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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 27/12/2010 @ 10:00:55, in en - Video Alert, read 1110 times)

(3/13/97) - By Ruben Bolling.

We find GOD-MAN on his God-Patrol as we start this week's episode...

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By Admin (from 27/12/2010 @ 12:00:37, in it - Scienze e Societa, read 1652 times)

Il Forte di Bard, rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento.

La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica, posti a diversi livelli, tra i 400 e i 467 metri: dal più basso, l'Opera Ferdinando, a quello mediano, l'Opera Vittorio, e al più alto, l'Opera Carlo Alberto per un totale di 283 locali.

L'Opera Ferdinando, al momento non visitabile, si presenta a forma di tenaglia ed è costituita da due corpi di fabbrica, l'Opera Ferdinando Inferiore e l'Opera Ferdinando Superiore.

L'Opera Mortai, collocata alle sue spalle, e l'attigua Polveriera ospitano i locali destinati ai laboratori didattici.

 

A circa metà della rocca sorge l'Opera Vittorio, che ospita Le Alpi dei Ragazzi, un percorso interattivo interamente dedicato ai più giovani di avvicinamento all'alpinismo in cui ci si può cimentare in un'ascensione virtuale al Monte Bianco.

Al culmine del rilievo, la più imponente delle tre opere è formata da una cinta su cui si appoggiano tutti i fabbricati e che racchiude al suo interno l'Opera di Gola, con il relativo cortile, posta a difesa del lato sud, e l'Opera Carlo Alberto (foto in alto) con il grande cortile quadrangolare della Piazza d'Armi, circondato da un ampio porticato. Il primo piano dell'Opera ospita il Museo delle Alpi. Al pianterreno, lungo il Deambulatorio che si affaccia sulla grande Piazza d'Armi, si affacciano gli spazi dedicati alle mostre temporanee (Cannoniere, Cantine, Corpo di Guardia) e lo spazio Vallée Culture.

All'interno dell'Opera Carlo Alberto si trovano anche le Prigioni (foto in basso), 24 celle di detenzione disposte lungo quattro sezioni. Le anguste celle dove venivano rinchiusi i priogionieri hanno dimensioni molto ridotte, circa 1,3X2 metri. Nel corso dell'Ottocento arrivarono ad ospitare decine di prigionieri, in particolare nel corso della terza Insurrection des Socques del 1854 per poi essere trasformate in magazzini viveri della fortezza. Lo spazio, in fase di allestimento, è temporaneamente chiuso al pubblico.

 

Accessi

Il Forte è servito da una strada esterna, sul lato sud, che permette di accedere al cortile dell'Opera di Gola, e da una strada interna che, con stretti tornanti sorretti da possenti muraglioni, risale il pendio opposto rivolto a nord e consente di accedere all'Opera Carlo Alberto e all'area delle Scuderie, anch'essa adibita a sede di mostre temporanee. Entrambi i percorsi sono pedonali.

La sommità della rocca e quindi della fortezza è facilmente raggiungibile grazie ad avveniristici ascensori panoramici (foto in basso) che dal Borgo di Bard, ai piedi del Forte, consentono l'accesso all'Opera Carlo Alberto e quindi alla Biglietteria, al Museo delle Alpi, alle sale dedicate alle mostre temporanee, alle piazze, alla caffetteria e al Bookshop.

 

 

Fonte: fortedibard.it

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By Admin (from 28/12/2010 @ 08:00:22, in it - Scienze e Societa, read 1319 times)

Giardino Esotico Pallanca.

Subito dopo la galleria di Punta Migliarese, ecco un ripido pendio roccioso a picco sul mare, con fasce e terrazze popolate da splendide piante. E' il Giardino Esotico Pallanca, spettacolare monumento naturalistico realizzato dai discendenti di Bartolomeo Pallanca, giovanissimo"bocia" e poi collaboratore di Lodovico Winter. Vi sono tremiladuecento specie di piante. Spicca la preziosa collezione di cactus e succulente, la più importante d'Italia e una delle più importanti d' Europa. La pianta più antica - una "Copiapoa" originaria del Cile, che cresce sulle pendici delle Ande - ha trecento anni. Il Giardino Esotico Pallanca ben si può considerare come l'erede del Giardino Moreno.

 

Il Lungomare Argentina

Un rettilineo lungo due chilometri che corre tra la ferrovia e la spiaggia, fiancheggiato da splendidi filari di "Araucaria excelsa" e da variopinti giardini con piante grasse e fiori.

Il magnifico Lungomare Argentina, così chiamato perché inaugurato da Evita Perón, la moglie del Presidente argentino che trascorse a Bordighera una giornata del luglio 1947; una presenza vissuta come "auspicio" della rinascita turistica della città nel dopoguerra.

Il Lungomare Argentina è la passeggiata mare pedonale più lunga della riviera.

Da qui si ammira il "panorama incomparabile" descritto da Edward e Margaret Berry. Lo sguardo abbraccia la costa fino alla rocca della Turbie, ai grattacieli di Montecarlo, al promontorio di Cap Ferrat e oltre. Nel Chiosco della Musica, lungo la passeggiata, si tenevano tre concerti alla settimana.

Il Sentiero del Beodo

"Ecco una delle passeggiate più entusiasmanti di Bordighera, che ogni artista non può dimenticare", esclamava Charles Garnier: " una successione ininterrotta di tanti angoli nei quali si armonizzano forma ed eleganza."

E' la passeggiata lungo il percorso dell'antico canale dell'acquedotto (béodo) che portava in città l'acqua potabile e per l'irrigazione. Alimentava una cisterna (oggi coperta) scavata al centro della Piazza Padre Giacomo Viale. Il béodo riforniva d'acqua le case, le fontane, i frantoi, i lavatoi pubblici, fino ai giardini e agli orti della città bassa. Il sentiero parte poco oltre la Città Alta (verso la Via dei Colli), passa sotto un tunnel, risale la Valle del torrente Sasso per una vecchia mulattiera; procede a mezza costa, lungo le fasce sostenute da muri a secco, tra mimose e ginestre, olivi, piante grasse e ciuffi di palme. Nel primo tratto domina la costa, quindi svolta verso l'interno, fino a raggiungere la piccola frazione di Sasso.

 

La chiesina Del Carmelo

La Cappella della Madonna del Carmelo di Bordighera risale al 1790 circa e fu eretta per iniziativa del Sindaco della città Giacomo Maria Giribaldi (1763-1850). Sensibile alle aspettative dei primi abitanti della "nuova" Bordighera, quella cioè del "Borgo Marina", egli volle mettere a disposizione un'area attigua alla casa dei suoi antenati, sulla tradizionale Piazza Mazzini, per farvi costruire un chiesetta che servisse alle necessità dei suoi concittadini per le funzioni religiose senza doversi recare nella lontana chiesa parrocchiale della Città Alta. Sorse così il piccolo tempio che venne dedicato alla Madonna del Carmelo e ottenne presto dalle Autorità Ecclesiastiche ogni privilegio.

Nella facciata principale, orientata verso l'attuale Piazza Mazzini, si trova un pregevole fregio floreale in stucco che contorna uno stemma Mariano e che è sovrastato da un rosone adornato da vetrata policroma. Sopra il rosone una lastra di gesso con la dicitura"DECOR CARMELI"; più in alto un fregio richiama l'antica configurazione architettonica della facciata con due finestrelle e una piccola cella campanaria in posizione centrale sormontata da una croce. Nella parte inferiore della facciata è rimasto il portone originale in legno, a due ante.

 

All'interno, nonostante la sostituzione della volta con un soffitto piano, rimane uno spazio ben proporzionato minuto e raccolto, esaltato dalle linee morbide delle decorazioni e degli stucchi e dai dipinti di pregio. Nel pavimento originale in ardesia, sono inserite le lapidi in memoria di antenati della famiglia Giribaldi. Sopra l'altare una grande nicchia accoglie la statua della Madonna del Carmelo col Bambino; ai lati due statue in gesso originali di San Giuseppe e Sant' Erasmo. Sulle pareti laterali nel presbiterio vi sono due dipinti ad olio raffiguranti San Giovanni Battista e San Francesco. Sulle pareti dell'aula sono applicati dipinti più piccoli. Il 5 ottobre 1996 il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali ha emesso un decreto con il quale la Chiesa del Carmelo è stata dichiarata" bene di interesse particolarmente importante e come tale sottoposto a tutte le disposizioni contenute nella Legge 1.6.1939 n.1089". (Dalla relazione storico-artistica del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali).

Fonte: Comune di Bordighera

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By Admin (from 28/12/2010 @ 10:00:57, in ro - Stiinta si Societate, read 1156 times)

 Procedurile de fertilizare in vitro au inca multe necunoscute si implica riscuri serioase. Tot stiinta va fi insa capabila sa reduca aceste riscuri, dupa cum demonstreaza epocala descoperire facuta la clinica de fertilizare Mio, din Japonia. Cercetatorii niponi au pus la punct o tehnica de fotografiere a proceselor ce au loc in interiorul ovulului, imediat dupa fecundare.

Cu ajutorul unei camere digitale atasate la microscop si a unui program de computer special realizat, s-a reusit realizarea de fotografii ale embrionilor fertilizati, la fiecare doua minute. Cand au atins temperatura camerei, embrionii au colapsat, divizand celulele progenitoare – cele care contin materialul genetic fundamental al organismului – in doua.

Aceasta miscare a facut ca acelasi material genetic sa fie impartit in doua, la partile opuse ale embrionului. In cele din urma, din cele doua parti se vor forma doi fetusi distincti. Spre uimirea generala, camerele de luat vederi au surprins in doua randuri momentul „colapsului”, care s-a dovedit total diferit de ce isi imaginau pana acum medicii si specialistii in fertilizarea artificiala, referitor la procesul aparitiei fetusilor gemelari.

 „Este o descoperire magnifica, pentru ca explica modul in care apar gemenii, spune dr. Soren Ziebe, expert in tehnicile de fecundare in vitro la Universitatea Copenhaga. Pana acum, presupuneam ca embrionul iese din carapacea sa, pentru a adera la uter si in acel moment se sparge in doua. Acest experiment a demonstrat ca diviziunea are loc mult mai devreme si ca atunci cand adera la uter, fetusii sunt deja formati separat”.

Descoperirea este de o importanta capitala, intrucat va putea imbunatati, in mod indirect, o serie intreaga de tehnici de reproducere artificiala. Dupa cum se stie, daca la nasterile normale doar 3 femei din 1000 nasc gemeni, in cazul fertilizarii in vitro, numarul este in medie de sapte ori mai ridicat. Si tinand seama de greutatile pe care aceste femei le vor avea pentru a duce la bun sfarsit o sarcina gemelara, este lesne de inteles de ce savantii incearca sa reduca numarul acestor nasteri, ce reprezinta un risc sporit atat pentru sanatatea mamei cat si a fetusilor.

Payne considera ca, urmand aceasta cale, doctorii viitorului vor putea pune la punct un test prin care sa prevada care dintre embrioni sunt mai predispusi sa genereze gemeni identici. Acesti embrioni vor putea fi astfel eliminati, in favoarea unor producatori de sarcini normale.

GABRIEL TUDOR - Revista Magazin

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By Admin (from 28/12/2010 @ 12:00:26, in en - Video Alert, read 1116 times)
  • Human Man powers:
    five senses
    walking (and running)
    cognizance
  • God Man powers:
    omniscience
    omnipotence
    master of martial arts

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By Admin (from 29/12/2010 @ 08:00:53, in it - Scienze e Societa, read 1878 times)

Una mezza luna per metà inzuppata nel mare, per metà protesa verso il cielo con vette montuose imponenti: questa è la Liguria, lingua di terra sottile e allungata, in viaggio ogni giorno tra l’ambiente mediterraneo e le colline, tra i terrazzamenti coltivati ad ulivo e le cime innevate delle prime Alpi. Qui, nella parte più elevata della regione, dove l’inverno sparge generoso manciate di candida neve, sorge la località sciistica Monesi di Triora, frazione di Triora.

 

Abbarbicata a 1376 m di quota, Monesi è l’unica frazione di Triora a non trovarsi nella Valle Argentina, bensì in Val Tanaro, nella verdeggiante provincia di Imperia. A breve distanza dal paese il Tanaro affiora alla luce e inizia il suo corso avventuroso verso valle, mentre sopra l’abitato si erge possente il Saccarello, il monte delle Alpi Liguri più elevato della zona. Quasi alla sommità del rilievo, riconoscibile sin da lontano, se ne sta il celebre monumento del Redentore, posto qui oltre cento anni fa perché vegliasse sulle Alpi Marittime.

 

Lo scenario che abbraccia Monesi di Triora è un patchwork variegato di colori diversi, profumi che si confondono ricordando ora la montagna ora il mare, dove le montagne sono sculture di roccia modellate da mani titaniche. A seconda della stagione le luci si fanno intense o gentili, malinconiche o gioiose, e il panorama cambia d’abito da un mese all’altro: il regno dell’estate è fatto di verdi teneri e freschi, ma quando entra in carica l’inverno porta con sé una bellezza glaciale che immerge la natura in un velo di seta bianca.

 

Ad accarezzare il paesaggio c’è il clima montano di Monesi, freddo come si addice alle località d’alta quota ma piuttosto mite rispetto ad altre zone alpine. Qui le temperature medie di gennaio, il mese più rigido, vanno da una minima di -1°C a una massima di 2°C, mentre in luglio e agosto, i mesi più tiepidi e ideali per le passeggiate, si passa dai 14°C ai 25°C. Le precipitazioni, che nei mesi più freddi regalano bei fiocchi di neve, si concentrano soprattutto tra aprile e maggio, quando cadono in media 113-124 mm di pioggia mensili.

 

Il connubio di ambiente e condizioni climatiche fa sì che Monesi di Triora, dall’inizio dell’inverno ai primi giorni di primavera, sia una rinomata stazione sciistica. Fondata a metà degli anni Cinquanta, la località conobbe il maggior successo nei due decenni successivi, quando erano in funzione cinque efficienti impianti di risalita tra cui quattro skilift, uno dei quali costituiva il primo skilift italiano con illuminazione notturna, e una seggiovia, che per diversi anni ha detenuto il record di più lunga d’Europa. Agli impianti si aggiungevano una pista di pattinaggio, un’accogliente piscina e strutture ricettive all’avanguardia, che avevano attirato al paese il soprannome di “piccola Svizzera ligure”.

Purtroppo una combinazione di eventi sfortunati, come alcuni inverni poco nevosi o la gestione insufficiente della promozione turistica, ha fatto sì che la zona perdesse lustro a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, e un lento declino ha costretto gli albergatori a chiudere certe strutture, perdendo turisti e prestigio. Ma non ci si deve far ingannare da questa parentesi sfavorevole: chi conosce il panorama delle Alpi Liguri sa che vale la pena di salvare le località della zona, per non dover rinunciare allo sci e alle escursioni in un vero e proprio paradiso incontaminato, capace di emozionare e rilassare allo stesso tempo. Proprio per questo, dal 2008, si sta operando con cura e attenzione per la ripresa della stazione, che è ormai in fase di piena ripresa: gli alberghi confortevoli, i bar e i ristoranti tipici sono di nuovo vivaci, e gli impianti di risalita promettono discese mozzafiato.

 

Aldilà alle vecchie piste, che si possono ancora utilizzare, il vero fiore all’occhiello di Monesi sono i numerosi fuoripista che accompagnano i temerari dalla vetta del Saccarello sino in paese. La superficie percorribile con gli sci ai piedi è di ben 330 ettari, e comprende percorsi diversi per tutti i gusti e tutti i livelli di preparazione. Ma quando le giornate di marzo si fanno più tiepide e il sole accarezza la neve con sempre maggior calore, ecco che il candore inizia a ritirarsi per rivelare il cuore verde di queste montagne.

 

Dalla primavera all’estate si possono scoprire innumerevoli attività, divertenti o rilassanti, da condurre all’aria aperta a contatto con la natura. Il trekking è il passatempo più amato, da sperimentare nei sentieri che solcano i crinali rocciosi del Saccarello, a metà strada tra la Liguria, il Piemonte e la Francia. Da provare anche le pedalate in mountain bike, le passeggiate a cavallo, il rafting lungo il torrente Arroscia e il parapendio nei pressi di San Bernardo di Mendatica.

 

Ma Monesi di Triora non offre soltanto passatempi sportivo: un’ottima alternativa per trascorrere una vacanza in paese è partecipare ad alcune delle manifestazioni che vi si organizzano nell’arco dell’anno. Tra le occasioni più accattivanti ci sono la fiaccolata di carnevale e la festa in maschera sulla neve, con la cioccolata calda per tutti, e l’attesissimo Skitest Mela Verde di fine febbraio, che fa la gioia degli sciatori e degli snowboarder più appassionati.

Per raggiungere Monesi di Triora e le sue piste da sci ci sono diverse possibilità. Chi sceglie l’auto può percorrere l’Autostrada A10 Genova-Ventimiglia e uscire ad Arma di Taggia, quindi seguire le indicazioni per Triora lungo la SS 548. Chi preferisce il treno può scendere ad Arma di Taggia o a San Remo, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Nizza e di Genova, rispettivamente a 90 km e 155 km di distanza.

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 29/12/2010 @ 10:00:48, in ro - Observator Global, read 1146 times)

 Se numeste Nestor si este un... robot. Asemenea oamenilor, nu e insa perfect. De pilda, nu intelege ca inainte de a introduce o farfurie in masina de spalat vase, se impune s-o treaca prin fata unui jet de apa. Sau sa aranjeze vasele in rafturile masinii. Pentru asta ar avea nevoie de competente extrem de elaborate ce implica corelarea capacitatilor senzoriale, motrice si de decizie.

Oamenii de stiinta insa nu cedeaza. Depasindu-se limite incredibile, au fost creati roboti umanoizi din ce in ce mai complecsi. Mai ales in Japonia. De pilda, inginerul Hiroshi Ishiguro de la compania NEC, a realizat mici roboti cvasi-umanoizi denumiti PaPeRo, care se ocupa de copii. Ei reusesc sa recunoasca vocea si chipul fiecarui copil pe care ii striga pe nume, le citesc povesti... O alta societate, Alsok, a creat roboti vigilenti (politisti) care au misiunea de a patrula pe strazi, de a detecta eventuale incendii sau intruziuni.

Seducatoare sunt si specimenele umanoide care ofera informatii publicului. Tinere brunete botezate Repliee, create de Laboratorul de robotica inteligenta a universitatii Osaka. Fetele vorbesc cu vizitatorii in patru limbi prezentand, de pilda, o expozitie. E nevoie de cateva secunde pentru ca publicul sa-si dea seama ca seducatoarele brunete sunt de fapt niste roboti. Mimentismul lor e uluitor, aproape uman, la fel si machiajul, pielea din silicon, parul... Realismul antropomorfic a fost creat de 42 de motorase instalate sub o carcasa metalica. Laboratorul a creat si o replica umanoida imbunatatita botezata Geminoid HI-1, care poate mima gesturile, vocea, privirile, expresiile stapanului.

Societatea franceza Aldebaran spera ca pana la sfarsitul anului sa uimeasca publicul cu primul robot umanoid francez. Se numeste Nao, are 50 cm inaltime si nu seamana cu specimenele create de Hiroshi Ishiguro. Un robot fara asemanare umana, cel putin in privinta detaliilor. Are capul oval, trei degete la fiecare mana. Poate recunoaste membrii unei familii, poate citi cu voce tare e-mail-uri, poate supraveghea o incapere... Un robot evolutiv care va fi dotat cu noi functii. Cele pe care le vor solicita clientii.

Variantele umanoide sunt cu mult mai atractive, inducand clientilor o perceptie pozitiva. Robotul poate ajunge la un incredibil grad de asemanare cu omul, asemenea figurilor de ceara sau a replicilor artistice din silicon (o varianta „sofisticata” a femeilor gonflabile). Complexitatea viului (a omului) e cea mai mare provocare pentru specialisti. Dar pentru a realiza copii robotice cu un important grad de fidelitate, e nevoie de programe si algoritmi „revolutionari”, dificil de realizat, cu o mare putere de calcul, pentru fiecare functie.

Complexitatea viului integrata intr-un robot, e desigur un vis dar, in acelasi timp, o sursa de inspiratie. Robotii viitorului apropiat vor fi cu siguranta capabili sa raspunda unor sarcini cotidiene, sa ajute persoanele in varsta sa se deplaseze, sa faca menajul, sa monitorizeze starea lor de sanatate, sa ia decizii in diverse situatii... Unele din aceste functii au fost deja perfectate. In actualul stagiu al tehnologiei, luarea unor decizii dureaza insa cateva ore.

Experientele in neurobiologie din ultimii ani i-au determinat pe specialisti sa reproduca (adapteze) tehnic, unele functii inspirate din creierul cobailor, functii legate de capacitatea lor de orientare. Si asta, prin studiul neuronilor localizati la nivelul hipocampului si a cortexului prefrontal. Robotul trebuie sa repereze un loc, analizand in imaginea furnizata de camera sa de luat vederi, punctele cele mai contrastante si contururile. Inteligenti, autonomi, cultivati, inzestrati cu potential emotional, cu discernamant si initiative corecte, umanoizii viitorului vor deveni, totusi, asemenea noua?

O intrebare provocatoare si probabil naiva. Ei, bine, da, raspund oameni de stiinta optimisti, dar pana la un punct, desigur. Acesti roboti, carora le va lipsi, in primul rand constiinta, s-ar putea apropia de comportamentul uman. Si, probabil, vor constitui o populatie specifica, care va evolua si social, cu drepturi si obligatii...

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 29/12/2010 @ 12:00:10, in en - Video Alert, read 1350 times)

This week's adventure... The epic battle you've been waiting for...

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Se Genova si può comparare a un grande puzzle di colori, odori, consistenze variegate e ogni volta sorprendenti, fatte di aria di mare e monumenti dalla lunga storia, allora Nervi è una delle tessere più interessanti. Si tratta di un quartiere residenziale all’estrema periferia orientale del capoluogo, uno dei comuni della Grande Genova che negli anni ’20 del Novecento vennero soppressi dalla riforma urbanistica fascista.

 

Sono poco più di 11 mila gli abitanti di Nervi, che possono godere un bel panorama sulle scogliere e un clima gradevolissimo garantito dalle alture a ridosso del mar Ligure, che proteggono l’abitato dai venti e dal freddo e lo rendono più mite rispetto al resto di Genova. In effetti qui le temperature medie sono sempre piuttosto dolci, comprese tra i 5°C e gli 11°C in gennaio e tra i 21°C e i 27°C in luglio. Anche le precipitazioni sono scarse in primavera e in estate, e soltanto in autunno si fanno un poco più abbondanti, sino a raggiungere i 153 mm di pioggia.

 

Con queste condizioni climatiche è un vero piacere passeggiare nel cuore della cittadina, alla scoperta dei monumenti e degli edifici storici che raccontano il passato di Nervi, le sue usanze e le sue tradizioni. Tra le architetture religiose più interessanti spicca la Chiesa di San Siro, prima parrocchiale di Nervi, conosciuta in età medievale come “Plebana” e dotata un tempo di una facciata molto più ampia di quella attuale. All’interno si possono ammirare pregevoli sculture neoclassiche di diversi artisti genovesi, come Pasquale Bocciardo e Bernardo Mantero.

 

Tra le architetture civili c’è invece Villa Gnecco, posizionata sul torrente di Nervi, edificata nel XVIII secolo con una tipica struttura ad angoli rinforzati e corpi angolari avanzati, come nelle antiche fortificazioni. Da vedere anche Villa Gropallo, circondata da un bel parco, e Villa Luxoro, oggi sede di un museo con opere pittoriche e pezzi d’antiquariato di grande valore, anch’essa immersa in un ampio giardino che si affaccia su una scogliera a picco sul mare. Infine non mancano a Nervi alcune importanti strutture militari, in particolare la torre di Gropallo e il Castello, quest’ultimo edificato a protezione dell’attuale porticciolo situato alla foce del torrente Nervi.

Se amate la vita all’aria aperta e le passeggiate apprezzerete i cosiddetti Parchi di Nervi, tre aree verdi inserite proprio all’interno del contesto urbano, e la passeggiata dedicata a Anita Garibaldi, un lungo percorso che venne realizzato in due tempi dal marchese di Gropallo, la prima parte nel 1862 tra il porto e la torre di Gropallo, e la seconda nel 1872 per unire via Serra Gropallo con l’area di Capolungo. Lungo l’itinerario si incontrano diversi accessi che consentono di raggiungere la scogliera, meta preferita dei pescatori o dei bagnanti che visitano Nervi nella stagione estiva.

 

Per completare la panoramica del paese varrebbe la pena di prender parte a uno dei tanto eventi che vi si tengono nell’arco dell’anno. Tra le varie manifestazioni ce ne sono due particolarmente suggestive, una in piena estate e una nel periodo natalizio. Nella prima metà di agosto c’è la Disfida delle focacce, che coinvolge tutti i comuni dell’area e consiste in una sfida culinaria per premiare il paese produttore della migliore focaccia. Ogni cittadina ha un proprio forno vincitore, che partecipa alla finalissima, e non mancano gli assaggi gratuiti e la degustazione di vini del territorio. L’evento più bello dell’inverno è invece ambientato all’interno della chiesa della confraternita del Rosario: qui viene allestito ogni anno uno dei presepi più grandi e ammirati del territorio genovese, animato da suoni, luci e giochi d’acqua, interamente fatto a mano.

 

Trovandosi nella periferia di Genova, raggiungere Nervi non è difficile. La stazione ferroviaria e l’aeroporto Cristoforo Colombo consentono collegamenti efficienti con le maggiori città d’Italia e d’Europa, e per chi si sposta in auto è sufficiente uscire dall’autostrada al casello di Genova Nervi, per poi seguire i cartelli stradali sino a destinazione.

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 30/12/2010 @ 10:00:29, in ro - Observator Global, read 1580 times)

 Pentru a stimula dialogul dintre civilizatii si respectul cultural reciproc, un grup de intelectuali elvetieni, in frunte cu cineastul Bernard Weber, au luat in anul 2001 o initiativa laudabila: desemnarea celor mai reprezentative constructii si edificii realizate, de-a lungul mileniilor, de catre pamanteni. Initial, ideea s-a bucurat de un succes limitat, cu atat mai mult cu cat reprezentantii UNESCO au ezitat sa se implice, motivand ca un astfel de sondaj nu este nici democratic, nici stiintific.

In opinia lor, impartasita de multe somitati politice si culturale, inedita competitie a focalizat atentia asupra monumentelor celebre, ducand la neglijarea in continuare a unor situri arheologice de mare valoare si care se afla intr-adevar in pericol de a fi distruse pentru totdeauna, inclusiv a unor monumente incluse deja in patrimoniul cultural mondial, cum ar fi superbul templu de la Angkor, din Cambodgia.

Dar, pe masura trecerii timpului si a implicarii a tot mai multor personalitati culturale, stiintifice, politice si chiar sportive, ea a devenit o veritabila competitie mondiala, stimuland respectul si aprecierea pentru capacitatea creatoare a stramosilor si dorinta de a pastra valoroasa mostenire artistica transmisa de acestia. Statisticile arata ca in final peste o suta de milioane de oameni au votat, fie prin mesaje SMS, fie prin intermediul Internetului, pentru desemnarea celor sapte noi minuni ale lumii.

In cadrul unei ceremonii impresionante, desfasurate sambata pe stadionul Da Luz, din capitala portugheza Lisabona, monumentele incadrate printre „cele sapte minuni", din punctul de vedere al lumii moderne, au fost anuntate de personalitati precum fostul astronaut Neil Armstrong, actorii Ben Kingsley si Hilarry Swank sau fotbalistul Cristiano Ronaldo. O mare parte din incasarile ceremoniei vor fi donate pentru restaurarea monumentelor.

Marele Zid si-a tras partea leului

Cum poate era si firesc, data fiind ponderea votantilor, din cele 21 de edificii ramase in „finala", cele mai multe voturi a intrunit Marele Zid Chinezesc. Giganticul monument, singura creatie artificiala care, daca nu se vede din Luna, cel putin poate fi observata, precum, nici o alta constructie umana, de la mii de kilometri inaltime, a fost votat de zeci de milioane de chinezi, la indemnul autoritatilor din tara lor.

„Am ratat o sansa acum 2000 de ani, cand grecii au ales cele sapte minuni ale lumii. Ar fi regretabil sa o mai ratam inca o data", a declarat un oficial chinez, de la Academia Marelui Zid din Beijing. Uriasul zid, ce se intinde de-a lungul a aproape 7000 kilometri, de la estul la vestul Chinei, intre orasele Shanhaiguan si Jyayuguan, a fost conceput, in urma cu mii de ani, ca o pavaza impotriva triburilor migratoare care amenintau stabilitatea regatului chinez.

Constructia lui a durat aproape doua mii de ani, din 218 i.Hr. si pana pe la 1600 d.Hr. Monumentul, foarte bine conservat datorita preocuparii aratate in acest sens de catre guvernul de la Beijing, a fost inclus pe lista Patrimoniului Cultural Mondial, alcatuita de UNESCO, in 1987.

Chichen-Itza

Numita de conchistadorii spanioli „Castillo", piramida ce se inalta in mijlocul cetatii maya de la Chichen-Itza a fost construita pe la 800 d.Hr., ca un locas de cult, considerandu-se ca ar fi locul unde salasluiesc zeii. La echinoctiul de primavara, zidurile luminate de Soarele ajuns la apus formau o umbra ce aducea cu silueta unui sarpe, care cobora treptele laturii de nord a constructiei. Pentru popoarele amerindiene, aceasta era reprezentarea zeului civilizator Quetzalcoatl („sarpele cu pene"), despre care vechile legende sustineau ca se va intoarce candva la poporul sau - motiv pentru care „oamenii albi" ai lui Cortez au fost atat de bine primiti in America Centrala, fiind considerati trimisi ai zeului.

Statuia lui Iisus din Brazilia

Inaugurata in anul 1931, statuia care-l reprezinta pe Mantuitorul Hristos cu bratele intinse, binecuvantand parca metropola braziliana Rio de Janeiro, se afla pe varful muntelui Corcovado, la 710 metri deasupra nivelului marii. Arhitectul Carlos Oswald a inaltat, folosind cele mai moderne tehnici ale timpului, o veritabila capodopera, statuia inalta de 38 de metri devenind, de atunci, un simbol al orasului.

Macchu Picchu

Marturie elocventa a geniului incas, cetatea de la Macchu Picchu a stat, dupa cucerirea Imperiului Inca de catre Pizzaro, vreme de secole ascunsa in jungla. Abia in primii ani ai secolului trecut, american Hiram Bingham o descopera, cu totul intamplator, pe cand cauta legendarul „oras al Soarelui", despre care vorbeau traditiile locale.

Construit din dale uriase, pe culmile andine, orasul nu inceteaza sa-i uimeasca in egala masura pe arheologi si turisti. Nimeni nu stie cum a putut fi ridicat, la o altitudine de aproape 3000 de metri, acest oras, plin de edificii religioase (se crede ca era un imens complex religios, populat de preotese fecioare, dedicate cultului Soarelui), cu atat mai mult cu cat incasii nu cunosteau roata si nu aveau nici atelaje, nici animale de tractiune - caii au fost adusi abia de conchistadori.

Mausoleul Taj Mahal

Milioane de turisti viziteaza anual templul de la Taj Mahal, un locas sacru construit nu pentru o zeitate, ci pentru o femeie. La moartea iubitei sale sotii, Mumtaz Mahal, imparatul mogul Khurram a fost atat de indurerat incat a hotarat sa-i adaposteasca trupul neinsufletit intr-un templu mai frumos decat cele dedicate zeilor.

Zeci de mii de lucratori, adusi nu doar din India, ci si din China si Persia, au muncit timp de 22 de ani la faurirea celui mai celebru monument funerar din toate timpurile, pe langa care paleste si mormantul regelui antic Mausol, una dintre cele sapte minuni ale lumii. Acoperisurile templului sunt suflate cu aur, peretii sunt batuti cu pietre pretioase, interioarele impodobite cu minunate statui de aur si fildes. Din pacate, la ora actuala templul se afla intr-o accentuata stare de degradare, din pricina poluarii masive.

Colloseumul din Roma

Denumirea acestui monumental amfiteatru, cel mai mare din lumea antica, a fost inspirata de statuia gigantica a lui Nero, numita Colossus, aflata candva pe aceste locuri, alaturi de un lac artificial, Stagnis Neronis si de un palat aproape la fel de vast ca si Casa Poporului din Bucuresti, Domus Aurea toate construite de acelasi exuberant imparat-artist. Inceputa sub Vespasian, constructia a necesitat aproape zece ani de munca intensa, fiind inaugurata abia in anul 80 de catre fiul acestuia, Titus.

Festivitatile inaugurale au inclus lupte de fiare salbatice si gladiatori, spectacole si diverse concursuri, oferite neintrerupt plebei romane, timp de o suta de zile. Colloseumul este cel mai vizitat monument arhitectonic al Italiei, insa sufera si o degradare lenta dar inexorabila, mai ales din cauza gazelor de esapament si altor noxe toxice.

Ruinele de la Petra

In antichitate, Petra era unul dintre cele mai puternice centre comerciale din Orient, rivalizand cu Damascul si Bagdadul. Capitala regatului nabatenilor, despre existenta lui nu s-a mai stiut nimic in Europa si abia in anul 1812, calatorul elvetian Ludwig Burckhardt descopera ruinele, din piatra trandafirie, perfect conservate, ale asezarii antice. Inclus in patrimoniul UNESCO, orasul, cu giganticele sale temple inchinate zeitatilor pagane si cu ingeniosul sistem de apeducte (creatie a romanilor care au facut, la randul lor, din stravechea asezare nabateana, o perla a Orientului), s-a bucurat de ocrotirea regilor iordanieni si la ora actuala el este, alaturi de Lepcis Magna, cel mai bine pastrat dintre orasele romane de odinioara.

Gabriel TUDOR - magazin.ro

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