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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
In un tempo lontanissimo il torrente Meria e il ghiacciaio Abduano hanno deciso di unire le forze e modellare, anno dopo anno, una vera e propria opera d’arte: il corso d’acqua ha trascinato a valle massi e ciottoli, mentre i ghiacci hanno formato gli strati morenici che hanno generato le colline attuali. Il risultato è un piedistallo naturale, che ospita orgoglioso il comune di Mandello del Lario con la sua costellazione di frazioni. Compreso tra i 200 metri e i 2409 metri di altitudine, Mandello è un paese pittoresco in provincia di Lecco, nella parte settentrionale della Lombardia, popolato da circa 11 mila abitanti. I primi ad insediarsi in questa zona, sulle sponde del Lago di Como, furono i romani, e nei secoli successivi le vicende storiche locali furono travagliate: dal medioevo assunse l’aspetto di una cittadella fortificata, e fu sempre contesa tra Como e Milano.

Ben presto emerse la vocazione del villaggio: la coltivazione di ulivi e viti, fonte di oli e vini prelibati, era praticata soltanto per l’utilizzo interno, mentre la frazione di Maggiana iniziò a distinguersi per la coltivazione del gelso bianco e l’allevamento del baco da seta. La seta veniva prodotta nella filanda locale, che oggi è diventata un’abitazione privata. Nel corso del Novecento, con l’avvento delle fibre sintetiche, tale attività è gradualmente scomparsa, e oggi Mandello del Lario si regge principalmente sull’industria, anche se non mancano piccoli gioielli naturalistici e storico-artistici da ammirare, che attirano il turismo sia estivo che invernale. Grazie allo scenario splendido e vario che nasce dal connubio del lago e del monti, Mandello è un’attrezzata località sportiva, nota per i riconoscimenti ottenuti dagli atleti olimpionici della Canottieri. Chi ama le grandi altezze può raggiungere, in circa 3 ore, il Pian dei Resinelli, o affrontare l’ardua salita sulle Grigne.

Da un punto di vista artistico e architettonico, la parte più affascinante del borgo è la Mandello bassa, che costeggia il lago con un dedalo pittoresco di vicoli, casette in pietra e un porticciolo. Camminando lungo le rive si incontrano delle insenature naturali suggestive, che fungono da spiaggette di ciottoli per chi ha voglia di rilassarsi al sole e bagnarsi nelle acque cristalline del Lario. Particolarmente frequentato e attrezzato è il lido comunale dopo la foce del fiume Meria.

Il tessuto urbano è costellato di edifici interessanti, ricchi di storia e tradizione, come la Chiesa di San Lorenzo: fondata in età paleocristiana, ristrutturata nel IX secolo e in età romanica, è affiancata da un campanile eretto a più riprese nel corso dei secoli. L’interno è arricchito dalle opere seicentesche attribuite a Giacomo Antoni Santagostino e alla sua scuola.

Almeno altre due chiese meritano di essere visitate. La prima è la chiesa di San Giorgio, nell’omonima frazione, risalente all’anno Mille ma oggi visibile nella rinnovata veste trecentesca. L’unico dettaglio originale è una preziosa acquasantiera, con un motivo decorativo geometrico-floreale, e all’interno si rimane incantati di fronte ai dipinti quattrocenteschi come la Crocifissione, nel presbiterio. Il secondo edificio è il Santuario della Madonna del Fiume, di fattura barocca, con affreschi raffinati di Giacomo Antoni Santagostino.

Tornando alle bellezze naturali si può visitare la Grotta Ferrera, in località Acqua Bianca, un antro di dimensioni colossali che ospita un piccolo torrente e una cascata: l’ingresso si trova ai bordi di una vecchia mulattiera, ma all’interno bisogna fare molta attenzione al suolo fangoso e ai crepacci nella roccia. Spostandosi al di sopra di Mandello ci si trova nella frazione di Maggiana, una borgata suggestiva dalle atmosfere medievali fiabesche: a dominare il centro c’è la Torre del Barbarossa, che nel XII secolo accolse il celebre imperatore Federico I. La costruzione è oggi sede di un interessante museo, visitabile su prenotazione o in occasione delle festività di giugno, dedicato ai lavori contadini.

Un’altra preziosa testimonianza della cultura di Mandello sono le numerose manifestazioni che vengono organizzate nell’arco dell’anno. A maggio inizia una ricca stagione concertistica nella frazione di Maggiana, mentre il mese più fertile di iniziative è luglio: in questo periodo, sempre a Maggiana, si disputa il Palio delle frazioni e si tiene il mercatino delle pulci, senza dimenticare la festa degli alpini e la tradizionale traversata del Lario.

Da non perdere anche il Museo Moto Guzzi nel cuore della storica Fabbrica che ha visto nascere il mito dell’Aquila nel lontano 1921. Nel Museo sono esposti pezzi unici come la prima motocicletta costruita da Carlo Guzzi nel 1919, l’unica siglata G.P. (Guzzi-Parodi), accanto ad esemplari fra i più celebrati al mondo come la straordinaria Otto Cilindri 500 del 1957, nata dal genio di Giulio Cesare Carcano. Per l’organizzazione di visite guidate in orari e/o giorni differenti dall’apertura, contattare la Segreteria del Museo. Telefono +39 0341 709111

Per raggiungere Mandello, sulle sponde del Lago di Como, ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto, da Milano, deve dirigersi verso Monza e imboccare la superstrada Valassina per Lecco-Sondrio. Da Lecco si imbocca la SS 36 in direzione Colico, fino all’uscita Abbadia Lariana-Mandello Lario. Chi sceglie il treno troverà la stazione di Mandello sulla linea Milano-Lecco-Sondrio-Tirano., mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Bergamo Orio al Serio (50 km), Milano Linate (68 km) e Milano Malpensa (103 km).

Il clima è generalmente piacevole, caratterizzato da inverni freddi ma non rigidissimi, mitigati dall’azione del Lario, e da estati calde ma ventilate. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -2°C a una massima di 6°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 28°C. Dall’inizio dell’estate alla fine dell’autunno c’è una lunga stagione piovosa, con una media di oltre 110 mm di pioggia al mese. ( Fonte: ilturista.info)
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By Admin (from 15/09/2010 @ 09:22:54, in it - Scienze e Societa, read 1627 times)

I medici della Simti (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) e i vertici dell'Avis, l'associazione dei volontari di sangue, che in Lombardia conta 255.000 donatori, contestano le nuove modalità di analisi del sangue per l’individuazione del West Nile Virus, una malattia che si contrae tramite le punture di zanzare infette il cui virus si trasmette, tra gli uomini, proprio con le trasfusioni.

 

La denuncia delle 2 associazioni è relativa al passaggio della titolarità delle analisi dal laboratorio di Mantova (unico in Lombardia ad avere rodato i test con successo) a quello di Brescia, che prima del passaggio non ha mai sperimentato l’analisi, con qualche problema, secondo Simti e Avis, occorso nei primi giorni della “nuova” attività.

 Così, contestano i medici, si è realizzato, in pratica, un abbassamento del livello di sicurezza, per ripristinare il quale, aggiungono, è necessario ritirare la delibera per rivedere la decisione.

In un’ottica, dicono dalle 2 associazioni di maggiore collaborazione e concordia che pure ha caratterizzato il lavoro fin’ora svolto.

 

La replica della Regione, affidata all’Assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, ribadisce "l'assoluta sicurezza delle procedure trasfusionali in essere in Regione Lombardia" e che "le procedure sono in costante miglioramento", aggiungendo che è attivo, dal 2009, uno studio sulla possibile diffusione tra i donatori regionali del WNV e la sorveglianza degli animali "sentinella".

Fonte: milanoweb.com

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By Admin (from 15/09/2010 @ 08:30:03, in ro - Observator Global, read 2070 times)

Biroul presedintelui Nicolas Sarkozy va fi dat în judecată de cotidianul Le Monde. Motivul pare să îl fi constituit spionajul pesedintiei asupra jurnalistilor ziarului, potrivit BBC.

Biroul presedintelui Nicolas Sarkozy va fi dat în judecată de cotidianul Le Monde. Motivul pare să îl fi constituit spionajul pesedintiei asupra jurnalistilor ziarului, potrivit BBC.

Foto: Intact Images

Avocatii Le Monde detin probe care arată că există înregistrări ce redau convorbirile telefonice ale jurnalistilor, în scopul aflării unor surse. Aceste înregistrări au legătură cu scandalul L'Oreal, în care este implicat presedintele Sarkozy, si care ar fi fost comandate chiar de conducerea statului.

Într-un articol publicat în luna iulie, Ministrul Muncii era acuzat de un  conflict de interese deoarece în timp ce era ministru al bugetului si analiza dosarul fiscal al companiei L'Oreal, sotia sa, Florence, lucra pentru societatea ce administra averea lui Bettencourt.

Presedintia a respins însă toate acuzatiile publicatiei si a anuntat că nu o dat nici o instructiune serviciilor de informatii de a investiga sursele Le Monde.

Sursa: Antena3.ro

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În cel mult 10 ani, va fi lansat pe piată medicamentul care va preveni si va trata defectul de vedere constând în imposibilitatea de a distinge clar obiectele situate la o distantă mai mare. În acest fel, milioane de persoane nu vor mai fi nevoite să poarte ochelari sau lentile de contact si nici să apeleze la costisitoarele interventii cu laser.

Grupul de firme TROFIN,

Grupul de firme TROFIN,
"Moldoptic Invest"
si
"Smart Optical Glasses",

prin vasta experienta dobindita
incepind cu anul 1986 sub indrumarea profesorului universitar doctor Sergiu Buiuc, confectioneaza proteze oculare de o calitate recunoscuta in tara si peste hotare.

Sos. Nationala, nr. 180
Bloc: A 3, sc. E, parter
IASI - Romania


Telefon:
0040 / 232 / 266 039

Aproximativ 26 la sută din populatia lumii suferă de miopie, iar această afectiune este din ce în ce mai des întâlnită din cauza timpului mare petrecut în fata calculatorului si a televizorului. Defectul de vedere este cauzat de alungirea globului ocular si, de obicei, începe să se manifeste încă din copilărie.

Pentru a descoperi gena asociată cu miopia, expertii din cadrul King's College London au comparat ADN-ul a peste 4.000 de gemeni din Marea Britanie. Ulterior, ei si-au confirmat rezultatele prin studierea informatiilor genetice ale altor 13.000 de britanici, olandezi si australieni.

Gena se numeste RASGRF1 si are un rol foarte important în dezvoltarea globului ocular, precum si în trimiterea semnalelor vizuale către creier pentru a fi procesate.

Concluziile studiului au fost publicate de curând în revista „Nature Genetics”.

Sursa: Evenimentul.ro

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By Admin (from 14/09/2010 @ 11:59:24, in en - Global Observatory, read 1733 times)

Italian Premier Silvio Berlusconi says young women should follow the money when looking for a partner, noting that women seem to like him and "I'm loaded."

Berlusconi, who was embroiled in a sex scandal last year and is known for his gaffes, also raised eyebrows with a joke about Hitler's followers urging him to return to power.

The billionaire businessman appeared at a convention Sunday of the youth wing of his People of Freedom party. When questioned by one of his Cabinet ministers -- a woman -- he joked about marriages of convenience, saying women were lining up for him because "I'm a nice guy" and "I'm loaded."

He also recalled a much-criticized TV interview he once gave, when "I said to a girl to look for a wealthy boyfriend. This suggestion is not unrealistic."

He also claimed women favor older men, thinking that "he's old. He dies and I inherit."

The 73-year-old Berlusconi was engulfed in a sex scandal last year centering on his purported dalliances with young women, including an escort. Berlusconi's wife Veronica Lario said last year she was seeking a divorce. They are now separated.

The media baron has said he is "no saint" but denied ever paying for sex.

In Italy, a divorce can only be sought after three years of separation. Media reports this summer suggested that Berlusconi's wife has rejected his early proposals for a financial settlement.

Berlusconi often gets criticized for his earthy sense of humor, and this time an opposition political demanded he apologize to Italy's Jewish community for his Hitler joke.

Before telling it, he said "I already know I am going to be criticized."

Berlusconi, who claims prosecutors have led corruption investigations against him because they are left-wing, also appeared to be poking fun at himself when commenting on the loss of his AC Milan soccer team on Saturday. He contended the referee robbed the team of three goals and that Milan often gets "leftist referees."

Source: mail.com ; Author: VICTOR L. SIMPSON

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Qualche giorno fa il ministro bulgaro dell'energia, Traicho Traikov,ha annunciato che il costo del progetto per la costruzione della seconda centrale nucleare a Belene ha raggiunto ormai i 9 miliardi di euro e che sono in corso negoziati con la Russia per ridurre il prezzo. Il costo iniziale previsto per la centrale nucleare era di 4 miliardi di euro.

 

Eppure, secondo Traikov, anche la Grecia avrebbe espresso interesse per il progetto nell'ultimo incontro bilaterale con la Bulgaria, ma è difficile che un Paese in crisi nera possa investire un solo centesimo di euro quando la proposta di partecipazione è stata avanzata ad Atene ormai da più di un anno.

 

I lavori sul sito di Belene, sulla riva del Danubio, nel nord della Bulgaria, sono addirittura partiti nel 1981, quando Sofia era il più fedele alleato dell'Urss, ma poi non solo mai decollati ed ora il nuovo governo di destra si trova con un ferrovecchio sovietico da completare.

 

La scorsa primavera la russa Atomstroyexport, che dovrebbe costruire la centrale di Belene, ha offerto alla Bulgaria un prestito statale di 2 miliardi di euro solo per continur ere a mantenere in piedi l'impianto fino a quando il governo di Sofia non troverà quel nuovo investitore strategico dell'Europa occidentale che sogna il primo ministro Boyko Borisov. Purtroppo per lui fino ad ora si è fatta avanti solo la Serbia che ha espresso interesse per la centrale nucleare durante i recenti colloqui tra Borisov e presidente serbo Boris Tadic.

Della questione dei costi crescenti ed imprevisti delle centrali nucleari se ne occupa anche James Janter sul suo "Blog about energy and the environment" del New York Times che, oltre al caso limite di Belene, fa una breve disamina dei costi presunti e quelli effettivi di diverse centrali nucleari in costruzione in giro per l'Europa.

 

A fine agosto il ministro dell'energia della Gran Bretagna, Charles Hendry, in un'intervista a l Bloomberg News ha detto di aspettarsi che il costo di ogni nuovo impianto nucleare nel Regno Unito salga a circa 6 miliardi di sterline, cioè 9,3 miliardi dollari. Hendry ha anche detto di sperare che le industria del nucleare trovino da sole tutti questi soldi, senza il sostegno dello Stato, ma poi non ha trovato di meglio che prospettare di trovare i necessari incentivi per la costruzione di centrali nucleari imponendo una specie di carbon tax sulle emissioni di CO2 delle centrali a gas e carbone che andrebbe a finanziare il nucleare. Insomma, i contribuenti quel che lo Stato dice di non voler dare lo pagherebbero in bolletta e una tassa "virtuosa" andrebbe al nucleare invece che alle energie rinnovabili.

 

Il problema per Hendry e per gli altri cantori del Rinascimento nucleare è che sempre più esperti, non necessariamente anti-nuke, dicono che molti nuovi progetti nucleari sono semplicemente troppo grandi e che non potranno mai essere costruiti senza massicci finanziamenti pubblici.

 

La cosa è venuta clamorosamente a galla con l'Epr di Olkiluoto, in Finlandia, dove la francese Areva sta ancora costruendo una centrale che avrebbe dovuto essere operativa nel 2009 e che nel 2005 avrebbe dovuto costare 3 miliardi di euro. Orai costi sono praticamente raddoppiati e forse l'impianto entrerà in funzione nel 2012, mentre le liti sugli aspetti tecnici, economici e di sicurezza tra Areva e il suo cliente finlandese, l'utility finlandese Teollisuuden Voima Oyj, sono all'ordine del giorno.

 

Dei costi del nucleare "pubblico" cinese e russo si sa solo quello che fanno filtrare i governi, ma la Russia non disdegna nel continuare a costruire centrali nucleari in Paesi come l'Iran e si tiene stretta la sua eredità nucleare sovietica di cui fanno parte anche Chernobyl ed i vetusti impianti nucleari militari e civili, circondati dai recenti incendi, e per i quali nessuno parla di dismissione.

 

Il Giappone sta rinunciando a un accordo nucleare con l'India perché la nuova legge sul nucleare civile sulla quale il governo di New Delhi ha trovato un accordo con l'opposizione della destra induista sarebbe troppo oneroso, in caso di incidente, per i costruttori e i fornitori di attrezzature nucleari. La cosa non sembra piacere nemmeno a russi e americani eppure è stato proprio l'accordo con quest'ultimi a rendere necessaria la nuova legge.

Solo i sudcoreani sembrano a loro agio in questo mercato concorrenziale al rialzo, come dimostra il "colpo" fatto negli Emirati Arabi Uniti a danno dei francesi.

 

I cinesi vanno come sempre avanti per la loro strada ed usano anche il nucleare come strumento din scambio con americani, francesi e russi e per espandere la loro egemonia economica (sempre più anche politica) in Asia, magari in Pakistan, dove le recenti devastanti alluvioni hanno dimostrato tutta la pericolosità del nucleare autoctono e come investire sull'atomo non incida minimamente sul livello di benessere della popolazione e sullo sviluppo tecnologico del Paese... anzi.

Fonte: greenreport.it

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Fulcro determinante della vita commerciale e turistica della Valle Gardena, Ortisei è una ridente località di villeggiatura nelle Dolomiti, famosa per le sue vicine piste da sci, il clima fresco in estate e secco in inverno, e per la sua secolare tradizione dell'artigianato in legno che qui trova valenti scultori famosi in tutte le Alpi.

Dal punto di vista storico la città di Ortisei, St. Ulrich in tedesco o se preferite Urtijëi il lingua ladina, possiede radice che affondano nel medioevo.

 

Risale infatti alla fine del '200 il toponimo che dovrebbe significare semplicemente una località legata alle ortiche. La versione tedesca nasce invece per una devozione particolare dei suoi abitanti a Sant'Udalrico, un vescovo della Baviera.

E' certo comunque che gran parte della notorietà di Ortisei risieda nella sua magnifica posizione panoramica: una volta risaliti dalla valle del fiume Isarco, sia da Chiusa che da Ponte Gardena. La valle si addolcisce e si allarga in una mirabile distesa di verdi prati, che diventano dolci pianure innevate durante l'inverno. Più in alto il bosco crea una cornice naturale, mentre le montagne della conca dominano solenni all'orizzonte: a sud troviamo l'Alpe di Siusi, e più lontano gli inconfondibili profili del Sasso Lungo e del Sasso Piatto (Lang kofel e Plattkofel), mentre a nord troviamo la Rasciesa e più avanti le nude rocce del gruppo delle Odle con il monte Seceda.

Dove sciare a Ortisei
Ad ortisei si ha la possibilità di utilizzare ben 175 km di piste da discesa, questo grazie al collegamento con Santa Cristina, nell'ottica del circuito Dolimiti Superski. I tracciati, di varia difficoltà, sono serviti da 55 impianti di risalita. I dislivelli sono buoni, il Monte Saceda tocca i 2500 m di altitudine, garantedo più di 1200 m complessiv di dislivello, in grado di fare divertire sia gli sciatore di livello base che quelli più tecnici. Non mancano poi i tracciati per lo sci di fondo, e grazie agli anelli dell'Alpe di Siusi i chilometri dedicati allo sci nordico superano il ragguardevole valore di 100 km.

Gli impianti partono direttamente dalla città e si può decidere di salire con la seggiovia della Rasciesa, oppure prendere l'ovovia che si dirige verso le Odle e quindi sul Monte Saceda, oppure dirigersi verso sud con la cabinovia che ha come obiettivo le piste dell'Alpe di Siusi (Seiser Alm), raggiungibili dal Monte Piz. La prima soluzione si ottiene salendo dal centro città verso nord, lungo la streda Sneton e la streda Rasciesa: una seggiovia conduce a quello che è considerato il balcone di Ortisei. Da qui si domina la vallata con ottime viste su tutta l'alta Val Gardena e il Sasso Lungo e il Gruppo Sella verso sud-est.

Oppure si può salire sul Monte Seceda dove si trova una più ampia scelta di piste, che tra l'altro si collegano a quelle di santa Cristina. Da qui partono i collegamenti per aggangiarsi al famoso Sellaronda, e si può arrivare con gli sci ai piedi fino alle Dolomiti venete. Salendo invece verso il monte Piz, che domina a sud, ci si può collegare agli impianti dell'Alpe di Siusi che rappresentano un vero paradiso per gli amanti dello sci alpino, ma soprattutto per i fondisti che qui trovano terreni davvero interessanti su cui cimentarsi.

Per coloro che non sciano Ortisei offre il suo piacevole centro pedonale, ricco di negozi sparsi nelle caratteristiche viuzze della cittadina: non si può rimanere indifferenti alle botteghe che espongono le magnifiche sculture in legno dei maestri artigiani della Val Gardena.

 

Da visitare segnaliamo la bella scenografia della Piazza della Chiesa (Kirchplatz), con due belle statue, e le chiese di Sant'Anna e S.Antonio. Anche in estate Ortisei offre interessanti spunti tur

 

istici, vuoi per il suo clima fresco, che per i numerosi sentieri che attraversano boschi ed alpeggi, che richiamano escursionisti, amanti del trekking ed anche tanti appasionati della ricerca dei funghi. ( Fonte: ilturista.info)

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By Admin (from 13/09/2010 @ 12:14:30, in it - Osservatorio Globale, read 15361 times)

La strategia dell’Unione Europea sulla regione del Danubio si propone di puntare su trasporti, ambiente e sviluppo economico. Come anche la strategia per il Mar Baltico – la prima iniziativa coordinata di Bruxelles a favore di una macro-regione, la strategia per il Danubio include misure che verranno applicate da tutti gli stati rivieraschi. Si tratta di dieci Paesi, di cui sei membri dell’UE, che ocntano complessivamente 200 milioni di abitanti, di cui 75 milioni vivono sulle rive del fiume. Il progetto regionale di cooperazione è stato promosso a livello dell’Unione Europea dalla Romania e dall’Austria e punta su tre direzioni: connettività, tutela ambientale e sviluppo socio-economico. Il documento che sta alla base del progetto, avviato a marzo 2009, ricorda “l’unicità e la fragilità del Danubio e del suo Delta, ecosistema che conserva specie rare di piante, minacciate dall’inquinamento provocato dalle azioni umane intense, che potrebbe causare danni irreparabili”. Situata alle foci del Danubio, bagnata da un lungo tratto dello stesso fiume e con una superficie importante del Delta sul suo territorio, la Romania concede una grande importanza alla strategia. Per le autorità romene le opportunità di sviluppo coprono settori che vanno dai trasporti, alla ricostruzione dell’infrastruttura portuale e del canale navigabile, fino a investimenti nella tutela ambientale e della biodiversità.

Parlando dei benefici dell’applicazione di questo progetto europeo, l’eurodeputata romena Ramona Manescu, che si è impegnata nell’elaborazione della strategia per il Danubio, ricorda l’ottimizzazione del trasporto sul Danubio dopo l’ampliamento del canale navigabile, soprattutto del settore vicino alle foci. “Il grosso problema del Danubio e del canale navigabile nella zona è che le navi di grande tonnellaggio, che trasportavano merci sul Mar Nero, non potevano passare. Arrivavano sul Danubio fino ad un certo punto, dopo di che non ce la facevano più a passare. Un settore di circa 300 km era impraticabile. A quel punto la nave veniva scaricata, le merci - spostate su navi più piccole, oppure trasportate via terra. Ciò faceva aumentare anche i costi. Con l’ampliamento del canale navigabile, le navi di grande tonnellaggio potranno viaggiare sul Danubio e arrivare più vicino all’Europa Occidentale”, spiega Ramona Manescu.

Ciò non è un fatto privo di importanza, perché il Danubio rappresenta un’asse prioritaria di trasporto all’interno dell’Unione Europea. “Sono stati compiuti molti studi e siamo stati sostenuti anche dal governo olandese, che ha pagato il più costoso studio di fattibilità, il quale ha rilevato chiaramente che per l’Europa Occidentale la variante più economica è quella di ricevere delle merci dall’Asia attraverso il Mar Nero, sul percorso Costanza - Danubio - Rotterdam. Costa molto meno del classico itinerario sul Mediterraneo. Tale fatto è, in primo luogo, a nostro vantaggio. Le città sul Danubio sono al momento quasi deserte. Il tasso di disoccupazione è alto, ci sono poche scuole e pochi ospedali, per non parlare dell’infrastruttura, che è quasi inesistente. Potete immaginare quanti posti di lavoro saranno creati in quelle città. Questo progetto contribuirà allo sviluppo dei porti sul Danubio. E mi riferisco non solo alla zona di deposito, ma anche al trasporto multimodale, allo sviluppo dell’infrastruttura stradale e ferroviaria”, aggiunge l’eurodeputata Ramona Manescu.

La strategia dell’Unione Europea per la regione del Danubio è anche un’occasione per un approccio integrato ai progetti di sviluppo turistico, spiega da parte sua Viorel Ardeleanu, il coordinatore romeno per la strategia del Danubio. E’ già in via di svolgimento una strategia nazionale di sviluppo durevole della zona rivierasca del Danubio, con emfasi sul turismo, alla quale partecipano 16 istituzioni di sette paesi. Viorel Ardeleanu sottolinea inoltre che la strategia UE per il Danubio rappresenta un’occasione straordinaria per lanciare progetti connessi allo sviluppo urbano delle località in riva al Danubio. Non in ultimo, la strategia includerà anche progetti per la ricostruzione del patrimonio culturale della zona.

Fonte: rri.ro

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Il governo rumeno ha approvato la lettera supplementare di intenti verso il Fondo Monetario Internazionale, con cui Bucarest ha firmato nel 2009 un accordo di prestito. Nel documento, le autorità di Bucarest si impegnano a licenziare entro fine anno 74.000 pubblici dipendenti, oltre ai 27.000 già mandati a casa. Inoltre, le spese per beni e servizi sarano diminuite del 10%. Le misure sono volte a rispettare il deficit del 6,8%. Per il 2011, Bucarest ha come target un deficit del 4,4%, ciò che richiederebbe, tra l’altro, il proseguimento dei licenziamenti nel settore pubblico. Altre restrizioni consistono nel congelamento delle pensioni nel 2011, l’eliminazione della tredicesima e la modifica del sistema di previdenza sociale.

L’Esecutivo di Bucarest ha modificato il modo di pagamento delle assicurazioni per le persone che ottengono dei redditi dai diritti d’autore. Il ministro del Lavoro, Ioan Botis, ha annunciato che l’ordinanza entrerà in vigore all’inizio della prossima settimana. “Il datore di lavoro dovrà fare la dichiarazione di reddito e pagherà i contributi mensilmente. Così, eliminiamo i problemi creati dal fatto che erano i contribuenti a dover inoltrare la dichiarazione. Il valore totale dei contributi individuali resta al 16,5%”, ha spiegato il ministro. Il mese scorso, la maniera in cui venivano raccolti i contributi dalle persone che incassavano diritti d’autore, introdotti di recente nel Codice fiscale, ha generato malconteto tra gli interessati, costretti a ore di file davanti a più sportelli.

Entro fine anno, le autorità romene elaboreranno una strategia per l’integrazione dei rrom e collaboreranno con quelle francesi ad un piano in base al quale siano ottenuti dei fondi europei per l’inclusione sociale di questa minoranza. Le decisioni sono state annunciate giovedì, dopo i colloqui svolti con le autorità di Bucarest dal segretario di stato agli Affari Europei francese Pierre Lellouche e dal ministro per l’Immigrazione Eric Besson. I due ministri hanno detto, d’altra parte, che “non è neppure in discussione” che Parigi sospenda i rimpatri, come richiesto in una risoluzione votata dal Parlamento Europeo.

Bruxelles ha condannato le azioni del governo francese di rimpatriare alcuni gruppi di rrom, provenienti dalla Romania e Bulgaria, e ha chiesto l’immediata cessazione di queste misure. Il documento menziona, inoltre, che la problematica dei rrom non deve influenzare l’ingresso dei due Paesi nell’area Schengen. A Bucarest, il capo della diplomazia romena, Teodor Baconschi, ha dichiarato che desidera evitare le polemiche. “Non leggiamo la risoluzione adottata nel Parlamento Europeo come una mano porsa alla Romania. Abbiamo degli obiettivi da raggiungere, dobbiamo mobilitarci di più e lo faremo”, ha sottolineato Teodor Baconschi.

I deputati romeni hanno bocciato una mozione sull’agricoltura promossa dall’opposizione socialdemocratica, che accusava il governo di non avere un programma di investimenti coerente. Un’altra critica era che gli agricoltori romeni non hanno ricevuto sostegno, motivo per cui la maggior parte delle colture agricole di quest’anno sono andate perse. Il Governo, tramite il ministro dell’agricoltura, Valeriu Tabara, che ha assunto di recente questo dicastero, considera che la responsabilità per la situazione è di tutti i partiti, della maggioranza o all’opposizione. Il ministro ha ricordato che i problemi sottolineati nella mozione sono stati sollevati periodicamente negli ultimi 20 anni e sinora non ne sono state trovate delle soluzioni.

Fonte: rri.ro

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Nel bel mezzo della della alta Val Badia, a a circa 1600 m di altitudine in una posizione ottima ai piedi del Gruppo del Sella, nella valle soleggiata, si trova Corvara, importante centro turistico dell'Alta Badia adagiato ai piedi del passo Campolongo ad ovest e del passo Gardena a Nord.

Le radici di Corvara come stazione turistica per la pratica degli sport invernali risalgono ai primi del secolo scorso, quando nel 1936 venne aperto lo slittone, primo impianto sulla linea che sale al Col Alt, sulla stessa linea si sono succeduti fino ad oggi impianti sempre all'avanguardia della tecnica, nel 2006 è stata installata una modernissima cabinovia ad otto posti che garantisce rapide e comode risalite al riparo dalle intemperie.

L'essere posta al centro della valle fa di Corvara un punto di riferimento obbligato per chi pianifica la propria vacanza per poter usufruire dei caroselli sciistici del Superski Dolomiti, ogni mattina posso decidere verso quale valle dirigermi o se rimanere in loco per godere delle meravigliose piste del carosello del Pralongià, oppure chi cerca pendii di maggior livello tecnico non può assolutamente perdersi le piste del Boé che si snodano alle pendici del gruppo del Sella.

Corvara offre al turista un giusto mix di shopping e sport, alla sera dopo una giornata sugli sci posso fare quattro passi tra i negozi del centro, sorseggiare una cioccolata calda accompagnata da una fetta di torta in una delle pasticcerie del centro, oppure scegliere tra uno degli ottimi ristoranti della valle per una cena tradizionale.

Sulla sinistra orografica della valle che scende dal passo Gardena è morbidamente adagiato su prati assolati il pittoresco paese di Colfosco, frazione del comune di Corvara è il centro abitato più alto della valle posto a ben 1645 metri di quota.

Corvara gode di un accesso privilegiato al circuito del Sella Ronda, e assieme alla vicina Colfosco dispone anche di un piccolo comprensorio sciistico che si snoda alle pendici del Col Pradat ed offre piste di ottimo livello tecnico e famose tra gli sciatori per la qualità della cura e dell'innevamento.

Dalla stagione sciistica 2006/2007 oltre al già citato collegamento del Sella Ronda con il giro dei quattro passi si è aggiunta per gli sciatori della valle la possibilità di raggiungere le piste del Plan de Corones, da Pedraces un rapido skibus ci porta in località Piculin da dove una nuova telecabina risale fino al Piz de Plaies e da qui scendendo fino a San Viglio di Marebbe ho accesso alle piste del Plan de Corones.

Come in ogni comprensorio che si rispetti anche in Alta Badia è presente uno snowpark dove gli snowboarders si possono lanciare nelle loro spericolate evoluzioni tra boardercross, rail e jump, in particolare lo snowpark “Campai” è suddiviso in due parti una per i più esperti ed una più accessibile per chi si sta cimentando per le prime volte.

 

Fuoripista da non perdere e’ il percorso della Val Mezdì che dall’arrivo della funivia del Sass Pordoi conduce tra le ripide pareti del gruppo del Sella percorrendo l’omonima valle ci porta fino alle porte di Corvara. Per raggiungere questo fuoripista bisogna percorrere il Sella Ronda fino al Passo Pordoi (entrambi i sensi di percorrenza sono validi), si sale al Sass Pordoi in funivia da dove un percorso a piedi di circa 40 minuti ci porta all’imbocco del fuoripista, pur trattandosi di un percorso tecnicamente non particolarmente impegnativo, si raccomanda sempre la presenza di un maestro di sci o di una guida alpina.

La stagione estiva offre l'Alta Badia indossare un bellissimo abito verde che sale fino ai piedi delle pareti rocciose dei monti pallidi che sul fare della sera quando sono illuminate dagli ultimi raggio del sole di tingono di rosa dando luogo al famoso e unico fenomeno chiamato “Enrosadira”, termine ladino che letteralmente vuol dire “diventare di color rosa”. ( Fonte: ilturista.info)

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