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Bruxelles prepara la procedura di infrazione. Rom alla sbarra a Parigi.
By Admin (from 17/09/2010 @ 07:30:36, in it - Osservatorio Globale, read 2563 times)

Duecentoventuno anni dopo aver rivoluzionato il mondo con la ‘Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino' del 1789, la Francia è sotto accusa per una violazione dei diritti umani. E fa "vergognare" Bruxelles. Le espulsioni dei Rom volute da Sarkozy e commissionate ai prefetti con tanto di circolare ministeriale, ma anche le versioni di comodo raccontate da due suoi ministri alla Commissione europea, hanno fatto scattare la richiesta di una procedura d'infrazione da parte della Commissione europea per "applicazione discriminatoria della direttiva sulla libertà di movimento" e per "mancata trasposizione nella legislazione nazionale delle garanzie" previste dalla stessa direttiva del 2004.

Parigi, che giovedì scorso ha snobbato la risoluzione di censura approvata dall'Europarlamento, ieri replicava dal Quai d'Orsay manifestando stupore e volontà di non fare polemica. Ma a Bruxelles il ministro dell'Immigrazione Eric Besson, a caldo, insiste: non c'é stata alcuna espulsione su base etnica, semmai - è il sottinteso - a sbagliare è stato il ministro dell'Interno, Brice Hortefeux. Ma la Reding non risparmia nulla, alla Francia culla dei diritti. Non il riferimento al nazismo: "Ero inorridita perché sembrava che uno stato membro allontanasse certa gente solo perché appartenente ad una certa minoranza etnica: pensavo che l'Europa non dovesse rivivere una situazione come questa, dopo la seconda guerra mondiale". Non l'accusa di aver barato: "È scioccante che una parte di un governo venga qui e dica una cosa, ed un'altra parte faccia il contrario a Parigi". Non l'ammonimento diretto:
"Non basta cambiare le parole di una circolare, deve cambiare il comportamento". Non la stoccata storica: "Le autorità nazionali che fanno discriminazioni etniche violano la Carta dei Diritti fondamentali, firmata da tutti, Francia compresa".
Il 25 agosto era stata proprio la Reding a lanciare l'allarme, ma durante il dibattito in assemblea plenaria a Strasburgo martedì scorso era stata ‘morbida' con Parigi. Aveva preso per buone, rivendendole all'Europarlamento, le rassicurazioni avute dai ministri Eric Besson (Immigrazione) e Pierre Lellouche (Affari Europei) secondo i quali le espulsioni non venivano fatte su base etnica, ma individualmente e per i motivi di pubblica sicurezza e ordine pubblico ammessi dalla stessa Ue.
A far scattare la furibonda reazione della Commissaria ai Diritti Fondamentali è stata la rivelazione dell'esistenza della circolare del Ministro dell'Interno in cui si chiedevano sistematiche "operazioni importanti prioritariamente contro i Rom".
Di fronte alla domanda di un giornalista di Le Monde, Reding precisa che "no, il testo della circolare non è mai stato ufficialmente ricevuto dalla Commissione".

La quale lo ha scoperto su internet, come affermato già lunedì dal suo portavoce. I tempi dell'avvio della procedura di infrazione saranno rapidi. "Ho raccomandato a Barroso di prevedere una corsia veloce - spiega la Commissaria - Mi aspetto una decisione entro due settimane".

Ma quali saranno le conseguenze? Ammesso che scatti a tempo di record il deferimento alla Corte di giustizia, per le eventuali sanzioni passeranno mesi se non anni. Restano la condanna politica, e l'avvertimento: "Nessuno stato membro può aspettarsi trattamenti di favore, non quando sono in gioco i valori e le leggi fondamentali dell'Europa. Questo si applica oggi alla Francia. Ma vale per tutti i paesi, grandi e piccoli che saranno in situazioni simili. Potete contare su di me, per questo".

Fonte: americaoggi.info