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La strategia Ue sulla regione del Danubio.
By Admin (from 13/09/2010 @ 12:14:30, in it - Osservatorio Globale, read 14444 times)

La strategia dell’Unione Europea sulla regione del Danubio si propone di puntare su trasporti, ambiente e sviluppo economico. Come anche la strategia per il Mar Baltico – la prima iniziativa coordinata di Bruxelles a favore di una macro-regione, la strategia per il Danubio include misure che verranno applicate da tutti gli stati rivieraschi. Si tratta di dieci Paesi, di cui sei membri dell’UE, che ocntano complessivamente 200 milioni di abitanti, di cui 75 milioni vivono sulle rive del fiume. Il progetto regionale di cooperazione è stato promosso a livello dell’Unione Europea dalla Romania e dall’Austria e punta su tre direzioni: connettività, tutela ambientale e sviluppo socio-economico. Il documento che sta alla base del progetto, avviato a marzo 2009, ricorda “l’unicità e la fragilità del Danubio e del suo Delta, ecosistema che conserva specie rare di piante, minacciate dall’inquinamento provocato dalle azioni umane intense, che potrebbe causare danni irreparabili”. Situata alle foci del Danubio, bagnata da un lungo tratto dello stesso fiume e con una superficie importante del Delta sul suo territorio, la Romania concede una grande importanza alla strategia. Per le autorità romene le opportunità di sviluppo coprono settori che vanno dai trasporti, alla ricostruzione dell’infrastruttura portuale e del canale navigabile, fino a investimenti nella tutela ambientale e della biodiversità.

Parlando dei benefici dell’applicazione di questo progetto europeo, l’eurodeputata romena Ramona Manescu, che si è impegnata nell’elaborazione della strategia per il Danubio, ricorda l’ottimizzazione del trasporto sul Danubio dopo l’ampliamento del canale navigabile, soprattutto del settore vicino alle foci. “Il grosso problema del Danubio e del canale navigabile nella zona è che le navi di grande tonnellaggio, che trasportavano merci sul Mar Nero, non potevano passare. Arrivavano sul Danubio fino ad un certo punto, dopo di che non ce la facevano più a passare. Un settore di circa 300 km era impraticabile. A quel punto la nave veniva scaricata, le merci - spostate su navi più piccole, oppure trasportate via terra. Ciò faceva aumentare anche i costi. Con l’ampliamento del canale navigabile, le navi di grande tonnellaggio potranno viaggiare sul Danubio e arrivare più vicino all’Europa Occidentale”, spiega Ramona Manescu.

Ciò non è un fatto privo di importanza, perché il Danubio rappresenta un’asse prioritaria di trasporto all’interno dell’Unione Europea. “Sono stati compiuti molti studi e siamo stati sostenuti anche dal governo olandese, che ha pagato il più costoso studio di fattibilità, il quale ha rilevato chiaramente che per l’Europa Occidentale la variante più economica è quella di ricevere delle merci dall’Asia attraverso il Mar Nero, sul percorso Costanza - Danubio - Rotterdam. Costa molto meno del classico itinerario sul Mediterraneo. Tale fatto è, in primo luogo, a nostro vantaggio. Le città sul Danubio sono al momento quasi deserte. Il tasso di disoccupazione è alto, ci sono poche scuole e pochi ospedali, per non parlare dell’infrastruttura, che è quasi inesistente. Potete immaginare quanti posti di lavoro saranno creati in quelle città. Questo progetto contribuirà allo sviluppo dei porti sul Danubio. E mi riferisco non solo alla zona di deposito, ma anche al trasporto multimodale, allo sviluppo dell’infrastruttura stradale e ferroviaria”, aggiunge l’eurodeputata Ramona Manescu.

La strategia dell’Unione Europea per la regione del Danubio è anche un’occasione per un approccio integrato ai progetti di sviluppo turistico, spiega da parte sua Viorel Ardeleanu, il coordinatore romeno per la strategia del Danubio. E’ già in via di svolgimento una strategia nazionale di sviluppo durevole della zona rivierasca del Danubio, con emfasi sul turismo, alla quale partecipano 16 istituzioni di sette paesi. Viorel Ardeleanu sottolinea inoltre che la strategia UE per il Danubio rappresenta un’occasione straordinaria per lanciare progetti connessi allo sviluppo urbano delle località in riva al Danubio. Non in ultimo, la strategia includerà anche progetti per la ricostruzione del patrimonio culturale della zona.

Fonte: rri.ro