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Una votazione di portata storica quella che lo scorso 19 marzo ha visto il Parlamento cipriota rigettare il diktat che imponeva un prelievo forzoso sui conti correnti.
By Admins (from 25/03/2013 @ 04:05:40, in it - Osservatorio Globale, read 1004 times)

Con trentasei voti contrari e nessuno favorevole.

Fino ad oggi, infatti, nessuno, fra i Paesi dell’eurozona, aveva avuto il coraggio di non ottemperare agli ordini che arrivavano dai burocrati di Bruxelles. I quali hanno alimentato una sorta di terrorismo psicologico, atto ad impaurire i popoli sovrani, col fine di far loro accettare le misure imposte.

In pratica è come se uno ti dicesse: “Io ho cento bombe atomiche, se non fai ciò che ti dico te ne sgancio una addosso”. Qualcuno poteva pure pensare che non avesse le 100 bombe atomiche, ma nessuno però aveva voluto fare la prova (beh c’è da capirlo!), e quindi Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Italia avevano chinato il capo ed ubbidito.

O meglio, per la verità Grecia ed Italia avevano, timidamente, provato ad opporsi, ma in un giorno sono stati sostituiti i governi legittimamente eletti dal popolo e sostituiti con due governi fantoccio la cui prima mossa, ovviamente, è stata quella di recarsi a Bruxelles, dai loro padroni, e genuflettersi, imponendo poi, ai propri popoli, tassazioni al limite dello svenamento.

Ma la piccola Cipro, no! Il microbo Cipro ha risposto: “Bene signori! Sganciatemi pure la bomba atomica, io sono qui e non ho paura.”

Ed allora l’Europa ha dimostrato tutta la sua inconsistenza, balbettando: “Ehmmm ... ehmmm... non avevamo mai detto che ti sganciavamo addosso una bomba atomica ... vediamo ... troviamo una soluzione ... ehmmm ... dopotutto i problemi non sono così gravi ...”.

E allora?

E allora non importa se Cipro vale lo 0,2% del Pil dell’eurozona, il precedente ora c’è! E qualsiasi altro Paese, prima di accettare le imposizioni di Bruxelles, dovrà fare i conti con il proprio popolo, che sarà libero di rifiutarsi di adottare misure autolesioniste, sì, perché la sovranità popolare, in democrazia, non è molto ... è tutto!

Giancarlo Marcotti per FinanzaInChiaro.it