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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Cercetătorii de la Institutul de Telecomunicatii Heinrich Hertz, din Berlin, au dezvoltat o nouă tehnologie de transmisie a datelor video la o viteză avansată. Utilizând o WLAN, specialistii au putut să transfere date cu o viteză de 100 de megabiti pe secundă pe o suprafată mai mare de zece metri pătrati, fără a înregistra pierderi si doar prin modularea emisiei luminoase a unor LED-uri albe plasate pe tavan.

Transmisia wireless a datelor va putea fi făcută cu ajutorul LED-urilor

Echipa de cercetători a reusit să transferă patru fisiere video HD către patru laptop+uri în acelasi timp. O fotodiodă simplă sau orice alt dispozitiv asemănător, montat pe laptop, poate deveni receptor. Singurul dezavantaj este că, atunci când un obiect se interpune între lumina si fotodiodă, transferul este afectat.

Noua tehnologie de transmisie este potrivită pentru spitale, când transmisia radio nu poate fi folosită pentru a oferi anumite date urgente. Conceptul ar putea fi, cel mai probabil, utilizat pentru controlul wireless al robotilor chirurgicali sau pentru transmiterea imaginilor cu radiografice.

De asemenea, pasagerii din avioane ar putea urmări propriile programe de diverstisment, fără a mai fi nevoie de echiparea cu cabluri, ceea ce va însemna o reducere a costurilor si a greutătii.

Sursa: kurzweilai.net

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Nessuna password, nessun messaggio criptato e nessun accesso filtrato: da giovedì primo settembre, l'intero archivio di WikiLeaks è  disponibile in Rete e chiunque abbia qualche nozione base di navigazione è in grado di accedere ai 251.287 cablogrammi e di organizzare la ricerca per parole chiave. Digitando Italia, per esempio, si viene scaraventati in un'arena popolata da 6.362 file all'interno dei quali viene citato lo Stivale e la sua situazione politica, economica e sociale. Rivelazioni, riflessioni e valutazioni della diplomazia statunitense che sono tutt'ora, mentre giornalisti e semplici internauti scartabellano il materiale, oggetto di un braccio di ferro fra Julian Assange e le testate con cui il fondatore di WikiLeaks stesso avevo stretto accordi. L'apertura totale delle porte al vaso di Pandora dell'informazione, l'inizio della pubblicazione parziale risale al novembre del 2010 ( qui le rivelazioni di gennaio 2011 ), sancisce la fine del dialogo fra i media (e il giornalismo?) tradizionali e la no profit dedicata alle - letteralmente - fughe di notizie, e delega ai singoli cittadini il dovere di analizzare il materiale e far circolare quello più importante e rilevante. Noi abbiamo selezionato alcuni documenti riguardanti tecnologia, scienza e ambiente.

L'interesse degli Usa per il ritorno dell'Italia al nucleare 
In un documento datato 24 dicembre 2008, l'Ambasciata di Roma fa il punto sulla situazione dell'energia nucleare nel nostro paese, a partire dagli obiettivi fissati dal ministro Claudio Scajola per il 2020 (25% rinnovabili, 50% combustibili fossili e 25% nucleare). Gli Stati Uniti sottolineavano allora come il governo Berlusconi fosse intenzionato a puntare sul nucleare nonostante i cittadini avessero espresso parere contrario in merito con un precedente referendum e individuavano nella ricerca di finanziamenti per lo sviluppo delle centrali l'incognita del progetto. Gli States, che citavano Enel e la controllata di Finmeccanica Ansaldo tra i possibili attori tricolori coinvolti, manifestavano interesse a investire con Westinghouse e General Electric e - come si legge in un altro documento - vedevano nella cooperazione Usa-Italia nel nucleare un possibile spinta per la situazione energetica a stelle e strisce. 

La battaglia della Apple in Cina 
Nel settembre del 2008,  l'Ambasciata di Pechino si occupava della lotta della Apple alla pirateria. Il documento evidenzia come il team capitanato da Don Shruhan e John Theriault, già responsabili dello scardinamento della diffusione fasulla di Viagra orientale, abbia individuato i luoghi dedicati alla riproduzione dei gingilli della Mela, nella provincia di Guangdong, vicino all'impianto ufficiale di Foxonn, e ricostruito il percorso dei prodotti contraffatti.

Nelle conclusioni l'Ambasciata sottolinea tuttavia che senza il supporto del governo cinese, che nel caso del Viagra era interessato a tutelare la salute dei suoi cittadini, gli sforzi sono vani.  

Taiwan taglia le gambe alle rinnovabili
Febbraio 2010, al centro della riflessione l'approccio di Tawian in direzione delle energie alternative. Le autorità si sono poste l'obiettivo di aumentare la capacità delle rinnovabili/alternative dall'8 al 15% entro il 2025. Al fornitore statale di energia Taipower è stato dato il compito di acquistare rinnovabili all'ingrosso dai produttori a prezzi fissi con una revisione (e successiva imposizione di una cifra) annuale da parte dell'autorità stessa. In questo modo, sottolinea il documento, il settore pubblico è rimasto tagliato fuori, non essendo i tassi abbastanza alti da incoraggiare investimenti. Causa di ciò sarebbe l'interesse che Taipower ha a spingere il nucleare, considerato a Taiwan un'energia alternativa, e a mantenere il monopolio della fornitura di energia.  Inoltre, secondo il documento, una dichiarazione del ministro senza portafoglio Liang Chi-yuan fa riflettere su un maggiore interesse dell'isola ha in termini economici piuttosto che di diffusione delle energie in questione. 

La stretta dello Sri Lanka sui nuovi media
Dallo Sri Lanka arriva, sempre nel febbraio 2010, un allarme sulla tendenza a censurare e controllare siti Internet, motori di ricerca, social network e messaggistica via sms. Il documento parte citando un articolo del Sunday Times, secondo il quale il regolatore locale delle telecomunicazioni avrebbe assoldato esperti informatici cinesi per mettere un bavaglio alla Rete, imponendo - fra le altre cose - la registrazione obbligatoria di tutti i portali e un controllo dei risultati di Google e simili. La World Bank, che supporta finanziariamente il regolatore delle tlc, ha negato di aver assunto consulenti ma il documento pone l'accento sugli indizi dell'atmosfera che si registra nel paese: la scomparsa della giornalista Prageeth Ekneligoda, l'arresto di cittadini per aver pubblicato messaggi anti-governativi su Facebook e Twitter e il blocco di siti Internet avvenuto sotto elezioni. La preoccupazione è per la libertà di informazione e comunicazione e e per le opportunità di business nello Sri Lanka. 

Il tira e molla saudita 
Nel documento dedicato ai tentennamenti dell'Arabia Saudita in merito alla sottoscrizione dell' accordo di Copenaghen, gli interessi del paese nell'economia del petrolio impediscono di prendere posizione nella tutela dell'ambiente, gli Stati Uniti si dicono convinti che i leader si stiano rendendo conto del rischio che corrono non prendendo l'impegno di ridurre del 40% le emissioni di anidride carbonica entro il 2020. Si preoccupano, si legge, ragionando a lungo termine, ma non hanno ancora compreso quale sia il reale impatto climatico di quanto deciso in terra danese.

Fonte: daily.wired.it

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The laser stimulation of optic nerves is the focus of this research to develop a vision prosthesis - perhaps a tiny laser device fitted in a pair of spectacles - much like the cochlear implant for restoring hearing. Swinburne's Applied Optics and Biomedical Engineering Groups are seeking government and philanthropic funding to progress this research using gold nanoparticles to amplify laser light.

Bionic eye hope blends lasers and gold

These microscopic nanoparticles, fixed to optical nerves and assembled to respond to different laser light wavelength, could become the key to restoring vision to people who have lost their sight through degenerative eye disease.

The researchers are looking for a non-contact method of stimulating nerves and are exploring the use of laser light, rather than the direct electrical stimulation techniques that have become the conventional approach.

Using a very low intensity laser source they are trying to generate the right amount of heat required to elicit a response from nerve cells without damaging them. According to researcher PhD student Chiara Paviolo, the new concept explores the potential for light to deliver far more precise nerve cell stimulation than electrodes. "Electrodes need an electrical current and so they consequently stimulate a group of nerves," Paviolo said. "Light, however, allows us to target individual nerves and this should mean more accurate communication of optical signals - an essential outcome if the information delivered to the brain via a prosthesis is to mean anything useful in terms of shapes, colours, dimensions. You don't just want optical ‘noise'."

The initial goal is to successfully bond the nanoparticles to the nerve and then achieve a response to light heat. Gold nanoparticles are being used because gold is inert, biocompatible and has plasmonic or light-responsive properties. The gold nanoparticles can also be fabricated to respond to different wavelengths, making the interface controllable.

"One of the challenges is to develop nanoparticles that are thermally stable," said Professor of Biointerface Engineering Sally McArthur . "While on one hand heat is necessary, it also has to be limited to avoid damaging cells. Laser heat has long been used in medicine to deliberately kill tissue, but in this instance the opposite result is sought."

To measure and control the heat, the Swinburne team is building a molecular thermal sensor to measure how much heat is produced, so they can then work out how to control it. The team's ultimate ambition for its technology is a prosthesis that in the first instance will restore vision to people who have lost their sight through retinitis pigmentosis or macular degeneration.

"With these diseases the nerve is still alive, making it a strong candidate for a prosthesis," Paviolo said. Paviolo said international interest is already building in the Swinburne project because the concept of using light stimulation combined with nanotechnology is novel.

Source: PhysOrg

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În multe orase, biciclistii au norocul de a avea propriile piste pe unde pot merge, dar încă nu dispun de propriile semafoare, fiind fortati astfel să astepte ca o masină să le permită trecerea sau să apese butonul de trecere amplasat pe semafoarele pentru pietoni. Acum, un senzor bazat pe microunde poate ajuta circulatia prin determinarea prezentei bicicletelor.

Un senzor cu microunde îmbunătățește traficul urban, detectând prezența biciliștilor în intersecții

Orasul Pleasanton, din California, este deocamdată singura localitate care utilizează acest sistem, prin care s-au îmbunătătit deja eficienta circulatiei si siguranta biciclistilor. Dispozitivul Intersector poate face diferenta dintre biciclete si masini si, în consecintă, poate modifica în mod corespunzător culorile semafoarelor.

Multe orase au inserat, printre celelalte semnale de trafic, senzori care detectează atât bicicletele, cât si masinile, dar acestia nu functionează în cazul în care bicicleta nu este pozitionată corect sau nu este făcută din metal. Uneori, decât să astepte, biciclistii ar putea fi tentati, mai degrabă, să treacă pe rosu în intersectii, actiune care nu este nici sigură, nici legală.

Sistemele de monitorizare video ajută de asemenea la detectarea biciclistilor, dar acestea sunt afectate de vânt si de ceată. Monitorizarea video continuă poate de asemenea să încalce politicile de confidentialitate.

Senzorul Intersector poate monitoriza până la opt zone de detectie si poate trimite până la patru comenzi către centrul de comandă a semafoarelor. Senzorul se actualizează de 20 de ori pe secundă si poate urmări atât vehiculele în miscare, cât si pe cele aflate în stationare.

Sistemele costă între 4.000 si 5.000 de dolari bucata. Pleasanton are un astfel de sistem în sapte intersectii ale orasului, iar edilii au în plan să mai adauge încă un sistem. Acestea se dovedes utile mai ales în contextul în care masinile sunt depăsite ca număr de biciclete.

Sursa: Popular Science

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I primi esperimenti sui topi da laboratorio fanno sperare bene. I ricercatori dell' Albert Einstein College of Medicine di New York hanno infatti pubblicato su Nature Medicine uno studio che getta le prime basi per lo sviluppo di un vaccino contro la tubercolosi (Tbc). La notizia arriva quando qui in Italia la malattia imperversa sui media a causa del recente caso dell' infermiera del Policlinico Gemelli di Roma, risultata positiva ai test. Secondo dinamiche non ancora ben chiarite, la donna, che lavorava nel reparto maternità, avrebbe involontariamente contagiato, nel giro di pochi mesi, almeno 115 neonati. Le indagini delle autorità presto ci diranno se nell'ospedale romano erano state prese tutte le misure preventive per tutelare la salute dei bambini.

Intanto, i ricercatori di tutto il mondo sono al lavoro per identificare i frammenti di dna che rendono tanto pericoloso il Mycobacterium tuberculosis, la causa primaria di questa patologia delle vie respiratorie. Il suo bersaglio, infatti, sono gli alveoli polmonari, dove prolifera a lungo prima di infettare il resto del corpo con conseguenze spesso letali.

Il gruppo dell' Albert Einstein College of Medicine, guidato da William Jacobs, conduce da tempo i suoi esperimentisfruttando il Mycobacterium smegmatis, un batterio molto simile alla forma virulenta della Tbc, ma in grado di uccidere solo i topi. Gli scienziati hanno scoperto che modificando uno dei suoi geni, esx-3, le risposte immunitarie delle cavie infettate riescono a rispondere all'invasione da parte del bacillo attenuato (chiamato Ike). La soluzione, quindi, sarebbe quella di disarmare anche M. tubercolosis e utilizzarlo per creare un vaccino adatto a proteggere l'essere umano.

C'era però una difficoltà da superare: i ricercatori non riuscivano a rimuovere esx-3 dal genoma senza distruggere il ceppo di batterio letale per l'uomo. Senza una colonia batterica con cui continuare gli esperimenti, gli scienziati erano rimasti letteralmente con le mani legate. La soluzione alla fine è arrivata: se non si poteva manipolare M. tubercolosis, tanto valeva prendere i suoi geni virulenti e inserirli dentro il ceppo Ike, che si era rivelato più maneggiabile.

I risultati non si sono fatti attendere: il vaccino ottenuto grazie al nuovo ibrido Ike ha protetto le cavie infettate dalla Tbc, che sono sopravvissute per ben 135 giorni, contro i 54 toccati in media agli animali senza vaccinazione. Alcuni topi sono riusciti a rimanere in vita addirittura per 200 giorni, mostrando chiari segni di ripresa dalla malattia. Tuttavia, in questo ultimo caso, il vaccino è stato efficace solo nel 20% degli esperimenti. Una percentuale troppo bassa per cantare vittoria. Il lavoro degli scienziati, quindi, sarà ancora molto lungo.

La speranza è che il team possa presto sviluppare un vaccino sicuro, adatto a sostituire la vecchia tipologia di vaccinazione e le cure a base di antibiotici.

Nel corso del tempo, infatti, la Tbc ha sviluppato una resistenza nei confronti delle molecole utilizzate per combatterla. L'obiettivo finale è quello di far scomparire del tutto la malattia dalla faccia della Terra. Una sfida difficile, se si pensa che il caso italiano è solo una goccia nell'oceano. Infatti, secondo i dati diffusi dal programma globale Stop Tb, la tubercolosi uccide ogni anno più di 1,7 milioni di persone in tutto il mondo.

Fonte: Ap / LaPresse

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The company uses nanostructures for battery materials that, like other recent nanostructures, let the materials deliver the large bursts of power needed for acceleration while maintaining energy storage capacity. But the Wuhe advance also makes the materials easier to work with than similar electrode materials, and as a result, it could cut battery-cell manufacturing costs by 10 percent.

Power structure: A micrograph shows nanoparticles embedded in larger particle of porous carbon.
Yu-Guo Guo

Battery packs are the most expensive item on electric cars such as the Tesla Roadster and the Nissan Leaf. The cost either makes electric cars too expensive for most people, or it prompts automakers to use small battery packs, which limits the range of the cars.

To reduce battery costs and improve their performance, Wuhe founder Yu-Guo Guo, a professor of chemistry at the Chinese Academy of Sciences in Beijing, has developed new, low-cost ways to improve the properties of lithium-iron phosphate, one of the leading lithium-ion battery electrode materials, and other promising electrode materials.

Ordinarily,  the conductivity of lithium-iron phosphate is too low to be useful. The conductivity can be increased by milling it into extremely fine nanoscale powders—as companies such as A123 Systems do. Because the particles are small, electrons or lithium ions—both of which are necessary to create current—can move in and out of them quickly. But this powder is difficult to work with, which raises manufacturing costs.

Guo's solution has been to incorporate iron-phosphate nanoparticles, which are easier to pack closely, and are less likely become airborne, but retain high conductivity. He isn't giving precise details, but he says the technology is based on some of his earlier published work. In one example of that work, he embedded the nanoparticles in larger particles made of porous carbon. The carbon conducts electricity well, and the pores host electrolyte materials that conduct lithium ions well.

Guo says the materials are only 10 to 20 percent more expensive to make than bulk lithium-iron phosphate. But they can deliver about twice as much power as the bulk material, and make twice as much of the energy in lithium-iron phosphate available, roughly doubling the energy storage capacity. Per watt-hour, the materials cost the same as other lithium-iron-phosphate electrode materials, he says. But since the material is easier to work with, it will cut the cost of incorporating the materials into battery cells.

Wuhe, which Guo founded at the end of last year, already has the capacity to produce 300 metric tons of electrode material a year, enough for about 30 million standard lithium-ion battery cells. It also makes battery cells, with the first application being electric bicycles. It can currently make enough cells for roughly 500 electric cars a year.

Jeff Dahn, professor of physics and chemistry at Dalhousie University, says that, based on the company's performance figures, the iron-phosphate batteries will be "very useful" and could perform better than the batteries used now in the electric Chevrolet Volt.  And he predicts  Wuhe will find a market.

Source: MIT Tech Review

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Un porzione troppo ampia del mondo non ha accesso all'acqua potabile. L'ingegnere Michael Pritchard ha cercato di fare qualcosa -- inventando il filtro portatile Lifesaver, che può rendere potabile l'acqua più rivoltante in pochi secondi. Una demo stupefacente da TEDGlobal 2009.

Speakers Michael Pritchard: Inventor

Why you should listen to him:

During the twin tragedies of the Asian tsunami and Hurricane Katrina, Ipswich water-treatment expert Michael Pritchard winced helplessly at televised coverage of throngs of refugees waiting for days for a simple drink of clean water. Stricken by the chronic failure of aid agencies to surmount this basic challenge, Pritchard decided to do something about it.

Using a non-chemical nano-filtration hollow fiber membrane with 15 nanometer pores (it is designed to block viruses), the Lifesaver bottle can make the most revolting swamp water drinkable in seconds. Better still, a single long-lasting filter can clean 6,000 liters of water. Given the astronomical cost of shipping water to disaster areas, Pritchard's Lifesaver bottle could turn traditional aid models on their heads.
"On the outside, it looks like an ordinary sports bottle. On the inside, there's a miracle: an extremely advanced filtration system that makes murky water filled with deadly viruses and bacteria completely clean in just seconds." - Allison Barrie, FoxNews.com

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Buongiorno a tutti Vorrei parlare di un paio di argomenti oggi. Il primo argomento è l'acqua. Ora vedo che gustate tutti l'acqua che vi è stata fornita alla conferenza, nell'ultimo paio di giorni. E sono certo che pensate che viene da fonte sicura.

Ma se invece non lo fosse? Cosa succederebbe se venisse da una fonte come questa? Allora le statistiche direbbero che la metà di voi ora dovrebbe soffrire di diarrea. Ho parlato molto in passato di statistiche, e della fornitura di acqua potabile sicura a tutti. Ma sembra che non abbiano successo. E penso di aver capito perché. Accade perché, utilizzando la mentalità attuale, le dimensioni del problema sembrano semplicemente troppo vaste per ipotizzare di risolverlo. Allora ci spegniamo. Stati Uniti, governi e agenzie umanitarie. Bene, oggi vorrei mostrarvi che pensando diversamente, il problema è stato risolto. A proposito, da quando parlo, altre 13.000 persone nel mondo hanno contratto la dissenteria. E quattro bambini sono appena morti.

Ho inventato la bottiglia Lifesaver perché mi sono arrabbiato. Io, come molti di voi, ero seduto, il giorno dopo Natale del 2004, e guardavo le notizie devastanti dello tsunami asiatico mentre succedeva, ripreso dalla TV. I giorni e le settimane che seguirono, le persone scappavano in collina, forzate a bere acqua contaminata, o a morire. Questo mi ha veramente colpito. Poi, qualche mese più tardi, l'uragano Katrina si è abbattutto sull'America. "Ok," ho pensato, "questo è un paese industrializzato, vediamo cosa riescono a fare." Primo giorno: niente. Secondo giorno: niente. Sapete che ci sono voluti cinque giorni per far giungere l'acqua al Superdome? La gente si sparava a vicenda sulle strade, per televisori e acqua. E' allora che ho deciso che dovevo fare qualcosa.

Allora ho passato molto tempo nel mio garage, nelle settimane e nei mesi seguenti. E anche in cucina, per la costernazione di mia moglie. Comunque, dopo alcuni prototipi falliti, ho finalmente prodotto questa, la bottiglia Lifesaver.

Ok, ora passiamo alla parte scientifica. Prima della Lifesaver, i migliori filtri manuali potevano solo filtrare fino a 200 nanometri. Il batterio più piccolo è di circa 200 nanometri. Allora un batterio di 200 nanometri passerà attraverso il buco da 200 nanometri. Il virus più piccolo, d'altra parte, è di circa 25 nanometri. Perciò passerà di sicuro attraverso i buchi da 200 nanometri. I pori di Lifesaver sono larghi 15 nanometri. Perciò niente può attraversarlo.

Ok, vi farò una piccola dimostrazione. Volete vederla? Ho passato tutto il tempo a prepararla. Perciò penso che dovrei. Siamo nella bellissima città di Oxford. Quindi -- qualcuno l'ha chiusa. Nella nellissima città di Oxford, quel che ho fatto è prendere dell'acqua dal fiume Cherwell, e dal fiume Tamigi, che scorrre qui. E questa è l'acqua. Ma ho pensato, sapete, se fossimo nel mezzo di una zona d'alluvione in Bangladesh, l'acqua non avrebbe questo aspetto. Allora sono andato a prendere della roba da aggiungerci. E questo viene dal mio stagno.

(Annusa) (Tossisce) Annusi un po' questo, signor cameramen.

OK (ride) Bene. Lo buttiamo qui dentro.

Pubblico : Ugh!

Michael Pritchard: Okay, abbiamo dei rifiuti dal depuratore. Quindi ci metto anche questo. (Risate) Mettiamocelo. Ecco fatto (Risate) E un po' d'altra roba sparsa, buttalo dentro. E ho qui in regalo di un coniglio di un mio amico. Allora inseriremo anche questo qui dentro. (Risate) OK. (Ristea) Allora.

La bottiglia Lifesaver funziona molto semplicemente. Raccogliete l'acqua. Oggi userò una brocca per mostrare a tutti. Prendiamo un po' di quella popò. Non è abbastanza sporca. Mescoliamo un po. OK, allora prenderò quest'acqua veramente sporca, E la metto qui dentro. Volete bere? (Risate) OK. Ecco qui. Rimettere il tappo. Diamo qualche pompata. Ok? E' tutto quello che ci vuole. Poi non appena avrò aperto il tappino, uscirà acqua sterile. OK, pronti? Ecco qua. Attenzione ai cavi. Questa è acqua potabile sicura e sterile. (Applauso) Salute. (Applauso) Ecco Chris. (Applauso) Di cosa sa?

Chris Anderson: buonissima.

Michael Pritchard: OK. Vediamo il programma di Chris per il resto dello show. OK? (Risate)

OK. La bottiglia Lifesaver è usata da migliaia di persone in tutto il mondo. Durerà per 6000 litri. E quando sarà scaduta, usando una tecnologia a prova di errore, il sistema si bloccherà, proteggendo l'utente. Togliete la cartuccia. Mettetene una nuova. Va bene per altri 6000 litri.

Allora vediamone l'applicazione. Tradizionalmente, in una crisi, cosa facciamo? Spediamo acqua. Poi, dopo alcune settimane, avviamo i campi. E le persone sono obbligate a recarsi ai campi per prendere la loro acqua potabile sicura. Cosa succede quando si congregano 20.000 persone in un campo? Le malattie si diffondono. Ci vogliono più risorse. Il problema semplicemente si perpetua da solo. Ma pensando diversamente, e spedendo queste, le persone possono stare dove sono. Possono produrre la propria acqua potabile sterile, e iniziare a ricostruire le proprie case e le proprie vite.

Ora, non ci vuole un disastro naturale per questo tipo di lavoro. Usando la vecchia mentalità, di infrastruttura nazionale, e tubazioni, è troppo costosa. Se inserite i numeri nel calcolatore, finite i soldi. Allora questa è la parte del "pensare diversamente".

Invece di spedire acqua, e usare i processi fatti dall'uomo per farlo, usiamo Madre Natura. Ha un sistema fantastico. Prende l'acqua da qui su, la dissala, gratuitamente, la trasporta fino a lì, e la butta sulle montagne, fiumi e ruscelli. E dove vive la gente? Vicino all'acqua. Tutto ciò che dobbiamo fare è sterilizzarla. Come facciamo?

Beh, potremmo usare la bottiglia Lifesaver. O potremmo usare una di queste. La stessa tecnologia, in una tanica. Questa processa 25.000 litri di acqua. sufficiente per una famiglia di quattro persone, per tre anni. E quanto costa? Circa mezzo centesimo al giorno per azionarla. Grazie

(Applauso)

Allora, pensando in modo diverso, e depurando acqua presso il punto di consumo, le madri ed i bambini non dovranno più camminare quattro ore al giorno per raccogliere la loro acqua. Possono prenderla da una fonte lì vicino. Allora con solo otto miliardi di dollari, possiamo raggiungere l'obiettivo del millennio di dimezzare il numero di persone che non hanno accesso ad acqua potabile sicura. Per contestualizzare il tutto, il governo del Regno Unito spende circa 12 miliardi di sterline all'anno in aiuti all'estero. Ma perché fermarsi a ciò? Con 20 miliardi di dollari, ognuno può avere accesso ad acqua potabile sicura. Allora i tre miliardi e mezzo di persone che soffrono ogni anno, come risultato, ed i due milioni di bambini che muoiono ogni anno, vivranno. Grazie.

(Applauso)

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Good morning everybody. I'd like to talk about a couple of things today. The first thing is water. Now I see you've all been enjoying the water that's been provided for you here at the conference, over the past couple of days. And I'm sure you'll feel that it's from a safe source.

But what if it wasn't? What if it was from a source like this? Then statistics would actually say that half of you would now be suffering with diarrhea. I talked a lot in the past about statistics, and the provision of safe drinking water for all. But they just don't seem to get through. And I think I've worked out why. It's because, using current thinking, the scale of the problem just seems too huge to contemplate solving. So we just switch off: us, governments and aid agencies. Well, today, I'd like to show you that through thinking differently, the problem has been solved. By the way, since I've been speaking, another 13,000 people around the world are suffering now with diarrhea. And four children have just died.

I invented Lifesaver bottle because I got angry. I, like most of you, was sitting down, the day after Christmas in 2004, when I was watching the devastating news of the Asian tsunami as it rolled in, playing out on TV. The days and weeks that followed, people fleeing to the hills, being forced to drink contaminated water or face death. That really stuck with me. Then, a few months later, Hurricane Katrina slammed into the side of America. "Okay," I thought, "here's a First World country, let's see what they can do." Day one: nothing. Day two: nothing. Do you know it took five days to get water to the Superdome? People were shooting each other on the streets for TV sets and water. That's when I decided I had to do something.

Now I spent a lot of time in my garage, over the next weeks and months, and also in my kitchen -- much to the dismay of my wife. (Laughter) However, after a few failed prototypes, I finally came up with this, the Lifesaver bottle.

Okay, now for the science bit. Before Lifesaver, the best hand filters were only capable of filtering down to about 200 nanometers. The smallest bacteria is about 200 nanometers. So a 200-nanometer bacteria is going to get through a 200-nanometer hole. The smallest virus, on the other hand, is about 25 nanometers. So that's definitely going to get through those 200 nanometer holes. Lifesaver pores are 15 nanometers. So nothing is getting through.

Okay, I'm going to give you a bit of a demonstration. Would you like to see that? I spent all the time setting this up, so I guess I should. We're in the fine city of Oxford. So -- someone's done that up. Fine city of Oxford, so what I've done is I've gone and got some water from the River Cherwell, and the River Thames, that flow through here. And this is the water. But I got to thinking, you know, if we were in the middle of a flood zone in Bangladesh, the water wouldn't look like this. So I've gone and got some stuff to add into it. And this is from my pond.

(Sniffs) (Coughs) Have a smell of that, mister cameraman.

Okay. (Laughs) Right. We're just going to pour that in there.

Audience: Ugh!

Michael Pritchard: Okay. We've got some runoff from a sewage plant farm. So I'm just going to put that in there. (Laughter) Put that in there. There we go. (Laughter) And some other bits and pieces, chuck that in there. And I've got a gift here from a friend of mine's rabbit. So we're just going to put that in there as well. (Laughter) Okay. (Laughter) Now.

The Lifesaver bottle works really simply. You just scoop the water up. Today I'm going to use a jug just to show you all. Let's get a bit of that poo in there. That's not dirty enough. Let's just stir that up a little bit. Okay, so I'm going to take this really filthy water, and put it in here. Do you want a drink yet? (Laughter) Okay. There we go. Replace the top. Give it a few pumps. Okay? That's all that's necessary. Now as soon as I pop the teat, sterile drinking water is going to come out. I've got to be quick. Okay, ready? There we go. Mind the electrics. That is safe, sterile drinking water. (Applause) Cheers. (Applause) There you go Chris. (Applause) What's it taste of?

Chris Anderson: Delicious.

Michael Pritchard: Okay. Let's see Chris's program throughout the rest of the show. Okay? (Laughter)

Okay. Lifesaver bottle is used by thousands of people around the world. It'll last for 6,000 liters. And when it's expired, using failsafe technology, the system will shut off, protecting the user. Pop the cartridge out. Pop a new one in. It's good for another 6,000 liters.

So let's look at the applications. Traditionally, in a crisis, what do we do? We ship water. Then, after a few weeks, we set up camps. And people are forced to come into the camps to get their safe drinking water. What happens when 20,000 people congregate in a camp? Diseases spread. More resources are required. The problem just becomes self-perpetuating. But by thinking differently, and shipping these, people can stay put. They can make their own sterile drinking water, and start to get on with rebuilding their homes and their lives.

Now, it doesn't require a natural disaster for this to work. Using the old thinking, of national infrastructure and pipe work, is too expensive. When you run the numbers on a calculator, you run out of noughts. So here is the "thinking different" bit.

Instead of shipping water, and using man-made processes to do it, let's use Mother Nature. She's got a fantastic system. She picks the water up from there, desalinates it, for free, transports it over there, and dumps it onto the mountains, rivers, and streams. And where do people live? Near water. All we've go to do is make it sterile. How do we do that?

Well, we could use the Lifesaver bottle. Or we could use one of these. The same technology, in a jerry can. This will process 25,000 liters of water; that's good enough for a family of four, for three years. And how much does it cost? About half a cent a day to run. Thank you.

(Applause)

So, by thinking differently, and processing water at the point of use, mothers and children no longer have to walk four hours a day to collect their water. They can get it from a source nearby. So with just eight billion dollars, we can hit the millennium goal's target of halving the number of people without access to safe drinking water. To put that into context, The U.K. government spends about 12 billion pounds a year on foreign aid. But why stop there? With 20 billion dollars, everyone can have access to safe drinking water. So the three-and-a-half billion people that suffer every year as a result, and the two million kids that die every year, will live. Thank you.

(Applause)

---

Buna dimineata tuturor. As vrea sa vorbesc azi despre câteva lucruri. Primul lucru este apa. Vad ca toti ati savurat apa care a fost asigurata aici la conferinta, în ultimele câteva zile. Si sunt sigur ca simtiti ca este dintr-o sursa sigura.

Dar daca nu ar fi fost? Daca ar fi fost dintr-o sursa ca aceasta? Atunci statisticile ar spune de fapt ca jumatate dintre voi ar suferi acum de diaree. Am vorbit mult despre statistici în trecut, si despre asigurarea apei potabile sigure pentru toti. Dar cele spuse nu au fost întelese. Si cred ca am înteles de ce nu au fost. Fiindca utilizând gândirea curenta scara problemei pare prea enorma pentru a gasi o rezolvare. Deci pur si simplu ne deconectam. Noi, guvernele si agentiile de ajutorare. Ei bine, azi as vrea sa va arat ca printr-o gândire diferita, problema a fost rezolvata. Apropo, de când am început sa vorbesc, alti 13000 de oameni din toata lumea sufera acum de diaree. Si patru copii tocmai au murit.

Am inventat sticla Lifesaver fiindca m-am enervat.. Ca majoritatea din voi, stateam, prima zi dupa Craciunul din 2004, când ma uitam la stirile devastatoare ale tsunami-ului din Asia pe masura ce se transmitea la TV. În zilele si saptamânile care au urmat, oamenii au fugit pe dealuri, fiind fortati sa bea apa contaminata, sau sa înfrunte moartea. Asta mi-a ramas în memorie. Apoi, câteva luni mai târziu, uraganul Katrina a lovit coastele Americii. "Bine," am gândit, "iata o tara dezvoltata, sa vedem ce pot face ei." Prima zi: nimic. A doua zi: nimic. Stiti ca a durat cinci zile pâna când s-a livrat apa potabila în Superdome? Oamenii se împuscau pe strazi pentru aparate TV si apa. Atunci am decis ca trebuie sa fac ceva.

În urmatoarele saptamâni si luni am petrecut multa vreme în garajul meu. Si de asemenea în bucatarie, spre disperarea nevestei mele. Însa dupa câteva prototipuri esuate, am inventat asta, sticla Lifesaver.

Bine, acum putina stiinta. Înainte de Lifesaver, cele mai bune filtre manuale erau în stare sa filtreze doar pâna la 200 de nanometri. Cea mai mica bacterie are cam 200 nanometri. Deci o bacterie de 200 nanometri va trece printr-o gaura de 200 nanometri. Pe de alta parte, cel mai mic virus are cam 25 nanometri. Deci acel virus sigur va trece prin gaurile de 200 nanometri. Lifesaver are pori de 15 nanometri. Deci nu trece nimic.

Bine, voi face o mica demonstratie practica. Ati vrea sa vedeti? Am petrecut multa vreme cu pregatirile. Deci cred ca ar trebui sa o fac. Suntem în minunatul oras Oxford. Deci -- cineva a umplut-o deja. Minunatul oras Oxford, deci ce am facut a fost sa merg si sa aduc niste apa din râul Cherwell, si din râul Tamisa, care curg pe aici. Asta este apa. Dar apoi m-am gândit, stiti, daca ar fi sa fim în mijlocul unei zone inundate din Bangladesh, apa nu ar arata asa. Deci m-am dus si am mai adus niste lucruri pentru a fi adagate în ea. Iar asta este din elesteul meu.

(Miroase) (Tuseste) Miroase asta, domnule operator.

În regula. (Râsete) Corect. Vom turna asta aici.

Audienta: Uhh!

Michael Pritchard: Asa. Mai avem niste reziduuri de la o statie de epurare a apei. Deci voi pune si asta aici. (Râsete) Punem asta aici. Acum o facem. (Râsete) Si câteva alte chestii, le varsam înauntru. Si am un cadou de la un iepure al unui prieten. Deci voi pune si asta înauntru deasemenea. (Râsete) În regula. (Râsete) Acum.

Sticla Lifesaver functioneaza foarte simplu. Doar scoti apa cu sticla. Azi voi utiliza o cana doar ca sa arat la toti. Sa punem si un rahatel inauntru. Asta nu este suficient de murdar. Sa amestecam un pic. În regula, deci voi lua aceasta apa foarte murdara si o torn aici. Vreti sa beti din ea deja? (Râsete) În regula. Îi dam drumul. Îi punem capacul. Pompam de câteva ori. Bine? Asta e tot ce este nevoie. Acum, imediat ce voi scoate dopul, va iesi apa potabila sterila. Trebuie sa fiu rapid. Ei bine, sunteti gata? Poftim. Atentie la electrice. Acesta este apa potabila, sterila, sigura. (Aplauze) Sanatate. (Aplauze) Poftim Chris. (Aplauze) Ce gust are?

Chris Anderson: Delicios.

Michael Pritchard: În regula. Sa urmarim evolutia lui Chris în restul spectacolului. Bine? (Râsete)

În regula. Sticla Lifesaver este utilizata de mii de oameni din toata lumea. Va dura 6000 de litri. Si când expira, datorita tehnologiei sigure, sistemul se va opri, protejând utilizatorul. Scoti cartusul vechi afara. Introduci unul nou înauntru. Este bun pentru înca 6000 de litri.

Sa vedem aplicatiile practice. Ce facem într-o criza, în mod traditional? Trimitem apa potabila. Apoi, dupa câteva saptamâni, ridicam tabere pentru refugiati. Iar oamenii sunt fortati sa vina în aceste tabere pentru a obtine apa potabila. Ce se întâmpla când concentrezi 20000 de oameni într-o tabara? Se împrastie bolile. Sunt necesare mai multe resurse. Problema se întretine singura. Gândind diferit si trimitând aceste sticle, oamenii pot ramâne la locul lor. Îsi pot face propria apa potabila sterila, si pot începe reconstruirea caselor si vietilor lor.

Însa nu e nevoie de un dezastru natural pentru ca asta sa functioneze. Modul vechi de gândire, infrastructura nationala, si conductele de apa sunt prea scumpe. Când rulezi cifrele pe un calculator ramâi fara argumente. Asa ca iata partea cu "gânditul diferit".

În loc sa trimitem apa si sa utilizam procese create de om pentru asta, sa folosim Mama Natura. Ea are un sistem fantastic. Ea ridica de aici apa în aer, o desalinizeaza, gratis, o transporta dincoace, si o arunca peste munti, în râuri si ape curgatoare. Si unde traiesc oamenii? Lânga apa. Tot ce avem de facut este s-o facem sterila.

Ei, am putea utiliza sticla Lifesaver. Sau am putea utiliza unul dintre astea. Aceeasi tehnologie, într-o canistra. Asta va procesa 25000 de litri de apa. Asta ajunge unei familii de patru persoane pentru trei ani. Si cât costa? Cam jumatate de cent pe zi de utilizare. Multumesc.

(Aplauze)

Deci, prin gândire diferita si procesând apa la punctul de utilizare, mame si copii nu mai trebuie sa mearga patru ore pe zi pentru a-si aduce apa potabila necesara. O pot obtine dintr-o sursa din apropiere. Cu numai opt miliarde de dolari, am putea atinge tinta mileniului de a reduce la jumatate numarul de oameni care nu au acces la apa potabila sigura. Pentru a pune asta în context, guvernul Regatului Unit cheltuie cam 12 miliarde de lire pe an pentru ajutoare externe. Dar de ce sa ne oprim aici? Cu 20 de miliarde de dolari, toti ar avea acces la apa potabila. Deci cei trei miliarde si jumatate de oameni care sufera în fiecare an, ca si rezultat, si cei doua milioane de copii care mor anual, vor trai. Va multumesc.

(Aplauze)

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Studiul, primul de acest gen, a fost efectuat de cercetătorii din Statele Unite si publicat pe 26 iulie în jurnalul BMC Medicine. La cercetare au participat mai mult de 90.000 de persoane, din 18 tări.

Rezultatele au arătat că oamenii din tările cu venituri mici au mult mai putine sanse de a suferi o depresie, comparativ cu cei din tările dezvoltate.
În fruntea clasamentului natiunilor cu cel mai mare risc de depresie s-au aflat francezii, cu 21%. Rezultatele nu au mirat pe nimeni, având în vedere că în 2008 Franta a fost desemnată tara ai cărui locuitori consumă cele mai multe antidepresive.

Franța - țara cu cei mai mulți depresivi?

Comentariile nu au întârziat să apară, iar unele presupuse cauze ale acestei "tristeti nationale" ajung să fie de domeniul fantasticului.

Un articol de pe un forum francez sugerează că principalele cauze ar fi: problemele financiare, cresterea vârstei de pensionare, consumul excesiv de Prozac si obiceiul francezilor de a intra în depresie după sărbătorile de iarnă.

Una dintre păreri sustine faptul că oamenii din Franta sunt prea inteligenti, au sarcasmul "în sânge" si nu consumă destul de multe droguri.

Psihiatrul Xavier Briffault, cercetător în cadrul Institutului National de Cercetare din Franta a afirmat însă că "nu putem trage concluzii pe baza acestui studiu din cauza faptului că metodele utilizate de specialisti sunt subiective." El sustine că este normal ca un locuitor al Frantei să răspundă diferit la întrebări fată de un indian, având în vedere că în tările dezvoltate oamenii sunt mult mai deschisi când vine vorba de depresie si tratarea ei.

În plus, studiul, care a inclus atât programe de screening, cât si interviuri, a depins de dorinta voluntarilor de a răspunde sau nu la întrebări. Desi rata medie de participare a fost de 71,7%, în Franta procentul abia a atins 45,9%, lucru ce a făcut ca esantionul francez să fie nereprezentativ din punct de vedere cantitativ.

Sursa: France 24

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Specie in estinzione? L'ultima spiaggia potrebbero essere le cellule staminali. Non tutti ne sono convinti, ma intanto alcuni scienziati si sono già messi al lavoro. Le basi del progetto sono state gettate nel 2006, quando Oliver Ryder, direttore di genetica del San Diego Zoo Institute for Conservation Research, contattò Jeanne Loring, docente di neurobiologia dello sviluppo presso lo Scripps Research Institute. Il motivo del loro incontro era discutere la possibilità di collezionare le cellule staminali dalle specie animali fortemente minacciate.

Ameca splendens   Giraffa di Rothschild   Iguana delicatissima    Aquila delle Filippine (Pithecophaga jefferyi)   Lupo rosso (Canis rufus)

Ryder aveva di fatto già messo in piedi il Frozen Zoo, una banca di cellule della pelle (epiteliali) e di altro materiale biologico di oltre 800 specie, e allora non era chiaro se questo materiale potesse essere o meno utile allo scopo. Ma poco dopo, era il 2007, due équipe (quella di James A. Thomson della University of Wisconsin-Medison, e quella di Shinya Yamanaka dell'Università di Tokyo) trovarono il modo di ottenere in laboratorio cellule staminali adulte pluripotenti proprio da quelle epiteliali. Oggi la tecnica per derivare le Ipsc (acronimo di cellule pluripotenti indotte) è ormai ben sviluppata e utilizzata in molti laboratori in tutto il mondo (il metodo si serve di 4 geni che fanno regredire le epiteliali fino allo stadio di staminale).

Già nel 2008, i team di Ryder e di Loring diedero il via a una serie di studi per determinare se la tecnica potesse essere applicata agli animali, allo scopo di preservarli. La prima specie a fare da cavia è stata il drillo ( Mandrillus leucophaeus), un primate della foresta tropicale pluviale scelto per la relativa vicinanza genetica con la nostra specie e, soprattutto, perché gli esemplari in cattività soffrono frequentemente di diabete. La seconda specie fu il rinoceronte bianco; il motivo è che attualmente vi sono appena 7 esemplari al mondo, due conservati proprio allo Zoo Safari Park di San Diego.

Per oltre un anno, i ricercatori provarono a ottenere le Ipsc usando geni di animali strettamente imparentati con le specie scelte. In realtà, i ricercatori hanno scoperto - con non poco stupore - che a funzionare sono gli stessi 4 geni usati per ricavare le Ipsc umane. Il procedimento, descritto su Nature Methods, è ancora poco efficiente: tanto lavoro e numerosi tentativi per ottenere solo poche cellule staminali. Ma questo non vuol dire che non stia funzionando.

Se e come verranno poi utilizzate queste cellule è un’altra storia. Attualmente le terapie basate sulle cellule staminali sono in una fase preliminare di studio, e non è chiaro come questo strano zoo possa contribuire a salvare le specie.

Ciò non toglie che progressi nei campi della riproduzione e delle biotecnologie possano un giorno permetterci di sfruttare il lavoro di Ryder e Loring (preferibilmente prima che l’ultimo rinoceronte bianco scompaia). “ La cosa più importante è dare la possibilità ad altre persone di fare qualche altro passo in avanti”, ha infatti commentato Loring. In alcuni centri, per esempio, si sta cercando di differenziare le cellule staminali indotte in spermatozoi e ovociti. Se vi si riuscisse, una possibilità potrebbe essere rappresentata dalla fertilizzazione in vitro per creare un embrione da impiantare poi nell’utero di un animale vivente.

I due scienziati vedono nella loro collezione soprattutto una risorsa di biodiversità. Infatti, se anche i pochi esemplari superstiti si riproducessero in cattività (cosa che comunque non avviene facilmente, come sottolineano i ricercatori), la diversità genetica verrebbe irrimediabilmente persa. Una delle conseguenze - di cui siamo già testimoni - è che la prole nasce sempre meno sana con il passare delle generazioni.

Resta il fatto che prevenire sarebbe meglio (meno costoso e molto più efficace) che curare; ma nel caso dei rinoceronti bianchi e di molte altre specie, le strategie di protezione degli animali e dei loro habitat non hanno funzionato.

Fonte: wired.it

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And, the study found, pet owners were just as close to key people in their lives as to their animals, indicating no evidence that relationships with pets came at the expense of relationships with other people, or that people relied more on pets when their human social support was poorer.

Psychologists at Miami University and Saint Louis University conducted three experiments to examine the potential benefits of pet ownership among what they called everyday people. The results of the current study were reported in the Journal of Personality and Social Psychology, published online by APA.

“We observed evidence that pet owners fared better, both in terms of well-being outcomes and individual differences, than non-owners on several dimensions,” said lead researcher Allen R. McConnell, PhD, of Miami University in Ohio. “Specifically, pet owners had greater self-esteem, were more physically fit, tended to be less lonely, were more conscientious, were more extraverted, tended to be less fearful and tended to be less preoccupied than non-owners.”

Until now, most research into the benefits of pets has been correlational, meaning it looked at the relationship between two variables but didn’t show that one caused the other. For example, prior research showed that elderly Medicare patients with pets had fewer doctor visits than similar patients without pets, or that HIV-positive men with pets were less depressed than those without.

In this study, 217 people (79 percent women, mean age 31, mean annual family income $77,000) answered surveys aimed at determining whether pet owners in the group differed from people who didn’t have pets in the areas of well-being, personality type and attachment style. Several differences between the groups emerged, and in all cases, pet owners were happier, healthier and better adjusted than were non-owners.

A second experiment, involving 56 dog owners (91 percent of whom were women, with a mean age of 42 and average annual family income of $65,000), examined whether pet owners benefit more when their pet is perceived to fulfill their social needs better. This study found greater well-being among owners whose dogs increased their feelings of belonging, self-esteem and meaningful existence.

The last study, comprising 97 undergraduates with an average age of 19, found that pets can make people feel better after experiencing rejection. Subjects were asked to write about a time when they felt excluded. Then they were asked to write about their favorite pet, or to write about their favorite friend, or to draw a map of their campus. The researchers found that writing about pets was just as effective as writing about a friend when it came to staving off feelings of rejection.

“[T]he present work presents considerable evidence that pets benefit the lives of their owners, both psychologically and physically, by serving as an important source of social support,” the researchers wrote. “Whereas past work has focused primarily on pet owners facing significant health challenges … the present study establishes that there are many positive consequences for everyday people who own pets.”

Source: American Psychological Association

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