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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Questa meravigliosa località che deve il nome all'incantevole laghetto sulle cui acque calme si riflettono le guglie del gruppo del Latemar, è situato a cavallo tra la Val d'Ega e le valli di Fiemme e Fassa. La sua vocazione turistica risale a due secoli fa, quando la principessa Sissi vi trascorreva parte delle sue vacanze montane.

I pendii prativi che si alternano ad aree boscose terminano dal lato est sotto il gruppo del Latermar e verso nord sotto le ripide pareti del catinaccio, la particolare esposizione di queste ultime le rende al tramonto teatro dello spettacolare fenomeno dell'enrosadira, quando le pareti rocciose si tingono di un colore rosato unico al mondo, la zona di 
Carezza e del passo Costalunga ne sono i palcoscenici ideali.

La stagione estiva offre una vacanza ll'insegna della natura con panorami unici, escursioni per tutti sia nella quiete del bosco che verso gli strapiombi del gruppo del Catinaccio, oppure piacevoli pedalate fino alle arrampicate che esaltano i rocciatori più esperti. Nei pressi del lago, in estate è in funzione un campo da golf a nove buche. Alcuni impianti di risalita permettono anche ai meno avventurosi di assaporare l'ebrezza di una sosta ai piedi di pareti lungo le quali sono state scritte pagine importanti nella storia dell'alpinismo italiano.

Il Lago di Carezza è una delle attrazioni principali della Val d'Ega, e chiunque l'ammiri non può fare a meno di fare una fotografia delle sue acque cristalline su cui si rilettono i boschi di conifere e le guglie verticali del Latemar. Un sentiero di circa 600 m di lunghezza, costeggia le rive del lago che ha una estensione in funzione delle stagioni: in primavera le acque si estendono più ampiamente dopo lo scioglimento delle nevi, mentre all'inizio dell'autunno il lago raggiunge la minore profondità con circa 6-7 metri di acque rispetto ai 17 metri della primavera. L'eccezionale trasparenza ad ogni stagione (a parte quando gela) è dovuta alla mancanza di immissari: infatti il lago è alimentato da risorgive sotterranee, che filtrando l'acqua la lasciano prima di sedimenti.

La buona posizione geografica a comoda distanza dalla città di
 
Bolzano e comunque non lontano anche da Trento e da Merano, permettono di riempire anche le eventuali giornate di maltempo o d'immergersi per qualche giorno nella visita di queste città d'arte e perchè no anche di concedere un po' di spazio allo shopping. D'inverno quando i prati si ricoprono della morbida coltre nevosa, gli sciatori troveranno un comprensorio sciistico di medie dimensioni, ma in grado di offrire divertimento e belle discese a tutti.

In particolare troviamo sedici impianti di risalita che vanno dall semplice sciovia di campo suola, fino alla telecabina ad agganciamento automatico ad otto posti, il tutto a servizio di 40 chilometri di piste, in maggioranza assistite da un impianto d'innevamento programmato. Il carosello è disposto a ventaglio sui pendii esposti a mezzogiorno ai piedi del Catinaccio, fatta eccezione per la propaggine più ed est, le piste che partono direttamente dal passo Costalunga che guardano invece verso nord, questa esposizione risulta particolarmente apprezzata a stagione avanzata perchè garantisce una buona qualità della neve anche nelle ore pomeridiane.

Le piste sono in maggioranza di livello medio-facile, ma appena ci si sposta verso la parte alta dei versanti le pendenze cominciano a farsi interessanti e questi tratti di pista sono classificati come difficili, negli ultimi due inverni nuovi investimenti sono stati fatti per il rilancio dell'area, questi hanno portato alla riapertura delle imteressanti piste al passo Costalunga e ad una razionalizzazione degli impianti e dei collegamenti. Gli snowboarders, oltre alle possibilità offerte dai fuoripista in terreno aperto, troveranno un attrezzatissimo snowpark servito dalla seggiovia Christomannos, snowpark aperto anche nelle serate del mercoledì e del venerdì, mentre lungo la pista Paolina esiste un half-pipe naturale lungo ben 130 metri.

Questa area offre ai non sciatorila possibilità di effettuare escursioni con le ciaspole nella quiete dei boschi, di lanciarsi con lo slittino lungo la pista naturale del Lago Nero e il brivido della discesa notturna, sempre con lo slittino a 
Nova Levante. Per lo sci nordico sono tracciati tre anelli per un totale di quasi venti chilometri, il più facile dei quali è in località Carezza, gli altri si trovano a Nigra e nella piana di malga Moser, pochi chilometri oltre il passo Costalunga.

Il maneggio presso malga Angerle organizza passeggiate a cavallo, in particolare vale la pena di provare la passeggiata notturna al chiaro di luna, organizzata durante l'inverno quando la luce della luna raggiunge la massima intensità. Le malghe ed i rifugio offrono anche gastronomia di alto livello, quindi perchè non godersi una cena oppure un veloce spuntino a pranzo terminando con una buonissima e profumatissima fetta di strudel.

Per quanto riguarda la ricettività alberghiera, tra 
CarezzaNova Levante e Tires si può contare su oltre 20 strutture di medie dimensioni, tutte caratterizzate da una gestione curatissima sempre dedicata a mettere gli ospiti a proprio agio, molte di queste strutture sono attrezzate con piscina e centro benessere.

Raggiungere
 
Carezza è possibile da due direzioni principali, la più caratteristica è quella che daBolzano, in circa venticinque chilometri, risale la profonda e stretta gola della val d'Ega, altrimenti si può risalire da Egna / Ora seguendo la Statale delle Dolomiti (SS48) fino a Cavalesee dalla val di Fassa per la comoda strada del passo Costalunga. Un percorso più spettacolare e tortuoso è quello che costeggia il Latemar passando da Nova Ponente e Nova Levante, prima di ragiungere Carezza al Lago. ( Fonte: ilturista.info)
 

Facile da raggiungere, perfetta per soggiornarvi, ideale per sciare: ecco tre ottimi motivi per dire di sì alla Val Malenco (Valmalenco), innevato giardino tra le montagne più alte.

 

Il gruppo del Bernina (4049 m) e il massiccio del Disgrazia (3678 m) sono le sentinelle secolari che vegliano sui tanti turisti che ogni anno decidono di avvicinarsi alla Valmalenco, sia in estate sia d'inverno, La vicinanza a Sondrio (circa 14 km), e di conseguenza alle principali vie di collegamento con le città lombarde più importanti, facilitano l'arrivo di numerosi visitatori, ben accolti da strutture ricettive di ottima qualità e impianti sciistici ultramoderni. Disposta a forbice tra la Val Lanterna e la Val Chiareggio, alla confluenza del Torrente Lanterna con il Màllero, Chiesa in Valmalenco è la località principale della valle e deve il proprio nome alla chiesa di S. Giacomo (XII sec.); come tante altre località collocate nei pressi dei valichi di frontiera, fu per secoli crocevia commerciale delle carovane che, attraverso il Passo del Muretto (2562 m). trasportavano merci dalla Valtellina ai Grigioni.

Oggi siamo, invece, in presenza di un dinamico centro di villeggiatura invernale, all'avanguardia e ben inserito nel contesto paesaggistico, Identiche considerazioni valgono per l'altra località di rilievo della Valmalenco, Caspoggio, in posizione privilegiata per ammirare la maestosa mole del Bernina. Lanzada, Chiareggio e Torre Santa Maria sono le località che compongono il resto della realtà insediativa della valle. L'Alpe Palù (2010 m) è il centro nevralgico del versante sciistico di Chiesa in Valmalenco, lì prendono le mosse praticamente tutte le seggiovie e sciovie del carosello e, soprattutto, lì arriva la fantasmagorica Snow Eagle, la funivia più grande del mondo, capace di trasportare 160 persone a viaggio. Gli impianti sciistici invernali (11 per circa 60 km di piste) sono principalmente collocati sul versante occidentale del Sasso alto (2336 m).

Raggiungere la Cima Motta è oggi più semplice e veloce grazie alla nuova seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico che parte direttamente dall"Alpe Palù; altrettanto direttamente (forse da qui il nome, "Direttissima", della pista) si scende, questa volta con gli sci ai piedi, dal Sasso Alto fino ai Barchi, 4 km più in basso. L'altra nera da segnalare riporta indietro di qualche anno grazie al nome del campione cui è dedicata, quel Gustavo Thoeni che dominò incontrastato negli anni Settanta.

A Caspoggio gli efficienti impianti di risalita seguono principalmente i pendii del Monte Palino (2686 m). da cui scendono diverse belle piste tra le quali le impegnative nere Vanoni e Costera.
Nell'intero comprensorio sciistico sono numerose le possibilità per il fondo: per esempio, il periplo naturale del Lago Palù e gli anelli agonistici di San Giuseppe e Lanzada. Per lo scialpinismo esistono diversi itinerari sia invernali, sui pendii del Sasso Bianco o del Castello di Scerscen, sia primaverili, lungo i ghiacciai del Pizzo Cassandra, dello Scalino e del Bernina. Per godere di scenari unici si può compiere una passeggiata con le racchette da neve lungo l'itinerario che ripercorre la parte iniziale dello storico tracciato del Muretto, da Chiareggio (1612 m) fino al Rifugio Tartaglione Crispo (1780 m). I più agili potranno, invece, "surfare"' sul grande snowpark, manco a dirlo, all'Alpe Palù.

Ma la Valmalenco non offfre solo sci. I paesaggi di incantevole bellezza e i panorami che continuamente si aprono al visitatore attento sono probabilmente le caratteristiche più attraenti di questi luoghi. Alcuni itinerari mineralogici testimoniano l'importanza per l'economia locale dell'attività estrattiva, specie del serpentino, dell'ardesia e della pietra oliare. I più interessati potranno approfondire la loro curiosità sulle tradizioni locali con una visita al Museo Storico Etnografico, Naturalistico e Mineralogico della Valmalenco, il quale fornisce un quadro d'insieme delle attività umane e delle risorse di una delle zone più ricche in Italia dal punto di vista mineralogico (amianto, granati e quarzo). Una novità segno dei nostri tempi è la possibilità di giocare a golf a 2000 metri di altezza tra le nevi dell'Alpe Palù mentre, a Lanzada, una palestra di roccia dà modo di cimentarsi su percorsi e vie di varia difficoltà. Praticamente impossibile sbagliare nella scelta delle pietanze più gustose da assaggiare: bresaola, polenta taragna, pizzoccheri, formaggi d'alpe (Bitto e Valtellina Casera tra i più noti) e ancora sciatt, chiscioi, taroz, coturnici al ripieno di luganega, trote del Màllero e i tipici dolci panon e bisciola.

Vogliamo, per concludere, segnalarVi un'altra valle della provincia di Sondrio: la Val Gerola (Valgerola). D'estate la Val Gerola regala emozioni genuine con la produzione del "Bitto", il formaggio locale famoso in tutta la Regione; d'inverno: largo alla neve!Circa 12 km di piste suddivise su 5 tracciati, la seggiovia Pescegallo (1450 - 1850 m) e la sciovia Salmurano (1780 - 2000 m), formano il piccolo ma efficiente comprensorio Val Gerola Pescegallo, nel Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi. Le piste ricoprono tutti i livelli di difficoltà, ben appoggiate alla costa del Monte Ponteranica (2370 m), nei pressi del Lago Pescegallo. Lesposizione a Nord facilita le precipitazioni nevose, sempre abbondanti e adatte al free ride. A completare l'offerta: scialpinismo e ciaspole sia in Val Gerola, sia nella vicina Val Tartano. La vicina città di Morbegno mostra le sue antiche origini commerciali grazie alle tante botteghe artigiane nell'accogliente centro storico. Per il relax merita una visita la stazione termale di Bagni di Masino, già frequentata da secoli dalla nobiltà veneta e milanese. ( Fonte: Regione Lombardia)

 

 Coppie gay, testamento biologico e ricerca sulle cellule staminali: lo strappo della Chiesa valdese non poteva essere più netto e ora, la differenze coi cattolici sono più marcate che mai. Dal sinodo dei Valdesi in programma a Torre Pellice nel Torinese, infatti sono arrivati tre sì chiari su altrettanti temi che vedono il Vaticano fortemente schierato per il no.

 La decisione più sofferta, tra le tre, è stata quella della benedizione delle coppie omosessuali. Ci sono voluti tre giorni di riflessione e dibattito e, infine, si è arrivati al voto. Lo spoglio delle schede ha dato un risultato inequivocabile: 105 sì, 9 no, 29 astenuti. Le unioni omosessuali, quindi, saranno riconosciute anche se con tempi che andranno definiti di comunità in comunità in base “al consenso maturo” e al “riconoscimento delle rispettive posizioni”.

 

La differenza dell’Italia sul tema dei matrimoni gay, rispetto ad altri Paesi, è il vuoto normativo. Laddove la legge lo permette, infatti, i valdesi si sono già schierati. Dal 26 agosto il sì è esteso anche in Italia con tanto di esortazione a legiferare in materia sulla base del principio del no a discriminazioni e omofobia.

Sempre i valdesi, a Milano, hanno raccolto e recapitato 500 firme per sollecitare una nuova legge sul testamento biologico. Per il pastore di Milano Giuseppe Platone si tratta di dare “un segnale al Parlamento per una nuova legge sul fine vita che riconosca il diritto inalienabile alla decisione”. Da qui anche la scelta, a livello di comunità, di provvedere al registro per il testamento biologico. Ha iniziato Milano, si sono allineate, nell’ordine, Torino, Bologna, Trieste e Napoli.

 

La Commissione bioetica, intanto, qualche giorno fa  ha approvato un documento in favore della ricerca sulle cellule staminali embrionali. E la pastora che la guida, Erika Tomassone, spiega:”Il pensiero evangelico dice che ognuno di noi ha la facoltà di decidere; il testamento biologico si colloca su questa linea”.

Fonte: blitzquotidiano.it

 
By Admin (from 17/09/2010 @ 08:30:52, in it - Scienze e Societa, read 1620 times)
Silenziosa e immersa nel verde, la Val di Scalve si trova nella parte centrale delle Alpi Orobie, in un'area sempre più convertita alle diverse discipline invernali. Il detto: "vino buono in botte piccola", sembra valere anche per lo sci; a dimostrarlo c'è tutta la Val di Scalve, la più piccola della Provincia di Bergamo ma certamente molto apprezzata dagli amanti della neve. Sarà la particolare esposizione a Nord, la vicinanza a vette importanti come la Presolana (2521 m), il Pizzo Camino (2492 m), il Tornello (2687 m) e il Ferrante (2426 m), oppure l'ostinazione della gente di qui che ha scommesso sul turismo già diversi decenni fa.

Le località di riferimento sono Schilpario e Colere; il primo è il principale polo turistico della valle, forse per l'aria sempre fresca e pulita o forse per la stupenda pineta con cui confina l'abitato; il secondo, Colere, si trova ai piedi del versante Nord della Presolana e rappresenta l'apice dell'offerta sciistica di questo settore prealpino. Per secoli l'economia pincipale della zona è stata l'estrazione mineraria, accompagnata da una modesta attività agricolopastorale; oggi si parla solo di turismo, invernale come estivo.

Schilpario è meta ambita soprattutto per gli amanti dello sci nordico; nei pressi del paese è famosa la pista di fondo degli Abeti 110 km che attraversa la secolare pineta dei Fondi e il cui tracciato, omologato come internazionale e sede dei campionati de12000, dispone di anelli di diversa lunghezza (2,4,7,5 e 10 km) serviti da innevamento artificiale e percorri bili con tecnica classica e libera. Per velocità più sostenute, l'indirizzo giusto è la conca di Epolo, nel versante Nord del Pizzo Camino, su una pista facile servita da un solo ma efficiente impianto di risalita. Per gli itinerari di scialpinismo bisogna, invece, recarsi nella conca dei Campelli.

Altrettanto efficaci sono gli impianti di Colere, sviluppati a ridosso del Pizzo della 
Presolana(2521 m), la vetta principale delle Orobie, in grado di garantire neve anche in primavera e cielo sereno quando più in basso imperversa la foschia. 16 impianti di risalita collegano il paese alla conca ai piedi dell'ultima parete della Presolana (1145 m di dislivello), offrendo belle piste dalle spettacolari quinte scenografiche. Da provare il nuovo anello di fondo (3 km - media difficoltà).

Dopo aver saggiato la neve che morbida ricopre la Presolana, si consiglia un approfondimento sulle tradizioni locali, magari sfruttando l'interessante Museo Etnografico di Schilpario, custode della memoria storica e culturale della valle. ( Fonte: Regione Lombardia)
 

Prima che lo sci e i suoi derivati diventassero l'attività principe durante la stagione invernale, Madesimo era nota per le eccellenti acque minerali e per essere l'ideale punto di partenza per le ascensioni alle tante magnifiche vette nei dintorni. Oggi gli sportivi possono fruire di una vasta ski area, formata anche dal comune di Campodolcino e dalla frazione di Motta, E per raggiungere le piste si ha a disposizione un prodigio, lo Sky Express, una funicolare che sale nel ventre della montagna dai 1071 metri di Campodolcino fino ai 1736 di Motta, in soli 7 minuti.

 

Con attrezzature all'avanguardia per l'innevamento artificiale di almeno 40 dei 60 km totali del comprensorio sciistico, Madesimo scongiura la possibilità che le preci pitazioni nevose siano particolarmente scarse, soprattutto in questo periodo caratterizzato dal riscaldamento globale, Confidando comunque nel tempo e nelle sue generose precipitazioni, facciamo un "giro descrittivo" della giostra degli impianti a disposizione, Il versante occidentale del Pizzo Groppera (2948 m) e il pianoro dell'Alpe Motta formano l'anfiteatro sui cui si sviluppa il comprensorio di Madesimo. Novità dell'inverno 2005/2006 è la telecabina Larici a otto posti ad aggancia mento automatico (in sostituzione della dismessa funivia che arrivava a Cima Sole). che collega Madesimo direttamente ai 1900 metri di Montalto di Groppera, nei pressi del Rifugio Larici, da cui partono i 3 km della pista Vanoni.

L'impianto ha una portata di 2800 persone all'ora, copre un dislivello di 340 metri e ha una lunghezza di 1350 metri. Tra le 25 piste a disposizione spicca certamente il Canalone (2,7 km). forse per il netto contrasto tra il nero del suo livello di difficoltà e il bianco del paesaggio in cui è immersa. Gli esperti la conoscono per la sua pendenza accentuata che collega il Pizzo Groppera al Pian dei Larici. Altra bella sfida per i discesisti è la Marcadello, che scivola via dai 1990 metri dell'omonimo monte ai 1720 di Motta, nei pressi della stazione dello Sky Express. Gli impianti Arlecchino e Madesimo-Montalto sono solitamente riservati alle gare di sci alpino, in special modo la pista Montalto FIS, particolarmente adatta per le competizioni agonistiche, Al di là del Groppera scende la Val di Lei, in grado di offrire un'altra decina di chilometri di belle piste collegate da una comoda seggiovia.

Insomma, le strutture non mancano e quindi diventa un piacere solcare la neve sulle tante e note piste di questo comprensorio, sempre alla ricerca della curva giusta o del pendio perfetto, Canalone, Vanoni, Camosci, Montalto, Marcadello sono solo alcuni dei tracciati più conosciuti. Due gli snowpark per gli appassionati delle evoluzioni su tavola, in località Val di Lei e Acquarela, dove è disponibile una novità: un superpipe di 130 metri ad innevamento artificiale. Infine, i tracciati per il fondo, che coprono 25,5 km: in località Fondovalle (5 km), Motta (5 km), Campodolcino (7 km), Montespluga (5 km) e Mottala (3,5 km).

 

Per chi preferisce velocità più moderate, magari più adatte ad apprezzare il paesaggio che si attraversa, è sempre possibile organizzare un'uscita nel fitto dei boschi con le racchette da neve, di giorno o al chiaro di luna; altrimenti, se proprio non si riesce a stare sotto i 70 km/h, agili motoslitte permettono di raggiungere i 2100 metri del Passo Spluga, chiuso al traffico nella stagione invernale, lungo percorsi appositamente tracciati, per poi godersi una cena in quota alla Baita del Sole con tanto di vista sul Lago Azzurro completamente gelato. I rifugi e i ristori sparsi lungo le piste: Acquarela, Larici, Val di Lei consentono pause rigeneranti tra una discesa e l'altra, Per poter esercitare i muscoli poco utilizzati sciando, bisogna recarsi in paese e approfittare, per esempio, dell'attrezzato centro sportivo, dotato di pista di pattinaggio, palestra, area fitness, squash e parete artificiale di arrampicata. A disposizione dei turisti ci sono anche altre strutture: centri benessere, piscina coperta, campo di ghiaccio artificiale e, per gli ospiti più giovani, il divertente campetto Giocaneve, Se doveste trovare il tutto esaurito, potrete optare per il centro sportivo della vicina Chiavenna, in località Pratogiano; ad attendervi: una piscina, due campi da tennis e un moderno stadio del ghiaccio. Niente meno che lo spirito di Giosuè Carducci, più volte ospite della città di Madesimo tra il 1888 e il 1905, vi accompagnerà lungo le eleganti vie del borgo; lo troverete certamente ai tavoli dell'Osteria Vegia, dove il poeta era solito trascorrere le serate, oppure sarà accanto al grande abete che lui stesso volle piantare; altrimenti, andate a fargli personalmente visita al monumento edificato in suo onore. Sempre nelle vicinanze del centro, meritano una visita le Cascate di Groppera e Pianazzo (180 m).

Mentre a Campodolcino, in frazione Motta, il santuario di Nostra Signora d'Europa vanta una statua alta 13 metri rivestita in lamine d'oro, opera dello scultore Egidio Casagrande; da non perdere anche la parrocchiale del XVI secolo con altari settecenteschi di pregevole fattura e una tavola lignea del XV secolo raffigurante una Madonna con Bambino, il Museo delle Tradizioni Locali e il ponte romano sul Torrente Rabbiosa, ricostruito in epoca rinascimentale. Sarebbe, infine, un peccato perdere, a soli 20 km di auto, il borgo rinascimentale di Chiavenna, ricco di monumenti storici e motivi di interesse artistico come Palazzo Vertemate Franchi, splendida villa cinquecentesca oggi trasformata in museo civico, le tante fontane in pietra ollare sparse nelle piazze, il Museo dell'Antico Mulino di Bottonera e il Museo del Tesoro nella collegiata di San Lorenzo.

 

Per terminare in bellezza: l'eccellente bresaola, il violino di carne secca e il prosciutto di capra, i formaggi prodotti negli alpeggi, i pizzoccheri, e ancora la torta di fioretto e i biscottini di Prosto con il miele di rododendro e la secolare grappa della Valle San Giacomo. ( Fonte: Regione Lombardia)

 

La Fondazione Cosso esporrà, per la prima volta in Piemonte, al Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo (in via Cardonata 2), dal 2 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011, la tela raffigurante Ecce Homo, unica opera attribuita a Caravaggio presente sul territorio piemontese. La tela sarà accompagnata da copie coeve da originali di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (1571-1610), arrivate in Piemonte tra il XVII e il XX secolo, omaggi all'opera ancor più che all'operare del grande maestro lombardo.

 

Tutti i dipinti presenti in mostra saranno corredati da indagini radiografiche al fine di permettere ai visitatori un raffronto diretto tra l'operare di Caravaggio e quello, ben diverso, dei suoi seguaci e copisti. L'intera esposizione sarà accompagnata da accurati apparati espografici che offriranno ai visitatori approfondimenti didattici.

 

Sono stati numerosi, in Italia e all'estero, gli eventi celebrativi del quarto centenario della morte Caravaggio, avvenuta nel 1610, prima fra tutte la grande mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma.
La Fondazione Cosso vuole inserirsi in queste celebrazioni con una mostra che si occupi di evidenziare la grande differenza tecnica ed esecutiva tra l'opera del Merisi e quella di un suo copista, anche se coevo. L'Ecce Homo, l'unica opera attribuita a Caravaggio presente sul territorio piemontese, sarà esposta accanto a una sua importante copia seicentesca conservata in Liguria, ad Arenzano, nota da tempo agli studiosi. Dell'Ecce Homo si conoscono quattro versioni: tre in collezioni private - Torino, New York e Barcellona - e una presso il Santuario del Gesù Bambino di Praga di Arenzano.

Tra gli storici dell'arte il dibattito sull'autenticità degli Ecce Homo noti è ancora acceso. Pico Cellini e Maurizio Marini hanno sempre sostenuto l'autografia della versione di New York, mentre Gianni Papi di quella di Arenzano. Gli studi radiografici condotti dal GRADOC (Gruppo di Ricerca, Analisi e Documentazione per l'opera di Caravaggio) hanno portato la massima esperta italiana di Caravaggio, Mina Gregori ad affermare l'autenticità della copia torinese per le caratteristiche uniche della pittura di Caravaggio che emergono dalle analisi ai raggi X. I risultati presentati in mostra al Castello di Miradolo sono stati anticipati nella mostra tenuta a Düsseldorf, "Caravaggio. Originale und Kopien im Spiegel der Forschung" (settembre 2006 - gennaio 2007), e nel convegno "Caravaggio e l'Europa" tenuto a Milano nel 2006 (Silvana Editoriale, 2009).

 

A differenza della maggioranza dei suoi contemporanei, Caravaggio ha fatto uso costante ed esclusivo di abbozzo monocromatico a biacca, ossia ha tracciato con del bianco, su di un fondo spesso appositamente scurito, una preliminare sbozzatura chiaroscurale dell'intera composizione, includendovi anche parti che in un secondo momento sarebbero rimaste in ombra. Tale caratteristica è emersa in tutta la sua evidenza dallo studio delle analisi radiografiche eseguite su opere originali e su copie. Nella quasi totalità dei casi esaminati le copie si sono mostrate ai raggi diverse sia per quantità di biacca utilizzata, decisamente inferiore e riservata solo agli incarnati e ai punti di luce, sia per ductus. Le pennellate a biacca di Caravaggio, messe in opera a predefinire il chiaroscuro dell'intera figura, mostrano invece caratteristiche di velocità, fluidità e omogeneità pressoché assenti nell'opera dei copisti. Nel visibile tutte le copie mostrano, rispetto alla cromia più fredda e naturale che caratterizza le opere del maestro, un'intonazione decisamente più calda e rossiccia.

 

Molti degli studi radiografici che verranno presentati al Castello di Miradolo sono frutto del progetto di ricerca realizzato dal GRADOC finalizzato alla comparazione radiografica di opere originali di Caravaggio con copie coeve, delle stesse dimensioni.

La mostra sarà inaugurata sabato 2 ottobre al Castello di Miradolo, San Secondo di Pinerolo (Torino) con apertura al pubblico alle ore 15. Terminerà domenica 30 gennaio 2011.
L'esposizione organizzata dalla Fondazione Cosso è curata da Paola Caretta e Daniela Magnetti, con la collaborazione di storici dell'arte della Soprintendenza ai Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte. Il catalogo sarà edito da Umberto Allemandi Editore con contributi di Mina Gregori, Alessandra Cabella, Paola Caretta, Daniela Magnetti, Paolo Nesta, Paolo Sapori, Paola Ruffino e Rossana Vitiello.
 
Le opere in esposizione sono:
• Ecce Homo, coll. Privata (individuato nel 2004 da Mina Gregori)
• Crocifissione di San Pietro, copia seicentesca, Novalesa, Chiesa di Santo Stefano
• Ecce Homo, copia seicentesca, Santuario Gesù Bambino di Praga di Arenzano
• Incredulità di San Tommaso, copia seicentesca, Susa, Museo Diocesano
• Madonna dei Pellegrini, copia seicentesca, Avigliana, Santuario della Madonna dei Laghi
• Sacrificio di Isacco, copia seicentesca, coll. Privata
• Vocazione di San Matteo, copia seicentesca, Torino, Pinacoteca Albertina

 
Per informazioni: Fondazione Cosso tel. 0121 376545, email: info@fondazionecosso.it
 
Fondazione Cosso
Tel. 0121/376545
info@fondazionecosso.it
www.fondazionecosso.it
Castello di Miradolo
Via Cardonata 2 - 10060 - San Secondo di Pinerolo - Torino
Tel. 0121/502761

Fonte: www.newspettacolo.com

 
In un tempo lontanissimo il torrente Meria e il ghiacciaio Abduano hanno deciso di unire le forze e modellare, anno dopo anno, una vera e propria opera d’arte: il corso d’acqua ha trascinato a valle massi e ciottoli, mentre i ghiacci hanno formato gli strati morenici che hanno generato le colline attuali. Il risultato è un piedistallo naturale, che ospita orgoglioso il comune di Mandello del Lario con la sua costellazione di frazioni. Compreso tra i 200 metri e i 2409 metri di altitudine, Mandello è un paese pittoresco in provincia di Lecco, nella parte settentrionale della Lombardia, popolato da circa 11 mila abitanti. I primi ad insediarsi in questa zona, sulle sponde del Lago di Como, furono i romani, e nei secoli successivi le vicende storiche locali furono travagliate: dal medioevo assunse l’aspetto di una cittadella fortificata, e fu sempre contesa tra Como e Milano.

Ben presto emerse la vocazione del villaggio: la coltivazione di ulivi e viti, fonte di oli e vini prelibati, era praticata soltanto per l’utilizzo interno, mentre la frazione di Maggiana iniziò a distinguersi per la coltivazione del gelso bianco e l’allevamento del baco da seta. La seta veniva prodotta nella filanda locale, che oggi è diventata un’abitazione privata. Nel corso del Novecento, con l’avvento delle fibre sintetiche, tale attività è gradualmente scomparsa, e oggi Mandello del Lario si regge principalmente sull’industria, anche se non mancano piccoli gioielli naturalistici e storico-artistici da ammirare, che attirano il turismo sia estivo che invernale. Grazie allo scenario splendido e vario che nasce dal connubio del lago e del monti, Mandello è un’attrezzata località sportiva, nota per i riconoscimenti ottenuti dagli atleti olimpionici della Canottieri. Chi ama le grandi altezze può raggiungere, in circa 3 ore, il Pian dei Resinelli, o affrontare l’ardua salita sulle Grigne.

Da un punto di vista artistico e architettonico, la parte più affascinante del borgo è la Mandello bassa, che costeggia il lago con un dedalo pittoresco di vicoli, casette in pietra e un porticciolo. Camminando lungo le rive si incontrano delle insenature naturali suggestive, che fungono da spiaggette di ciottoli per chi ha voglia di rilassarsi al sole e bagnarsi nelle acque cristalline del Lario. Particolarmente frequentato e attrezzato è il lido comunale dopo la foce del fiume Meria.

Il tessuto urbano è costellato di edifici interessanti, ricchi di storia e tradizione, come la Chiesa di San Lorenzo: fondata in età paleocristiana, ristrutturata nel IX secolo e in età romanica, è affiancata da un campanile eretto a più riprese nel corso dei secoli. L’interno è arricchito dalle opere seicentesche attribuite a Giacomo Antoni Santagostino e alla sua scuola.

Almeno altre due chiese meritano di essere visitate. La prima è la chiesa di San Giorgio, nell’omonima frazione, risalente all’anno Mille ma oggi visibile nella rinnovata veste trecentesca. L’unico dettaglio originale è una preziosa acquasantiera, con un motivo decorativo geometrico-floreale, e all’interno si rimane incantati di fronte ai dipinti quattrocenteschi come la Crocifissione, nel presbiterio. Il secondo edificio è il Santuario della Madonna del Fiume, di fattura barocca, con affreschi raffinati di Giacomo Antoni Santagostino.

Tornando alle bellezze naturali si può visitare la Grotta Ferrera, in località Acqua Bianca, un antro di dimensioni colossali che ospita un piccolo torrente e una cascata: l’ingresso si trova ai bordi di una vecchia mulattiera, ma all’interno bisogna fare molta attenzione al suolo fangoso e ai crepacci nella roccia. Spostandosi al di sopra di Mandello ci si trova nella frazione di Maggiana, una borgata suggestiva dalle atmosfere medievali fiabesche: a dominare il centro c’è la Torre del Barbarossa, che nel XII secolo accolse il celebre imperatore Federico I. La costruzione è oggi sede di un interessante museo, visitabile su prenotazione o in occasione delle festività di giugno, dedicato ai lavori contadini.

Un’altra preziosa testimonianza della cultura di Mandello sono le numerose manifestazioni che vengono organizzate nell’arco dell’anno. A maggio inizia una ricca stagione concertistica nella frazione di Maggiana, mentre il mese più fertile di iniziative è luglio: in questo periodo, sempre a Maggiana, si disputa il Palio delle frazioni e si tiene il mercatino delle pulci, senza dimenticare la festa degli alpini e la tradizionale traversata del Lario.

Da non perdere anche il Museo Moto Guzzi nel cuore della storica Fabbrica che ha visto nascere il mito dell’Aquila nel lontano 1921. Nel Museo sono esposti pezzi unici come la prima motocicletta costruita da Carlo Guzzi nel 1919, l’unica siglata G.P. (Guzzi-Parodi), accanto ad esemplari fra i più celebrati al mondo come la straordinaria Otto Cilindri 500 del 1957, nata dal genio di Giulio Cesare Carcano. Per l’organizzazione di visite guidate in orari e/o giorni differenti dall’apertura, contattare la Segreteria del Museo. Telefono +39 0341 709111

Per raggiungere Mandello, sulle sponde del Lago di Como, ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto, da Milano, deve dirigersi verso Monza e imboccare la superstrada Valassina per Lecco-Sondrio. Da Lecco si imbocca la SS 36 in direzione Colico, fino all’uscita Abbadia Lariana-Mandello Lario. Chi sceglie il treno troverà la stazione di Mandello sulla linea Milano-Lecco-Sondrio-Tirano., mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Bergamo Orio al Serio (50 km), Milano Linate (68 km) e Milano Malpensa (103 km).

Il clima è generalmente piacevole, caratterizzato da inverni freddi ma non rigidissimi, mitigati dall’azione del Lario, e da estati calde ma ventilate. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -2°C a una massima di 6°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 28°C. Dall’inizio dell’estate alla fine dell’autunno c’è una lunga stagione piovosa, con una media di oltre 110 mm di pioggia al mese. ( Fonte: ilturista.info)
 
By Admin (from 15/09/2010 @ 09:22:54, in it - Scienze e Societa, read 717 times)

I medici della Simti (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) e i vertici dell'Avis, l'associazione dei volontari di sangue, che in Lombardia conta 255.000 donatori, contestano le nuove modalità di analisi del sangue per l’individuazione del West Nile Virus, una malattia che si contrae tramite le punture di zanzare infette il cui virus si trasmette, tra gli uomini, proprio con le trasfusioni.

 

La denuncia delle 2 associazioni è relativa al passaggio della titolarità delle analisi dal laboratorio di Mantova (unico in Lombardia ad avere rodato i test con successo) a quello di Brescia, che prima del passaggio non ha mai sperimentato l’analisi, con qualche problema, secondo Simti e Avis, occorso nei primi giorni della “nuova” attività.

 Così, contestano i medici, si è realizzato, in pratica, un abbassamento del livello di sicurezza, per ripristinare il quale, aggiungono, è necessario ritirare la delibera per rivedere la decisione.

In un’ottica, dicono dalle 2 associazioni di maggiore collaborazione e concordia che pure ha caratterizzato il lavoro fin’ora svolto.

 

La replica della Regione, affidata all’Assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, ribadisce "l'assoluta sicurezza delle procedure trasfusionali in essere in Regione Lombardia" e che "le procedure sono in costante miglioramento", aggiungendo che è attivo, dal 2009, uno studio sulla possibile diffusione tra i donatori regionali del WNV e la sorveglianza degli animali "sentinella".

Fonte: milanoweb.com

 

Fulcro determinante della vita commerciale e turistica della Valle Gardena, Ortisei è una ridente località di villeggiatura nelle Dolomiti, famosa per le sue vicine piste da sci, il clima fresco in estate e secco in inverno, e per la sua secolare tradizione dell'artigianato in legno che qui trova valenti scultori famosi in tutte le Alpi.

Dal punto di vista storico la città di Ortisei, St. Ulrich in tedesco o se preferite Urtijëi il lingua ladina, possiede radice che affondano nel medioevo.

 

Risale infatti alla fine del '200 il toponimo che dovrebbe significare semplicemente una località legata alle ortiche. La versione tedesca nasce invece per una devozione particolare dei suoi abitanti a Sant'Udalrico, un vescovo della Baviera.

E' certo comunque che gran parte della notorietà di Ortisei risieda nella sua magnifica posizione panoramica: una volta risaliti dalla valle del fiume Isarco, sia da Chiusa che da Ponte Gardena. La valle si addolcisce e si allarga in una mirabile distesa di verdi prati, che diventano dolci pianure innevate durante l'inverno. Più in alto il bosco crea una cornice naturale, mentre le montagne della conca dominano solenni all'orizzonte: a sud troviamo l'Alpe di Siusi, e più lontano gli inconfondibili profili del Sasso Lungo e del Sasso Piatto (Lang kofel e Plattkofel), mentre a nord troviamo la Rasciesa e più avanti le nude rocce del gruppo delle Odle con il monte Seceda.

Dove sciare a Ortisei
Ad ortisei si ha la possibilità di utilizzare ben 175 km di piste da discesa, questo grazie al collegamento con Santa Cristina, nell'ottica del circuito Dolimiti Superski. I tracciati, di varia difficoltà, sono serviti da 55 impianti di risalita. I dislivelli sono buoni, il Monte Saceda tocca i 2500 m di altitudine, garantedo più di 1200 m complessiv di dislivello, in grado di fare divertire sia gli sciatore di livello base che quelli più tecnici. Non mancano poi i tracciati per lo sci di fondo, e grazie agli anelli dell'Alpe di Siusi i chilometri dedicati allo sci nordico superano il ragguardevole valore di 100 km.

Gli impianti partono direttamente dalla città e si può decidere di salire con la seggiovia della Rasciesa, oppure prendere l'ovovia che si dirige verso le Odle e quindi sul Monte Saceda, oppure dirigersi verso sud con la cabinovia che ha come obiettivo le piste dell'Alpe di Siusi (Seiser Alm), raggiungibili dal Monte Piz. La prima soluzione si ottiene salendo dal centro città verso nord, lungo la streda Sneton e la streda Rasciesa: una seggiovia conduce a quello che è considerato il balcone di Ortisei. Da qui si domina la vallata con ottime viste su tutta l'alta Val Gardena e il Sasso Lungo e il Gruppo Sella verso sud-est.

Oppure si può salire sul Monte Seceda dove si trova una più ampia scelta di piste, che tra l'altro si collegano a quelle di santa Cristina. Da qui partono i collegamenti per aggangiarsi al famoso Sellaronda, e si può arrivare con gli sci ai piedi fino alle Dolomiti venete. Salendo invece verso il monte Piz, che domina a sud, ci si può collegare agli impianti dell'Alpe di Siusi che rappresentano un vero paradiso per gli amanti dello sci alpino, ma soprattutto per i fondisti che qui trovano terreni davvero interessanti su cui cimentarsi.

Per coloro che non sciano Ortisei offre il suo piacevole centro pedonale, ricco di negozi sparsi nelle caratteristiche viuzze della cittadina: non si può rimanere indifferenti alle botteghe che espongono le magnifiche sculture in legno dei maestri artigiani della Val Gardena.

 

Da visitare segnaliamo la bella scenografia della Piazza della Chiesa (Kirchplatz), con due belle statue, e le chiese di Sant'Anna e S.Antonio. Anche in estate Ortisei offre interessanti spunti tur

 

istici, vuoi per il suo clima fresco, che per i numerosi sentieri che attraversano boschi ed alpeggi, che richiamano escursionisti, amanti del trekking ed anche tanti appasionati della ricerca dei funghi. ( Fonte: ilturista.info)

 

Nel bel mezzo della della alta Val Badia, a a circa 1600 m di altitudine in una posizione ottima ai piedi del Gruppo del Sella, nella valle soleggiata, si trova Corvara, importante centro turistico dell'Alta Badia adagiato ai piedi del passo Campolongo ad ovest e del passo Gardena a Nord.

Le radici di Corvara come stazione turistica per la pratica degli sport invernali risalgono ai primi del secolo scorso, quando nel 1936 venne aperto lo slittone, primo impianto sulla linea che sale al Col Alt, sulla stessa linea si sono succeduti fino ad oggi impianti sempre all'avanguardia della tecnica, nel 2006 è stata installata una modernissima cabinovia ad otto posti che garantisce rapide e comode risalite al riparo dalle intemperie.

L'essere posta al centro della valle fa di Corvara un punto di riferimento obbligato per chi pianifica la propria vacanza per poter usufruire dei caroselli sciistici del Superski Dolomiti, ogni mattina posso decidere verso quale valle dirigermi o se rimanere in loco per godere delle meravigliose piste del carosello del Pralongià, oppure chi cerca pendii di maggior livello tecnico non può assolutamente perdersi le piste del Boé che si snodano alle pendici del gruppo del Sella.

Corvara offre al turista un giusto mix di shopping e sport, alla sera dopo una giornata sugli sci posso fare quattro passi tra i negozi del centro, sorseggiare una cioccolata calda accompagnata da una fetta di torta in una delle pasticcerie del centro, oppure scegliere tra uno degli ottimi ristoranti della valle per una cena tradizionale.

Sulla sinistra orografica della valle che scende dal passo Gardena è morbidamente adagiato su prati assolati il pittoresco paese di Colfosco, frazione del comune di Corvara è il centro abitato più alto della valle posto a ben 1645 metri di quota.

Corvara gode di un accesso privilegiato al circuito del Sella Ronda, e assieme alla vicina Colfosco dispone anche di un piccolo comprensorio sciistico che si snoda alle pendici del Col Pradat ed offre piste di ottimo livello tecnico e famose tra gli sciatori per la qualità della cura e dell'innevamento.

Dalla stagione sciistica 2006/2007 oltre al già citato collegamento del Sella Ronda con il giro dei quattro passi si è aggiunta per gli sciatori della valle la possibilità di raggiungere le piste del Plan de Corones, da Pedraces un rapido skibus ci porta in località Piculin da dove una nuova telecabina risale fino al Piz de Plaies e da qui scendendo fino a San Viglio di Marebbe ho accesso alle piste del Plan de Corones.

Come in ogni comprensorio che si rispetti anche in Alta Badia è presente uno snowpark dove gli snowboarders si possono lanciare nelle loro spericolate evoluzioni tra boardercross, rail e jump, in particolare lo snowpark “Campai” è suddiviso in due parti una per i più esperti ed una più accessibile per chi si sta cimentando per le prime volte.

 

Fuoripista da non perdere e’ il percorso della Val Mezdì che dall’arrivo della funivia del Sass Pordoi conduce tra le ripide pareti del gruppo del Sella percorrendo l’omonima valle ci porta fino alle porte di Corvara. Per raggiungere questo fuoripista bisogna percorrere il Sella Ronda fino al Passo Pordoi (entrambi i sensi di percorrenza sono validi), si sale al Sass Pordoi in funivia da dove un percorso a piedi di circa 40 minuti ci porta all’imbocco del fuoripista, pur trattandosi di un percorso tecnicamente non particolarmente impegnativo, si raccomanda sempre la presenza di un maestro di sci o di una guida alpina.

La stagione estiva offre l'Alta Badia indossare un bellissimo abito verde che sale fino ai piedi delle pareti rocciose dei monti pallidi che sul fare della sera quando sono illuminate dagli ultimi raggio del sole di tingono di rosa dando luogo al famoso e unico fenomeno chiamato “Enrosadira”, termine ladino che letteralmente vuol dire “diventare di color rosa”. ( Fonte: ilturista.info)

 

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Ultimi commenti - Last comments - Ultimele comentarii:
sir are you encouraging people participate in some kind of game? ...where people give up their power? It never worked before .... that’s why I suggest instead of give up your power, exercise it from y...
05/10/2014 @ 08:45:09
By James Smith
Asta e marihoana nu?ei cine te poate opri so faci ,eu nu prefer astfel de fistractie deoarece am vazut ca dupa nu mai faci altceva fecit ca dormi bine,nu am incercat nu incerc dar nu opresc pe nimeni ...
30/09/2014 @ 09:34:56
By Miulesvu Corina Lucia
tovaraseilor .. nu confundati un sifonar sau turnator cuun ofiter sub acoperire.. e o mare diferenta ...
29/09/2014 @ 13:07:51
By Alex Andu
... deci şi Toma e securist, logic!
27/09/2014 @ 15:49:04
By Bogdan Sith Huşanu
Mai voinicilor,voi nu stiati ca inainte de 89,securistii erau omul si copacul,,ei acum sint si mai multi,cred ca au dat si lastari,ce naiba..!..
27/09/2014 @ 15:45:01
By Toma Pasculea
E greu de crezut că mişcă ceva de calibru în massmedia din orice ţară care să nu aibă vre-o treabă cu 'serviciile'. Cred că massmedia, instituţiile me...
27/09/2014 @ 15:41:52
By Alterul EgoulMeu
Manipulare, marca Basescu.
27/09/2014 @ 15:38:18
By Stela Andreica


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