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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Elections : the rise of xenophobic groups.
Cartoon pubblicato da: presseurop.eu . Autore: Vauro.

 

Nelle stesse ore in cui il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Margaret Chan, attraverso una conferenza stampa, annunciava che è cessato l’allarme riguardante la diffusione del virus h1n1 ad un uomo, a Monza, veniva diagnosticata una polmonite riconducibile proprio al ceppo batteriologico.

In Italia a fasi alterne del virus si è continuato a parlare tanto che all’inizio del mese il Ministro della Salute aveva fatto sapere che la prossima campagna di vaccinazioni prevederà anche un antidoto contro la pandemia.

Ferruccio Fazio, malgrado la comunicazione ufficiale dell’Oms, non cambia idea e ribadisce quanto annunciato lo scorso gennaio. Secondo quanto pubblicato da Altreconomia l’esponente politico avrebbe deciso dell’anno la diffusione del vaccino per smaltire le dosi che non sono state utilizzate durante la fase pandemica del virus h1n1.

Attraverso una scrittura privata, sosteneva nei mesi scorsi la rivista, lo Stato italiano avrebbe acquistato dalla multinazionale Novartis per 184 milioni di euro 24 milioni di vaccini. Di questi solo l’8,5% sarebbe stato realmente utilizzato nel nostro paese.

Ad oggi per tanto le unità da smaltire sarebbero quasi 22 milioni. Più di 170 milioni di euro spesi a scapito della sanità pubblica a cui il Ministro, per far quadrare i conti, ha dovuto decurtare i finanziamenti.

Contrario ai tagli decisi da Ferruccio Fazio si è già detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano secondo il quale durante una crisi economica il Governo dovrebbe garantire ai cittadini un’assistenza medica migliore proprio perché le possibilità di curarsi privatamente diminuiscono.

Fonte: Polisblog.it - Autore: Giovanni Molaschi

 
By Admin (from 18/08/2010 @ 12:59:09, in it - Scienze e Societa, read 2580 times)

Le origini del toponimo Porto Venere sono documentate a partire dal II sec. d.C. quando in un antico itinerario nautico "Portus Veneris" è indicato quale stazione navale delle triremi romane per le rotte della Gallia e della Spagna.Sicuramente antecedente a questa data è però l’insediamento nel promontorio che a partire dal 1113 divenne "baluardo di Genova nel Tirreno" a seguito della cessione che ne fu fatta alla Repubblica marinara dai Signori di Vezzano.

Furono per l’appunto i Genovesi a costruire il borgo fortificato così come lo vediamo ancora oggi e ad erigervi nel 1160 la cinta muraria ed il Castello che oggi svetta sull’abitato nelle massicce forme rimaneggiate nel XVI secolo.
Il Borgo di Porto Venere si offre, nelle sue forme pressoché immutate nel corso di 8 secoli, alla visita del turista che ne può apprezzare l’ineguagliabile panorama, gli scorci caratteristici e pittoreschi, l’unicità degli antichi portali delle case torri che si allineano strette l’una all’altra sui carruggi e sulla calata.
Dare suggerimenti per una visita turistica di Porto Venere appare semplice, bisogna lasciarsi andare alla suggestione della salsedine e dei colori, del volo dei gabbiani, delle rocce ardite, delle testimonianze della storia e dell’arte che ammiccano in ogni angolo del paese.

 

Senza dubbio per tutti il nome di Porto Venere evoca la Chiesina di San Pietro, arroccata sulla roccia del promontorio e con essa quasi fusa in un’armonia architettonica unica al mondo: il paese però non è solo quello ed invita il visitatore a scoprire e ad apprezzare tutti i sui tesori, non solo storici ed artistici, ma anche paesaggistici e naturalistici.

 

Non dimentichiamo che in prossimità dell’antica cinta muraria si trova il punto di arrivo (o di partenza) del famoso sentiero N°1 che collega Porto Venere alle 5 Terre e che è meta ogni anno di un crescente turismo escursionistico: il sentiero, che si snoda a mezza costa lungo le pendici del Muzzerone e della Castellana, offre panorami unici ed emozioni indimenticabili.

 

Dal molo prospiciente la palazzata partono inoltre numerosi battelli diretti alle Isole, Palmaria, Tino e Tinetto, a Lerici ed alle Cinque Terre. (Fonte: www.cinqueterre.com)

 

- Io ho rapinato due banche, e tu?
- Io tutte quante.

Autore della vignetta:  Chappatte- International Herald Tribune ( Paris)

 
By Admin (from 17/08/2010 @ 13:06:20, in it - Scienze e Societa, read 1285 times)

Lerici ci accoglie con il suo splendido scenario, celebrato da poeti e scrittori, e con le sue ville sparpagliate sulla collina che domina il golfo.L’acqua del mare, scintillante di mille luci e colori, è promessa di un soggiorno fantastico, ideale sia per rilassarsi che per cimentarsi nei tanti sport nautici.

 

 I paesi situati lungo la costa: San Terenzo, Fiascherino, Tellaro o sulle pendici della collina: Pugliola, Solaro, La Serra, Cerri, Montemarcello sono incantevoli e ben degni di essere visitati; hanno tutti origine medievale e i loro vicoli e le loro piazzette ci dimostrano che l’"antico" è sacro e il "nuovo" viene inserito in totale armonia.

 

Ma è osservando l’attività quotidiana dei pescatori o assaggiando la genuina cucina locale in una delle numerosi feste folcloristiche di paese che si può veramente assaporare il vivere mediterraneo.
Le origini di Lerici sono molto antiche. In epoca romana è stata una base navale. Nel Medioevo, quando Genova e Pisa erano in costante lotta per il dominio di questo tratto di mare, Lerici fu sempre contesa, a causa della sua collocazione proprio sulla linea di confine tra le due potenze marinare.

 

All’inizio del XIII secolo i Pisani vinsero la disputa e costruirono a Lerici una base navale fortificata, un castello ed un villaggio che presero il posto del piccolo villaggio preesistente e della Chiesa di san Martino, distrutta dai saraceni.
Nel 1256 Lerici fu occupata da Genova e rimase sotto il suo dominio fino alla caduta della potenza marinara.
La porta turrita tra le antiche mura vicino alla Calata è memoria dell’antico villaggio pisano.

 

In alcune ville aristocratiche del XVI secolo, tra le quali quella in cui visse Andrea Doria nel 1527, sono visibili anche resti del periodo genovese.

 

Il Castello, che ospita il Museo Geopaleontologico è il monumento più importante di Lerici: E’ un capolavoro di architettura militare italiana del Medioevo. La torre ha una base pentagonale sovrastata da piccoli archi sovrapposti; i bastioni esterni sono del XVII secolo.

 

All’interno si trova una cappella dedicata a Sant’Anastasia, un capolavoro di architettura gotica ligure. L’Oratorio di San Rocco un tempo era la Chiesa di San Martino e Cristoforo, i cui resti storici risalgono al XIII secolo. E’ una costruzione barocca con campanile con punta a cuspide poliedrica in stile gotico con caratteristiche orientali. L’interno, non molto grande, presenta alcuni importanti dipinti: un quadro del XVI secolo sopra l’altare principale, un dipinto del Fiasella e alcuni piccoli dipinti "ex voto" realizzati dalla gente di mare.

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Francesco ed è del XVII secolo. La facciata, ricostruita negli anni ’60 in tipica pietra rosa ligure, è ricca di decorazioni barocche mentre all’interno sono custoditi numerosi dipinti di Domenico Fiasella, Bernardo Carbone, Domenico Bocciardo, Domenico Capponi, Domenico Gar e del pittore fiammingo Giovanni Miel. (Fonte: cinqueterre.com)

 
By Admin (from 17/08/2010 @ 11:15:12, in it - Scienze e Societa, read 1357 times)

Joep Bertrams (1946) è una disegnatore satirico olandese. Dal 1982 lavora per il quotidiano Het Parool, oltre a realizzare cartoni animati per la trasmissione NOVA.

 

 


Radovan Karadic non si è presentato alla seduta iniziale del suo processo di fronte al Tribunae penale per la ex-Jugoslavia, che dovrebbe concludersi entro due anni. L'ex leader dei serbi di Bosnia durante la guerra degli anni novanta, accusato di genocidio e crimini di guerra e contro l'umanità, si è giustificato dicendo che non ha avuto tempo per preparare la sua difesa.

Autore della vignetta:  Joep Bertrams . Fonte: presseurop.eu .

 
By Admin (from 16/08/2010 @ 11:13:59, in it - Scienze e Societa, read 1055 times)

Autore della vignetta:  Tom Winkler . Fonte: Doodie.com .

 
By Admin (from 16/08/2010 @ 09:54:01, in it - Scienze e Societa, read 1744 times)

Il nome Tellaro potrebbe derivare da “tela” per i commerci di tele e stoffe, o dal latino telus ad indicare il dardo, la freccia usata per la difesa, o addirittura dall’etrusco o paleo-ligure tular che significa “confine del villaggio”.

 

Tellaro, “un nirvana tra mare e cielo, tra le rocce e la montagna verde”, come ha scritto Mario Soldati. Venendo dal mare la chiesetta di San Giorgio e il borgo fortificato si presentano come una nave pronta al varo. Tellaro è un angolo di mondo che sembra fatto apposta per proteggere dai rumori del mondo.

 

È qui che Attilio Bertolucci, uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, veniva a cercare quiete, nelle mezze stagioni.

 

D. H. Lawrence era affascinato dalle donne che lavoravano negli uliveti, dalle loro voci sonanti sulle colline: “Quando vado a Tellaro a prendere la posta, mi aspetto sempre di incontrare Gesù che conversa coi discepoli come se andasse lungo il mare sotto i grigi alberi luminosi”. Il borgo a picco sulle rocce del mare è ancora incantevole.

 

Era il luogo dell’anima di Soldati: “Girate per questi carruggi che sbucano in mare e poi sedetevi in un angolo tra i sassi della riva” – raccomandava. Questo si deve fare: lasciarsi prendere dall’atmosfera.

 

Salire all’antico (1660) Oratorio di Santa Maria in Selàa e guardare il Mediterraneo. Recitare i versi di P. Bertolani e M. Tuckett: “… groviglio di razze passate da qui / ancora testimoniano le vie / il colore dei muri intenerito dal salino / ancora nell’ulivo colpito dal maestrale / nelle case dei pescatori / nicchiano inosservate lune saracene…”

Le rovine di Barbazzano, tra il verde degli ulivi, sono una torre sberciata e cadente presso l’antica porta e la chiesetta dedicata a San Giorgio.

 

 Il prodotto del borgo

La collina sopra Tellaro è interamente coperta da uliveti che, dopo un triste periodo d’abbandono, stanno tornando alla bellezza d’un tempo.

Se ne ricava un ottimo olio dal colore dorato, e dal sapore leggermente asprigno e salmastro.

 

Il piatto del borgo

Dalla leggenda del polpo campanaro che ha salvato i tellaresi dai pirati saraceni, derivano le ricette imperniate su questo mollusco.

Il piatto tipico è il polpo “alla tellarese”, ossia lessato con patate e condito con olio di Tellaro, olive snocciolate e un trito di aglio e prezzemolo, sale, pepe e succo di limone.

Un’altra versione è il polpo “all’inferno”, cioè stufato con foglie di alloro, maggiorana, peperoncino, pomodoro e una spruzzata di vino bianco.

Tipica di qui è anche la focaccia dolce, con uvetta, pinoli e canditi, più morbida della nota focaccia genovese. ( Fonte: borghitalia.it)

 
By Admin (from 15/08/2010 @ 11:12:51, in it - Scienze e Societa, read 1422 times)

Cari precari,

non la tiro troppo per le lunghe. Una delle ragioni della nascita del feudalesimo è stato un vuoto di comando che ha trasformato il potere concesso dallo Stato ai funzionari (conti, duchi e marchesi) in qualcosa di privato, scardinando velocemente le strutture pubbliche e lasciando il territorio in mano a una masnada di figli di mignotta che si sono dati un nuovo ordine fondato, soprattutto, sull’ereditarietà dei beni e delle cariche. Oggi la situazione non è proprio così. Forse è peggiore.

Diciamo che noi italiani brava gente, lasciamo, giorno dopo giorno, che un pezzetto di potere pubblico, di territorio, di diritto se ne vada a finire nelle mani di potenti di turno. Ricchi arroganti che, tra una riunione e l’altra, amano infilarsi in qualsiasi buco tranne quello della moglie, in festini a base di sesso e chissà cos’altro. Uomini e donne (anche se in minor parte) assettati di potere e denaro.

Si dice che sia in atto uno scontro, una guerra tra magistratura e altri soggetti. Č vero, non potrebbe essere altrimenti. Lo dimostra il fatto che, con tutti i benefici del dubbio, ci mancherebbe, ogni giorno ti ritrovi qualcuno sbattuto in prima pagina: qualcuno che prova a fare del bene pubblico un patrimonio privato, dell’economia un disastro. Ieri il povero babbo della Marcegaglia, finito in una storia di rifiuti. Poco tempo fa Del Bono, Berlusconi, Marrazzo, Mele, Cuffaro, Del Turco, Mastella/Lonardo, qualche lady ASL qui e la per la nazione. Oggi Bertolaso e tutta la protezione civile s.p.a. per appalti e altre storielle saporite. La domanda adesso è: domani a chi tocca? – Arnald (Fonte: diversamenteoccupati.it)

 
By Admin (from 15/08/2010 @ 11:03:21, in it - Scienze e Societa, read 2338 times)

Il paese di Falcade, vicino a Belluno, nel nord Italia, è un piccolo gioiello incastonato nelle Dolomiti, uno dei gruppi montuosi più belli d'Italia. Le Dolomiti sono una delle destinazioni di viaggio preferito da tutti gli amanti della montagna, grazie a paesaggi meravigliosi (non è un caso che nel 2009 sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO) e grazie anche al gran numero di attività che si possono praticare, sia in inverno che in estate.

Falcade, nella Valle del Biois, è un piccolo ma famoso villaggio, che attrae turisti italiani e stranieri sia in inverno che in estate, ed è famosa soprattutto per il meraviglioso luogo in cui sorge. La Valle del Biois, infatti, è considerato come una delle valli più belle delle Dolomiti: situato tra Marmolada, Monte Civetta e il gruppo Pala, in altre parole, alcune delle più famose e affascinanti montagne d'Italia, la valle è una festa per gli occhi e un punto di riferimento per tutti coloro che hanno una passione per la montagna e l'arrampicata, che inizia da qui per esplorare le montagne circostanti. Inoltre, nel Falcade potrete gustare una dei migliori viste sulle Dolomiti: non c'è da stupirsi che molti turisti scelgono questo piccolo villaggio di montagna per trascorrere le loro vacanze.

In inverno Falcade è la destinazione ideale per godere di una vacanza sugli sci: coloro che amano lo sci alpino possono sciare in una splendida cornice e divertirsi grazie alle aree attrezzate, per gli impianti di risalita moderni e le piste da sci che sono sempre perfettamente curate e ricoperte di neve, mentre se si preferisce lo sci di fondo ci sono chilometri di percorsi tra i boschi e altri spazi del paese. Non importa se siete sciatori esperti o principianti, a Falcade potete trovare il sentiero che meglio si adatta alle vostre esigenze, e se si desidera migliorare o si desidera avviare i bambini allo sci ci si può affidare alle scuole di sci, che offrono diversi tipi di corsi, per bambini e adulti, in gruppo o lezioni private. Oltre allo sci, è possibile scegliere altri sport invernali, come lo snowboard e pattinaggio sul ghiaccio, ma Falcade è perfetto per una vacanza, o se volete semplicemente trascorrere un week-end spensierato. Ultimo ma non meno importante, il paese è apprezzato non solo dagli sportivi, ma anche da coloro che si aspettano solo una cosa da una vacanza: relax. Accomodati davanti al camino di un pittoresco chalet o comodamente seduti al sole sulla terrazza di una baita di montagna mentre si ammirano le montagne coperte di neve, a Falcade si può godere la vacanza più rilassante.

Falcade è perfetto anche per trascorrere le vostre vacanze estive. Sulle sue montagne, infatti, si può fare arrampicata, trekking, equitazione, mountain bike o pesca in un ambiente mozzafiato sia in estate che in inverno. Tra le montagne di Falcade, inoltre, si può cercare refrigerio lontano dal caldo delle città roventi e respirare aria pulita, alternando piacevoli passeggiate nella natura e stuzzichini con prodotti tipici in rifugio.

Autore: Francesca Tessarollo; Fonte: turismoalpino.blogspot.com

 
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