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Non era facile per Diritti tornare dietro la macchina da presa, dopo due capolavori pluripremiati. Un giorno devi andare, alla ricerca del senso della vita e dei suoi Diritti, di Mauro Valentini
By Admins (from 01/04/2013 @ 11:02:02, in it - Video Alerta, read 1635 times)

Due capolavori che sono passati sottosilenzio per la grande distribuzione, relegati in una nicchia cinefila per la colpevole pigrizia imprenditoriale del nostro Cinema che ha così poca stima del pubblico italiano da proporre solo risatine di genesi televisiva.

Locandina

Non era facile dicevamo, ma Giorgio Diritti è un narratore sopraffino, visionario eppur radicato alla realtà, con quel suo occhio documentarista che scandaglia la natura umana.

Questa volta esce dai confini del nostro paesaggio sconosciuto, quelle montagne impervie e silenziose dei primi due film, per accompagnare Augusta, giovane trentenne vestita di un dolore silenzioso che appena si immagina nelle scene iniziali verso l’Amazzonia, accompagnatrice muta di una suora missionaria dalla lingua lunga e dalle mani forti.

A bordo di una barca salvifica che percorre il Rio delle Amazzoni di villaggio in villaggio, Suor Franca come Caronte accompagnerà la Dantesca Augusta all’inizio del suo viaggio che attraverso l’inferno delle favelas di Manaus, con coraggio e partecipazione emotiva la porterà verso il paradiso terreno della propria essenza.

Con una fotografia strepitosa, che diluisce e modella la bellissima Augusta nella natura incontaminata, il film è anche severo documento di denuncia delle orribili condizioni della povera popolazione brasiliana, sfiorata con insensibile violenza dal miracolo economico carioca e che diventa condizione essenziale del percorso tutto personale della protagonista.

Jasmine Trinca nella favelas di Manaus

Augusta che comunica con una lingua nuova imparata attraverso gli occhi di chi soffre, mentre per paradosso simbolico le apparirà impossibile la comunicazione con chi parla la sua lingua-madre.

Un film bellissimo quindi, ricco di spiritualità e con un senso del “viaggio” interiore e geografico accecante, ma che divampa di sdegno e d’amore.

La straordinaria capacità contemplativa di Giorgio Diritti investe soprattutto lo sguardo tenero e senza filtri di Jasmine Trinca, che entra nel film e nelle coscienze conquistando tutto e tutti armata solo di tenerezza e di fragilità.

Jasmine Trinca

Ci sbilanciamo dicendo che sarà impossibile non premiare un’ interpretazione come quella di Jasmine così profonda e sincera. Quegli ultimi venti minuti di film saranno per chi avrà la fortuna di vederli qualcosa di mai visto nel Cinema italiano, impossibile da equiparare, che quasi scolora l’ottimo cast in cui, oltre agli sguardi fanciulleschi di incontaminata bellezza amazzonica, brillano Anne Alvaro, nel ruolo della smarrita mamma di Augusta e di Pia Engleberth che è Suor Franca, tanto forte quanto materna.

Fonte: retrospettive.com - Autore: Mauro Valentini