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Com’è nata Alice nel paese delle meraviglie? 180 anni fa, nasce Charles Lutwidge Dodgson, matematico che raccontava storie ai bambini. Tra loro anche la piccola Alice Liddell
By Admin (from 13/03/2012 @ 11:02:02, in it - Scienze e Societa, read 1381 times)

Riservato e meticoloso, proprio come ci si immaginerebbe un matematico. Eppure lui, Charles Lutwidge Dodgson (1832-1898) nell’immaginario collettivo non è uno scienziato famoso ma il papà di una delle favole più raccontate di sempre. Per indovinare quale basterebbe aggiungere lo pseudonimo sotto cui Dodgson firmò i suoi racconti, nell’intenzione di tener bene separate quelle strampalate fantasie messe nero su bianco dal suo serissimo lavoro da matematico. Per farlo scelse di chiamarsi Lewis Carroll, invertendo l’ordine dei suoi due nomi e mescolando l’inglese al latino (a partire da Carolus Lodovicus): così sarebbe diventato il papà di  Alice nel paese delle meraviglie (più correttamente Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie). Ma la carriera di Carroll come cantastorie cominciò molto prima del 1865, anno di uscita della sua fiaba più famosa.

Dodgson era nato il 27 gennaio 1832 a Daresbury nel Cheshire (Inghilterra) in una famiglia numerosa, con nove sorelle e due fratelli, e proprio con loro il piccolo Lutwidge iniziò a inventare storie. Si dice infatti che, malgrado la balbuzie - che una volta adulto gli avrebbe impedito di fare il predicatore anche dopo essere diventato il reverendo Dodgson – amava intrattenere i fratelli con giochi, poemetti e assurde storie. E anche da grande avrebbe continuato a preferire la compagnia dei piccoli a quella dei grandi. Proprio da qui nasce l'ipotesi di un Carroll pedofilo, anche se non è mai stato verificato che abbia oltrepassato la soglia dell'amore platonico.

Nel 1851 arrivò al Christ Church College di Oxford. Ci era andato per studiare la logica e la matematica e lì sarebbe rimasto anche dopo essersi diplomato, diventando prima professore e poi reverendo. Nel tempo libero amava fotografare e fu la scusa di uno scatto alla cattedrale del college dal giardino del preside a dar inizio alle avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Con una bambina che, guarda caso, si chiamava proprio così.

Era la figlia del preside Henry Liddell, e aveva avvicinato Dodgson chiedendogli di essere fotografata. Non è chiaro come, ma forse, per intrattenere Alice e i suoi fratelli tra uno scatto e l’altro, il matematico rispolverò la vecchia passione e si ritrovò a raccontare fantastiche storie. Piacevano così tanto ai bambini che presto l’appuntamento con Dodgson e le sue avventure divenne una piacevole abitudine. Come quel giorno d’estate del 1862, quando il professore, in compagnia di un collega e delle figlie del preside, era usciti in barca per una passeggiata lungo le rive del fiume Isis (come viene chiamato il Tamigi dalle parti di Oxford). “Raccontaci una storia”, implorarono i bambini:  “e mister Dodgson cominciò”, avrebbe ricordato Alice Liddell una volta diventata adulta.

Le avventure nel paese delle meraviglie erano nate quel giorno, e solo per richiesta della bambina sarebbero state messe per iscritto, in un libro che originalmente recitava così: “Come regalo di Natale a una cara bambina in memoria di un giorno d’estate”.

Era la prima copia delle Le avventure di Alice nel sottosuolo. Già, perché almeno all’inizio il paese delle meraviglie non c’era nel titolo, così come la bionda ragazzina che tutti conoscono era mora, proprio come Alice, l’originale, s’intende. Su consiglio di un amico, poi, Carroll decise di rendere pubblico quel racconto. Venne così ampliato e arricchito dei disegni di John Tenniel, che firmò le illustrazioni della storica edizione del 1865. Il contenuto lo conosciamo tutti.

Fonte: Wired.it