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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Recentemente su una prestigiosa rivista scientifica internazionale, "Global Ecology and Biogeography", è stato pubblicato un lavoro molto interessante, che fornisce il quadro dell'evoluzione dei biomi trasformati dall'intervento umano , dal 1700 al 2000. (vedasi Ellis E.C., et al., 2010 , Anthropogenic Transformation of the Biomes, 1700 to 2000; Global Ecology and Biogeography, 19 (5); 589 - 606).
 

Lo studio presenta una mappatura dei biomi per il 1700, il 1800, il 1900 ed il 2000 utilizzando tutti i dati a disposizione e un modello di classificazione dei biomi antropogenici, applicato ai dati globali relativi alla densità della popolazione umana ed all'utilizzo e alla trasformazione del suolo.

Risulta che nel 1700, più della metà dell'intera biosfera si trovava in condizioni selvatiche, mentre il 45% era in uno stato seminaturale, con modeste trasformazioni del suolo dovute all'agricoltura e agli insediamenti umani. Nel 2000 invece la maggioranza della biosfera appare interessata da aree agricole ed altri biomi antropogenici, meno del 20% si trova in uno stato seminaturale e solo Ľ può essere considerato in una situazione selvatica.
 

L'ecologo Erle Ellis ha coniato, da vari anni, il termine Anthropogenic biomes, detti anche Anthromes, che sono l'oggetto della sua ricerca (vedasi il sito del suo Laboratory for anthropogenic landscape ecology all'Università del Maryland, www.ecotope.org)

 

Nel 2008 uno studio pubblicato sempre da Erle Ellis e Navin Ramankutty apparso sulla prestigiosa rivista "Frontiers in ecology and the environment" dell'Ecological society of America (ESA), ha fornito a noi tutti una prima nuova, rivoluzionaria, mappa del globo (vedasi Ellis E.C. e Ramankutty N., 2008, Putting people in the map: anthropogenic biomes of the world , Frontiers in Ecology and the Environment 6 ; 439 - 447).
 

Alcuni blog scientifici hanno dichiarato che questa mappa ha rivoluzionato la nostra concezione degli ecosistemi del pianeta. La visione convenzionale che è presente in tanti testi universitari e negli atlanti geografici riporta, infatti, la classificazione degli ecosistemi della Terra in aggregazioni definite biomi. I biomi sono classificati in base alla vegetazione, alla situazione climatica, alla localizzazione geografica e sono definiti come tundre, foreste temperate decidue, praterie temperate, foreste pluviali tropicali, ecc.

Ma le ricerche di chi studia le trasformazione prodotte dall'intervento umano ci presentano biomi profondamente alterati rispetto alle loro evoluzioni originali ed una complessiva, straordinaria modificazione della superficie del pianeta stesso, tanto che le forme vegetazionali presenti originariamente nei diversi biomi sono molto spesso raramente riscontrabili. Oggi più di tre quarti della superficie del pianeta è stato "ridisegnato" dalle attività umane. Il nuovo framework previsto dagli studiosi è basato sui biomi antropogenici (Anthropogenic biomes) e la nuova mappa è basata sulle immagine da satellite, le statistiche della popolazione umana e le analisi GIS (Geographicali information system).

Questa ricerca non fa che confermare quanto già alcuni studiosi avevano pubblicato anni fa relativamente alla mappa dell'"impronta umana" sul pianeta. (Vedasi Sanderson E. W. et al., 2002, The Human Footprint and the Last of the Wild, BioScience, 52, 10; 891-904, e Kareiva P. et al., 2007, Domesticated Nature: Shaping Landscapes and Ecosystems for Human Welfare, Science, 316; 1866-1869).

Un'impronta che ha trasformato fisicamente le terre emerse almeno fino all'83% dell'intera loro superficie.
Le nuove ricerche dimostrano chiaramente che ormai il nuovo modello della biosfera è costituito dal riconoscimento delle grandi trasformazioni provocate dalla specie umana sul pianeta e indicano la necessità di agire per ricondurre su percorsi di maggiore sostenibilità le relazioni esistenti tra i sistemi naturali e i sistemi sociali prodotti dalla specie umana.

Nel 2008 un team di noti scienziati esperti degli ecosistemi marini ha concluso un lungo ed interessantissimo lavoro per tratteggiare la mappa globale dell'impatto umano sugli ecosistemi marini. (vedasi Halpern B.S. et al., 2008, A Global Map of Human Impact on Marine Ecosystems, Science , 319; 948 - 952).

Questa mappa ci fornisce una straordinaria sistematizzazione dei dati esistenti circa il nostro impatto sugli oceani ed i mari del mondo ed il quadro che ne emerge non è certo confortante.
L'analisi del team di studiosi indica che nessuna area può definirsi non influenzata in qualche modo dall'intervento umano e che un'ampia frazione degli ecosistemi marini (il 41%) risulta fortemente impattata da diversi fattori antropogenici. Restano comunque ancora alcune aree dove l'impatto umano è relativamente scarso, soprattutto negli ecosistemi marini delle zone polari.
Alcuni ecosistemi marini presentano gli effetti sinergici di numerosi impatti a causa dell'intervento umano sia di origine terrestre che marino.

Recentemente (dicembre 2009) si è concluso l' Anno internazionale del pianeta Terra, il cui principale scopo è stato quello di assicurare la massima diffusione e l'utilizzo da parte delle nostre società delle conoscenze acquisite da oltre 400.000 scienziati della Terra ( Si veda www.yearoftheplanetearth.org). Purtroppo, ancora oggi, nell'opinione pubblica in generale e in numerosi settori professionali, in particolare nel mondo politico ed economico, è presente una scarsa conoscenza scientifica della storia della Terra, della sua evoluzione, delle dinamiche evolutive delle interrelazioni presenti tra le diverse sfere che operano su questo nostro pianeta.

Il divario che esiste tra conoscenza scientifica e consapevolezza di tali problemi da parte del mondo politico sembra aumentare sempre più, nonostante lo straordinario avanzamento conoscitivo delle cosiddette scienze del sistema Terra che, negli ultimi decenni, è stato veramente ragguardevole, sia grazie ai raffinati sensori dei numerosi satelliti da telerilevamento, sia grazie all'utilizzo di eccezionali megacomputer dalle straordinarie capacità di calcolo.

Il divario che esiste tra conoscenza scientifica e consapevolezza di tali problemi da parte del mondo politico sembra aumentare sempre più, nonostante lo straordinario avanzamento conoscitivo delle cosiddette scienze del sistema Terra che, negli ultimi decenni, è stato veramente ragguardevole, sia grazie ai raffinati sensori dei numerosi satelliti da telerilevamento, sia grazie all'utilizzo di eccezionali megacomputer dalle straordinarie capacità di calcolo.

Le conoscenze di base su quanto sinora acquisito sul Geological time scale (la scala del tempo geologico) sono ancora molto poco diffuse nel mondo dei decisori politici ed economici, la confusione esistente tra i grandi cambiamenti globali che hanno sempre accompagnato la storia del nostro pianeta e il ruolo che la specie umana sta invece esercitando nel causare un vasto e accelerato cambiamento ambientale globale, sono ancora mal percepiti e spesso confusi.

E' quindi fondamentale un'operazione di continua alfabetizzazione.

Fonte: greenreport.it - Autore: Gianfranco Bologna

 
By Admin (from 21/10/2010 @ 08:00:20, in it - Scienze e Societa, read 1714 times)

Una piccola svolta ecologica e sostenibile nella città di Lodi: a breve i lampioni della rete stradale e cittadina saranno a basso consumo e alimentati da pannelli solari.

 

Un progetto congiunto di Comune e Regione, con un investimento di circa 715.000 euro, mirati ad abbattere 115 tonnellate di emissioni di CO2, con un minor consumo di energia elettrica, pari a circa 166mila kilowatt l’ora.

Un’iniziativa chiamata Fossil Free e affidata all’azienda Domec, come spiega il sindaco Lorenzo Guerini:

 

“Si tratta di un’iniziativa che si inserisce nell’ambito di un piano di riqualificazione della rete dell’illuminazione pubblica che dal 2009 ad oggi ha già portato alla sostituzione di 2.830 dei circa 5.000 impianti della città a cui ora si aggiungeranno ulteriori 366 centri luminosi. Gli interventi realizzati sino ad ora hanno riguardato impianti di proprietà di Enel, sostituiti secondo quanto previsto dal nuovo contratto stipulato lo scorso anno con Sole, la società del gruppo a cui è stata affidata la gestione del servizio. Gli impianti coinvolti in questo nuovo progetto sono invece di proprietà comunale”.

 

Saranno necessari circa 200mila kilowatt all’ora per alimentare tutti i 366 lampioni e saranno garantiti dagli impianti fotovoltaici dislocati sulle superfici di diverse costruzioni di proprietà comunale, come scuole, il Palazzo di giustizia o il palazzetto dello sport. Una decisa riduzione delle emissioni, ma anche un contemporaneo risparmio economico, come testimoniano le parole dell’assessore all’ambiente del comune, Simone Uggetti:

“Le iniziative di adeguamento e modernizzazione degli impianti di illuminazione pubblica già realizzate hanno permesso una riduzione dei consumi annui di energia elettrica pari a 920 megawatt/ora ed una diminuzione delle emissioni di CO2 di 480 tonnellate, grazie all’adozione di soluzioni tecnologiche (tra cui le lampade a Led, che Lodi è stata una delle prime città capoluogo a sperimentare in Italia) che a fronte di un maggior potere illuminante richiedono minori fabbisogni energetici. Con questo nuovo progetto faremo un ulteriore passo in avanti, alimentando tutti gli impianti con energia prodotta da fonti rinnovabili“.

Fonte: smartercity.liquida.it

 
By Admin (from 20/10/2010 @ 08:00:20, in it - Scienze e Societa, read 1619 times)

Buttarsi da un balcone alla piscina che si trova al centro del cortile di un hotel, oppure cercare di arrivare con un salto in un’altra camera, da balcone a balcone: ecco una delle tendenze di quest’estate, che sinora ha mietuto già 9 vittime.

 

Senza considerare chi, senza centrare l’obbiettivo, è caduto riportando conseguenze gravi.

 

E’ successo alle Baleari quest’estate, le stupende isole spagnole tanto desiderate dall’Italia durante il ventennio fascista, che negli ultimi decenni sono diventate mete di divertimento, musica, discoteche, alcol ed eccessi per i giovani di tutta Europa.

 

Quello del ‘balconing’ – così è stato battezzato questo estremo fenomeno – è solo l’ennesimo capitolo di una saga di eccessi che caratterizza la vita, spesso noiosa, monotona e senza grandi scopi, di migliaia di giovani provenienti da ogni dove.

 

Per quanto tutto questo possa aver attirato l’attenzione dei media che, scandalizzati dal modo in cui un giovane possa buttare via la propria vita, non hanno fatto altro che speculare sull’accaduto e raccontare la storiella condita di enfasi e tristezza, non si può non interrogarsi sull’inevitabile annichilimento verso il quale le generazioni di oggi si stanno portando.

 

Alcol e droghe caratterizzano le serate di movida di molte generazioni  e non è di certo un caso se le morti per incidenti stradali del fine settimana hanno delle cifre simili ai bollettini di guerra. Ma come risolvere il problema degli eccessi?

 

Come evitare che migliaia di giovani vite vengano troncate in preda all’irresponsabilità?

La tendenza è quella di obbligare il cittadino, tramite leggi, multe e arresti, a non avere determinati comportamenti. Il proibizionismo, in questo caso, la fa da padrone. Eppure i risultati sembrano non mutare: a tutt’oggi, l’alcol risulta al terzo posto tra le cause dei principali incidenti per strada. I divieti aumentano esponenzialmente, l’educazione del cittadino, invece, non trova alcuno spazio se non nelle pubblicità progresso che negli ultimi periodi troviamo nelle stazioni ferroviarie.

 

Quanto alle droghe, leggere e non, la situazione appare sempre più critica. Oltre ad essersi abbassata l’età media della prima “pippata” – è infatti all’ordine del giorno ascoltare tra i giovani adolescenti allusioni a serate passate consumando coca – aumenta anche l’accessibilità economica di questa. Se prima veniva venduta di grammo in grammo, adesso, anche tra le strade dei quartieri più centrali della capitale, non è difficile reperire piccole dosi a minor prezzo.

 

L’annichilimento è quindi alle porte: la più completa perdita di valori e punti di riferimento è all’ordine del giorno. Non è un caso che l’adolescente medio italiano passi due o più ore al giorno a vegetare davanti a facebook o guardando la tv fonte di falsi miti e idoli da seguire. Chi non riesce a tenere il passo del modello creato in una società – dicendolo alla maniera di Bauman, famoso sociologo polacco – rischia quotidianamente di rifugiarsi nelle brame del consumo, abbandonandosi alla libidine e agli eccessi.

 

Vista in un’ottica del genere, il ‘balconing’ non è più una storiella da raccontare, accaduta quest’estate alle Baleari, ma un problema di fondo della nostra società che troppo spesso perde di vista le nuove generazioni, lasciandole nell’abbandono e nell’autodisciplina. Si, perché se un ragazzino non ha una famiglia alle spalle, oggi, non trova alcun posto dove ricevere uno straccio di formazione.

 

Puntiamo quindi il dito contro la movida di quelle isole, contro certi ragazzi che passano le serate al limite del divertimento, utilizzando ogni tipo di stupefacente, ma non ci rendiamo conto che questo stile di vita è figlio di un abbandono che avvolge tutti noi, dall’informazione, ai programmi televisivi, alle letture alle quali ci dedichiamo, agli interessi che coltiviamo.

 

Se oggi si pratica ‘balconing’, domani quale futuro ci aspetta?

 

Fonte: inviatospeciale.com - Autore: Diego Ruggiano

 
By Admin (from 19/10/2010 @ 08:00:14, in it - Scienze e Societa, read 1170 times)

Per i golosi di formaggio con problemi cardiovascolari, potrebbe esserci, tra non molto, una svolta.

 

La novità si chiama “Cladis”, ed è un pecorino ricco di acido linoleico coniugato (CLA), che contribuisce a proteggere l'organismo dalle patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni. Il nuovo formaggio però è ancora in via di sperimentazione e il test durerà 30 mesi.

 

Cladis è stato creato dal team del professor Pierlorenzo Secchiari, della Facoltà di Agraria di Pisa, nutrendo alcune pecore con un mangime ricco di semi di lino estrusi, che contengono una grossa concentrazione di CLA, e a breve sarà posto sotto osservazione dai ricercatori del Policlinico di Abano Terme. Il nuovo formaggio sarà testato su 100 donne con età al di sopra dei 60 anni, ospiti dell'Opera Immacolata Concezione di Padova.

 

L'effetto di Cladis sulle pazienti potrebbe essere duplice: se da un lato questo nuovo formaggio le aiuterà nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, dall'altro potrebbe essere un ottimo alleato per combattere l'osteoporosi conseguente alla menopausa.

 

Il formaggio è infatti generalmente ricco di calcio, elemento importante per il nutrimento delle ossa, ma essendo anche pieno di colesterolo potrebbe essere controindicato per le pazienti a rischio cardiovascolare. Se Cladis funzionerà, quest'ultimo "problema" potrebbe essere facilmente "risolto".

Fonte: milanoweb.com -Autore: Caterina Bigliardo

 
By Admin (from 18/10/2010 @ 08:00:38, in it - Scienze e Societa, read 1567 times)

La compagnia QS ha redatto anche per il 2010 la singolare classifica delle migliori università al mondo. Confermato il predominio anglosassone, in particolare americano (tra le prime 20 ben 14 sono college Usa), mentre al primo posto, a sorpresa, la britannica University of Cambridge ha scalzato Harvard dalla vetta.

 

Una rimonta cominciata tre anni fa, quando era dietro perfino a Yale (ora terza): un successo tutto inglese, anche perché la QS è una compagnia di ricerca con base negli States.

 

Oxford è solo sesta, superata anche dal Massachusetts Institute of Technology, mentre si mantiene salda in quarta posizione la University College di Londra.

 

La classifica, che a causa delle poco velate tendenze filoamericane è spesso stata critica, ci mostra la prima asiatica al 23mo posto, la University of Hong Kong, davanti alla doppietta giapponese delle università di Tokyo e Kyoto. L’Ecole Normale Superieure di Parigi si mantiene al limite della 30ma posizione, mentre deludono gli atenei russi: il primo, il Lomonosov di Mosca è al 90mo posto, superato dai ‘rivali’ coreani, cinesi e perfino dal college di Auckland in Nuova Zelanda.

 

La prima università europea è lo Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, che offre comunque corsi di laurea esclusivamente in inglese con partecipazioni di docenti provenienti soprattutto da oltre oceano.

 

L’Italia, nonostante il grave taglio dei fondi, non se la cava male: nelle prime 500 università al mondo ben 15 sono italiane, con due new entry. Le novità sono la Statale di Milano e l’ateneo di Torino. Gran balzo in avanti dell’Università di Padova, che ‘sorpassa’ il Politecnico di Milano.

In quelle che contano però, le prime 200 al mondo, di italiane ne troviamo soltanto due: l’Università di Bologna (che ha perso due posizioni) e La Sapienza di Roma (che ne ha guadagnate una decina).

 

La classifica tiene conto di vari fattori, come la qualità della ricerca e dello staff, quando e dopo quanto trovano lavoro i laureati, gli investimenti nazionali ed esteri, le citazioni internazionali che l’accademia ottiene. Per stilare la graduatoria 2010 sono stati ascoltati quasi 15mila dipendenti universitari e circa un migliaio di rettori.

 

I primi commenti, tra cui quello di Alessandra Migliozzi sul quotidiano Il Mattino, sono stati fondamentalmente critici verso i tagli alla ricerca e ai fondi; al contrario, nei confronti delle nostre accademie e università c’è stato una quasi unanime lode. “Nel complesso la maggior parte degli atenei italiani – spiega la Migliozzi, esperta e studiosa di settore – nonostante il sempre minore afflusso di risorse pubbliche e la mancanza di una riforma di sistema, rimasta solo sulla carta, sono riusciti nell’anno nero dei fondi tagliati a migliorare le loro prestazioni”. 

 

Fonte: voceditalia.it - Autore: Alessandro Gatta

 
By Admin (from 17/10/2010 @ 08:00:50, in it - Scienze e Societa, read 1536 times)

Il picco di influenza stagionale potrebbe quest'anno arrivare in anticipo, e presentarsi molto prima di come accade di solito. A dirlo è il ministro della Salute Ferruccio Fazio a Milano a margine di un incontro sui fondi integrativi in sanità.

 

«Ci sono alcuni dati - ha detto il ministro - secondo i quali il picco di influenza stagionale potrebbe essere anticipato rispetto al normale».

 

Novità anche sul fronte del vaccino, che potrebbe diventare unico per entrambe le influenze: "Quest'anno il vaccino che verrà messo a disposizione, e che annunceremo nei prossimi giorni, oltre ai ceppi influenzali degli anni scorsi comprenderà anche quello dell'H1N1", ovvero il virus dell'influenza A, che nella scorsa stagione era stato dichiarato 'pandemicò.

 

Sul destino delle 'vecchie' dosi di vaccino contro l'influenza A, acquistate l'anno scorso e poi in gran parte rimaste inutilizzate, Fazio non ha preso una posizione netta, ma si è limitato a dire che il loro uso "dipenderà dalle scelte che faranno le Regioni".

Sull'argomento si è espresso anche l'assessore alla sanità della Lombardia Luciano Bresciani, il quale ha sottolineato che "il vaccino non scade mai. Il vaccino dell'anno venturo includerà sicuramente l'H1N1 ma: o facciamo 2 vaccini, e usiamo anche quelli vecchi; oppure di vaccinazione ne facciamo una sola, in cui però non possono essere utilizzate le vecchie dosi".

 

Dato che l'impostazione del Governo è orientata verso il vaccino unico, c'è l'eventualità che i 'vecchi' vaccini contro l'influenza A rimangano inutilizzati ancora una volta, almeno in Italia.

 

Fonte: leggo.it

 
By Admin (from 12/10/2010 @ 08:00:41, in it - Scienze e Societa, read 1293 times)

La conoscenza della realtà è indispensabile per capire. Se come sembra si andrà presto a votare gli italiani saranno messi in grado di sapere per chi farlo a ragion veduta o saranno ancora una volta vittime di un colossale abbaglio? I giornali di questi ultimi giorni sono scritti in modo bislacco. Si discute della crisi del centro destra, di elezioni anticipate e del duello in corso tra Berlusconi e Bossi contro Fini. 

 

Si scopre, poi, che i cittadini non possono più dissentire e contestare con fischi qualcuno (nei casi di specie Schifani e Bonanni in un una delle ex Feste dell’Unità) e non ci si domanda se la stessa regola dovrà essere stabilita anche al Regio di Parma, famoso per le bordate di ululati (e ortaggi) lanciati dal loggione nei confronti dei tenori senza voce. Ci si indigna (a ragione) per la condanna capitale in Iran della signora Sakineh Mohammadi Ashtiani, ma si dimentica (tra i tanti altri in attesa nei bracci della morte in tutto il mondo) Teresa Lewis, che dovrebbe essere giustiziata nello stato della Virginia negli Usa il 23 settembre prossimo.

 

La donna, per chi non ne fosse al corrente, è una persona con forte deficit intellettivo, ritenuta colpevole di aver organizzato l’omicidio del marito e del figlio adottivo per incassare l’assicurazione.

 

Mentre i due esecutori materiali del delitto (sanissimi di mente, uno dei due si è poi suicidato) si sono visti condannare all’ergastolo, la Lewis che non ha preso parte all’uccisione ha avuto la pena di morte.

Inoltre, uno dei due killer, tale Matthew Shallenberger (il suicida), ha dichiarato di essere stato lui l’ispiratore del duplice delitto e di aver manipolato la donna handicappata per rubarle in un secondo momento il premio assicurativo.

 

L’omicida ha scritto: “incontrai Teresa in un supermercato e capii subito che sarei riuscito facilmente a circuirla.

 

Uccidere il marito e il figlio fu un’idea totalmente mia. Del resto Teresa era un obiettivo molto facile”. Ma se la signora Sakineh Mohammadi Ashtiani gode dell’attenzione dei media la sua ‘collega’ Teresa Lewis aspetta di morire dimanticata da tutti o quasi.

 

Quindi si insegue Sara, una ragazza adolescente scomparsa ad Avetrana, ma non si ricordano mai i circa 1.903 bimbi stranieri spariti nel nulla in Italia dal 2005 al 2008 (anno con gli ultimi dati noti), una media di quasi due al giorno, o tutti gli altri che non si trovano più da mesi e mesi.

 

E tante altre cose riempiono Tg e quotidiani.

Eppure chi sa esattamente quanti sono e che fanno i cassintegrati, alcune decine di migliaia, abbandonati a se stessi da tutti? O come proseguono le proteste del personale della scuola lasciato senza lavoro dal governo Berlusconi? E che fanno gli operai autoreclusi all’Asinara? In un documento forse non rilanciato da nessuno hanno scritto: “Mentre da parte dei sindacalisti locali abbiamo ricevuto un importante appoggio, il sindacato nazionale, si sà, non ha mai fatto nulla di concreto per la nostra protesta [...] CGIL, CISL, UIL e company si rassomigliano sempre di più a dei proto-partiti che guardano solo al portafogli e al proprio interesse politico. Il loro immobilismo ci indigna e ci schifa”. Mica parole da poco.

 

Insomma, in un Paese ormai senza più ‘testa’ i media sono diventati al pari di una classe politica in larga misura incapace e in alcuni casi corrotta complici di una operazione di disinformazione di massa spaventosa.

 

Perchè se è vero che la cronaca si costruisce di giorno i giorno è anche vero che oltre retroscena, manovre di Palazzo e conformismi di ogni tipo esiste la vita, quella reale, ed in Italia non è certo facile per milioni di cittadini. Qualcuno di ricorderà di loro? 

Fonte: inviatospeciale.com - Autore: Roberto Bàrbera

 
By Admin (from 11/10/2010 @ 08:00:24, in it - Scienze e Societa, read 2385 times)

SYNOPSIS: Zeitgeist: Moving Forward, by director Peter Joseph, is a feature length documentary work which will present a case for a needed transition out of the current socioeconomic monetary paradigm which governs the entire world society. This subject matter will transcend the issues of cultural relativism and traditional ideology and move to relate the core, empirical "life ground" attributes of human and social survival, extrapolating those immutable natural laws into a new sustainable social paradigm called a "Resource-Based Economy".
zeitgeistmovingforward.com

In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie; da oggi questa missione diventata con gli anni impossibile, potrebbe essere più dolce. Il tutto grazie ad una recente invenzione dell'ing Paolo Tonelli, che dopo aver letto un sondaggio in cui si poteva desumere che il 70% degli italiani ha difficoltà sotto le lenzuola, ha agito di conseguenza.Immaginando un'alternativa che ha dell'incredibile.

 

Il Materasso dell'amore, questo il nome del nuovo pezzo di mobilio che promette di reinverdire la libido della coppia, maniglie dove le signore possono aggrapparsi intente a sperimentare le posizioni più nuove e più eccitanti direttamente dalle pellicole hard preferite; i signori possono, dal canto loro, contare sulla presenza di apposite sagomature, dove affondare i propri arti inferiori, il tutto permette e promette, una varietà di possibilità di incastro inimmaginabili.

 

Il suo inventore gongola, in Veneto è già record di vendite. Ma a quanto pare il meglio deve ancora arrivare " “Il piano industriale è appena iniziato, le vendite al dettaglio e su eBay hanno preso piede da pochi giorni, ma questo è un prodotto che può servire davvero a tutti" ha dichiarato il sign Tonelli che vede nella sua creatura, non un semplice giocattolo del sesso ma un attrezzo in grado di riportare la serenità in quelle coppie scoppiate ( da un punto di vista erotico ) che sotto il peso degli anni e della noia hanno perso la giusta carica , una sorta di Duracell dell'amore ,l'ennesimo, se e quando ce ne fosse bisogno.

 

Viene da chiedersi dove arriveremo se per copulare è necessaria la ricerca della comodità assoluta. La macchina per orgasmare teorizzata da Woody Allen in un suo film sta avvicinandosi sempre più alla realtà. Il costo di questo talamo " atipico" si aggira intorno ai 1700 euro, più o meno la 13 esima di un impiegato e due mensilità di laureati sfruttati dalle imprese, in arte stagisti.

Ma a quanto pare è un sacrificio che si può e si deve fare, magari anche a rate.

 

Dicemila anni di evoluzione non ci avevano ancora insegnato che per fare sesso fosse necessario un luogo adatto, fino ad ora convinzione comune era che fossero abbastanza un uomo e una donna, un uomo e un uomo, a volte un uomo e un cane , ma non un uomo una donna e un materasso.Ps: astenersi dall'acquisto onanisti incalliti nel prezzo di vendita non riusultano essere comprese bambole gonfiabili e tantomeno il materasso, per ora, è provvisto di pertugi sostitutivi. Insomma le gambe comode , ma una compagna serve sempre. La donna che va a letto con un uomo, deve con la veste abbandonare anche la vergogna, e riprenderla con la gonna . Si presume che l'effetto possa essere questo.

Fonte: voceditalia.it - Autore: Paolo Quaglia

 
By Admin (from 10/10/2010 @ 08:00:33, in it - Scienze e Societa, read 1471 times)

L'irresistibile vizio delle sigarette e il pericolo di sviluppare un cancro al polmone sono entrambi scritti nel Dna, in un unico gene. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che, diretti da Tommaso Dragani, hanno identificato il gene CHRNA5, responsabile della maggiore predisposizione a fumare ma anche del rischio di sviluppare il tumore polmonare.

 

Il lavoro, tutto italiano, è stato finanziato dall' Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) ed è stato pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute. «Con questa ricerca abbiamo finalmente identificato il gene coinvolto - chiarisce Stefania Falvella, prima autrice dello studio - e il meccanismo molecolare responsabile dell'attitudine alla nicotina. In sostanza, abbiamo scoperto che varianti presenti nel Dna degli individui a più elevato rischio sia di cancro polmonare che di abitudine al fumo causano una riduzione dei livelli del prodotto di questo gene».

 

«Finora - spiega Dragani - era stata individuata un'ampia regione del cromosoma 15, contenente sei geni associati all' abitudine al fumo di sigaretta, al rischio di cancro polmonare e di malattie vascolari. Ma non si era riusciti a individuare il singolo gene coinvolto, nè a capire il motivo per cui alcuni individui hanno una maggiore predisposizione a fumare sigarette rispetto ad altri».

Adesso, aggiunge il ricercatore, con questa scoperta potrebbe bastare «una goccia di sangue o un pò di saliva per analizzare il Dna e individuare le persone con predisposizione genetica alla dipendenza da nicotina». Inoltre, i fumatori con la variante genetica di rischio potrebbero avere maggiori difficoltà a smettere: di conseguenza, continua Dragani, «potrebbero seguire percorsi terapeutici e psicologici personalizzati». Infine, lo studio potrebbe aprire la strada alla realizzazione di «nuovi farmaci diretti specificamente contro il gene CHRNA5, da destinare solo alle persone selezionate con test genetico».

Fonte: leggo.it

WIE VAN DE DRIE

Talia Michelle Eve Angel
Talia | Michelle | Eve Angel
 
By Admin (from 09/10/2010 @ 08:00:43, in it - Scienze e Societa, read 1743 times)

Trovare informazioni su Google da oggi sarà ancora più immediato e 'intelligente' grazie a Instant, una nuova infrastruttura tecnologica che permette di risparmiare dai 2 ai 5 secondi di tempo per ogni ricerca. Il tutto grazie a un nuovo meccanismo che 'prevedè in anticipo cosa l'utente sta cercando.

 

Tradotto a livello globale, significa che per ogni secondo speso su Google il nuovo sistema permette di far risparmiare 11 ore di tempo agli utenti di tutto il mondo, o 111 anni per ogni giorno che passa.

 

La tecnologia, presentata oggi in California, consiste in una nuova interfaccia per il motore di ricerca più utilizzato al mondo e di un nuovo algoritmo che 'indovina' in anticipo le ricerche degli utenti, proprio mentre questi stanno digitando quello che cercano: un vero e proprio sistema intelligente, che apre la strada a un nuovo modo di cercare informazioni su internet. Il meccanismo è diverso da quello di Google Suggest (oggi rinominato 'funzione di completamento automatico'), che era stato progettato per suggerire, durante la ricerca, i termini più ricercati dagli altri utenti e che, secondo Google, consentiva già «di ridurre di circa il 50% il tempo necessario per effettuare una ricerca».

Diverse le novità introdotte con Instant: da oggi non è più necessario finire di scrivere il termine di ricerca o premere il tasto invio per accedere ai risultati. Inoltre, i risultati più rilevanti sono visualizzati in modo dinamico mentre si digita la parola, così da poter interagire e cliccare ancor più rapidamente sul contenuto web d'interesse. Infine, sarà possibile scorrere con il cursore lungo i suggerimenti evidenziati dal sistema, e visualizzare parallelamente i singoli risultati di ricerca.

Il colosso di Mountain View stima che «per ogni ricerca media, ora Google mostrerà da 5 a 7 volte più risultati rispetto a prima ed è evidente quindi come Instant rappresenti un'importante sfida per la tecnologia e l'infrastruttura alla base del nostro motore di ricerca. Riuscire ad anticipare le ricerche consente anche di prevedere i risultati ma, prima di poter rendere tutto questo una realtà, il team di Google ha dovuto affrontare una serie di sfide tecniche e di design». Il sistema è disponibile a partire da oggi per tutti sul sito www.google.com (in lingua inglese), e a tutti gli utenti con un account di Francia, Spagna, Italia e Regno Unito. A breve, Instant sarà reso disponibile anche agli utenti russi.

Fonte: leggo.it

 
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