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Sguardo in Romania sulla settimana economica, sociale e politica: 4 - 10 ottobre 2010.
By Admin (from 09/10/2010 @ 17:38:15, in it - Osservatorio Globale, read 1487 times)

Il presidente Traian Basescu ha rinviato la legge sulle pensioni al Parlamento, sebbene la Corte Costituzionale le avesse dato il via libera. Il capo dello stato ha voluto sottolineare che, dal punto di vista legale, non ha niente da rimproverare alla legge sulle pensioni, firmata da ambo i presidenti delle Camere del Parlamento. Ma, ha detto egli, le legge ha una vulnerabilità- l’equiparazione dell’età pensionistica per donne e uomini a 65 anni non tiene conto delle realtà socio-economiche romene, che rendono la situazione delle donna più difficile. Traian Basescu ha proposto che l’età pensionistica per le donne sia di 63 anni. Perfettamente costituzionale, la mossa del presidente è stata interpretata dall’opposizione, che aveva contestato la legge alla Corte Costituzionale, come una modalità con cui il capo dello stato ha evitato l’avvio della procedura di sospensione dalla carica nei suoi confronti. Perchè i socialdemocratici e i liberali avevano annunciato che qualora il presidente avesse promulgato la legge, su cui pende il sospetto di votazione fraudolente, avrebbero avviato le procedure in tal senso. L’opposizione afferma che alla Camera non ci sarebbe stato il quorum nel momento della votazione, fatto che sarebbe dimostrato dalle immagni soprese dalle telecamere, ma sarebbe stato ignorato dalla presidente della Camera, Roberta Anastase. Prima dell’annuncio fatto da Basescu, la decisione della Corte Costituazionale aveva destato un’ondata di malcontento tra gli esponenti dell’opposizione e i pensionati, ma gli esponenti del potere sostenevano che la nuova legge facesse giustizia nel sistema pensionistico pubblico in quanto rispetta il principio dell’anzianità contributiva ed elimina grandi discrepanze. La legge prevede inoltre l’eliminazione delle pensioni speciali per poliziotti, militari e parlamentari, e il congelamento delle pensioni nel 2011. I sindacati avevano chiesto, dal canto loro, al presidente di non promulgare la legge, scontenti del modo di calcolo dell’indice pensionistico e dell’eliminazione di certe agevolazioni per le persone che hanno lavorato in condizioni difficili. Nell’accordo di prestito concluso con il Fmi, l’Ue e la Banca Mondiale, per un valore di circa 20 miliardi di euro, Bucarest si è impegnata a riformare il sistema pensionistico.

Oltre 6 mila insegnanti di tutto il Paese, mobilitati dalle tre federazioni sindacali dell’insegnamento preuniversitario, sono venuti a Bucarest, il 5 ottobre, Giornata Mondiale dell’Educazione, per protestare davanti al Governo, alla sede della Presidenza e del Ministero dell’Istruzione. Gli insegnanti sono scontenti del calo dei redditi, della riduzione del numero di posti di lavoro nel sistema, della legge sulla retribuzione unitaria degli statali, dell’intento dei governanti di continuare a chiudere scuole nelle zone rurali e del sottofinanziamento cronico del sistema educativo. Il presidente della FederazioneSindacale Spiru Haret, Gheorghe Izvoranu ha dichiarato: “I redditi sono sono stati tagliati del 25%, ma, in realtà, sono calati di oltre il 40-50%. In nessun altro Paese dell’Europa sono state prese misure così dure nel settore insegnamento. Sono stati cancellati i contratti collettivi di lavoro, sono state chiuse scuole, nel contesto in cui in moltissimi altri paesi c’è un numero più basso di allievi per ogni singolo insegnante di quanto ci sia in Romania”.

"Iesi afara javra ordinara!" si "Moarte lui Basescu!" - au fost doar cateva din sloganurile pline de furie strigate de peste 6.000 de politisti, precum si sute de gardieni din cadrul Administratiei Nationale a Penitenciarelor.

La Romania, assieme all’Ungheria, Serbia e Bulgaria stanno monitorando costentemente la qualità dell’acqua del Danubio, raggiunto dai fanghi rossi tossici fuoriusciti, all’inizio della settimana, da una fabbrica di alluminio nell’ovest dell’Ungheria. La fuga di alluminio dalla fabbrica di Ajka, sita a 160 km da Budapest, equivale con centinaia di migliaia di tonnellate di fango alcalino e metalli pesanti, sparse su centinaia di km quadri. In seguito alla catastrofe ecologica, l’Ungheria ha attivato il meccanismo europeo di protezione civile, chiedendo assistenza tecnica per il contrasto dell’inquinamento. Il commissario europeo per l’aiuto umanitario, Kristalina Georgieva, ha annunciato che Bruxelles è pronta ad intervenire. Gli specialisti affermano che le misure prese negli ultimi giorni lungo i corsi d’acqua, in cui sono state versate grandi quantità di sostanze neutralizzanti, hanno abbassato il livello alcalino delle sostanze inquinanti, ma stando agli ecologisti, le conseguenze a lungo termine della catastrofe sono difficili da valutare. Gli specialisti romeni credono che la distanza di oltre 700 km dal luogo dell’incidente fino all’ingresso del Danubio in Romania e la grande portata del fiume in questo periodo limiteranno gli effetti dell’inquinamento sul territorio rumeno.

Bucarest e Chisinau continuano il processo di ampliamento delle reti consolari con l’apertura, questa settimana, di un consolato generale della Moldova a Iassi (nel nord-est della Romania). Stando ad un comunicato del Ministero romeno degli Esteri, “il desiderio delle autorità della Moldova di aumentare la loro rappresentazione in Romania è una conseguenza normale dei cambiamenti democratici avvenuti nello stato confinante con la vittoria alle elezioni del 2009 dell’Alleanza per l’Integrazione Europea. Questo evento è un’ulteriore prova dei buoni rapporti tra i due stati europei, uno membro dell’Ue, l’altro impegnato per un percorso europeo molto ambizioso, con prospettive tra le più favorevoli di raggiungere l’obiettivo dell’integrazione europea”. Lo scorso luglio, la Romania ha aperto due consolati generali in Moldova, a Balti e Cahul.

Fonte: rri.ro