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Se Hitler sta in braccio alla Madonna ...
By Admin (from 19/07/2010 @ 10:41:00, in it - Video Alerta, read 1703 times)

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La madonna del terzo reich, opera di Giuseppe Veneziano, gira in italia da un po' [QUI altre interessanti opere dello stesso autore]. Lo scorso anno subiva la cacciata da Verona, con tanto di commento inorridito del sindaco Tosi, e ora se la ritrovano a Lucca, con un lasciapassare del sindaco del Pd, il quale dichiara di aver dato l'ok senza sapere a cosa (meraviglia delle abilità amministrative con gli occhi bendati), e con i commenti negativi del parroco locale e delle vittime dell'olocausto.

Cosa può voler dire questo quadro? Che Hitler in realtà era una specie di messia e che come il messia è finito in croce? Che Hitler è stato considerato un messia da istituzioni e da religiosi? Che Hitler è stato trattato con familiarità da istituzioni religiose a tal punto da meritarsi una postazione in braccio ad una delle icone più popolari tra i credenti? O è solo l'ennesimo tentativo di sdoganamento di un volto, un simbolo, che altrimenti sarebbe considerato apologia del nazismo e in questo caso può barricarsi dietro l'arte per invocare l'uso degli argomenti contro la censura?

Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che nell'arte italiana, vedi anche Max Papeschi, autore di quella donna/topo sacrificata sull'altare nazista, mai come in questo momento si sta usando la parola "provocazione" per giustificare uno sdoganamento che colpisce l'immaginario di tante persone e recupera "artisticamente" loghi dei quali evidentemente non riusciamo a liberarci.

Tutte le culture conservatrici si servono di stratagemmi di diffusione della propaganda nazista quali l'arte, la cultura, la satira, per insinuare, colpire, sdoganare, realizzare immaginari dove non sarebbe possibile farlo in modo evidente, chiaro, diverso. Basta ricordare il grosso investimento sulla comunicazione, gli artisti, la cultura, gli intellettuali che fecero Hitler e Mussolini. Tutti metodi che regalano appeal, finanche un tocco di santità, al nazismo invece che ridicolizzarlo.

Non ci interessa se questa opera, in particolare, sia blasfema o no. Ci interessa che quel simbolo possa essere giudicato offensivo anche quando lo vediamo sugli spalti dei campi di calcio, per le strade di quella verona retta da Tosi, nelle sfilate milanesi dell'estrema destra, nei servizi fotografici fashion-nazi in cui giornalisti e giornaliste sedicenti di sinistra vanno a curiosare per guardare più da vicino un bicipite o un tricipite di svastica guarnito.

Ci interessa che la cultura nazista sia considerata una cattiva cultura nelle leggi che determina, nel pensiero unico che costruisce, nelle dittature che realizza, prescindendo dai simboli. Perchè i simboli cambiano ma il nazismo resta sempre uguale.

Ps: che sarebbe successo se in braccio alla madonna un artista avesse piazzato un partigiano con la bandiera della resistenza italiana? Cosa succederebbe se cominciassimo anche noi a usare la parola "provocazione" per veicolare simboli e pensieri, tutti legittimi, che secondo alcuni - potere del revisionismo fascista - dovremmo perfino vergognarci di esporre? A partire dal femminismo che esattamente come il pacifismo coltiva eguaglianza tra i generi...

Fonte: femminismo-a-sud.noblogs.org