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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 13/11/2010 @ 13:00:37, in it - Scienze e Societa, read 2753 times)

Padova, splendida città d’arte, è a soli 10 km di distanza, e vicini sono anche i dolci pendii dei Colli Euganei: è questa la posizione privilegiata di cui gode Abano Terme, cittadina veneta incastonata tra campagna e città, affondata in un territorio ricco di storia e paesaggi incantevoli.

Conosciuta come Abano Bagni fino al 1924, la città è popolata da circa 20 mila abitanti ed è il principale centro delle Terme Euganee, nella bellissima provincia di Padova. Cuore di una zona vulcanica spenta, Abano Terme è conosciuta sin dal VI secolo a.C., come testimoniano i reperti conservati nei musei di Padova ed Este e le numerose citazioni di vari scrittori latini.

Se Plinio il Vecchio, Marziale, Tito Livio e Svetonio citarono la località nei loro scritti, un buon motivo doveva esserci. In effetti ancora oggi non è difficile intuire quale fosse la risorsa tanto preziosa offerta da Abano Terme: sono le sue acque termali, che dalle Alpi scorrono per un lungo tratto sotto terra sino a sgorgare dal Poggio di Montirone.
Clorurato-sodiche bromoiodurate litiose e radioattive, le acque miracolose fanno di Abano Terme la stazione termale più importante d’Europa e tra le più rinomate al mondo, grazie anche a una capacità ricettiva di qualità, forte di strutture all’avanguardia e di terapie innovative, il tutto immerso in un ambiente piacevole e armonico.

Sono ben 78 le strutture alberghiere termali, corredate di 120 piscine, 50 campi da tennis, innumerevoli spazi verdi in cui svagarsi e passeggiare, e alle cure vere e proprie si possono affiancare trattamenti estetici, distensivi e attività di fitness. Ogni anno sono più di 250 mila i visitatori che arrivano in città, attratti dalle proprietà delle acque e dei fanghi.

Ma Abano non è solo benessere, cura del corpo e relax: dopo essersi rigenerati, anzi, vale la pena di mettersi in moto e partire alla scoperta dei piccoli tesori disseminati per il centro. Già a partire dal Viale delle Terme, una lunga strada alberata che attraversa la città, iniziano le meraviglie: il viale è l’asse principale della vita cittadina, gremito di gente a ogni ora del giorno grazie alla concentrazione di locali, negozi, alberghi e ristoranti.

Su di esso si affacciano due gioielli storico-artistici di grande valore: prima di tutto la Piazza del Sole e della Pace, di recente inaugurazione, conosciuta anche come “Piazza della Meridiana” per la bellissima meridiana in marmi policromi realizzata dall’astronomo locale Salvador Condé . In secondo luogo il Duomo di San Lorenzo, con il caratteristico campanile costruito a più riprese in epoche storiche diverse: alla base si riconoscono i mattoni grezzi del 900 d.C., mentre salendo verso la cima c’è la parte realizzata più tardi, intorno al 1200. All’interno, come perle di un ricco forziere, si annidano numerose opere di pregio: diverse tele della scuola di Jacopo Ceruti, quadri di Pietro della Vecchia, Amleto Sartori, J. K. Henrici, Mario Pinton, e tanti altri artisti di fama internazionale.

Nella zona più antica di Abano Terme si incontrano le ville patrizie, splendidi esempi di architettura Seicentesca e Settecentesca: tra le più sorprendenti si ricordano la Villa Rigoni Savioli del 1557, realizzata in stile palladiano da Nicolò Malipiero, con splendidi affreschi aggiunti da Giovan Battista Zelotti, e la Villa Bassi Rathgeb, con gli affreschi del Buttafogo. Nella parte più turistica di Abano Terme c’è la ricca Pinacoteca del Montirone, che contiene tra le altre cose la Collezione Bassi, ricca di opere pittoriche veneziane del Settecento.

Chi non si accontenta del centro cittadino e ha voglia di spingersi un po’ fuori città troverà il Santuario della Beata Vergine della salute in località Monteortone, decorato dagli affreschi di Jacopo da Montagnana e dal dipinto della Crocifissione di Palma il Giovane. Subito fuori Abano ci si imbatte nel monastero di San Daniele, mentre lungo la strada che collega il centro a Feriole, frazione vicina, c’è la bella villa Gottardo, dove si ritirò Ugo Foscolo per dedicarsi al suo celebre romanzo epistolare “Le ultime lettere di Jacopo Ortis”.

Prima però di lasciare definitivamente il centro di Abano Terme, vale la pena di prender parte a qualche evento organizzato in città: per tutto l’arco dell’anno, infatti, sono numerose le manifestazioni tradizionali o culturali, occasioni perfette per conoscere da vicino lo spirito della gente locale. Tra le manifestazioni da non perdere c’è il festival “So far so good” che si tiene tra la fine di luglio e l’inizio di agosto nel parco di Villa Bassi Rathgeb, con una vasta offerta di spettacoli, concerti e esposizioni artistiche; da aprile a agosto si susseguono gli spettacoli del Festival Internazionale di Danza.

Infine, per chi non disdegna una festa leggera e divertente, dal 2008 c’è la Festa della Birra, che dura circa una settimana e si svolge nella prima metà di luglio.

Per raggiungere Abano Terme ci sono varie possibilità. Per chi sceglie il treno le stazioni ferroviarie più vicine sono quella di Padova e quella di Terme Euganee, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Venezia, Treviso e Verona, rispettivamente a 60 km, 76.8 km e 109 km circa. Chi si muove in auto deve uscire a Padova Ovest sulla A4 Milano - Venezia, o a Terme Euganee se viaggia lungo la A13 Bologna - Padova, quindi seguire le indicazioni fino a destinazione.

Giunti alla meta si viene accolti da un clima freddo d’inverno, con valori talvolta al di sotto dello zero, e caldo d’estate, afoso nelle giornate più soleggiate: le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -2°C a una massima di 6°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 17°C ai 29°C. A rinfrescare la calura estiva arrivano abbastanza spesso dei rapidi temporali: i mesi più piovosi sono proprio giugno e agosto, con una media di 100 mm ciascuno.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 12/11/2010 @ 13:00:10, in it - Scienze e Societa, read 2098 times)

Come due vedette impettite, ai due lati del paese, le alture di Monte San Michele e del Monte Ceriel gettano lo sguardo verso il paesaggio veneto, godendo uno dei migliori panorami che si possano ammirare sul Lago di Garda. Tra queste due montagne sorge Cavaion Veronese, comune di circa 5400 abitanti in provincia di Verona, situato a 25 km dal capoluogo e incastonato in una natura selvaggia, a metà strada tra l’ambiente lacustre e il sublime scenario montano.

L’abitato è un piccolo scrigno di testimonianze archeologiche, storico-artistiche e architettoniche, poco conosciute dalla maggior parte dei turisti, ma pronte a far innamorare chiunque vi si avventuri con sguardo curioso ed attento. Tutta la cittadina è costellata di opere d’arte più o meno nascoste: sono splendide le corti, i capitelli intarsiati, le ville e i monumenti antichi, tracce di un passato ricco e avvincente, protetto dal’abbraccio dei monti.

Tra le bellezze architettoniche più preziose di Cavaion Veronese ci sono le sue chiese, in particolare la parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista, eretta nel Quattrocento su una preesistente chiesetta romanica. E’ del 1480 la pregevole pala d’altare che rappresenta la Madonna con Bambino in Gloria, realizzata da Antonio Badile, mentre il presbiterio fu aggiunto nella prima metà del CVII secolo e il campanile venne alzato nel 1749.
Sulla facciata, in stile neoclassico, si vedono quattro colonne eleganti e un grande orologio, sormontato da un timpano che sostiene una croce tra quattro vasi. All’interno, a navata unica, si colgono le linee neoclassiche con influssi palladiani, e si rimane colpiti dalle forme architettoniche pulite, essenziali e preziose allo stesso tempo.

Altri edifici di culto interessanti sono la chiesa di San Michele del IX secolo, la chiesetta di Santa Croce del XV secolo, la chiesetta di San Martino del XVI secolo e quella di San Gaetano del XVIII secolo, ma non sono meno preziosi gli edifici civili, in particolare le numerose ville signorili. Si tratta di residenze, realizzate in gran parte tra il XVI e il XVIII secolo, nate come dimore estive o come aziende agricole, spesso arricchite da grandi giardini e parchi.

In particolare vale la pena di visitare la Torre Civica e la Villa Trabucchi, un complesso situato proprio nel cuore di Cavaion Veronse, ben riconoscibile per la imponente torre merlata medievale e l’elegante villa ottocentesca. La Torre costituisce una delle prime costruzioni del paese, intorno alla quale si raccolsero gli altri edifici, eretta nell’899 per concessione di Berengario I in difesa dell’abitato. In seguito diventò parte integrante del parco di Villa Trabucchi, un sontuoso palazzo a tre piani, con una facciata ricca, un bel cortile e un incantevole parco con cedri secolari.

Da vedere anche la villa Codevigo del XVII secolo, la Villa Bonazzo del XVIII secolo e la Villa Trombetta del XIX secolo.

Infine un ottimo motivo per scoprire l’accoglienza di Cavaion Veronese sono le sue manifestazioni, che in ogni periodo dell’anno si susseguono con vitalità, pronte a far conoscere le tradizioni locali, le ricette più buone e la storia del paese. Tra gli appuntamenti più rappresentativi c’è la festa della Madonna del Carmine che si svolge alla fine di luglio, ma anche la festa degli asparagi della terza settimana di maggio.

Ad incorniciare il tutto c’è un clima piuttosto gradevole, caratterizzato da inverni freddi ma non molto rigidi e da estati fresche, ideali per le passeggiate all’aria aperta. I valori medi di gennaio vanno infatti da un minimo di -2°C a un massimo di 5°C, mentre in luglio e agosto si va dai 18°C ai 29°C. Le precipitazioni si distribuiscono in maniera piuttosto uniforme nei vari mesi dell’anno, con una media compresa tra i 55 e i 90 mm di pioggia mensili.

Per raggiungere Cavaion Veronese ci sono varie soluzioni possibili. Chi viaggia in auto può percorrere l’autostrada del Brennero A22 e uscire a Affi, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Verona, Milano Linate, Milano Malpensa e Venezia, rispettivamente a 31 km, 151 km, 189 km e 151 km.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 11/11/2010 @ 11:00:02, in it - Scienze e Societa, read 2321 times)

Il grande massiccio del Monte Bianco domina tutta la parte teminale della Valle d'Aosta. Dall'alto dei suoi 4.810 m (in realtà la quota cambia in base all'accumulo di neve) il gigante bianco offre panorami superbi lungo le due valli di Ferret e Veny, oltre alla confluenza delle quali sorge Courmayeur, a 1445 m di altitudine, una delle località sciistiche più importanti delle Alpi, sia per lo sci tradizionale che per lo snowboard.

 

Courmayeur si trova vicino all'ingresso del Tunnel del monte Bianco, il traforo di 11 km che collega l'Italia con la Francia ed in particolare con la località di Chamonix.

 

L'ingresso della galleria si trova più esattamente a Entreves, mentre nelle vicinanze a Lapalud si trova la stazione di partenza della funivia che sale all'Auguille du Midi, per poi discendere sul versante francese, con il collegamento che era l'unica possibilità di passaggio prima dell'apertura del traforo stradale.

A Courmayeur ci sono possibilità di praticare lo sci alpino, con tantissimi impianti di risalita ed anche lo sci di Fondo lungo le belle valli che costeggiano il massiccio.

 

Il comprensorio di sci alpino ha dei numeri che parlano da soli, come ci mostrano i dati tecnici:
26 piste di cui 4 nere, 12 rosse e 7 blu per un totale di oltre 100 km di tracciati a disposizione.
La portata oraria totale degli impianti è pari ad oltre 235.000 sciatori.

 

Il comprensorio è servito da 252 cannoni per innevamento programmato, mentre le postazioni per attacco dei cannoni sono in totale 389. I cannoni servono circa il 14 km delle piste disponibili, garantendo divertimento a tutti gli sciatori anche nel caso di mancanza prolungata di precipitazioni. Gli impianti arrivano fino alla quota di 2.755 della Cresta d'Arp, e partendo da questa cima si hanno circa 1.300 m di dislivello massimo, perfetti per chi ama discese prolungate.

Courmayeur è anche il regno del fuori pista. Qui ci sono tracciati di elevata spettacolarità, come scendere al di là dello spartiacque lungo la Mer de Glace, fino a Chamonix, ma ci sono percorsi mozzafiato lungo la Val Veny e nella zona in direzione di La Thuile. Per gli appasionati di fondo, sono disponibili 5 anelli con diversi livelli di difficoltà. A detta degli esperti le piste della Val Ferret sono tra le più belle d'Europa.

 

Cosa fare a Courmayeur oltre che sciare? La città offre occasioni di sport alternativi e occasioni di divertimento, oltre che a moltissimi negozi di prestigio.

Per chi non si accontenta delle piste consigliamo il Fun Park Dolonne, dove è possibile divertirsi come pazzi sulla neve.

 

Il Courmayeur Sport Center è invece una delle strutture d'alta montagna meglio attrezzate e innovative. Qui è possibile fare sport per 11 mesi all'anno con apertura continuata 10:00 / 21:00.

 

Tra le varie proposte il centro è attrezzato per siddisfare i desideri degli appassionati di Arrampicata, Curling, Fitness, Calcetto, Golf Indoor, Rafting, Pattinaggio, Tennis e Squash.

 

A Courmayeur esiste una bella piscina coperta a Prè-Saint- Didier, competa di sauna e scivolo da 60 m. Da segnalare anche le belle Terme di Pré.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 10/11/2010 @ 11:00:13, in it - Scienze e Societa, read 2557 times)

Nel cuore delle Alpi "un'isola" intra montes: la Valle d'Aosta! Nel cuore di questa valle, Saint-Vincent occupa una centralità privilegiata, L'elegante monte Zerbion allungandosi in una sinuosa catena verso il colle di Joux e la rete de Comagne, ne delimita e protegge il territorio degradante, ad ondulazioni ampie, verso il corso della Dora Baltea. Una vasta e soleggiata conca accoglie la cittadina che, sebbene si sia enormemente ingrandita e modificata nel corso degli ultimi decenni, ha saputo mantenere e riqualificare il centro storico con attenti restauri.

Sono elementi caratterizzanti del paese la chiesa parrocchiale del XII secolo, il fiabesco Grand'Hotel Billia inaugurato nel 1908, il luminoso stabilimento termale realizzato nel 1960, il palazzo municipale del 1967, opera originale ed innovativa dell'architetto E. Viliani e il "Casino de la Vallée" che, con la sua parete vetrata, è specchio del panorama circostante. Saint-Vincent possiede un altro volto! Quello del mondo contadino e dei suoi villaggi rurali, dove, alle austere case in pietra, si contrappongono i "récar", preziose costruzioni lignee testimoni della passata civiltà alpestre legata alle culture cerealicole.

La preistoria della Valle, risale alla fine del quarto, inizio terzo millennio a.C.. Di questo e dei periodi successivi, si hanno testimonianze archeologiche. La civiltà Romana ha lasciato importanti vestigia ad Aosta (arco, porta, mura, teatro) e in tutta la regione. AI medioevo si ascrivono i castelli di Fénis, Verrès, Issogne, solo per citare i più famosi. Impronte di queste epoche sono presenti a Saint-Vincent: delle incisioni rupestri, un ponte Romano (I a.C.), del quale rimane, ancora ben ancorata alla roccia, la spalla sinistra, l'impianto termale (III d.C.) di un'abitazione privata. La romanica chiesa parrocchiale (XII d.C.) conserva una cripta di rara bellezza, affreschi del XV e XVI secolo e preziosi oggetti d'Arte Sacra. I villaggi della collina, testimoni straordinari di un passato di duro lavoro e di grande ingegnosità, hanno saputo conservare numerose strutture di uso comunitario: cappelle, forni, fontane, vasche e canali irrigui, nonché i récar.

Come arrivare? Saint-Vincent è raggiungibile in auto percorrendo l'autostrada A5 Torino-Aosta, dalla Svizzera utilizzando il Tunnel del Gran San Bernardo e dalla Francia mediante il Tunnel del Monte Bianco. In treno Da Torino e da Milano (via Chivasso) con fermata a Chatillon. In pullman Da Torino, da Milano, da Martigny e Vallese, dalla Savoia, da Ivrea e Canavese.

Fonte: Azienda di Accoglienza Turistica di Saint-Vincent

 
By Admin (from 09/11/2010 @ 11:00:11, in it - Scienze e Societa, read 3406 times)

In valdostano si chiama Votornèntse, e negli anni del fascismo era stata ribattezzata Valtornenza. Il nome di oggi, Valtournenche, a qualcuno potrebbe non suggerire nulla, come se si trattasse di un paesino sperduto e dimenticato dal mondo, in un’imprecisata zona montuosa del Nord Italia.

In realtà Valtournenche, borgo di 2200 abitanti della Valle d’Aosta, è un’affascinante costellazione di frazioni alpine, tra cui spiccano località invernali rinomate, celebri per le fantastiche piste da sci e le strutture turistiche all’avanguardia. Anche il paesaggio circostante contribuisce ad accrescere la magia del luogo: incastonato all’inizio della vallata, il nucleo abitato è distribuito lungo un pendio ripido, con un dislivello notevole che lo fa assomigliare a una suggestiva scultura nella roccia. Particolarmente importante nel Medioevo per i traffici commerciali che transitavano dal colle del Teodulo, Valtournenche conobbe la fama turistica che si merita all’inizio del XIX secolo, quando si sviluppò l’alpinismo e il Monte Cervino, parte del territorio comunale, iniziò ad affascinare alpinisti e sportivi di ogni genere.

In effetti la storia di Valtournenche è intimamente legata a quella di Cervinia, frazione comunale a cui deve gran parte del suo successo, località rinomata e dal nome noto a chiunque ami gli sport invernali. Raggiungibile dal cuore di Valtournenche tramite ovovia, Cervinia è abbarbicata alle montagne a 2012 metri di quota, alle pendici del Monte Cervino. Breuil-Cervinia (il nome completo della frazione) è tra le mete sciistiche più amate e conosciute dell’arco alpino, ed è collegata efficacemente con gli impianti di Zermatt, sul versante svizzero, dando vita a un unico ampio comprensorio, il Matterhorn Ski Paradise, con oltre 350 km di piste.

L’altitudine elevata fa sì che la stagione sciistica vada dall’inizio di novembre all’inizio di maggio, ma anche nei mesi più caldi si può sperimentare “lo sci estivo” sulle piste ghiacciate del Plateau Rosa, servendosi degli impianti svizzeri. La funivia Cime Bianche-Plateau Rosa è tra gli impianti di risalita più moderni, realizzata nei primi anni ’90, e colma un dislivello di ben 700 metri, ma il comprensorio è davvero sconfinato e le strutture sono numerosissime e all’avanguardia. Due cabinovie, due funivie, cinque seggiovie ad agganciamento automatico, quattro seggiovie a morsa fissa, una sciovia e un tappeto per gli sciatori alle prime armi vi consentiranno di raggiungere il tracciato più adatto a voi, in una sorprendente varietà di piste a vari livelli di difficoltà. Da non dimenticare lo splendido percorso per lo sci di fondo, che si snoda attraverso quello che, d’estate, costituisce uno dei campi da golf più elevati del mondo, il Golf Club del Cervino 18 buche.

Per migliorare ulteriormente l’offerta turistica di Valtournenche, ultimamente sono state apportate delle modifiche agli impianti, e i vecchi skilift sono stati sostituiti da seggiovie di nuova generazione: grazie all’efficienza delle strutture le piste non sono mai eccessivamente affollate e non ci sono lunghe file per risalire dopo la discesa. Infine, se non vi accontentate di una vacanza sportiva ma volete assaporare un pizzico di cultura, potete visitare la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio, in una piccola piazza situata proprio nel cuore del paese. L’aria pacata e familiare dell’edificio e del suo scenario rendono la chiesa particolarmente suggestiva, e sulle pietre della piazzetta sono iscritti i nomi dei personaggi più famosi della storia diValtournenche.

A vivacizzare il paese in ogni stagione dell’anno ci sono le manifestazioni, gli eventi culturali e le feste popolari. Ogni anno, ad esempio, si svolge il festival cinematografico Cervino Cinemountain, e due volte l’anno il borgo è invaso dalle colorate bancarelle del mercatino dell’artigianato valdostano, un’ottima occasione per scoprire gli oggetti tipici e le tradizioni di questa terra generosa. In estate, quando la neve si ritira e i turisti possono ammirare un panorama magnifico, ricco di sentieri che aspettano di essere esplorati, nel centro del paese e nelle frazioni comunali si svolgono tanti eventi diversi, dalle attività sportive per grandi e piccoli alle proiezioni di film, passando per i concerti e gli spettacoli teatrali sotto le stelle.

Raggiungere Valtournenche non è difficile, grazie anche alla vicinanza di importanti aeroporti, come quelli di Milano Malpensa e Torino Caselle, e dei trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. Chi viaggia in auto può percorrere l’autostrada A5 Torino-Aosta e uscire a Chatillon-Saint Vincent, poi continuare per circa 21 km sulla strada regionale in direzione Valtournenche-Cervinia. Chi prende il treno può raggiungere la stazione di Chatillon-Saint Vincent, sulla linea Torino-Aosta, e proseguire con l’autobus per l’ultima ventina di chilometri. Infine gli aeroporti più vicini sono quello di Torino, a 118 km, quello di Milano Malpensa a 160 km e Milano Linate a 180 km, e quelli internazionali di Francoforte, Ginevra, Parigi e Zurigo.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 08/11/2010 @ 15:00:50, in it - Scienze e Societa, read 1197 times)

Come dice il nome, il blog britannico “Europe à la carte” ci suggerisce di viaggiare in Europa. I suoi 11 scrittori condividono consigli di viaggio, racconti e colonne di opinionismo. Oggi Sian infierisce contro gli aeroporti. Passa in rassegna le cose che la esasperano maggiormente: i sandwich dai prezzi proibitivi, le regole di sicurezza ridicole più spesso di quanto non siano valide, la sufficienza verso i fumatori e… il mal-trattamento dei bagagli.

Questa settimana sono in Norvegia e, se per un verso adoro volare, essere in volo, dall’altro gli aeroporti mi stressano. Tutta la giornata per andare all’aeroporto mi stressa. Fondamentalmente non ridivento felice finché non sono seduta sull’aereo e siamo in volo. Ho preoccupazioni da aeroporto. Ma non la fanno per niente più facile per me. In pratica, devo andare in due o tre aeroporti per raggiungere la mia destinazione finale. Ecco qui le mie principali “bestie grame” sugli aeroporti:

I prezzi. So che siamo un mercato in crisi, ma perfavore, possiamo smettere di far pagare 5 sterline per un sandwich? Mi aspetto un margine di profitto. Davvero me lo aspetto. Ma il cibo e le bevande di base non dovrebbero essere così care. Dateci tregua. Vi compreremo da mangiare comunque, ma forse lo assaporeremmo di più se i prezzi non ci facessero piangere. Eppoi, sapete, possiamo anche comprarci anche uno spuntino, forse un bicchiere di vino. Capite come funziona?

Le sportine di plastica. Avrei voglia che le regole su queste cose non cambiassero, ma nessuno sa davvero cosa fare. C’è sempre incertezza. Ulteriormente evidenziate quando il tipo della sicurezza ‘non sapeva’ se dovevo mettere il mascara in un sacchetto. Grazie, Terminal Cinque. Un grande aiuto.

Il trattamento bagagli. Solo ieri un mio compagno di viaggio ha visto i nostri bagagli lanciati giù con un dislivello di nove piedi [NdT: equivale a circa 2,75 metri], spostati a calci e generalmente trattati piuttosto malamente dalla British Airways. Ora, non sono abbastanza ingenua da credere che tutte le borse vengano trattate con tanta gentilezza, neanche fossero dei gattini, ma almeno prendete la minima precauzione affinché non ci sia possibile vedervi.

La mancanza di aree fumatori. Sono una fumatrice. Mi scuso in anticipo. Ma mi piacerebe poter fumare una volta che ho superato la sicurezza. Solo un minuscolo spazio esterno dove poter andare, dove non disturbo nessuno. Anche gli aeroporti nei Paesi che non permettono di fumare al chiuso, ce l’hanno. Non capisco perché noi no.

I tempi dell’imbarco che confondono. Sembra che ogni compagnia aerea abbia regole diverse sull’orario di chiusura dell’imbarco. E’ dieci minuti prima della partenza del volo? Mezz’ora? Non sono mai riuscita a capirlo completamente. Non perché non sia pignola in fatto di puntualità in aeroporto (credetemi, mi stressa più questo che qualunque altra cosa), ma non credo che ci sia coerenza sotto questo aspetto.

Beh, ecco le mie 5 più brutte bestie grame. Cosa dà più fastidio a voi?

Scritto da Sian, blog Europe à la carte. Tradotto da Sara Gianfelici. Vedere post originale in inglese.

 

Passeggiare in montagna è sempre un’esperienza unica, in ogni periodo dell’anno: colori, luci, profumi e suoni sono esperienze che parlano all’anima, difficili da raccontare. In estate, nei pascoli, il tintinnio dei campanacci si unisce al gorgogliare argentino dei torrenti, mentre i fiori alpini e le conifere diffondono nell’aria gli odori della libertà; in inverno la neve crea una coltre silenziosa, che rende i suoni ovattati, e l’unico rumore è il fruscio degli scii sulle piste. Questo accade nella parte settentrionale del Trentino Alto Adige, nella Provincia Autonoma di Bolzano, intorno al comune di San Martino in Badia.

Con 1730 abitanti circa, le stradicciole tortuose e i tetti appuntiti, San Martino in Badia è un grazioso borgo montano, dominato dalla quiete tipica dei paradisi di pace e, allo stesso tempo, dall’ospitalità e la vivacità che si addicono a una rinomata meta turistica. In ogni stagione si assiste alla creazione di scenari straordinari: il paese è sempre un piccolo gioiello, pronto a stupire i visitatori con testimonianze storico-artistiche nascoste nel centro, abbracciato da una natura selvaggia che regala giornate indimenticabili all’insegna del relax o dell’emozione.

Trascorrere una vacanza a San Martino in Badia (St. Martin in Thurn) è un’ottima idea per chi ama l’ambiente, la vita dinamica e le atmosfere rilassanti: benché la stagione più gettonata sia l’inverno, grazie alle piste da sci che si snodano nei dintorni del paese, sarebbe un peccato escludere a priori la bella stagione, con la sua lucentezza e gli itinerari mozzafiato tra i boschi e le montagne. Ad avvolgere un paesaggio magnifico c’è il tipico clima alpino, che regala inverni all’insegna della neve e estati tutte da esplorare: le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -9°C a una massima di 0°C, mentre in luglio e agosto, i mesi più caldi, si passa dai 9°C ai 21°C. Luglio e agosto, con una media di 102-109 mm di pioggia, sono anche i mesi più colpiti dalle precipitazioni.

Il paradiso di sciatori e snowboarder è Antermoia, la frazione più famosa di San Martino in Badia: è qui che parte la sciovia con cui si possono raggiungere le piste. E’ facile e veloce arrivare alle prime discese, quelle più semplici e adatte ai principianti, mentre a 10 km di distanza si estendono i tracciati dell’area Dolomiti Superski, con la mole imponente del Plan de Corones, e delll’Alta Badia. Alle piste dedicate allo sci classico si affiancano gli spazi per lo slittino e per lo sci di fondo, senza dimenticare le piste da pattinaggio nel cuore del paese.

Quando le temperature iniziano ad alzarsi e le nevi si ritirano, rivelando il verde smeraldino di pascoli e montagne, ci si può avventurare lungo innumerevoli sentieri o fare delle avventurose escursioni a cavallo. Da non perdere l’escursione a piedi lungo i Monti Pallidi, le passeggiate nel Parco Nazionale Puez/Odle o verso il Passo delle Erbe.

E se gli scorci panoramici non vi bastassero, la natura che circonda San Martino vi concede un altro regalo: nel territorio affiorano delle preziose sorgenti termali, note sin dai primi anni dell’Ottocento. L’acqua della zona è classificata come solfato-bicarbonato-alcalino-terroso-fluorurata, è fredda, salata e dal gusto amaro, ed è utilizzata per la cura di malattie reumatiche, cutanee, ginecologiche, vascolari e nervose.

Dopo aver riconosciuto i meriti della natura, che ha saputo creare in Val Badia un paesaggio lussureggiante e maestoso, è il momento di scoprire le piccole opere d’arte realizzate dall’uomo:San Martino in Badia vanta una lunga storia, fatta di tradizioni popolari e usanze vivaci, una gastronomia deliziosa e un’ospitalità che mette tutti a proprio agio. Il paese è spesso definito “la culla della cultura ladina”, ed è infatti sede dell’Istituto Culturale Ladino e del Museum Ladin presso il Ciastel del Tor: qui si possono conoscere da vicino la cultura, la storia, la lingua e i costumi della popolazione più antica e affascinante delle Alpi. Da non perdere la Valle dei Mulini, nella frazione di Longiarù, con un sentiero che per oltre un chilometro si snoda nella campagna e tocca gli otto mulini della zona, tutti ristrutturati e aperti alle visite.

Anche le manifestazioni confermano la ricchezza delle tradizioni locali, e un periodo particolarmente vivace è quello delle feste natalizie. Tra le occasioni più attese c’è il concerto di ottoni che si tiene la sera della vigilia nella chiesa parrocchiale di Longiarù, ma anche il famoso Interski-Show del 29 dicembre, una fiaccolata spettacolare seguita da fuochi d’artificio lungo le piste di Antermoia, che culmina con la degustazione di dolciumi e vin brulé. Un’altra fiaccolata si tiene la sera del 31 dicembre, con partenza al Ciastel del Tor e spettacolo pirotecnico sotto il castello.

Per raggiungere San Martino in Badia ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto deve prendere l’autostrada del Brennero A22 fino al casello di Bressanone, percorrere la strada statale 49 della Val Pusteria e girare ai bivi per San Lorenzo e Picolino. Chi prende il treno può contare sulla linea ferroviaria Lienz-Fortezza, che tocca varie località della vallata, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Bolzano, Venezia, Verona e Innsbruck (Austria), rispettivamente a 91 km, 192 km, 236 km e 117 km circa. 

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 07/11/2010 @ 08:00:02, in it - Scienze e Societa, read 2849 times)

Posta quasi in fondo a quella che gli abitanti chiamano affettuosamente la Valletta ai piedi delle cime del gruppo del Cevedale ed all’interno del Parco nazionale dello Stelvio, dotata di una storica fonte termale, stazione sciistica fin dagli anni sessanta, divisa tra gli abitati di paio Fonti e Peio Paese si presenta come una località di vacanza a tutto tondo dove posso trascorrere un piacevole soggiorno in ogni stagione.

Estate a Peio (Pejo) significa innanzitutto natura la posizione nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio che ne fa base di partenza ideale per escursioni naturalistiche ad osservare la flora e la fauna; gli ambienti vanno dal prato adibito a pascolo fino ai ghiacciai passando per meravigliosi laghetti e malghe. Infatti quando mi muovo per qualche escursione non posso dimenticare di portare con me la macchina fotografi e se possibile anche un buon binocolo e sostare in osservazioni, sicuramente potrò osservare qualche capriolo al pascolo, dei timidi camosci che mangiano l’erbette che crescono tra i sassi, oppure una curiosa marmotta, questi sono solo alcuni esempi degli incontri che si possono fare passeggiando tra i prati e i boschi. Le passeggiate che non si possono assolutamente trascurare sono per chi non vuole camminare tanto è sicuramente una puntata al lago di Pian Palù, si tratta di una camminata di circa mezzora su comodo sentiero che ci porta sulle rive del lago artificiale di Pian Palù, il sentiero che corre lungo la riva è anche interessante perché sono ancora visibili i resti dell’attività mineraria che si svolgeva sul versante nord della valle.

Altra passeggiata facile ma che richiede almeno una giornata è il circuito del rifugio Cevedale-Lago del Careser, si va in macchina fino alla centrane elettrica di Malga Mare e da qui si sale lungo il fianco della Val Venezia, caratterizzata dalla morfologia glaciale e dal panorama mozzafiato verso i ghiacciai del Cevedale, fino ai 2600 metri del rifugio Cevedale, qui si risale ancora per qualche centinaio di metri fino al Lago delle Marmotte e da qui sempre in costa fino al Lago del Careser, si attraversa la diga dando anche uno sguardo al ghiacciaio omonimo e si scende rapidamente fino a Malga Mare. Un'altra escursione che si svolge su sentiero, ma tocca quote piuttosto alte è la salita al Rifugio Mantova al Vioz, dalla stazione a monte della seggiovia del Doss dei Gembri, si percorre un sentiero ben segnalato che girando intorno al picco del Dente del Vioz ci porta agli oltre 3400 metri del Rifugio Mantova, questo itinerario non ha paerticolari difficoltà di tipo alpinistico, ma data la quota elevata bisogna essere ben allenati e sempre attenti alle variazioni del tempo che possono essere particolarmente brusche.

I provetti alpinisti invece non si fanno generalmente mancare, tempo permettendo, la traversata delle tredici cime, questo itinerario da farsi sempre accompagnati da una guida alpina, si svolge tutto sulla cresta che unisce la cime principali del gruppo del Cevedale a quote quasi sempre oltre i 3000 metri in in ambiente unico nelle alpi.

Presso l'ufficio visitatori del Parco Nazionale dello Stelvio è a disposizione materiale illustrativo sulla flora e la fauna del parco, spesso vengono organizzate serate a tema e inoltre le guardie del parco organizzano sia in estate che in inverno interessanti escursioni che ci portano negli angoli più reconditi della valle alla scoperta delle bellezze naturalistiche della montagna.

La stagione invernale di Pejo (Peio) offre ai turisti una buona rete d'impianti e piste che si snodano ai piedi del monte Vioz e sono costituite da una telecabina ad agganciamento automatico, tre seggiovie e una sciovia, più un tapis roulant per i più piccini in località Tarlenta. Le piste quasi tutte di livello medio facile, scendono dai 2300 metri del Doss dei Gembri fino ai 1400 metri di Peio Fonti, anchi gli sciatori esperti trovano comunque due piste nere il Canalone e la Delle Gole sulle quali cimentarsi in strette serpentine. Il futuro di questa località è destinato a nuova luce quando verrà completato il progetto del Funifor che raggiungerà i quasi tremila metri del vecchio rifugio Mantova riaprendo agli sciatori la valle della Mite arrivando ad offrire un dislivello sciabile di oltre 1500 metri, servito solo da due moderni e rapidi impianti.

L'esposizione delle piste sempre al sole è particolarmente gradita alle famiglie che facendo base in uno dei rifugi dell'area trascorrono una giornata sulla neve gradita da sciatori e non sciatori.

Moltissime sono le passeggiate che si possono fare nella stagione invernale calzando un buon paio di “ciaspole”, nelle notti di luna piena spesso vengono organizzate uscite al chiaro di luna accompagnati dalle guardie del parco o dalle guide apine.

Lo sci nordico in valle si pratica a Cogolo dove sono tracciati alcuni anelli nella piana di fondovalle, nei pressi dello skilift Biancaneve.

Capitolo a parte lo meritano le acque della Val di Pejo, infatti sono ben due e fonti più note: la Fonte Alpina oligominerale sfruttata commercialmente e distribuita con buona diffusione sul territorio nazionale e valorizzata dal residuo fisso molto basso e l'Antica Fonte. L'acqua dell'Antica Fonte, effervescente naturale con un contenuto di anidride carbonica e ferro che la rendono particolarmente indicata a risolvere problemi di carenza di ferro. Presso il centro termale sono possibili tutti i tipi di terapia legati alle caratteristiche dell'acqua dell'Antica Fonte, e inoltre che non necessita della terapia ti tipo termale può invece usufruire del centro benessere annesso alle terme dove troverà vasche idromassaggio, una piscina, bagno turco ed un centro massaggi nel quale mani esperte provvederanno a rilassare i muscoli stancati da una giornata di attività all'aria aperta.

Tutta la valle è ricca di fontanini dai quali sgorgano acque generalmente ferrugginose e gasate, ma dal gusto differente dato dall'estrema varietà mineralogica delle rocce del gruppo del Cevedale.

Tutta la val di Peio è dotata di un'ottima ricettività caratterizzata da alberghi di medio piccole dimensioni dove l'ospite viene accolto, viziato e coccolato, nei ristoranti posso gustare l'ottima cucina solandra tra le cui specialità spiccano dopo un ottimo tagliere di affettati della valle, gli strangolapreti, gnocchetti verdi da gustare con burro e salvia e la carne salada, da assaporare cotta o cruda il tutto seguito da una bella coppa di panna montata ai frutti di bosco.

La val di Pejo può essere raggiunta uscendo dall'autostrada del Brennero al casello di San Michele-Mezzocorona e percorrendo il corso del Noce che attraversa la val di Non e la val di Sole, oppure risalendo la val Camonica e valicando il passo del Tonale. Chi invece sceglie il treno utilizzerà la ferrovia del Brennero fino a Trento e da qui salirà sul trenino della ferrovia Trento-Malè che risalendo la valle tra boschi e meleti lo porterà fino alla stazione di Mezzana-Marilleva dove un comodo servizio di autocorriere in coincidenza con il treno completerà gli ultimi dieci chilometri che mancano per giungere a destinazione.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 06/11/2010 @ 08:00:46, in it - Scienze e Societa, read 2075 times)

Brunico (Bruneck) deve le sue fortune alla sua splendida posizione geografica: già nella protostoria la sua regione presentava testimonianze di insediamenti, con tracce lasciate nell’età del bronzo e del ferro, ma anche in epoca romana la valle Pusteria era attraversata da una importante via di comunicazione.
Brunico si trova infatti nel cuore della Val Pusteria, la valle disegnata dal fiume Rienza, là dove vanno a convergere la Val Badia proveniente dai massicci dolomitici e la val di Tures - Valle Aurina che si apre direttamente sotto la vetta d’Italia. Oggigiorno però l’importanza della sua posizione è accresciuta dalla presenza di Plan de Corones (Kronplatz), una montagna che è diventata uno dei comprensori sciistici più importanti d’Europa e del mondo intero.


Per gli appassionati di sci Brunico è famosa come punto di partenza per salire alle piste di Plan de Corones, Kronpklatz in tedesco. Gli impianti si trovano appena a sud di Brunico, presso la località di Riscone (Reischsch) da dove si può utilizzare due telecabine ciascuna suddivisa in due tratte che conduce ai 2275 m della vetta. Qui si trova la celebre campana Concordia 2000 che batte la sua nuota tutti i mercoledì, i venerdì ed i sabato alla 12:10 in punto, ma che è destinata a battere anche per le eventuali, ed auspicate, notizie di pace provenienti dal mondo.
Plan de Corones oltre a presentare impianti perfettamente tenuti è anche un luogo di grandi panorami ed è molto apprezzato anche da chi non pratica lo sci o lo snowboard, e la cabinovia principale è aperta anche durante la stagione estiva.

Tra le altre attrattive naturali di Brunico segnaliamo il particolare fenomeno delle Piramidi di Terra, delle forme di erosione causate da terreni incoerenti in cui si trovano anche massi di certe dimensioni: la pioggia erode i terreni, ma là dove si trova un sasso più grande si forma una sorta di ombrello naturale che protegge l’erosioe e crea dei pinnacoli di terreno molto suggestivo. Questo fenomeno si può ammirare nei pressi di Brunico in due zone distinte: nel comune di Perca, ad est di Bruneck, con le Piramidi di Plata, e tra Brunico e Bressanone presso il villaggio di Terento.

Un'escursione interessante è quella che conduce al Castello di Chela posto un´altitudine di quasi 1200 a nord-est della città, ora solamente una rovina ma di grande fascino e ricco di storia. Le sue origini sono antiche visto che le fondamenta furono gettate da S. Albuino, poco prima dell’anno 1000. Sempre in zona sono da segnalare i i villaggi di S. Caterina e S. Giorgio, posti praticamente all’imbocco della valle di Tures. Risalendo quest’ultima si arriva c Campo Tures, dominato dal celebre Castello Neumelans. Risalendo ulteriormente la valle si raggiunge la Val Aurina, magicamente incorniciata dai contrafforti dello spartiacque alpino, e la Vetta d’Italia, il punto geografico più a nord del nostro paese, che chiude la sua testata.

Tra gli eventi ricordiamo il famoso Mercatino di Natale di Brunico, luogo dove fare shopping durante il periodo dell’avvento, specie se siete innamorati del magnifico artigianato del sudtirolo e dei manufatti in legno. La manifestazione si svolge presso la Piazza del municipio e nella adiacente via Bastioni. In genere la durata del Mercatino di Natale va da fine novembre fino all’Epifania, con esclusione del giorno di Natale.

Brunico si raggiunge utilizzando l’autostrada del Sole A22. Risalendola a nord di Bolzano si supera l’uscita della Val Gardena e si esce a Bressanone (Brixen). Da qui si seguono le indicazioni per la Pustertal – val Pusteria e in meno di 30 km di ondulato fondovalle si raggiunge il centro di Brunico. In alternativa, per chi proviene dalle parte più orientali del nord-est, si può raggiungere la città risalendo da Tolmezzo a Sappada, superare il passo di Croce Complico e scendere in valle Pusteria presso Dobbiaco (Toblach). Da qui ci sono poco più di 25 km per arrivare fino a Bruneck. In alternativa Brunico può essere raggiunta anche in treno.

Brunico si trova a 838 m sul livello del mare, ed è quindi una località di villeggiatura posta ad una quota intermedia. Per la stagione estiva questa significa una valore di temperature gradevole, mai eccessivamente caldo o troppo fresco, con una bella illuminazione della valle che garantisce tante ore di luce. la regione intorno alla città possiede comunque un clima continentale umido, che in estate è caratterizzato da apporti consistenti di precipitazioni anche se il loro carattere temporalesco concede spazio a schiarite e giornate limpide. Le massime raggiungono i questo periodo valori intorno mediamente ai 20 °C e punte fino a 24-25 °C e rari picchi fino a 28-30 °C.
Il clima continentale rende fredda la stagione invernale anche se più avara di precipitazioni rispetto alle altre stagioni. Le minime in valle scendono a valori decisamente sotto gli zero gradi (-5 / -7 °C) a causa delle frequenti inversioni termiche, e il passaggio delle perturbazioni atmosferiche comportano la caduta di precipitazioni, spesso a carattere nevoso.

Brunico è dominata dal suo Castello che si erge circa una trentina più in alto dell’abitato, in sinistra idrografica del fiume Rienza. Da notare in questa costruzione originaria del tredicesimo-quattordicesimo secolo il bel maschio merlato, e nelle vicinanze un interessante cimitero di guerra nelle vicinanze (waldfriedhof), che accoglie i caduti della Prima Guerra Mondiale.
Il centro è pulito ed ordinato e verte intorno alla via di Città, il cuore del centro storico con case tipiche del sud-tirolo e negozi dove fare shopping. Appena a nord di Brunico, presso la frazione di Teodone si trova l’interessante Museo Provinciale degli Usi e Costumi (Mair am Hof), ambientato in una residenza storica ricostruisce gli ambienti tipici delle attività della val Pusteria, con edifici attrezzi e manufatti di utilizzo domestico.

Fonte: ilturista.info

 
By Admin (from 05/11/2010 @ 11:00:49, in it - Scienze e Societa, read 2528 times)

In una posizione invidiabile, stretta tra le propaggini meridionali del Gruppo del Brenta, e le valli a nord del Lago di Garda, Comano racchiude in pochi chilometri quadrati tutte le caratteristiche migliori che una località alpina può possedere: paesaggi dolomitici spettacolari a portata di mano, dove compire trekking e passeggiate rilassanti, vallate ricche di storia e cultura in cui cantano torrenti dalle acque limpide, un comprensorio vallivo (le Giudicarie) ricco di incantevoli laghetti e a due passi dal più grande specchio lacustre italiano, la possibilità di sciare nei comprensori di Pinzolo, Molveno-Andalo (Paganella) ed il Monte Bondone, e trascorrere un rilassante periodo di cure termale e cura del proprio benessere presso la struttura delle Terme di Comano.

Per arrivare alle Terme di Comano si possono utilizzare varie direttrici: da Trento si esce a Trento Centro sulla A22 Autostrada del Brennero e si prosegue verso ovest seguendo la SS 45bis fino a Sarche, per poi deviare lungo la SS 237 che porta fino a Comano. Il alternativa si può raggiungere la località provenendo da Riva del Garda, sia seguendo la SS 45 bis per Arco – Trento, sia seguendo il percorso alternativo che passa lungo il lago di Tenno. Oppure seguire la direttrice che proviene dalla sponda occidentale del Lago di Garda, e cioè utilizzare la SS 237 da Salò che si muove in direzione del Lago d’Idro, fino a Tione di Trento e qui dirigersi verso Scenico, oltre il quale si trovano le Terme di Comano.

Il periodo migliore per visitare le Terme di Comano è ovviamente legato al calendario di apertura delle Terme, in genere nel periodo che va Pasqua all’autunno, in pratica da fine marzo ad inizio novembre. Dal punto di vista climatico la località si trova a circa 400 m di altitudine, sul fondovalle del Sarca (l’immissario del Lago di Garda) e gode quindi di un clima tutto sommato mite, caldo in estate ma sempre mitigato e reso piacevole dalle brezze di valle.

Cosa fare e vedere alle Terme di Comano?
L’acqua delle Terme di Comano è rinomata per le sue proprietà benefiche per la pelle. Esce dalla sorgente alla temperatura costante di 27 gradi centigradi, e quindi subisce un riscaldamento nelle viscere della terra. E’ indicata nella cura delle dermatiti e in particolare della Psoriasi, la malattia della pelle legata allo stress, che viene cancellato da clima rilassante delle Terme di Comano. La struttura conta anche di un moderno Centro Benessere dove rigenerarsi con una seria di trattamenti personalizzati di elevata professionalità.

Tra le attività da fare in zona, il Parco naturale Adamello-Brenta, l’area protetta più estesa di tutto il Trentino v’attende con i suoi sentieri e i paesaggi mozzafiato della Valle d’Ambiez, che si insinua all’interno delle Dolomiti di Brenta. Nella zona delle Terme di Comano si trovano interessanti castelli da visitare: Castel Stenico è uno dei più affascinanti, e si può visitare per vivere le atmosfere del passato in una posizione spettacolare che domina il borgo di Stenico. Un altro castello importante si trova nella località di Castel Spine e non distante la bella sagoma di Castel Campo.

Oltre alle testimonianze militaresche la zona delle Terme di Comano conserva anche pregevoli testimonianze religioso-artistiche e nella fattispecie alcune chiese di pregevole fattura. La piccola chiesa di di San Felice a Bono si trova circondata da una natura incontaminata e conserva all’interno degli ottimi affreschi del ‘400. A Vigo Lomaso si trova invece la bella chiesa di San Lorenzo, che dovrebbe possedere circa 8 secoli di storia sulle spalle. Un'altra chiesetta da visitare è quella di Santa Croce, ubicata presso Pieve del Beggio. E dotata di una bella cripta.

Fonte: ilturista.info

 
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