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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Uno dei suoi disegni più noti, quello dell' Uomo Vitruviano, Leonardo da Vinci potrebbe averlo copiato da un suo collega e amico, Giacomo Andrea da Ferrara. Copiato, in realtà, è una parola forte: sarebbe forse più corretto dire che i due stavano studiando insieme l'opera di Vitruvio, De Architectura, e che Giacomo Andrea ne stava realizzando una copia illustrata. In un incontro, tra il 1490 e il 1498, avrebbero discusso insieme di come tradurre in immagine il concetto dell' uomo ideale, il microcosmo, inscritto sia in un cerchio (simbolo del divino) sia in un quadrato (simbolo del terreno).

E Giacomo Andrea avrebbe mostrato all'amico i suoi schizzi, come riporta lo Smithsonian Magazine. Quel che è certo è che esiste un altro disegno dell'Uomo di Vitruvio molto, molto simile a quello di Leonardo. Il resto, invece, sono ipotesi, seppur convincenti e supportate da diversi dati raccolti dall'architetto  Claudio Sgarbi. Nel 1986 Sgarbi aveva ritrovato, nella Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, quel manoscritto illustrato, anonimo, dimenticato per secoli, copia dell'opera di Vitruvio. La ciliegina sulla torta è stato scoprirvi, nel 78esimo foglio, un disegno che ricorda incredibilmente quello di Leonardo: un tesoro nel tesoro.

Dopo anni di studi, Sgarbi crede che l'opera sia da attribuire, per l'appunto, a Giacomo Andrea da Ferrara (la sua analisi, già presentata a Vicenza nel 2010, sarà ora pubblicata in un saggio accademico dal Centro Studio Andrea Palladio). “ Mi sono reso conto di alcune straordinarie coincidenze tra il disegno presente nel manoscritto e quello di Leonardo, a partire dalle dimensioni”, ha detto Sgarbi a Wired.it: “ per esempio, la lunghezza del lato del quadrato è quasi identica: 195 millimetri l'uno, 192 l'altro. Sulla base di queste coincidenze, non solo formali, ho rivisto un'ipotesi che avevo già preso in considerazione tempo prima: che il manoscritto fosse di Giacomo Andrea". Il motivo? “ Luca Pacioli, matematico, scienziato e artista contemporaneo dei due, in un suo scritto rivela che Leonardo e Giacomo Andrea erano gli unici architetti milanesi (Leonardo in quegli anni viveva nella città lombarda, nda) intervenuti alla presentazione del suo libro De Divina Proportione e che i due erano amici fraterni”, racconta ancora Sgarbi. Ci sono poi altre corrispondenze che avallano l'ipotesi: elementi presenti nelle opere di Leonardo che compaiono solo nel manoscritto, per esempio.

L'idea che sia Leonardo ad aver preso spunto dall'amico, e non viceversa, si deve invece al fatto che il disegno del manoscritto è pieno di ripensamenti, cancellazioni, tentativi, mentre quello vinciano è come se fosse già una bella copia: uno dei più accurati tra quelli che il maestro ci ha lasciato.

Che le cose siano andate così è dunque probabile: “ Io ne sono convintissimo, e anche molti altri studiosi, che si sono detti sorpresi ed entusiasti”, conclude Sgarbi.

La prova finale, però, può venire solo dal ritrovamento di un manoscritto autografo di Giacomo Andrea da Ferrara; nulla di suo, purtroppo, sembra essersi salvato. Quando, nel 1499 i francesi invasero Milano, infatti, Leonardo riuscì a mettersi in salvo, mentre Giacomo Andrea, per la sua fedeltà a Ludovico il Moro, Duca di Milano, fu trucidato. Così la sua memoria si è persa per lungo tempo, insieme alle sue opere.

Fonte: Wired.it

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Dopo due anni passati all’estero la gente mi chiede: ma fuori c’è lavoro? Io rispondo convinto “ Sì, certo che c’è”. E non posso fare a meno di immaginarmi questo lavoro, un’entità con le gambe accavallate in sala d’attesa, che quando arrivi lui si alza e dice: “ Piacere, lavoro”. Ma dopo tre mesi che questa storia va avanti ho capito di aver commesso un grave errore.

No, fuori non c’è lavoro. O meglio: il lavoro c’era. Ma è finito. Ora è più chiaro? Forse no. Allora faccio un passo indietro e cerco di spiegare. Viviamo un periodo difficile. La gente scende in piazza per protestare. Vuole meno tasse, più soldi, una pensione. Vuole, fondamentalmente, essere felice. Dateci il lavoro, urla. Ma cos’è esattamente sto lavoro, mi chiedo.

Č del tempo speso in cambio di denaro? Una stabilità economica che ti permette di programmare la vita privata? Una ricompensa per il miglioramento sociale a cui contribuisci? Una mazzetta per non farti diventare competitor del tuo capo? Un parcheggio spirituale? Questo dubbio è diventato la mia nuova ossessione.

Me lo chiedo quando arrivano dei soldi a fine mese per le campagne pubblicitarie che ho online. Me lo chiedo quando prendo un progetto proveniente da Milano, lo consegno a un project manager belga, lo faccio sviluppare in Sicilia, lo presento a Londra e ricevo un bonifico online. In tutti questi passaggi quand’è che posso dire di aver lavorato? Me lo chiedo quando dedico tutto me stesso ai progetti personali per cui non so se riceverò mai un soldo. Me lo chiedo quando a Londra faccio una consulenza di user experience design che dura tre settimane e vengo pagato come due mesi in Italia.
E nel mese successivo in cui non lavoro, mi chiedo se persino quello è lavoro. Mi chiedo se considerare i vantaggi di scrivere un blog – notorietà, contatti, incontri con i lettori – allo stesso livello di uno stipendio.  Quando parto per una settimana e affitto il mio appartamento per 400 euro la settimana, mi chiedo se quei soldi sono il frutto di un lavoro. All’inizio la mia cultura mi diceva che no, quello che stavo facendo non poteva chiamarsi lavoro. Era un surrogato, un trucchetto con cui non sarei potuto andare avanti per molto. Poi mi sono trasferito a Londra. E cosa scopro? Che la maggior parte delle persone vive così.

Queste persone non sanno cosa sia il risparmio, non sanno cosa sia uno stipendio mensile per avere un futuro facile da determinare. Queste persone - semplicemente - non la vogliono una vita così. A Londra ho conosciuto maghi, giocatori di poker con partita iva e l’indimenticabile regina degli appartamenti; ho seguito casi come quello di Willwoosh e di Equal3, del nerd che vende disegni di gattini online, del libro di Tim Ferries. Dei pazzi. Pazzi che avevano trovato un modo unico di vivere il proprio lavoro. Dice: vabbè a Londra la gente, si sa, è stravagante.

Allora sono andato a San Francisco. E cosa scopro? Che non solo i pazzi esistono anche lì, ma che c’è un intero ecosistema pronto a finanziarli con dei budget che in Italia riusciamo solo a immaginare.
Loro le chiamano startup, ma questa è un’altra storia. E ho immaginato una mappa che raccoglie le città nevralgiche di tutto il mondo fatta da persone che stanno rivoltando il concetto di lavoro, lo stanno facendo proprio e lo esprimono in un modo così affascinante come fosse un’opera d’arte. Così ho smesso di considerare pazza questa gente. Ho ripiegato prima su coraggiosa, poi determinata, ma in realtà non andava bene nemmeno così. E finalmente ho capito.

Queste persone sono molto più banalmente disperate. Sei disperato quando dovresti allinearti al modo comune di fare le cose, ma non ci riesci. Per quanto possa sforzarti, non ce la fai. E allora l’unica soluzione è quella crearti il tuo mondo, con le tue regole, la tua visione. C’è da dire che parte di queste persone non ce la fa. Non sempre la visione si trasforma in realtà e qualcuno rimane intrappolato all’interno dei propri sogni. Però, insomma.

Questo è il nuovo mondo che ho visto, che osservo compiaciuto. Mi piace pensare che questo movimento stia scardinando di nascosto i principali paradigmi sociali a cui siamo abituati. Arriva Facebook e dice: la privacy non esiste. La gente borbotta un po’, magari fa qualche sciopero. Ma poi alla fine accetta il nuovo paradigma. Cerchi un posto per affittare il tuo cervello otto ore al giorno per i prossimi quarant’anni? Mi spiace, il lavoro è finito. Puoi decidere se borbottare anche tu. Magari fare qualche sciopero. E alla fine accettare il nuovo paradigma.

Luca Panzarella è un imprenditore creativo. Autore dell’ebook gratuito  Il lavoro è finito e di un blog che parla di cambiamento e motivazione. Ha vissuto a Roma, Londra, San Francisco, Melbourne, Milano. Ama le startup, il sole e i sogni.

Fonte: Wired.it

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Researchers at the Salk Institute for Biological Studies, along with two Swiss institutions, Ecole Polytechnique Federale de Lausanne (EPFL) and the University of Lausanne, created a batch of super-strong mice and worms by tweaking a gene that normally inhibits muscle growth.

The scientists acted on a genome regulator - known as NCOR1 - and were able to change the activity of certain genes. In simpler English, the scientists shut off the thyroid hormone that keeps most mammals from turning into the Incredible Hulk. The result was a strain of mice with muscles that were twice as strong as normal.Besides nearly bringing the world's second most popular cartoon mouse to life (Mickey comes in at number one) and making the premise of the film Tremors seem slightly more feasible, the findings could help in the creation of new treatments for muscle degeneration.

"This could be used to combat muscle weakness in the elderly, which leads to falls and contributes to hospitalizations," Johan Auwerx, the lead author from EPFL says. "In addition, we think that this could be used as a basis for developing a treatment for genetic muscular dystrophy.

Gain without the pain

The research could also yield more good news for the epidemic of obesity that plagues many western countries.

"There are now ways to develop drugs for people who are unable to exercise due to obesity or other health complications, such as diabetes, immobility and frailty," says Ronald M. Evans, who led the Salk team. "We can now engineer specific gene networks in muscle to give the benefits of exercise to sedentary mice."

Auwerx describes molecules such as NCOR1 as "molecular brakes" that slow down the activity in genes. Releasing these brakes through gene manipulation increases that activity level, providing more energy to build muscle.

The benefits of releasing those molecular brakes don't stop at increased muscle strength. The stronger mice also saw improved endurance, and were capable of running both faster and longer before tiring, covering twice the distance of normal mice in experiments. Researchers say the mutated mice were also more tolerant to cold.

Going after the genetic inhibitor is the inverse of previous approaches that involved "genetic accelerators." Researchers believe that because the method proved successful in both mice and worms, then the same techniques could be applied to a wide range of species.

Potential for drugs and cheating in sport?

The scientists say they have not seen any harmful side effects from zapping NCOR1 in muscles, and are beginning to investigate the potential for drugs that could serve the same function.

While the results have not yet been confirmed in humans, they're likely to spark a lot of interest among athletes who wouldn't mind a quick short cut to doubling their strength and endurance. As it stands right now, however, so-called "gene doping," which includes the use of genetically-modified cells, is banned by the World Anti-Doping Agency.

Source: GIZMAG - via ZeitNews.org

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Cercetatorii de la Universitatea Stanford, SUA, au analizat dosarele medicale si au observat ca, atunci când li se cere sa evalueze intensitatea durerii, femeile tind sa declare un nivel mai ridicat al acesteia.

Una dintre explicatii ar fi aceea ca femeile comunica mai mult despre durerea pe care o simt, pe când barbatii evita subiectul. Însa unii medici cred ca durerea reflecta probleme precum subdiagnosticarea unor afectiuni în cazul femeilor, ceea ce înseamna ca acest decalaj are baze biologice.

Cele mai mari diferente au fost observate la pacientii care sufereau de afectiuni musculo-scheletice, respiratorii, circulatorii si digestive. De asemenea, au existat diferente de percepere a intensitatii durerii în functie de sex, în cazul maladiilor din regiunea cervicala sau a sinuzitei acute.

Studiul s-a bazat pe autoevaluarea durerii de catre pacienti. Au fost utilizate doua scale: una verbala si alta non-verbala (bazata pe un observator extern). Pacientii adulti au fost rugati sa îsi evalueze durerea pe o scala de la 0 la 11, unde 0 marca lipsa durerii, iar 11 semnala o durere inimaginabila. În general, diferentele de percepere a durerii au fost de 1 punct, femeile catalogând durerea ca fiind mai acuta.

Femeile simt durerea mai intens decât bărbaţii?

Specialistii spun ca diferentele dintre barbati si femei în ceea ce priveste perceperea durerii pot aparea si ca urmare a hormonilor, a factorilor genetici sau psihologici. De asemenea, ciclul menstrual poate afecta raportarea femeilor la durere.

Cercetarea a subliniat si faptul ca femeile sunt mult mai dispuse sa solicite îngrijire medicala, comparativ cu barbatii si ca, uneori, chiar si modul de evaluare din partea medicului poate influenta felul în care pacientii catalogheaza durerea. În plus, chiar daca femeile merg la consult, asta nu înseamna ca întodeauna primesc tratamentul potrivit.

Alte studii au sugerat ca femeile au dureri mai severe, mai frecvente si de mai lunga durata, comparativ cu barbatii. Totodata, studii de laborator au reliefat ca femeile au, în general, un prag mai scazut al durerii.

"De multe ori, factorii cognitivi, emotionali si de comportament influenteaza nivelul de suportabilitate al durerii", a decarat dr. Irene Wu, asistent în cadrul UCLA Medical Center. Desi nu a fost implicata în studiu, Wu a sustint si faptul ca, în cazul femeilor, stresul poate face ca durerea sa para mai intensa.

De-a lungul carierei sale, Wu a observat ca femeile tind sa indice mai multe zone ale corpului atunci când simt durere, spre deosebire de barbati, care obisnuiesc sa declare ca au dureri doar într-o anumita zona. Conform opiniei ei, maladiile care produc dureri cronice sunt mai comune în rândul femeilor. Pe de alta parte, femeile suporta durerile pâna ajung în stadii avansate, astfel încât, atunci când ajung la doctor, sunt abordate mai multe probleme deodata.

"Femeile suporta durerea o perioada mai lunga de timp si merg la doctor doar atunci când acestea devin insuportabile. Având probleme mai mari decât barbatii, este normal sa aiba si dureri mai mari," a încheiat Wu.

Sursa: CNN - via descopera.ro

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Facebook rimane un'entità un po' misteriosa: conosce tutto di noi - o quanto meno tutto quello che gli abbiamo rivelato e quindi ceduto - ma di lei si sa poco. Grazie ai dati rivelati da Zuckerberg nei documenti per entrare in Borsa, dagli uffici di Menlo Park sono usciti un po' di dati e qualche informazione in più. Prima di oggi, almeno a un livello pop, solo il film di David Fincher The Social Network, aveva svelato qualche retroscena.

Zucky (qui la sua lettera agli investitori) ha dovuto inevitabilmente rendere Facebook  un po' più trasparente; spulciando tra le pagine, per esempio, ci si imbatte in questa tabella che svela chi sono le persone (e le aziende) che detengono qualche quota di Facebook):


Clicca sulla foto per ingrandire

Molti manager detengono delle quote: la  Sandberg 1.899.986,  Mike Schroepfer 2.101.870, David Ebersman 2.174.999 e Theodore Ullyot 1.863.656. Tra chi deteniene una parte inferiore al 5% compaiono anche  Microsoft, Reid Hoffman, Marc Pincus di Zynga, La-Ka Shing, Founders Fund, Goldman Sachs, Meritech e la Elevation Partners di Bono Vox. Ecco chi sono alcune delle persone più in vista che fanno funzionare il social network che aggiorni tutti i giorni.

Fonte: Wired.it

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Butanol is particularly suited as a transport fuel because it is not water soluble and has higher energy content than ethanol.

Most commonly used raw materials in butanol production have so far been starch and cane sugar. In contrast to this, the starting point in the Aalto University study was to use only lignocellulose, otherwise known as wood biomass, which does not compete with food production. Another new breakthrough in the study is to successfully combine modern pulp - and biotechnology. Finland’s advanced forest industry provides particularly good opportunities to develop this type of bioprocesses.

Wood biomass is made up of three primary substances: cellulose, hemicelluloses and lignin. Of these three, cellulose and hemicellulose can be used as a source of nutrition for microbes in bioprocesses. Along with cellulose, the Kraft process that is currently used in pulping produces black liquor, which can already be used as a source of energy. It is not, however, suitable for microbes. In the study, the pulping process was altered so that, in addition to cellulose, the other sugars remain unharmed and can therefore be used as raw material for microbes.

A method developed at Aalto University in Finland makes it possible to use microbes to produce butanol suitable for biofuel and other industrial chemicals from wood biomass. Credit: Mikko Raskinen

When wood biomass is boiled in a mixture of water, alcohol and sulphur dioxide, all parts of the wood – cellulose, hemicellulose and lignin – are separated into clean fractions. The cellulose can be used to make paper, nanocellulose or other products, while the hemicellulose is efficient microbe raw material for chemical production. Thus, the advantage of this new process is that no parts of the wood sugar are wasted.

In accordance with EU requirements, all fuel must contain 10 per cent biofuel by 2020. A clear benefit of butanol is that a significantly large percentage – more than 20 per cent of butanol, can be added to fuel without having to make any changes to existing combustion engines. The nitrogen and carbon emissions from a fuel mix including more than 20 per cent butanol are significantly lower than with fossil fuels. For example, the incomplete combustion of ethanol in an engine produces volatile compounds that increase odour nuisances in the environment. Estimates indicate that combining a butanol and pulp plant into a modern biorefinery would provide significant synergy benefits in terms of energy use and biofuel production.

The project run by Aalto University is part of the Biorefine technology programme, which is primarily funded by Tekes, the Finnish Funding Agency for Technology and Innovation.

The Biorefine programme is developing new competence based on national strengths and related to the refining of biomass. The overall aim of the project is to increase the refining value of forest residues that cannot be utilised in, for example, the pulp process. The research has been developed by Professor Aadrian van Heiningen and Tom Granström and a group of researchers at Aalto University. Results of findings have been published in scientific journals such as Bioresource Technology. The developed technology has been patented.

Source: Aalto University - via ZeitNews.org

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Sunt mai bine de 10 ani de când celulele embrionare au fost izolate pentru a putea fi crescute în laborator. În tot acest timp, majoritatea cercetarilor din domeniu au fost efectuate pe animale de laborator.

Celulele stem ar putea reda vederea persoanelor nevăzătoare

Noul studiu a testat pentru prima data efectele unui tratament cu celule embrionare asupra corpului uman.

Cercetatorii de la Universitatea din California au implantat celule stem embrionare în unul din ochii fiecarui participant la studiu. Unul dintre voluntari suferea de o forma "uscata" de degenerare maculara, cauzata de vârsta (cea mai des întâlnita cauza a orbirii), iar celalat suferea de o afectiune congenitala, cunoscuta drept boala Stargardt si care duce la pierderea totala a vederii. Pentru niciuna dintre aceste afectiuni nu exista tratamente.

Dupa patru luni, pacientii au dat semne de îmbunatatire a vederii, fiind capabili sa citeasca litere de dimensiuni din ce în ce mai mici de pe panoul de control oftalmologic. Pacientul care suferea de maladia Stargardt si care, la începutul studiului, nu vedea nicio litera de pe acest panou, a ajuns sa vada primele 5 cele mai mari litere.

Totusi, specialistii spun ca la pacientul care sufera de degenerare maculara, efectele de îmbunatatire a vederii s-ar putea datora unor factori psihologici, deoarece chiar si ochiul netratat a înregistrat performante mai bune.

În ciuda îmbunatatirilor, cei doi participanti la studiu sunt înca nevazatori, conform definitei legale.

Scopul studiului a fost acela de a demonstra ca tratamentul cu celule stem embrionare este unul sigur pentru oameni, neurmarind îmbunatatirea vederii. Din acest motiv, specialistii s-au declarat mai mult decât multumiti, mai ales ca nu au aparut semne care sa indice respingerea celulelor.

Dupa colectare, celulele stem embrionarea se pot transforma în orice fel de celula, având capacitatea de a le înlocui pe cele defecte din organism. Oamenii de stiinta spera sa valorifice aceste celule pentru a crea tesuturi si a le înlocui pe cele deteriorate. Cu toate acestea, procesul este unul controversat, în conditiile în care colectarea celulelor stem distruge embrionul.

Sursa: AP - via descopera.ro

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Dmitri Medvedev dà il benvenuto a un nuovo sito web del governo dove i cittadini possono inserire lamentele riguardo la burocrazia e leggi stupide.

GAMBE AMPUTATE CHE RICRESCONO – Secondo la burocrazia russa, una persona senza gambe può sì beneficiare di benefici data la sua invalidità però, se dimentica di confermare la condizione ogni due anni, ecco che non ha più diritto ai sussid, visto che lo Stato presume che, in mancanza di comunicazione, gli arti siano ricresciuti.

”RUSSIA WITHOUT FOOLS” - Questo delle gambe è solo uno dei tanti esempi che i cittadini russi hanno mandato a valanghe sul sito apposito. Il fine del progetto, in base a quanto detto dal direttore del progetto Raf Shakirov, è quello di eliminare tutta la burocrazia ottusa e inutile in modo da semplificare la vita di tutti. Già il giorno del lancio del progetto, il 22 gennaio, il sito aveva già raggiunto 135 000 visitatori, e Shakirov ha dichiarato “E’ un risultato molto importante, sono molto soddisfatto. Abbiamo dovuto persino aumentare i server per far fronte al numero di visite, che spero continui ad aumentare”. Shakirov ha detto inoltre che ogni questione segnalata verrà affrontata e risolta. “Se ad esempio alcune leggi dovessero dimostrarsi contraddittorie, proporremo una riformulazione più chiara”.

ALTRI ESEMPI DI ”STUPIDITA’ ” – Una signora, il cui figlio era stato arruolato nell’esercito, ai fini del calcolo di una bolletta ogni mese doveva recarsi in un ufficio per ottenere un certificato che attestasse che lui era ancora in servizio. Tutto questo perché il certificato aveva solo un mese di validità. Un’altra segnalazione riporta che, secondo la legge, la tassa sui rifiuti dipende non dal numero di persone che vivono in una casa ma dai metri quadrati dell’abitazione.

Fonte: Giornalettismo.com

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Now however, the discovery of the underpinnings of a house built by a group of Neanderthals, some 44,000 years ago, turns that thinking on its head. Discovered by a team of French archeologists from the Muséum National d'Histories Naturelle, in an area that had been under study since 1984, the home, as it were, was apparently based on mammoth bones. The team’s findings are to be published in the science journal Quaternary International.

Over the past decade, new information regarding Neanderthals, a human ancestor that died out approximately 30,000 years ago, has come to light that tends to reverse decades of thinking. Instead of a clumsy, dim-witted people, it appears Neanderthals were more advanced than most had thought. Evidence of cooking, burying their dead, making jewelry and perhaps even speaking to one another has come to light indicating that first assumptions were a little harsh. Now, with the discovery of a home built by Neanderthals, it’s clear they were far more sophisticated than anyone had imagined.

The Reconstruction of the Funeral of Homo neanderthalensis. Captured in the Hannover Zoo. (Via Wikipedia)

The home was apparently built in two parts. The lower part, or base, was made by assembling large mammoth bones to support the whole structure, which was 26 feet across at its widest. The bones themselves were likely obtained both through collecting those found on the ground and by killing the large beasts directly themselves. The Neanderthals who built the structure also obviously lived in it for quite some time as 25 different hearths were found inside. The researchers suggest that the house was once topped by wood or other material the builders were able to find.

The house was found in eastern Ukraine, believed to be the oldest known built of bones, near the town of Molodova, a place that doesn’t have much in the way of trees, thus the Neanderthals who built the house were demonstrating an ability to live in a rather barren place, living in homes they’d constructed while cooking and eating mammoth to survive. It also suggests that Neanderthals were capable of working and living together in groups in established communities.

Perhaps even more interesting was the fact that some of the bones used to build the house had decorative carvings and added pigments, clearly showing that those that built the house, were in fact, building a home.

Source: PhysOrg - via ZeitNews.org

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Ecologistii spun ca, pentru a evita extinctia acestei subspecii, este nevoie de luarea unor masuri imediate de reducere a defrisarilor.

Recent, Uniunea Internationala pentru Conservarea Naturii a listat aceste animale ca fiind "în situatie critica", dupa ce numarul acestora a scazut la de la 5000 de exemplare (în 1985), la 2.400 - 2.800 de elefanti.

Elefanţii de Sumatra riscă să dispară în următoarele trei decenii

Declinul acestei subspecii s-a înregistrat în urma distrugerii habitatelor din insula Sumatra, Indonezia. Aceste zone, care cândva reprezentau raiul elefantilor, s-au transformat în plantatii de palmieri (din care se obtine ulei) si culturi de plante destinate producerii de celuloza si hârtie.

Dupa India si Sri Lanka, în Sumatra se gasesc cele mai concentrate populatii de elefanti asiatici, insula adapostind, totodata, populatii importante de tigri, urangutani si rinoceri.

"Elefantul de Sumatra se alatura grupului, din ce în ce mai mare, de animale indoneziene periclitate. Daca nu vor fi luate masuri urgente de conservare a acestor animale, atunci avem toate sansele sa le vedem cum dispar, în urmatorii 30 de ani", a declarat Carlos Drews, membru al WWF.

Uneori, îndemnati de foame, elefantii de Sumatra se aventureaza spre zonele populate de oameni, unde distrug recoltele. De aceea, aceste animale periclitate nu sunt foarte populare în rândul satenilor. Asa se face ca unii dintre ei sunt împuscati sau otraviti, iar altii sunt ucisi de braconieri pentru fildes.

Sursa: AP - via descopera.ro

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