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Una modifica minima nel colorante utilizzato, di cui i consumatori non si accorgeranno. Necessaria però per evitare di dover scrivere sull'etichetta “nuoce gravemente alla salute”
By Admin (from 23/05/2012 @ 08:05:32, in it - Osservatorio Globale, read 1353 times)

Coca Cola e Pepsi modificano le ricette. Appena appena, solo per quello che riguarda un colorante. È l'unico modo per evitare di dover scrivere sull'etichetta “ nuoce gravemente alla salute”, o qualcosa del genere.

Il motivo porta il nome della molecola 4- metilimidazolo, quella che si forma durante la preparazione di un tipo di caramello usato nelle bibite e in altri alimenti (per la precisione il caramello solfito-ammoniacale, indicato nelle etichette con la sigla E150D). Lo Stato della California lo appena ha inserito nella lista nera delle sostanze cancerogene. Qui la produzione delle bevande si è già adeguata e presto la nuova ricetta sarà diffusa su tutto il mercato statunitense, per una questione di efficienza di produzione. Attualmente le lattine vendute negli Stati Uniti contengono circa 140 microgrammi della sostanza sotto accusa, mentre il limite, in California, è fissato a 29, come riporta Reuters.com.

"Siamo certi che non vi sia alcun rischio per la salute pubblica che possa giustificare dei cambiamenti [nella ricetta], ma abbiamo ugualmente chiesto ai nostri fornitori di caramello di tenerne conto, affinché i nostri prodotti non siano bersagliati da messaggi allarmanti scientificamente infondati”, ha detto Diana Garza-Ciarlante, una rappresentante della Coca-Cola Co., ad Associated Press, in una dichiarazione ripresa anche dalla Bbc. In ogni caso, i consumatori –  assicurano entrambe le aziende – non si accorgeranno di nulla.

Il 4-metilimidazolo è stato correlato da alcuni studi allo sviluppo di tumori in topi e ratti e un'analisi pubblicata circa un anno fa su Lancet Oncology dallo Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità, lo indicava tra le sostanze “ possibilmente cancerogene” ( gruppo 2B).

Secondo l' American Beverage Association, invece, non ci sarebbe alcun rischio per i consumatori: la California avrebbe bandito la sostanza senza alcuno studio che ne comprovi l' effetto cancerogeno negli esseri umani.

Per i produttori PepsiCo Inc. e Coca-Cola Co. il tormento è cominciato lo scorso febbraio, quando il Centre for Science in the Public Interest (Cspi), un'associazione di consumatori, ha sottoposto una petizione (la seconda in realtà) alla Food and Drug Administration affinché quel colorante fosse vietato. Al momento, la petizione è al vaglio dell'agenzia regolatoria. La quale, però, ha già sottolineato che una persona dovrebbe bere oltre mille lattine al giorno per raggiungere la dose risultata cancerogena per gli animali considerati negli studi in questione. Attualmente esiste un limite per questo colorante stabilito dalla stessa agenzia ed è di 250 parti per milione. I livelli riscontrati anche nella analisi della Cspi sono di 0,4 ppm.

Fonte: wired.it