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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 26/07/2010 @ 10:41:01, in it - Scienze e Societa, read 1527 times)

E' il più famoso sovrano bavarese, un mito del decadentismo e il più conosciuto, amato e controverso figlio della Baviera.

Ludwig nasce il 25 agosto 1845 nel castello di Nymphenburg e, dopo un'adolescenza trascorsa spesso lontano da Monaco nella residenza estiva di Hohenschwangau, sale al trono appena diciottenne nel 1864.

E' uno dei rampolli più in vista delle corti europee: bello, alto un metro e novantuno, slanciato e con due occhi di un azzurro cupo che incantavano tutti.

Nel corso del suo regno, Ludwig II ha fatto costruire tre castelli, specchio della sua personalità e delle sue passioni storiche, artistiche e musicali.

Tra i monumenti più visitati della Germania, i castelli di Neuschwanstein, Linderhof ed Herrenchiemsee sono un inno alle antiche leggende germaniche, magistralmente messe in musica da Wagner, e all'epoca d'oro dell'assolutismo e della Francia del "re sole" Luigi XIV, un vero e proprio mito per il sovrano bavarese. ( Fonte: tuttobaviera.it)

 
 
By Admin (from 25/07/2010 @ 12:14:04, in it - Scienze e Societa, read 2284 times)

In un primo momento sembra di sentire semplicemente lo sciacquio delle onde, o il grido dei gabbiani, ma tendendo meglio l’orecchio ci si accorge che ogni suono, sulla riviera ligure, si trasforma in poesia. Una poesia per tutti i cinque sensi, fatta di sussurri lievi e profumi freschi, luci carezzevoli e rocce che sembrano sculture: è qui che si colloca Andora, cittadina ligure di circa 8 mila abitanti in provincia di Savona, nel lembo orientale della Riviera dei Fiori.

Incastonata tra le insenature di Capo Mele e Capo Mimosa, in corrispondenza della foce del Merula, Andora è a 15 km da Imperia e a 55 km dal capoluogo provinciale, e racchiude in sé le caratteristiche migliori del borgo marinaro tranquillo, ma anche la vivacità delle città più attive dal punto di vista turistico e culturale. Suddivisa nei quartieri storici del Castello, di Colla Micheri, Conna, Rollo, San Bartolomeo, San Giovanni e San Pietro, la località offre innumerevoli testimonianze storico-artistiche interessanti, ma è soprattutto una rinomata meta per le vacanze balneari.

Insignita ininterrottamente, a partire dal 1986, della Bandiera Blu per la qualità delle acque marine, Andora è lambita da un Mediterraneo limpidissimo e cristallino, affascinante nelle giornate di burrasca e placido nelle giornate di sole, quando si vede il fondale in trasparenza e si fanno belle nuotate rilassanti. La cittadina comprende il più ampio arenile di tutta la costa ligure, con un tappeto di sabbia chiara e fine perfetto per rilassarsi sotto il sole, e alla bellezza delle spiagge si aggiunge un’efficienza impeccabile per quanto riguarda i servizi degli stabilimenti balneari. Non stupisce dunque che la popolazione locale, durante la stagione estiva, arrivi a toccare le 70 mila persone, benché l’estate non sia l’unico periodo ricco di proposte avvincenti.

In effetti Andora si lascia visitare volentieri in ogni momento dell’anno, e ogni stagione regala emozioni diverse ma altrettanto indimenticabili, grazie al clima piacevole dellaLiguria e alle sue temperature sempre miti. I valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno da un minimo di 7°C a un massimo di 12°C, mentre in luglio, il mese più caldo, variano tra i 20°C e i 27°C. Le precipitazioni non amano guastare l’idillio dell’estate, e si propongono più di frequente soltanto in autunno, quando toccano un picco massimo di 90 mm al mese.

Aldilà delle spiagge accoglienti e incontaminate, il paese stupisce i visitatori con monumenti di grande pregio, tra cui spicca la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo. Situata nella frazione di Castello, un poco al di fuori del vero e proprio centro, la chiesa si erge nelle vicinanze dell’antico Castello Andorese e forma con esso e la vicina torre un unico, grande complesso. La chiesa è a pianta basilicale, divisa internamente in tre navate e tre absidi, ed è affiancata da una porta-torre di dimensioni monumentali, realizzata in pietra viva e culminante nella tipica merlatura in stile ghibellino. La torre svolge la funzione di campanile della vicina chiesa, ma nel periodo estivo diventa lo scenario di un rinomato festival di musica classica.

Da vedere il vicino Castello, anticamente nominato Paraxo e sede del primo insediamento locale. Immersi in una vegetazione rigogliosa, oggi si conservano soltanto i ruderi dell’originaria struttura duecentesca, in particolare le mura e alcune torri difensive, ma il fascino dell’edificio ha resistito all’usura dei secoli. Rifugio per i primi cittadini di
 
Andora nel periodo alto-medievale, il maniero divenne nel XII secolo residenza dei marchesi di Clavesana, per poi essere venduto nel 1252 alla Repubblica di Genova e trasformato in dimora del podestà genovese.

Testimonianze di un passato più vicino, ma decisamente appassionante, sono le manifestazioni tradizionali che si svolgono durante l’anno nel centro di Andora, a carattere religioso, popolare e culturale. Tra gli appuntamenti da non perdere, specialmente se si è avvezzi ai peccati di gola, c’è la rassegna gastronomica “Sale&Pesce” che si svolge nel mese di maggio, e che per due giorni interi dà la possibilità di degustare il pescato fresco, condito con il famoso basilico della zona, in un connubio delizioso tra prodotti di mare e di terra.

 

Il 22 maggio si festeggia Santa Rita, nell’omonima piazzetta affacciata sul mare: è questa la celebrazione cittadina più antica, caratterizzata dalla benedizione delle rose nella cappella dedicata alla santa. Di tutt’altro stampo è la Festa della Birra di luglio, che costituisce la manifestazioni andorese più vivace e partecipata, con migliaia di turisti provenienti da ogni parte d’Italia.

Ma per divertirsi nella stagione stiva non è necessario prendere parte a qualche festeggiamento particolare: la cittadina è sempre sveglia e brulicante di gente, a partire dal mattino presto, quando i pescatori espongono nelle bancarelle del molo i pesci freschissimi che hanno catturato, sino alle ore serali, quando al “Parco delle Farfalle” si tengono spettacoli di vario tipo che si protraggono fino a notte fonda. Per i più piccoli c’è un bel parco giochi lungo il fiume Merula.

Se avete deciso che Andora è la meta vacanziera che fa per voi, con il suo incontro armonioso tra pace e divertimento, cultura e mare, non vi resta che scegliere un mezzo di trasporto e progettare il viaggio. Chi viaggia in auto deve percorrere l’Autostrada A10 Genova-Ventimiglia ed uscire ad Andora, mentre se scegliete il treno troverete la stazione ferroviaria locale in pieno centro, sulla linea Genova-Vetimiglia nel tratto tra Savona e Ventimiglia. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Villanova d’Albenga, Genova e Nizza.
( Fonte: ilturista.info)

 
By Admin (from 25/07/2010 @ 10:59:57, in it - Scienze e Societa, read 1024 times)

WASHINGTON. Al lavoro andate in bicicletta, oppure prendete l'autobus o la metropolitana. La priorità - ha detto Barack Obama ai funzionari del governo americano - è ridurre l'inquinamento. La Casa Bianca questa settimana ha inviato un nota alle agenzie del governo con un appello ad essere più rispettosi dell'ambiente. Ha chiesto di tagliare le emissioni di anidride carbonica e di altri gas che provocano l'effetto serra del 13% entro il 2020.


Il governo federale, scrive il Washington Post, ha a disposizione 600.000 veicoli, quasi 500.000 edifici e nel 2008 ha speso 24,5 miliardi di dollari in bollette per gas, luce e carburante. E' quindi il maggior consumatore d'energia del paese.
"Il governo ha la responsabilità di usare l'energia in modo saggio, di ridurre i consumi, migliorare l'efficienza , e soprattutto, incrementare l'utilizza di fonti d'energia rinnovabili, come quella solare, idrica e eolico", ha detto Obama.
Obama ha voluto avviare anche un altro programma. Ha chiesto agli uffici del governo maggiore sicurezza sul luogo di lavoro in modo da ridurre il numero di incidenti che ogni anno capitano ai dipendenti pubblici. Poi il presidente vuole che in caso di infortunio le procedure di risarcimento siano velocizzate e che sia anche più rapido il ritorno in ufficio degli impiegati.


L'anno scorso sono state compilate 79.000 nuove richieste di risarcimento e i dipendenti federali hanno ricevuto in tutto 1,6 miliardi di dollari. "Molti di questi incidenti si possono evitare aumentando la sicurezza negli uffici, in questo modo si ridurrebbe anche il carico fiscale che grava sui contribuenti", ha concluso Obama.

Fonte: AmericaOggi.info

 
By Admin (from 25/07/2010 @ 10:38:48, in it - Scienze e Societa, read 1131 times)

EARTHLINGS (Terrestri) è un documentario che ripropone il tema dell'assoluta dipendenza dell'umanità dagli animali (usati come compagnia, come cibo, come vestiario, per divertimento o per la ricerca scientifica) illustrando quanto sia grande la nostra mancanza di rispetto per questi cosiddetti "fornitori non umani". Il film è narrato dall'attore Joaquin Phoenix, candidato due volte al premio Oscar e vincitore di un Golden Globe nel 2006. La colonna sonora è di Moby, artista acclamato dalla critica.

Attraverso uno studio approfondito svolto all'interno di negozi di animali, allevamenti di animali domestici, rifugi, ma anche negli allevamenti intensivi, nell'industria della pelle e della pelliccia, in quella dello sport e dell'intrattenimento, e infine nella professione medica e scientifica, EARTHLINGS usa telecamere nascoste e filmati inediti per tracciare la cronaca quotidiana di alcune delle più grandi industrie del mondo, che basano i loro profitti interamente sugli animali.

Potente e informativo, EARTHLINGS è un film che fa riflettere ed è finora il più completo documentario mai prodotto sulla correlazione tra la natura, gli animali e gli interessi economici degli umani. Ci sono molti film ben fatti sui diritti animali, ma questo li supera tutti. ( Fonte: laverabestia.org)


 
Il parco terrestre e marino del Monte di Portofino è uno scrigno dalle inesauribili sorprese, colmo di gioielli naturalistici, storici e culturali in attesa di ispirare un’emozione, raccontare il proprio passato, diventare una poesia o una cartolina. Tra bellezze che costellano la zona, come perle portate dal mare in questo lembo di Liguria, c’è il bel comune di Camogli in provincia di Genova, con la sua Baia di San Fruttuoso.

Qui, tra i pini che profumano di resina e il mar Ligure, spettinato dal vento, si erge la splendida Abbazia di San Fruttuoso, che come una dama elegante domina la piccola baia omonima. Per arrivarvi le alternative sono poche, avventurose e appassionanti: le auto e i mezzi pubblici non raggiungono questo piccolo paradiso, che può essere conquistato soltanto a piedi, tramite un sentiero tortuoso che si snoda a picco sul mare, tra le rocce, oppure via mare, fendendo le onde con una barca o uno dei battelli diretti qui ogni giorno da Camogli, Genova e Santa Margherita.

Vista la posizione isolata, non è difficile immaginare la magia silenziosa ed intima di questo luogo: la piccola spiaggia, il sussurro dei flutti e il canto dei gabbiani fanno da cornice all’abbazia monumentale, con la sua chiesa, la torre dei Doria e una manciata di casette che paiono pietre gettate sul litorale dal vento. Ad illuminare San Fruttuoso ci sono il turchese intenso dell’acqua e il verde saturo dei pini sullo sfondo.

Entrata a far parte del Fondo per l’Ambiente Italiano nel 1983, San Fruttuoso comprende una bellissima chiesa di origine medievale, cui si accede mediante la sacrestia, realizzata in una zona sopraelevata della struttura nel XVI secolo. La chiesa è composta di due parti distinte, la prima delle quali, quella anteriore, serviva probabilmente come coro per i monaci, mentre la cripta sul fondo è del XIII secolo, così come il sepolcro familiare nei sotterranei.

Solo dopo che i monaci abbandonarono l’abbazia vene creata la chiesa, innalzando l’edificio medievale preesistente. All’interno si può vedere un bell’altare maggiore con un cofanetto d’argento in cui sono conservate le reliquie dei martiri Fruttuoso, Augurio ed Eulogio. Notevole l’abside, ricavata a ridosso della roccia viva, la cupola di età bizantina con le sue diciassette piccole arcate in pietra, e infine la grande torre ottagonale.

Realizzata intorno al X secolo, la torre nolare è considerata una delle architetture più antiche di tutta la Liguria, nonché un edificio di grande bellezza e originalità, con la sua calotta sferica lievemente ovale, a cui fu sovrapposta in seguito la torre ottagonale con pregevoli lesene a vista.

Inoltre alcune sale del complesso monastico sono occupate da un interessante museo, fondato negli anni Novanta, dedicato alla storia dell’abbazia: in tre teche si possono vedere le raffiate ceramiche da tavola rinvenute in un antico deposito e provenienti da varie parti del mondo, usate dai monaci tra il XIII secolo e il XIV secolo.

Chi visita San Fruttuoso poi vedere il chiostro superiore del XII secolo, in gran parte restaurato nel XVI secolo da Andrea Doria, e, al livello inferiore del chiostro, il già citato sepolcro della famiglia. Le sette tombe nobiliari, in marmo bianco e pietra grigia, sono schierate sui tre lati del vano e sorrette da piccole colonne marmoree. Inoltre sono presenti due sepolcri e un sarcofago romano, ma non si conoscono le identità dei personaggi tumulati.

Infine si può ammirare la torre, intitolata ad Andrea Doria e ai suoi eredi, edificata nel 1562 sulla strada che unisce l’abbazia al borgo di pescatori più vicino. Inizialmente aveva lo scopo di difendere il villaggio e la sorgente d’acqua locale, preziosa per i monaci, dagli attacchi pirateschi piuttosto frequenti via mare.

Ma alle bellezze architettoniche, la baia unisce un paesaggio meraviglioso che vi tenterà con le sue acque limpide e il suo clima mediterraneo gradevolissimo, caratterizzato da temperature sempre miti e un sole praticamente onnipresente dalla primavera all’autunno. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 5°C a una massima di 11°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 21°C ai 27°C. Le precipitazioni si concentrano in autunno e in particolare nel mese in ottobre, quando cadono mediamente 153 mm di pioggia.

Come già detto, San Fruttuoso va raggiunto a piedi o via mare. I battelli diretti alla baia partono dai porticcioli di Camogli, Portofino, Santa Margherita, Rapallo, Sestri Levante, Lavagna, Chiavari o dal porto di Genova. Sfruttato specialmente nel periodo che va da Pasqua a settembre, il servizio è in parte attivo anche in inverno. Se ad esempio si parte da Camogli, da ottobre a marzo sono previste 3 corse giornaliere che diventano 5 nei fine settimana e ancora di più a partire da aprile, aggiungendo di mese in mese più viaggi, sino alle 11 corse giornaliere dei mesi di luglio e agosto. Inoltre, nei mesi più caldi, vengono organizzate delle affascinanti corse notturne. ( Fonte: ilturista.info)
 
By Admin (from 24/07/2010 @ 10:36:25, in it - Scienze e Societa, read 1109 times)
Ad appena un mese di vita verrà strappato alla mamma e stipato in un tir per essere trasportato. Se sopravviverà al viaggio estenuante, senza cibo né acqua, arriverà nell’inferno del macello.

Immobilizzato, stordito e infine sgozzato, morirà lentamente, per dissanguamento. Mentre ciò avviene gli altri agnellini assistono al massacro, percepiscono l’odore del sangue e attendono terrorizzati il loro turno, per essere poi uccisi allo stesso modo.

Ogni anno 900.000 agnelli, tolti prematuramente alle proprie madri, vengono immolati per le tavole degli italiani, in nome della tradizione.
( Fonte: laverabestia.org)


 
 
By Admin (from 24/07/2010 @ 09:55:00, in it - Scienze e Societa, read 2749 times)

 Costanza è la città più antica del territorio della Romania, attestata per la prima volta nell’anno 657 avanti Cristo, ai tempi della colonia greca di Tomi. Conquistata in seguito dai romani, la città-porto al Mar Nero è stata rinominata Constantiana, in onore di Flavia Giulia Costanza, la sorella dell’imperatore Costantino il Grande. La storia della città rispecchia in gran parte le tribolazioni e le trasformazioni subite dai territori romeni. Alcuni segni sono ancora presenti: vestigia delle mura di recinto, colonne, palazzi o il faro portuale, situato nel lungomare, vicino alla statua del poeta nazionale romeno Mihai Eminescu. Nonostante sia conosciuto come il Faro Genovese, esso non ha alcun legame con il porto di Genova, anche se nel XIII° secolo il Mar Nero era praticamente sotto il dominio dei genovesi, che contribuirono allo sviluppo della città. La storia del Faro comincia in realtà all’inizio del XIX° secolo, quando la città era sotto occupazione turca. 

L’ingegnere Petre Covacef, autore del libro “La storia del faro genovese”, ci ha spiegato quali sono state la decisioni prese all'epoca dall'amministrazione turca dei fari portuali. “Questa amministrazione costruì nel 1802 a Sulina il vecchio faro, conservatosi a tutt'oggi. Poi, nel 1822, a Costanza fu eretto un altro faro, su un promontorio e, infine, nella località Sabla, fu costruito anche un faro in legno. Nel 1828, la città di Costanza fu occupata dall’esercito russo, che aveva iniziato una guerra contro i turchi, durata due anni e svoltasi parzialmente anche in Dobrugea. La guerra si è conclusa con la firma del Trattato di Adrianopoli nel 1829. A Costanza, l’esercito russo aveva portato tante armi e munizioni, specialmente polvere da sparo, depositate in vari locali pubblici e nei vecchi silos di cereali della città, svuotati per farne posto. Il faro, esistito fino al 1829, funzionò nelle condizioni tecniche specifiche alla prima metà del XIX° secolo. La luce del faro proveniva dal fuoco acceso nella sua cupola e alimentato da una miscela speciale a base di paraffina. Si conosce anche il nome dell'allora custode, un certo Toma Radicevici”, ha spiegato il nostro ospite. 

Purtroppo, il faro sarebbe stato distrutto dall'incendio provocato dalle munizioni dell'esercito russo, che avrebbe devastato anche gran parte della città. La ricostruzione del faro è stata decisa molto più tardi, quando la città di Costanza rinacque, in seguito alla costruzione della ferrovia che la collega a Cernavoda, nel 1865. La stessa società che aveva costruito la ferrovia costruì anche un nuovo faro. "Per il faro, furono portati costruttori italiani che all’epoca lavoravano a Costantinopoli. Erano muratori, marmisti, tagliapietre ed altri e probabilmente provenivano dal genovese. La gente del posto, all'apprendere dell’arrivo dei costruttori in città, chiese chi fossero. La risposta: italiani di Genova. E così, la gente andava a vederli al lavoro. Cosa costruivano i genovesi? Un faro. Ecco perché questo faro, costruito in un anno, si chiama il Faro Genovese”, spiega inoltre l’ingegnere Petre Covacef. Alto 21 metri, il faro di Costanza era visibile dal mare da una distanza di circa 24 km. Si conferma a tutt'oggi un importante reperto della storia di Costanza.

Fonte: rri.ro

 
By Admin (from 23/07/2010 @ 12:10:29, in it - Scienze e Societa, read 2479 times)

Un tempo pittoresco villaggio di pescatori, oggi Portofino è il simbolo della vacanza esclusiva e raffinata, dove uno splendido contesto naturale e paseaggistico fa da fulgido sfondo alla vita mondana e lussuosa di una delle baie più "in" di tutta la penisola. Per arrivare in questa incantevole località di vileggiatura si può optare per l'areo, scegliendo come scalo l'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova che dista circa 30 km dalla citttà, oppure utilizzare il treno, scendeno alla stazione di Santa Margherita Ligure oppure, in alternativa, a quelle di Recco e Camogli e da qui utilizzare l'autobus. Per chi dispone di mezzi propri l'uscita dell'autostrada consigliata è quella di Rapallo, da qui bisogna seguire la Sp 227 che passa da Santa Margherita Ligure, superare la località di Paraggi ed arrivare a Portofino.

 

Portofino si affaccia su di uno scenario naturale di rara suggestione, tanto che il promontorio roccioso che prosegue oltre la città è dichiarata zona protetta fa da oltre settant'anni. In questa zona di Liguria l'uomo è riuscito a creare una perfetta simbiosi con il paesaggio, le case dalle varie tinte cromatiche ma delicate come fossero colori pastello, si integrano pienamente alla cornice verde delle montagne trapuntate di pini e macchia mediterranea.

 

Da visitare a Portofino c'è tutto il centro, caratteristico per le sue case in stile genovese ed alcune opere d'arte pregevoli. I monumenti da segnalare sono l'Oratorio di Santa Maria Assunta, in splendido stile gotico, e le due chiese di San Martino (dodicesimo secolo) e quella di San Giorgio al cui interno sono custodite alcune reliquie attribuite al santo. Una passeggiata classica da compiere a Protofino è quella che conduce alla punta del faro, sull'estremità meridionale del promontorio. Il percorsa passa nelle vicinanze del Castello Brown, del sedicesimo secolo, che domina la sua baia con i suoi bastioni e la coorte di pini secolari, uno dei quali, maestoso, svetta dalle sue mura.

 

Proseguendo si arriva alla punta, in una cornice di verde silvestre, con i profumi della macchia mediterranea e con un panorama a sbalzo sulle rocce, che toglie il respito, e s'affaccia sull'intero golfo del Tigullio. Se cercate invece una bella spiaggia, la migliore è quella posta a meno di due km dal centro cittadino, tornando indietro in direzione di Recco. La prima baia che s'incontra è quella della località di Paraggi, l'unica dotata di una grande spiaggia nella zona, difatto diventando la Spiaggia di Portofino. Il luogo è decisamente "in" con un paesaggio molto bello e grandi barche che ogni tanto vengono ad ancorarsi nelle vicinanze.

 

La spiaggia è spesso frequentata da personalità e VIP ed è una delle località più raffinate della riviera.

 

Da Portofino si compiere una bellissima escursione che è un vero tuffo nella storia, e cioè la visita dell'Abbazia di San Fruttuoso, nel cuore del parco naturale e delpromontorio di Portofino.

 

La chiesa non è raggiungibile con l'automobile e quindi ci sono due uniche possibilità: arrivarci via mare, approfittando delle escersioni organizzate, o noleggiando la vostra barchetta se siete provetti navigatori, oppure compiere la passeggiata via terra, opzione consigliabile solo se siete veri amanti del trekking visto che si tratta di sentieri decisamente impegnativi.

 

Qualunque sia il vostro modo di giungere fino a San Fruttuoso, la ricompensa è assicurata dalla magnifica costruzione che da circa 1000 anni sigilla con le sue pietre il fondo della baia, Lo scenario della spiaggia con dietro il santurio colore delle rocce, il campanile e le arcate alla base, vi rimarrà impresso a lungo. E' anche possibile pernottare alla baia ma, essendo una dimora storica, il vostro budget deve essere particolarmente consistente... ( Fonte: ilturista.info)

 
By Admin (from 23/07/2010 @ 10:32:40, in it - Scienze e Societa, read 1188 times)
Documentario su fast food ed in particolare Mac Donald.

Dopo accurati esami, da cui risultano tutti i valori nella norma e un perfetto stato di salute, il protagonista si nutre per un mese esclusivamente da Mac Donald con tre pasti quotidiani: colazione, pranzo e cena. I risultati saranno scandalosamente tremendi, tutti i parametri andranno più che fuori dalla norma e tanto altro ancora.

La dimostrazione con tanto di esperimento scientifico che il fast food è nocivo alla salute e pericoloso per la fase della crescita. Una considerazione: ma cosa ci danno da mangiare? ( Fonte: laverabestia.org)

 

Una scultura in bilico tra la montagna e il mare, intessuta di viottoli tortuosi che scivolano verso la costa o si inerpicano sempre più in alto, da dove si può ammirare la Riviera Ligure in tutto il suo splendore: questa è Bergeggi, borgata ligure di circa 1200 abitanti, in provincia di Savona, abbarbicata a 1100 metri di quota e immersa in un paesaggio mozzafiato.



Situata nei pressi della Riviera delle Palme, splendente porzione del litorale della Liguria, Bergeggi è incastonata alle pendici del Monte Sant’Elia, da dove parte la passeggiata pittoresca che raggiunge il mare. Giunti nella zona litoranea si scoprono le tinte più vivaci e moderne di Torre del Mare, la frazione balneare del comune, realizzata tra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso col preciso scopo di incentivare il turismo e accogliere i vacanzieri amanti della zona.

Distante circa 10 km da Savona e 60 km da Genova, capoluogo regionale, Bergeggi è in una posizione comoda e vitale, vicina a città stimolanti e allo stesso tempo immersa in uno scenario suggestivo e tranquillo. La bellezza dell’ambiente e la ricchezza naturalistica hanno determinato la nascita, nel 1985, della Riserva Naturale Regionale di Bergeggi, che oltre al nucleo centrale del paese comprende l’omonima isola e la striscia litoranea corrispondente, con una grotta marina e la bella sughereta delle Natte. Nel 2007 è stata istituita anche un’area marina protetta, molto amata dagli esperti di immersioni.

L'intero isolotto, la costa rocciosa prospiciente, la grotta marina e la sughereta delle Natte fanno parte dal 1985 della Riserva naturale regionale di Bergeggi e dal 2007 dell'Area naturale marina protetta Isola di Bergeggi. Ma la cittadina è anche un concentrato di arte e cultura, ben manifeste nelle architetture che costellano il centro abitato: tra gli edifici religiosi più importanti c’è la chiesa parrocchiale di San Martino di Tours, costruita nel 1706 e custode di un prezioso dipinto del XVI secolo raffigurante la Madonna del Rosario, realizzato in stile tipico ligure-toscano. A questo si aggiungono una statua dell’artista francese Lacroix e un crocifisso di Anton Maria Maragliano. Altri edifici di culto sono la cappella di Santo Stefano, nascosta tra la vegetazione sui colli dietro il borgo, e sull’isola si trovano i resti di un’antichissima chiesa paleocristiana e di un imponente monastero istituito nel 992.

Anche le architetture militari hanno a Bergeggi dei valorosi esponenti, come i forti di Santo Stefano e San Giacomo, il primo del XVII secolo e il secondo del XVIII, entrambi collocati tra le montagne al confine fra Vado Ligure e Bergeggi. Inoltre il paese era anticamente dominato dal forte di Monte Sant’Elia, di cui rimangono solo alcune parti. Risale all’Alto Medioevo la torre costiera d’Ere, che serviva ad avvistare eventuali nemici in avvicinamento, mentre la torre Rovere è del Quattrocento.

Come ogni antico borgo marinaro che si rispetti, anche Bergeggi fa rivivere la sua storia e le sue tradizioni passate attraverso un ricco repertorio di eventi popolari e culturali, che animano il centro in varie occasioni nel corso dell’anno. Tra le manifestazioni più moderne c’è “Bergeggi Sotto&Sopra”, un appassionante concorso di fotografia subacquea, ma le feste più apprezzate sono quelle che affondano le radici nella tradizione eno-gastronomica, come la Sagra del Vino Nostralino e la Sagra dei Saraceni.

La Sagra del Vino Nostralino si svolge nella piazza del paese a metà giugno, e comprende la premiazione del miglior vino presentato, del vino più corposo e del vino col miglior bouquet, ma soprattutto una degustazione imperdibile di prodotti vinicoli e culinari deliziosi, accompagnati da buona musica e allegri spettacoli danzanti. Anche la Sagra dei Saraceni, che si tiene nella seconda metà di luglio, dà la possibilità di assaggiare le ghiottonerie più caratteristiche della città, prima di assistere ai giochi e agli spettacoli serali.

A conciliare il divertimento e la vita all’aria aperta ci pensa il clima piacevole di Bergeggi, di tipo mediterraneo temperato, con valori climatici miti e tante giornate di sole. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno in effetti da 1°C a 12°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 16°C ai 29°C. Le precipitazioni, quasi assenti nel periodo estivo, toccano il picco massimo in ottobre, quando cadono in media 106 mm di pioggia.

Per raggiungere Bergeggi si possono valutare diverse opzioni. La città non è dotata di un proprio casello autostradale, pertanto dall’Autostrada A10 è necessario uscire a Vado Ligure-Savona se si viene da nord, oppure a Spontorno se si viene da sud, per poi continuare lungo la Strada Provinciale 1 Aurelia fino alla meta. Se si sceglie il treno conviene scendere a Vado Ligure-Quiliano, sulla linea Ventimiglia-Genova nel tratto compreso tra Savona e Genova. L’aeroporto di Genova è a circa 54 km, e quello di Villanova d’Albenga è circa alla stessa distanza da Bergeggi. ( Fonte: ilturista.info)

 
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24/01/2020 @ 16:16:21
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