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" E' COMPLICATO " LA RECENSIONE.
By Admin (from 23/07/2010 @ 16:00:28, in it - Video Alerta, read 1439 times)

La regista Nancy Meyers è nel panorama cinematografico da quasi trent’anni. Inizia come sceneggiatrice e il suo primo lavoro è la co-sceneggiatura del film “Soldato Giulia agli ordini” (1980). La sua prima regia avviene parecchi anni dopo con il remake di un classico della Disney “Genitori in trappola” (1998). In questo lasso di tempo la regista ha raccolto intorno a sé molto interesse per le sue sceneggiature, diventando anche produttrice oltre che regista.

Piace per le sue commedie romantiche e che trattano con autenticità i sentimenti dei personaggi che delinea, portando alla luce i comportamenti, le reazioni, il modo in cui ci si sente quando non si è più dei ventenni, dei trentenni o dei quarantenni. In questa commedia pone l’occhio della macchina da presa su una ex coppia sui cinquanta.

Jane e Jake sono divorziati da 10 anni. I tre figli, oramai grandi, prendono tutti strade diverse, lasciando un certo vuoto nella grande casa in cui vivevano con la madre. Jane è proprietaria di una pasticceria che le dà molta soddisfazione e il rapporto con Jake è diventato amichevole. L’uomo si è risposato con “l’altra donna” più giovane di lui, che ora vuole un figlio. Jane decide di ingrandire la cucina facendola diventare come ha sempre voluto, Adam è l’architetto che si occuperà del da farsi e che si innamora di lei. Quando Jane e Jake si ritrovano a New York per il diploma del figlio, i due iniziano una relazione, che porta la donna a essere, lei, l’amante. Jane non sa come comportarsi: troncare tutto o permettersi di lasciarsi andare e vedere ciò che accade? E Adam….? Non è la prima volta che Nancy Meyers porta sullo schermo dei personaggi adulti costretti a trovarsi faccia a faccia con la verità su se stessi e su ciò che vogliono davvero e che hanno cercato a lungo di evitare, succede in “What woman want – Quello che le donne vogliono” e in “Tutto può accadere”, per citarne alcuni.

In E’ complicato la regista mette la sua Jane in una situazione alquanto complicata, appunto, affinché vivendo ciò che sarebbe potuto essere se “ci avessimo riprovato”, riesca a fare chiarezza nel suo intimo e capire cosa vuole davvero, cosa oggi la rende felice e appagata. Bisogna mettersi a confronto con i propri demoni per raggiungere la consapevolezza e magari divenire più saggi.

Inoltre Meyers ha voluto sottolineare come a volte alcune situazioni vanno vissute fino in fondo, per non chiedersi mai come sarebbe andata se si fosse agito in modo diverso.

Sono le esperienze di tutti i giorni che ci fanno diventare ciò che siamo e le scelte che prendiamo a determinare il nostro futuro. Col senno di poi certamente alcuni errori sarebbero evitati, ma il percorso che un uomo o una donna intraprende è fatto di tappe che non si possono saltare o evitare.

Il film si immerge nella realtà della vita dopo il divorzio con eleganza, sincerità e comicità. La regista ha delineato una vena umoristica che calza a pennello ai personaggi, e gli attori, tutti, hanno dei tempi comici perfetti rendendo il film godibile a più livelli, si ride spassionatamente e ci si intenerisce di fronte alla confusione di Jane, identificandosi in una donna fragile e energica, appassionata e solare, una donna che non si è data mai per vinta anche nelle situazioni più buie che ha dovuto affrontare. Ha cresciuto tre figli, che ora intraprendono una nuova strada, ha ricucito il rapporto col suo ex, grazie anche alla disponibilità di lui, ha raggiunto i suoi obiettivi professionali. Dopo molti sacrifici ora può assaporare un po’ di serenità. La regista mostra una Jane coraggiosa, l’ho è stata in passato, e lo è oggi che sceglie di vivere pienamente quest’opportunità con Jake.

Meryl Streep riesce a incarnare perfettamente ogni piccola sfumatura di Jane, a iniziare dalle sue espressioni facciali, irresistibili. Steve Martin è la vera sorpresa del film, si cimenta in un ruolo un po’ diverso dal solito, Adam è una persona vulnerabile, è stata ferita, ed entra nella vita di Jane in punta di piedi, al contrario di Jake.

L’attore è alle prese con i momenti più intimi e piccoli della pellicola e regala allo spettatore un’interpretazione morbida e accattivante. Un aspetto che la regista ha saputo caratterizzare è il raccontare la storia di una coppia che si muove avanti nel presente, tratteggiando nei loro discorsi il loro passato insieme, portando lo spettatore ad avere una visione del tutto e accompagnandolo fino all’epilogo.

Un altro tema che viene sottolineato è il chiedersi cosa si è persi, cosa ci si è lasciati alle spalle nell’optare una scelta invece di un’altra. Nel momento in cui Jake comincia ad avere problemi di intesa sessuale con la moglie attuale, inizia ad aprire gli occhi su tante piccole cose, incluso l’aver divorziato da Jane.
Il cibo gioca un ruolo di primo piano e, in forme diverse, appare nella maggior parte delle sequenze. Molto tattile è la sequenza in cui Jane e Adam si ritrovano sul retro della pasticceria, impegnati nel preparare i cornetti. La scelta di far vedere Jane all’opera è messa in atto per coinvolgere ancor di più colui che guarda, stuzzicandogli i sensi.

È un film ottimista, tutti i personaggi sono feriti e ognuno riconosce questo nell’altro, tutti in modo diverso cercano di muoversi dal passato e procedere oltre e questo infonde ottimismo e speranza. ( Fonte: cinemalia.it)

Autore della recensione: Francesca Caruso

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