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Proteste in piazza, il premier Papandreou organizza rimpasto record. La Grecia sull'orlo del default.
By Admin (from 16/06/2011 @ 16:00:59, in it - Osservatorio Globale, read 1397 times)

Per il mercato è ormai scattato il conto alla rovescia per il default della Grecia: il premier greco George Papandreou, travolto dalla protesta di piazza contro il nuovo programma di austerity, parla per la prima volta di possibili dimissioni e in serata annuncia un rimpasto dell'esecutivo e un voto di fiducia per oggi.

L'Europa intanto si mobilita per cercare di superare le divisioni e trovare un accordo quanto più possibile indolore sul salvataggio di Atene. Il Paese è alle corde e mentre Bruxelles promette che a luglio arriverà la nuova tranche di aiuti da 12 miliardi prevista dal primo pacchetto varato un anno fa, il flop del vertice di ieri a Bruxelles sul salvataggio numero due di Atene ha fatto schizzare all'ennesimo record rendimenti e spread dei titoli di Stato ellenici.

Ai massimi anche il rischio default percepito dal mercato e Standard & Poor's ha tagliato il rating di quattro banche elleniche. I ministri dell'Eurogruppo puntano a trovare una soluzione al caso Atene nella riunione straordinaria del 20 giugno, anche se l'ok al nuovo salvataggio dovrebbe arrivare nella successiva riunione dell'11 luglio, ha detto il ministro delle Finanze slovacco Ivan Miklos. Resta però ancora difficile capire quale sarà la formula del salvataggio. In altre parole l'escamotage che consentirà di coinvolgere i privati nell'allungamento delle scadenze del debito greco - come preteso dalla Germania - senza incappare nel temuto "evento di default" minacciato dalle agenzie di rating.

Un evento che travolgerebbe le banche innescando il contagio al resto dell'eurozona. La stretta interconnessione fra il settore pubblico e le banche, che hanno ampie fette di titoli di Stato periferici in portafoglio - avverte la Bce - ha "il potenziale per creare effetti di contagio".
Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce, ha confermato che si sta "lavorando a un piano che prevede il coinvolgimento volontario degli investitori privati nel rinnovo del debito greco" - ossia la cosiddetta "Iniziativa di Vienna" adottata nel 2009 per l'Europa dell'Est - e che "bisogna essere pazienti".

L'Europa prova a serrare i ranghi: oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel dovrebbe discutere la questione con Mario Draghi, designato alla presidenza della Bce, e venerdì è previsto l'incontro con il presidente francese Sarkozy, da sempre contrario a una ristrutturazione del debito greco.
Da un documento della Commissione Ue pubblicato dal Financial Times viene fuori che la proposta di ristrutturazione soft caldeggiata dalla Germania comporterebbe una ricapitalizzazione delle banche greche per 20 miliardi di euro, a carico dei governi europei, qualora la Bce rifiutasse di accettare i bond con rating abbassato come collaterali (cioé i titoli che gli istituti di credito forniscono alla banca centrale europea a garanzia della liquidità ricevuta).

Un'apertura su questo fronte arriva proprio da Bini Smaghi: la Bce rivede costantemente le regole sul collaterale, ha detto lasciando intendere che potrebbero essere accettati a garanzia bond greci anche nel caso di una ristrutturazione del debito. Ma per Fitch ogni soluzione non è che un default camuffato: l'iniziativa di Vienna rischia di aprire la strada ad un default, sostiene Fitch perché ricadrebbe nella casistica di "distressed debt exchange" dal momento che anche se il rinnovo del debito fosse volontario si inquadrerebbe nella necessità di evitare l'insolvenza, e resta da vedere se per i creditori le condizioni siano meno favorevoli.

Fonte: AmericaOggi.info