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Tre lettere contro la crisi. In cosa investire, ora che il mondo è preda dell'instabilità economica? Monete, metalli e mattone sono i beni rifugio più tradizionali.
By Admin (from 25/01/2012 @ 08:07:52, in it - Osservatorio Globale, read 1118 times)

Qual è il miglior bene rifugio in cui investire? La domanda che, in tempi di crisi, più viene rivolta a chi si occupa di mercati finanziari è un ossimoro rispetto all’idea stessa di mercati finanziari. Essa esprime infatti la più diretta avversione al rischio. Ci si chiede perciò in che cosa consistano i cosiddetti beni rifugio, perché siano tali, e se davvero ci si debba fidare a considerarli tali.

In una fase di crisi epocale come quella che viviamo, la domanda " come si fa a non rischiare?" è inevitabile ma respinge e snatura la ragione stessa per cui sono nati e operano i mercati finanziari. Essi servono appunto a prezzare il rischio, distinguendolo dalla contingenza imponderabile, dal cigno nero che pur talvolta capita e che sta fuori dalla campana gaussiana. Che classica distribuzione probabilistica. Chi qui scrive assolve il suo compito dicendo che liquidità, mattone e oro sono i più classici beni rifugio. Il mattone però assai più da noi che altrove, per il semplice fatto che le variazioni decennali dei prezzi medi delle unità immobiliari sono da noi assai meno apprezzabili se non per il segno più che altrove. La liquidità è la classica risposta mobiliare ispirata dalla sospensione del giudizio. Finché non si capisce dove va il mercato, meglio tenere ciò che si ha in biglietti di banca cioè in conti di deposito che arricchiscono solo le banche.

In realtà, tutte le serie storiche superiori alla ventina d’anni dimostrano che su quella durata l’ equity batte sempre l’obbligazionario, e questo batte i fondi monetari. Ovviamente, a patto di non essere completamente sfigati, cioè di non vivere nel ventennio dei propri impieghi di portafoglio due crisi profonde, com’è capitato per esempio in Italia tra i primi anni Settanta e il 1992. In quel caso, i rendimenti comparati possono anche discostarsi dall’azionario che batte tutti.

In realtà, i mercati sono fatti per consentire guadagni sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male, premiando chi prezza meglio. E anche l’abbassamento di valore degli asset è una gara a premi per chi prezza meglio. Quel che tanti non capiscono, innanzitutto tra i politici che odiano i ribassi simili a sferzate per i loro ritardi che accrescono il rischio-paese, è che prezzare al ribasso un rischio che si alza vertiginosamente è un’attività tanto degna quanto quella di premiare con prezzi crescenti un’azienda o un paese che performi meglio. In altre parole, se pensate che il male siano i mercati allora cullatevi pure nella convinzione che i beni rifugi siano le tre M, moneta, metalli e mattone. Ma se invece pensate che il male sia insito negli uomini oltre al bene, e i mercati un mero strumento per valutare il loro rischio, allora il rifugio sta nelle tre T: testa, tenacia e temerarietà.

Fonte: daily.wired.it