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Nuovi problemi in vista su monopolio e privacy per le nuove funzioni di BigG. Intanto Wired.it ha cominciato a usarle: a voi pro, contro e qualche consiglio
By Admin (from 22/02/2012 @ 08:06:16, in it - Osservatorio Globale, read 1557 times)

La svolta social di Google sta continuando a far discutere. Alle prime critiche per aver integrato Google+ e lasciato fuori Twitter e Facebook il presidente Eric Schmidt aveva risposto su Marketingland accusando Twitter di essersi tirato fuori da solo non rinnovando l’accordo che avevano con Google, e comunque dichiarandosi “felice di aprire un dialogo”. Ora si attende la risposta alle critiche piovute dall’Electronic Privacy Information Center (Epic) secondo cui Google Search Plus Your World potrebbe violare le norme sull’Antitrust. L’Epic, riporta Cnet, ha chiesto alla Federal Trade Commission di indagare sulla cosa e di verificare pure se il nuovo strumento di ricerca social non violi gli accordi precedentemente presi da Google con l’Ftc a garanzia della privacy degli utenti.

L’accusa infatti è la stessa sollevata nei confronti di Buzz un anno fa: con l’opt-in per tutti gli utenti Gmail l’indirizzo di posta veniva di fatto reso disponibile agli utenti Buzz. Già allora l’Fta aveva concordato con l’Epic. Google si trova ora ad affrontare gli stessi problemi che ebbe Microsoft quando introdusse Internet Explorer in Windows, che ora propone la scelta del browser. D’altra parte, proprio per gli accordi che anche Facebook ha preso con l’Ftc, sembra difficile che il social network possa essere indicizzato da Google per inserire i contenuti nelle ricerche, sottolinea PcMag.

Google Search Plus è stato attivato ieri per ora solo su Google.com. La mancanza del bottone per l’opt-out fa storcere il naso. Google l’aveva annunciato: arriverà. Il fatto che non ci sia sembra strategia per far conoscere il servizio. Al momento l’unico modo di evitare che post, foto, video e commenti dei nostri contatti Google+ finiscano nelle nostre ricerche è fare il logout dal nostro Google account. Sottolinea Socialfresh: il 31,8% degli utenti effettua ricerche rimanendo loggato. Proprio su questo batte l’Epic: gli utenti di Google+ non hanno mai accettato che Google tratti in questo modo i propri dati personali, quindi l’opt-in viola le regole sulla privacy. A ben vedere, lo fa in parte: nelle opzioni del profilo Google+ c’è la possibilità che il nostro profilo appaia o meno in Google Search. Però si parla esclusivamente di profilo e non di contenuti.

Noi l’abbiamo usato un po’ e abbiamo notato alcune cose che non ci hanno convinto. I contatti nella search box sono molto carini, ma noiosi. In alcuni casi bastano due lettere per veder comparire al posto del suggerimento per completare la ricerca la faccina di un contatto. In altri casi ce ne vogliono quattro, mentre Google parlava di tre. Questo migliora le nostre ricerche? No: se cerchiamo qualcuno di solito non lo conosciamo o non siamo ancora suoi amici.

Nei risultati delle ricerche l’integrazione c’è e non è così invadente. Almeno per ora: a usare Google+ sono 60 milioni di persone in tutto il mondo, ma soprattutto in America.

E soprattutto geek, nerd, appasionati di tecnologia e brand del mondo della comunicazione. Così la ricerca per “ Obama” non mi dà risultati plus, a parte suggerirmi un amico nella search box. Cercando “ music” invece il primo risultato è Britney Spears e il secondo Snoop Dogg, entrambi con 1,3 milioni di fan circa. È un vantaggio? Per noi no. Inoltre: come può un cantante che apre oggi un profilo su Google+ arrivare qui?

Attualmente Google Search Plus è integrato totalmente solo con Chrome. Con gli altri browser vengono proposti solo i suggerimenti. E solo su Chrome è possibile eseguire l'opt-out per la durata di una sessione: dal simbolo ingranaggio bisogna selezionare le opzioni di ricerca e togliere la flag a quella relativa ai contenuti personali. Dopo averlo provato con Chrome siamo rimasti ancora più delusi: i contenuti social hanno spesso poco a che fare con le finalità delle nostre ricerche, benché aggiungano un ulteriore livello di approfondimento orizzontale a queste.

Searchengineland nota: se non sei su Google+ non sei nei suggerimenti di Google Search. Quindi, come farsi trovare da Google Search Plus? Ecco le linee guida di Google. La prima cosa è creare un profilo Google+ completo in tutti i suoi aspetti. Per farlo, la cosa migliore è fare il logout dal proprio account Google, cercare il proprio profilo in google.com e cliccare sul bottone per l’update. Se avete un blog o scrivete da qualche parte nel Web, compilate anche la sezione contributor e chiedete la verifica della mail. Ora occorre usare Google+ postando update, foto e video relativi agli argomenti per cui ci interessa essere correlati.

Come in Facebook, possiamo creare una pagina fan, ma qui si può fare solo per entità diverse da noi, in quando il nostro profilo personale su Google+ è già pubblico. Anche in questo caso dobbiamo condividere. Su Google+. Un esempio di quanto la cosa sia interessante per i brand: cercando “ cars” i miei suggerimenti sono la pagina della Ferrari e della Bmw. Altre marche nei risultati della ricerca non ci sono. Curiosamente, per “ computer” il primo suggerimento è Linus Torvalds, creatore di Linux, e il secondo Leo Laporte, uno dei più famosi tech journalist americani.

Fonte: wired.it