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Il Medio Oriente di Rula Jebreal nel nuovo film di Julian Schnabel.
By Admin (from 03/09/2010 @ 14:28:47, in it - Video Alerta, read 2787 times)

“Un film politico? E quale film non lo è? Ogni volta che parliamo facciamo politica”. E’ sincero e taglia subito corto sulle sue motivazioni Julian Schnabel nel presentare “Miral”, il film basato sul libro di Rula Jebreal, la giornalista palestinese (oggi sua compagna nella vita, seduta al suo fianco al tavolo della conferenza stampa in veste di sceneggiatrice) che ha raccontato attraverso la sua vicenda cinquant’anni di storia del Medio Oriente e di conflitto arabo-israeliano.

“Volevo fare un film su questo argomento – racconta il regista – e volevo farlo partendo dal libro scritto da Rula. Non credo al cinema come intrattenimento puro, come divertimento. Penso che come altre forme di espressione impegni il suo autore, lo leghi alle idee che esprime. Io spero innanzitutto che il conflitto tra Palestinesi e israeliani finisca prima possibile, ma credo anche che come diceva Renoir in questa vicenda ognuno ha le sue rag ioni, ma nessuna di queste vale abbastanza per mettere fine alla questione”.

Americano, figlio di madre ebrea, Schnabel confessa di aver conosciuto “tardi” la storia palestinese, approfondita proprio attraverso il rapporto con Rula Jebreal e il suo libro: “Volevo raccontare questa storia dal mio punto di vista, che è di parte, ma certo non di quella palestinese. Non sono un politico, né uno statista, ma penso che se solo il mio film riuscirà a catturare l’attenzione sulla storia del Medio Oriente avrà ottenuto il risultato sperato”.

Attraverso quattro figure di donna, partendo dal 1948, “Miral” torna alle origini del conflitto, sposando anche una tesi, sostenuta fino in fondo. Un film militante? “Impossibile non esserlo – ripete Schnabel. Un film sull’universo femminile prima vittima dei conflitti? Di tutti i conflitti? “Come pensare il contrario, se ancora oggi, nel XXI secolo una donna sta per essere lapidata in un Pese potenza mondiale per le sue relazioni personali – attacca il regista americano -. Piuttosto bisognerebbe sottolineare che questo fillm, questa storia, è nata dai racconti che mi ha fatto mia madre, ebrea americana, e dalla figura della madre di Rula, una donna palestinese.

Alla fine questa è la conferma che esistono più somiglianze che differenze tra questa gente. Io stesso ho evitato per anni di andare in quella terra, frenato dall’idea che avevo del conflitto e delle ragioni della mia parte. Poi ho dovuto e voluto raccontare una storia diversa, il mio pensiero, attraverso questo libro”. E le critiche per il rapporto sentimentale che vi lega? L’accusa di aver ricostruito in maniera troppo patinata la storia, facendo anche parlare tutti, arabi e israeliani indifferentemente in inglese? “Senza Rula non avrei mai potuto fare questo film – dice Schnabel -. Lei è stata il motore di tutto e anche quella che ci ha condotti per mano in questa terra, fisicamente. La lingua inglese poi non è una mancanza di rispetto, volevamo solo far vedere e vendere il film in tutto il mondo. E’ stata una scorciatoia”. E pensate davvero che potrà essere visto e accettato in Medio Oriente, in Israele? “Certo, il film è già stato acquistato per essere distribuito in quei territori, e andrà sicuramente nelle sale in Israele”.

Fonte: ilcittadino.it - Autore: Lucio D’Auria