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Al pari di un burattinaio con la sua marionetta, il baculovirus Lymantria dispar nucleopolyhedrovirus infetta la larva di una limantria (la farfalla Lymantria dispar), manovrandola a piacere per indurla a comportarsi a suo vantaggio.
By Admin (from 04/10/2011 @ 11:00:33, in it - Osservatorio Globale, read 1693 times)

Se il virus colpisce il bruco, infatti, quest’ultimo si arrampica in cima agli alberi in cerca di cibo, dove muore sciogliendosi, liberando così milioni di particelle virali che, cadendo sulle foglie sottostanti, infetteranno altri individui.

Ora, per la prima volta, alcuni entomologi della Pennsylvania State University (Stati Uniti) sono riusciti a identificare nel Dna del virus il gene che manovra il comportamento del bruco. Lo studio, guidato da Kelli Hoover, è stato pubblicato su Science.
La larva della limantria trascorre di norma le sue giornate nascosta nella parte bassa della vegetazione per evitare i predatori, arrampicandosi sui rami alti solo di notte. I bruchi infettati dal baculovirus, al contrario, sfidano il pericolo, scalando i tronchi in pieno giorno. In natura sono noti altri casi di parassiti che sfruttano l’ospite in modo simile a questo per trarne vantaggio (vedi anche Galileo: Formiche zombie per colpa di un fungo), tuttavia i meccanismi genetici alla base di questi fenomeni, probabilmente diversi da specie a specie, restano ancora da scoprire.

Nel caso della limantria, Kelli Hoover e colleghi hanno focalizzato l’attenzione sul gene egt dei baculovirus, capace di inibire la muta del bruco ospite e di prolungarne il periodo di nutrimento. Per verificare la responsabilità del gene nell’inusuale arrampicata, i ricercatori hanno infettato delle larve di L. dispar con sei forme diverse di baculovirus: due varianti selvatiche isolate in natura, due ricombinanti create in laboratorio (nelle quali il gene egt era stato "spento" con l’intromissione di altri geni) e due nelle quali egt era stato reinserito dopo essere stato inattivato. Una volta chiuse in lunghe bottiglie di plastica, solo le larve infettate con il baculovirus selvatico o con il gene egt reinserito mostravano il comportamento anomalo e morivano. Quelle con il gene disattivato, al contrario, si arrampicavano ma poi tornavano a morire sul fondo; mentre alcuni bruchi di controllo non infettati si comportavano in modo normale.

Secondo gli scienziati, il risultato ottenuto fornisce una spiegazione genetica e molecolare del meccanismo impiegato da alcuni virus per controllare gli ospiti e trarne vantaggio, come spiega Kelli Hoover: “Negli individui infettati con il virus selvatico, i livelli dell’ormone della muta risultavano essere notevolmente bassi, ed è dunque ragionevole concludere che, in questo sistema, il gene egt sia responsabile della manipolazione del comportamento del bruco”.

Riferimenti: Science, vol. 333 (6048): 1401 - Credits imagine: Michael Grove