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Una nuova Rete per aggirare la censura. Diversi movimenti stanno pensando alla possibilità di realizzare una darknet globale, indipendente e parallela al Web. Ecco i loro passi.
By Admin (from 31/01/2012 @ 14:09:30, in it - Osservatorio Globale, read 1648 times)

Internet è stata creata una volta, e può essere ricreata una seconda, anche meglio: una Rete parallela a quella esistente, indipendente, e a prova di censura e di controllo. Per ora si tratta solo di un’idea, anche perché non sembra di facile realizzazione. Il progetto però ha già un nome: The Darknet Project, abbreviato nell’acronimo Tdp.

Secondo quanto riporta Arstechnica, alcuni cyber attivisti si sono incontrati la scorsa settimana in una chat. Al momento il gruppo si coordina attraverso i social network su Reddit. L’obiettivo sembra proprio quello di creare una darknet (cioè una rete privata) globale. O, meglio, un insieme di darknet: una rete di network che funzionino indipendentemente gli uni dagli altri (e da internet), ma interconnessi in alcuni nodi. Evitare la centralizzazione è infatti una priorità: in questo modo, se un nodo o uno dei web venissero oscurati, il sistema resterebbe in piedi comunque.

"Fondamentalmente, lo scopo del Darknet Project è di creare un’internet alternativa, più libera, attraverso una rete mondiale di network”, ha sottolineato uno dei coordinatori di Tdp che si fa chiamare Wolfeater (divoratore di lupi). In che modo? Il primo passo sarà costruire delle reti locali e connetterle servendosi delle infrastrutture wireless già esistenti, finché delle nuove non saranno in grado di sostenere il sistema.

Il progetto è stato probabilmente ispirato dalla cosiddetta Operation Mesh lanciata dal gruppo Anonymous come risposta all’ Anti-Counterfeiting Trade Agreement (Acta), e che chiedeva un supporto per creare, appunto, un Web parallelo a quello esistente, magari utilizzando il software della rete anonima e criptata I2P e il protocollo Wrp del sito Batman.   Al momento, dietro al Tdp non sembra esservi un gruppo in grado di coordinarsi allo stesso livello di Anonymous per portare avanti in modo concreto il progetto, fa notare Una . Non è escluso, però, che qualcuno in ascolto sul Web, e con le conoscenze e le capacità tecniche necessarie, risponda alla chiamata.

Anche perché l’idea circola da un po’. Era già balenata persino al governo statunitense, tra l’altro - riportava il New York Times lo scorso giugno - con l’obiettivo si sostenere i dissidenti dei paesi sotto un regime di censura e repressione. Dall’altra parte, progetti di software open source sostenuti da organizzazioni non profit avevano già captato nell’aria la crescente richiesta di tecnologie per mettere in piedi delle darknet. Uno di questi è Freenet, che vorrebbe realizzare darknet sulle infrastrutture internet esistenti. Un altro è Serval, che mira a creare reti indipendenti usando gli smartphone: ha già sviluppato un software prototipo per Android e cerca volontari per testarlo.

Fonte: daily.wired.it