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L’emozione è stata troppa, per David Ranta, rimesso in libertà dopo essere stato in prigione per 23 anni per un crimine che non aveva commesso.
By Admins (from 28/05/2013 @ 04:08:10, in it - Osservatorio Globale, read 975 times)

Ranta era stato condannato per l’omicidio di un rabbino durante una rapina nel 1990, omicidio del quale lui si era sempre proclamato innocente.

Poche settimane fa, il principale testimone dell’accusa (un ragazzo tredicenne al momento dell’omicidio) ha deciso di “togliersi un peso dallo stomaco”, ed ha raccontato che la sua identificazione di Ranta era stata “guidata” dalla polizia: “Mi hanno detto di indicare quello con il naso più grande: ero troppo piccolo per capire cosa stesse succedendo”.

Gli agenti, apparentemente sospettavano di Ranta (al tempo disoccupato e drogato), pur non avendo prove, e avevano deciso che “doveva” essere lui il colpevole, anche sull’onda della reazione emotiva della comunità ebraica di Brooklyn che chiedeva una giustizia rapida, poiché la vittima, Chaskel Werzberger, era molto note ed amata nell’area.

Ma la gioia di Ranta per la riacquistata libertà è durata poco: solo poche ore dopo essere uscito di prigione, è stato colpito da un grave infarto: “Il trauma mai sopito di essere stato vittima di un errore giudiziario e le emozioni intense legate al suo rilascio hanno avuto un impatto profondo sulla sua salute”, racconta il suo avvocato.

Ranta è stato ricoverato in ospedale: i medici sperano di salvargli la vita, ma non sanno se riusciranno ad evitare conseguenze permanenti sulla salute dell’uomo.

Fonte: italian.irib.ir