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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 15/08/2010 @ 10:51:52, in it - Scienze e Societa, read 1301 times)

Situata alle pendici del Monte Bondone, e a pochi chilometri in linea d’aria da Trento, Garniga era una località isolata dal resto del mondo, raggiungibile unicamente a piedi attraverso una vetusta mulattiera che partiva dal villaggio di fondovalle di Aldeno e saliva serpeggiando sulla costa della montagna, lasciandosi alle spalle i vigneti e i frutteti della val d’Adige, i boschi e le macchie, arrivando in questo paradiso della tranquillità, posto a circa 800 m di quota, tra le cime austere del Cornetto e del Palòn.
Proprio per la sua particolare collocazione geografica la località di Garniga Terme è la meta ideale per chi cerca una vacanza al contatto con la natura incontaminata e vuole rilassarsi nella pace più totale. Qui si trovano numerosi sentieri che attraverso boschi e pascoli consentono di scoprire passo - passo le bellezze del Monte Bondone.

Per arrivare a Garniga Terme è molto semplice, ed è quindi una meta perfetta per un week-end, sprecando poco tempo in marce di avvicinamento. Si utilizza l’autostrada del Brennero A22, con uscita Rovereto Nord per chi procede da sud, e Trento centro per chi arriva invece da nord. Da Rovereto si segue la strada in destra Agide in direzione di Ardeno, raggiunta la quale si piega a sinistra per Garniga, superando le località di Cimone e Gatter prima di arrivare in circa 20 minuti di percorso dall’uscita autostradale. Uscendo Trento Centro si procede sempre sulla provinciale in destra agide (Via dei Pomari), superando le frazioni di Ravina e Romagnano, prima di arrivare ad Ardeno e seguire lo stesso percorso di prima.

Garniga ha anche una lunga storia da raccontare, che risale a circa 5.000 anni fa. Le prime tracce di insediamenti umani sono riferibili a dei ritrovamenti archeologici risalenti al neolitico e cioè circa al 3.000 avanti Cristo, in accordi al vasellame tipico del periodo ivi rivenuto. Anche durante l’impero romano Garniga era una meta conosciuta, e in questa zona sono state trovate delle monete di epoca imperiale. Lo sviluppo ufficiale della località avvenne però qualche secolo più tardi, in piena epoca medioevale quando fu l’impulso minerario a richiamare popolazione in queste lande solitarie, anche da nazioni estere, a nord delle Alpi. Esiste infatti un documento ufficiale, risalente alla metà del tredicesimo secolo che parla di una miniera di Garniga. Una tradizione popolare fa risalire proprio agli immigrati germanici la scelta del nome della città, che quindi deriverebbe dal tedesco “Gar Nichts”, cioè traducibile in assolutamente nulla, visto le scarse riserve minerarie effettivamente riscontrate, termine poi contrattosi in Garniga.

Dal punto di vista climatico la posizione privilegiata di Garniga sul versante sud del monte Bondone rende i soggiorno piacevole ad ogni stagione. In inverno si può salire in pochi minuti al Bondone di giorno per praticare lo scii, e ridiscendere la sera a Garniga e rilassarsi nelle sue terme gradevoli.

 

Le minime invernali scendono sotto lo zero, ma la buona esposizione sul versante meridionale della montagna consente un clima asciutto e gradevole di giorno.

 

Il periodo più caldo dell’anno corrisponde all’estate che è però anche la stagione più foriera di precipitazioni. Fortunatamente i fenomeni assumono carattere temporalesco, e seppur intensi hanno di solito una breve durata. D’estate è anche il miglior momento quindi per gli appassionati di funghi da scoprire nelle camminate all’interno dei boschi.

Garniga Terme è il luogo giusto per rilassarsi e cercare il contatto con la natura. Le numerose passeggiate conducono, tra prati e boschi, in luoghi affascinanti come l'antichissima Chiesa di S. Osvaldo, posta su un colle dove il tempo sembra essersi fermato, oppure ad assaggiare i latticini freschi di malga Albi, adagiata a quasi 1500 metri, in un dolce conca ai piedi della Cima Verde.

La Chiesa di S. Osvaldo è il monumento principale della cittadina e si trova si di un balcone naturale posto in periferia della cittadina, denominato il “dos dei Nòzi”. E’ una chiesa di origine medioevale che possiede un semplice stile gotico ed è affiancata da un grazioso cimitero di montagna. Una altra chiesa da visitare è la più recente Chiesa del Sacro Cuore di Gesù situata in centro paese e ben visibile per il suo slanciato campanile.

Prima delle Terme Garniga era una località ben nota per il suo clima gradevole e salutare, per la proverbiale e sentità ospitalità degli abitanti, per il sapore dei cibi semplici e la cucina a base di verdure e gli ortaggi, ma soprattutto la presenza di erbe dalle proprietà terapeutiche.

Le Terme di Garniga si contraddistinguono proprio per essere l’unico centro termale in Italia veramente specializzato nella cosiddetta fitobalneoterapia, e cioè i bagni d’erbe.

 

Allo scopo vengono selezionate delle erbe d’alta quota, prelevate dai parti del monte Bondone e in cui viene immerso il paziente, che si rilassa inebriato dagli aromi di piante salutari come il timo, la genziana e il tarassaco.

 

Questa tipologia di bagni è particolarmente indicata per le osteoartrosi, i reumatismi, i dolori lombari, le lombosciatalgie e malattie professionali come la sindrome del tunnel carpale . Le terme sono anche dotate di centro benessere

Accanto allo stabilimento termale si trovano ottime strutture ricettive e tutti i servizi che possono rendere ancora più gradevole il soggiorno dei turisti: qui troviamo un parco giochi situato nei pressi di un laghetto pittoresco, un centro sportivo dotato di campo da calcio ed il classico campo da bocce, perfetto per il relax delle serate estive. (Fonte:
www.ilturista.info)

 
By Admin (from 15/08/2010 @ 08:12:23, in it - Scienze e Societa, read 1109 times)

Sul sito della testata The Atlantic è disponibile una intervista video con Jeffrey Goldberg a Christopher Hitchens. Sebbene in condizioni visibilmente non buone, Hitchens con grande dignità parla della sua malattia e delle cure che sta seguendo.

“Sto morendo” inizia con franchezza l’intervista il giornalista: “tutti devono morire, ma mi sembra che questo processo sia accelerato con me”. “Sto morendo” inizia con franchezza l’intervista il giornalista: “tutti devono morire, ma mi sembra che questo processo sia accelerato con me”. “Sono realista, obiettivo” commenta Hitchens parlando delle sue condizioni “il mio non è un cancro buono, le statistiche sono molto deprimenti”, “sarei un uomo fortunato se vivessi per altri 5 anni”. Si parla, inevitabilmente, anche di religione e in particolare del dibattito su una sua possibile conversione (Ultimissima del 7 luglio).

“Non mi disturba che la gente preghi per me” afferma lo scrittore, “ma non diventerà mai un credente neanche con la morte vicina”. “Se sentiste parlare di una mia conversione” ribadisce Hitchens con decisione “sarebbe una menzogna della comunità religiosa, o un effetto delle cure per il cancro che non mi fanno più essere me stesso”.

Da segnalare anche un’altra intervista per la CNN, con Anderson Cooper, in cui Hitchens lucidamente parla delle sue condizioni.

Fonte: uaar.it

 
By Admin (from 14/08/2010 @ 11:10:39, in it - Scienze e Societa, read 1101 times)

Le rivelazioni sui casi di pedofilia in seno alla chiesa e alle sue istituzioni si moltiplicano in Europa. Le autorità nazionali cominciano a intervenire, mentre le gerarchie ecclesiastiche non sembrano ancora disposte ad ammettere le proprie responsabilità.

 

Petar Pismestrovic, Kleine Zeitung (Graz)

 
By Admin (from 14/08/2010 @ 07:58:17, in it - Scienze e Societa, read 1399 times)

Barack Obama difende il progetto di una moschea a Ground Zero, luogo degli attentati dell'11 settembre a New York, in nome della libertà di culto garantita dalla Costituzione americana.

"In quanto cittadino, in quanto presidente, credo che i musulmani abbiano lo stesso diritto di chiunque altro in questo Paese di praticare la loro religione. Questo include il diritto di costruire un luogo di culto e un centro di una comunità in una proprietà privata di South Manhattan", ha affermato il presidente degli Stati Uniti davanti ad alcuni rappresentanti della comunità musulmana, prima di una cena alla Casa Bianca per celebrare l'inizio del ramadam, il mese sacro islamico. "Siamo negli Stati Uniti e il nostro impegno in favore della libertà di culto deve essere inalterabile.

Il principio secondo il quale i popoli di tutte le fedi siano i benvenuti in questo paese e quello secondo il quale non saranno trattati in modo diverso dal loro governo è essenziale per essere quello che siamo", ha aggiunto il presidente citando il primo emedamento della Costituzione degli Stati Uniti che garantisce la libertà di culto. I partigiani del progetto di New York sostengono che la "Casa Cordoba" aiuterà a superare i pregiudizi di cui continua a soffrire la comunità musulmana della città, dal giorno degli attacchi contro le Torri gemelle, costati la vita a circa 3.0000 persone.

Gli oppositori ritengono invece che costruire una moschea a Ground Zero sia un insulto alla memoria delle vittime. Obama, consapevole della delicatezza della questione, ha sottolineato come "gli attentati dell'11 settembre siano stati un evento profondamente traumatizzante per il nostro paese. Il dolore e la sofferenza di coloro che hanno perduto i propri cari è inimmaginabile. Quindi comprendo l'emozione che provoca questo dossier. Ground Zero è senza dubbio un'area sacra".

Fonte: apcom.net

 
By Admin (from 13/08/2010 @ 12:16:32, in it - Scienze e Societa, read 2571 times)

Quando percorrendo la Val di Fassa oltrepasso l’abitato di Canazei percorro pochi chilometri ed in uno slargo della vallata incontro Alba, frazione del comune di Canazei, ma che come località turistica è in grado di brillare di luce propria.

 

Il paese posto ad una quota di oltre 1500 metri di quota mantiene ancora un’archittetura dalle caratteristiche ladine, le nuove costruzioni sono state progettate secondo la tradizione e le vecchie costruzioni sono state oggetto di interventi di ristrutturazione che non ne hanno alterato l’armonia.

La sua fortuna deriva dall’essere letteralmente ai piedi dei massicci dolomitici della Marmolada e del Gran Vernel meta di escursioni e gite alpinistiche sicuramente molto remunerative dal punto di vista paesaggistico e alpinistico, l’escursionista non può assolutamente perdere un’escursione nella Val Contrin dalla tipica morfologia glaciale e solcata dall’omonimo ria, il rifugio Contrin è raggiungibile dalla frazione Delba con un comodo sentiero in poco più di un’ora e mezzo, oltrepassato il rifugio posso risalire la valle e decidere se ridiscendere ad Alba dalla Valle del Ciampac oppure se traversare verso il gruppo dei Monzoni scendendo verso il Passo san Pellegrino o verso la valle di San Nicolò.

Anche il fondovalle è percorso da numerosi sentieri più facili adatti a chi non ha ambizioni d’alta quota o chiede solo relax ed aria pulita lontano da gas di scarico e rumori molesti.

Se invece ho a disposizione un’autovettura mi si aprono molteplici percorsi tra i passi dolomitici: uno di questi inizia proseguendo lungo la valle fino al lago Fedaia, mi fermo per una sosta sulla diga e se ho più tempo a disposizione una salita sulla cestovia fina a Pian dei Fiacconi sul versante settentrionale della Marmolada, ripresa la macchina ripasso oltre la diga e solto a destra per salire fino al passo Fedaia da qui la discesa si fa ripidissima, attenzione a non surriscaldare l’impianto frenante, fino a Malga Ciapela, località di partenza dei tre tronchi di funivia che salgono fino a Punta Rocca sulla Marmolada. Nei dintorni di Malga Ciapela si lascia la macchina e ci si inoltra nella forra naturale dei Serrai di Sottoguda, lunga circa due chilometri, che offre uno spettacolo di rara bellezza e suggestione. Ritornati indietro a Malga Ciapela si può rientrare attraverso Arabba ed il Passo Pordoi oppure scendere nell’agordino e risalire il Passo San Pellegrino e tutta la Val di Fassa.

Non bisogna dimenticare che i sentieri di fondovalle e quelli che risalgono verso gli alpeggi sono quasi tutti percorribile anche in Mountain Bike con itinerari che per varietà di lunghezze e dislivelli permettono anche ai meno allenati di raggiungere mete ricche di soddisfazione. La ricettività dell’area tra il capoluogo Canazei e le frazioni è costituita da sei alberghi a quattro stelle, alcuni dei quali dotati di Spa e centro benessere, ben 40 quelli a tre stelle, più molti altri tra garnì e pensioni tutti comunque in grado di accontentare l’ospite secondo la tipica ospitalità Ladina.

La pratica dello sci ad Alba di Canazei ha avuto inizio negli anni 60 con l’installazione delle prime sciovie nei prati del paese ma è dalla metà degli anni settanta che con la costruzione della funivia del Ciampac che ha raggiunto livelli d’eccellenza.

Questa ski area oltre alla funivia d’arroccamento è attrezzata con tre seggiovie e due sciovie che servono piste che nella parte alta corrono completamente fuori dal bosco in larghi spazi e invece appena si scende nel bosco inizia una delle piste più belle e tecnicamente valide di tutta la Val di Fassa il cui percorso si snoda tra curvoni e schuus sotto il tracciato della funivia, si tratta di oltre due chilometri di pista omologata FIS per gare di slalom gigante e super-g la cui larghezza varia tra i 20 ed i 70 metri, sempre perfettamente innevata grazie ad un potente impianto per la produzione di neve programmata. All’arrivo della funivia nei pressi del campo scuola in posizione sempre assolata tra i rifugi viene posizionato un divertente parco giochi per allietare la giornata sulla neve dei più piccini che ancora non sciano o che hanno appena terminato la loro scuola di sci.

La morfologia dell’alpe Ciampac lascia anche ampi spazi liberi a disposizione dei freeriders, ai quali non manchiamo mai di ricordare il rispetto delle regole di prudenza che la pratica del fuoripista impone.

 

Da due alcune stagioni invernali è stato inaugurato un nuovo collegamento che attraverso la Val Giumela raggiunge l’area sciistica del Buffaure di Pozza di Fassa aggiungendo nuovi chilometri di piste e nuovi pendii per il fuoripista.

 

Un comodo servizio di skibus collega la stazione a valle della funivia del Ciampac con la stazione a valle delle telecabina Canazei-Pecol una delle porte d’accesso al carosello del Sella Ronda che consente di compiere il giro sia in senso orario che antiorario o di spaziare sulle piste della valli intorno al gruppo del Sella.

Lo sci nordico ha in Val di Fassa una delle sue culle italiane, oltre al percorso della Marcialonga nei pressi di Alba ci si può allenare sull’anello di Pian Trevisan o sull’anello scuola tracciato sempre nella conca del Ciampac. Per i non sciatori anche d’inverno i motivi di richiamo non mancano, si possono indossare un paio di “ciaspole” e fare delle belle escursioni nel silenzio dei boschi innevati o percorrere qualcuno dei sentieri escursionistici, si possono calzare i pattini da ghiaccio e far scivolare le lame sulla pista del palaghiaccio costruito proprio ad Alba oppure fare una bella nuotata nella piscina coperta di Canazei.

La gastronomia della Valle che possiamo degustare in uno dei numerosi ristoranti è arricchita dalle specialità fassane che traggono origine dalla vicinanza della cucina altoatesina. Raggiungere Alba di Canazei è molto facile infatti si deve percorrere la ex SS 48 delle Dolomiti che si imbocca dall’Autostrada del Brennero in corrispondenza del casello di Egna-Ora, si attraversano tutta la Val di Fiemme e quasi tutta la Val di Fassa per giungere a destinazione dopo quasi 60 panoramicissimi chilometri di dolce ascesa. ( Fonte: 
www.ilturista.info)

 
By Admin (from 13/08/2010 @ 11:09:10, in it - Scienze e Societa, read 1772 times)

Cari precari,


dalla nascita siete circondati di croci. No, stavolta non in senso metaforico, ma letterale. Questo paese è ossessionato dall’accontentare uno stato straniero che aggira, scavalca e denigra le nostre leggi. Che ci spiega cosa è morale e cosa no: uno Stato che però, quando fa qualcosa di immorale, dà la colpa al diavolo. Poi sono cazzi dei magistrati andarlo a cercare ‘sto povero diavolo, ma i preti non si toccano. Se non in compagnia dei bambini.
Non c’è atto, dalla trombata all’aborto, dalla nascita alla morte, dal voto all’astensione (anche sessuale) che non passi per le bocche dei vescovi.


Ieri il cardinal Bagnasco, tanto per mettere le mani nelle nostre urne (oltre che nelle tasche e nelle coscienze) ha invitato tutti a non votare chi è a favore dell’aborto. Però caro cardinale, poteva anche essere un po’ più positivo. Non avrebbe fatto bene anche a dire di andare tutti a votare per chi sconfiggerà il cancro in tre anni? – Arnald

Fonte: diversamenteoccupati.it

 

BERNA -  Il consigliere agli Stati ticinese Dick Marty (PLR) è favorevole ad una legalizzazione delle droghe a livello mondiale. "Il divieto ha portato ad un fallimento totale", ha dichiarato in un'intervista che sarà pubblicata domani dal quotidiano austriaco "Kurier".

La proibizione delle droghe dure fa soltanto salire i prezzi e porta benefici notevoli alle mafie, ma non riduce l'accesso agli stupefacenti, afferma il "senatore". "Dobbiamo privare i criminali di questi benefici", aggiunge Marty che, in veste di procuratore generale ticinese, ha combattuto per quasi quindici anni il traffico di sostanze illecite.

Interrogato su ciò che lo ha portato a cambiare idea su questo tema, il consigliere agli Stati spiega che sono "sempre i più piccoli" a finire davanti ai giudici, mentre i baroni della mafia agiscono perlopiù indisturbati, risiedono in alberghi di lusso e dispongono di relazioni privilegiate con il mondo dell'economia. Inoltre, aggiunge, "non è mai stato così facile procurarsi della droga".

Marty è tuttavia scettico circa la concretizzazione di una legalizzazione internazionale e conclude dicendosi "sicuro di non viverla".

Fonte: tio.ch

 
By Admin (from 12/08/2010 @ 15:14:34, in it - Scienze e Societa, read 3095 times)

Livigno, la più importante stazione invernale della Lombardia e una delle principali dell’arco alpino, si trova in un’enclave italiana a nord delle Alpi. Incastonata tra Svizzera e Italia, la sua valle è circondata dai Parchi Nazionali dello Stelvio e dell’Engadina. A 1800 m sul livello del mare, in una valle che si estende per 23 chilometri tra due catene montuose che raggiungono i 3000 m di altitudine, il villaggio di Livigno è celebre per la sua caratteristica forma allungata: una striscia continua di case in legno e pietra.

 

Ha saputo serbare nel tempo le caratteristiche ambientali, culturali e architettoniche della cultura alpina. Invece che nel Mar Mediterraneo, come accade ai fiumi delle Alpi italiane, il torrente Spől, che percorre la valle di Livigno, si getta nell’Inn, affluente del Danubio che sfocia nel Mar Nero. È proprio la singolare posizione geografica ad assicura a Livigno abbondanti nevicate per tutta la stagione e piste da sci perfettamente innevate da novembre a maggio.

Sono in molti ad associare a Livigno il pieno di benzina (che continua a costare circa la metà) e l'acquisto di zucchero e cioccolato al di là della frontiera italiana, Chissà se sono gli stessi che d'inverno si riversano sulle tante piste tracciate dalla Blesaccia (2772 m) o dal Monte della Neve (2785 m). in un carosello infinito di percorsi (115 km di piste di sci alpino e 40 di sci di fondo!). Stesa per 13 km su un vasto altopiano soleggiato, incastonata tra splendide catene montuose. Livigno, oggi, è soprattutto una moderna località turistica dal richiamo internazionale; un tempo, invece, in questi luoghi transitavano silenziosi i contrabbandieri, che 'de sfroos' valicavano il vicino confine.

 

La peculiare collocazione geografica costringeva gli abitanti a lunghi periodi di isolamento, ripagati fin dal XVII secolo per mezzo di un'autonomia economica e giuridica privilegiata, godendo dall'Ottocento in poi di benefici extradoganali attivi ancor oggi. La realizzazione del collegamento stradale con Bormio negli anni Cinquanta e la costruzione del Munt la Schera, tunnel di collegamento con il versante svizzero e comoda via d'accesso per i turisti dell'Europa centrale, facilitano lo sviluppo ricreativo di Livigno.

Sono sei i versanti a disposizione per lasciare le proprie tracce, sempre su piste molto larghe e ben battute, con un'ottima esposizione al sole Idal mattino fino al tramonto) e differenziate per ogni abilità. Una volta indossati gli scarponi, si può decidere di affrontare le piste che discendono dal Mottolino (2349 m) collegate anche a Trepallel. oppure, sul versante opposto, al di là del Torrente Spal, risalire i pendii del Monte Cantone (2904 m) e della Vetta Blesaccia (2772 m).

Le emozioni più intense si provano certamente sulla pista del Carosello, che dai 2694 metri del Lac Salin porta fino in paese, e quella del Monte della Neve, che discende da quota 2785 metri. Gli impianti, 32 in tutto, fanno parte dello Skipass Alta Valtellina, con la possibilità di accedere a quelli di Bormio, Santa Caterina Valfurva e San Colombano. Da segnalare l'inaugurazione,della nuova seggiovia Federia, nella vallata omonima, al di là dell'arrivo della linea di telecabine del Carosello 3000. Inoltre, gli esperti di sci agonistico saranno al corrente della nuova nera dedicata al campione Giorgio Rocca, raggiungibile attraverso la seggiovia Teola, in località Pianoni Bassi. Per lo sci nordico esistono cinque tracciati lungo la Valle della Forcola, ai piedi del Mottolino. Nel mese di dicembre la Sgambeda, una maratona di circa 40 km, apre la stagione internazionale del fondo (per i più piccoli: la MiniSgambeda circa 4 km).

I surfers possono vagare nei silenzi della "fresca", sempre bella e abbondante, e poi atterrare allo snowpark del Mottolino, il 55DSL, con i suoi 70 km2 di superficie, superpipe di 140 m, minipipe, half-pipe, jump, una pista di boardercross con 600 m di dislivello e tutto quello che ci può stare a 2000 m di altezza, con tanto di musica e adeguata manutenzione. Una chicca, il centro equestre lungo le rive dello Spal, dove oltre alle classiche escursioni a cavallo sulla neve è possibile assistere alle divertenti partite della "Polo Cup on Snow", disputate ogni anno alla fine del mese di gennaio. Infine, per i fanatici della discesa a tallone libero, l'appuntamento imperdibile è per la Skieda, una settimana interamente dedicata alla pratica del telemark, fitta di numerosi incontri ed escursioni, sempre ottimamente organizzate.

La completezza dell'offerta livignese si percepisce anche dalle molte attività praticabili dopo, o in alternativa allo sci: pattinaggio, palestra e piscine coperte, arrampicata su ghiaccio, cascatismo, tutto il corredo necessario per non annoiarsi. Sempre suggestivi gli itinerari con ciaspole o senza, lungo gli 80 km di sentieri che si snodano attorno all'abitato. Livigno non vanta un vero e proprio centro storico, quanto piuttosto piccoli nuclei abitativi raggruppati attorno ad alcuni luoghi di culto, da cui hanno ereditato la propria denominazione: Addolorata in Val Federia, S. Rocco, Immacolata di Lourdes, S. Vergine di Caravaggio, per citarne solo alcune. Tra le architetture locali meritano un'occhiata più attenta le 'bàit', caratteristiche baite, completamente in legno e dai tetti poco pendenti in scaglie di larice con travi che evitano lo scivola mento della neve; ad esse si affiancano edifici rustici con stalla e fienile chiamati 'toilà'. "Art in Ice" il concorso internazionale di sculture di neve che ogni anno lascia a bocca aperta numerosi visitatori. Shopping resta in ogni modo la parola d'ordine per chi attraversa le vie del centro; inevitabile del resto davanti agli oltre 200 esercizi commerciali che godono di particolari sgravi fiscali e facilitazioni extradoganali.

La sera, ristoranti e trattorie aspettano gli amanti della buona cucina con le specialità e i piatti della rinomata gastronomia livignese.

 

Sfogliatina al bitto, sciatt, pizzoccheri, chisciai, risotto e bresaola, pappardelle valtellina, borsat, pòtol, salmi di cervo, slìnzega [carne essiccata di manzo o cervo), panòn e torta di noci, pasola e marmellata di mirtilli.

 

E per divertirsi fino a tardi, cinema, sale giochi, discoteche e pub. Livogno conta poi di 104 alberghi, di cui ben 11 nella categoria top, 25 garni e oltre 1000 appartamenti formano la struttura ricettiva di una stazione che ha pochi rivali sulle Alpi.

 

All’avanguardia anche le strutture wellness, le spa, le beauty farm, le palestre e le piscine presenti in molti hotel. Da quest’anno sono affiancate dall’avveniristico complesso Aqua Granda.

Livigno è una delle tre zone duty free in Europa. Fino dal 1805 Il villaggio fu dotato di benefici extradoganali, riconosciuti nel 1818 dall'Austria-Ungheria, ribaditi dall'Italia nel 1910 e confermati dalla C.E.E. nel 1960. Dei prezzi tax free approfittano ogni anno i turisti, che hanno a disposizione oltre 250 negozi dove possono acquistare tutti i grandi marchi della moda.
Livigno è una stazione amata dai giovani, che per il doposci hanno a disposizione bar, discoteche e pub. Dall’happy hour alle ore piccole, Livigno “resta sveglia” per la più frenetica movida alpina. Attività sportiva e relax è il binomio di una vacanza dove gli impianti di risalita si affiancano ai centri benessere e alle spa,. Qui gli ospiti possono sperimentare tutti i più sofisticati trattamenti terapeutici ed estetici. All’inizio dell’inverno 2009-2010 si è inaugurato Aqua Granda, il primo centro benessere integrato d’Europa, pensato per offrire a ciascuno un percorso personalizzato verso la perfetta armonia di corpo e spirito. ( Fonti varie: Regione Lombardia - APT Livigno - ilturista.info)

 
By Admin (from 12/08/2010 @ 11:06:58, in it - Scienze e Societa, read 1063 times)

Cari precari,


come si riassumono i dati elettorali? Di modi ce ne sono tanti.


Uno è questo: Berlusconi ha perso, Berlusconi ha vinto. Ha perso, perché il suo PDL crolla di dieci punti. Ha vinto, perché grazie alla Lega di Bossi (che ha dato un bel posto di lavoro anche al figlio ritardato), si è garantito la sopravvivenza giudiziaria e continua ad avere un paese in ostaggio da scambiare in parlamento con le sue leggi personali.


L’altro dato: il PD ha vinto, il PD ha perso. Ha vinto, perché ha tenuto a livello nazionale nonostante i cazzi di Marrazzo, le carte di credito di Del Bono, i milioni di Del Turco, le fughe (benedette) di Rutelli, Binetti e altri fondamentalisti cattolici. Ha perso, perché non riesce a trovare continuità e già si parla di nuove rese dei conti tra Bersani e il resto del partito.
L’altro dato interessante è l’astensionismo, segno che stavolta la gente s’è incazzata per davvero e che per i prossimi tre anni sarà la riconquista di questi elettori il fulcro di tutto. Ma badate bene, i vecchi partiti, tra i quali possiamo ormai annoverare anche l’IDV che si è cristallizzata intorno alla figura di Di Pietro, sono al palo. Il movimento di Grillo ha conquistato quasi il 7%, se non sbaglio a Bologna. Che serva da lezione al Popolo Viola e a tutti gli altri: nelle piazze ci si conta, ma è alle urne che si conta.


Abbiamo tre anni per costruire l’alternativa. Diamoci da fare. – Arnald

Fonte: diversamenteoccupati.it

 

 

« The world is no longer in phase 6 of influenza pandemic alert. We are now moving into the post-pandemic period. The new H1N1 virus has largely run its course. »

[WHO - 10 agosto 2010]

 Con queste parole, Margaret Chan, direttore generale del World Health Organization, annuncia la morte dell'AH1N1, per gli amici l'influenza suina, nata l'11 giugno 2009 e tragicamente deceduta a soli 14 mesi di vita.

 

Ne piangono la scomparsa le tasche dei cittadini, che in ogni parte del mondo stanno distruggendo milioni di dosi di vaccini scaduti, tranne quelli polacchi, che prima del disastro di Katyn erano stati gli unici ad avere gentilmente declinato le offerte delle case farmaceutiche. 

 Gli italiani piangono di più, perché sono stati gli unici tra tutti gli stati del globo terracqueo ad avere stipulato un contratto con Novartis - siglato il 21 agosto 2009, opportunamente secretato ma svelato su questo blog il 16 novembre dello stesso anno - concepito come un tributo alla divinità farmaceutica, un vero e proprio sacrificio collettivo che ha bruciato 24 milioni di euro sull'altare del più bieco affarismo. 

 L'indecorosa calata di braghe prevedeva clausole assolutamente assenti nei contratti stipulati con gli altri stati. In particolare, il corrispettivo pattuito sarebbe stato versato anche se la Novartis avesse ritardato nella consegna e, addirittura, anche se non avesse ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione del vaccino, quindi senza contropartita. Inoltre, per la Novartis non erano previste penalità di nessun tipo.
 Il contratto è stato firmato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, quindi da Maurizio Sacconi. Non è dato sapere se la moglie, Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria, abbia avuto una parte di intermediazione o meno.

 Fonti esclusive di Byoblu.Com riportano che, in cambio del contratto sui generis, Novartis si sarebbe impegnata ad assumere 200 o 300 giovani del mezzogiorno, allo scopo di innalzare di qualche punto - temporaneamente -  il tasso di occupazione. Una manovra per acquisire consenso per la maggioranza di governo, addebitandone il costo agli italiani, da cui non hanno tratto giovamento neppure i novelli lavoratori i cui contratti temporanei, già in scadenza, sono lungi dall'essere rinnovati.

 In ogni caso, che la suina fosse una bufala, noi ce ne eravamo accorti già l'11 settembre 2009. Bastava fare due conti. Questa, inoltre, l'intervista che Byoblu.Com ha realizzato il 24 settembre 2009 Paolo Grossi, infettivologo di chiara fama e professore di malattie infettive all’Università dell’Insubria.

 Oltre due mesi dopo, quando ormai i buoi erano scappati, arrivavano anche i giornali, e il 31 marzo 2010 il Consiglio d'Europa lodava pubblicamente Ewa Kopacz, il ministro della Salute polacco, per la gestione estremamente razionale del problema. 

 Ewa aveva fatto notare come i rischi derivanti dalla AH1N1 fossero in realtà moderati e sottodimensionati rispetto alla normale influenza stagionale, e aveva dichiarato che le condizioni poste dalle compagnie farmaceutiche erano inaccettabili [qui la trascrizione di Byoblu.Com del suo intervento al Parlamento polacco]. Sacconi invece si è venduto tutto, lasciandoci in mutande. 

 Un qualsiasi dirigente incapace viene licenziato sui due piedi. Perché un ministro che ha sovrastimando i fattori di rischio e siglato contratti assolutamente fuori dal mercato, impiegando soldi pubblici, non dovrebbe dimettersi?

[Video dell'11 aprile 2010: Influenza A - la truffa suina.]

 

Fonte: ByoBlu.com

 
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