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 Trilingual World Observatory: italiano, english, rom‚n„. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

By Admin (from 05/03/2011 @ 14:00:26, in en - Global Observatory, read 1715 times)

"Cornell Dots" -- brightly glowing nanoparticles -- may soon be used to light up cancer cells to aid in diagnosing and treating cancer. The U.S. Food and Drug Administration (FDA) has approved the first clinical trial in humans of the new technology. It is the first time the FDA has approved using an inorganic material in the same fashion as a drug in humans.

"The FDA approval finally puts a federal approval stamp on all the assumptions we have been working under for years. This is really, really nice," said Ulrich Wiesner, the Spencer T. Olin Professor of Materials Science and Engineering, who has devoted eight years of research to developing the nanoparticles. "Cancer is a terrible disease, and my family has a long history of it. I, thus, have a particular personal motivation to work in this area."

The trial with five melanoma patients at Memorial Sloan-Kettering Cancer Center (MSKCC) in New York City will seek to verify that the dots, also known as C dots, are safe and effective in humans, and to provide data to guide future applications. "This is the first product of its kind. We want to make sure it does what we expect it to do," said Michelle Bradbury, M.D., radiologist at MSKCC and assistant professor of radiology at Weill Cornell Medical College.

C dots are silica spheres less than 8 nanometers in diameter that enclose several dye molecules. (A nanometer is one-billionth of a meter, about the length of three atoms in a row.) The silica shell, essentially glass, is chemically inert and small enough to pass through the body and out in the urine. For clinical applications, the dots are coated with polyethylene glycol so the body will not recognize them as foreign substances.

To make the dots stick to tumor cells, organic molecules that bind to tumor surfaces or even specific locations within tumors can be attached to the shell. When exposed to near-infrared light, the dots fluoresce much brighter than unencapsulated dye to serve as a beacon to identify the target cells. The technology, the researchers say, can show the extent of a tumor's blood vessels, cell death, treatment response and invasive or metastatic spread to lymph nodes and distant organs. The safety and ability to be cleared from the body by the kidneys has been confirmed by studies in mice at MSKCC, reported in the January 2009 issue of the journal Nano Letters (Vol. 9 No. 1).
For the human trials, the dots will be labeled with radioactive iodine, which makes them visible in PET scans to show how many dots are taken up by tumors and where else in the body they go and for how long.

"We do expect it to go to other organs," Bradbury said. "We get numbers, and from that curve derive how much dose each organ gets. And we need to find out how fast it passes through. Are they cleared from the kidney at the same rate as in mice?

One of many advantages of C dots, Bradbury noted, is that they remain in the body long enough for surgery to be completed. "Surgeons love optical," she said. "They don't need the radioactivity, but [our study] confirms what the optical signal is. As you learn that, eventually you no longer need the radioactivity."

On the other hand, she added, the dots also may serve as a carrier to deliver radioactivity or drugs to tumors. "This is step one to jump-start a process we think will do multiple things with one platform," she said.

First-generation Cornell dots were developed in 2005 by Hooisweng Ow, then a graduate student working with Wiesner. Wiesner, Ow and Kenneth Wang '77 have co-founded the company Hybrid Silica Technologies to commercialize the invention. The dots, Wiesner said, also have possible applications in displays, optical computing, sensors and such microarrays as DNA chips.

Source: Nanowerk News

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By Admin (from 06/03/2011 @ 08:00:49, in it - Osservatorio Globale, read 1988 times)

Hofbräuhaus, la birreria più famosa del mondo.
 
In Baviera nella seconda metà del XVI secolo governava il Duca Wilhelm V e le principali opere erano finanziare il grande cantiere della chiesa di S. Michael, con l'annessa residenza-collegio dei Gesuiti, e riorganizzare-rivitalizzare la produzione di birra: troppo poca (e nemmeno di eccellente qualità) quella prodotta a Monaco, troppa cara quella esportata da Einbeck/Hannover!

 
 Allora il geniale Wittelsbach ebbe l'idea di costruire una fabbrica di birra all'interno della corte e di affidarne la direzione e gestione a Heimeran Pongraz, che già si era distinto come mastro birraio nel convento di Geisenfeld. Era il 27 settembre 1589 e nasceva così l'Hofbräuhaus, la birreria più famosa del mondo.
 
 La birreria si è trasferita nel '600 in un'area più ampia nella zona del Platzl e a partire dal 1610 la birra prodotta non è più esclusiva della corte ma può essere acquistata da privati cittadini e venduta anche in altre birrerie. L'edificio che attualmente ospita l'Hofbräuhaus è stato inaugurato nel 1897 dopo due anni di lavori curati dalla ditta di Monaco "Heilmann & Littmann". Dal 1980 la gestione è affidata alla famiglia Sperger, coadiuvata da circa 200 dipendenti.
 
 Al pianterreno si trova il salone più frequentato, il centro vitale dell'Hofbräuhaus: volte affrescate, lunghe tavolate di legno massiccio, orchestra, orchestranti e camerieri in perfetto stile bavarese, e poi lei... la birra, fiumi di birra bionda! L'atmosfera a pranzo e soprattutto alla sera è molto allegra e vivace. Al primo piano si trovano le sale più tranquille ed eleganti. Si può anche mangiare all'esterno nel biergarten.
 
 La birreria è stata per lungo tempo uno dei principali "teatri" della politica tedesca: in particolare nel 1921 nella cosiddetta "Schlacht [battaglia] im Hofbräuhaus" trovò la ribalta la magnetica arte oratoria di Adolf Hitler.
 
L'Hofbräuhaus, situata al n° 9 di Am Platzl, è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 24. Per raggiungerla: tutte le linee della metropolitana S, U3, U6 - fermata "Marienplatz".


 
Le altre birrerie e biergarten:
 
Hofbräukeller
Dove Wiener Platz
Apertura Tutti i giorni dalle 10 alle 23
Mezzi pubblici U4/U5 fermata "Max Weber Platz", tram 19 "Max Weber Platz", tram 18 "Wiener Platz"
Commento Si trova a pochi minuti dal Maximilianeum (Parlamento bavarese) ed è un locale molto grande con ampio biergarten all'aperto. Molto amato dai giovani anche per i buoni prezzi.
Sito ufficiale www.hofbraeukeller.de
 
Augustiner
Dove Neuhauser Straße 27
Mezzi pubblici Tutte le linee S, U4/U5 fermata "Karlsplatz (Stachus)"
Commento Tra le birrerie di Monaco è la più bella ed elegante: il locale è ricco di affreschi e decorazioni. La cucina è ottima e i prezzi sono accessibili. Il locale è diviso in due parti: la birreria vera e propria (entrata a sinistra della facciata) e il ristorante (entrata a destra).
Sito ufficiale www.augustiner-restaurant.com
 

Augustiner Keller
Dove Arnulfstraße 52
Apertura Tutti i giorni dalle 11.30 all'1 di notte
Mezzi pubblici Tutte le linee S, tram 17 - fermata "Hackerbrücke"
Commento Ottima nella bella stagione, complice l'enorme biergarten immerso, come da tradizione, tra alberi di castagno.
Sito ufficiale www.augustinerkeller.de
 
Löwenbräu
Dove Nymphenburger Str. 2
Apertura Tutti i giorni dalle 11 all'1 di notte
Mezzi pubblici U1, tram 20, 21 - fermata "Stiglmaierplatz"
Commento E' uno dei più grandi locali della città (la Festsaal, sala delle feste, contiene 2.000 persone). Come in tutte le birrerie di Monaco regna la tipica cucina locale; da segnalare il grande biergarten all'aperto.
Sito ufficiale www.loewenbraeukeller.com
 
Paulaner
Dove Kapuziner Platz 5
Apertura Tutti i giorni dalle 11 a Mezzanotte
Mezzi pubblici U3/U6 fermata "Goetheplatz", bus 58 "Kapuzinerplatz"
Commento Birreria appartenente all'antica fabbrica Paulaner. Migliore come semplice birreria che come ristorante.
Sito ufficiale www.paulanerbraeuhaus.de
 
Chinesischer Turm
Dove All'interno degli Englischer Garten
Apertura Tutti i giorni dalle 10 a Mezzanotte
Mezzi pubblici tram 17 "Tivolistraße", bus 54, 154 "Chinesischer Turm"
Commento Frequentatissima birreria-biergarten con circa 7.000 posti a sedere che ha sede presso la Chinesischer Turm, la torre cinese costruita nel 1789 prendendo ispirazione da una pagoda situata nei londinesi Kew Gardens. Il chiosco self-service offre tutte le principali specialità della cucina bavarese.
Sito ufficiale www.chinesischer-turm.de
 
Hirschgarten
Dove All'interno dell'Hirschgarten
Apertura Tutti i giorni dalle 11 a Mezzanotte
Mezzi pubblici tram 12, 16 e 17 "Romanplatz"
Commento E' il più grande biergarten di Monaco (8.000 posti) e si trova all'interno dell'Hirschgarten, il giardino dei cervi, già tenuta di caccia voluta nel 1780 dal principe elettore Karl Theodor. Oltre a bere e mangiare si possono osservare da vicino i cervi che vivono nel parco.

Sito ufficiale www.hirschgarten.de - Fonte: tuttobaviera.it

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By Admin (from 06/03/2011 @ 11:00:42, in ro - Observator Global, read 1864 times)

 Disparitia, in august 1997, a neuitatei „printese a inimilor”, una dintre cele mai iubite personalitati din lumea contemporana, a produs soc si consternare in intreaga lume. Si inca de la inceput, multa lume a suspectat ca moartea printesei Diana nu s-a datorat unui accident rutier banal. Unii adepti ai „teoriei conspiratiei” au sustinut ca responsabili de tragicul eveniment ar fi chiar serviciile secrete britanice, care au actionat astfel pentru ca nu se dorea ca mostenitorii tronului sa aiba drept tata vitreg un om de origine araba... Dincolo de toate aceste speculatii, mai mult sau mai putin absurde, se pare totusi ca accidentul Dianei nu a fost unul obisnuit. La aproape zece ani de la accident, un martor ocular face dezvaluiri senzationale.

Producatorul muzical Jacques Morel, acum in varsta de 59 de ani, isi aminteste foarte bine ca in noaptea accidentului, trecand prin tunelul unde avea sa-si gaseasca sfarsitul fosta printesa de Walles, a vazut acolo cativa barbati imbracati in costume de culoare inchisa, cu mai putin de un minut inainte de producerea accidentului.

„Ma intorceam acasa, cu sotia mea, dupa ce servisem cina la un restaurant chinezesc. Intrand in turneul Alma, am vazut in stanga, pe sensul opus de mers, mai multe siluete invaluite in umbra, stand pe o portiune ingusta de trotuar. Acei oameni stateau insirati, in linie dreapta si pareau sa astepte ceva. M-am mirat, fiindca trotuarul e foarte ingust si traficul e foarte intens, e riscant sa stai mult timp acolo. La doar cateva secunde dupa aceea, am auzit un zgomot infernal si am vazut, in oglinda, o inlantuire de lumini. Imediat m-am gandit ca s-a intamplat un accident si ca barbatii aceia nu sunt straini de acesta. Am oprit masina si am mers sa vad despre ce vorba. O masina luxoasa se izbise de un stalp si se zdrobise complet.

 A urmat un zgomot infernal de clacsoane si un fum alb a umplut tunelul. Dodi Fayed si soferul, Henri Paul, erau deja morti... Am fost devastat vazand-o pe printesa Diana, in pantalonii ei albi, pe bancheta din spate. Parea atat de senina si linistita, dar mi-am dat seama ca era muribunda. A fost una dintre cele mai tulburatoare scene din viata mea. Niciodata nu-i voi uita chipul. Apoi am vazut un Fiat Uno alb, indepartandu-se in viteza. Dar pe acei oameni misteriosi nu i-am mai vazut. Disparusera de parca intrasera in pamant”, spune Morel care, de teama consecintelor declaratiilor sale, s-a refugiat in Tunisia.

Producatorul francez crede ca accidentul a fost de fapt o inscenare, dar intentia nu era de a-i ucide pe pasagerii Mercedesului lui Dodi Al Fayed, ci doar de a-i speria. El nu a putut insa afla cine erau acei misteriosi „oameni in negru” si daca James Andanson soferul Fiatului, care se pare ca „l-a orbit” cu faza lunga pe Henri Paul facea parte din complot sau nu. In mod bizar, Andanson, cunoscut informator al ziaristilor de scandal dar si al serviciilor secrete, s-a sinucis trei ani mai tarziu si acel Fiat alb nu a mai fost gasit niciodata.

Morel isi va publica propria versiune asupra accidentului in care printesa Diana si-a pierdut viata intr-o carte intitulata „The Witness” (Martorul). Ideea carti e ca Diana de Walles a cazut victima unui complot, de care chiar ea se temea. De altfel, in octombrie 2003, ziarul britanic „Daily Mirror” a publicat o scrisoare de-a Dianei, trimisa unei prietene cu zece luni inainte de accident, unde se vorbea despre un posibil accident de masina „care sa-i lase lui Charles cale libera spre a se casatori”. Ceea ce, pana la urma, chiar s-a intamplat...

Gabriel TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 06/03/2011 @ 14:00:43, in en - Global Observatory, read 1436 times)

Please behold, another innovative design to join the team of promising Architecture. The Envision Green Hotel designed by Richard Moreta Architecture, with interiors by Miami-based MRA Design for Hospitality Design’s Radical Innovation.

Part wind tower, part urban eco-resort, and all egg, this “lobular” structure is touted as one of the most recognizable landmarks for the city in which it would ultimately be…laid.

The Envision Green Hotel combines wind technology and resort architecture for a one-of-a-kind eco-friendly design. Shaped like a giant egg, it is currently just a concept at the moment. Submitted for Hospitality Design’s Radical Innovation competition, you never know if it’ll become more though.

Designed by Richard Moreta Architecture, the Envision Green Hotel features interiors by Miami-based MRA Design. Powered by a photovoltaic exterior sheathing, the interior is rife with fresh gardens. On the whole, this building is like a living organism.

Operating like a living organism, the Envision literally breathes through its wind and atmospheric conversion systems, which allow natural air into the interior of the building without mechanical intervention. Photovoltaic exterior sheathing provides the building’s energy, while indoor gardens at various levels of the structure act as upward extensions of the earth, creating mini-microclimates that filter the air and act as added insulation. Recycled pools of water around the structure serve as catch basins, water reservoirs, fire barriers, and indispensable decorative aquatic features. Power from the wind turbine heats the boiler and creates steam for the chiller water plant beneath the structure to cool and heat the hotel.

Within the hotel, rooms would be designed on a 4 foot multiple to conform to standard-sized materials and reduce construction waste. A high-efficiency LED system would illuminate the interiors, and non-toxic, non-off-gassing finishes would be employed. Besides the typical water-efficient fixtures, this eco resort would use recovered rainwater for flushing and irrigation. The rooms would also include a mood pad control unit that would allow each guest to control the lighting and choose groovy digital images that would reflect behind glass walls and ceilings.

To help this giant eco-egg blend even more subtly into the surrounding urban context, exterior LED curtain walls would change color throughout the night to indicate the progression of time, making the Envision glow in the night like a giant, moody Fabergé egg.

Source: Inhabitat

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By Admin (from 07/03/2011 @ 08:00:12, in it - Scienze e Societa, read 1348 times)

Lindau (24.000 abitanti) è tra le più rinomate località di villeggiatura della Germania per la sua particolare posizione: è infatti situata in un'isola sul lago di Costanza (Bodensee), collegata alla terraferma da due ponti e al confine tra Germania, Austria e Svizzera.


 Il lago ha altre due isole, che però non fanno parte della Baviera: Mainau, proprietà di un ramo della famiglia Bernadotte (la casa reale di Svezia) e nota per gli splendidi giardini e fiori, e Reichenau, riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità, dove si trova un'antica abbazia benedettina.
 
Cuore della cittadina è la Marktplatz sulla quale si affacciano la chiesa cattolica "Unserer Lieben Frau" dedicata alla Madonna e quella protestante di St. Stephan. Sempre nella piazza ammirare la casa patrizia Haus zum Cavazzen che ospita dal 1929 il museo di storia e arte locale.
 
La via principale è la Maximilianstraße: una serie di case del '500 dai variopinti colori, eleganti negozi ed il quattrocentesco Vecchio Municipio (Alte Rathaus) affiancato da quello Nuovo (Neue Rathaus) in stile barocco.
 
Un'altra chiesa degna di nota è la Peterskirche, risalente all'anno 1000 e tra gli edifici religiosi più antichi del lago di Costanza. All'interno il ciclo pittorico dedicato alla Passione di Cristo (1480), opera di Hans Holbein il Vecchio. Di fianco alla chiesa si erge la trecentesca Diebsturm.

  
Nei secoli passati Lindau era uno dei principali porti della Baviera. Testimoni dell'antica gloria sono la Mangturm che serviva da faro e l'imponente leone di pietra, simbolo della forza e fierezza bavarese.
 
Oggi, oltre che meta turistica, è famosa per gli annuali incontri-conferenze dei vincitori del premio Nobel destinati ad un pubblico di talentuosi studenti e laureati provenienti dalle Università di tutto il mondo.
 
Non può mancare una gita del lago in battello e una gustosa sosta nei ristoranti che affollano i vicoli della città vecchia.

Fonte: tuttobaviera.it

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By Admin (from 07/03/2011 @ 11:00:35, in ro - Stiinta si Societate, read 1144 times)

 Dorinta de a fi nemuritori i-a insufletit dintotdeauna pe pamanteni, mitul „tineretii vesnice” existand in mai toate traditiile si culturile. Chiar daca nimeni nu se poate lauda ca ar fi atins acest ideal - nume precum Saint-Germain sau Ahasverus, „jidovul ratacitor” fiind de domeniul legendei - vechile carti de intelepciune ale omenirii ne vorbesc despre personaje care au trait peste o suta de ani, precum patriarhii biblici. Asemenea performante nu ar fi chiar imposibil de atins, iar dovada cea mai elocventa in acest sens o constituie existenta, in indepartata Siberie, a unui sat unde toti localnicii ating varste matusalemice...

Cand copiii tribului vad oameni din afara asezarii raman socati de obiceiul acestora de a bea si a fuma, caci astfel de vicii le sunt cu desavarsire necunoscute. Membrii tribului siberian, ce sunt in numar de aproape sase mii, isi parasesc insa rareori casele, traind izolati de restul lumii. Ei fac parte dintr-o comunitate stabilita aici in urma cu mai bine de un mileniu si intemeiata pe criterii religioase - crestinii „raskolnici”, o secta care a fugit de persecutiile religioase si de civilizatie tocmai din dorinta de a trai mai aproape de natura. Acesti siberieni traiesc dupa poruncile biblice, nu mananca niciodata carne, nu se imbolnavesc nici macar de o raceala, in ciuda gerurilor naprasnice de aici, si isi serbeaza prima data ziua de nastere cand implinesc o suta de ani! Si absolut toti ajung sa atinga aceasta varsta...

„Legea pasarilor”

 Membrii acestei comunitati ciudate locuiesc in case de forma unor piramide, nu au ceasuri - folosesc un fel de clepsidre cu praf - si traiesc potrivit calendarului lunar. Cu totii urmeaza cu sfintenie, in viata de toate zilele, „legea pasarilor”: se trezesc dimineata, atunci cand pasarelele incep sa ciripeasca si merg la culcare odata cu acestea. In asezarea lor nu exista electricitate, iar oamenii folosesc opaite si sobe primitive, pentru a se incalzi.

Hrana lor consta in radacini, ciuperci, legume si fructe, dar ei consuma cu placere si conifere verzi, inmuiate in miere. Singura bautura permisa, in afara de apa rece ca gheata a torentelor siberiene, este laptele de capra, despre care batranii tribului sustin ca i-ar face „mai destepti”. Consumul de alcool este considerat cel mai mare pacat posibil. O trasatura incredibila a acestui trib de longevivi este ca femeile pot procrea pana la varste inaintate, chiar la peste 60 de ani, majoritatea lor dand nastere la cate douazeci, chiar treizeci de copii!

Gabriel TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 07/03/2011 @ 14:00:35, in en - Science and Society, read 1487 times)

How do you use a scientific method to measure the intelligence of a human being, an animal, a machine or an extra-terrestrial? So far this has not been possible, but a team of Spanish and Australian researchers have taken a first step towards this by presenting the foundations to be used as a basis for this method in the journal Artificial Intelligence, and have also put forward a new intelligence test.

"We have developed an 'anytime' intelligence test, in other words a test that can be interrupted at any time, but that gives a more accurate idea of the intelligence of the test subject if there is a longer time available in which to carry it out", José HernŠndez-Orallo, a researcher at the Polytechnic University of Valencia (UPV), tells SINC.

This is just one of the many determining factors of the universal intelligence test. "The others are that it can be applied to any subject Ė whether biological or not Ė at any point in its development (child or adult, for example), for any system now or in the future, and with any level of intelligence or speed", points out HernŠndez-Orallo.

The researcher, along with his colleague David L. Dowe of the Monash University, Clayton (Australia), have suggested the use of mathematical and computational concepts in order to encompass all these conditions. The study has been published in the journal Artificial Intelligence and forms part of the "Anytime Universal Intelligence" project, in which other scientists from the UPV and the Complutense University of Madrid are taking part.

The authors have used interactive exercises in settings with a difficulty level estimated by calculating the so-called 'Kolmogorov complexity' (they measure the number of computational resources needed to describe an object or a piece of information). This makes them different from traditional psychometric tests and artificial intelligence tests (Turing test).

Use in artificial intelligence

The most direct application of this study is in the field of artificial intelligence. Until now there has not been any way of checking whether current systems are more intelligent than the ones in use 20 years ago, "but the existence of tests with these characteristics may make it possible to systematically evaluate the progress of this discipline", says HernŠndez-Orallo.

And what is even "more important" is that there were no theories or tools to evaluate and compare future intelligent systems that could demonstrate intelligence greater than human intelligence.

The implications of a universal intelligence test also impact on many other disciplines. This could have a significant impact on most cognitive sciences, since any discipline depends largely on the specific techniques and systems used in it and the mathematical basis that underpins it.

"The universal and unified evaluation of intelligence, be it human, non-human animal, artificial or extraterrestrial, has not been approached from a scientific viewpoint before, and this is a first step", the researcher concludes.

Source: PhysOrg

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Scientists from the University of Amsterdam (UvA) have developed a process for making fully biodegradable, non-toxic and non-hazardous thermoset resins from readily available, low-cost plant materials.

It's hoped that this new range of plastics could be used for panels such as MDF in the construction industry and replace polyurethane and polystyrene packaging... all without increasing cost or production times.

Most of the plastic products used in domestic products and the construction industry are thermosetting plastics; polymer materials that irreversibly cure.

They are made of three-dimensional networks of cross-linked polymers. Bakelite resin, produced from the reaction of phenol with formaldehyde, is one example, and the material is still used to bind wood fibers in pressed wood such as medium density fiberboard (MDF) and formica. Synthetic resins are also widely used in the construction industry for example in Medium Density Overlay (MDO), a combination of concrete and plywood, used in concrete molds.

Modern synthetic resins have a lot of negatives: they are made from diminishing fossil sources, are not biodegradable and can only be burned under strict conditions because they release toxic substances.

However, by combining plant materials and specific process conditions Professor Gadi Rothenberg and Dr. Albert Alberts of the University of Amsterdam's (UvA) Heterogeneous Catalysis and Sustainable Chemistry research group, have created a selection of bio-plastics ranging from hard foam material to flexible thin sheet materials.

Production time is comparable to current thermosetting processes, and the research team believe they can compete with existing plastics on price, but will need to manufacture on a larger scale to be certain.

A major plus is the availability and affordability of raw materials. Any plant materials can be used, for example grass, hay and trees.

Follow-up research will focus on new applications and process development and upscaling.

Source: GizMag

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By Admin (from 08/03/2011 @ 11:00:14, in it - Scienze e Societa, read 1041 times)

Porta i segni di 300 milioni d'anni di storia e dal 2003 figura nell'elenco del Patrimonio mondiale dell'umanità. Ad oltre mille metri sul livello del mare, il Monte San Giorgio si staglia come una piramide sulla riva meridionale del Lago di Lugano.
Il Monte San Giorgio è diventato una delle più importanti località al mondo per lo studio della fauna fossile del Triassico medio (da 245 a 230 milioni di anni fa).

Rappresenta una finestra temporale di 15 milioni di anni con una continuità tale da non esistere altrove. Per questo motivo nel mese di luglio del 2003 il Monte San Giorgio è diventato patrimonio dell'umanità.

Questo importantissimo riconoscimento lo si deve al geologo Markus Felber, che ha avuto l'idea di candidare il Monte San Giorgio e che praticamente elaborato da solo il dossier, investendo in questo progetto parte del suo tempo libero. Quale segno tangibile di riconoscimento per la sua passione e il suo impegno, gli è persino stata dedicata una scoperta. Rivenuto da due ricercatori italiani, il fossile di una nuova specie di pesce - Felberia excelsa – è conservato nelle collezioni del Museo cantonale di Storia naturale di Lugano.

"Il riconoscimento dell'Unesco – precisa a swissinfo il direttore del Museo cantonale di storia naturale Filippo Rampazzi – non è solo una fonte di prestigio. Implica anche precise responsabilità a livello scientifico, a cominciare dalle garanzie di continuità della ricerca".
 
Quando il monte era una laguna marina
Il Monte San Giorgio non finisce mai di stupire. I ricercatori attribuiscono le rocce più antiche al basamento del continente africano o ad una sua porzione chiamata Zolla adriatica. "Questo spiega perché le rocce del Sottoceneri – spiega il geologo Markus Felber - sono spesso associate al continente africano".

"Più si scava – continua Filippo Rampazzi - e più si trovano nuovi tasselli che permettono di ricostruire le condizioni ambientali che regnavano in quelle remotissime epoche del nostro pianeta, quando il San Giorgio era ancora una laguna marina". Del resto per l'inserimento del Monte San Giorgio nel patrimonio mondiale dell'umanità, è stata determinante la presenza di reperti paleontologici che 230 milioni di anni fa trasformarono un bacino profondo 100 metri in una regione subtropicale.

Nella superficie protetta dall'Unesco, che si estende su 849 ettari, sono stati rinvenuti più di 10 mila esemplari di fossili, fra cui 30 specie di rettili e 80 di pesci. Da più di 150 anni gli studi sul Monte San Giorgio sono condotti dagli istituti paleontologici delle università di Zurigo e Milano. Gli scavi sono iniziati nel 1924 e la maggior parte dei reperti si trovano al museo paleontologico di Zurigo, mentre una piccola parte è esposta al museo di Meride.
 
Tracce del passato da valorizzare
Il Monte San Giorgio, con i suoi incredibili tesori svelati e tuttora nascosti, è raggiungibile a piedi da due località del Mendrisiotto, la regione più a sud del cantone Ticino. Da Riva San Vitale, comune che si affaccia sul lago Ceresio, la salita è piuttosto ripida; il percorso alla scoperta dei fossili è dunque consigliabile per i più allenati.

Da Meride, un paesino in altitudine spesso baciato dal sole, la via verso il monte è decisamente alla portata di tutti. Di altissimo valore la mulattiera che porta verso la cima del monte: l'eccezionalità del lastricato è unica e ricorda la spina dorsale di un animale preistorico.

Ed è proprio a Meride, comune di 300 abitanti che agli inizi degli anni Settanta è stato aperto il Museo dei fossili. Certo parlare di museo è forse un po' troppo. Ubicato accanto alla casa comunale, solo una targhetta ricorda ai turisti il prestigioso riconoscimento dell'Unesco.

"Piccolo, ma interessante", scrivono alcuni visitatori sul libro degli ospiti, accanto agli schizzi di dinosauri dei bambini. "Difficile da scovare" commenta invece - a giusta ragione - una coppia olandese. Gli ultimi sviluppi della ricerca paleontologica sul Monte San Giorgio sono illustrati in un documentario in lingua italiana e tedesca. Un tocco di freschezza tra le antiche vetrine, mentre uno scritto di vecchia data si scusa per le condizioni dell'esposizione.

La realizzazione di un nuovo museo – si stima che attirerà ogni anno 6 mila 500 visitatori - è comunque già programma. Il restauro sarà affidato all'architetto ticinese di fama internazionale Mario Botta.
 
Non solo fossili... e pietre
La neonata Fondazione Monte San Giorgio avrà il compito di coordinare la promozione del sito, in tutte le sue forme. Qualche anni fa, per esempio, è nata l'Associazione produttori di vino del Monte San Giorgio ed è stato creato un marchio di qualità di promozione dei vini provenienti da uve dell'area del Patrimonio mondiale.

Sul terreno la situazione è migliore: negli otto percorsi attraverso la montagna è stato predisposto un sistema di segnalazioni: "Per evitare di riempire i sentieri di cartelli – spiega Markus Felber – si è fatto capo ad un sistema di lettori "mp3" e di CD. In pratica basterà scaricare le informazioni da internet".

Tra i tesori della montagna, spicca la varietà della pietra. La ricchezza del sottosuolo del Monte San Giorgio non poteva quindi non essere sfruttata e dare origine alla tradizione della lavorazione della pietra. Anche se oggi l'attività estrattiva si limita alle cave di Arzo e ad un'unica cava a Saltrio, nella vicina Italia, una volta si contavano decine di cave a cielo aperto e altrettante sotterranee.

Il merito dell'attività estrattiva è da attribuire agli artisti, scultori e architetti locali attivi nei cantieri della Lombardia dell'Età Moderna. Il marmo d'Arzo – caratterizzato da colori naturali e sapientemente lucidato – diventa una celebrità europea. E non solo in palazzi e chiese del Canton Ticino, Lombardia e Piemonte, ma anche in altre città italiane come Venezia, Genova. Roma e Napoli.

Autore: Francoise Gehring - Monte San Giorgio - swissinfo.ch

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By Admin (from 08/03/2011 @ 14:00:03, in ro - Stiinta si Societate, read 1568 times)

 Urmatoarea generatie de astronauti va renunta la alimentatia lichefiata si la super-concentratele vitaminizate, care nu le-au facut nici o placere cosmonautilor, in cele patru decenii si jumatate de zbor spatial, pentru o hrana mult mai naturala si in consecinta mult mai gustoasa. Un proiect al NASA, desfasurat in cursul anului 2005, a demonstrat ca adoptarea unei alimentatii naturale in conditiile existente in spatiul cosmic este mult mai benefica organismului uman decât hrana artificiala, vitaminizata. Echipa de oameni de stiinta de la Universitatea Cornell, condusa de dr. Jean Hunter, a studiat, timp de câteva luni, efectul diverselor tipuri de alimentatie asupra sanatatii si bunei functionari a organismului si a ajuns la concluzia ca cele mai indicate alimente nu sunt preparatele pe baza de carne sau proteine animale, ci vegetalele!

Importanta unui meniu adecvat servit in spatiul extra-atmosferic a fost in dese rânduri subliniata de nutritionisti, care au remarcat ca monotonia actualelor meniuri are efecte negative atât asupra fizicului cosmonautilor - producând slabiri si tulburari gastrice, cât si asupra psihicului lor, prin manifestarea unor dezechilibre mentale mergând chiar pâna la depresii.

De aceea s-au desfasurat o serie de experimente in mini-laboratoare, unde subiectii - virtualii cosmonauti - isi cultivau ei insisi recolte de tomate, cereale, soia, morcovi si alte vegetale. Se estimeaza ca asemenea mini-laboratoare ar putea fi adapostite de navetele cosmice plecate spre Marte, in misiunile proiectate pentru primele decenii ale mileniului III si chiar si pe „planeta rosie” ar putea fi infiintate „sere hidrofonice”, unde sa se cultive in cele mai bune conditii vegetalele respective. „Subiectii au fost realmente incântati de meniurile vegetariene oferite, chiar daca majoritatea lor nu fusesera anterior adeptii unei alimentatii naturiste”, a declarat dr. Hunter.

Mâncare „ca la mama acasa”

Hrana furnizata de mini-laboratoarele navetei spatiale a inclus o multitudine de feluri de mâncare, usor de preparat si foarte nutritive, de asemenea cu continut scazut de sodiu si fier. „Sodiul poate atinge niveluri periculoase in conditiile existente pe o naveta spatiala, când apa de baut, aflata in cantitati relativ mici, este reciclata si folosita si de echipaj, si pentru necesitatile bioreactoarelor si pentru intretinerea plantelor de la bord. De asemenea, un nivel ridicat de fier - dat de produsele pe baza de carne - este foarte periculos pentru organism, putând produce intoxicatii grave”.

 Denumirile preparatelor pe care astronautii viitorului le vor degusta in cursul indelungatelor voiaje spatiale sunt sugestive si va vor stârni, desigur, pofta de mâncare: iahnie de fasole neagra mexicana, tocanita de legume cu chiftelute de soia, ciorbite de zarzavat si sandviciuri cu legume pasate... Reactia astronautilor care deja au testat mâncarea n-a intârziat sa apara: „Este cea mai delicioasa mâncare pe care am gustat-o vreodata”, a marturisit Elisabeth Babcock-Woodring, una dintre femeile-astronaut ce fac parte din echipajele antrenate de NASA la Goddard Space Center Laboratory. Sau altfel spus, lasati balta pastilele si pilulele energizante din „Star Trek” - tot mâncarea „ca la mama acasa” este mai sanatoasa...

Sursa: Revista Magazin

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