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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 18/11/2010 @ 08:00:44, in ro - Stiinta si Societate, read 1138 times)

 In timpul unei experiente reusite efectuata in SUA, un obiect aflat intr-un dispozitiv special cu microunde a devenit aproape invizibil. Un succes fulminant care ii anima pe oamenii de stiinta sa relanseze cercetarile legate de un stravechi vis al umanitatii. Nu e, fireste, comparabil cu recuzita lui Harry Potter si nici cu scutul folosit de klingonienii din Star Trek ce confera navelor invizibilitate, ci mai degraba cu un fenomen de tip Fata Morgana (in opinia unor specialisti) in care structurile de aer cu diferite temperaturi (si, in consecinta, cu diferite unghiuri de refractie) curbeaza razele de lumina si produc impresia ca undeva, spre orizont, apare o oglinda sau suprafata unui lac. Matematic, totul se reduce la unele formule propuse de Einstein in teoria relativitatii.

John Pendry este un englez in varsta de 60 de ani, profesor de fizica la Imperial College din Londra. In 2004, regina l-a investit cu titlul de „sir”. Nu are nimic din alura unui savant nebun sau a unui iluzionist abil. Cu toate astea, e autorul unei experiente „magice”, prin care a reusit sa faca un obiect aproape invizibil. In luna mai 2006 si-a publicat secretele uluitoare la care si-au adus contributia doi colaboratori americani de la Universitatea Duke din Durhani (Carolina de Nord): David Schurig si David Smith, specialisti in ingineria materialelor.

Experienta a avut loc intr-un laborator american cinci luni mai tarziu si a fost incununata de succes, cei trei cercetatori reusind sa faca aproape invizibil un obiect din plastic aflat intr-un cilindru din cupru. „Magia” consta de fapt in metamaterialele folosite (materiale compozite cu indice de refractie variabil), proprietatile electromagnetice facandu-le sa interactioneze cu undele ce le ating. „Ideea a venit din partea sotiei mele, a marturisit John Pendry, care a invocat pelerina fermecata care-l face invizibil pe Harry Potter”.

Obiectul n-a disparut insa invaluit intr-o pelerina fermecata ci dupa ce a fost introdus intr-un cilindru special din cupru imbracat in metamateriale, cu o raza de sase centimetri, fara nici o urma de alimentare electrica. Dispozitivul e de fapt constituit din cativa cilindri (cercuri) concentrici pe suprafata carora se afla mici bucle din cupru cu o anvergura de trei milimetri. In centrul cilindrului, se afla obiectul ce urma sa devina „invizibil”. Nu s-a pus, bineinteles problema camuflajului care sa implice o culoare a obiectului identica (asemanatoare) cu mediul, de o tehnica antiradar care sa devieze radiatiile departe de ochii observatorului sau sa le absoarba ori de o iluzie optica.

Lucrurile sunt neindoielnice: in acest caz e vorba de o invizibilitate bazata pe un principiu revolutionar. In momentul in care ating cilindrul, majoritatea undelor nu sunt nici reflectate si nici absorbite de suprafata sa pe care o ating doar ocolindu-o asa cum se intampla cu apa unui rau care intalneste o stanca. Unele unde insa traverseaza materialul. In spatele acestui „scut”, acestui spectru electromagnetic compus din raze X de lungime de unda inferioara nanometrului si unde radio de cativa metri, obiectul devine aproape invizibil. Experienta a demonstrat faptul ca obiectul plasat in interiorul nisei (in mijlocul cilindrului) devine invizibil la microunde (unde cu o lungime de unda de aproximativ 3 centimetri) si nu la unde optice, de milioane de ori mai mici. Lucrurile sunt extrem de complicate si nu in totalitate clare nici pentru realizatorii experimentului.

Cercetarile continua si sistemul ar putea fi imbunatatit, dar asta presupune un set de studii care se vor intinde pe o durata de cel putin cinci ani. Metamaterialele ar putea fi utile in armata pentru a face soldatii sau vehiculele invizibile, la reducerea impactului unor cladiri asupra mediului, la realizarea unor paravane care sa permita semnalelor de telefonie mobila sa ocoleasca obstacolele etc.

Autor: DORIN MARAN - Sursa: magazin.ro

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By Admin (from 18/11/2010 @ 11:00:15, in it - Scienze e Societa, read 2274 times)

In Friuli Venezia Giulia, nella regione alpina della Carnia, c’è un centro abitato capace di accogliere anche i turisti più esigenti, coccolando i cinque sensi e offrendo una vacanza ricca, intensa, che non trascura nessun dettaglio. Ad Arta Terme, città in provincia di Udine di circa 2300 abitanti, ci si prende cura del corpo e della mente: lo spirito viene rinfrancato dalle bellezze storico-artistiche, incuriosito dalle tradizioni e affascinato dalla cordialità della gente; il benessere fisico riceve una sferzata di energia grazie alle terme e alla natura incontaminata, con i suoi panorami idilliaci e il suo clima salubre.

Questa cittadina nella Val Bût, a 442 metri s.l.m., fu spesso la musa ispiratrice di Giosuè Carducci, a cui suggerì diverse poesie famose, tra cui Comune Rustico, del 1885. Oggi continua ad offrire spunti innumerevoli per trascorrere momenti indimenticabili: ci si può avvolgere di verde passeggiando tra i pascoli e i boschi, si possono visitare le malghe e si possono assaporare i profumi della terra, riproposti dalla cucina tradizionale del luogo.

Chi cerca lo svago, e ha voglia di spegnere le preoccupazioni per riempire la mente di serenità, potrà godersi le escursioni, il trekking e le gite a cavallo, spingendosi nei dintorni del paese, alla scoperta di gioielli nascosti e sorprendenti. Dai sentieri più dolci alle sfide più aspre, non si possono trascurare le malghe, ovvero le casere e i rifugi tipici della zona, ma anche le chiesette votive del XIV e XVI secolo e le borgate suggestive abbarbicate sui monti nella zona.

Il comune di Arta è in realtà una vera e propria costellazione di frazioni: Piano d’Arta, Avosacco, Cabia, Cedarchis e Inquan sono i nomi di alcuni borghi, a cui si aggiungono il disabitato Lavoreit, Piedim ai piedi delle montagne, e Rivalpo con i ruderi degli antichi casolari e i solchi dei campi seminativi. Tutti i borghi del territorio dipendevano, un tempo, dalla chiesa di San Martino in località Valle, fondata probabilmente all’inizio del XV secolo e gestita, fino al 1470, dal Curato di Ogni Santi di Sutrio.

Da vedere, oltre alla chiesa di San Martino, le chiese dedicate al Santo Spirito e a San Nicolò, entrambe del Quattrocento, e la chiesa parrocchiale di Piano d’Arta del 1781. Ma il pezzo forte di Arta Terme sono, come suggerisce il nome, gli impianti termali: immersi in un paesaggio idillico che comunica pace e serenità, gli stabilimenti toccano ogni aspetto della tradizione termale, dalla cura idroponica alla balneoterapia, sino alla dermatologia, la dietologia e la medicina estetica. La preziosa acqua utilizzata è quella della fonte Pudia, già conosciuta in epoca romana, che sgorga a una temperatura di 9°C per una portata di 100 litri al minuto, ed è classificata come acqua minerale solfato-calcico- magnesiaco-solfurea.

Il complesso di Arta Terme ha anche una sezione dedicata alla riabilitazione: degli specialisti del settore garantiscono cure fisioterapiche a chi ha problemi muscolari o articolari, difficoltà di movimento o postumi di infortuni. Per chi invece non ha problemi di salute particolari, ma vuole regalarsi un trattamento speciale, c’è il reparto all’insegna del benessere e della bellezza: dermocosmesi viso e corpo, dimagrimento, abbronzatura e profumeria olistica sono frutto dell’incontro armonioso tra le filosofie orientali e le tecniche ayurvediche.

Dopo aver respirato a pieni polmoni l’aria salubre della montagna, ed essersi rigenerati nel centro termale di Arta, ci si può concedere un po’ di divertimento spensierato e, perché no, qualche peccato di gola. L’occasione più suggestiva è la festa della Stele de Nadal che si tiene nel periodo natalizio, e vede il paese trasformarsi nel regno dei Re Magi. Proprio i tre re andranno di casa in casa, annunciando ai paesani la nascita di Gesù, tenendo in mano la stele de Nadal ovvero una stella di legno multicolore, con al centro un piccolo lume a olio, accompagnati da un gruppo di suonatori che si esibiranno nei canti natalizi più noti. Per ricambiare la cortesia della visita, e dimostrare riconoscenza per la lieta novella, le famiglie di Arta offrono ai Re Magi il “pan di cjase”, il tradizionale pane fatto in casa con la farina di segale. Dal 26 dicembre fino all’Epifania si ripete il tradizionale rito alpino, e anche i paesi nei dintorni fanno festa con i presepi e i mercatini natalizi.

A rendere il tutto ancora più magico ci pensa il clima di Arta, che nonostante l’altitudine non troppo elevata è quello tipico d’alta montagna. Inverni freddi e nevosi, estremamente suggestivi, e estati miti, mai troppo calde, perfette per le passeggiate tra i boschi e i pascoli, vi regaleranno uno scenario sempre piacevole, qualunque stagione si scelga per i proprio viaggio. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -7°C a una massima di 1°C, mentre in luglio si passa dagli 11°C ai 24°C. Le precipitazioni sono abbondanti per tutta l’estate, quando superano i 130 mm di pioggia mensili.

Raggiungere Arta Terme non è difficile, qualunque mezzo di trasporto si scelga per gli spostamenti. Se viaggiate in auto dovete percorrere l’autostrada Venezia-Trieste e continuare per Udine-Tarvisio, superare Udine e uscire al casello Carnia-Tolmezzo. A questo punto si continua sulla strada provinciale SS52 in direzione Austria per circa 7 km, si supera Tolmezzo e si continua per altri 8 km seguendo le indicazioni. Se scegliete il treno potete scendere alla stazione di Carnia-Tolmezzo e continuare il percorso in autobus, disponibile ogni 30 minuti, o in taxi. In alternativa raggiungere in treno Udine e continuare coi mezzi pubblici. L’aeroporto più vicino, infine, è quello di Trieste di Ronchi Legionari, a un’ora di taxi da Arta Terme.

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 18/11/2010 @ 13:00:59, in en - Video Alert, read 1403 times)

FIRST COMIC - ARCHIVE - CREATORS - T-SHIRT - STORE - LEGAL - FORUM

 

Source: hipsterhitler.com

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Presedintele Senatului din Romania Mircea Geoană: ... Statul de drept din România nu mai există. The President of Romania's Senate M. Geoana: ... in Romania the State of Law does not exist anymore. Il presidente del Senato della Romania M. Geoana: ... in Romania, lo Stato di Diritto non esiste più.

Judecătorii Curtii Constitutionale s-au reunit, joi, pentru a decide dacă Guvernul poate să-si asume răspunderea pe Legea Educatiei.

Geoană: Dacă se contestă deciziile CCR, statul de drept din România nu mai există (Sursa: Antena 3 - VIDEO - )

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" Deci sistemul trebuie sa fie corectat, sa nu tiparim mai multi bani si sa-i dam bancilor. Asta nu rezolva problema.

...

Acel "grup" va face tot ce poate pentru a ramine la putere si asta trebuie pastrat in minte.
Vor folosi armata si marina si minciunile sau orice au pentru a se mentine la putere.

Ei nu sint pe cale sa renunte deoarece nu cunosc alt sistem care va perpetua soiul lor. "

Ianuarie 2011

Lansare simultana in 60 de tari - 20 de limbi

ZEITGEIST
Moving Forward

Tranzitia Incepe

 

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Vaslui: Abandonul scolar s-a triplat in ultimul an

Peste 500 de elevi de clasa a VIII-a, majoritatea din mediul rural, au abandonat scoala in acest an, iar oficialii Inspectoratului Scolar Judetean (ISJ) Vaslui spun ca aceasta situatie este cauzata de desfiintarea Scolilor de Arte si Meserii (SAM) din mediul rural. Potrivit ISJ Vaslui, 5.030 de elevi au absolvit clasa a VIII-a in acest an, iar peste 500 dintre acestia nu s-au regasit pe listele de admitere din invatamantul liceal. Sefii invatamantului vasluian sustin ca o alta cauza din care multi elevi au renuntat la studii este saracia, costurile deplasarii la un liceu in oras fiind de nesuportat pentru majoritatea familiilor din mediul rural. “Acesti elevi si-ar fi continuat studiile daca in localitatile in care ei traiesc ar mai fi fost SAM-urile. Asa este foarte greu pentru ei sa vina la oras sa continue studiile. Sunt saraci, iar efortul financiar ar fi prea mare. Ei au disparut din evidentele noastre. Parintii mai au un pic de pamant la tara, iar cum populatia rurala este imbatranita, copiii sunt tinuti la tara la munca”, a declarat pentru Agerpres Vasile Ursanu, inspectorul general adjunct al ISJ Vaslui. Potrivit acestuia, in urma cu 2 sau 3 ani, abandonul scolar in randul elevilor de clasa a VIII-a era de pana in 4 la suta, atunci cand cel mult 150 de copii abandonau scoala, iar in prezent abandonul este de 11 la suta in judetul Vaslui.

Arges: Furnizarea apei reci, sistata catre datornicii din Pitesti

Societatea “Apa Canal 2000” din Pitesti a decis sa sisteze, incepand cu data de 28 octombrie, furnizarea apei reci catre asociatiile de locatari si proprietarii de imobile individuale care au restante la plata facturilor. Sistarea se va face esalonat, in ordinea vechimii si a marimii debitelor, reluarea furnizarii serviciului de alimentare cu apa fiind posibila in maxim cinci zile lucratoare de la data efectuarii platii integrale a sumelor datorate, au anuntat, intr-un comunicat, reprezentantii societatii furnizoare. Data limita pana la care puteau fi achitate datoriile catre societatea “Apa Canal 2000” era 27 octombrie, cei care nu respecta acest termen urmand sa suporte consecintele. “Cheltuielile aferente sistarii si reluarii furnizarii serviciului vor fi suportate de catre utilizator, respectiv asociatia de proprietari. (...) Neplacerile pricinuite locatarilor buni platnici din asociatiile debransate revin in totalitate in sarcina asociatiilor de proprietari debitoare”, se mai arata in comunicat. Restantele asociatiilor de locatari si consumatorilor individuali pentru furnizorul de apa se ridica in prezent la peste 100.000 de lei.

Bistrita-Nasaud: Zapada de trei centimetri in Pasul Tihuta

A nins din nou in Pasul Tihuta din judetul Bistrita-Nasaud in noaptea de marti spre miercuri, drumarii avand de-a face inclusiv cu o furtuna de zapada intre orele 2,00 si 5,00 dimineata, potrivit datelor comunicate Agerpres de directorul Sectiei de drumuri nationale Bistrita, Alexandru Slavita. Lucratorii de la drumuri nationale au actionat cu cinci utilaje si 60 de tone de material antiderapant pe DN 17, intre kilometrii 90 si 116. Chiar daca, timp de trei ore, s-au confruntat si cu o furtuna de zapada, drumarii au reusit sa evite blocajele in trafic, astfel ca circulatia se desfasoara in conditii bune la aceasta ora. Conform informatiilor furnizate de Sistemul de Gospodarire a Apelor Bistrita-Nasaud, stratul de zapada masoara in zona Pasului Tihuta, principala cale de legatura dintre Transilvania si Moldova, trei centimetri, iar la Valea Strajii este de doi centimetri. A mai nins, de asemenea, in Muntii Calimani, la statia Mita, unde s-a depus un strat de zapada de un centimetru.Temperatura minima inregistrata in dimineata zilei de miercuri, la ora 6,00, a fost de minus 1,5 grade Celsius, la Piatra Fantanele, in Pasul Tihuta.

Mehedinti: Peste 15.000 de someri se lupta pentru doar 63 de locuri de munca
 

... VA URMA ...

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Byoblu.Com - Il Videoblog di Claudio Messora - Informazione Libera

Fonte: byoblu.com

«D’in su la vetta de la torre antica, uomini solitari, alla città gridando andate anche poscia che il giorno more, ed erra il vostro grido di dolore»


Ieri a Milano c’era il sole. La vecchia ciminiera in via Carlo Imbonati, stagliata contro il cielo azzurro al tramonto, pareva quasi romantica. Un’illusione, un armistizio temporaneo in mezzo a giornate livide di piombo, cariche di rovesci torrenziali, gelide di vento sferzante che si fa beffe delle fortunose coperture in plastica, dei baveri delle giacche e delle nocche che cercano rifugio in tasca. Tre immigrati, tre lavoratori, tre uomini invisibili, sans papier, dal 4 novembre vivono lassù, accampati nello stretto anello che si avvolge intorno alla torre a decine di metri di altezza, che solo per raggiungerlo c’è da arrampicarsi su una tale sequela di pioli di ferro che basta guardarli, dal basso, per avere un attacco di vertigini. Figurati a salirci.

Continua sul mio blog sul Fatto Quotidiano: La sanatoria truffa

E allora cosa ci fanno tre ragazzi in cima a quella torre? Perché non ciapen el camel e la barcheta e non tornano a casa, come direbbe Prosperini? Magari! Non chiedono di meglio. Anzi, si può dire che non vedano letteralmente l’ora di tornarsene a casa. Senza perdere il lavoro, si intende, perché anche loro tengono famiglia, come tutti. Eppure, per il fatto che non ce li vogliamo, sono costretti a restare. Ironico, non è vero? C’è gente che è in Italia da 6, perfino 8 anni. Ha sempre lavorato sodo, facendo quei mestieri che tanto fanno storcere il naso alla generazione del Grande Fratello. Guadagnano 400€ al mese, come Syed Ali, e riescono anche a mandarne 200 a casa, a un bimbo che hanno visto nascere e basta, perché nel frattempo è cresciuto, come nel frattempo i tuoi genitori sono morti senza che tu abbia potuto versare una sola lacrima sulla loro tomba. Senza permesso di soggiorno non si può andar via, perché un clandestino ha solo doveri e nessun diritto: deve lottare ogni giorno per conservare i quattro stracci che si è conquistato. Chi parte, perde tutto. Soprattutto quei 200€ da mandare a casa al prezzo di una vita da schiavo deportato. Tutto questo nel 2010, in piena globalizzazione, nella civilissima Italia. E pensare che perfino in Romania ogni minoranza etnica ha per legge una rappresentanza in Parlamento.

Nel 2009, finalmente, dopo oltre 8 anni di incertezza arriva la sanatoria. Dai che ci siamo… Macché! Possono fare domanda di regolarizzazione solo colf e badanti. Non importa quante aziende ti abbiano sfruttato per oltre un lustro: se non hai cambiato pannolini o lavato cessi non puoi diventare un uomo libero. Fa niente che anche Pompei stia cadendo a pezzi: nell’attesa che il Vesuvio perda la pazienza, la Repubblica del Bunga Bunga reclama i suoi servitori. Ma l’Italia, come diceva Shakespeare, è un popolo di furbi e di servi. E di furbi che fregano i servi, aggiungo io. Così i furbi, novelli Re Mida, iniziano a trasformare manovali e carpentieri in colf. Dietro lauto compenso, si intende. Cosa fareste voi, dopo 8 anni che non vedete vostro figlio? Paghereste fino a 10mila euro per rientrare nella sanatoria. E siccome non ce li avete, telefonate a vostro padre in Bangladesh che si vende la casa per mandarvi tutto quello che ha. In fondo, pensa papà, l’Italia è la culla della civiltà e val bene una messa. Sbagliato, perché oltre ai tuoi 10mila euro, il tuo improvvisato benefattore sta cercando di regolarizzare almeno altre 50 colf, tutte a rigoroso servizio presso il suo monolocale di 45 mq. Il che finisce per insospettire perfino i più mansueti burocrati, incalliti maratoneti del timbro, che rigettano la vostra domanda. Così vi ritrovate con un papà senzatetto e un foglio di rigetto della vostra domanda in mano, sempre che il vostro aguzzino sia tra quelli che l’istanza di regolarizzazione l’ha presentata davvero, perché ci sono ben 20 mila tuoi fratelli che hanno versato migliaia di euro in cambio di ricevute grossolanamente falsificate in Photoshop. Poi, sulle carcasse sventrate dagli sciacalli, arrivano anche gli avvoltoi: gli avvocati. Non c’è problema, ti dicono, risolviamo tutto noi: ci vogliono solo altri 2 mila euro per fare ricorso, ovviamente senza alcuna garanzia circa l’esito favorevole dello stesso. E dove li prendi altri 2 mila euro, ora che papà non ha più una casa e mamma è morta? Allora vogliono proprio che alla fine tu ci vada, a rubare! Tanto, così o cosà, nel frattempo ti sei fatto oltre 500 giorni di carcere, perché oltre al danno hai dovuto sopportare anche la beffa di essere stato prelevato decine di volte dai carabinieri, mentre aspetti l’autobus per andare a lavorare (mica a spacciare). E il tuo datore di lavoro? E gli sciacalli? E gli avvoltoi? Liberi di continuare a delinquere. La legge è uguale per tutti, …o no?

I ragazzi che salgono sulle gru e scalano le torri sono figli e sono padri di famiglia disperati, truffati, beffati. Non pretendono niente, chiedono solo di poter continuare a fare gli schiavi. Magari senza essere arrestati, derubati e presi in giro. L’Italia ha bisogno di almeno 180 mila lavoratori all’anno per ricoprire i ruoli che gli italiani non gradiscono. Grazie alla legge Bossi-Fini la carenza di organico è arrivata a sfiorare quota 800 mila. Loro non sono più di 5-600 mila: 50 mila quelli truffati dalla sanatoria della vergogna; 20 mila quelli che hanno pagato il racket della regolarizzazione senza che neppure la loro domanda venisse presentata e 500 mila che in quella truffa, almeno in quella, non ci sono cascati. Chiedono un permesso di soggiorno valido sei mesi. Sei mesi in cui potranno dimostrare di avere un lavoro, nel rispetto delle norme di sicurezza, per uscire dal nero e contribuire con le loro tasse, con i loro doveri alla soddisfazione dei diritti degli italiani: di tutti gli italiani, non solo di quelli che fanno gli imprenditori sulla pelle degli altri, aggirando contribuzioni e normative proprio grazie al serbatoio di clandestinità che la Bossi-Fini garantisce, sottraendo così domanda al mercato del lavoro al quale mezzo milione di italiani potrebbero rivolgersi se solo potessero competere ad armi pari con chi si può privare di tutto, perfino dell’identità, con chi è costretto a restare da chi a parole vorrebbe mandarlo via, ma nei fatti lo imprigiona nei suoi campi-lavoro, alle sue condizioni, riducendolo all’obbedienza più cieca e totale in cambio di un tozzo di pane.

Eh già: gli immigrati servono proprio perché sono clandestini. A chi vuoi che convenga regolalizzarli?

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By Admin (from 19/11/2010 @ 08:00:57, in ro - Stiinta si Societate, read 1527 times)

 Despre renumitele „bai de Soare” a auzit mai toata lumea, ele fiind considerate un veritabil izvor de sanatate, desigur, cu conditia evitarii abuzurilor, mai ales in conditiile diminuarii stratului de ozon. Efectul radiatiilor ultraviolete, produse de razele solare si suportate in doze mici, este, spun specialistii, benefic pentru organismul uman. Dar cum or sta lucrurile in privinta razelor de Luna, v-ati intrebat vreodata? Un instarit om de afaceri american si-a pus aceasta problema, ajungand la niste rezultate cel putin interesante...

Oamenii de stiinta considera proiectul lui Richard Chapin drept „fantezist”, asta atunci cand nu-l numesc pe autorul sau de-a dreptul „sarlatan”. Dar specialistii in ocultism, parapsihologii, numerosi oameni simpli dar chiar si psihologi sustin ca acest proiect ar putea avea o importanta colosala. Poate de aceea, ferma lui, aflata in plin desert, in statul Arizona, atrage ca un magnet sute de oameni. In aceste locuri, cerul este senin mai bine de 250 de zile pe an, prilej pentru ca Chapin sa-si instaleze fara ezitare „colectorul de raze lunare”. Folosind banii realizati din afaceri si imaginatia de inventator, Richard Chapin a pus la punct, la Three Points, Arizona, un dispozitiv unic in lume: un fel de receptor de raze de Luna, fabricat dupa principiul panourilor solare.

Vindecarile, produse de Luna sau de efectul Placebo?

Chapin recunoaste ca energia primita de uriasele oglinzi parabolice indreptate spre Luna este infima, fata de cea produsa de razele solare, care cad direct pe Terra. Dar tot el explica importanta razelor de Soare reflectate, noaptea, de Luna, catre Pamant: „Efectele campului gravitational lunar asupra mareelor si altor fenomene terestre au fost studiate timp de milenii.

Mai putina atentie s-a acordat insa lumii solare reflectate spre Pamant de suprafata selenara. Oamenii au uitat aproape cu desavarsire de acest urias obiect cosmic, care a influentat evolutia lor aici. Lumina lunara ar putea avea aplicatii in industrie si agricultura dar in primul rand in medicina, mai ales daca o folosim in forma amplificata, cum facem noi aici.”

Aparatul pus la punct de Chapin poarta numele pompos de „Colector de lumina interstelara” si realizarea lui l-a costat pe proprietar nu mai putin de 2 milioane dolari. Este vorba despre un cadru metalic urias, introdus intr-un crater adanc de 14 metri. „Colectorul” are cinci etaje si cantareste peste 25 de tone, fiind acoperit de 84 panouri de oglinzi instalate pe un dispozitiv hidraulic care se poate roti in asa fel incat sa capteze razele de Luna indiferent in ce regiune a cerului s-ar afla aceasta.

El poate focaliza lumina Lunii, se lauda Chapin, „cu precizia unui ceas elvetian”. Pana in prezent, peste o mie de oameni din SUA, Australia, Japonia, India sau Arabia Saudita au venit sa experimenteze efectele „miraculoase” ale dispozitivului lui Chapin, despre care ei sunt convinsi ca ar avea virtuti terapeutice. Inchisi in „bazinul” deasupra caruia sunt focalizate razele de Luna, ei se simt ca intr-o mare de lumina si se bucura din plin de experienta traita.

„Este o senzatie de beatitudine nemaipomenita, te simti ca-n Paradis”, spune Eric Carr, un hipnoterapeut din Tucson, vizitator constant al „Colectorului”. El nu este singurul care considera ca expunerea la razele de Luna focalizate poate atenua unele afectiuni, cum ar fi de pilda astmul, reumatismul, anxietatea sau maladiile cardiace. Asta desi savantii sustin ca, in lipsa unei cazuistici si unor studii adecvate, nu se pot face asemenea afirmatii si pun „vindecarile” produse aici doar pe seama efectului placebo.

„Inteleg scepticismul oamenilor de stiinta dar ii invit sa vina aici si sa studieze ce se intampla, pentru a formula concluzii pertinente. Si eu sunt curios sa aflu cum actioneaza razele polarizate ale Lunii asupra organismului uman si m-as bucura ca acest fenomen sa capete girul unor specialisti”, spune Chapin.

Autor: GABRIEL TUDOR - Sursa: magazin.ro

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By Admin (from 19/11/2010 @ 11:00:08, in it - Scienze e Societa, read 1185 times)

In una cornice riposante di dolci colline, lungo la tranquilla valle del fiume Montone che scendendo dall’Appennino si prepara ad entrare in pianura poco prima del capoluogo di Provincia Forlì, Castrocaro Terme accoglie i turisti forte della presenza delle sue acque salsobromoiodiche, rese celebri a cavallo del 1830-1838 dal sapiente lavoro di Targioni Tozzetti e Corrado Taddei che fecero conoscere al mondo le proprietà terapeutiche di queste acque. Siamo nella prima porzione dell’Appennino romagnolo, e proprio grazie alla conformazione geologica delle montagne, alcune sorgenti minerali di queste regione si nono rese famose nel mondo e si trovano allineate con sorprendente geometria: Riolo Terme, Brisighella e Castrocaro Terme formano un percorso della salute ormai diventato sinonimo di benessere e cura del corpo e lungo questa importante direttrice l’offerta turistica romagnolo completa la sua offerta di prodotti volti ad un turismo sempre più raffinato ed attento agli aspetti naturali e di cura della propria persona.

Per arrivare a Castrocaro Terme si possono utilizzare varie modalità: se si utilizza l’Autostrada A14
L’uscita consigliata è il Casello di Forlì poi si deve seguire la SS67 Tosco-Romagnola con direzione Firenze (Rocca San Casciano) fino a Terra del Sole-Castrocaro Terme.
Per chi vuole utilizzare l’aereo l’aeroporto più vicino è Forlì, situato a soli 14Km, in alternativa quello di Rimini (60Km) mentre l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna rimane a circa 70Km.
Se si utilizza la Ferrovia si deve scendere alla stazione di Forlì che si trova sulla linea Bologna- Lecce e poi si può utilizzare il collegamento via autobus che collega la Stazione FFSS con Castrocaro Terme (ATR).

Il periodo giusto per un vacanza a Castrocaro Terme di solito corrisponde al periodo tardo primaverile o quello compreso tra settembre ed ottobre, periodi in cui il caldo lascia spazio a temperature gradevoli che consentono anche di compiere escursioni nei dintorni senza troppi disagi per il caldo estivo. In estate le temperature risultano piuttosto elevate, con punte di 30-32 °C ad anche valori più elevati quando spira il vento di libeccio, il garbino, che discende dal crinale appenninico. L’inverno di contro ha temperature abbastanza rigide ed elevati valori di umidità, e ci sono possibilità di nevicate da novembre a febbraio inoltrato, anche se in definitiva si tratta del periodo più secco dell’anno, al pari dei due mesi estivi centrali.

Castrocaro Terme: cosa fare e cosa vedere.

Il grande centro termale è sicuramente il punto di riferimento cittadino, e consta di 3 grandi divisioni: le classiche Terme, il Centro Benessere e il Grand Hotel Terme.
Le Terme sono avvolte dal grande parco, che conta di 8 ettari di verdi, attraversati da 16 km di percorsi tutti da camminare con tranquillità e passione. Le terme presentano varie piscine termali a differenti temperature. Le cure termali vengono effettuate grazie alla presenza di due acque principali: quella l'acqua salsobromoiodica e l’acqua sulfurea, che offrono soluzioni a molte affezioni delle vie aeree e ai problemi gastro-intestinali. Il centro termale è dotato di poliambulatorio in modo da poter tener sotto controllo i pazienti, e calcolare dei calibrati percorsi delle salute personalizzati su ogni singolo paziente.
Il Centro Benessere si prende invece cura di tutti gli aspetti relativi alla cura estetica del vostro corpo: è dotato di un centro di medicina estetica, una palestra un centro di dimagrimento con diversi programmi, un centro antiaging, un centro massaggi e specializzato in medicina naturale (dalla mesoterapia alla osteopatia).

La città di Castrocaro ha qualche monumento interessante: meritano certamente una visita il Borgo medievaleche possiede alcuni edifici di epoca medioevale e rinascimentale tra cui emerge per interesse il Palazzo dei Commissari del’400 la bella la dimora dei Capitani di giustizia e la Fortezza iniziata nel medievo ma terminata nel rinascimento che si erge al di sopra della città e dove vengono svolti delle esibizioni di tipo medievale.

 

Al suo interno si trova un museo e un ottima enoteca. La Torre Campanaria è anche detta 'e Campanon ed è un suggestivo torrione che è ormai un simbolo cittadino. Tra gli edifici religiosi è da ricordare il Battistero di San Giovanni alla Murata , situati nei pressi della Fortezza. Castrocaro e Terra del Sole fanno parte della Strada dei vini e dei sapori dei Colli di Forlì-Cesena, e hanno interessanti aziende produttrici di ottimo sangiovese ed albana, i vini tipici della Romagna, tutte da visitare e… degustare con grande passione.

Castrocaro è anche famosa per il celebre festival, che si svolge da oltre 50 anni, con la prima edizione che vide la luce nel lontano 1957, una manifestazione rivolta alla scoperta di nuove voci e cantanti tra i giovani e che da sempre è stato un bacino di talenti per il Festival di Sanremo.

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 19/11/2010 @ 13:00:45, in en - Video Alert, read 1390 times)

J.D. and Carla's friendship comes to a critical point where his knowledge surpasses her experience. J.D. is nervous that Carla will be upset that he is advancing in medicine as a doctor. After having a bad experience with a patient, Dr. Cox uses J.D. as his personal punching bag. J.D. talks with Carla about how it hurt his feelings, and later Carla yells at Dr. Cox for hurting her "Bambi". Following this, Dr. Cox makes J.D. look like a fool in front of a lot of people for complaining to Carla. J.D. then yells at Carla for calling him Bambi. After she accepts his apology, they continue with their plans to visit a photography exhibit. On the way there, J.D. makes a joke about not attending college, and Carla gets upset. In the rain, she explains how she's tired of interns outgrowing her, and how J.D. is the first intern to make her feel bad about what she does. The next day at the hospital, J.D. attempts to rebuild their relationship slowly but surely. He comes to terms with her calling him "Bambi".

At the same time, Dr. Cox is assigned a new patient with Elliot. The patient - Jill Tracy is super hyper even after taking two Valium. When Dr. Cox finds there is nothing wrong with her, he orders Elliot to release Jill as soon as possible. Elliot feels bad that Jill leads such a stressful life that she tells her that she can stay at Sacred Heart over the weekend. When Dr. Cox finds out, he gets upset, but ultimately teaches Elliot that everyone needs a break sometime.

 

Dr. Kelso and Turk on the bench

 

Meanwhile, Turk and Dr. Kelso are fighting their own battle. A bench located by the parking lot of Sacred Heart is a place that Turk finds solace from a busy day. He eats his lunch here. However, Dr. Kelso intimidates him off the bench. In the end, Turk proves to want that comfort by eating on the bench in the rain, and Dr. Kelso secretly admires him for that.

 

Plot Points

  • Carla and J.D. have difficulties in their friendship when J.D. becomes more knowledgeable than her.
  • Dr. Cox and Elliot cope with hyper patient, Jill Tracy.
  • Dr. Kelso and Turk argue over who should get to sit on the idyllic bench.

Read more: http://scrubs.wikia.com/wiki/My_Nickname#ixzz13SpyNz7F

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