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Anche la Cina avrà una Stazione spaziale. Il gigante orientale ha messo in orbita il primo modulo di una grande stazione orbitante. Tutto grazie a collaborazioni internazionali, anche se gli Stati Uniti ancora non si fidano.
By Admin (from 18/01/2012 @ 08:06:35, in it - Osservatorio Globale, read 1522 times)

Concluso il programma Shuttle della Nasa, si sentiva forse il bisogno che qualcuno riempisse il vuoto spaziale lasciato dagli Stati Uniti. Ebbene, ci sta pensando la Cina, che oggi ha spedito in orbita il primo modulo da 8 tonnellate della sua stazione spaziale. La missione è stata condotta dalla China Manned Space Engineering (Cmse), l' agenzia spaziale cinese, che si appresta a fare concorrenza ai colleghi di Usa, Russia e Europa.

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Grazie a questo programma, il Cmse mette in orbita la navicella Tiangong I (che significa “ palazzo celeste”), il primo componente della stazione spaziale. In futuro, verranno effettuate nuove missioni dotate di equipaggio, tutte con lo scopo di aggiungere altri moduli e costruire la struttura completa. Niente di più complicato, visto che la Cina è alla sua prima esperienza di docking, ovvero di assemblaggio nello Spazio.

Un traguardo davvero importante per il gigante orientale, che nel giro di pochi decenni è riuscito a entrare nell'olimpo dei paesi dai grandi programmi spaziali. Tutto grazie alle collaborazioni tecnologiche strette con le agenzie governative di mezzo mondo, come la russa Roscosmos. Ma c'è anche chi della Cina si fida ancora poco, come gli Stati Uniti.

“Collaborare con la Cmse comporta dei rischi”, spiega a Space.com Dean Cheng, membro del think tank Heritage Foundation: “Non conosciamo ancora abbastanza bene le politiche spaziali cinesi, e vorremmo sapere qualcosa di più sulla forte partecipazione militare al loro programma. Dobbiamo tenere gli occhi aperti”.

Sembra infatti che il partito repubblicano sia molto contrario a una partecipazione degli Usa al programma spaziale cinese. In prima fila sul fronte anti-Cmse c'è il senatore Frank Wolf, che vuole impedire alla Nasa di utilizzare fondi federali per sovvenzionare la cooperazione tecnologica con i concorrenti cinesi.

Tuttavia, lo scorso ottobre Charles Bolden, capo dell'agenzia spaziale statunitense, aveva guidato una visita ufficiale in Cina; forse il tiepido inizio di una grande collaborazione. Infatti, mentre il gigante d'oriente guarda allo spazio terrestre, gli Usa già pensano a come arrivare su Marte.

Fonte: daily.wired.it