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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 09/03/2011 @ 08:00:34, in en - Global Observatory, read 1359 times)

InterHome, a model for a home developed by researchers at the University of Hertfordshire, incorporates modular custom design units and draws on standard home automation systems which have been adapted so that the house ‘learns’ and ‘adapts’ to its users’ lifestyles.

It will be unveiled at the finals of the Microsoft Imagine Cup which will be held in Cairo from 3-7 July. The prototype of the home, which has been developed in a doll’s house, integrates embedded devices with the industry standard X10, so that it provides convenience and security to the home owner and also enables them to reduce energy and contribute to reducing greenhouse and carbon emissions.

InterHome incorporates an intuitive touch screen user control panel that also allows the house to be monitored and controlled using web browsers, windows mobile and any SMS-capable mobile phone.

“InterHome improves on its competitors by being modular, adaptable and able to ‘learn’ our routines,” said Johann Siau, Senior Lecturer at the University’s School of Electronic, Communication & Electrical Engineering. “The technology enables the system to learn rapidly when we need the lights on or whether we are at home or at work and how the house needs to be at certain times of the day. If we forget to lock the front door or turn off the lights, it can text us and our response can reprogramme the system.”

Through this approach, InterHome can eradicate wasted energy within UK homes and make a difference to CO2 emission statistics when installed in enough houses. The prototype is now ready to be adopted by industry and the team led by Johann Siau, has been approached by several industry companies and are in discussion with the Building Research Establishment. The other members of the team are Ellis Percival and Carol Chen.

This development in 'home-intelligence' will continue to update our systems in the future. Some day every home in the world could have a centralized computer that monitors and regulates all the data from in and around the house. By inputting the user's personal preferences and patterns, the software will be able to emerge & evolve. By doing this, the software will be able to learn from your needs and habits to reach peak efficiency for every individual. Hereby reducing energy waste, while maximizing comfort and efficiency.

Source: Herts

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Ritagliati dalla mano dell'uomo dal Medioevo, i vigneti a terrazze del Lavaux si specchiano nelle acque del Lemano, di fronte ad un maestoso paesaggio alpino. Nel 2007, questo sito di eccezionale bellezza è stato iscritto nel Patrimonio mondiale dell'umanità.
Molti viaggiatori che giungono da Nord col treno nel Lavaux gettano dalla finestra il biglietto di ritorno, affermano i vodesi, forse un po' pretenziosi.

In effetti, però, dopo aver abbandonato il paesaggio monotono dell'Altopiano, all'uscita del tunnel di Chexbres non è soltanto la luce del giorno ad abbagliare per un istante le pupille: lo sguardo si affaccia di colpo su uno dei panorami lacustri più splendidi e luminosi d'Europa.

Davanti a sé l'immenso specchio d'acqua blu del lago Lemano, il cui colore riflette luci e ombre del cielo e muta di ora in ora dall'alba al tramonto. Sull'altra sponda, a Sud, l'imponente catena alpina con le sue cime bianche che trafiggono l'orizzonte.

E ai propri piedi, sul versante Nord, il pendio verde del Lavaux, scolpito e modellato da generazioni di vignai, dai monaci cistercensi del Medioevo fino ad oggi. Terrazze di vigneti sostenute da muri di pietra marrone che ne disegnano i contorni, assieme a centinaia di scalinate e sentieri.

E poi, ancora, il sole. Anzi, i tre soli che riscaldano la vigna, come rilevano i viticoltori del Lavaux. L'energia del sole che giunge dal cielo, il riverbero dei suoi raggi sul lago e il rilascio notturno del calore accumulato dai muri che reggono i vigneti.
 
La mano dell'uomo
Luogo d'ispirazione e di quiete per numerosi artisti – da William Turner a Oskar Kokoschka fino a Ferdinand Hodler o Charlie Chaplin – il Lavaux è considerato uno dei più bei "paesaggi artificiali" europei, dove la mano dell'uomo ha portato avanti con grande armonia negli ultimi secoli l'opera avviata milioni di anni fa dalla natura.

"Il buon Dio ha cominciato. Noi siamo venuti dopo e abbiamo finito. Il buon Dio ha fatto il pendio e noi abbiamo fatto in modo che possa servire e durare nel tempo. Oggi non è più un pendio, è una costruzione, una torre, la parete di una fortezza", aveva proclamato il poeta svizzero Charles Ferdinand Ramuz nel 1923.

Non a caso, la regione del Lavaux è stata iscritta nel 2007 nel Patrimonio mondiale non come sito naturale, ma come paesaggio culturale, realizzato dall'uomo. Un'idea germogliata alcuni anni prima nella testa di un visitatore: se le risaie a terrazze di Bali sono state inserite nella prestigiosa lista dell'Unesco, perché non proporre anche l'iscrizione di questi vigneti terrazzati, che costeggiano il lago per 20 chilometri tra Losanna e Vevey?

Alcuni viticoltori e amanti della regione hanno così dato vita nel 2003 all'Associazione per l'iscrizione del Lavaux nel Patrimonio mondiale dell'umanità (Ailu). Quattro anni dopo, il Comitato internazionale dei monumenti e dei siti dell'Unesco si è chinato in Nuova Zelanda sul dossier di candidatura dei vigneti vodesi.
 
Le campane suonano a festa
Poco prima di mezzogiorno del 28 giugno 2007, il responso positivo giunto dagli antipodi è stato annunciato alla popolazione dalle campane dei 14 pittoreschi villaggi della regione: Lutry, Villette, Grandvaux, Cully, Riex, Epesses, Puidoux, Chexbres, Rivaz, Saint-Saphorin, Chardonne, Corseaux, Corsier-sur-Vevey e Jongny.

"Gli esperti dell'Unesco hanno riconosciuto il carattere eccezionale di questo sito situato ai bordi di un lago e di fronte alle montagne, che ha potuto resistere per secoli alla pressione urbana e si è tramandato praticamente intatto fino a noi", spiega Bernard Bovy, viticoltore e presidente dell'Ailu.

Una pressione urbana diventata particolarmente forte nei primi decenni del Dopoguerra, quando alcuni viticoltori o i loro eredi avevano cominciato a preferire il denaro facile offerto dai promotori immobiliari al duro lavoro della terra.

"A salvare il Lavaux dalla speculazione immobiliare e a permettere in seguito la sua iscrizione nel Patrimonio mondiale è stata un'iniziativa popolare lanciata nel 1977 da Franz Weber", ricorda il viticoltore Pierre Joly, che si battuto da allora a fianco del noto ecologista svizzero per proteggere la regione viticola. Bocciata dalla maggioranza degli abitanti del Lavaux, l'iniziativa era stata fortunatamente accolta dal 56% della popolazione del canton Vaud.
 
Turismo dolce privilegiato
Nel 2005 una seconda iniziativa promossa da Franz Weber per rafforzare la salvaguardia del Lavaux è stata accettata dall'81% dei vodesi. Ma l'accesa battaglia continua ancora oggi tra i sostenitori di una ferrea protezione della regione e coloro che vorrebbero allentare un po' le leggi. L'ecologista ha così lanciato una terza iniziativa nel 2009.

L'iscrizione nella lista dei siti dell'Unesco non vincola giuridicamente le autorità cantonali a preservare il Lavaux. Ma l'importante riconoscimento internazionale ha contribuito ad aprire gli occhi di molte persone sul valore eccezionale di questa zona verde, che attira sempre più i visitatori.

I viticoltori del Lavaux non sognano però di essere sommersi da enormi masse di turisti, come sottolinea Bernard Bovy: "Privilegiamo un turismo dolce di passeggiatori, che apprezzano il fascino del paesaggio, che amano la natura, la gastronomia e un buon bicchiere di Chasselas".

Lo Chasselas, il tradizionale vino regionale, che non può forse competere con la bellezza del panorama, ma che riesce a riunire allo stesso tavolo anche coloro che si battono su fronti opposti per lo sviluppo del Lavaux e dei suoi vigneti terrazzati, sospesi tra il lago e il cielo.

Autore: Armando Mombelli, Regione del Lavaux, swissinfo.ch

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By Admin (from 09/03/2011 @ 14:00:28, in ro - Stiinta si Societate, read 1263 times)

 Alchimistii nu au disparut, cel putin atâta vreme cât japonezul Yoshikide Momotani, in vârsta de 78 de ani, traieste. Nu face parte din cei care au incercat secole de-a rândul sa transforme plumbul in aur. Este un alchimist atipic, preocupat de „metamorfoza” fibrelor de celuloza ale hârtiei, in „aurul” unor sculpturi incredibile.  Japonezul e, inainte de toate, un geniu in arta origami. Cu ocazia unei reuniuni internationale a expertilor in origami, arta plierii (modelarii) hârtiei, care a avut loc recent in orasul francez La Rochelle, japonezul Momotani si-a dezvaluit pasiunea pentru chimie si o parte din secretele „magiei” sale.

In arta sa, apar toate elementele din Tabloul lui Mendeleev, pe care le combina pentru a forma molecule simple sau combinatii extrem de complexe, precum acizi aminati, proteine, virusi etc. S-a specializat in chimie in urma cu 20 de ani, pentru a deveni profesor. A predat la universitatea din Osaka un curs de genetica, domeniu in care molecula-regina este ADN-ul, suport al ereditatii (in forma de dubla elice).

Dupa calcule si lungi reflectii a gasit modalitatea de a plia o foaie transformând-o in... ADN. Isi rescrie cursurile de chimie destinate artei origami. Cursuri referitoare la cristale, poliedri, atomi etc. Reuseste sa construiasca din hârtie atomi in asa fel incât sa puna in evidenta nivelele de energie si lumina emisa de acestia si legaturile dintre ei. In mod traditional, se foloseste o singura hârtie pentru a se crea o figura. In cazul asamblarii atomilor, Monotami a recurs insa la mai multe foi de hârtie si la ace.

 Expertul a trecut apoi la molecule „exotice”, precum virusii sau vitaminele, tehnicile de realizare figurând in cursurile sale. Nu toti studentii reusesc sa le reproduca. E nevoie, dincolo de cunostinte si antrenament, de foarte multa dexteritate. Maestrul e insa mereu in forma. Nu inainte de a se concentra asupra modului in care isi va concepe modele. De a surprinde secretele moleculelor si de a analiza procedurile de pliere a hârtiei. „Calculatorul, a subliniat japonezul, permite vizualizarea moleculelor. Dar pentru chimisti, e important sa le atinga si sa le manipuleze. Ei beneficiaza de figuri din plastic sau metal. Eu le ofer mostre din hârtie. Chimia e o stiinta dificila chiar si pentru studentii mei. Invatându-i sa reproduca molecule folosind hârtia, inteleg totul mai usor si, in mod evident, studiile lor devin pasionante.”

Operele lui Yoshikide Momotani au inceput sa fie solicitate de diverse institutii sau de catre colectionari. De pilda, o societate farmaceutica i-a cerut - pentru a ilustra o brosura - sa realizeze din hârtie o molecula asemanatoare unei colivii. O mare provocare in fata careia japonezul n-a avut nici un moment de ezitare. Doar de câteva zile de concentrare si incercari, in urma carora a iesit victorios. Singura problema a fost... ambalarea si transportul intrucât modelul (evident, fragil) avea o anvergura de peste 1 metru. Ambitiile sale sunt mereu mai mari. Si-a propus, de pilda, sa realizeze un ou care, printr-o atingere, sa se deschida si din el sa iasa un pui...

DORIN MARAN - Magazin.ro

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By Admin (from 10/03/2011 @ 08:00:14, in en - Science and Society, read 1418 times)

We have seen some beautifull new designs for future cities over the last few years.And these images from Russian architectural firm Remistudio are nothing less than amazing. Remistudio has designed a massive hotel concept that can be erected at land or sea, is completely self sustaining and is able to endure extreme floods.

The arch-shaped building, dubbed the Ark, has a structure that enables it to float and exist autonomously on the surface of the water. The Ark was also designed to be a bioclimatic house with independent life-support systems, including elements ensuring a closed-functioning cycle.

The Ark concept, which Remistudio designed in connection with the International Union of Architects’ program “Architecture for Disaster Relief,” can be built in various climates and in seismically dangerous regions because its basement is a shell structure, devoid of ledges or angles. A load-bearing system of arches and cables allows weight redistribution along the entire corpus in case of an earthquake. The building’s clever design enables an optimal relationship between its volume and its outer surface, significantly saving materials and providing energy efficiency. Its prefabricated frame also allows for fast construction.

The Ark constitutes a single energy system. Its shape is convenient for installing photovoltaic cells at an optimal angle toward the sun. The cupola, in the upper part, collects warm air which is gathered in seasonal heat accumulators to provide an uninterrupted energy supply for the whole complex independently from outer environmental conditions. The heat from the surrounding environment — the outer air, water or ground — is also used.

Alexander Remizov, of Remistudio, said: 'For architecture there are two major concerns.  "The first is maintenance of security and precautions against extreme environmental conditions and climate changes. The second one is protection of natural environment from human activities. The Ark is an attempt to answer the challenges of our time. Provision is made for an independent life support system. 'All the plants are chosen according to compatibility, illumination and efficiency of oxygen producing, and with the aim of creating an attractive and comfort space. Through the transparent roof there is enough light for plants and for illuminating the inner rooms."

Source: Inhabitat

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By Admin (from 10/03/2011 @ 11:00:30, in it - Scienze e Societa, read 1179 times)

Questo piccolo e grazioso villaggio alpino (8.500 abitanti), che si trova ai piedi dei monti del Karwendel e a pochi km da Garmisch e dal confine con l’Austria, è rinomato per le sue belle case affrescate e per una particolarità che deriva dall’antica arte italiana della liuteria.
 
Alla fine del Seicento Matthias Klotz (1653-1743), allievo dei più famosi liutai cremonesi, introdusse e diffuse in Baviera l’arte ed i segreti appresi in Italia per costruire i magici strumenti musicali ad arco (violini, violoncelli, contrabbassi, etc.). I capolavori creati dagli abili artigiani di Mittenwald sono raccolti nel Geigenbaumuseum (Ballenhausgasse 3), allestito nella casa natale di Klotz e recentemente rinnovato, dove è possibile assistere alle diverse fasi della costruzione di uno strumento, così come avviene in una bottega di liuteria.


 
Nella cittadina esiste anche una scuola tecnica statale per diventare liutaio, una professione di alto artigianato che rappresenta un vanto ed una importante risorsa economica per la zona.
 
Nel centro storico merita inoltre una visita la chiesa parrocchiale di St. Peter und Paul, edificata in stile barocco tra il 1734 e il 1749 da Joseph Schmutzer ed affrescata dalle abili mani di Matthäus Günther sia all'interno che all'esterno (ammirare il bel campanile). Sul fianco destro si trova il monumento eretto in onore di Klotz.
 
Goethe, mentre si recava in Italia per il suo famoso viaggio, soggiornò a Mittenwald l'8 settembre 1786 e la definì "un vivace libro illustrato". Una targa posta sulla via Obermarkt lo ricorda.

Fonte: tuttobaviera.it

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By Admin (from 10/03/2011 @ 14:00:21, in ro - Observator Global, read 1914 times)

 Dupa cum observam ca se deruleaza disputele religioase, e foarte posibil ca omul cel muritor sa nu ajunga niciodata la un consens general care sa-i lumineze calea catre adevarul unui Dumnezeu unic. Ne arata, din pacate, acest lucru, atât marile conflicte de pe mapamond, cât si initiative - sa le spunem solitare, desi termenul nu-si are deplina corespondenta in realitate - ce vin sa „dinamiteze” din interior diverse credinte. Pe de alta parte, nu putem ocoli o serie de elemente menite sa fundamenteze asemenea dogme, care insa nu-si gasesc explicatia multumitoare pentru ratiunea noastra.

Intr-o consistenta lucrare dedicata inceputurilor crestinismului, un fidel cititor al revistei „Magazin”, domnul Vasile TURCU, din Sebes (jud. Alba), se refera printre altele la relicvele crestinilor, facând si o utila distinctie: „Sfintele moaste sunt trupurile sau ramasitele trupesti ale sfintilor, iar relicvele (reliqua = ramasite de moaste) sunt ramasitele sfinte, lucrurile, obiectele provenite de la sfinti si care le-au apartinut, au ramas de la ei si ne amintesc de ei. Moastele si relicvele se pastreaza intr-un relicvariu, care este o cutiuta (chivot) de forma diferita (patrata, rotunda, in forma de cruce), frumos incrustata. In catolicism exista un relicvariu mic, in forma de disc cu capac, confectionat din aur sau argint si care se poarta cu lantisor, ca un pandantiv, numit pacifical.”

Domnul Vasile Turcu lanseaza o interesanta provocare, printr-o remarca legata de mortul inviat dupa ce fusese ingropat peste locul unde se aflau osemintele proorocului Elisei, ucenicul proorocului Ilie. Acestia doi traisera o viata de mare sfintenie si de credinta in Dumnezeu, totusi - observa colaboratorul nostru - „se ignora un fapt fundamental: omul cât este viu are suflet (spirit) si duh, iar când moare are in continuare suflet, dar nu mai are duh. Or, numai duhul, nu si trupul, are legatura directa cu Duhul Sfânt, adica cu Dumnezeu Elohim (...) In concluzie, moastele si relicvele nu au nimic sfânt in ele, ci doar Biserica crestina si noi le consideram, subiectiv, ca sunt sfinte.”

 „Industria relicvelor” reprezinta un subiect controversat si totodata foarte incitant; evident, primul caz luat in discutie este cel al lui Iisus insusi. Despre cuiele de pe Sfânta Cruce, al caror numar putea fi de patru, aflam de la domnul Turcu ca s-ar fi depistat nu mai putin de treizeci! Aceasta, in conditiile in care despre cele patru considerate cele autentice se stie precis unde se gasesc. Cea mai neobisnuita astfel de situatie pare a fi insa a Sfintei Cruci. In mod firesc, ea ar fi trebuit sa cântareasca circa 70 de kilograme, pentru a putea fi purtata de o singura persoana. Cititorul nostru aminteste insa aprecierile reformatorului Jean Calvin (sec. al XVI-lea) si pe cele ale istoricului Herbert J. Muller. Daca toate fragmentele despre care se pretinde ca ar face parte din relicva ar fi adunate la un loc, „greutatea lor ar atinge câteva tone”...

Daca ratiunea omului comun nu poate accepta asemenea lucruri, in schimb exista nenumarate exemple de inalti reprezentanti ai Bisericii care, de-a lungul timpului, au impus - prin autoritatea lor - venerarea unor relicve si sfinte moaste, fie ele autentice sau „fabricate”. Sunt incluse aici coroana de spini, tablita cu inscriptia „Iisus Nazarineanul. Imparatul Iudeilor”, sulita cu care a fost strapuns Mântuitorul, Ieslea, uneltele de tâmplar ale lui Iosif, ligheanul lui Pilat, punga goala a lui Iuda, ba chiar si o bucata de peste fript oferit de Petru lui Iisus, pielea preputului de la circumcizia acestuia, casa Fecioarei Maria, transportata de ingeri, din Nazaret, in Loreto (Italia) si inca multe alte elemente supuse venerarii.

Totusi, nu crestinismul se afla la originea fenomenului. Si, in fond, probabil ca alta este calea de urmat pentru a elucida marea taina a miracolelor de natura divina. Divinitate ce nu poate fi decât una singura, asa cum puncteaza si domnul Vasile Turcu, indiferent cine, unde, când si ce nume i-a dat.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - Sursa: magazin.ro

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There is no question that Private Bradley Manning is currently undergoing both physical and psychological torture at the hands of the U.S. military, and that he has been undergoing both forms of torture since his initial incarceration.

As I previously reported here, Manning was first detained in Iraq in May, where he was stationed as an intelligence analyst with the U.S. Army; he was charged in July and transferred to a Marine Corps Brig in Quantico, Virginia and immediately placed in solitary confinement. The situation has only deteriorated for Bradley Manning since then.

First incarcerated for allegedly exposing atrocities like the American air strikes that killed Afghan children and other innocent civilians, Bradley Manning, 23, is the alleged source of the now infamous diplomatic cables, which have dominated the news media since their arrival on the public scene. It seems the cables and leaked video are newsworthy and of great public interest-- interesting enough to dominate the mainstream media and yet somehow warranting the torture of their alleged messenger, who has been left to whither away in a 6 x 12 cell.

A recent interview with House can be seen here:

Peculiarly, no other detainee at the Quantico Brig is being forced to endure the "isolation and humiliation" that Bradley Manning is being subject to. His treatment has been described as "degrading," "inexcusable," "without justification" and "an embarrassment to our military justice." As such, Coombs argues that it must not be tolerated.

Source: WLCentral.org

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By Admin (from 11/03/2011 @ 08:00:53, in ro - Stiinta si Societate, read 1397 times)

 Considerat vreme de decenii intregi, de catre iubitorii de enigme, drept dovada cea mai elocventa a faptului ca odinioara pe planeta Marte a existat o civilizatie infloritoare, „Sfinxul” martian pare sa nu fie totusi decât o simpla aglomerare de stânci sculptate de vânt. Cele mai recente fotografii transmise la cartierul general al NASA de catre sonda spatiala Mars Express releva imagini socante ale „chipului”, generând totodata o profunda dezamagire pentru cei care sperau sa nu fim singuri in Sistemul Solar... Muntele pe care se afla „chipul”, in bazinul Cydonia, a fost fotografiat pentru prima oara de catre sonda americana Viking 1 Orbiter, in 1976.

Formatiunea imortalizata pe pelicula a devenit imediat subiectul unei veritabile mitologii, numeroase personalitati sustinând ca acea „figura surâzatoare” ar demonstra ca pe planeta vecina a inflorit cândva o civilizatie superioara, multi considerând chiar ca omenirea ar fi urmasa acestei civilizatii disparute in mod enigmatic.

In vara acestui an, sonda Mars Express a reusit sa realizeze câteva fotografii ale regiunii, dar imaginile au iesit neclare, din pricina norilor de praf din atmosfera martiana si a altitudinii mari de la care fusesera facute. Totusi, in ultimele câteva zile, dupa ce sonda s-a mai apropiat de suprafata martiana, imaginile tridimensionale, luate de camerele stereo de inalta rezolutie, au aratat o cu totul alta... fata a Sfinxului martian. Acesta nu mai pare a fi chipul, ci mai curând craniul unui om!

 Imaginea pe care o puteti vedea alaturat si care reprezinta varianta prelucrata si post-procesata a originalului transmis de Mars Express a stârnit senzatie in intreaga lume. „Imaginile din bazinul Cydonia sunt intr-adevar spectaculoase, spune dr. Agustin Chicarro, de la Agentia Spatiala Europeana. Ele ofera o viziune detaliata asupra acestei formatiuni si o privire de ansamblu a intregii zone, care este de mare interes pentru geologi si demonstreaza performantele excelente ale camerelor de pe Mars Express.”

De altfel, savantii nici nu-si propusesera sa pozeze „chipul martian”, ci voiau sa studieze procesul de eroziune de pe Marte. Iar ca acesta este foarte intens pare sa o demonstreze chiar faptul ca, in doar trei decenii, „Sfinxul” s-a deteriorat atât de mult...

Gabriel TUDOR - magazin.ro

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The mechanism that controls the internal 24-hour clock of all forms of life from human cells to algae has been identified by scientists.

Not only does the research provide important insight into health-related problems linked to individuals with disrupted clocks – such as pilots and shift workers – it also indicates that the 24-hour circadian clock found in human cells is the same as that found in algae and dates back millions of years to early life on Earth.

Two new studies out today in the journal Nature from the Universities of Cambridge and Edinburgh give insight into the circadian clock which controls patterns of daily and seasonal activity, from sleep cycles to butterfly migrations to flower opening.

One study, from the University of Cambridge's Institute of Metabolic Science, has for the first time identified 24-hour rhythms in red blood cells. This is significant because circadian rhythms have always been assumed to be linked to DNA and gene activity, but – unlike most of the other cells in the body – red blood cells do not have DNA.

Akhilesh Reddy, from the University of Cambridge and lead author of the study, said: "We know that clocks exist in all our cells; they're hard-wired into the cell. Imagine what we'd be like without a clock to guide us through our days. The cell would be in the same position if it didn't have a clock to coordinate its daily activities.

"The implications of this for health are manifold. We already know that disrupted clocks – for example, caused by shift-work and jet-lag – are associated with metabolic disorders such as diabetes, mental health problems and even cancer. By furthering our knowledge of how the 24-hour clock in cells works, we hope that the links to these disorders – and others – will be made clearer. This will, in the longer term, lead to new therapies that we couldn't even have thought about a couple of years ago."

For the study, the scientists, funded by the Wellcome Trust, incubated purified red blood cells from healthy volunteers in the dark and at body temperature, and sampled them at regular intervals for several days. They then examined the levels of biochemical markers – proteins called peroxiredoxins – that are produced in high levels in blood and found that they underwent a 24-hour cycle. Peroxiredoxins are found in virtually all known organisms.

A further study, by scientists working together at the Universities of Edinburgh and Cambridge, and the Observatoire Oceanologique in Banyuls, France, found a similar 24-hour cycle in marine algae, indicating that internal body clocks have always been important, even for ancient forms of life.

The researchers in this study found the rhythms by sampling the peroxiredoxins in algae at regular intervals over several days. When the algae were kept in darkness, their DNA was no longer active, but the algae kept their circadian clocks ticking without active genes. Scientists had thought that the circadian clock was driven by gene activity, but both the algae and the red blood cells kept time without it.

Andrew Millar of the University of Edinburgh's School of Biological Sciences, who led the study, said: "This groundbreaking research shows that body clocks are ancient mechanisms that have stayed with us through a billion years of evolution. They must be far more important and sophisticated than we previously realised. More work is needed to determine how and why these clocks developed in people – and most likely all other living things on earth – and what role they play in controlling our bodies."

Source: PhysOrg

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By Admin (from 11/03/2011 @ 14:00:06, in it - Osservatorio Globale, read 1991 times)

Conoscete un luogo dove allo stesso tempo ci si può rilassare in una famosa birreria e ammirare l'arte bavarese? Vorrei suggerirvi di andare ad Andechs, un paesino sopra il lago di Ammer (Ammersee).
 
Secondo la leggenda nel lontano X secolo san Rasso qui mise al sicuro delle reliquie, raccolte in Terra Santa, e nel XII secolo il conte Bertoldo radunò le “cose sacre”, cioè le tre sacre ostie. Nel 1388 ci fu un evento: il ritrovamento delle ostie sacre. A partire da questa data cominciò a fiorire il pellegrinaggio al “Sacro Monte”.
 
 Ancora oggi il santuario è molto visitato e famoso, e non solo in Baviera. Però mi pare che non solo i sensi religiosi e non solo l’arte di grande prestigio conduca la gente al santuario e al convento ma forse prima di tutto la famosissima birra di Andechs. Questa bevanda viene prodotta secondo un'antica ricetta dei Benedettini che vivono sul monte dal 1451.
 
 Come mai fu costruito questo convento nel ‘400? E' una storia interessante: il duca bavarese Albrecht III che viveva a Straubing sul Danubio sposò Agnes Bernauer, figlia di un parrucchiere di Augusta. Siccome questo matrimonio non era conforme al proprio stato sociale il padre di Albrecht condannò a morte la povera Agnes in un modo terribile: nel 1435 la fece annegare nel fiume Danubio. Come espiazione dell’atrocità del padre, Albrecht fondò il monastero sul “Sacro Monte”.
 
 Come raggiungere il Sacro Monte?


 
 Una comoda soluzione è prendere la metropolitana suburbana S8 partendo dalla Hauptbahnhof (stazione centrale) di Monaco, il sabato con partenza alle 9:00 e arrivo a Herrsching sul Ammersee alle 9:45. Poi vi consiglio una camminata a piedi attraverso la valle di Kien (Kiental) fino ad Andechs. Questo sentiero è il più bello della zona e conduce fra ripidi pendii accanto al torrente Kienbach. La valle si formò nell’ultima epoca glaciale circa diecimila anni fa. Si trova il sentiero presso la stazione di Herrsching col cartello “Fußweg nach Andechs” (sentiero per Andechs). L’imbocco nella valle di Kien si trova sotto la piccola chiesa di san Martino (St. Martin) che sorge su una piccola collina. Presso la chiesa si va a sinistra. Buona camminata!
 
 A ricompensa della salita di circa 40 minuti (4 km) vi aspetta il Bräustüberl (birreria) con un buon “Andechser Spezial Hell” (birra speciale chiara). Prost - alla salute!
Chi vuole godere non solo la birra del convento ma anche l’arte non dev’essere deluso perché l'interno della chiesa è ricco di pregevoli opere artistiche.
 
 Mentre se si vuole assaporare l'ottima birra di Andechs senza salire sul „Sacro Monte“ basta andare nel ristorante “Andechser am Dom” che si trova accanto al Duomo di Monaco.
 
Ulrich Schwendke - Fonte: tuttobaviera.it

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Hi, it's Nathan!Pretty much everyone is using voice search with their Siri/Google/Alexa to ask for services and products now, and next year, it'll be EVERYONE of your customers. Imagine what you are ...
15/01/2019 @ 17:58:25
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Now Colorado is one love, I'm already packing suitcases;)
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Nice read, I just passed this onto a friend who was doing some research on that. And he just bought me lunch since I found it for him smile So let me rephrase that Thank you for lunch! Whenever you ha...
21/11/2016 @ 09:41:39
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16/07/2019 @ 23:20:05
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