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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 12/10/2010 @ 08:00:41, in it - Scienze e Societa, read 1277 times)

La conoscenza della realtà è indispensabile per capire. Se come sembra si andrà presto a votare gli italiani saranno messi in grado di sapere per chi farlo a ragion veduta o saranno ancora una volta vittime di un colossale abbaglio? I giornali di questi ultimi giorni sono scritti in modo bislacco. Si discute della crisi del centro destra, di elezioni anticipate e del duello in corso tra Berlusconi e Bossi contro Fini. 

 

Si scopre, poi, che i cittadini non possono più dissentire e contestare con fischi qualcuno (nei casi di specie Schifani e Bonanni in un una delle ex Feste dell’Unità) e non ci si domanda se la stessa regola dovrà essere stabilita anche al Regio di Parma, famoso per le bordate di ululati (e ortaggi) lanciati dal loggione nei confronti dei tenori senza voce. Ci si indigna (a ragione) per la condanna capitale in Iran della signora Sakineh Mohammadi Ashtiani, ma si dimentica (tra i tanti altri in attesa nei bracci della morte in tutto il mondo) Teresa Lewis, che dovrebbe essere giustiziata nello stato della Virginia negli Usa il 23 settembre prossimo.

 

La donna, per chi non ne fosse al corrente, è una persona con forte deficit intellettivo, ritenuta colpevole di aver organizzato l’omicidio del marito e del figlio adottivo per incassare l’assicurazione.

 

Mentre i due esecutori materiali del delitto (sanissimi di mente, uno dei due si è poi suicidato) si sono visti condannare all’ergastolo, la Lewis che non ha preso parte all’uccisione ha avuto la pena di morte.

Inoltre, uno dei due killer, tale Matthew Shallenberger (il suicida), ha dichiarato di essere stato lui l’ispiratore del duplice delitto e di aver manipolato la donna handicappata per rubarle in un secondo momento il premio assicurativo.

 

L’omicida ha scritto: “incontrai Teresa in un supermercato e capii subito che sarei riuscito facilmente a circuirla.

 

Uccidere il marito e il figlio fu un’idea totalmente mia. Del resto Teresa era un obiettivo molto facile”. Ma se la signora Sakineh Mohammadi Ashtiani gode dell’attenzione dei media la sua ‘collega’ Teresa Lewis aspetta di morire dimanticata da tutti o quasi.

 

Quindi si insegue Sara, una ragazza adolescente scomparsa ad Avetrana, ma non si ricordano mai i circa 1.903 bimbi stranieri spariti nel nulla in Italia dal 2005 al 2008 (anno con gli ultimi dati noti), una media di quasi due al giorno, o tutti gli altri che non si trovano più da mesi e mesi.

 

E tante altre cose riempiono Tg e quotidiani.

Eppure chi sa esattamente quanti sono e che fanno i cassintegrati, alcune decine di migliaia, abbandonati a se stessi da tutti? O come proseguono le proteste del personale della scuola lasciato senza lavoro dal governo Berlusconi? E che fanno gli operai autoreclusi all’Asinara? In un documento forse non rilanciato da nessuno hanno scritto: “Mentre da parte dei sindacalisti locali abbiamo ricevuto un importante appoggio, il sindacato nazionale, si sà, non ha mai fatto nulla di concreto per la nostra protesta [...] CGIL, CISL, UIL e company si rassomigliano sempre di più a dei proto-partiti che guardano solo al portafogli e al proprio interesse politico. Il loro immobilismo ci indigna e ci schifa”. Mica parole da poco.

 

Insomma, in un Paese ormai senza più ‘testa’ i media sono diventati al pari di una classe politica in larga misura incapace e in alcuni casi corrotta complici di una operazione di disinformazione di massa spaventosa.

 

Perchè se è vero che la cronaca si costruisce di giorno i giorno è anche vero che oltre retroscena, manovre di Palazzo e conformismi di ogni tipo esiste la vita, quella reale, ed in Italia non è certo facile per milioni di cittadini. Qualcuno di ricorderà di loro? 

Fonte: inviatospeciale.com - Autore: Roberto Bàrbera

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California's ballot measure to legalize marijuana has a new friend: Facebook co-founder Sean Parker has given $100,000 to back the proposal.

Parker's donation was reported in Proposition 19 campaign finance filings this week.

And he's not the first big Proposition 19 donor with ties to the social networking site. Facebook co-founder Dustin Moskovitz has made two donations totalling $70,000, including a $50,000 contribution last month.

Neither Parker nor Moskovitz are still with Palo Alto-based Facebook, but both still have ownership stakes. Recent estimates put the value of the privately held company as high as $33.7 billion.

"What's interesting here is that (Parker) is a member of the generation that really gets it," said Stephen Gutwillig, a spokesman for the Drug Policy Alliance, the main beneficiary of Parker's contribution. "We think he's pivotal to the future of drug policy reform in the country."

The 30-year-old served as Facebook's first president and helped transform the company from dorm-room project to big business. Parker and Moskovitz have become household names since the recent release of "The Social Network." The film chronicling the contentious origins of Facebook was No. 1 at the box office last week.

Pop musician and actor Justin Timberlake plays Parker in the movie, which portrays him as a hotshot who convinces Facebook founder Mark Zuckerberg to push out his friend from the burgeoning company.

In a recent Vanity Fair profile, the media-shy entrepreneur is described as a computer-programming prodigy with an uncanny knack for anticipating online trends and a penchant for designer clothes and partying.

At age 19, Parker helped develop Napster, the music-sharing software that turned the recording industry upside-down. He is now a partner at Founders Fund, a Silicon Valley venture capital firm.

Parker did not immediately respond to e-mails seeking comment.

About $1.5 million of the $2.4 million raised so far in support of Proposition 19 has come from the measure's main sponsor, Oakland medical marijuana entrepreneur Richard Lee. The only other six-figure donation not from Lee came from adult entertainment entrepreneur Phil Harvey, who gave $100,000.

Parker's donation came shortly after the Yes on 19 campaign committee reported having meager cash on hand heading into the final weeks before the election. The money from Parker and Harvey went to a separate committee to fund the Drug Policy Alliance's work on behalf of the measure.

Much of the money will go toward a get-out-the-vote campaign targeting young voters and voters of color, Gutwillig said.

Facebook recently came under fire from some marijuana advocates who claimed it was turning away advertising on the site in support of Proposition 19. Facebook said in a statement that company policy prohibits images of drugs, drug paraphernalia or tobacco in paid advertising but that ballot measure supporters were still free to advertise using different images.

Source: huffingtonpost.com; Author: Marcus Wohlsen

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Di nuovo morti dei giovani nell'interminabile "opera di pace" in Afghanistan. Di nuovo eroi morti per la "pace", la "libertà", la "giustizia", il "bene comune", l' "armonia tra i popoli", etc.: "dulcius et decori est pro patria mori". (Certo!). Di nuovo grandi discorsi al valore civico, al progresso dell'umanità, - anche, perché no? - al valore militare. Decorazioni a ragazzi per i quali le famiglie e gl'amici avrebbero ben preferito rivederli in vita invece di avere una medaglia da appendere in salotto. Di nuovo discorsi che isolano le cose dal contesto. Un contesto che nessuno vuole evocare, e che - tranne in una puntata di "Report" - non abbiamo mai sentito evocare sulla stampa. Eppure lo sanno tutti, anche i ragazzini: è in Afghanistan che si produce oltre l'80% degli oppiacei del pianeta Terra. E' con i proventi di questi che si finanziano i talebani o presunti tali. Eppure, contrariamente al colonnello di "Apocalypse Now", a nessun dannato generale, né italiano, né tantomeno americano è venuto in mente di buttare ad esempio il Napalm sui campi, la prima cosa che un qualsiasi stratega anche da strapazzo avrebbe fatto. Sicuramente perché, al contrario che al colonnello di "Apocalypse Now", a loro non sarebbe piaciuto stiracchiarsi all'alba pronunciando la celebre frase: "Mi piace il Napalm di prima mattina!" Noi, ovviamente - a cominciare dagli amici e dalle famiglie dei caduti - non dobbiamo chiederci e neppure pensare come mai in tanti anni a nessuno sia mai venuto in mente di bruciare, o di distruggere con i diserbanti le piantagioni. Siamo qui nei pressi della "Ratio" che ci apre alla comprensione del perché questa guerra - chiamiamo le cose con il loro nome, qui non c'è mai stata nessuna missione di pace - fosse persa ancor prima di partire. Questo oltre 80% della produzione mondiale di oppiacei dove va a finire e cosa succede se lo si colpisce? Risposta: va a finire sul mercato occidentale (cioé americano, europeo ed italiano) della droga. Se lo si colpisce, si colpisce il mercato occidentale della droga, con tutte le conseguenze, direttamente in occidente, dentro casa nostra, mica in Afganistan. La rivolta dei drogati in crisi di astinenza, qui da noi. E, sono mica uno o due, sono tanti, tantissimi. Purtroppo. Il crollo di interi settori della finanza che campano direttamente o indirettamente dei proventi della droga (altro argomento tabù). Sempre: da noi, dentro casa nostra, mica in Afganistan. Cose che si sapevano da prima di partire. Cioé, da prima di partire, si sapeva che quello che avrebbe dovuto essere il primo obbiettivo bellico da colpire, non poteva essere colpito perché "intoccabile". Ossia che la guerra era persa. Da prima di partire si sapeva che per il talebano in primis, ma anche per l'afgano medio, il modello socio culturale è quello del califfato medioevale di cui la nostra civiltà, il nostro modello socio culturale - del quale le nostre truppe e basi sono una testa di ponte - rappresenta la distruzione. Da loro non c'è quella tolleranza che connota la nostra civiltà dove si ammette anche la moschea e la religione islamica. Loro non ammettono assolutamente le chiese e le evangelizzazioni e i pochissimi cristiani sono perseguitati. Da loro la tolleranza della nostra cultura non può esserci perché non c'è quello che è a monte di essa: la distinzione tra Stato e Chiesa: tra Stato e religione, tra potere dello Stato e potere della Chiesa, tra legge dello Stato e legge della Chiesa. Loro questa distinzione non solo non la conoscono, non la ammettono assolutamente. C'è una sola legge, quella della religione, la legge islamica, ed è questa a connotare lo Stato. Come nel nostro medio evo: è il Papa a incoronare l'imperatore che impera imponendo la "legge di Dio", "Parigi vale bene una messa". Il nostro modello socio culturale moderno, il nostro Stato moderno, nasce dal superamento di quel modello. E' ciò che loro non vogliono. Loro lottano e combattono per quel modello: il califfato medioevale. Noi, tutto il nostro essere, ne siamo la negazione, dunque il nemico da abbattere. Noi non portiamo la "pace", né potremmo mai farlo, perché noi, rispetto al loro modello, siamo dei sovversivi. Il nostro "impegno" per la "pace", per la "libertà", "i diritti umani", "i diritti dell'uomo e del cittadino", per la "difesa della democrazia", è - di fatto - un impegno per il superamento di quel modello socioculturale, cioé per il suo annientamento, ergo - dal loro punto di vista - un atto di guerra. Noi ammettiamo e possiamo ammettere anche un islam "illuminato", loro non possono ammettere anche noi. Dovrebbero superare ed uscire dalla visione integralista della persona - soprattutto della donna e perciò anche dell'uomo -, della società, dello Stato.

Autore: Francesco Latteri Scholten; Fonte: francescolatterischolten.myblog.it

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By Admin (from 11/10/2010 @ 13:00:38, in ro - Stiinta si Societate, read 1586 times)

 Nu incape nici o indoiala ca Albert Einstein a fost savantul care, prin ideile sale, a influentat cel mai mult evolutia stiintei. Faimoasa ecuatie E = mc2 i-a adus, inca din tinerete, o reputatie neegalata inca de nici un alt om de stiinta. El a incercat sa explice lumea in termeni fizici, iar descoperirile ulterioare, facute de astronomi in ultimii ani, i-au confirmat calculele teoretice, realizate in urma cu un secol, cand omul inca nu se desprinsese de invelisul de ozon al planetei albastre. Despre Einstein, toata lumea are impresia ca stie totul. De fapt, viata acestui savant ramane un mister la fel de mare ca si modul in care a ajuns la teoriile enuntate, teorii pe care savantii de pana la el nici macar nu indraznisera sa le viseze. In randurile care urmeaza, vom incerca sa gasim raspuns pentru unele dintre aceste mistere.

Copilul cu capul prea mare

Atunci cand Albert Einstein a venit pe lume, in data de 14 martie 1879, mama sa, Pauline Einstein, a fost atat de speriata incat a crezut ca a dat nastere unui monstru: i se parea ca bebelusul are un cap imens si deformat. Chiar si medicii au fost surprinsi de forma deosebita a capului, mai ales in zona de deasupra cefei, dar peste cateva saptamani, capul si-a recapatat aspectul normal. Contrazicand toate presupunerile facute la nasterea lui, Albert s-a dezvoltat ca un copil normal, cu vizibile dificultati insa in planul vorbirii. Einstein a vorbit foarte tarziu, aproape cand ajunsese de varsta scolara! Iar atunci cand a facut-o, in sfarsit, rostea cuvintele foarte rar, dupa ce repetase mai intai fraza in soapta, pentru a fi sigur ca o spune corect. Parintii sai se temeau ca odrasla lor sufera de un retard major, dar toti doctorii care l-au consultat le-au infirmat temerile.

Se spune ca prima data el ar fi vorbit intr-o seara, pe cand familia servea supa in salon. „Supa e prea fierbinte”, a spus el, clar. Uimiti, parintii au tabarat asupra lui cu intrebarile. De ce nu vorbise pana atunci, desi, iata, o putea face? „Pentru ca pana acum, supa a fost cum trebuie”, a replicat el, sec. Incapacitatea lui Einstein de intelegere si invatare i-a determinat pe multi sa considere ca suferea de o forma de dislexie. Altii sunt convinsi ca era autist, data fiind permanenta lui dorinta de singuratate si dificultatea de a comunica cu ceilalti. Interesul lui Albert fata de stiinta a aparut atunci cand, avand cinci ani, era bolnav de gripa si zacea la pat. Pentru a-l mai inviora, tatal sau i-a adus o busola. Copilul a fost foarte contrariat ca, indiferent de cum ar fi orientat busola, acul acesteia indica mereu acelasi punct. El a presupus ca trebuie sa existe o forta in spatiul nevazut din jurul busolei, care sa actioneze asupra acului. Tatal sau, Hermann, se gandea sa-l faca negustor, mama il dorea muzician, convinsa de talentul sau artistic – Albert canta de la vioara de la sase ani si va ramane cu aceasta pasiune toata viata. Dar baiatul voia altceva. Impulsionat de cartile de stiinta imprumutate de un tanar medic evreu, Max Talmey, el era convins ca va face o cariera in fizica.

Avea sase amante simultan!

La 17 ani, Einstein a dat examen pentru a urma cursurile Politehnicii din Zürich, singura institutie care nu cerea dovada absolvirii cursurilor liceale – pe care tanarul razvratit le ratase pe ultima suta de metri. El a trecut fara probleme de probele la matematica si fizica, dar a esuat lamentabil la toate celelalte materii (istorie, geografie, limbi straine). Tatal sau l-a dat la o scoala economica si abia anul urmator, in 1896, Albert a putut intra la Politehnica. Dupa cativa ani, s-a casatorit cu o colega de studentie, Mileva Marici, cu care va avea doi baieti, Hans Albert si Eduard. Dar succesele academice si faima crescanda a lui Einstein, care era mai tot timpul plecat la diverse conferinte stiintifice, in intreaga lume, au avut un pret nedorit: instrainarea de sotia lui. Pentru a putea totusi convietui, Einstein a propus un straniu „contract” matrimonial, in care spunea, printre altele: „Ai grija ca hainele si lenjeria mea sa fie spalate si calcate; ca sa primesc trei mese pe zi, in camera mea; ca nimeni sa nu intre in biroul meu si mai ales sa nu se atinga de lucrurile de pe masa mea de lucru. Vei renunta la toate relatiile personale, intrucat ele nu mai sunt necesare din motive sociale. Nu vei vorbi cu mine decat daca ti-o voi cere.”

Oricat ar fi de curios, femeia a acceptat toti acesti termeni umilitori. Dupa ce Einstein a divortat de Mileva, din cauza infidelitatilor lui repetate, s-a recasatorit cu propria lui verisoara, Elsa Lowenthal. Si mai scandalos e faptul ca el dorea sa se marite cu fiica acesteia, Ilse, cu douazeci de ani mai tanara, care-l iubea insa ca pe un tata si nu a dorit sa faca acest gest, de teama scandalului ce s-ar fi declansat. Einstein era infidel din nastere, nu se putea abtine sa nu flirteze, sa nu aiba relatii si cu alte femei. Ani de-a randul, el a intretinut o idila cu secretara, Betty Neumann, sub ochii indulgenti ai sotiei. In cateva scrisori date publicitatii de Universitatea Ebraica din Ierusalim, Einstein vorbeste nonsalant despre relatiile sale cu sase femei, cu care isi petrecea timpul liber si de la care primea cadouri, desi era insurat cu Elsa. Ele se numesc: Estella, Ethel, Toni si Margarita „spioana mea rusoaica”, asa cum o alinta savantul. La celelalte, Einstein se refera folosind doar initiale: M. si L.

Pacifistul care a construit bomba atomica

In 1933, cand Adolf Hitler abia venise la putere, Einstein a emigrat in America, unde a devenit instantaneu un „superstar”. Vanat de presa, admirat de opinia publica pentru non-conformismul sau, Einstein s-a trezit peste noapte in centrul atentiei, tocmai el, atat de dornic de intimitate si recluziune. Ziarele ii pandeau orice miscare si anecdotele despre el infloreau. Se spunea ca adesea, la receptii, venea imbracat cu frac, dar nu avea ciorapi in picioare. Un alt capitol controversat din viata lui Einstein il reprezinta participarea lui la fabricarea primei bombe atomice. In 1939, alarmat de ascensiunea Germaniei naziste, fizicianul Leo Szilar l-a convins pe Einstein sa ii scrie impreuna un apel presedintelui Franklin Delano Roosevelt, avertizandu-l ca Hitler ar putea fi interesat de producerea unei bombe atomice si implorandu-l sa demareze un program nuclear american. Presedintele s-a dovedit receptiv, avizand proiectul secret „Manhattan”, concretizat in cele din urma prin cele doua bombe atomice aruncate asupra Japoniei, in 1945.

Cum de a putut participa un savant pacifist precum Einstein la aceasta crima cumplita? Este o intrebare la care nu vom afla niciodata raspunsul. In orice caz, Einstein si-a dat mai tarziu seama de greseala si a cerut, zadarnic, incetarea experientelor nucleare. Dar era prea tarziu. Bomba atomica, izvorata din mintea lui stralucitoare, incapuse deja pe mainile cui nu trebuia... Dupa moartea lui, survenita in 1955, creierul lui Einstein a fost scos din craniu de catre legistul Thomas Stolz Harvey, de la Spitalul Princeton, cel ce a efectuat autopsia. Fara stirea familiei, Harvey a luat creierul, intr-un borcan, si l-a dus acasa. Cand faptul a iesit la iveala, s-a declansat un imens scandal si, cum legistul a refuzat sa returneze pretioasa relicva, a fost concediat. Peste multi ani, Harvey a trimis lamele cu portiuni din creierul lui Einstein mai multor savanti. Unul dintre acestia, Marian Diamond, de la Berkeley, a descoperit ca in regiunea cerebrala responsabila de sintetizarea informatiilor, Einstein avea un numar de celule gliale incomparabil mai mare decat cel al unui om obisnuit. Sandra Witelson, de la Mc Master University, a ajuns la concluzia ca creierul lui Einstein nu avea o „cuta” specifica, numita fisura silviana. Witelson a presupus ca aceasta anatomie neobisnuita permitea neuronilor sa comunice mai bine intre ei.

Alte studii au evidentiat ca creierul savantului era mai dens si ca lobul parietal inferior, asociat cu abilitatile de calcul, era mai dezvoltat decat cel superior. Abia in 1998, simtindu-si sfarsitul aproape, Harvey a incredintat creierul lui Einstein doctorului Elliot Kraus, legistul de la Princeton, acolo unde el insusi lucrase.

Autor: Gabriel Tudor ; Sursa: magazin.ro

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By Admin (from 11/10/2010 @ 11:00:19, in en - Science and Society, read 1505 times)

... CONTINUES.

TZMOfficialChannel | October 19, 2009

Special Thanks To ExponenteCero:
http://www.youtube.com/exponentecero

Jacque Fresco and Roxanne Meadows appeared on Controversial TV at 8pm (British Summer Time) for a two hour live interview on a program called On The Edge hosted by Theo Chalmers. You could have watched this on Sky satellite channel 200, or on Freesat (across Europe) or live online at www.edgemediatv.com. Viewers in the UK could of texted in questions to 87778 with the word EDGE a space and then your message.

Torrent File:
http://tracker.concen.org/torrents-de...

Source: youtube.com

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By Admin (from 11/10/2010 @ 08:00:24, in it - Scienze e Societa, read 2255 times)

SYNOPSIS: Zeitgeist: Moving Forward, by director Peter Joseph, is a feature length documentary work which will present a case for a needed transition out of the current socioeconomic monetary paradigm which governs the entire world society. This subject matter will transcend the issues of cultural relativism and traditional ideology and move to relate the core, empirical "life ground" attributes of human and social survival, extrapolating those immutable natural laws into a new sustainable social paradigm called a "Resource-Based Economy".
zeitgeistmovingforward.com

In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie; da oggi questa missione diventata con gli anni impossibile, potrebbe essere più dolce. Il tutto grazie ad una recente invenzione dell'ing Paolo Tonelli, che dopo aver letto un sondaggio in cui si poteva desumere che il 70% degli italiani ha difficoltà sotto le lenzuola, ha agito di conseguenza.Immaginando un'alternativa che ha dell'incredibile.

 

Il Materasso dell'amore, questo il nome del nuovo pezzo di mobilio che promette di reinverdire la libido della coppia, maniglie dove le signore possono aggrapparsi intente a sperimentare le posizioni più nuove e più eccitanti direttamente dalle pellicole hard preferite; i signori possono, dal canto loro, contare sulla presenza di apposite sagomature, dove affondare i propri arti inferiori, il tutto permette e promette, una varietà di possibilità di incastro inimmaginabili.

 

Il suo inventore gongola, in Veneto è già record di vendite. Ma a quanto pare il meglio deve ancora arrivare " “Il piano industriale è appena iniziato, le vendite al dettaglio e su eBay hanno preso piede da pochi giorni, ma questo è un prodotto che può servire davvero a tutti" ha dichiarato il sign Tonelli che vede nella sua creatura, non un semplice giocattolo del sesso ma un attrezzo in grado di riportare la serenità in quelle coppie scoppiate ( da un punto di vista erotico ) che sotto il peso degli anni e della noia hanno perso la giusta carica , una sorta di Duracell dell'amore ,l'ennesimo, se e quando ce ne fosse bisogno.

 

Viene da chiedersi dove arriveremo se per copulare è necessaria la ricerca della comodità assoluta. La macchina per orgasmare teorizzata da Woody Allen in un suo film sta avvicinandosi sempre più alla realtà. Il costo di questo talamo " atipico" si aggira intorno ai 1700 euro, più o meno la 13 esima di un impiegato e due mensilità di laureati sfruttati dalle imprese, in arte stagisti.

Ma a quanto pare è un sacrificio che si può e si deve fare, magari anche a rate.

 

Dicemila anni di evoluzione non ci avevano ancora insegnato che per fare sesso fosse necessario un luogo adatto, fino ad ora convinzione comune era che fossero abbastanza un uomo e una donna, un uomo e un uomo, a volte un uomo e un cane , ma non un uomo una donna e un materasso.Ps: astenersi dall'acquisto onanisti incalliti nel prezzo di vendita non riusultano essere comprese bambole gonfiabili e tantomeno il materasso, per ora, è provvisto di pertugi sostitutivi. Insomma le gambe comode , ma una compagna serve sempre. La donna che va a letto con un uomo, deve con la veste abbandonare anche la vergogna, e riprenderla con la gonna . Si presume che l'effetto possa essere questo.

Fonte: voceditalia.it - Autore: Paolo Quaglia

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By Admin (from 10/10/2010 @ 13:00:42, in ro - Stiinta si Societate, read 1245 times)

 Propaganda nazista l-a prezentat pe Adolf Hitler ca fiind, in timpul Primului Razboi Mondial, un caporal ce si-a riscat frecvent viata, savârsind acte de mare eroism si fiind chiar grav ranit, in timp ce lupta in linia intâi. Cercetari recente dovedesc insa ca aceasta imagine este cu totul falsa, intrucât viitorul dictator german a fost mai curând un furier neimplicat in luptele propriu-zise si urât, din aceasta cauza, de camarazii sai combatanti.

Dr. Thomas Weber, profesor de istorie moderna la Universitatea Aberdeen a descoperit in arhive, in urma unor minutioase cautari, scrisori pâna acum necunoscute, apartinând unor fosti camarazi de regiment ai lui Hitler. Rândurile acestora dezvaluie o imagine total diferita decât cea acceptata pâna acum inclusiv de istoricii moderni, imagine in care unitatea lui Hitler, Regimentul List, era prezentat ca o echipa unita de camarazi, al carei suflet era cel ce avea sa devina liderul Germaniei. „Porc de cancelarie” il numeau ceilalti soldati, acuzându-l ca in loc sa lupte, statea la câtiva kilometri de front, protejându-se.

Acuzele erau insotite si de ironii, dispretuitul caporal fiind ridiculizat de camarazi, care sustineau ca acesta ar fi putut muri de foame intr-o fabrica de conserve, incapabil sa deschida o cutie cu baioneta armei. Spre deosebire de figura stralucitoare si carismatica, relevata de istoriografia oficiala, noile date releva un Hitler singuratic, introvertit, o figura stearsa si apatica, neavând nimic din atitudinea vulcanica a politicianului de mai târziu. Ceilalti soldati il numeau „artistul” sau „pictorul”, titulatura ce avea, in mod evident, o nuanta peiorativa, intrucât Hitler nu-si petrecea timpul liber alaturi de ei, bând, trancanind verzi si uscate sau scriind acasa, ci prefera sa stea singur si sa picteze ori sa citeasca lucrari politice. Un alt motiv pentru care nimeni nu-l putea suferi era atitudinea lui deosebit de slugarnica fata de superiori.

Mitul fals, intretinut de propaganda nazista

„Opinia acceptata pâna acum era ca Hitler ar fi avut in razboi periculoasa misiune de curier pe linia frontului, functie in care-si punea constant viata in pericol. Dar am descoperit ca rolul lui era de fapt de a distribui mesaje intre cartierul general al regimentului sau si cartierele generale ale altor unitati, ceea ce inseamna ca el se afla mai mereu in spatele frontului, la câtiva kilometri de prima linie. Biografiile precedente s-au bazat exclusiv pe materialele de propaganda, furnizate de insusi Hitler sau fabricate de nazisti. Cum el a fost doar un simplu soldat, in Primul Razboi Mondial, gasirea de informatii referitoare la Hitler nu a fost o sarcina usoara, iar biografii sai nu au sapat suficient de mult ca sa afle adevarul.

Mitul lui Hitler, vazut ca un soldat brav, in mijlocul unor camarazi care-l idolatrizau pentru curajul lui, a fost folosit de partidul nazist inca de la inceput, pentru a-si atrage simpatizanti. S-a mers pâna acolo incât editiile consecutive ale unor carti de memorii, semnate de fostii camarazi ai lui Hitler erau modificate de la an la an, spre a reflecta linia oficiala”, sustine Weber. In Arhivele de Razboi Bavareze el a descoperit scrisori si documente pe care nu le-a analizat nimeni, in ultimele noua decenii. In alte arhive, istoricul a gasit scrisori nepublicate si a dat de urma unor camarazi de razboi evrei ai lui Hitler.

Crucea de Fier, primita „pe pile”

In cartea „Adevaratul Hitler”, Weber a folosit surse necunoscute pâna acum, care-l pun pe dictatorul nazist intr-o postura total defavorabila. „Trebuie facuta diferenta intre curierii regimentali si cei de companie. Primii, dintre care a facut parte si Hitler, aveau o viata usoara si confortabila, in vreme ce ultimii se aflau permanent sub amenintarea gloantelor inamice. S-a facut o confuzie pâna acum, considerându-se ca Hitler ar fi fost curier de companie, când el de fapt a fost curier de regiment. Scrisorile unui alt curier de regiment, Alois Schnelldorfer, confirma faptul ca acesti soldati erau favorizati. „Trebuie sa stau intr-un fotoliu si sa raspund la telefon. Dupa ce ies din schimb ma tolanesc la umbra unui castan si beau un litru de bere”, scria acesta parintilor sai.

Cât despre decorarea lui Hitler cu faimoasa „Cruce de Fier Clasa I”, Weber este convins ca aceasta nu s-ar fi datorat actelor lui de vitejie – inexistente, de altfel, in contextul amintit – ci faptului ca era un personaj servil si se dadea bine pe lânga ofiterii care faceau recomandarile. Ironia sortii face ca omul care a propus decorarea lui sa fi fost un evreu, adjutantul Hugo Guttmann. In 1937, când el a fost intemnitat de Gestapo, prietenia cu Hitler l-a salvat de la o moarte sigura si Guttmann a fost ajutat apoi de un alt camarad din Regimentul List sa fuga in America. Ura, atât de clamata, a lui Hitler fata de evrei, nu a aparut in timpul razboiului, intrucât atunci el avea camarazi si prieteni evrei, ci mai târziu, in perioada revolutiilor comuniste din Germania si a crizei economice cu care s-a confruntat Republica de la Weimar.

Sursa: magazin.ro ; Autor: Gabriel Tudor

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Zeitgeist III è il terzo film della serie Zeitgeist. Si prevede il rilascio per gennaio 2011. Ecco il TRAILER ...

... CONTINUES.

6) The market system is driven, in part, by scarcity. The less there is of something, the more money that can be generated in the short term. This sets up a propensity for corporations to limit availability and hence deny production abundance. It is simply against the very nature of what drives demand to create abundance. The Kimberly Diamond Mines in Africa have been documented in the past to burn diamonds in order to keep prices high. Diamonds are rare resources which take billions of years to be created. This is nothing but problematic. The world we live in should be based on the interest to generate an abundance for the world’s people, along with strategic preservation and streamlined methods to enable that abundance. This is a central reason why, as of 2010, there are over a billion people starving on the planet. It has nothing to do with an inability to produce food, and everything having to do with an inherent need to create/preserve scarcity for the sake of short term profits. Abundance, Efficiency and Sustainability are, very simply, the enemies of profit. This also applies to the quality of goods. The idea of creating something that could last, say, a lifetime with little repair, is anathema to the market system, for it reduces consumption rates, which slows growth and creates systemic repercussions (like a loss of jobs, etc.). The scarcity attribute of the market system is nothing but detrimental for these reasons, not to mention that it doesn’t even serve the role of efficient resource preservation, which is often claimed. While supply and demand dictates that the less there is of something, the more it will be valued and hence the increased value will limit consumption, reducing the possibility of “running out” --- the incentive to create scarcity, coupled with the inherent short term reward which results from scarcity driven based prices, nullfies the idea that this enables strategic preservation. We will likely never “run out” of oil, in the current market system. Rather, the prices will become so high that no one can afford it, while those corporation who own the remaining oil, will make a great deal of money off of the scarcity, regardless of the long term social ramifications. In other words, remaining scare resources, existing in such high economic value that it limits their consumption, is not to be confused with preservation that is functional and strategic. True preservation, which must be strategic, can only come from the direct management of the resource in question in reagrd to the most efficient applications of the resource in industry itself, not arbitrary, surface price relationships, absent of rational allocation.

END OF "THE PROFIT PROBLEM" - by Peter Joseph.

TOMORROW, THE LAST TWO PARTS OF "ON THE EDGE" VIDEO FROM THE VENUS PROJECT.

Author: Peter Joseph ; Source: The Zeitgeist Movement - Newsletter July 1st, 2010

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By Admin (from 10/10/2010 @ 08:00:33, in it - Scienze e Societa, read 1440 times)

L'irresistibile vizio delle sigarette e il pericolo di sviluppare un cancro al polmone sono entrambi scritti nel Dna, in un unico gene. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che, diretti da Tommaso Dragani, hanno identificato il gene CHRNA5, responsabile della maggiore predisposizione a fumare ma anche del rischio di sviluppare il tumore polmonare.

 

Il lavoro, tutto italiano, è stato finanziato dall' Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) ed è stato pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute. «Con questa ricerca abbiamo finalmente identificato il gene coinvolto - chiarisce Stefania Falvella, prima autrice dello studio - e il meccanismo molecolare responsabile dell'attitudine alla nicotina. In sostanza, abbiamo scoperto che varianti presenti nel Dna degli individui a più elevato rischio sia di cancro polmonare che di abitudine al fumo causano una riduzione dei livelli del prodotto di questo gene».

 

«Finora - spiega Dragani - era stata individuata un'ampia regione del cromosoma 15, contenente sei geni associati all' abitudine al fumo di sigaretta, al rischio di cancro polmonare e di malattie vascolari. Ma non si era riusciti a individuare il singolo gene coinvolto, nè a capire il motivo per cui alcuni individui hanno una maggiore predisposizione a fumare sigarette rispetto ad altri».

Adesso, aggiunge il ricercatore, con questa scoperta potrebbe bastare «una goccia di sangue o un pò di saliva per analizzare il Dna e individuare le persone con predisposizione genetica alla dipendenza da nicotina». Inoltre, i fumatori con la variante genetica di rischio potrebbero avere maggiori difficoltà a smettere: di conseguenza, continua Dragani, «potrebbero seguire percorsi terapeutici e psicologici personalizzati». Infine, lo studio potrebbe aprire la strada alla realizzazione di «nuovi farmaci diretti specificamente contro il gene CHRNA5, da destinare solo alle persone selezionate con test genetico».

Fonte: leggo.it

WIE VAN DE DRIE

Talia Michelle Eve Angel
Talia | Michelle | Eve Angel
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Il presidente Traian Basescu ha rinviato la legge sulle pensioni al Parlamento, sebbene la Corte Costituzionale le avesse dato il via libera. Il capo dello stato ha voluto sottolineare che, dal punto di vista legale, non ha niente da rimproverare alla legge sulle pensioni, firmata da ambo i presidenti delle Camere del Parlamento. Ma, ha detto egli, le legge ha una vulnerabilità- l’equiparazione dell’età pensionistica per donne e uomini a 65 anni non tiene conto delle realtà socio-economiche romene, che rendono la situazione delle donna più difficile. Traian Basescu ha proposto che l’età pensionistica per le donne sia di 63 anni. Perfettamente costituzionale, la mossa del presidente è stata interpretata dall’opposizione, che aveva contestato la legge alla Corte Costituzionale, come una modalità con cui il capo dello stato ha evitato l’avvio della procedura di sospensione dalla carica nei suoi confronti. Perchè i socialdemocratici e i liberali avevano annunciato che qualora il presidente avesse promulgato la legge, su cui pende il sospetto di votazione fraudolente, avrebbero avviato le procedure in tal senso. L’opposizione afferma che alla Camera non ci sarebbe stato il quorum nel momento della votazione, fatto che sarebbe dimostrato dalle immagni soprese dalle telecamere, ma sarebbe stato ignorato dalla presidente della Camera, Roberta Anastase. Prima dell’annuncio fatto da Basescu, la decisione della Corte Costituazionale aveva destato un’ondata di malcontento tra gli esponenti dell’opposizione e i pensionati, ma gli esponenti del potere sostenevano che la nuova legge facesse giustizia nel sistema pensionistico pubblico in quanto rispetta il principio dell’anzianità contributiva ed elimina grandi discrepanze. La legge prevede inoltre l’eliminazione delle pensioni speciali per poliziotti, militari e parlamentari, e il congelamento delle pensioni nel 2011. I sindacati avevano chiesto, dal canto loro, al presidente di non promulgare la legge, scontenti del modo di calcolo dell’indice pensionistico e dell’eliminazione di certe agevolazioni per le persone che hanno lavorato in condizioni difficili. Nell’accordo di prestito concluso con il Fmi, l’Ue e la Banca Mondiale, per un valore di circa 20 miliardi di euro, Bucarest si è impegnata a riformare il sistema pensionistico.

Oltre 6 mila insegnanti di tutto il Paese, mobilitati dalle tre federazioni sindacali dell’insegnamento preuniversitario, sono venuti a Bucarest, il 5 ottobre, Giornata Mondiale dell’Educazione, per protestare davanti al Governo, alla sede della Presidenza e del Ministero dell’Istruzione. Gli insegnanti sono scontenti del calo dei redditi, della riduzione del numero di posti di lavoro nel sistema, della legge sulla retribuzione unitaria degli statali, dell’intento dei governanti di continuare a chiudere scuole nelle zone rurali e del sottofinanziamento cronico del sistema educativo. Il presidente della FederazioneSindacale Spiru Haret, Gheorghe Izvoranu ha dichiarato: “I redditi sono sono stati tagliati del 25%, ma, in realtà, sono calati di oltre il 40-50%. In nessun altro Paese dell’Europa sono state prese misure così dure nel settore insegnamento. Sono stati cancellati i contratti collettivi di lavoro, sono state chiuse scuole, nel contesto in cui in moltissimi altri paesi c’è un numero più basso di allievi per ogni singolo insegnante di quanto ci sia in Romania”.

"Iesi afara javra ordinara!" si "Moarte lui Basescu!" - au fost doar cateva din sloganurile pline de furie strigate de peste 6.000 de politisti, precum si sute de gardieni din cadrul Administratiei Nationale a Penitenciarelor.

La Romania, assieme all’Ungheria, Serbia e Bulgaria stanno monitorando costentemente la qualità dell’acqua del Danubio, raggiunto dai fanghi rossi tossici fuoriusciti, all’inizio della settimana, da una fabbrica di alluminio nell’ovest dell’Ungheria. La fuga di alluminio dalla fabbrica di Ajka, sita a 160 km da Budapest, equivale con centinaia di migliaia di tonnellate di fango alcalino e metalli pesanti, sparse su centinaia di km quadri. In seguito alla catastrofe ecologica, l’Ungheria ha attivato il meccanismo europeo di protezione civile, chiedendo assistenza tecnica per il contrasto dell’inquinamento. Il commissario europeo per l’aiuto umanitario, Kristalina Georgieva, ha annunciato che Bruxelles è pronta ad intervenire. Gli specialisti affermano che le misure prese negli ultimi giorni lungo i corsi d’acqua, in cui sono state versate grandi quantità di sostanze neutralizzanti, hanno abbassato il livello alcalino delle sostanze inquinanti, ma stando agli ecologisti, le conseguenze a lungo termine della catastrofe sono difficili da valutare. Gli specialisti romeni credono che la distanza di oltre 700 km dal luogo dell’incidente fino all’ingresso del Danubio in Romania e la grande portata del fiume in questo periodo limiteranno gli effetti dell’inquinamento sul territorio rumeno.

Bucarest e Chisinau continuano il processo di ampliamento delle reti consolari con l’apertura, questa settimana, di un consolato generale della Moldova a Iassi (nel nord-est della Romania). Stando ad un comunicato del Ministero romeno degli Esteri, “il desiderio delle autorità della Moldova di aumentare la loro rappresentazione in Romania è una conseguenza normale dei cambiamenti democratici avvenuti nello stato confinante con la vittoria alle elezioni del 2009 dell’Alleanza per l’Integrazione Europea. Questo evento è un’ulteriore prova dei buoni rapporti tra i due stati europei, uno membro dell’Ue, l’altro impegnato per un percorso europeo molto ambizioso, con prospettive tra le più favorevoli di raggiungere l’obiettivo dell’integrazione europea”. Lo scorso luglio, la Romania ha aperto due consolati generali in Moldova, a Balti e Cahul.

Fonte: rri.ro

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