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La macchina che registra la coscienza. Un sistema che misura l'essenza stessa di ciò che siamo. Permetterà di scrutare le percezioni delle persone in stato vegetativo. A presentarla il neuroscienziato Giulio Tononi
By Admin (from 03/12/2011 @ 08:01:35, in it - Osservatorio Globale, read 1299 times)

Per anni, è sembrato impossibile persino definire che cosa fosse esattamente, la coscienza. Figurarsi misurarla con un macchinario. Grazie agli studi di Giulio Tononi, neuroscienziato trentino da anni all'Università del Wisconsin (Usa), e Marcello Massimini, dell'Università di Milano, il mistero dei misteri inizia a essere decifrato. I ricercatori hanno sviluppato un macchinario che permette di registrare il grado di coscienza di una persona. Una sorta di coscienziometro che segna valori prossimi allo zero nei casi di assenza o di minima coscienza, durante il sonno, l'anestesia totale o alcuni casi di coma, fino a valori del 100 per cento, quando siamo svegli, vigili e dotati della piena capacità di pensiero.

“ Abbiamo sottoposto una serie di pazienti a stimolazione magnetica transcranica, uno strumento che induce brevi correnti elettriche nella corteccia cerebrale, e abbiamo analizzato le risposte neuronali con elettroencefalografia ad alta definizione”, ci spiega Tononi, che ha presentato i suoi studi a Venezia, nel corso del convegno della Fondazione Veronesi The Future of Science dedicato quest'anno proprio alle meraviglie della mente. “ Quando una persona è cosciente, il suo cervello reagisce agli stimoli con numerosi stati di attivazione dei neuroni che propagano l'informazione da una parte all'altra della corteccia cerebrale in poche frazioni di secondo. Abbiamo ripetuto l'esperimento mezz'ora dopo che il soggetto si è addormentato e abbiamo osservato che lo stesso stimolo produce un effetto completamente diverso" . Continua Tononi: " Nonostante la corteccia sia ancora attiva, la comunicazione tra i neuroni è assente. È stata la dimostrazione sperimentale che nel sonno senza sogni c'è una disintegrazione della risposta della coscienza, mentre nella fase del sonno Rem si ritorna a valori alti, simili a quelli della veglia”.

Il coscienziometro sviluppata da Tononi e i suoi colleghi si basa sulla cosiddetta teoria dell'informazione integrata che permette di spiegare cos'è la coscienza. “ Ovvero, - esplicita Tononi -  quella cosa che svanisce ogni sera quando cadiamo in un sonno senza sogni, riaffiora nei sogni e si ripresenta appieno al mattino quando ci svegliamo. La coscienza è sinonimo di esperienza, è la capacità di pensare, di vedere il mondo, le luci, le forme e i colori, di sentire i suoni, di provare gioia e sofferenza, è l'essenza di tutto ciò che siamo”. Qualcosa che nessun computer, per quanto sofisticato, può provare.

A brain floating in a liquid-filled glass jar. Yellowing of the handwritten labels on the jar give the object an antique appearance.

Cervello di uno scimpanzé

Secondo la teoria dell'informazione integrata, la coscienza non ha una sede ben precisa. “ Sappiamo però che certe strutture cerebrali sono fondamentali per la coscienza e altre no. Il cervelletto ha circa 50 miliardi di neuroni, molti di più dei circa 20 miliardi della corteccia cerebrale. Eppure, bloccando il cervelletto, si preserva la coscienza, mentre alterando la corteccia no”.

La chiave della coscienza sta quindi tutta qui: nell'intricatissimo groviglio di neuroni della corteccia, nell'enorme quantità di informazioni che questa recepisce e nel modo in cui queste sono elaborate e integrate tra loro. “ La coscienza si materializza nella comunicazione tra le diverse aree della corteccia cerebrale. Coincide, cioè, con la capacità del sistema di scambiare informazioni”, specifica Tononi.

Gli studi di Tononi aprono per la prima volta prospettive nuove e affascinanti. Sarà possibile indagare il cervello di malati di Alzheimer in stadio avanzato, scrutare cosa realmente percepisce un paziente in coma o in stato vegetativo e rispondere a grandi interrogativi rimasti finora senza risposta. Per esempio, c'è coscienza nei feti? E negli animali? Sarà possibile avere una macchina cosciente? Presto lo scopriremo.

Fonte: daily.wired.it - Licenza Creative Commons