Centre for Wireless Research foloseste undele radio pentru energia electrica.

Cercetatorii afirma ca este vorba despre primul sistem de acest gen din lume. Oamenii de stiinta spun ca tehnologia conceputa de ei deschide calea spre renuntarea la bateriile conventionale.

A fost creată tehnologia revoluţionară ce ne permite să spunem adio bateriilor

Reprezentantii universitatii au depus actele necesare pentru obtinerea brevetului de inventie si drepturile exclusive ce decurg din acesta.

Profesorul Ben Allen, alaturi de David Jazani si Tahma Ajmal, au creat un sistem care foloseste undele medii în locul bateriilor. Acesta este functional în cazul dispozitivelor electronice de dimensiuni mici, precum ceasurile sau telecomenzile.

Noua tehnica transforma energia neutilizata a undelor radio în energie electrica. Profesorul Allen afirma ca asa cum undele radio au energie, la fel au si undele de lumina, sunet sau vânt, astfel ca, în teorie, toate acestea ar putea fi utilizate pentru a genera energie electrica.

"Acest nou domeniu, intitulat power harvesting, promite sa reduca dependenta noastra de sursele conventionale de energie electrica", sustine Allen.

"Avem nevoie de aceasta inovatie, pentru ca anual aruncam la gunoi aproximativ 20.000-30.000 de tone de baterii, ceea ce reprezinta chimicale toxice ce se infiltreaza în sol", adauga Allen.

"Estimam ca piata pentru aceasta tehnolgie va atinge miliarde de lire sterline în 2020", a concluzionat Allen.

Sursa: BBC News - via Descopera.ro

 

We've heard of experimental contact lenses that can non-invasively monitor the blood sugar levels of diabetes sufferers before, but where prior research relied on chemical reactions inducing color-change in the lens, new joint research by the University of Washington and Microsoft Research aims to incorporate electronics into such lenses to report blood sugar levels wirelessly. Gizmag spoke to Desney Tan, Senior Researcher at Microsoft Research Connections, to find out what sets this work apart.

In a promotional video from Microsoft Research, Professor Babak Parviz of the University of Washington summarizes the research. "We've been able to put a glucose sensor on a contact lens and show that it can detect glucose at levels that are found in the tear film," he explains. "Our broader group has actually designed and built small radios that can interface with this glucose sensor and send out information wirelessly."

Sufferers of Type 1 diabetes have to monitor their blood sugar levels several times a day. It's a painful procedure requiring the piercing of the skin with a spring-loaded needle. With what Microsoft cites as an example of a Natural User Interface (NUI), it hopes its "Functional Contact Lens" may one day remove the need for this invasive means of monitoring.

Though the Functional Contact Lens aspires to a more advanced means of reporting than mere common change, the means of detection also differs from previous research. "There are now various groups working on non-invasive measurement of tear glucose," Desney Tan told Gizmag. "Professor Zhang's lab has been largely using nanostructured optical probes embedded in hydrophilic hydrogen lenses, and they've had some successes recently."Instead, Tan explained, this research uses an enzyme-based electrochemical process sensitive to glucose. "As the enzyme interacts with the tear fluid, specific measurements are made by observing the change in current measured by bio-compatible electrodes on the contact lens."

Microsoft hopes to get this technology to market "as soon as everything is ready", and, if successful, it's likely that the first models will report information wirelessly to a local device, which "could be an augmented smart phone," Tan suggests.

This will be achieved with tiny, flexible electronics embedded into the lens itself incorporating control circuits, communication circuits, the glucose sensors themselves, and the antenna. "This required a whole new engineering process, since traditional integrated circuit processes would not work," Tan explained.

It's hoped that subsequent models will enhance the NUI-ness of the user experience by removing the need for a secondary device, and instead displaying information directly in the contact lens. Tan told us that current challenges to overcome involve the efficiency of the wireless communications, "bio-compatibility", the practicality of the design with respect to potential mass production, as well as issues with the glucose sensor itself.

Bio-compatibility is clearly an issue when a (admittedly low-powered) electronic device comes into direct contact with the human eye - both in terms of safety and comfort. As such, the Functional Contact Lens is not yet read for what Tan calls "in-situation trials". Tan is a passionate evangelist for the potential of NUI and augmented reality. The team at Microsoft Research and the University of Washington "has only begun to scratch the surface of the opportunities that exist with this type of platform," he enthuses. "The most important challenge is really in the deep exploration of all the things not yet imagined with this platform, and new platforms enabled by this new-found capability to create other technology of this form."

Source: GIZMAG - via ZeitNews.org

 

Fotografie del 10/05/2012

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DId not know such thing existed ....Interesting, It might be another source to extract properties useful for us. But I would definitely do more research...
12/09/2014 @ 22:32:48
By Lamano Conpelos
It's illegal in Italy.
09/09/2014 @ 12:20:42
By Stefan Danov
Se strang semnaturi si apoi se intampla ce, avand in vedere ca nu e o petitie? De cate semnaturi e nevoie, care sunt pasii de dupa strangerea semnaturilor... cine sunt initiatorii (nu, nu sunt cetaten...
06/09/2014 @ 22:29:56
By Sorin Mihai Bargaoan
Stai linistit ca multinationalele farmaceutice producatori de citostatice exorbitant de scumpe, or sa lupte mereu impotriva legalizarii canabisului in scopuri terapeutice ........
14/08/2014 @ 21:16:00
By Petre Gulie
La cannabis e',la medicina
09/08/2014 @ 20:39:16
By Stefano Ferrari
right on!!
12/07/2014 @ 20:07:45
By Brian Barton
Cannabis is the best medicine in nature. Best everything. But shit, thc is important to!
10/07/2014 @ 13:26:01
By Jason Bond


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Publishes and comments on leaked documents alleging government and corporate misconduct.




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