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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 28/03/2011 @ 16:00:56, in it - Scienze e Societa, read 1252 times)

Un hotel a forma di racchetta da ping pong e 4 stadi a forma di palloni: è il curioso progetto di un nuovo parco olimpico che sta sorgendo in Cina. (Focus.it, 25 marzo 2011)

La passione dei cinesi per il ping pong è nota… ma forse questa volta si sono fatti prendere un po’ la mano: nella città di Huainan, nella parte orientale della provincia di Anhui, 400 km a nord-ovest di Shanghai, sorgerà un hotel alto 150 metri a forma di racchetta da ping-pong rovesciata. Con tanto di pallina appoggiata di fronte.

«Una racchetta da ping pong ha la forma perfetta per un albergo» spiega al sito China Daily Jim Chang, assessore allo sport della città di Huainan.
Nell’impugnatura della racchetta, la parte più alta dell’edificio, troverà posto una torre panoramica, nella zona centrale ci saranno le stanze dell’hotel mentre l’area inferiore sarà occupata da un centro congressi.

4 palloni per tanti sport

La struttura costerà più di 300 milioni di yuan, oltre 30 milioni di euro, e sarà parte di un parco olimpico dove sono in costruzione altri 4 edifici a tema: uno stadio principale a forma di pallone da football americano, un palazzetto per gli sport acquatici a forma di pallone da volley, uno stadio per la ginnastica a forma di pallone da calcio e un palazzetto multisport a forma di pallone da basket. Campi da tennis e piscine completeranno la dotazione di questo grande parco sportivo.

L’originale struttura è uscita dalla matita di Mei Jikui, un famoso architetto specializzato nella progettazione di impianti ricreativi. L’investimento previsto per l’intera opera, che dovrebbe essere realizzata in soli 5 anni, è di oltre 180 milioni di euro.

Secondo quanto riportato da China Daily, le autorità cinesi ipotizzano di poter ospitare importanti competizioni internazionali in questi stadi nel giro di 20 anni.

Fonte: Focus.it

 
By Admin (from 28/03/2011 @ 11:00:02, in it - Scienze e Societa, read 1572 times)

Il Tegernsee, dalle acque limpide e azzurre su cui si specchiano le Alpi bavaresi, da anche il nome ad un famoso centro di villeggiatura di 4.200 abitanti e situato ad un’altezza di 730 metri. Qui esiste il rispetto più assoluto per la natura: infatti già dal 1963 non sono ammessi scarichi nel lago.
 
Questo luogo ameno fu scelto dalla Casa Reale di Baviera che, all’inizio dell’Ottocento, decise di stabilirvi una sua residenza di vacanza, trasformando l’antico monastero dei Benedettini in un castello dove furono ospitate teste coronate e notabili della diplomazia europea. Ancora oggi è legato al nome dei Wittelsbach che dimorano in una sua ala e possiedono una fabbrica di birra.
 
La birra si può gustare tutto l’anno nella Bräustüberl, la cantina-birreria annessa al castello e famosa oltre i confini bavaresi. E' inoltre possibile visitare la chiesa di St. Quirin, rimaneggiata e affrescata in stile barocco da artisti locali e italiani, che è stata lo scenario di molti matrimoni, tra i quali quello dei genitori di Sissi, la duchessa Ludovica e il duca Max di Baviera (9 settembre 1828).
 
Un po’ più a sud si trova la mondana Rottach-Egern (6.400 abitanti), lussuosa stazione di villeggiatura estiva-invernale e di benessere dove si trovano gli alberghi e i negozi più eleganti e costosi della zona.
 
Nell’abitato si erge la parrocchiale di St. Laurentius dall’interno barocco; nell’annesso cimitero riposano musicisti e scrittori che erano soliti soggiornare qui, tra i quali si segnalano Ludwig Ganghofer, Leo Slezak e Ludwig Thoma.
 
Il lago permette piacevoli gite in barca e vaporetto e, utilizzando diverse funivie, consente panoramiche escursioni sulle pendici dei monti circostanti, in particolare il Wallberg (1.620 metri) dal quale si può godere un fantastico panorama.
 
Sulla sponda opposta del lago si trova Bad Wiessee (5.300 ab.), stazione termale tra le più esclusive della Germania e nota per le sue acque ricche di iodio e solfuro, ideali per curare i reumatismi e i disturbi cardiocircolatori.
 
Anche qui si possono fare bellissime camminate per ammirare il paesaggio lacustre e fare escursioni per scoprire piccoli e caratteristici paesi.
 
Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 27/03/2011 @ 18:00:29, in it - Scienze e Societa, read 1795 times)

In questi giorni abbiamo tutti guardato le stesse immagini della centrale di Fukushima e, com'è successo a molti, il nostro "vedere" è stato fortemente orientato dalle dichiarazioni ufficiali delle autorità giapponesi e da parole come "nocciolo" del reattore. (Raymond Zreick, 17 marzo 2011)

Avremmo invece dovuto fin da subito dare la più grande rilevanza a ciò che è stato mantenuto sullo sfondo: le esplosioni che hanno danneggiato gli edifici più esterni dei reattori e distrutto la loro parte superiore. Perché è proprio in quell'area che ci sono le piscine di raffreddamento del combustibile irraggiato, quello che spesso viene detto "esaurito" ma che esaurito non è per niente, almeno dal punto di vista della produzione spontanea di calore dovuto al naturale processo di decadimento dei vari prodotti della fissione nucleare.

Persa l'acqua delle piscine danneggiate dalle esplosioni, le barre hanno iniziato a surriscaldarsi e con tutta probabilità hanno da un pezzo superato la temperatura di fusione del rivestimento metallico, lo zircaloy, che fonde a oltre 2.000 °C.

Questo spiega senza possibilità d'errore (purtroppo) l'altrimenti irragionevole radioattività in aria anche a quote elevate e spiega anche il via vai di elicotteri che scaricano sugli edifici danneggiati 75.000 litri di acqua di mare alla volta. In un tentativo, a nostro parere disperato e inefficace, di contrastare l'aumento di temperatura e la fusione delle barre del combustibile che fino a sei giorni fa era immerso nelle piscine refrigerate.

 Tutto questo non esclude i danni al reattore e tutto quello che abbiamo letto (e scritto), ma disegna uno scenario di gran lunga più grave e catastrofico di quanto avessimo immaginato. Per questo dobbiamo "ringraziare" forse un'eccessiva fiducia nell'etica giapponese e i tanti inutili dibattiti televisivi che anziché fare parlare veri esperti danno la parola a fumosi politici e politicanti.

Come finirà, non siamo in grado di prevederlo. Probabilmente uno studio su di una situazione del genere non è mai stato fatto.

Fonte: Focus.it

 
By Admin (from 27/03/2011 @ 11:00:58, in it - Scienze e Societa, read 1029 times)

Lo Schliersee, uno dei laghi più noti e belli dell'Alta Baviera, si trova a 55 km a sud di Monaco e a 785 metri d'altezza. Centro abitativo è l'omonima località nella parte nord del lago (6.500 ab.) dominata dalla chiesa di St. Sixtus, al cui interno troviamo un ciclo di affreschi dello Zimmermann e una SS. Trinità di Erasmus Grasser.
 
L'eccellente qualità dell'acqua è dovuta alla realizzazione di un sistema di purificazione voluto dalla Regione per preservare la bellezza del luogo, che assieme al vicino Tegernsee rappresenta una delle più frequentate località di villeggiatura estiva ed invernale della Baviera.

 
Nell'isoletta Wörth, in mezzo al lago, si trova un ottimo ristorante dove si possono gustare i tipici piatti della cucina locale, accompagnati da un buon boccale di birra.
 
A circa 10 km a sud dello Schliersee, un altro lago dalle acque cristalline affascina il turista: si tratta dello Spitzingsee (1.085 metri d'altezza) che con i suoi 28 ettari è il più grande dei laghi di montagna della regione. D'estate è il luogo ideale di partenza per passeggiate ed escursioni, d'inverno una delle aree più amate dagli amanti dello sci.

Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 26/03/2011 @ 11:00:33, in it - Scienze e Societa, read 1250 times)

Bad Tölz (17.600 abitanti) si trova a circa 50 km a sud di Monaco ed è una nota località turistica e termale che ha avuto tra i suoi ospiti illustri Thomas Mann: il premio Nobel ha trascorso qui le vacanze estive assieme alla famiglia dal 1909 al 1917.
 
La città vecchia ha come cuore pulsante la Marktstraße, una delle vie più belle e suggestive della Baviera, scenografia del magico mercatino natalizio che si svolge durante l'Avvento: una lunga successione di case, in origine dimora di famiglie borghesi e ricchi commercianti della zona, abbellite da variopinti affreschi a tematica religiosa e contadina e realizzati con la tecnica della Lüftlmalerei, la "pittura d’aria".

 
Nella parte alta si trova la statua di Kaspar III Winzerer (1465-1542). Nativo del luogo, fu portabandiera nella battaglia di Pavia del 25 febbraio 1525, scontro decisivo nella guerra tra Francesco I di Francia e Carlo V d'Asburgo. Essa segnò la sconfitta dei re di Francia nei loro tentativi di impadronirsi dell'Italia settentrionale.
 
La chiesa principale è Mariä Himmelfahrt, la cui fondazione risale alla fine del 1200. Rifatta più volte nel corso dei secoli, deve l'attuale aspetto neogotico alla ristrutturazione del 1875-1877. Da visitare anche la Franziskanerkirche.
 
Nel Kalvarienberg (Monte Calvario), la collina che si erge a nord del centro storico, si trova la settecentesca Heilig-Kreuz-Kirche, al cui interno si trova la Scala Santa, e accanto la cappella di San Leonardo, meta della celebre cavalcata di San Leonardo (6 novembre) che si svolge ogni anno per onorare il patrono del bestiame e in particolare dei cavalli. Un corteo di carri con a bordo le donne del paese e trainati da cavalli bardati a festa percorre la Via Crucis dal centro fino alla collina.
 
Tra i vanti della città il coro di voci bianche "Tölzer Knabenchor", fondato nel 1956 e oggi di fama internazionale, e il telefilm "Der Bulle von Tölz", un mix di giallo e commedia che vede il brillante comico Ottfried Fischer nei panni del commissario capo di Bad Tölz .

Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 25/03/2011 @ 08:00:17, in it - Scienze e Societa, read 1082 times)

Sin dall’antichità il golfo di La Ciotat ha offerto riparo alle navi che solcavano il Mediterraneo: di quei popoli dimenticati, che già avevano capito l’incanto della Costa Azzurra, rimane oggi la cittadina francese di La Ciotat, perla arenata sul litorale nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzura.
 
La popolazione, che oggi ammonta a circa 32 mila abitanti, ha iniziato a radunarsi qui in epoche molto remote: dagli scavi archeologici d’Ellianac e della grotta di Terrevaine si intuisce che le prime tribù sedentarie neolitiche si siano stabilite qui già tra il 3000 e il 2000 a.C., mentre i navigatori vi sarebbero approdati per la prima volta intorno al V secolo.
 
Fu soltanto nel XVI secolo, tuttavia, che la fortuna della località decollò davvero: in quel periodo buona parte dell’aristocrazia genovese si vide costretta ad abbandonare l’Italia, a causa delle rivoluzioni locali, e riparò proprio a La Ciotat, dove nel 1622 sorsero i primi importanti cantieri navali. Da quel momento in poi, fatta eccezione per una breve parentesi di declino nel Setteento, la città continuò ad evolversi e a reinventarsi costantemente, anche grazie alla figura dell’industriale Louis Benet che nel 1836 modernizzò notevolmente i cantieri locali, rendendoli la componente fondamentale dell’economia locale.

 
Un’economia e uno splendore che a poco a poco, nel corso degli anni, hanno iniziato a svilupparsi anche grazie al turismo: patria del cinema, dove il celebri fratelli Lumière concepirono la loro strabiliante invenzione, La Ciotat è si è mostrata nel tempo per ciò che ha da offrire. Un litorale suggestivo agghindato di calette e scorci incantevoli sulla scogliera, spiagge accoglienti e moderne e porticcioli dal sapore intimo e antico rendono la città perfetta per le vacanze balneari, mentre un ricco patrimonio storico-artistico è pronto ad accontentare anche chi preferisce una gita culturale. Nel centro storico si possono ammirare innumerevoli edifici interessanti, dalle architetture raffinate e caratteristiche, realizzati tra la fine del XV secolo e il XIX secolo. Durante la passeggiata al cospetto dei palazzi, mentre si percorrono le strade curate e graziose di La Ciotat, di tanto in tanto si incontra una bella piazza, ciascuna con una storia da raccontare.
Tra le più famose c’è la Place de la Liberté, del 1796, dominata dal monumento dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, a cui si aggiungono molte altre piazze da non perdere: in Place Esquiros c’era un tempo l’antica porta di Cassis, che consentiva l’ingresso in città; la Place Evariste Gras ha ospitato a lungo il mercato per poi divenire sede del complesso cinematografico e della biblioteca municipale; la Place Sadi Carnot è la più vivace di tutte, privilegiata da chi passeggia per il centro senza fretta e con la voglia di chiacchierare; infine Place du 8 mai 1945 si apre verso il golfo con una splendida gradinata ad anfiteatro, particolarmente suggestiva alla luce del tramonto.
 
Tra le costruzioni più belle di La Ciotat ci sono poi gli edifici di culto, tra cui si distinguono molte cappelle e chiesette interessanti. La Chapelle des Pénitemts Bleus esiste dal 1618, e dal 1992 è tutelata come Monumento Storico: così come la Chapelle des Pénitents Noir, del 1630, si tratta di un tipico esempio di architettura della Controriforma.
 
Nella parte alta della città si può ammirare l’originalissima Chapelle Notre-Dame de la Garde, decorata da ex-voto donati da marinai e pescatori locali. Da percorrere con calma il molo del Beruard, costruito nel 1551, un tempo ingresso al porto cittadino. Il Beruard era la prigione ma, grazie al grande fanale posizionato sulla torre, veniva utilizzato anche come faro. Infine, non si può abbandonare la patria del cinematografo senza aver visitato l’Eden Théatre: realizzato nel 1889, è l’ambiente più antico ad aver mai ospitato spettacoli di cinematografo pubblici a pagamento, e vi vennero trasmessi i primi film di Luois e Auguste Lumière. Divenuto proprietà del comune nel 1992, il teatro è stato classificato come Monumento Storico nel 1996.
 
Il cinema è protagonista anche di alcuni eventi molto importanti che si svolgono a La Ciotat durante l’anno, in particolare la rassegna di cortometraggi “Best of Short Film Festival”, che si tiene nel mese di settembre. Altre occasioni interessanti sono il Festival di Arte Contemporanea, che va dalla fine di luglio alla fine di agosto, e il Festival del Jazz nel mese di agosto.
Un ultimo buon motivo per visitare La Ciotat è il suo clima, mite e soleggiato come in tutta la Costa Azzurra: le temperature medie so mantengono gradevoli per tutto l’anno, infatti in gennaio, il mese più freddo, si va da una minima di 3°C a una massima di 11°C, mentre in agosto si passa dai 18°C ai 29°C.
 
Le precipitazioni sono scarse nel periodo estivo, tanto che in luglio piove appena per due giorni sul totale, mentre si concentrano maggiormente in inverno: in gennaio, il mese più colpito, piove in media per una settimana.
 
Chi si è lasciato convincere dalle attrattive di La Ciotat e decide di visitarla, può raggiungere la meta in vari modi. L’aeroporto più vicino è quello di Marseille-Marignane, a 57 km circa, mentre la stazione ferroviaria cittadina si trova a poca distanza dal centro. Chi viaggia in auto deve percorrere l’Autostrada A50 e uscire a Saint Cyr sur Mer, per poi seguire le indicazioni verso La Ciotat.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 24/03/2011 @ 08:00:06, in it - Scienze e Societa, read 1732 times)

Ogni stagione dell’anno riempie Le Pradet di una nuova musica: in inverno il paese francese della Costa Azzurra è intriso di suoni dolci, piacevolmente malinconici, come in ogni borgo marittimo nei suoi giorni argentati di quiete; in primavera le grida solitarie dei gabbiani iniziano a fondersi con un clima di festa, che sboccerà in estate in un tripudio di vivacità e tramonterà in autunno, quando le luci si fanno calde e il sole è un arancia matura. Questa la poesia che domina Le Pradet, cittadina di quasi 11 mila abitanti nel dipartimento francese del Var, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
 
Incastonata lungo il litorale tra Toulon e Hyères, la città si distribuisce su un territorio vario e disomogeneo, che va da una piana settentrionale denominata Le Plan alla zona meridionale, occupata dal Porto di Toulon, frastagliata di insenature, scogli e calette pittoresche, sino alla punta sud-orientale costituita dal Cap de Carqueiranne. Su tutta l’area il clima mediterraneo ha disteso una coperta profumata e variopinta, tappezzata di giardini fioriti, colture di limoni, vigneti, uliveti, sugheri, pini e mimose, mentre la striscia di terra affacciata al mare è dominata dagli arbusti odorosi e selvaggi della macchia.

 
Profumi e colori nutriti quotidianamente dal sole generoso della Costa Azzurra, e dal clima mite che accarezza Le Pradet in ogni mese dell’anno: le temperature sempre dolci e la scarsità delle piogge assicurano non solo un paesaggio lussureggiante, ma anche uno scenario ideale per trascorrere in totale relax le proprie vacanze. Qui infatti i valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno da un minimo di 3°C a un massimo di 11°C, mentre in luglio e agosto, i mesi più freddi, si passa dai 18°C ai 29°C. Le precipitazioni, quasi assenti in estate, toccano il picco massimo in gennaio, quando piove in media per 7 giorni sul totale.
 
Una delle attrazioni più interessanti di Le Pradet è un museo che unisce curiosità storiche, usi tradizionali e meraviglie naturalistiche: si tratta del Musée de la Mine de Cap Garonne, ovvero del Museo della Miniera, inaugurato nel 1994 e allestito all’interno delle vecchia gallerie di rame, creato con lo scopo di raccontare un’importante componente della storia locale attraverso il gioco.
 
Chi visita la mostra viene fornito di casco e appeso, mediante una rete di sicurezza, al soffitto basso della miniera, per esplorare il deposito di rame e apprendere alcune nozioni riguardo al suo utilizzo.
 
Questo è il solo museo francese dedicato al rame e ai micro-minerali, ed è classificato tra i cinque più belli del mondo nel suo genere.
Ma non mancano gli edifici storici di grande pregio architettonico, come il Château du Clos Meunier, realizzato tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII, appartenuto nel corso dei secoli a vari padroni e più spesso menzionato semplicemente come ‘chateau du Pradet’. In origine la tenuta di oltre 30 ettari era quasi completamente ricoperta di vigneti, e costeggiava tutta la strada principale cittadina, ma da quando è diventata di proprietà del Comune, nel 1973, è stata rimessa a nuovo e trasformata in un grande parco pubblico.
 
E’ il Parc Cravéro, un paradiso di sentieri squisitamente ombreggiati, con una coltivazione di palme che raccoglie più di 70 specie, tantissime varietà floreali mediterranee e un piccolo zoo.
 
Da vedere la Villa de Mandrot, progettata da Le Corbusier nel 1930, in pietra grezza, iscritta tra i Monumenti Storici a partire dal 1987, ma anche la Galerie d’art Cravéro, la chiesa Saint-Raymond, il forte de la Gavaresse, il giardino e il bosco di Courbebaisse e il sentiero ‘Jean Francois Jubé che raggiunge il Cap Garonne.
 
Il sentiero costiero regala panorami magnifici sulla baia, incanta con le campiture di turchese che dominano il mare, e consente di scoprire una collana affascinante di calette e arenili, ottimi per distendersi al sole e lasciarsi cullare dal sussurro delle onde.
 
E dopo il relax sulla spiaggia ci si può concedere qualche serata di festa e di svago, ad esempio prendendo parte a qualche evento organizzato nel cuore di Le Pradet. La cittadina è infatti spesso animata da sagre, manifestazioni popolari e appuntamenti culturali, come la fiera gastronomica ‘Le Pradet Gourmand’ che si svolge a metà novembre e permette di assaporare le delizie tipiche della zona. Dimostrazioni di ricette, convegni a tema, ma anche spettacoli e intrattenimenti vi accompagneranno in un viaggio irresistibile tra i sapori della Francia e di Le Pradet.
 
Per raggiungere la città ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto e viene dall’Italia o da Nizza deve percorrere la A57 in direzione Toulon, uscire a La Garde e seguire le indicazioni fino alla meta. Chi sceglie il treno può raggiungere Toulon e proseguire in taxi o in autobus, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Hyères, a soli 11 km.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 23/03/2011 @ 08:00:19, in it - Scienze e Societa, read 3688 times)

Il massicio dei Maures lo protegge dai venti guardandogli le spalle, il mar Mediterraneo lo accarezza con il suo tocco fresco che profuma di sale, manciate d’oro e argento ne agghindano la costa e qua e là, nel centro e nei dintorni, ricami di fiori e di colture lussureggianti arricchiscono di colori il comune di Cavalaire-sur-Mer. A tesserne le lodi ci sono i canti dei gabbiani, ma anche dei numerosi turisti che ogni anno vi si recano attirati dal mare e dal sole: siamo nel dipartimento francese del Var, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, in un paese marittimo di circa 5 mila abitanti.
 
Incastonata tra Saint-Tropez e Le Lavandou, la cittadina è incorniciata dai pini marittimi, dalle mimose e dal blu intenso di un Mediterraneo limpidissimo, che crea un contrasto sublime con i toni caldi della costa: l’oro e il bronzo della sabbia si fondono con l’ocra della terra e le sfumature plumbee degli scogli, in un rincorrersi irresistibile di scorci selvaggi e spiaggette curate. Spiagge che si snodano per circa 4 km, e fanno di Cavalaire sin dagli anni Cinquanta una delle mete balneari più incantevoli della zona, offrendo relax, divertimento, comfort e paesaggi da favola. Se i più esigenti non si accontentassero degli arenili del paese, potrebbero comunque prendere il largo e dirigersi verso le cosiddette Iles d’Or, un trio di isolotti che affiorano nella baia proprio di fronte all’abitato e regalano fondali mozzafiato.
 
A garantire il divertimento sul litorale e la piacevolezza delle giornate in spiaggia ci pensa il clima, che a Cavalaire-sur-Mer presenta i tipici tratti mediterranei: un’estate calda, lunga e soleggiata, con temperature sempre piacevoli grazie al soffio fresco che spira sempre dal mare; ma anche inverni miti, mai troppo freddi, e precipitazioni limitate, quasi assenti nella stagione calda e ridotte anche nel periodo più freddo. Il mese più freddo è gennaio, con temperature medie comprese tra i 3°C e gli 11°C, mentre in più caldo è luglio, quando si passa dai 18°C ai 29°C.

 Con un clima così gradevole sarebbe però un peccato limitarsi alla vita di mare: anche altre zone della cittadina meritano uno sguardo, perché Cavalaire è un concentrato prezioso di storia, cultura e tradizioni. Ad ovest del centro, ad esempio, si estende la Domaine Foncin, una grande tenuta dominata da una casa colonica bianca che si erge dalla cima di un colle, protesa verso il mare. Il grande parco venne acquistato nel 1890 da Pierre Foncin, geografo e scrittore, che quattro anni dopo vi fece realizzare il ‘Casteu Souleu Dou’ perché la famiglia potesse trascorrervi le vacanze, ed oggi viene utilizzato per lo studio della natura e l’educazione al rispetto verso l’ambiente.
 
Un’altra attrazione interessante è lo spazio archeologico di Cavalaire, con collezioni archeologiche che riguardano sia l’epoca romana che l’Età del Ferro, testimoniando il ricco passato gallo-romano della cittadina e degli altri paesi della baia.
 
Dopo una giornata trascorsa all’aria aperta, o curiosando tra le testimonianze storiche, i più golosi potranno rifocillarsi gustando le prelibatezze tipiche della cucina provenzale: qui, sulla costa, il pesce fresco è l’ingrediente principale di piatti squisiti, come la ‘bouillabaisse’e la zuppa di pescato, ma non sarebbe altrettanto gustoso senza il pregiato olio d’oliva, l’aglio e gli ottimi vini prodotti dai vitigni locali.
 
Per gustare le specialità della gastronomia locale vale la pena di partecipare alle manifestazioni che si svolgono periodicamente in centro, occasioni ideali per lasciarsi tentare da qualche stand gastronomico. L’evento più atteso è il ‘Corso du Mimosa’, che si celebra nel periodo invernale e consiste in una grande sfilata di carri addobbati con fiori variopinti, che a ritmo di musica percorrono le vie del centro e raggiungono il luogo in cui si disputerà la ‘Bataille de Fleurs’.
 
Da non perdere anche la Festa di Saint-Pierre del primo weekend di luglio, dedicata al patrono dei pescatori, la Festa di Saint-Jean del 21 giugno, e il Festival di musica jazz in settembre.
 A metà strada tra Marsiglia e Nizza, stretto tra Le Lavandou e Saint-Tropez, il paese è facilmente raggiungibile con ogni mezzo di trasporto. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A8, per poi scegliere tra due uscite possibili e seguire le indicazioni: la prima è quella di Le Cannet des Maures/Le Luc, la seconda quella per Sainte-Maxime. L’aeroporto più vicino è quello di Toulon-Hyères, a 46 km circa.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 22/03/2011 @ 14:00:50, in it - Scienze e Societa, read 1595 times)

Il fiume Rodano nasce in Svizzera, presso il Furka pass,nel massicccio del S. Gottardo, e da qui scende nel cantone vallese prima di gettarsi nelle placide acque del lago di Ginevra. E' proprio dalla grande città eveltica che il fiume inizia il suo percorso francese che lo porterà fino al delta situato nella Camargue dopo un percorso di oltre 813 km dalle sue sorgenti.

La parte più settentrionale della valle del Rodano in francia fa parte della regione Rhône-Alpes (Rodano-Alpi), una area ricca d'attrattive turistiche e svariate possibilità di viaggio.
La regione Rhône-Alpes comprende alcuni importanti dipartimenti tra cui quello di Lyon (Lione) la terza città per importanza della Francia. Il suo territorio si presenta vario e spettacolare. La regione Rodano-Alpi si trova nella zona sud-est della Francia, confinando con l'Italia e la Svizzera a est, a sud con la Provenza, la Borgogna a nord, metre ad ovest troviamo l'Auvergne e la regione della Linguadoca. Si tratta di una regione tra le più selvagge e belle di tutta la Francia.

La parte orientale della regione è l'area decisamente più montuosa, ed include la Haute Savoie e la Savoie (Alta Savoia e Savoia) comprendendo la più alta montagna della Francia e dell'Europa il Monte Bianco (Mont Blanc). Visibile da tutte le direzioni il massiccio del Mont Blanc è davvero impressionante, con i suoi 4807 m rappresenta una facile vetta, ma sempre ambita cima tutti gli appassionati della montagna. La parte orientale p quindi quella più vocata alle vacanze attive e a contatto con la natura, ed è uno dei comprensori più vocati allo sci di tutta la nazione francese. Le località principali sono Albertville, Annecy, Chambéry, Grenoble, poi Briancon (Briançon).

Lo sci è ovviamente una delle maggiori attrattive della regione, per esempio intorno a Chamonix e di altri importanti centri di fama mondiale, come ad esempio Morzine. Allo stesso modo le Alpi sono un importante riferimento per l'intero anno di attività all'aperto. Ogni anno a luglio le tappe più entusiasmantid el tour de France si svolgono qui, tra cui il celebre arrivo all' Alpe d'Huez ma che risulta celebre anche tra i sciatori, durante la stagione invernale come del resto la vicina località di Les Deux-Alpes .

L'alta Savoia offre i paesaggi del lago di Ginevra e le città lungo le sue rive, mentre altre magnifiche viste si possono godere nella regione di Gex, intorno Divonne-les-Bains, Ferney-Voltaire e Bellegarde-sur-Valserine lungo la valle Valserine che fa parte del parco regionale Haut Jura .

Il sud della regione Rodano-Alpi è caratterizzato da paesaggi meno aspri ma comunque di grande interesse. Ci sono anche villaggi interessanti che hanno molta storia ed arte da mostrare. L'Ardeche, situata a sud-ovest della regione Rodano-Alpi, mette in evidenza diversi luoghi di grande bellezza naturale. Tra questi meritano una visita le selavagge gole dell'Ardeche - sorprendentemente belle, create dal fiume Ardeche poco prima di gettarsi nel Rodano, a nord dui Orange.Un'altra vista da non perdere in Ardeche è Bois de Paiolive, dove gli ulivi sono intervallate con formazioni rocciose dalla forma curiosa, e la vicina località di Chambonas.

Rodano-Alpi è comoda da raggiungere, con voli diretti su Parigi, Ginevra, Lione e numerose altre città europee, oltre ai collegamenti invernali per Chambéry e Grenoble organizzati per facilitare l’accesso alle località sciistiche. Il treno a grande velocità (TGV) permette di raggiungere Lione in partenza da Parigi in due ore. Lione è a meno di cinque ore da Parigi in auto con l’autostrada A6.

In aereo:
Lione – Aeroporto di Lione Saint-Exupéry 30 paesi e circa 100 destinazioni con voli diretti in partenza da Lione-Saint Exupéry. Numerosi voli diretti fino a Lione o con scalo a Parigi-CDG, o in una capitale europea. Durata del volo Parigi-CDG - Lione: un’ora. Apertura della linea Lione - New York operata da Delta Airlines dall’estate 2008.
Ginevra - Aeroporto Internazionale di Ginevra (2 ore da Lione) Dall’estate 2008, sono 104 le destinazioni servite da voli di linea diretti in partenza dall’Aeroporto Internazionale di Ginevra di cui 80 in Europa e 24 per gli altri continenti. Questo grazie a 45 compagnie di cui 28 europee. Londra è da tempo la città meglio collegata a Ginevra: i suoi cinque aeroporti (Heathrow, Gatwick, London City, Luton e Stansted) vedono ogni settimana 203 voli da e verso l’aeroporto di Ginevra; in seconda posizione si trovano i due aeroporti parigini con 112 voli, seguiti da Zurigo (63 voli), Amsterdam (63), Francoforte (49), Monaco (42), Barcellona e Madrid (42).
Chambéry/Aix-les-Bains L’aeroporto di Chambery, vicino alle Alpi, assicura collegamenti stagionali da dicembre ad aprile per un accesso facile alle località di sport invernali della regione dalle destinazioni internazionali di Danimarca, Gran Bretagna, Norvegia e Svezia.
Grenoble/Saint-Geoirs L’aeroporto di Grenoble, vicino alle Alpi, assicura collegamenti stagionali da dicembre ad aprile per un accesso facile alle località di sport invernali della regione dalle destinazioni internazionali di Germania, Belgio, Danimarca, Gran Bretagna e Scozia, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia . Inoltre, offre due collegamenti regolari annuali per Londra e Dublino- grenoble-airport.com

In treno:
In partenza dalle capitali europee Eurostar con partenza da Bruxelles e Londra – 2 ore e 15 di viaggio fino a Parigi! e 5 ore da Lione a Londra passando per Lille. L’Eurostar offre corrispondenze verso oltre 100 destinazioni in Europa.
Thalys con partenza da Bruxelles, Amsterdam, Rotterdam, Anversa, Colonia per Lione, Ginevra e le località sciistiche delle Alpi!
In Francia Percorso Durata del viaggio Parigi – Lione in TGV 2 ore, 30 andate e ritorni quotidiani Lille - Lione in TGV 3 ore e 10 Marsiglia - Lione in TGV 1 ora e 35 Lione - Annecy 2 ore e 10 Lione - Grenoble 1 ora e 30 Lione - Ginevra 1 ora e 50

In auto In partenza dalle capitali europee La regione Rodano-Alpi possiede un’eccellente rete autostradale che collega ogni città. Noleggiare un’auto - Per usufruire delle migliori tariffe e di forfait di noleggio, è consigliabile prenotare l’auto prima di partire, che si arrivi a Parigi, Lione, o in un’altra città francese o europea.

Fonte: ilturista.info

 

Costa Azzurra: sono due parole che, al solo leggerle, potrebbero evocare, nell'immaginazione dei più fantasiosi, quella fascia di terra verde e felice, irta di promontori e riflessa nel Mediterraneo, che vide al tempo della belle époque le follie floreali di principi e regnanti invaghiti di affascinanti avventuriere; che divenne celebre nel primo dopoguerra per i capricci patetici dei miliardari americani esaltati da Scott Fitzgerald in Tenera è la notte; e che, più recentemente, ha visto i propri allori rinverditi da spiagge soprannominate Tahiti e dagli scandaletti veri o inventati di stelle e stelline del cinema.

La Costa Azzurra che suggeriamo in questa guida, però, non è questa. È quella non meno bella, non meno verde e non meno felice dell'entroterra. Sono i villaggi non ancora o non ancora tutti contaminati dal turismo di massa, le strade che non conoscono gli scoraggianti intasamenti della costa, gli alberghi e i ristoranti i cui prezzi - benché non troppo modesti, come dappertutto in Francia non hanno tuttavia raggiunto i livelli astronomici dei locali lungo il mare. Un viaggio nell'entroterra, a cavallo tra la Costa Azzurra, i rilievi delle Alpi Marittime e le colline bianche dell'Alta Provenza, potrebbe essere una gradita sorpresa per tutti; addirittura una vacanza affascinante per chi ha la passione per l'arte perché, tra le pieghe di queste colline, sono vissuti, hanno lavorato ed hanno lasciato la loro opera Fragonard, Renoir, Matisse, Léger, Picasso. E potrebbe piacere anche a chi ha il gusto per .la gastronomia, per i fragranti profumi, per il buon miele di montagna, per le memorie napoleoniche, per gli straordinari spettacoli della natura, per i musei, per i silenzi profondi che danno l'impressione di essere fuori dal mondo, su un altro pianeta.

Un viaggio nell'entroterra della Costa Azzurra, dunque. Chi supera il confìne italo-francese dovrebbe fado al mattino, dopo aver pernottato sulla riviera ligure. Il mattino, con il sole alle spalle, è il momento migliore per affrontare, subito dopo Mentone, la Grande Comiche. Che la strada corra alta sulla montagna non deve preoccupare: la salita è condensata tutta nelle prime rampe che conducono al villaggio di Roquebrune. Chi desidera visitare il castello, che è tra i più belli della Francia, deve fare molta attenzione a non perdere la strada a gomito, sulla destra, che porta in piazza della Repubblica, antico barbacane della fortezza ed oggi unico parcheggio del villaggio.

La discesa su Nizza rappresenta un momento particolare del viaggio.
Per non perdersi nell'intrico delle strade del centro è bene seguire le indicazioni che conducono al porto, imboccare lo celebre passeggiata degli Inglesi e percorrerla fìno in fondo, oltre l'aeroporto e Gros de Cagnes. AI bivio dell'autostrada con lo Nazionale n. 7 è meglio seguire quest'ultima, sulla sinistra, percorrere altri 2 chilometri e salire poi, voltando a destra, verso Biot. Il museo di Fernand Léger è prima del villaggio, a circa 300 metri sulla destra della strada. Biot non offre molte possibilità di parcheggio. Chi non lascia l'auto sulla piazza all'ingresso del paese, può trovarsi in serie difficoltà per fare poi lo retromarcia o per districarsi dai vicoli strettissimi, con curve impossibili. Biot, del resto, merita una visita a piedi: si tratta, fra tutto, di 500 metri.
Lasciata Biot è bene prendere l'autostrada fìno a Cannes e, usciti al casello di Le Cannet, imboccare lo strada per Grasse. Dopo 3 chilometri i cartelli segnalano lo deviazione per Mougins, che potrebbe essere lo sede ideale per il primo giorno di viaggio o, addirittura, per una lunga vacanza.

Ripartendo da Mougins la strada da seguire è quella per Grasse, la stessa che percorse, con il cuore in gola, il fuggiasco Napoleone per gli ultimi cento giorni di gloria. Grasse è una città difficile per gli automobilisti. Chi proviene da Mougins, cioè dalla strada di Cannes,percorre fatalmente i boulevards leclerc e Victor Hugo fino all' avenue De Gaulle. Qui è opportuno parcheggiare e inoltrarsi a piedi fino al museo di Fragonard (il pittore nacque a Grasse nel 1732), alla Cattedrade di Notre-Dame e al belvedere della piazza 24 agosto. Grasse, se ha fama di «stazione climatica », lo deve a Paolina Bonaparte che tra il 1807 e il 1808 venne qui a ritemprarsi. Il suo giardino - stupendo per la vegetazione e per il panorama che offre - è a 4 chilometri.

Imboccata l'avenue Baudoin (strada per Digne), bisogna svoltare quasi subito a destra sul boulevard Cnarabot, praseguire sul boulevard Albert I e seguire le indicazioni.
La route Napoléon è tra le più belle strade di montagna che attraversino la Francia da sud a nord. Ai suoi margini si incontrano numerosi chioschi che vendono, a prezzi convenienti, acqua di lavanda e miele.
Vi consigliamo di pernottare poco più avanti a Castellane per affrontare, la mattina dopo, il circuito del gran canyon del Verdon. Il fìume taglia Castellane e lo si incontra di nuovo poco più avanti, già verde smeraldo e alle prese con le rocce a strapiombo che esso ha scavato nei corso della sua esistenza. Il nostro suggerimento è di percorrere prima la strada settentrionale (direziore Moustiers) per una ragione di prudenza. Poiché la strada non è molto larga, è opportuno trovarsi sempre dalla parte della montagna piuttosto che dalla parte dei precipizio. Numerosi cartelli segnalano le deviazioni per scendere ai belvedere, quasi tutti raggiungibili in auto.

Moustiers è celebre per le faiences esposte nel suo glorioso museo.
Le maioliche smaltate di Moustiers si diffusero in tutta la Francia quando nel 1672, per risanare le fìnanze, Luigi XIV ordinò la requisizione di tutto il vasellame d'oro e d'argento. La nobiltà sostituì allora i vassoi e i piatti con i prodotti delle industrie locali che ebbero qui, fìno al 1873, i più grandi maestri. La tradizione, spenta per molti anni, è ripresa nel 1925. Da Moustiers, oltrepassato il ponte sul Verdon, e raggiunto l'abitato di Aiguines, dominato da un vecchio castello, si può prendere la Corniche Sublime, cioè lo strada meridionale che costeggia il canyon. È una strada da vertigini, in molti punti senza protezioni sul precipizio: è perciò opportuno, anche in questo caso, trovarsi dalla parte della montagna.

Giunti a Comps, la strada da seguire è quella che scende da Draguignan, dove si può pernottare o a Frejus i cui alberghi, aperti da giugno a settembre, sono tutti sulla spiaggia, Da qui una bella strada panoramica attraversa le colline dell'Esterel e scende a Cannes. Proseguendo lungo il mare, all'altezza di Golf-Juan si può salire a Vallauris scendere ad Antibes e, arrivati a Gros de Cagnes, tornare nell' entroterra.

Da Vence altri 14 chilometri portano - attraverso il villaggio di Tourrettes - al canyon del loup e da qui, percorrendo la strada secondaria D 6, all'incantevole St. Paul.

Da St. Paul, tornati a Cagnes, si prosegue lungo la Nazionale 7 fìno a Nizza e, giunti al porto, si sale verso la Moyenne Corniche per evitare il traffico sempre intenso che scorre lungo il mare. Non solo per questo, ma per avere lo possibilità, prima di varcare il confìne, di visitare il villaggio di Eze. L'itinerario, partendo dal confìne italiano e tornandovi, è di 450 chilometri.

Fonte: ilturista.info

 
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