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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 02/08/2010 @ 14:32:39, in it - Scienze e Societa, read 1620 times)

 Cari assunti, convenienti precari,
stamattina, complice il caldo, sono uscito di casa un po’ prima.
La metropolitana era insolitamente vuota e ad accompagnarci nel viaggio c’era un musicista: un ragazzo (?) sui 35 con la chitarra che cantava De Andrè da dio. La sua faccia mi era familiare e la mia doveva esserlo per lui. Finita la canzone si avvicina e ci riconosciamo: un mio compagno delle scuole medie. È un po’ imbarazzato, gli chiedo di uscire a prendere un caffè. Lui accetta, ma non prima di aver fatto il giro per raccogliere qualche spiccio dai passeggeri annoiati. Al bar parlottiamo un po’ finché non vado dritto al punto: “Perché sei in metro con una chitarra?”.

Sento una storia classica dei nostri giorni: laurea con lode in (udite udite) ingegneria, stage non rinnovato, call center di tamponamento, call center di resistenza, call center come precario impiego stabile, fanculo al call center. Centinaia di curricula inviati, colloqui promessi e non sostenuti, rientro a casa dai genitori: la sintesi delle disgrazie di un precario. La sua chitarra, da strumento per rimorchiare nella gita di scuola, da passatempo e momento di evasione, è diventata la sua busta paga.


Ci siamo salutati così, senza neanche prometterci di rivederci (non sia mai, avrà pensato lui).
Sono arrivato a lavoro con un peso sullo stomaco infinito. Un senso di rabbia, di sconfitta, una voglia di mangiarmi il giornale che leggevo, dove campeggiano i soliti noti che ci stanno fottendo giorno dopo giorno e ai quali non riusciamo ad opporre niente, se non una rassegnazione generazionale. Il sospetto che a pagare tutti i danni fatti nei palazzi di potere siano le nuove generazioni è diventato una certezza. Ma a questo punto è diventato una certezza anche questo: è ora che a pagare siano i potenti, non più noi.

Fonte: diversamenteoccupati.it - Autore: Arnald

WIE VAN DE DRIE

Bree  Avy
Bree | Carol | Avy
 
By Admin (from 02/08/2010 @ 11:01:42, in it - Scienze e Societa, read 1702 times)

Fonte: enteroclisma.blogspot.com - Autore: Roberto Mangosi.

 

office85.jpgOre ininterrotte passate alla stessa scrivania, progetti condivisi, soddisfazioni e frustrazioni: l'ufficio è uno dei luoghi dove, per fortuna o purtroppo, passiamo la maggior parte del nostro tempo. Ma non di sola routine vive l'uomo (o la donna!): aggiungiamo una gonna troppo corta, qualche ammiccamento, un pizzico di fascino del potere, ed ecco che i grigi lunedÏ in ufficio si trasformano in possibili appuntamenti con il destino...

E' spesso una tappa obbligata della vita d'ufficio, che, secondo un'indagine condotta da Euroffice, fornitore online di materiale per ufficio, inizia nel 29% dei casi da un gioco di sguardi durante una riunione importante, in pausa alla macchinetta del caffè o in incontri, casuali e non, nei corridoi dell'azienda. I messaggi scritti sui cari vecchi post-it (3%) hanno lasciato il posto agli ormai onnipresenti social media: il 27% degli intervistati si lascia sedurre - o seduce - tramite link condivisi in bacheca, video di canzoni romantiche postati sul profilo o applicazioni che inviano regali multimediali all'oggetto dei propri desideri.

In questa percentuale, destinata a crescere esponenzialmente, rientrano anche tutti coloro che si affidano alla messaggistica istantanea per dichiarare i propri sentimenti: Skype, Messenger e la chat aziendale sono tra i mezzi più diffusi che consentono ai colleghi di "avvicinarsi" ....in tutti i sensi!

E nonostante trovarsi sulla scrivania una dozzina di rose scarlatte abbia sicuramente un effetto diverso rispetto a un "mi piace" sul proprio profilo Facebook, i mezzi dal sapore più retrò come fiori e cioccolatini, hanno chiaramente ceduto il passo al corteggiamento 2.0: infatti solo l'11% (di cui il 9% sono donne), preferisce affidarvisi. I regalini si riducono ad essere tecniche "vintage" ma, per fortuna, continuano a sortire buoni risultati. 

Del tutto immune a questi meccanismi risulta invece il 30% degli intervistati che, sempre secondo il sondaggio di Euroffice, si tiene lontano dalle avances tra scrivanie. Ma una volta rotto il ghiaccio e vissuta la passione, come si evolvono i flirt nati tra le mura lavorative? Mentre sono sbocciati fiori d'arancio per una romantica fetta degli intervistati (19%), per la maggior parte delle persone (46%) la relazione si Ë conclusa mantenendo comunque buoni rapporti - almeno in apparenza - in virtù della pacifica convivenza fra colleghi.

Non è finita invece a "tarallucci e vino" per il 15% delle coppie-scoppiate, che, nonostante siano costrette a condividere stampante e macchinetta del caffè, tendono a voltare le spalle alla loro ex dolce metà ogni volta che la incrociano nei corridoi. Destino peggiore per quell'11% (8% donne) che ha preferito - o è stato costretto - a cambiare lavoro pur di non dover sopportare la vista dell'ex amato, o i pettegolezzi che, inevitabilmente, in questi casi, si diffondono in tempi record. Taglio netto tra ragione e sentimento infine per il 9% che riesce a dimenticare le questioni di cuore a favore delle urgenze lavorative, unico momento in cui si riesce a vedere l'ex come semplice collega.

Insomma, se risulta facile innamorarsi del vicino di scrivania, il sondaggio di Euroffice conferma che diventa poi difficile gestire la storia nella giungla dell'ufficio fatta di gossip e invidie. Questo però non sembra influenzare il 70% di coloro che hanno partecipato al sondaggio e che hanno ammesso di essersi lasciati andare a passioni tra colleghi, più o meno durature. Se son rose, fioriranno... o appassiranno?! 

Fonte: cronacaeattualita.blogosfere.it

 
By Admin (from 29/07/2010 @ 10:47:54, in it - Scienze e Societa, read 1017 times)

Il filosofo Betrand Russell intervistato nel 1959 a proposito della fede in Dio e della religione.

 

 
By Admin (from 28/07/2010 @ 12:21:09, in it - Scienze e Societa, read 1224 times)

Ci si lascia alle spalle il caos delle grandi città e a poco a poco ci si inoltra nella campagna. All’orizzonte iniziano a stagliarsi le dolci colline di San Colombano, agghindate di vigneti e noccioleti carichi di frutti, affacciate come dame curiose sullo spettacolo della Bassa Pavese, dove il Po accoglie il corso dell’Olona e del Lambro. Così si raggiunge Miradolo Terme, piccolo comune di 3500 abitanti in provincia di Pavia, nella parte meridionale della Lombardia.

Ad appena mezz’ora di auto da alcune grandi città d’arte, come Milano, Pavia, Cremona e Piacenza, Miradolo è la via di mezzo ideale tra quiete e vivacità culturale: perfettamente collegata al resto della regione tramite i mezzi pubblici, ricca di eventi e di attrattive turistiche, la cittadina riesce comunque a preservare la sua indole più genuina, legata alle tradizioni di un tempo e alla quiete.

Nel territorio circostante, così come nel centro del comune, sono innumerevoli le testimonianze della storia locale, ricca di avvenimenti e di protagonisti diversi: sulle colline che circondano il borgo si nascondono cascine e antichi villaggi, tra cui spiccano Cà de Rho, Borgognona, Palazzina e Valbissera. Aldilà delle testimonianze architettoniche e urbane, opera dell’intervento umano, la campagna è una fonte inesauribile di tracce naturali: non è raro trovare qualche fossile marino, come quelli riuniti nelle raccolte archeologiche di San Colombano.

Ma i gioielli più preziosi sono nel cuore vero e proprio di Miradolo Terme, dove si possono ammirare soprattutto le chiese, risalenti al Cinquecento e al Seicento e più volte modificate nel corso dei secoli. Tra le costruzioni più interessanti c’è sicuramente la Chiesa Parrocchiale, arricchita all’interno da preziose tele seicentesche. Tra le varie opere, procurate da Don Alfredo Cremascoli, si possono ammirare il “San Francesco” del Cerano, l’ “Adorazione dei Pastori” del Ferrabosco, il “Trionfo del Rosario” del Malosso e l’organo Bossi Urbani del 1864.

Da vedere anche la chiesa di Santa Maria, una struttura originariamente semplice e lineare ma arricchita in seguito da varie opere di restauro. All’interno si può ammirare un bel quadro raffigurante la Madonna, racchiuso da una raffinata cornice dello scultore Carlo Antonio Lanzani, probabilmente dipinto intorno alla fine del Cinquecento. Aldilà delle chiese, tutto il tessuto di Miradolo è un interessante repertorio di testimonianze storiche, in una ricca alternanza di palazzi nobiliari settecenteschi, testimonianze medievali, residui delle prime fonti termali e un antico mulino dal fascino malinconico. Da non perdere, infine, nella vicina frazione di Camporinaldo, lo splendido oratorio quattrocentesco di Santa Maria.

Ma una delle attrattive maggiori di Miradolo sono forse le terme, originate da falde acquifere salmastre presenti, in passato, nella pianura circostante. I fossili di conchiglie che abbondano nella zona testimoniano l’antica presenza del mare, e giustificano il nome “Saline di Miradolo” con cui si era soliti indicare le fonti termali fino a poco tempo fa. Tra i vigneti e i noccioleti, a 78 metri di quota, sono ben cinque le fonti che regalano preziose acque -bromo-iodiche, litiose, magnesiache e sulfuree, a cui si aggiungono i preziosissimi fanghi. Le proprietà benefiche sono innumerevoli: affezioni delle prime vie respiratorie, sinusiti, faringiti, bronchiti croniche ed asmatiche, disturbi gastro-intestinali e dermatologici sono solo alcuni dei problemi che vengono efficacemente leniti dalle pratiche termali. Alle cure vere e proprie si aggiungono i trattamenti cosmetici, le maschere a base di fango e le massoterapie.

Ma non si può lasciare Miradolo Terme senza aver assistito almeno a una delle manifestazioni tradizionali, che durante l’anno, animano le strade e le piazze del centro.

 

Le occasioni più attese e più amate sono quattro, tutte legate alla tradizione contadina del borgo. La stagione delle feste comincia col carnevale, dedicato ai bambini, con le sfilate dei carri allegorici, per proseguire con la festa dei piselli che si tiene la prima domenica di maggio, in onore del tradizionale raccolto dei piselli.

 

In settembre c’è forse l’evento più importante, la sagra dell’uva, e poco dopo si celebra la festa delle castagne, per dare il benvenuto all’autunno in arrivo.

In ogni stagione, insomma, ci sarebbe un buon motivo per visitare Miradolo, anche se il periodo migliore da un punto di vista climatico è forse quello della primavera e dell’estate, quando le temperature sono piacevoli e il sole fa visita al borgo più volentieri. Il mese più freddo è gennaio, con valori medi che variano tra una minima di -3°C e una massima di 4°C, mentre quello più caldo è agosto, quando si passa dai 16°C ai 29°C. Le precipitazioni raggiungono il picco massimo tra ottobre e novembre, quando cadono in media 91-94 mm di pioggia al mese.

Per raggiungere Miradolo Terme si possono valutare diverse possibilità. Chi viaggia in auto deve percorrere la A1 Milano-Bologna e uscire a Casalpusterlengo, poi continuare sulla S.S. 234 Pavia- Casalpusterlengo per circa 4 km fino a destinazione. Per chi sceglie il treno c’è la stazione cittadina sulla linea Pavia-Cremona, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Milano Linate, a circa 59 km. ( Fonte: 
www.ilturista.info)

 
By Admin (from 28/07/2010 @ 10:43:31, in it - Scienze e Societa, read 1423 times)

Sensation

Par les soirs bleus d'été, j'irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l'herbe menue,
Ręveur, j'en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tęte nue.

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien :
Mais l'amour infini me montera dans l'âme,
Et j'irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la nature, heureux comme avec une femme.

 
 
By Admin (from 27/07/2010 @ 14:14:15, in it - Scienze e Societa, read 1343 times)

Chi siamo? Da dove veniamo? Cosa dobbiamo fare? Dove stiamo andando? Perchè siamo qui? Questa è la domanda fondamentale. Che cosa è la realtà? Si tratta di domande sul modo in cui percepiamo il mondo, sull'esistenza, o meno, di una differenza tra come è fatto il mondo e come lo percepiamo.

 Vi siete mai chiesti di che cosa sono fatti i pensieri? Alcuni dei comportamenti che notiamo nei bambini, dimostra che la cultira sta seguendo un paradigma sbagliato e che non viene apprezzato il potere del pensiero.

Ciascuna epoca, ciascuna generazione, ha le sue convinzioni: che la terra è piatta, che la terra è rotonda, ci sono centinaia di convinzioni nascoste, cose che diamo per scontate ma che potrebbero anche non essere vere. Nella maggior parte dei casi, storicamente, queste convinzioni si sono rivelate false, perciò si può presumere che molte delle cose che diamo per scontate sul mondo non siano vere. Spesso siamo intrappolati in questi preconcetti senza rendercene conto: è un paradigma.

Tutti sono un mistero, tutti sono un enigma? Lo siamo di sicuro! Farsi queste domande profonde apre la strada a nuovi modi di stare al mondo, porta una boccata di aria fresca, rende la vita più gioiosa. Il vero segreto non è vivere nel familiare, ma vivere nel mistero.

Fonte: kattolika.myblog.it

WIE VAN DE DRIE

Caprice  
Caprice | Maly | Monika
 
By Admin (from 27/07/2010 @ 12:18:12, in it - Scienze e Societa, read 2550 times)

C’è una fetta della provincia di Pavia che se ne sta racchiusa tra Piemonte ed Emilia-Romagna, nota come Oltrepò Pavese, amata dai golosi per il salame di Varzi, i formaggi dell’alta valle Staffora e l’ottimo vino, apprezzata dai più romantici per il paesaggio dolce e arrotondato delle colline.

Qui, a ridosso dell’Appennino, sorge Salice Terme, piccola frazione di 1000 anime del comune di Godiasco, abbracciata da una corona di colli disseminati di torri, castelli e borghi medievali. Per quanto piccola e dal carattere riservato, si tratta della località turistica più bella e famosa dell’Oltrepò Pavese, nota soprattutto per gli stabilimenti termali che sfruttano le acque sulfuree, salsobromoiodiche e solforose del territorio.

Dall’aerosolterapia alla fangoterapia, le cure e i trattamenti termali si accompagnano a sedute di bellezza, relax e benessere, nello scenario accogliente e moderno del complesso termale di Salice. Le sorgenti locali sono tra le più ricche di idrogeno solforato in Italia, così ricche di minerali da risultare perfette per la cura del sistema respiratorio e cutaneo.

Per chi non fosse ancora convinto c’è un’ulteriore ragione per cui scegliere le Terme di Salice: il Ministero della Salute ha assegnato e confermato alle sorgenti locali la classificazione “1° Livello Super” per la qualità e l’ampia scelta di trattamenti. Per restare all’altezza di un riconoscimento tanto prestigioso il personale del complesso termale è serio e professionale, impegnato a regalare benessere, salute e serenità.

Ma Salice Terme sorge in una terra generosa su tutti i fronti, anche dal punto di vista paesaggistico, naturalistico e, soprattutto, storico-artistico. A pochi chilometri da Salice, infatti, si può ammirare l’Antica Abbazia di S.Alberto, simbolo per eccellenza della vita monastica in età medievale. Eretta nel lontano XI secolo, l’antica chiesetta custodisce gelosamente pregevoli opere d’arte, in particolare numerosi affreschi quattrocenteschi.

Da vedere anche il vicino borgo di Varzi, anch’esso pervaso dall’inconfondibile atmosfera medievale. Qui potrete passeggiare lungo la caratteristica “Via del Sale”, oppure visitare la Chiesa dei Cappuccini del XIV secolo, in austero stile tardo-romanico. La natura incontaminata e il sapore medievale dei borghi limitrofi non devono trarre in inganno: Salice Terme è tutt’altro che isolata, silenziosa o addormentata. Sono invece innumerevoli le occasioni di festa distribuite nell’arco dell’anno, pensate appositamente per celebrare le tradizioni locali, per far conoscere ai visitatori la vera indole del paese e per valorizzare il patrimonio cittadino. Tra le occasioni più amate ci sono il Carnevale dei Bambini, con le sue sfilate in maschera, e l’atteso Concorso Balconi e Giardini Fioriti che si svolge da maggio a giugno. Per tutta l’estate poi, nell’ambientazione incantevole del Parco delle Terme, una volta al mese c’è la Rassegna dell’Hobbistica e del Piccolo Artigianato, con tante bancarelle di tutti i tipi.

Chi ha deciso di visitare Salice Terme sarà felice di sapere che si trova in una posizione strategica, facilmente raggiungibile in auto e comodamente accessibile da tutte le principali vie di comunicazione del Nord d’Italia. A pochi minuti da Alessandria, Voghera, Pavia e Tortona, Salice è raggiungibile mediante l’Autostrada A7 Milano-Genova, sucendo a Casei Gerola e seguendo le indicazioni fino alla meta. In alternativa, dall’Autostrada A21 Torino-Piacenza, bisogna uscire a Voghera e proseguire per circa 10 minuti seguendo i cartelli.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Voghera, sulle linee Milano - Ventimiglia, Roma - Torino e Bologna - Torino, mentre gli aeroporti più vicini sono quello di Milano, a 87 km circa, e quello di Genova, a 112 km.

Giunti a destinazione ci si innamora immediatamente del microclima piacevole, dovuto alla collocazione da nord a sud lungo la vallata del torrente Staffora, che alimenta lo spirare delle brezze settentrionali.

 

Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -1°C a una massima di 5°C, mentre in agosto si passa dai 19°C ai 30°C. Le precipitazioni si concentrano specialmente in autunno e in primavera, quando si supera la media di 8 giorni piovosi al mese. ( Fonte: www.ilturista.it) 

 
By Admin (from 27/07/2010 @ 10:46:11, in it - Scienze e Societa, read 1115 times)

Albert, un simpatico scienziato dalla chioma fluente, ci spiega cos'è la relatività speciale mostrandoci quali effetti subisce Bart, il suo assistente rimbalzello, quando viaggia a velocità vicine a quella della luce.

Alla fine della spiegazione capiremo insieme perché Al, il fratello gemello di Albert, giri ancora con lo skateboard mentre Albert ha già i capelli bianchi.

Il tutto in meno di cinque minuti, perché Albert ha un appuntamento importante... ( Fonte: ogm3d.com)

 
By Admin (from 26/07/2010 @ 12:16:00, in it - Scienze e Societa, read 1649 times)

Se non fosse per il nome, che rimanda al turismo termale, si potrebbe pensare che l’elemento dominante del paese sia la roccia: Vallio Terme in effetti, paese di 1.146 abitanti in provincia di Brescia, fa parte della comunità montana di Valle Sabbia ed è incastonato tra i monti Ere e Crovino a nord, e i monti Fontnelle, Olivo e Tre Cornelli a sud.

 

Posizionata a 5 km circa da Gavardo, nel cuore verdeggiante della Lombardia, Vallio Terme è in realtà abbracciata da una natura fertile e ricchissima di acqua. L’abitato è infatti adagiato nella vallata del torrente Vrenda, e a breve distanza si apre la distesa luminosa e cristallina del Lago di Garda, con la sua superficie liscia e una costellazione di cittadelle incantevoli lungo le sponde.

La collocazione del paese è a dir poco strategica, invitante per ogni tipologia di vacanza. La regione è tranquilla ma vivace allo stesso tempo, vicina ad attrazioni turistiche rinomate ma lontana dai ritmi disumani delle grandi città. A questo va aggiunto che la presenza di automobili, nel centro, è davvero ridotta, e fa sì che le passeggiate tra le viuzze più caratteristiche siano davvero piacevoli. Chi poi ama camminare anche nella natura più selvatica e incontaminata, potrà continuare l’esplorazione della zona circostante, grazie a un ricco reticolo di sentieri censiti dal C.A.I. Le frazioni sono collegate tra loro da passeggiate di vario tipo, rilassanti o più avventurose, sempre affacciate su panorami spettacolari: particolarmente d’effetto è il sentiero 508, che collega la contrada di Vigle con la Rocca di Bernacco.

Ma la ricchezza più preziosa di Vallio Termesono senza dubbio le sue acque, dalle dimostrate caratteristiche depurative, che hanno portato alla creazione di un centro termale accogliente e moderno. Le Terme di Vallio sono abbracciate da un parco verdeggiante e curato, dove il relax e la vita all’aria aperta si coniugano con la salute e il benessere fisico. Oltre ai trattamenti veri e propri ci si può cimentare in numerose attività ludiche come le bocce, i giochi per bambini e il ping-pong, oppure ci si può abbandonare agli intrattenimenti musicali. Protagonista del centro è la fresca acqua minerale che zampilla direttamente dalla fonte Castello, appartenente al gruppo delle acque bicarbonato-alcaline e indicata per la cura di vari disturbi: l’apparato gastroenterico, gastrico, intestinale e urinario traggono grandi benefici dall’utilizzo di questa magica pozione, per non parlare dei trattamenti di bellezza e rilassamento a cui possono sottoporsi tutti i clienti alla ricerca di un soggiorno anti-stress.

Dopo aver recuperato le energie si può sfruttare l’ottima posizione di Vallio Terme per avventurarsi alla scoperta della zona circostante. La vicinanza con alcune città d’arte di grande valore, come Mantova, Brescia e Verona, fanno del paese un trampolino di lancio ideale per chi non rinuncia alla cultura. A Soiano del Garda, a Padenghe e a Moniga si possono ammirare gli splendidi castelli medievali, oltre ad alcune architetture romaniche affascinanti come la Pieve di Santa Maria a Malerba, la chiesa di Santa Lucia a Balbiana e la Chiesa della Santissima Trinità a Solarolo.

Una zona ricca di attrattive è quella compresa tra il corso del Chiese e la costa del lago, da Salò a Desenzano del Garda: un itinerario appassionante, che consente di viaggiare attraverso i secoli e diversi stili architettonici, tocca antichi borghi intrisi di arte, di storia e di cultura. Ad abbracciare tali meraviglie c’è un paesaggio luminoso e lussureggiante, fatto di colline sinuose ricoperte di ulivi argentei e viti cariche di acini d’oro e rubino.

A nutrire una vegetazione tanto ricca ci pensa il clima mite e piacevole di Vallio Terme, caratterizzato da inverni non troppo freddi e estati calde, soleggiate, mitigate dalla brezza che spira dal lago. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -3°C a una massima di 4°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 18°C ai 29°C. Le precipitazioni, distribuite in modo piuttosto regolare nell’arco di tutto l’anno, raggiungono il picco massimo in maggio, quando cadono in media 92 mm di pioggia.

Con un atmosfera così non stupisce che il paese sia generoso di feste, manifestazioni popolari, ricorrenze e eventi culturali in ogni periodo dell’anno.

 

L’occasione più pittoresca e vivace è la “Festa della Valle”, che si tiene a fine luglio e coincide con i giorni finali del rinomato Palio delle Contrade.

 

Si tratta di un appuntamento appassionante, soprattutto per i rappresentanti delle otto frazioni del paese, che si sfidano in diversi giochi, tornei e gare bizzarre, coinvolgendo persone di ogni età.

Per raggiungere Vallio Terme, le sue acque miracolose e il suo clima paradisiaco, potete scegliere tra diverse possibilità. Se viaggiate in auto dovete percorrere l’autostrada A4 Milano-Venezia e uscire a Brescia Est, quindi imboccare la S.S. 45 bis Brescia-Salò e prendere la deviazione a Gavardo, continuando fino a destinazione. Chi sceglie il treno può scendere alla stazione di Brescia, sulla linea Milano-Venezia, a 23 km circa da Vallio Terme, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Milano Linate, a 126 km circa. ( Fonte: 
www.ilturista.info)

 
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