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Negli USA il solare costa meno del nucleare.
By Admin (from 24/01/2011 @ 10:00:00, in it - Osservatorio Globale, read 1766 times)

Negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un'analisi pubblicata quest'estate sul New York Times che cita uno studio della Duke University, intitolato «Solar and nuclear costs - The historic crossover».
Secondo gli analisti, in particolare, se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali atomiche previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente: il sorpasso è avvenuto al prezzo di 0,16 dollari al kWh (12,3 centesimi di euro/kWh). «Senza contare – si legge nello studio – che il nucleare necessita di grossi investimenti pubblici e trasferisce il rischio finanziario sulle spalle dei consumatori che pagano le tasse».
Sono dati frutto di un preciso trend: l'analisi, difatti, ricorda che negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a 10 nel 2010.

Enne, la newsletter di Sorgenia, evidenzia nell'ultimo numero i falsi miti sull'eolico: un'energia costosa, poco efficace, rumorosa. Tutti luoghi comuni sull'eolico che l'ANEV, l'Associazione Nazionale Energia del Vento, sfata in un decalogo ad hoc, ripreso dalla newsletter.

L'82% degli italiani, si dice, reclama infatti maggiori informazioni sulla «risorsa-vento» e sulle opportunità che offre. E la guida serve proprio a questo. Per fare qualche esempio, ricorda che l'energia prodotta da fonte eolica ha costi variabili tra i 115 e i 148 euro/MWh . L'eolico, inoltre, è efficace perché sfrutta una risorsa sempre disponibile (la sua continuità è garantita da studi preventivi sui siti potenziali). E fra l'altro darà lavoro a circa 67.000 persone entro dieci anni.

Per quanto riguarda il rumore, di norma il sibilo prodotto da una pala è di circa 45,3 decibel a 150 metri di distanza dall'impianto, fino ad arrivare a 36,9 decibel a 400 metri: molto meno intenso di quello cui siamo abituati in un contesto abitativo, in un ufficio o nell'abitacolo di un'automobile.

A Venezia, nell'isola La Certosa della Laguna, nasce l’edificio del futuro, un progetto per rivoluzionare gli edifici in cui viviamo e il modo in cui si alimentano, staccandoli dalla rete, rendendoli off-grid. Il progetto è mirato alla riqualificazione di alcune costruzioni già esistenti, in modo da portarle alla massima compatibilità ambientale, anche grazie all'impiego esclusivo di materiali naturali.
Il restauro prevede la costruzione di una parete a due livelli, con quello più interno realizzato a partire dai resti dell'edificio pre-esistente. La struttura garantirà elevato isolamento termico e acustico, e sarà in tutto e per tutto autosufficiente, non collegata ad alcuna rete ma ugualmente in grado di gestire i normali fabbisogni di energia, gas, acqua, reflui, connettività e così via.

In pratica, l'edificio scambia con l'ecosistema che lo circonda soltanto sole, vento e pioggia, senza consumare altre risorse né, ovviamente, inquinare. Un prototipo di casa del futuro, dal nucleo multifunzionale che sfrutta l'elettrolisi per la produzione dell'idrogeno e i bacini sotterranei per la raccolta delle acque piovane, è munito di dispositivi di solar cooling, ha un sistema chiuso di recupero e depurazione delle acque reflue e una connessione in banda larga tramite ponte radio.

L'approvvigionamento energetico è garantito da dispositivi fotovoltaici e solari termici integrati sulla superficie e dislocati in alcune aree dell'isola, così come microturbine eoliche e impianti geotermici. Un progetto che rappresenta un vero e proprio sistema, domani applicabile anche a una città o a un intero territorio.

Fonte: sergiofumich.com