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3235 anni fa la prima testimonianza di eclissi solare. Si pensava che un dragone avesse mangiato la nostra stella. E si faceva baccano per spaventarlo.
By Admin (from 12/05/2012 @ 08:09:08, in it - Osservatorio Globale, read 1078 times)

“Nel giorno della nuova Luna, nel mese di Hiyar, il Sole è stato messo in ombra, ed è sparito durante il giorno, alla presenza di Marte”. Ecco Marte, appunto. Sarebbe stata proprio la visibilità del pianeta (combinata con tutti gli altri dati) scritta sul reperto di argilla ritrovato a Ugarit, nell’attuale Siria a spingere gli scienziati a rifare i calcoli. Fino alla fine degli anni Ottanta infatti si credeva che la più antica testimonianza scritta di un’ eclissi di sole mai rinvenuta risalisse al 3 maggio 1375 a.C. Poi però una nuova datazione del reperto stesso, insieme agli altri indizi, Marte prima di tutto, ha portato i ricercatori a mettere di nuovo tutto in discussione. E così l’eclissi più antica di cui si abbia notizia è quella del 5 marzo 1223 a.C.

Spettacoli celesti

Prima di allora in realtà le eclissi avevano già affascinato (e spaventato) gli esseri umani. Si racconta, infatti, che molto prima che fosse trovata una spiegazione scientifica per l’oscurazione degli astri, si credeva che qualche dragone o mostro apparisse all’improvviso nel cielo per mangiarsi la luce del sole. Ed era proprio il fattore sorpresa a spaventare (in piena antitesi al fattore previsione che invece oggi ci tieni con gli occhi incollati al cielo per partecipare allo spettacolo delle eclissi). Così che l’unico modo che gli antichi avevano per opporsi alla comparsa improvvisa di quel dragone che arrivava a mangiarsi il Sole era quello di spaventarlo, facendo più baccano possibile, con grida e tamburi.

Eclissi in sequenza

Fino a quando, intorno al primo secolo a.C, non fosse stato chiaro che quelle ombre momentanee sul Sole erano solo dei fenomeni astrali spiegabili scientificamente, e che non c’era nessun drago nel cielo, le eclissi avrebbero continuato a spaventare. O quantomeno a creare un’atmosfera tetra, come scriveva Omero nella sua Odissea: “E il Sole è scomparso dal cielo, e una nebbia funesta aleggia su tutto”, riferendosi forse all’eclissi totale di Sole avvenuta nel 1778 a.C.

Eclissi parziale

Per i Greci infatti le eclissi erano un cattivo presagio, il segnale che qualche dio dell’Olimpo si fosse adirato. O comunque un segno divino, magari quello di deporre le armi durante una battaglia, come accadde con l’eclissi di sole totale del 585 a.C, negli scontri tra i Medi e i Lidi.

Sarebbero state numerose e più o meno suggestive le occasioni in cui un’eclisse di Sole avrebbe fatto da cornice a eventi importanti. Mentre in tempi più recenti invece lo sarebbe stata come apripista a fondamentali scoperte scientifiche. Come quella dell’ elio (che non a caso prende il nome proprio dal Sole, helios in greco), nel Diciannovesimo secolo, il primo elemento chimico a essere scoperto fuori dalla Terra. Gli indizi sulla presenza nel sole di questo elemento vennero infatti raccolti proprio durante un’ eclissi solare. Una cinquantina di anni dopo, nel 1919, sarebbe stato ancora il passaggio della Luna sulla nostra stella a venire in aiuto alle teorie di Einstein, visto che fu un’eclissi a dimostrare che anche la luce può essere curvata dalla forza di gravità.

Fonte: wired.it