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Cortina d'Ampezzo: soggiorno esclusivo sulle Dolomiti.
By Admin (from 14/11/2010 @ 13:00:46, in it - Scienze e Societa, read 3103 times)

Il grande boom di Cortina risale ad appena sessanta anni fa, eppure questo nome è ora diventato il sinonimo naturale di Dolomiti che, proprio in questa area, raggiungono l’apice assoluto della magnificenza dei paesaggi montani. Ma fino all’inizio del diciannovesimo secolo qui erano solo pascoli e vita agreste, semplice e tranquilla, e neanche durante la dominazione austriaca tutto l’ampezzano aveva avuto quella notorietà che un luogo così incantevole doveva possedere. Solo negli ultimo 80 anni il mondo s‘accorge dei tesori di Cortina, di quella valle remota circondata da bastioni imponenti, di quelle cime maestose che ogni hanno richiamano centinaia di migliaia di turisti, sia in inverno a caccia delle piste da sci e snowbord, sia in estate, tra vie ferrate mozzafiato, sentieri e rifugi d’alta quota.

 

Per arrivare a Cortina la strada quasi obbligata risale la valle del Fiume Piave prima attraverso l’A27, l’autostrada che termina poco dopo Ponte delle Alpi, e di li proseguire lungo la statale di fondovalle che attraversa il Cadore prima di giungere a Cortina. Altri percorsi da nord e da ovest richiedono molto più tempo e l’attraversamento di passi di montagna che, seppur allietati da panorami splendidi, richiedono lunghi tempi di percorrenza.

 

A Cortina non c’è molto fa vedere dal punto di vista artistico o architettonico, ma se siete giunti fin qua lo avete fatto sicuramente per il richiamo della natura e per quel pizzico di mondanità che arricchisce la vita sociale e notturna della città. Il centro si sviluppa principalmente in sinistra idrografica del torrente Boite e tra gli edifici più antichi si può ricordare la chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo, del diciottesimo secolo, e la Casa delle regole, detta in lingua ladina Ciasa de ra Regoles. Per il resto invece ottima scelta di hotel, anche esclusivi e di lusso, negozi d’abbigliamento, sport, artigianato e tutto quanto serve per rendere più interessante e piacevole il soggiorno dei turisti.

 

Ciò che comunque colpisce è lo sfondo di rara bellezza che fa da palcoscenico alle giornate Cortinesi, specie quando il cielo terso e limpido aggiunge spazio e profondità alla vista che si goda dalla conca di Cortina: le Tofane, la Croda da Lago, le Cinque Torri, il Cristallo, e il Sorapiss vegliano da milioni di anni sulle valli ampezzane e costituiscono gli obiettivi principali degli appassionati di alpinismo e trekking che giungono qui da tutto il mondo. Nel 1956 Cortina fu sede dei giochi Olimpici invernali, e la manifestazione ha lasciato un edificio che fa parte della storia della città, lo Stadio Olimpico del Ghiaccio, dotato di una grande pista. Nelle vicinanze un monumento ricorda il geologo francese Deodat de Dolomieu, che per primo descrisse le rocce che formano queste montagne, che poi furono denominate Dolomiti in suo onore. Ed è proprio al tramonto e all’alba che questi monti detti anche “pallidi” acquistano la magnifica colorazione rosa che tinge il paesaggio di un atmosfera da sogno , quasi surreale.

Cortina, un'autentica regina: a farle da corona i monti che la cingono, e da morbida veste la conca di prati e boschi su cui è adagiata. Un patrimonio di piante e animali protetti, racchiuso dal Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, istituito il 22 marzo 1990 per preservare questo tesoro meraviglioso quanto delicato. Esteso su un'area di 11.200 ettari a nord del centro di Cortina, al confine tra Veneto e Alto Adige, il parco è amministrato dalla Comunanza delle Regole d’Ampezzo che ha saputo mantenere integra questa oasi naturalistica. Nelle diverse stagioni dell’anno stupisce la varietà di fiori dai mille colori, che a volte crescono in condizioni estreme. Non a caso come simbolo del Parco è stato scelto un piccolo fiore, il 'sempervivum Dolomiticum', pianta grassa dal colore rosso a forma di stella. Armati di binocolo e di un buon paio di scarponi si possono percorrere numerosi sentieri per tutti i livelli, ben segnalati e corredati da cartelli informativi.

Avvicinandosi in punta di piedi, si possono ammirare da vicino gli animali nel loro habitat naturale: stambecchi, caprioli, cervi e il camoscio, l’ungulato più rappresentativo delle Dolomiti ampezzane. Tra gli abitanti più difficili da scorgere, la volpe, la donnola, l’ermellino, la martora, il gufo reale, la civetta, il falco e l’aquila reale. Alcuni di loro non si vedono ma si sentono, come le simpatiche marmotte che scorazzano sui prati emettendo un acuto fischio in caso di presunto pericolo. E non si possono dimenticare il francolino di monte, la pernice bianca, il gallo cedrone e il gallo forcello. Nei boschi del piano montano e subalpino domina l’abete rosso che forma delle stupende foreste secolari nelle zone di Ra Stua e Antruìles. I cembri e gli abeti centenari, veri monumenti naturali, troneggiano nell’Alpe di Leròsa. Uno degli spettacoli naturali assolutamente da non perdere è costituito dalle cascate originate dalle abbondanti acque del rio Fanes. La più famosa si trova presso la forra del Travenànzes ed è composta da tre salti successivi di oltre 50 metri ciascuno.

Fonte: ilturista.info